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giovedì 17 ottobre 2024

stranimondi 2024 ~ un racconto per (poche) immagini

sabato 12 e domenica 13 ottobre c'è stato uno dei miei appuntamenti preferiti dell'anno, ovvero stranimondi, giunto quest'anno alla sua decima edizione (la terza per me).

foto di rito alla locandina

per chi non lo sapesse, stranimondi è una fiera/festival/convention dedicata alla letteratura fantastica, anzi, forse sarebbe meglio dire che è la fiera del fantastico (e - gioia, gaudio e tripudio! - sarà di nuovo accompagnata dalla sua sorellina minore marginalia, che si terrà, sempre alla casa dei giochi di sesto san giovanni, il 29 e 30 marzo).

la cartolina che più aspettavo mi è stata regalata proprio appena sono arrivata!

stranimondi è bellissima perché a) è piena di libri belli e b) è piena di gente bella appassionata di libri belli, che li legge, li scrive, li pubblica e ne parla. a stranimondi è facile trovare anime nerd-affini che poi diventano amicə insostituibili - perché basta poco a riconoscersi tra stranə - ed è altrettanto facile ritrovarsi con il portafogli vuoto e lo zaino pieno di libri.

a parte che è evidente che non sono capace di sorridere davanti a un obiettivo, stranimondi è stato il posto dove ho conosciuto stella dello scartafaccio e gloria e sephira di moedisia

ma soprattutto, stranimondi è bellissima perché è la migliore espressione di come il fantastico sia molto di più di un'evasione dalla realtà, anzi, sia uno specchio per guardare alla realtà e provare a comprenderla cambiando la nostra prospettiva. in questi giorni (proprio come era successo gli altri anni) si è parlato di transfemminismo, di cambiamento climatico e ecologia, di diritti civili e sociali. anche se il clima era quello di una grossa, lunga festa, non sono mancati i simboli di sostegno alla palestina perché sì, ci piace evadere dalla realtà ma non abbiamo nessuna voglia di girare lo sguardo dall'altra parte e far finta di non vedere.

quest'anno è stato palese che stranimondi sta crescendo sempre di più e sta diventando una realtà importante: sempre più editori, un programma di panel, incontri e presentazioni molto ricco e variegato, gente che viene un po' da tutta l'italia e - cosa che mi era mancata le volte scorse - un po' di materia prima per gossippare nelle prossime settimane (di cui vi parlo un po' più giù).
il problema è che se cresce stranimondi, non cresce la casa dei giochi. lo spazio è molto bello, ha l'atmosfera giusta e i giardinetti esterni con le loro sedie, tavoli, panche e biliardini, sono perfetti sia per decomprimere un po' che per cianciare in tranquillità. però purtroppo, vista l'affluenza di pubblico (stime non ufficiali vogliono circa 2000 ingressi quest'anno, ma dall'interno sembrava ci fosse almeno un milione di persone!), lo spazio interno diventa scarso, soprattutto la sala centrale quella in cui, ovviamente, si raduna più gente.
per chi, come me, è piccolinə, sabato è stato difficile riuscire a muoversi tra la folla, evitare le gomitate in faccia e respirare. per le persone disabili e/o neurodivergenti, sabato è stato ingestibile e non credo di essere stata l'unica a passare buona parte del tempo nei giardini.

ghiandina-souvenir raccolta in uno dei giardini

è innegabile che l'organizzazione negli anni sia riuscita a calamitare l'attenzione del pubblico con enorme successo, però questo dovrebbe significare anche cominciare a prendere in considerazione l'idea di allestire la fiera all'interno di uno spazio più grande e accessibile, magari mantenendo sempre la possibilità di un luogo all'aperto in cui chiacchierare e rilassarsi, e magari anche più facile da raggiungere per chi arriva a milano centrale (la metro di milano continuerà a essere protagonista dei miei incubi ancora a lungo, ne sono sicura)
creatorə di stranimondi, se mi leggete pensateci!

a questo giro ho tenuto la mia irrefrenabile voglia di shopping a bada per due motivi: a) lo zaino dovevo trascinarmelo da sola poi fino a bologna e b) qui ho solo uno scaffalino minuscolo e già quasi del tutto pieno.
ho preso solo due libri - lasciandone a malincuore uno sfacelo negli stand - ma la mia wishlist si è allungata notevolmente!

