lunedì 20 maggio 2013

il ragazzo del destino

circa un anno fa ricevetti la mail di una ragazza che mi chiedeva se volevo leggere e recensire il suo libro, partecipando a una catena di lettura che aveva organizzato tra blogger.
accettai nonostante il genere (una sorta di urban fantasy) non mi fosse proprio congeniale, in parte perché ho tantissima stima e simpatia per chi riesce a realizzare il sogno di scrivere e pubblicare il suo romanzo, in parte perché si sa mai che non mi stia perdendo qualcosa di interessante.
quella ragazza si chiama maria elena gattuso e il libro, che mi è arrivato dopo un lungo giro - a giudicare dalle firme delle precedenti lettrici che contiene - è il ragazzo del destino.

non è stata una lettura facile per me, lo ammetto, e non mi è facile scrivere questa recensione. mi conoscete e sapete che sono drammaticamente irruenta e istintiva a trarre giudizi, però ho preso troppo in simpatia maria elena e non voglio scivolare nei due peggiori atteggiamenti che si potrebbero avere quando qualcuno chiede un parere: niente cattiveria e niente adulazione. la prima svilisce, deprime, fa venire voglia di gettare la spugna, nasconde i pregi per puntare i riflettori sui difetti e porta dritti alla sbagliatissima strada della rinuncia; la seconda, peggio ancora, cela tutto quello che c'è di sbagliato rendendo impossibile qualsiasi miglioramento.

quindi passo per la terza via, quella della critica, razionale e sensata. è sicuramente la strada più lunga e difficile, ma penso che sia la più onesta e utile. quindi vado passo per passo a parlare nel modo più esauriente possibile di questo libro, che ha tanti pregi quanti difetti.
e credo di essere una delle voci fuori dal coro dicendo che questo romanzo mi ha lasciata un po' insoddisfatta dal punto di vista personale, avendo letto un sacco di recensioni positivissime ed entusiaste, scritte plausibilmente da blogger e lettrici un po' più giovani di me.

cominciamo con la trama: il leitmotiv della vicenda è il rapporto di rebecca, sedicenne liceale, con il destino, quello con la d maiuscola. la ragazza non vuole proprio saperne dell'idea che la sua vita è controllata da una forza superiore ed estranea ed è convinta che sia possibile decidere tutto e plasmare l'avvenire con le proprie mani e le proprie azioni. detesta gli oroscopi e prende in giro la sua migliore amica, francesca, che invece vi si affida quasi completamente.
un giorno rebecca rischia un incidente che potrebbe costarle la vita: mentre sta per attraversare la strada la sua attenzione viene rapita da un ragazzo che dall'autobus le manda baci con le mani, si ferma per un attimo e proprio in quel momento un motorino le passa a un millimetro dalla punta del naso a tutta velocità. senza il ragazzo dell'autobus sarebbe certamente finita sotto.
da quel momento rebecca scopre che non solo il destino esiste, ma che anche può possedere le persone a suo piacimento, e decide di farlo per lanciarle una sfida (diciamo che il destino è abbastanza irritato per il fatto che la ragazza lo sottovaluta di molto): le propone una settimana in cui le renderà la vita quasi impossibile, se rebecca riesce a resistere, lui la lascerà libera di vivere come vuole, nel caso in cui dovesse arrendersi prima, il destino continuerà a gestire la sua esistenza. e se tutto questo non bastasse, il destino le comunica pure che nel futuro non solo lei non sarà al fianco di dario, il ragazzo di cui è segretamente cotta, ma anzi si innamorerà di raffaele (nel quale il destino si incarna piuttosto spesso), personaggio che all'inizio è per rebecca un estraneo ma con il passare del tempo e delle vicende diventerà un mistero e per il quale nutrirà quasi odio.
come può il destino essere così sicuro che lei compirà scelte che la porteranno a un futuro che le sembra a dir poco assurdo? non svelo nulla in più della trama che è molto complessa, perché non voglio togliere a nessuno il gusto della sorpresa.
fino a questo mi è piaciuto molto: l'idea anche se non è il massimo dell'originalità (lo scontro dell'uomo e dell'entità superiore con tanto di scommessa) in ogni caso è carina e interessante.
il problema è che un po' ci si perde nella narrazione dei fatti, in situazioni a volte un po' esagerate e forzate.
per quello che riguarda la trama il mio voto è 3/5.

