venerdì 3 marzo 2017

e così conoscerai l'universo e gli dei

sia che immaginiamo un dio creatore, che ci ha dato la vita per sconfinato amore, sia che pensiamo di essere stati noi a creare gli dei a nostra immagine e somiglianza, la verità è che non siamo mai tanto arroganti ed egocentrici quando parliamo di dio.
ma se le cose fossero andate in modo completamente diverso?


in principio gli dei erano tre: ablavar, zantek e blorax, anzi quattro, perché c'era anche il loro maestro, e per ricevere la sua approvazione i tre dei giocavano con la materia, davano origine a mondi e alle creature che li abitavano, cercando di sfruttare al meglio le loro capacità e la loro immaginazione.

tra strutture molecolari psichedeliche e impossibili, in questa genesi della terra vediamo il nostro pianeta popolarsi di ani-mali e u-mani: i primi creati da ablavar, forse un po' grotteschi ma a loro modo teneri e accarezzevolissimi (cit.), i secondi da zantek, più evoluti ma decisamente meno... carini.


secondo e così conoscerai l'universo e gli dei di jesse jacobs la creazione del mondo e dei suoi abitanti non è stata poi qualcosa di così grandioso e magnificente come siamo stati abituati a credere: capricciosi e infantili, ablavar e zandek si sono scontrati per far prevalere le proprie creature l'una sull'altra agli occhi del loro maestro.
zandek però, desideroso di distruggere l'opera di ablavar e di umiliarlo in ogni modo possibile, non perde occasione per usare i suoi uomini per insegnare loro a essere crudeli e violenti.


la prima famiglia di umani infatti non ci fa esattamente onore: la prima coppia è ingenua, incapace di discernere il bene dal male, incapace di capire il perché delle cose, di trovare un collegamento tra causa ed effetto. probabilmente, la donna è stata la prima ad essere stata creata: ha più esperienza e il mondo la spaventa di meno di quanto non faccia con il primo uomo, terrorizzato da ogni cosa che non capisce - ovvero quasi tutto - ossessionato solo dal pensiero di procurarsi il cibo, qualsiasi esso sia.
mezzo gradino evolutivo sopra (e non che questo sia necessariamente un bene) sono i loro due figli, che sembrano riproporre in piccolo lo scontro tra i due dei: rispettoso e sensibile uno, crudele l'altro, sempre insieme ma sempre in contrasto tra loro. non vi fa venire in mente niente?


le possibili analisi sono tante: i due fratelli, che ovviamente ricordano la coppia caino/abele della bibbia, sviluppano le loro attitudini - e di conseguenza i loro destini - in modo completamente diverso da quello che conosciamo perché diversi sono gli dei di jesse jacobs dal dio della genesi: non c'è alcuna legge morale a cui obbedire per queste divinità, o se ce ne sono non ci appartengono e non le capiamo.
zandek fa la guerra ad ablavar per il puro piacere di farla, come un bambino che fa i dispetti a un altro bambino, e al contempo vede, come unica possibilità di mostrarsi superiore a lui, quella di intralciare il suo lavoro, così le creature di zandek praticano atti di violenza e crudeltà senza farsi domande, senza neppure immaginare cosa possa essere il concetto di morale.
jesse jacobs non interpreta né giudica il comportamento dei suoi personaggi, ma ci lascia la possibilità di farci un'idea precisa sull'origine e sul significato della violenza stessa.

oltre le considerazioni di carattere etico, che ho trovato inaspettatamente forti e importanti, e così conoscerai l'universo e gli dei ci regala tavole visionarie in cui geometrie impossibili e strutture organiche si fondono, separano e riuniscono continuamente, in un caleidoscopico assestarsi della creazione stessa, sintetizzato e concluso nell'espressione di ablavar davanti a un mondo diverso da quello che aveva creato, un mondo tanto più apprezzato dal suo maestro quanto più spigoloso, duro e crudele di quello che aveva immaginato.


io penso che i concetti più importanti e basilari legati alla verità della natura e della condizione umana siano in realtà estremamente semplici, così tanto da rendere insignificante - ed estremamente difficile - qualsiasi tentativo di parlarne, di discernerli e spiegarli.
su alcuni di essi, tra le pagine di questo capolavoro, jacobs ci aiuta a fare chiarezza, in modo più emozionale che razionale.
e così conoscerai l'universo e gli dei è un libro di cui è difficile parlare ma che riesce - senza trasformarsi in un trattato filosofico, ma rimanendo sempre nel piano della narrativa - a lasciare la sensazione che, attraverso una versione fantastica e fantasiosa della creazione, ci sia stato concesso di afferrare qualcosa di fondamentale sull'essenza umana.

