venerdì 17 giugno 2016

da quassù la terra è bellissima

quando pensiamo alla conquista dello spazio, all'allunaggio, ai primi astronauti è inevitabile che ci vengano in mente le immagini in bianco e nero dello sbarco degli americani sulla luna, così come è inevitabile pensare alla n.a.s.a., all'america in generale.
missioni spaziali = america.

toni bruno scrive un libro bellissimo in cui ci ricorda che in realtà il primo uomo ad andare nello spazio, qualche anno prima dell'atterraggio sulla luna, fu un russo, juri gagarin, che pronunciò la frase da quassù la terra è bellissima, senza frontiere né confini, una frase d'effetto, certo, ma di sicuro lo fu di più in un momento storico in cui il suo paese viveva sull'orlo del conflitto con l'america, un momento in cui i confini erano ben segnati sulle mappe.
mentre sulla terra la guerra sembrava pronta a scatenarsi in ogni momento, dallo spazio un uomo scopriva per la prima volta che il nostro pianeta è blu, è bellissimo, e sopratutto, non ha frontiere per nessuno.

da quassù la terra è bellissima è un romanzo che racconta un momento importante della nostra storia, e lo fa stringendo l'obbiettivo su due uomini e sulla loro difficile, improbabile amicizia.


guerra fredda, russia.
akim smirnov è l'eroe del paese, l'uomo che è andato nello spazio. adesso, il governo vuole riuscire a fargli compiere un'altra missione, ma qualcosa gli impedisce di tornare in orbita.
qualcosa di incomprensibile lo blocca, lo terrorizza al punto tale da non rendergli possibili neppure gli addestramenti. non è solo la sua carriera ad essere compromessa, ma la sua stessa esistenza risente di queste difficoltà. l'eroe della nazione non dovrebbe cedere davanti a nulla, dovrebbe essere pronto a compiere di nuovo l'impresa che lo ha reso quello che è. eppure...
nel frattempo, in america, conosciamo frank jones: studia psicologia, lavora come ricercatore all'università, senza ammazzarsi di fatica, passando buona parte del suo tempo a bighellonare. è un tipo parecchio ansioso, e ricevere una lettera dal governo per andare in guerra - è il periodo della guerra in vietnam - non era il primo dei suoi desideri. e così, quando succede, riesce a farsi scegliere come psicologo di akim smirnov, nonostante la tensione tra america e russia, nonostante i due si trovino a essere nemici prima ancora di conoscersi, nonostante per entrambi, collaborare può in qualsiasi momento essere interpretato come tradire la patria.
ma c'è un luogo in cui le frontiere davvero non esistono, dove davvero la terra è uguale per tutti. e non è solo lo spazio lontano.
era facile scadere in luoghi comuni, ma l'autore racconta una storia d'amicizia profonda e sincera, quell'amicizia che sboccia piano piano, dopo una fase di reciproca antipatia. e lo fa senza fronzoli ma con un'enorme sensibilità.
toni bruno riesce a umanizzare una figura che è stata forzatamente fatta ascendere al ruolo di eroe, e dare la possibilità, al più comune degli uomini comuni di camminargli accanto in un percorso difficile quanto necessario, crescendo e rendendosi conto di essere più di quello che pensava. due opposti, due uomini lontanissimi che si incontrano per scoprirsi simili in un unico piccolo spazio interiore, nel ricordo di un passato che è impossibile cancellare o dimenticare, che - per quanto doloroso - va messo in discussione, per poter vivere il presente e guardare senza paura verso il futuro, qualsiasi esso sia, che si annidi tra le stelle o che tenga i piedi ben piantati per terra.

la trama si dipana pagina dopo pagina, scopriamo i personaggi poco alla volta, all'inizio ci sentiamo quasi spaesati, pian piano impariamo a capire akim e frank, il loro iniziale accettarsi per necessità che si fa sempre di più legame sincero, entriamo nella storia quasi scivolandoci dentro, aspettando il momento in cui avremo tutte le risposte, ma senza nessuna fretta, godendoci vignetta per vignetta un racconto scritto e disegnato meravigliosamente.

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