passiamo al tasto dolente. i personaggi e la loro - quasi inesistente - psicologia.
ci sono in effetti due grandi gruppi, divisi senza molta originalità: maschi e femmine.
l'atteggiamento di rebecca nei confronti degli appartenenti ai due gruppi è talmente diverso da far dubitare di un caso di schizofrenia.
i ragazzi che compaiono nella storia, persino i bulletti cattivi, (che io non so secondo quale logica nessuno abbia loro rotto le gambe, mi sa che dalle mie parti funziona in modo diverso) hanno tutti in qualche modo una grande dose di fascino agli occhi della protagonista. sono maleducati, cafoni, stronzi, addirittura maneschi se non proprio violenti, irrispettosi e stupidi. delle vere e proprie cacche, gente che a incontrarla manco vale la pena rivolgerle il saluto. eppure rebecca non fa che gravitare attorno a tutti questi centri di gravità non troppo permanente, continuando a cambiare idea sulle cose e sulla gente (perdona franco, ma mai canzone fu più appropriata). uno le molla un ceffone, lei invece di tirargli una ginocchiata sulle palle rimane stordita e imbambolata e dopo qualche frase dell'ominide di turno - da perfetto cafone - giunge alla conclusione che sotto tutta quella cacca deve esserci un cuore d'oro, sorride e pensa che bravo ragazzo. e peggio ancora, vive delle parole di tutti questi neanchepernienteuomini, cedendo a qualsiasi minaccia, di cui per altro sono parecchio prodighi.
mi sembra abbastanza incoerente una ragazzina che sfida il destino in persona e poi vive sottomettendosi ogni volta a qualsiasi adolescente dotato - si suppone - di pene. questa cosa mi ha irritata e infastidita oltre misura, considerando sopratutto che è un libro per adolescenti e che il messaggio che trasmette è che se sei maschio e meni una ragazza non sei uno stronzo pezzo di merda, ma uno figo.
davvero, questa cosa è insopportabile e mi fa venire difficile consigliare la lettura del romanzo. mi ha davvero urtata.
per quello che riguarda le donne, rebecca le distingue in tre "gruppi": francesca, la migliore amica, alla quale concede meno affetto che alla sua gatta nonostante la definisca la persona più importante della sua esistenza (ovviamente dopo dario), la madre, la cui identità si risolve nella definizione di madre stronza e incostante e poco interessata alla figlia, e in tutti gli altri personaggi femminili, che si possono tranquillamente considerare ochette/stronze/cactus sullo sfondo.
il mio voto per la costruzione e gestione dei personaggi è 1/5.

per quello che riguarda lo stile, è molto semplice e non ancora definito. maria elena è un'autrice giovanissima alla primissima esperienza, e questo si vede anche nel modo in cui scrive. ci sono degli errori lessicali che mi hanno un po' lasciata basita e in generale il vocabolario è molto semplice, ma credo proprio sia dovuto alla giovanissima età e al fatto che si tratti per lei dell'esordio.
le carte in tavola per continuare su questa strada e andare sempre migliorando ci sono, c'è la capacità di creare e raccontare le storie, di intrecciare una trama complessa e articolata e di gestire un buon numero di personaggi, cosa non da poco. c'è per contro la presenza, o meglio, la totale assenza di un editor che abbia saputo tirare fuori il meglio dal talento dell'autrice, aiutandola nei passaggi più difficoltosi.
mi auguro che per il suo prossimo libro si rivolga a qualcuno più competente ed esperto, così da riuscire a tirare fuori tutto quello che è rimasto sepolto in questa prima prova.
editore a parte, per il quale non continuo a esprimermi perché altrimenti cadrei molto in basso, il voto per lo stile è di 2/5.

ringrazio tantissimo maria elena per avermi dato modo di leggere il suo libro, le faccio i complimenti e le do soltanto due consigli: leggi tanto e scrivi tanto! non fermarti a questo libro, aspetto il prossimo!

2 commenti:

  1. Sicuramente una recensione che tornerà utile all'autrice in questione :) se non si evidenziano anche i difetti non si riesce a migliorare ^^

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