giovedì 2 marzo 2017

to be read ~ marzo


questa volta è stato veramente più difficile. la tbr di febbraio non mi è servita a moltissimo, ho letto un sacco di cose che non pensavo di leggere e non ho fatto in tempo a sfogliare alcuni dei libri che avevo messo in lista, quindi questo mese ho cercato di abbassare un po' il tiro e di tenere fuori i titoli più in forse, quantomeno per non rimanerci troppo male a fine mese.
(ah, questa volta il bigliettino me lo sono ricordata!)


sicuramente avete notato che è tornato viaggi nel tempo. non è il solo della tbr dello scorso mese che non ho letto, ma è quello che mi è dispiaciuto di più rimandare. ce la farò questo mese?
c'è yuri, che sarà il mio primo libro di igort. so che lui è un autore-must, ma non ho mai letto nulla di suo, ogni volta rimandavo per un motivo o per un altro, ma davanti all'incredibile carineria di questo libro qui non ho saputo resistere.
finalmente frida di vanna vinci! uno dei titoli che più desideravo, l'ho recuperato insieme a monster allergy - domulacrum grazie al buono affiliazione amazon (a proposito, grazie a tutti voi che passate da qui prima di fare i vostri acquisti ♥), altrimenti, visti i prezzi sconfortanti di entrambi, avrei continuato a rimandare fino a che non li trovavo usati.
e così conoscerai l'universo e gli dei in realtà l'ho già letto (e - spoiler! - ve ne parlerò domani), ma è un mega capolavoro e ci tenevo a farvelo vedere anche qui.
scartabellando tra le pile di cose da leggere che invadono la mia camera (ah, ho un po' risolto il problema dello spazio perché il misterioso recensore ha comprato una libreria nuova e ho traslocato un po' di cose da lui) ho trovato topolino e i signori della galassia, che credo di aver acquistato addirittura a dicembre! mi aspetta da mesi e io mi ero quasi dimenticata di averlo.
ho già letto queste storie, ma davanti a questi bei monografici disney non so proprio resistere...
ammetto di aver già letto anche il cane che guarda le stelle e il cane che guarda le stelle - racconti, ma mentre preparavo la pila da fotografare mi hanno guardato come a dire dai, spamma anche noi, e che potevo fare io? spero di parlarvene prestissimo, mi sono piaciuti parecchio e no, non sono così tristi come ho letto in giro, anzi, a me hanno messo quasi una certa pace interiore.
the best of paperopoli 2017 è una raccolta delle migliori dodici storie papere pubblicate lo scorso anno su topolino. come sopra, non so resistere ai volumoni disney da quando avevo dodici anni.
infine, soffro con un cane, preso un paio di settimane fa a catania che non vedo di leggere, e finzione infinita, che mi ero appositamente lasciata da parte per il mese che noi del book bloggers blabbering abbiamo deciso di dedicare a eris edizioni.

ce la farò questa volta? non so, ma questi primi accenni di inizio primavera mi fanno venire una voglia di ozio incredibile, vorrei passare pomeriggi interi a leggere e pigroneggiare, e invece mi ritrovo sempre tante di quelle cose da fare che mi sa che prima o poi esploderò...

mercoledì 1 marzo 2017

indie BBB café | intervista a eris edizioni


l'indie BBB café ha aperto i suoi battenti a gennaio, proponendosi di essere un luogo virtuale in cui noi del book bloggers blabbering, gli editori, gli autori e i lettori potessero chiacchierare di libri, di editoria e sopratutto di storie. in questi primi mesi abbiamo conosciuto casasirio e las vegas edizioni (vi rimando qui per rileggere tutti i post fino a ora pubblicati) mentre marzo si apre qui su claccalegge ospitando eris edizioni, una casa editrice indipendente e innovativa, che ha raccolto nel suo catalogo, dal 2010 a oggi, titoli e autori fuori dagli schemi, nomi affermati e artisti esordienti, autori italiani e stranieri, che hanno saputo regalare un nuovo significato alla narrativa in generale ma sopratutto al fumetto, e che, nel giro di poco dal momento in cui l'ho conosciuta, è diventata tra le mie case editrici preferite.

ma la smetto con i preamboli e vi lascio immediatamente alla bella chiacchierata che mi hanno concesso! buona lettura!


