venerdì 20 novembre 2015

lost in translation

le parole sono la cosa più bella e incredibile del mondo.
suoni che traducono concetti che traducono cose, azioni, pensieri. ci permettono di esprimere i nostri pensieri, di raccontare storie, di dar forma ai nostri sentimenti, e ovviamente sono il mezzo che abbiamo per capire gli altri. per me è davvero la cosa più bella che potessimo inventarci, è quasi come se fosse una magia.
ma forse la cosa più bella è che spostandoci da una parte all'altra del mondo, il modo di esprimere concetti cambia al punto tale che certe parole non esistono che in certe lingue, parole che non sapevamo potessero esistere, ma potrebbero darci la possibilità di esprimere quei sentimenti indefiniti che spesso non sappiamo raccontare.
il libro di ella frances sanders, lost in translation, è dedicato proprio a queste parole.


ogni parola di cui sanders ci racconta la storia è accompagnata da una bellissima illustrazione realizzata sempre dalla stessa autrice.

io ho desiderato questo libretto dal primo momento in cui ne ho visto la foto in giro su internet e - cosa rarissima per me - l'ho avuto il giorno stesso in cui è uscito, è stato un regalo e un souvenir dell'ultimo viaggio, e tra le pagine, in mezzo alle altre parole, c'è virtualmente anche quella che descrive l'emozione di girare per posti bellissimi ed estranei insieme alla persona che ami sentendo che con quella mano nella tua mano appartieni a ogni posto.

ma a parte i miei deliri romantici, ho scelto cinque parole dal libro, che mi piacciono tantissimo.
c'è samar, che è arabo, e traduce il perdersi nei racconti fino a tarda notte, senza rendersi conto del tempo che passa. non sapevo che potesse esserci una parola per una cosa tanto deliziosa, ma io adoro chiacchierare di notte fino allo sfinimento. lo adora meno chi mi deve sopportare...
komorebi, che in giapponese è la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi e gurfa, che in arabo è la quantità di acqua che si può tenere nel palmo di una mano: queste due parole si riferiscono a qualcosa di piccolo, di - forse - trascurabile. ma mi piace l'idea che anche qualcosa di così piccolo abbia una parola tutta per sé, è un bel modo di fare attenzione alle piccole cose e di rendere loro l'attenzione che meritano.
poi c'è ya'abournee, che sempre in arabo (urge leggere autori arabi, chi inventa delle parole così belle deve scrivere storie bellissime), indica la speranza, un po' macabra ma molto romantica, di morire prima della persona che ami, perché sai che non potresti sopportare la sua mancanza. parlare di morte alla persona che ami è forse un po' tabù, sopratutto quando si è giovani, ma questo è un sentimento che mi appartiene, e trovare un modo così perfetto per descriverlo mi ha un po' sorpresa.
per tornare allegri, c'è tsundoku, e qui i colpevoli siamo tanti! per i giapponesi questa parola indica un libro acquistato e non letto, solitamente impilato sopra ad altri libri non letti. possiamo però giustificarci che è la nostra scorta di storie per le situazioni di emergenza... di certo questo libro qui non ne farebbe parte, si divora in poco tempo e si risfoglia poi con piacere più e più volte.


ps. lost in translation aspettava di avere un post tutto per sé da circa un mese, ma l'attesa è valsa, me lo sono conservata proprio per oggi perché questo è il seicentesimo post su claccalegge! ci voleva qualcosa di bello per festeggiare, no?

4 commenti:

  1. Libro interessantissimo, lo metto subito nella wishlist di Amazon: nella mia ignoranza credevo fossero solo meme da Facebook e invece...!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. magari avessimo meme così interessanti e belli su fb, il mondo sarebbe un posto migliore!

      Elimina
  2. Ciao Clacca..il tuo libro recensito mi ha davvero colpita...infatti però ho chiesto delucidazioni dei termini arabi ad un'amica marocchina laureata in lingua araba( poichè in Marocco mi ha spiegato usualmente utilizzano il "dialetto" marocchino).
    Bene ..mi ha spiegato che samar in verità si scriverebbe sahar (acca aspirata) e significa qualcosa come fare notte, fare le ore piccole nn espressamente chiacchierando.
    Ciò nulla vuole togliere alla bellezza del libro..solo una precisazione(spero nn essere sembrata petulante!) ciao:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao simo! no, ma che petulante, anzi grazie! io sinceramente non capisco proprio niente di arabo, per cui mi sono rifatta esclusivamente a quanto scritto sul libro, per cui eventuali precisazioni sono molto ben accette ^^

      a presto! ♥

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...