ecco il mio bottino, piccolino ma interessante

(e, a proposito, ho un appello! se eravate al panel dedicato alle fantascientiste, siete riuscitə a prendere appunti sui titoli consigliati? io ero troppo in fondo e non sono riuscita a sentire quasi nulla, ed è un peccato perché era l'incontro che mi interessava di più!)

io lontanissima, non sentivo niente!

passiamo al gossip: l'evento che ha catalizzato il chiacchiericcio è stato sicuramente quello dedicato al premio urania... o meglio, quello che doveva essere dedicato al premio urania ma che poi è diventato uno sproloquio sulla gestione di urania stessa.
ecco i miei due centesimini sulla questione: è comprensibile essere attaccatə al passato, voler continuare a fare le cose come si sono sempre fatte e non volersi sbattere troppo. io sono la prima che non riesce ad adattarsi alle novità e continuo a tenere questo blog sempre uguale a se stesso, però una cosa è essere una cazzona che scrive un blog, una cosa è gestire la più conosciuta collana di fantascienza d'italia!
il problema grosso di urania è che non sa comunicare online. il blog informa sulle uscite, è vero, ma non basta. ormai i rapporti tra editorə-autorə-lettorə sono cambiati tantissimo, i social non sono semplici vetrine ma piazze di dialogo e confronto e la mediazione operata dallə libraiə - o, come in questo caso, dallə edicolanti - non è più sufficiente. urania dovrebbe guardare a oscar vault, alla community che si è creata intorno alla pagina e prendere spunto (oltretutto si tratta sempre della stessa casa editrice, eh).

altri due centesimini: chiedere di spostare urania dalle edicole alle librerie non risolve il problema, al massimo incrementa quello della sopravvivenza stessa delle edicole che sono, molto spesso, gli unici poli culturali di cittadine e paesi piccolini. senza contare che ci sono anche servizi online (tipo primaedicola) che permettono di recuperare gli arretrati - di urania e non solo. affossare ancora di più una realtà già in difficoltà non è una grande soluzione, va migliorata invece la rete di distribuzione dei libri e soprattutto la comunicazione che se ne fa.
al momento, la risposta di urania alle scarse vendite è stata quella di limitare le uscite di autorə italianə ai solə vincitorə del premio urania, perché "la fantascienza italiana non vende".
io, personalmente, non credo sia vero. almeno, non credo che sia un assoluto. so per certo che un libro di cui nessunə parla e che nessunə conosce vende decisamente poco, ma so anche che la colpa non è del libro in sé ma di chi non l'ha accompagnato nel modo corretto verso lə lettorə.

tornando a stranimondi, l'unica cosa che mi ha un po' amareggiata sono certe dinamiche che bucano la bolla, atteggiamenti che se sui social lasciano il tempo che trovano, nel mondo fisico si trasformano in grosse delusioni. ma, al netto di questo, ho passato due giorni meravigliosi con gente meravigliosa, ho trangugiato così tanto sushi e poke in compagnia da essere a posto per i prossimi mesi, il mio amore per la letteratura fantastica è cresciuto ancora un po' e non vedo l'ora che sia marzo per tornare a incontrare di nuovo tuttə!

soprattutto il mio amico tim!

un po' di altre foto le trovate su instagram!




ps. martedì 15 ottobre claccalegge ha compiuto tredici anni!
per festeggiare questo traguardo ho pensato di aprire una raccolta fondi per l'unrwa, a sostegno del popolo palestinese. la raccolta sarà aperta per un mese, fino al 15 novembre. se vi va, condividete il link anche tra i vostri contatti!

mercoledì 12 ottobre 2022

stranimondi 2022 ~ un racconto per immagini di un weekend... fantastico!