ciao ragazzi, grazie mille per aver accettato l'invito all'indie bbb cafè! siamo felici e un pizzico orgogliose (ammettiamolo!) di avervi qui con noi!
iniziamo... dall'inizio! ci raccontate della nascita di eris edizioni?
Eris è nata nel 2009 a ridosso della fine del movimento studentesco dell’Onda (che si opponeva alla riforma Gelmini della scuola e dell'Università). Nel 2010 abbiamo dato alle stampe i primi libri che erano autoproduzioni, piccoli oggetti rilegati a mano e in tiratura limitata, di poesia e narrativa illustrata. Solo più tardi sono arrivati i primi libri stampati in tipografia. I primi tre anni, dal 2010 al 2013, ci sono serviti per imparare tutto quello che oggi sappiamo sullo scegliere, produrre e commercializzare un libro. Tre anni di autoformazione (nessuno di noi aveva avuto in precedenza esperienze nel campo editoriale) e continuo scambio di informazioni con i nostri colleghi, collaboratori e amici.
Quando abbiamo cominciato l'avventura avevamo tra i 23 e i 25 anni e nessuna idea di cosa avrebbe comportato dare vita a una realtà come Eris. Come molti altri, sentivamo (e sentiamo) un grande bisogno di qualcosa che andasse oltre l'omologazione della produzione culturale (non solo editoriale). Un'omologazione che non ha un colpevole occulto, come troppo spesso ci viene comodo pensare, ma che si basa sull'inerzia, la semplificazione, l'annullamento delle complessità e l'appiattimento degli standard. Un meccanismo che taglia fuori e lascia inespressa una grande parte di noi e del mondo in cui viviamo. Quindi abbiamo pensato: facciamolo noi, troviamo queste storie, diamogli spazio.
Così è arrivato anche il nome: Eris, la dea della discordia nella mitologia greca. La famosa mela d'oro destinata "alla più bella" che le dee, vanitosissime, si contesero tra loro scatenando la Guerra di Troia, la offrì lei, Eris. Al di là della sua indole "guerrafondaia", abbiamo ripreso questo concetto di "discordia" perché rappresenta perfettamente l'incontro-scontro alla base di ogni narrazione, del farsi cultura, del costruire partendo dall'ammettere le differenze. E poi insomma, si dice che fosse piccolina e che più la si combatteva più lei cresceva, sino a essere così grande da toccare con la testa il cielo, una bella metafora.
nell'immaginario comune fumetto e prosa sono due "mezzi" completamente differenti e a volte capita che gli appassionati dell'uno snobbino un po' l'altro.
perché avete deciso di inserire entrambe queste forme narrative nel vostro catalogo?
Nel nostro percorso le storie e i disegni coesistono sin dall'inizio. Tutti i libri della collana Atropo Narrativa sono illustrati, proprio come i romanzi dell'800 e inizio '900. Ma non è solo questo il motivo.
Anche se per qualcuno esiste una netta divisione tra le due forme, a noi piace pensarle per quello che sono: semplicemente storie. Ogni libro, come dice Roberto Calasso di Adelphi, è un capitolo di un libro ancora più grande, il catalogo. E il catalogo non è la pagina-shop di un sito internet né un elenco di titoli ordinato, ma l'anima, l'essenza di una realtà editoriale.
Dietro ogni nostro libro c'è quel bisogno a cui accenavo prima, raccontare ed esprimere ciò che altrove è normalizzato, banalizzato, standardizzato e che non intacca mai la percezione di ciò che ci circonda. Per noi questo bisogno è una ricerca senza fine: la portiamo avanti nella narrativa come nel fumetto o nella saggistica, così come nell'horror, nella fanstacienza o nel racconto autobiografico.
È un approccio che può sembrare strano, ma al di là delle tifoserie dei "generi", esiste un mondo di persone abituate a passare dal romazo al fumetto, dal cinema alla serie tv, molto più facilmente di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo facciamo noi stessi tutti i giorni.
Eris nasce attorno a quest'idea imprescindibile e tutta la struttura si muove ed evolve al suo servizio. Per questo la differenza tra forme e generi non ci ha mai spaventato. E con il tempo i lettori hanno imparato a comprenderla e ad apprezzarla.
cosa succede quando eris incontra un autore che gli piace? come nasce il libro di un esordiente?
Esattamente come gli altri libri di cui possiamo seguirne la genesi.
Lavorare con gli autori è forse uno degli aspetti più belli per noi. Cerchiamo sempre di farlo in maniera laboratoriale, mettendo a disposizione le nostre competenze affinché la storia che gli autori hanno pensato possa concretizzarsi al massimo delle possibilità. La genesi di una storia è un'alchimia misteriosa che spesso sfugge anche a chi la storia l'ha pensata e voluta. Il nostro sforzo costante nella fase dell'editing è proprio quello di far sì che la storia rimanga coerente a se stessa, a come si è presentata all'inizio nella testa dell'autore. Passiamo spesso moltissime ore con gli autori, se non giornate intere, a rivedere passo per passo lo storyboard o la bozza del libro, confrontandoci e trovando soluzioni insieme, ma sempre con un unico obbiettivo: la riuscita della storia per come ci è stata proposta.
un'ampia veduta dall'alto dell'Eris Caos (foto di gabriele)
e invece come scegliete un autore già pubblicato all'estero per portare le sue opere qui in italia?
Scegliamo sempre opere e/o autori che non sono mai stati pubblicati in Italia e che ovviamente si sposino con la nostra linea editoriale. Questo perché, sopratutto per quanto riguarda il fumetto, le importazioni dei libri nel nostro paese sono rigidamente legate a meccanismi di compravendita dei diritti che puntano l'attenzione verso una cerchia spesso ristretta di stili e autori. Questo, oltre a far trascurare una grande quantità di materiale dal valore incredibile, impedisce una ricerca molto più personale di cui Eris invece non può fare a meno. 
Non a caso stiamo esplorando soprattutto percorsi che hanno rivoluzionato la scena del fumetto nei paesi di origine e che qui in Italia sembrano lontani e impensabili, narrazioni complesse e graffianti che hanno la forza di mettere in discussione chi le legge. E nel pubblicarli abbiamo scoperto poi che molti autori e lettori nostrani sono estremamente ricettivi a questi percorsi e che probabilmente non aspettavano altro che la possibilità di sperimentarli.
il fumetto in italia è davvero in crisi? non si parla di altro, ma è innegabile che negli ultimi anni, sopratutto con lo sdoganamento del termine graphic novel, che pare abbia nobilitato la letteratura disegnata, i fumetti si trovano praticamente dappertutto, persino nelle librerie dei supermercati, e i lettori sembrano essere aumentati di parecchio... ma allora dove sta il problema?
Fumetto o no, l'editoria evoca sempre la parola crisi. Crisi di vendite, emorragie di lettori.
Non siamo nel settore da così tanti anni per avere un paragone storico così vasto...
Sicuramente il fumetto seriale, quello da edicola per intenderci, ha subito dei significativi cali di vendita negli ultimi 20 anni, lo dicono le statistiche, ma i suoi numeri rimangono comunque importanti, non paragonabili al fumetto di cui invece ci occupiamo noi, quello che pare sia stato nobilitato.
Questo tipo di fumetto nasce sin da subito con l'idea di essere destinato alle librerie come alle fumetterie. Senz'altro in questi anni si è fatto spazio, anche nelle librerie generaliste, e senza dubbio ha conquistato un'attenzione notevole. Ma a parte casi eccezionali, che davvero si contano sulle dita di una mano, "la nuova ondata" del fumetto è perfettamente allineata alle vendite di un piccolo/medio editore di varia.
Grazie alla nostra duplice vocazione letteraria e fumettistica e la conoscenza dei relativi settori, ci siamo fatti l'idea che quello del libro, per sua natura, non può essere un mercato redditizzio come normalmente si intendono i mercati. Un libro non potrà mai rendere come un prodotto high-tech. Anche se si fa di tutto per cambiare questa natura.
Il sistema editoriale è al collasso, non perché mancano i lettori, ma perché si tenta disperatamente di non far implodere su se stesse strutture gigantesche o autoreferenziali. E lo si fa pubblicando una quantità di titoli sempre più spaventosa e inseguendo grandi numeri e non grandi libri. Perdendo oltretutto la capacità di accompagnare e far crescere nuove generazioni di autori e lettori.

