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martedì 20 agosto 2013

la pittrice di anime

dopo aver letto e apprezzato passione vintage, ho deciso di seguire il consiglio di daniela e di provare a leggere qualche altra cosa di isabel wolff.
la pittrice di anime ha confermato il mio giudizio su questa autrice: è un bel romanzo, uno di quelli che si leggono tutti di un fiato, una storia che anche se in qualche modo si sa come andrà a finire, non si riesce ad abbandonare fino all'ultima pagina.

la protagonista questa volta è, come da titolo, una pittrice, una ritrattista per la precisione, diventata famosa grazie ai suoi dipinti, ritratti in grado di cogliere e mostrare non soltanto l'aspetto dei soggetti ma anche la loro personalità, la loro interiorità. o la loro anima se preferite.
ma si sa, la vita degli artisti non è mai facile, anzi spesso è segnata da eventi crudeli e dolorosi. nel caso di ella si tratta di suo padre, che ha abbandonato lei e sua madre quando lei era bambina, per andare a vivere dall'altra parte del mondo, in australia, con un'altra donna.
nonostante siano passati trent'anni da quella volta, nonostante sua madre abbia un marito ed ella una sorella più piccola di lei, chloe, per ella è sempre un pensiero triste e fisso quello di suo padre, e spesso vive come dei flashback di scene in cui si trova insieme alla sua famiglia al completo, da bambina, scene che la lasciano spesso confusa e spaesata.
se l'inizio della sua carriera di pittrice è stato dettato dalla voglia di non far scomparire dalla sua mente di bambina l'immagine del volto di suo padre, adesso ella dipinge le persone e le loro storie, forse per non pensare alla sua di storia, alla famiglia sgangherata e all'amore che non esiste da troppi anni per lei.
incontra clienti non sempre facili da ritrarre, ognuno con un segreto che verrà alla luce sulla tela di ella, ognuno che lascerà nella giovane donna un bel ricordo... tutti tranne uno, nate, il fidanzato di sua sorella chloe - da poco uscita da una storia con un uomo sposato che le ha distrutto il cuore - un tipo, secondo ella, falso e calcolatore, affatto innamorato di chloe.
ella lo detesta con tutto il cuore ma come può spiegare alla sua finalmente di nuovo felice sorellina il perché di tanto astio senza ferirla di nuovo, adesso che lei sembra di nuovo felice?
così mentre si prepara il matrimonio tra i due, ella dovrà sopportare di ritrarre nate, per la prima volta il suo soggetto sarà qualcuno che giudica davvero insopportabile...

inutile spiegarvi come va avanti la vicenda, vi toglierei il gusto di leggere un bel libro, con qualche colpo di scena davvero inaspettato.
molto belle e spesso toccanti le storie che raccontano i soggetti dei quadri di elle, mi hanno ricordato un po' la vicenda del cappottino azzurro e della vecchietta in passione vintage.
una storia semplice, nulla di sbalorditivo o memorabile, ma di certo una lettura piacevole che rimane impressa in qualche angolino nella testa e nel cuore.

venerdì 22 marzo 2013

passione vintage (ma anche del perché sarebbe il caso di smettere di avere pregiudizi)

ecco appunto. ho passato anni e anni a storcere il naso ogni volta che sentivo la parola romance, o anche romanzo rosa, o letteratura al femminile. avevo la certezza che si trattasse di banali storie in cui languide fanciulle trovavano l'uomo dei sogni, bello, alto, muscoloso, con il mascellone da batman, l'immancabile possente verga, che dispensa orgasmi multipli e contemporanei ogni tre pagine.
lo so. perdonatemi.
insomma, è arrivato un momento in cui delle persone di cui ho grandissima stima (che sono anna e daniela, che passano spesso qui a commentare e tutto il resto) mi hanno suggerito la kinsella. lo sapete quanto questa autrice mi abbia rubato il cuore, no? quindi ho continuato a cercare, chiedere ed accettare i loro consigli. anche quest'ultima lettura è dovuta a una piacevole chiacchierata su facebook con dany a proposito di cosa indossare con un cuore spezzato. e devo ammettere che se quello mi era piaciucchiato, questo passione vintage - a dispetto del titolo poco attraente - mi ha davvero rapita!