dopo il flush - festival di editoria femminista a bologna, che quest'anno era tutto incentrato su fantascienza/fantasy/weird (e che per me è stato un modo bellissimo di salutare bologna dopo quasi due anni - quelli forse più strani della mia vita fino ad adesso), lo scorso weekend sono andata a milano per il festival stranimondi, anche questo tutto incentrato sulla speculative fiction.
era da secoli che non preparavo la valigia (rigorosamente vuota almeno per metà per poterla caricare poi di libri al ritorno), mettevo lo zaino in spalla e partivo per andare a perdermi tra chilometri di libri e soprattutto a incontrare quella che ormai considero un po' la mia cerchia di libramici


è stato un weekend letteralmente fantastico, nonostante la pioggia e nonostante i chilometri macinati a piedi, zaino in spalla e acqua fin dentro i calzini (nota per la claudia del 2023: se torni a milano, mettiti gli anfibi, grazie).
STRANIMONDI non è l’ennesima convention, né l’ennesima fiera del fantastico. È una nuova occasione d'incontro tra lettori, autori ed editori. Due giorni per incontrare autori e editori, vedere, ascoltare, discutere di libri (strani) e letteratura.
ed è stato esattamente questo: due giorni (ok, in realtà un giorno e mezzo, visto che grazie alla puntualità di flixbus, al mio scarso senso d'orientamento e alle mie ancora più scarse energie fisiche sabato ho perso mezza giornata solo per arrivare da perugia alla sede del festival!) di chiacchiere, abbracci, storie, libri, soprattutto due giorni in cui incontrare tutte quelle persone con cui mi capita di interagire sui social per tutto l'anno - editorə, scrittorə, bookblogger, igers, appassionati, amicə - e che poi alle fiere diventano finalmente presenze tangibili e sopratutto abbracciabili! 

yeee!!! eccoci eccoci! ce l'abbiamo fatta!

la cosa che personalmente mi ha subito rincuorata all'ingresso è che stranimondi è un festival tutto sommato piccolino: non ci si perde tra migliaia di stand, non tocca trascinarsi per chilometri e chilometri di tavolini ricoperti di così tanti libri da sperimentare dopo i primi dieci minuti una crisi di agorafobia. entrare è stato sentirsi subito a casa, riconoscere facce, riconoscere i libri, individuare subito dove andare a fare shopping.
piccolo ma prezioso: niente fuffa, solo libri, editorə, autorə e un mucchio di presentazioni (a cui non sono andata perché, lo ammetto, essere piccolə in mezzo alla folla che si accalca per entrare in una sala è davvero troppo per me, ci riesco solo se qualcuno mi da una mano a non sentirmi naufraga in un mare di gente di cui riesco a vedere solo la schiena. se il prossimo anno qualcuno vuole farmi da guida però ne possiamo anche parlare!)

angolino privilegiato in cui dar riposo alla mia poco energica persona ♥

anche questa volta, il primissimo ringraziamento va a matilde di eris edizioni, da anni la mia ancora di salvezza ai festival che, oltre alla sua compagnia di cui potrei non stancarmi mai, mi riserva sempre una sediolina e un angolo in cui posare lo zaino. e poi ho potuto passare un sacco di tempo anche in compagnia (in qualche modo) del mio adorato guillem lópez (ero seduta proprio accanto a challenger!)

scatto rubato a sephira (una delle due autrici di "creature dell'assenza", le trovate nella loro pagina instagram @moedisia, mentre mi faccio dedicare la mia copia

i primi tardigradi, di chi parleremo prestissimo qui sul blog!

allo stand di eris ho finalmente rivisto anche valentina-gorilla1! anche con lei, non ci si incontrava dall'ultima fiera pre-pandemia e come sempre è stata una grande gioia, così come incontrare finalmente quel matto di alessandro sesto, che mi ha regalato negli anni un sacco di risate con i suoi libri (uno fra tutti l'occupazione, uno dei miei preferiti della mai troppo rimpianta gorilla sapiens edizioni) e adesso finalmente mi ha autografato un libro, ovviamente un allegro nichilismo cosmico, il tardigrado n° 2, e ho conosciuto gloria bernareggi e sephira riva, le autrici del primo volume della nuova collana fantastica (in tutti i sensi) di eris.

tappa allo stand di delos digital per cercare...

questo!