Tornando al fumetto, crediamo che questo momento di rinnovata attenzione sia destinato ad arrestarsi o quanto meno a stabilizzarsi, è fisiologico. Sarebbe saggio quindi approfittare di questa occasione per sperimentare nuovi percorsi e possibilità. Temiamo invece che la tendenza sia quella di importare i vizietti dell'editoria tout court: cataloghi giganteschi, appiattimento di standard professionali, con meccanismi che partono dalla fame di nuove pubblicazioni sempre più numerose e che finiscono nel vicolo cieco di tirature più esigue di quelle delle autoproduzioni, in cui l'editore aumenta i titoli in catalogo senza realmente scommettere sugli autori, sfiorando i meccanismi assurdi dell'editoria a pagamento. È una storia già vista, forse si può ancora arrestare. Altrimenti sarà crisi vera.
voi siete molto attivi sui social, dai "teaser" delle uscite future, alle presentazioni, alle condivisioni di recensioni e foto dei vostri albi ma anche di alcuni momenti di vita in casa editrice: quanto può influire il passaparola su internet per il successo di un piccolo editore?
Può influire molto, ma da solo non basta a costruire una comunità forte di lettori. Anzi ti dirò che molto spesso è un magnifico specchio deformante (a volte ci scrivono lettori che pensano che siamo una grande azienda con molti dipendenti, mentre invece siamo in tre a fare praticamente tutto) e il rischio di perdere i contatti con la realtà e con la portata del tuo lavoro nel mondo al di fuori del web è sempre in agguato. Non ci si può accontentare o adagiarsi sugli allori per qualche centinaia di like. Il mondo dei lettori è stratificato e trasversale e il web non può raggiungerlo e contenerlo tutto.
C'è di buono che con il web l'editoria ha scoperto di poter comunicare la parte più affascinante del suo mondo ai lettori e quindi di poter costruire nuovi modi di creare e mantenere il rapporto con loro. Dopo la spersonalizzazione dell'entità "casa editrice" a favore della struttura aziendale tipica degli anni '80, si sta finalmente, ma non sempre, recuperando quel rapporto empatico e comunitario che in passato legava l'editore ai lettori. Un rapporto che noi torinesi per esempio avvertiamo ancora fortissimo nei fedelissimi dell'Einaudi dei tempi d'oro.
È chiaro che deve però esistere un'idea fortemente aggregante e sopratutto la disponibilità ad accettare il fatto che oggi fare editoria significa anche sapersi districare nel mondo della comunicazione.
Django il nostro severissimo editor in chief  (foto di gabriele)
e a proposito di trasparenza, voi siete l'unico editore - almeno tra quelli di cui mi è capitato di leggere qualcosa - che, alla fine di ogni libro, pubblica una scheda che spiega come vengono ripartiti i guadagni del prezzo di copertina: la percentuale degli autori, dei traduttori, della distribuzione eccetera. come mai avete deciso di condividere con i lettori queste informazioni?
È un'idea che abbiamo "rubato", perché le grandi idee si rubano, a Stampa Alternativa. Solo dopo abbiamo scoperto che Feltrinelli è stato il primo editore a farlo tanti anni fa.
Abbiamo deciso di replicare l'iniziativa anche noi perché il divario informativo tra chi fa i libri e chi li legge è spesso gigantesco. E molto spesso anche chi è del settore tende a sottovalutare la complessità dell'organizzazione: non ci sono solo l’autore, la tipografia e l’editore, nel mercato editoriale sono coinvolti anche il magazziniere o il commesso della libreria.
Inoltre le politiche di sconti sui libri promosse da catene e shop on-line stanno creando un meccanismo che porta sempre più spesso a far pensare che il libro possa e debba essere scontato sempre. Non è così. Il libro è un prodotto che non si avvantaggia dei rincari delle merci normali. Questo significa che quello sconto ricadrà sulle spalle di qualcuno. Che non è né la libreria di catena né lo store on-line che promuove lo sconto. Manca consapevolezza e solo l'editore, che conosce a menadito tutti i passaggi della filiera, può spiegare queste cose al lettore. 