i pregiudizi son duri a perdersi e mi aspettavo una storia di una ragazza fissata con gli abiti vintage, con l'intrallazzo amoroso e l'amica ninfomane magari. e invece.
passione vintage è un romanzo coinvolgente che trascina il lettore a toccare argomenti forti e spinosi senza perdere neanche un momento la delicatezza e la leggerezza.
la copertina dell'edizione inglese.
devo aggiungere che mi piace
molto di più di quella italiana?
*attenzione agli spoiler!* phoebe ha deciso di lasciare il suo vecchio lavoro di banditrice d'asta per mettersi in proprio e aprire un negozio di vestiti vintage. ha chiesto un prestito per il locale e adesso tutta la sua vita di poco più che trentenne dipende dal futuro di questa attività. ha lasciato il suo fidanzato, guy, con cui stava per convolare a nozze, ha alle spalle una famiglia abbastanza disastrata con un padre che ha lasciato la casa - perché ha avuto un figlio da una donna che potrebbe essere sorella di phoebe - e una madre che passa il tempo a informarsi su qualsiasi operazione o trattamento estetico possa farla ringiovanire.
ma quello che più le fa male è il ricordo di emma, la sua migliore amica, che non c'è più, che si è uccisa e che forse lei poteva aiutare e invece non ha fatto.
il negozio adesso è per lei un rifugio dai pensieri ma anche un trampolino di lancio da cui far partire una nuova vita. e il primo dei tanti incontri che daranno una frullata alla sua esistenza avviene proprio prima dell'inaugurazione, con un giovane strampalato (e ovviamente belloccio) giornalista di quartiere, dan, che scrive per un nuovo giornale locale e che ha chiesto a phoebe di concedergli un'intervista. pubblicità gratis non si rifiuta mai.
l'articolo di dan garantirà una buona clientela fin da subito, ma sopratutto porterà alcuni personaggi secondari imprescindibili nella vita di phoebe: annie, l'attrice che vorrebbe scrivere un pezzo teatrale tutto suo, ma non ha una storia da raccontare, esperta e amante degli abiti vintage che aiuta phoebe in negozio come commessa, poi kelly e katie, due giovani ragazze che si scoprono innamorate degli abiti da ballo in stile anni cinquanta e sopratutto la dolce vecchia thérèse, un'anziana signora francese che ha chiesto a phoebe di comprare i suoi vestiti per esporli e rivenderli nel suo negozio.
nell'armadio di thérèse, accanto ai suoi elegantissimi vestiti e tailleurs, è appeso anche un piccolo cappottino azzurro, un cappotto per bambina custodito per quasi tutta una vita e che nasconde e racchiude una storia emozionante e commovente che risale al periodo della seconda guerra mondiale.

accanto alla mezza cotta per miles, affascinante vedovo incastrato da una figlia, roxy, stronza e viziata oltre ogni possibile immaginazione, il romanzo racconta principalmente la storia di tante donne, ognuna con le sue ferite, più o meno profonde. le amicizie, gli amori finiti male, le famiglie scombinate, i ricordi, il futuro, tutto viene affrontato più o meno costantemente, da donne diversissime tra loro ma unite da un invisibile sottilissimo filo che forse è il destino, forse è semplicemente l'istinto di sorellanza che accomuna anche le anime più lontane quando la vita diventa troppo difficile da vivere senza una mano a cui aggrapparsi.

dietro la storia, dietro ai fatti narrati e ai personaggi, il messaggio è semplice e per nulla banale come si potrebbe voler credere: l'equilibrio, sottile e delicatissimo, tra lo sconvolgimento causato dal dolore e la sua accettazione, tra il passato e un presente che sa proiettarsi nel futuro si può ottenere a volte nei modi più impensati. magari proprio in un negozio di vestiti vintage.