avevo iniziato a leggere notizie e comunicati stampa già da settimane e uno dei libri che volevo assolutamente recuperare era il mondo non è nostro di daniela piegai, che dovrebbe essere il primo di una nuova serie di edizioni dei lavori di questa autrice che non conosco, ma se nicoletta vallorani dice che merita di essere recuperata, io mi fiondo, senza se e senza ma.

lo stand di zona42, uno dei primi in cui mi sono lanciata!

alcune delle ultime novità dalla zona (indovinate chi li ha comprati entrambi?)

a proposito di rincontrare amici, dopo la bellissima presentazione di noi siamo campo di battaglia di nicoletta vallorani, fatta a inizio estate a perugia sul pianetino mannaggia, rivedere giorgio e chiara mi ha fatto un sacco di piacere. e poi zona42 è uno di quegli editori di cui mi fido totalmente e compro quasi a scatola chiusa. giorgio mi ha raccontato di questi due nuovi libri - unity e i corpi dell'estate - e, anche se mi ero ripromessa di sceglierne solo uno, alla fine ho ceduto e li ho presi entrambi, sembravano troppo fighi per lasciarne uno lì!

lo stand di alcatraz edizioni

ho conosciuto anche - finalmente! - i ragazzi di alcatraz edizioni, che stanno pubblicando un sacco di robe interessanti nella collana bizzarre, di cui io ho adorato lucifero e la bambina e che mi hanno consigliato malpertuis (che non si vede in foto perché ho scattato un po' a caso ma preferivo concentrarmi sulle nostre chiacchiere)

la dorsale allo stand di effequ!

allo stand di effequ ho finalmente conosciuto silvia e (grazie angela!) maria gaia belli, l'autrice de la dorsale con cui abbiamo chiacchierato un po' dei personaggi del mondo incredibile che ha creato (del primo libro ho parlato qui, del secondo ne parlerò presto, prima che esca, visto che grazie a silvia sono riuscita a leggerlo in anteprima)

rimpianti parte 1: cose che volevo prendere allo stand cliquot: il dottor nikola

visto lo zaino pesantissimo e i chilometri che mi toccava camminare, ho cercato di contenermi con gli acquisti per evitare di accasciarmi per strada. mi sono quasi sentita un po' in colpa perché il ragazzo dello stand cliquot è stato adorabile e io volevo davvero prendere il dottor nikola, mi ispirava tantissimo. lo recupererò prima possibile in libreria! scusami tanto amico mio (a cui, oltretutto, ho rotto le scatole mille volte per riuscire a infilarmi dietro lo stand), giuro che non l'ho fatto in cattiva fede!

rimpianti parte 2: cose che volevo prendere allo stand moscabianca: organica


avete visto maxtor?

anche allo stand di moscabianca, tante meravigliose chiacchiere e anche lì ho dovuto controllare la mia voglia di saccheggiare tutto sempre per evitare di distruggermi la schiena al ritorno. sicuramente avrei preso organica, titolo che avevo adocchiato già da un po' e che invece ho dovuto lasciare lì.
inoltre mi hanno spiegato la bellissima iniziativa per riuscire a trovare maxtor (qui trovate tutte le informazioni).

foto riepilogo di questo weekend milanese

e quindi: sono riuscita a farmi autografare due tardigradi su tre e i due volumi de la dorsale, ho finito di leggere storie della tua vita (che meraviglia!) durante l'infinito viaggio in pullman, ho trovato anche spine in edicola durante lo scalo a siena, che cercavo inutilmente da giorni, ho preso quattro libri bellissimi che non vedo l'ora di leggere (il mondo non è nostro, unity, corpi dell'estate e malpertius) e ho recuperato canti di un sognatore morto che cercavo da quasi due anni per dario (seguitelo sulla sua pagina instagram che ne vale davvero la pena, e non lo dico solo perché è uno dei miei migliori amici)

al ritorno joyce era molto contenta di poter finalmente rioccupare la mia valigia...


mentre io, da brava palermitana al nord, mi sono beccata litri di pioggia e una bella influenza spaccaossa

e e e niente. è stato tutto bellissimo, emozionante, sono felice dei libri e felicissima delle persone che ho incontrato (sperando di non aver dimenticato nessunə!), e sono altrettanto devastata dalla stanchezza che si è accumulata nel viaggio ma... ne è valsa la pena! spero di riuscire a tirare fuori un altro post-resoconto come questo al più presto!