un'altra particolarità del vostro catalogo è che le vostre opere sono distribuite sotto licenza creative commons, un'idea del tutto diversa rispetto a quella di buona parte degli editori che si preoccupano di "proteggere" i loro contenuti in tutti i modi. quanto e in che modo è importante che un'opera diventi accessibile a tutti? e come questo riesce a non danneggiare economicamente voi in quanto editore, anzi - spero! - ad avere un risultato positivo?
Il concetto di copyright per come siamo abituati a pensarlo oggi, è l'esatto opposto della cultura. La storia della cultura è fatta di rimandi, influenze, contaminazioni e anche di furti. Un'opera vera è fatta per navigare il mondo, per diventare di tutti. È questa la potenza della cultura. La concezione rigida del copyright è per cui paradossale. Non poter leggere i brani di un libro in una situazione pubblica (non a scopo di lucro) senza le autorizzazioni è paradossale. Non poter dipingere sui muri di un pronto soccorso pubblico infantile i beniamini, tipo i personaggi della disney, dei bambini a cui quella struttura è rivolta, è paradossale (in Italia fu fatta causa dalla Disney per un motivo simile).
La scelta delle Creative Commons (che applichiamo solo se l'autore è concorde e che, tranne casi rari, non possiamo applicare ai titoli tradotti dall'estero poichè rilasciati in origine con copyright classico) non ci danneggia né ci avvantaggia particolarmente. È una scelta etica. Che ha un'applicazione giuridica e che comporta dei limiti e degli obblighi che tutelino l'autore e il nostro lavoro. Affidiamo nelle mani dei lettori l'opera dandogli la possibilità di condividere il contenuto a patto che ne riconosca la paternità, non la riproduca per sfruttarla commercialmente e non ne tragga opere derivate.
Se in molti sentono la necessità di condividere un'opera non vedo come questo posso essere un danno. Significa che è diventata un piccolo patrimonio per molti e domani, chissà, lo potrà essere ancora di più. Siamo sicuri che ciò possa davvero creare un danno economico? Vogliamo ricordare che i WuMing mettono le loro opere in download gratuito dal loro sito? Non ci sembra che la cosa li abbia danneggiati dal punto di vista editoriale.
gli antichi Lari della famiglia Eris (con offerte) (foto di gabriele)
cosa ci aspetta per il 2017? nuovi titoli (ovvio, io sono curiosissima!) ma anche mostre, fiere... dove possiamo incontrarvi?
Partiamo dalla fiere più imminenti: tra un paio di settimane saremo a Padova per Be Comics. A fine marzo parteciperemo per la prima volta a Book Pride a Milano, fiera nazionale dell'editoria indipendente. Ad aprile al Ratatà di Macerata e al Comicon di Napoli. A maggio al Salone del libro di Torino. Ma stiamo già lavorando per il prossimo Treviso Comic Book Festival e per Lucca Comics and Games ovviamente.
Per quanto riguarda i titoli nuovi, abbiamo iniziato l'anno con E così conoscerai l'universo e gli dei di Jesse Jacobs. A metà marzo uscirà il nuovo graphic novel di Lucia Biagi Misdirection. Ad aprile pubblicheremo il nostro primo romanzo tradotto dall'estero Challenger di Guillem Lopez, tradotto da Francesca Bianchi e illustrato dal nostro Sonny Partipilo. A maggio The Squirrel Machine di Hans Rickheit... per l'autunno il bellissimo Sacred Heart di Liz Suburbia... ma stiamo lavorando anche ad altre novità...
non sono sicura di riuscirci, ma ci provo: avete qualche piccolo scoop per noi? magari qualche indizio su una prossima pubblicazione? ci avete svelato che adam tempesta ha un nuovo libro in programma, e dopo itero perpetuo, io sto già friggendo adesso! ci svelate qualche cosina in più?
Solo qualche indizio a carattere temporale: per fine aprile e per giugno stiamo preparando una grande sorpresa fumettistica. Incrociamo le dita.
Per giugno abbiamo in programma un'altra uscita per la collana di narrativa che presto sveleremo.
Per quanto riguarda Adam Tempesta invece... posso solo dirvi che il nuovo libro sarà tutto a colori, che sarà molto diverso da Itero Perpetuo e che Adam è un artista in pienissima evoluzione artistica... data di uscita? Al più tardi nel 2018!
grazie mille per questa bella chiacchierata, un abbraccio e buon lavoro!
Grazie a voi e complimenti per l'idea di aggregarvi tra blog, siamo davvero curiosi di vedere come si evolverà questa vostra esperienza!
momento revisione testi con gli antichi tarocchi di Marsiglia (foto di gabriele)

