mercoledì 14 settembre 2016

sono dio

è questo diario che sto scrivendo che mi sta portando alla rovina. uno scrive, e più scrive, più si sdilinquisce, è inevitabile, e va a finire che si mette in testa ogni sorta di fesserie. comincia a sragionare, s'innamora.

cosa succede se a un certo punto dio comincia a scrivere una sorta di diario? succede, come succede per tutti, che a furia di pensare e ripensare a quello che guarda, inizia a provare dei sentimenti inaccettabili per una divinità (l'unica divinità. avesse magari dei colleghi con cui chiacchierare, magari non si sarebbe sminuito a scrivere come un uomo e a usare il linguaggio povero e inefficace degli uomini). e, insomma, stanco di vagare (non è che dio vaghi, però più o meno si può dire così) per l'universo, decide di dare un'occhiata alla terra, in particolare a quelle mal riuscite creature che sono gli esseri umani, ancora più in particolare a una ragazza, non troppo bella, magra sopra e cicciotta sotto, intelligente, questo sì, ma atea (questo da un po' fastidio a un dio, ma che ci vuoi fare?) e di facili costumi, che fa la genetista e nel tempo libero passa il tempo a ingravidare artificialmente vacche (anche questo da un po' ai nervi a un dio che ha creato mucche e tori in modo che si riproducessero senza problemi, ma gli uomini sono così, che ci vuoi fare? non si può mica apparire ogni momento sulla terra a correggere tutte le cazzate che gli uomini fanno in continuazione), e insomma, in qualche modo dio inizia ad affezionarsi un po' troppo a questa ragazza, nonostante tutto. è imbarazzante dirlo, si tratta pur sempre di dio, ma osserva e osserva, alla fine si innamora.
già.
di un'umana neanche bella, intelligente, ok, ma che non crede in lui, che brucia crocifissi e crede che la scienza sia la risposta di tutto. poteva andar peggio?
ovvio.
perché non appena dio comincia a pensare come gli uomini, a parlare come gli uomini e poi a provare un sentimento così umano, allora poi va tutto a rotoli, e quel dio che ha sempre guardato con distacco il gran casino che gli uomini stanno combinando sulla terra, a un certo punto inizia a provare rabbia, invidia (assurdo, no?), voglia di debellare quelle creature promiscue e pericolose che stanno distruggendo tutto quello che lui ha creato (e bisogna dire che ha fatto un bel lavoro).
ma in fondo lui è dio. c'è mica bisogno di prendersela tanto? (ecco perché siamo salvi e sto ancora qui a scrivere la recensione di questo libro)

giacomo sartori con sono dio ha fatto un gran bel lavoro, ha scritto un romanzo divertente e intelligente, un romanzo che sembrerebbe parlare di dio, ma alla fine parla degli esseri umani, delle loro scelte (spesso sbagliate), del loro destino (non il destino inteso come strada tracciata da un'entità estranea e superiore, ma come l'inevitabile conseguenza delle azioni compiute), della loro arroganza e delle loro debolezze.
di certo leggerlo non vi cambierà la vita, ma qualche ora di piacevolissimo intrattenimento - e qualche spunto di riflessione, che non fa mai male - lo regala.

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