lunedì 20 giugno 2016

resoconto (e un po' di fuffa) di una marina di libri 2016

domenica scorsa si è conclusa la bellissima, riuscitissima, meravigliosa e chi più ne ha più ne metta una marina di libri. io non so se ero più felice o più orgogliosa, o semplicemente incredula, fatto sta che non mi era capitato di partecipare a un festival così qui nella mia città. a dirla tutta, non ho mai visto un festival così bello da nessuna parte.
città che, per quanto alcune piccole librerie si sforzino e per quando si tenti di spingere qualche iniziativa culturale, rimane, ai miei occhi, una fossa in cui prima dei libri e dei festival letterari, viene altro (sì, sto cercando di non essere troppo brutale, ma vorrei scrivere di peggio). eppure, per quattro giorni, l'ingresso dell'orto botanico sembrava un vero e proprio portale dimensionale, la porta per qualcosa altro dalla palermo di ogni giorno, quella città che, per volere di pochi, sembra condannata a rinunciare alla sua bellezza.

la copertina della pagina fb di una marina di libri dopo la conclusione del festival

che è stato un successo non lo dico solo io, fin dal primo giorno, girando tra gli stand, ci si rendeva conto che questa edizione non era affatto come le altre volte. molti più editori, moltissimi visitatori, più diecimila libri venduti (almeno secondo la repubblica, ma mi auguro che i dati siano reali), un'atmosfera bellissima di festa e sopratutto di amore per i libri.


il primo giorno siamo arrivati anche prima dell'orario ufficiale di apertura, per goderci il più possibile lo spettacolo prima che arrivasse la folla.
un giardino bellissimo e un sacco di libri. cosa volete di più?





tutti e quattro i giorni sono stati strapieni di eventi interessantissimi, anche se ammetto che non ho partecipato a molti e in alcuni di quelli a cui sono stata, non mi è riuscito di fare una foto decente.
in compenso, ho ascoltato smozzicate della presentazione del nuovo libro di simonetta agnello horbny, libro che desidero follemente ma non sono riuscita a prendere (e neanche a tirar fuori una foto decente), ho scoperto giuseppe culicchia, un autore geniale e divertentissimo di cui non ho mai letto niente, ma spero di rimediare, ho visto de gregori, beccato proprio fuori la porta del bagno mentre aspettava di salire sul palco (ale li ha fatto una foto uno po' sgranata ma bella, fingendosi sordo ai richiami della sicurezza. scusate eh, ma non è che lo incontro ogni giorno de gregori fuori dal bagno), imperdibile roberto lipari, che ha presentato il suo libro con simone riccobono facendo praticamente uno spettacolo che ha fatto ridere con le lacrime una marina di gente.
dulcis in fundo, ho finalmente conosciuto carlo sperduti, che non solo mi ha autografato l'autografabile e mi ha portato apposta uno dei suoi libri. memorabile il reading che, a voler giocare con le parole, suonava più o meno così: sperduti all'ombra del ficus. (da qualche parte sulla pagina facebook ho condiviso alcuni video del reading, se ve lo siete perso, dateci un'occhiata).
al reading è seguito momento alcolico allo stand gorillico.






vorrei ringraziare tanta gente, che non so nemmeno se passerà qui, ma io la mia buona intenzione ce la metto. innanzitutto grazie mille a valeria di gorilla edizioni, per la simpatia, la gentilezza e l'interpretazione dei sogni di fred astaire, e per aver accettato di buon grado che passassimo ore allo stand, e a carlo, per la simpatia, le dediche in dislessichese, le cose inutili, e le chiacchiere. a fabio, che sono stata felicissima di incontrare dopo tanto tempo, a chiara de l'orma, per l'altra figlia, l'entusiasmo e le indicazioni sugli eventi da non perderci. a anna e gli altri ragazzi di modus vivendi che gestivano i banchetto di e/o, nne e fazi, per le chiacchiere e i consigli libreschi, al ragazzo di cui non so il nome dello stand della sur per avermi suggerito santa evita e per la borsetta azzurra, alla ragazza - perdonate, la prossima volta vi chiedo il nome! - de la nuova frontiera, che ha coperto ale mentre tentava di farmi un regalo a sorpresa, ai ragazzi di clichy per i figli della polvere e i mega-sconti di fine fiera, alla signora dello stand di barta per i consigli e, anche qui, le chiacchiere, e a chiara per il bellissimo disegno sulla mia copia di proibito dormire.
insomma, va bene il posto fichissimo, va bene i libri meravigliosi, ma se non fosse stato per tutta questa bella gente sarebbe stata una mezza noia.