link utili:
eris edizioni: sito e pagina facebook
book bloggers blabbering: sito e pagina facebook

su claccalegge abbiamo parlato di:

martedì 28 febbraio 2017

commenti randomici a letture randomiche (30)

continuo dal post di ieri a cianciare velocemente delle ultime letture, questa volta dando spazio - finalmente direi! aspettano da settimane! - agli ultimi manga letti, fate attenzione agli spoiler!:

ottavo volume di romantica clock, due numeri al finale. mi mancherà dopo, ma intanto il mio livello di vogliosaperecomefinisce è arrivato pericolosamente in alto.
la vita di akane e company prosegue alla grande: aoi e karin sembra comincino a vivere sempre meglio la loro nuova vita di coppia, ayumu e kohatan sono adorabili ed è praticamente certo che finiranno insieme e akane e shin, anche se lontani sono legati e innamorati come se nulla potesse indebolire il loro affetto.
akane è riuscita a migliorare parecchio i suoi voti e aoi sembra molto meno dispotico di prima sulla questione studio.
insomma, tutto ok, no?
no. perché i malesseri di akane continuano e finalmente lei riesce a confidarlo ad aoi che decide di farla visitare in ospedale. nulla di grave, solo un po' di anemia, ma il risultato rincuora così tanto akane che, dopo essersi sforzata tanto di far finta di niente, si lascia finalmente crollare, proprio per le tante attese vacanze di natale, proprio quando finalmente torna shin per passare un po' di tempo con lei. yoko maki ne approfitta per regalarci una scena da fangirlismo esagerato quando shin riesce finalmente ad andare a trovarla per le vacanze di natale, e io non ho ancora smesso di ringraziarla.
l'ultimo capitolo si conclude con la consueta visita di inizio anno al tempio, con le tavolette votive e tutto il resto e... non chiedetemi perché, ma io ho ancora la sensazione che non tutto si sia risolto davvero. tutta questa stasi, a così poco dalla fine, mi ha messo in testa che il prossimo numero sarà un concentrato pazzesco di ansia, prima del gran finale. e, insomma, io sto in ansia già da giorni! come faccio ad aspettare ancora più di tre mesi?

il terzo volume di hatsu haru invece si prende un attimino di relax e prosegue la storia senza troppi sconvolgimenti, lasciando un buon numero di pagine alla coppia miki/kiyo alle prese con il loro primo, goffissimo, appuntamento.
tra kai e riko invece le cose non sembrano smuoversi più di tanto: lei è ancora innamoratissima del professor suwa e lui non riesce a esprimere i suoi sentimenti, nonostante il destino - e ayumi, fotografa del club di giornalismo - stiano facendo di tutto per spingerli una verso l'altro, con scarsissimi risultati e gran disperazione di kai. sembrerebbe una situazione destinata allo stallo perenne se non fosse che quando suwa e la sua fidanzata dicono a riko che stanno per sposarsi e avere un bambino, lei si convince che è finalmente arrivato il momento di staccarsi dal suo sogno irrealizzabile e cerchi di vivere un amore normale, così cede alle avances di un vecchio compagno delle medie, hatano, che senza troppi scrupoli le chiede di cominciare a frequentarsi.
riko sa che è inutile continuare a sperare n un amore impossibile e spera di riuscire a innamorarsi di hatano, ma quando lui la prende per mano si ritrova inevitabilmente a fare il paragone tra quello che sente e quello che ha provato quando la sua mano veniva stretta da kai, pochi giorni prima durante i fuochi d'artificio... e beh, non è la stessa cosa, ma non ha nemmeno il tempo di stare lì a pensare e capire perché kai, in stile cavaliere senza macchia e senza paura, corre a salvarla, sottraendola dalle grinfie di hatano (in quel momento è stato impossibile non urlare ehi tu porco levale le mani di dosso! con la voce di mcfly) e... dichiarandosi? l'ha detto davvero? l'ha solo pensato? ahhh! datemi il quarto volume (più scrivo questi post più mi rendo conto che non ho pazienza. come faccio a leggere fumetti da circa venticinque anni e rimanere sempre così frustrata dai "continua nel prossimo volume"? dovrei averci fatto l'abitudine ormai e invece...)

ultimo volume per liselotte e la foresta delle streghe, cosa che mi riempie di tristezza perché non solo non dovrebbe essere l'ultimo volume, anzi, per la precisione non lo è, ma perché finalmente la storia stava cominciando a premere sull'acceleratore e invece siamo costretti a fermarci.
come saprete, la pubblicazione è interrotta da anni, a causa di problemi personali - non meglio chiariti - dell'autrice.
non mi è ancora chiaro perché planet abbia deciso di tradurre proprio questo titolo in italiano, in fondo lo sapevamo tutti che non avremmo letto il finale (perché l'ho preso allora? perché volevo leggerlo ugualmente, ero troppo curiosa!). io avevo pensato che potessero esserci buone notizie all'orizzonte, magari qualche speranza per un vero finale, ma se così è, io non ne so niente.

in ogni caso, questo è uno dei migliori volumi, nonostante, bisogna dirlo, liselotte e la foresta delle streghe, così come il canto delle stelle, non arriva nemmeno lontanamente al livello di furuba, ma rimangono entrambi dei fumetti carini e godibili.
inizia a svelarsi il passato il enrich, di liselotte e di suo fratello richard, mostrandoci una realtà meno rosea e idilliaca di quello che avevamo immaginato, e ancora troppo avvolta nel mistero per riuscire veramente a capire cosa ha portato richard a condannare la sorella e quale sia il ruolo di enrich all'interno del terzetto.
anna svela a verg - anche lui una volta un essere umano con un passato tragico e violento alle spalle, come buona parte dei personaggi di natsuki takaya - la storia sua e di art, anche questa, manco a dirlo, segnata da dolore, miseria e sofferenza, e lo convince ad avvicinarsi a quella pazza famiglia di streghe, umani e famigli che si è venuta a creare nella nuova casa di liselotte.
nel frattempo, venuta a sapere che si terrà una festa al villaggio, liselotte chiede a engetsu di portarla a vedere di cosa si tratta, visto che non ha mai partecipato nemmeno una volta e da anni sogna di prendere parte ai festeggiamenti, ma una volta lì, vede suo fratello, si sente in colpa e torna indietro, incontrando, sulla via del ritorno, vorklinde, una strega potente, sorella di hilde e della quale non conosciamo ancora le intenzioni (anche se non promette poi tanto bene, eh), mentre engetsu e richard, stravolgendo tutte le nostre idee in merito, chiacchierano del futuro di liselotte, e si direbbe che non è la prima volta che si vedono,
ora capite perché mi fa rosicare tantissimo pensare che plausibilmente non leggeremo mai il seguito? 

lunedì 27 febbraio 2017

commenti randomici a letture randomiche (29)

e dunque, ci risiamo con il post riassuntone!
in questi tempi ho letto un sacco di belle cose, dividerò tutto in due/tre post di questo genere perché è davvero troppa roba. non riesco a trovare facilmente il tempo per scrivere qui, mi riduco spesso a tarda notte, ma ci tengo a scrivere due righe su questi titoli, perché meritano tutti.

il primo è soppy, la raccolta di vignette e illustrazioni di philippa rice uscita pochi giorni fa per bd edizioni. puntavo questo volumino già da mesi, l'avevo trovato in inglese ed ero tentata di prenderlo, ma per fortuna l'annuncio di bd è arrivato per tempo.
in soppy l'autrice racconta con estrema semplicità (anche i disegni sono molto semplici, tutti realizzati in nero, rosso e bianco, lineari ma espressivi, sintetici ma con una grande attenzione ai dettagli, il che rende questo libretto molto interessante dal punto di vista strettamente visivo), ma grande efficacia, la vita di coppia, i momenti quotidiani vissuti insieme alla persona che si ama.
sono quelle scene di ogni giorno, quei momenti anche forse banali che si riempiono di significato in virtù dell'affetto profondo e sincero che lega due persone.
così, dai primi momenti insieme, fino a quando si decide di convivere, philippa rice racconta la storia sua e di luke, il suo ragazzo, che è un po' la storia di tutti. è facile riconoscersi in almeno una di queste pagine: stendere il bucato, girare per librerie, accoccolarsi sul divano a leggere un libro, montare una - immancabile - libreria ikea o guardare i fuochi d'artificio insieme in mezzo alla folla. questi momenti diventano preziosi, da immortalare e ricordare, perché, anche se non succede niente, sono proprio questi che, tutti insieme, raccontano una storia d'amore. in fondo, come leggiamo sulla quarta di copertina, il vero amore non è solo nei grandi gesti romantici.
soppy è un libretto dolce, che sa far sorridere, che più che farsi leggere si lascia sfogliare, una pagina dopo l'altra, che più che raccontare qualcosa di nuovo, ci da modo di rivivere la nostra storia, di poter dire a qualcuno ehi guarda, questo sei tu! fai proprio così!.
a me è arrivato per san valentino, momento perfettamente in tema con l'atmosfera del libretto, ma, fossi in voi, non aspetterei il prossimo febbraio per recuperarlo.

cambiando completamente genere, passiamo ad abraxas, una raccolta di racconti sia già editi in varie riviste e antologie, sia inediti di nicolò pellizzon.
di pellizzon avevo letto solo la storia del dylan dog color fest a cui ha partecipato qualche mese fa, ma il suo modo di disegnare, le sue atmosfere un po' cupe e un po' mistiche mi attraevano già da parecchio tempo.
attraverso vari racconti, tutti un po' surreali e onirici, pellizzon racconta del piccolo nulla che ognuno di noi ha dentro di sé, quel qualcosa che, proprio sotto il nostro cuore, si nutre delle nostre gioie, delle passioni, della stessa vita. un piccolo nulla personale, collegato a quello di tutti gli altri, una parte di un grande nulla: il grande nulla è stato dio da vivo. e anche da morto.
non aspettatevi i classici racconti in cui la trama segue percorsi semplici e lineari, anzi: le storie di abraxas sono oscure e misteriose, e proprio in questo sta il loro fascino.
pellizzon ci fa addentrare di qualche passo in un universo misterioso, magico e pericoloso, a tratti macabro ma sempre fatalmente attraente, elegante e sensuale anche quando grottesco, illustrato in modo meraviglioso dal suo stile unico, pieno di neri densi e pesanti, linee sinuose e personaggi affascinanti.
a me piacciono da matti questo genere di atmosfere, per cui non posso fare altro che consigliarvi di andare qui e recuperare questa piccola antologia autoprodotta.

per ultimo, il secondo volume di paper girls.
non so proprio come parlarvene, ho finito di leggerlo e ho pensato cosa-cazzo-ho-letto!
se il primo mi aveva conquistata, con questo posso tranquillamente inserire paper girls nell'empireo dei fumetti-che-non-potete-proprio-perdervi.
sopravvissute al più terrificante halloween di sempre, le nostre si ritrovano catapultate nel futuro, un terrificante 2016 in cui erin incontrerà una sé stessa quarantenne che non ricorda nulla di quello che lei sta vivendo. insieme alle sue amiche, andrà alla ricerca di kj, scomparsa durante il salto temporale.
il futuro non è dei più rosei, le entità che le minacciano sono arrivate anche qui, e se pure la erin del futuro riuscirà ad aiutarle, ci sono più pericoli di quanto non si possa immaginare.
le quattro ragazze, che in fondo dovevano solo consegnare dei giornali, si sono ormai rese conto di essere al centro di una battaglia senza esclusione di colpi, una lotta generazione nel senso più letterale del termine - adolescenti contro adulti - la cui origine e il cui scopo sono ancora misteriosi. oh, e non sono certo solo questi i misteri da chiarire, eh. sto cercando di non spoilerare troppo, ma vorrei proprio poterne parlare con chi l'ha letto per ascoltare qualche teoria, esporre le mie e fare congetture sui prossimi episodi. oh, se vi va scrivetemi, eh! il finale di questo volume mi ha lasciata con il fiato corto. ho bisogno di andare avanti prima possibile, intanto voi fidatevi e recuperate entrambi i volumi finora usciti, del primo ho già parlato qui.