ammetto che quattro giorni in cui abbiamo macinato chilometri e chilometri, passando e ripassando da uno stand all'altro, approfittando per girellare un po' all'interno dell'orto botanico, sono stati stancanti, ma ci tornerei pure domani se potessi.

il mio augurio è che il prossimo anno gli organizzatori riescano di nuovo a far svolgere il festival all'orto botanico, non si poteva scegliere un posto migliore a palermo: parlando terra-terra, l'orto botanico è l'unico posto in cui, con tutte quelle piante, non si moriva dal caldo. e poi è bellissimo. ma l'ho detto tipo mille volte. e mi auguro che ci siano ancora più editori di quest anno (mancavano un po' i fumetti, praticamente c'era solo tunué).



se tutto questo non fosse stato abbastanza, il giorno dopo la chiusura del festival è arrivata una notizia fantastica: si realizzerà a palermo la prima biblioteca dell'editoria indipendente, gestita dal coworking neu [nòi] spazio al lavoro. per tutte le informazioni in merito, vi rimando qui.

e adesso... cominciamo a smaltire la pila di libri acquistati e regalati e a fare il countdown per la prossima estate! se avete in programma un viaggio in sicilia e vi piacciono i libri, io vi consiglio di tenere d'occhio il sito di una marina di libri (e ovviamente claccalegge e la pagina facebook!) per prenotare il volo nei giorni giusti.


lunedì 6 giugno 2016

una marina di libri ~ dal 9 al 12 giugno all'orto botanico di palermo

sta per tornare una marina di libri, il festival letterario giunto alla sua settima edizione che ogni anno, a inizio estate, si svolge nella città di palermo. quest'anno, dal 9 al 12 giugno, la cornice dell'evento sarà niente di meno che l'orto botanico.
durante i quattro giorni della manifestazione il gymnasium, il tepidarium, la sala lanza, il calidarium, il tineo o i vari spazi esterni ospiteranno più di 100 eventi, 80 editori, autori e, ovviamente, lettori.
ci saranno laboratori, anche per i più piccoli, incontri, presentazioni e reading.
sono parecchi gli ospiti noti che si alterneranno nel giardino palermitano per eccellenza, tra cui, francesco de gregori, marco mavaldi, simonetta agnello hornby eccetera.


michelangelo pavia, presidente del ccn piazza marina & dintorni, promotore del festival insieme alle case editrici navarra e sellerio, spiega:
"La settima edizione di Una marina di libri trasforma gli alberi nei protagonisti della manifestazione. Il complesso monumentale dell'Orto Botanico accoglie questa nuova edizione trasformando le presentazioni e gli incontri in un grande giardino letterario all'aperto. Un ambiente acustico completamente diverso, un paesaggio sonoro che è difficile da rappresentare ma che, nel momento in cui si vive, diventa subito indimenticabile. L'Orto Botanico di Palermo è un'oasi di pace nel tessuto urbano, un paradiso in cui immergersi per imparare e riflettere. Leggere circondati da un paesaggio naturale è un momento di evasione raro ed emozionante e allora quale luogo migliore di un Orto botanico per parlare di libri e di cultura? La natura è una compagna fedele della cultura, della riflessione, della creatività. E chi l'ha detto che con la cultura non si mangia? La natura è cultura e con la natura l'uomo si sfama. Non c'è Ministro che possa metterlo in discussione. Fare crescere la cultura significa coltivare l'ambiente che ci circonda"
ogni giorno, una marina di libri propone cinque appuntamenti fissi:
- l’edicola, una rassegna stampa ragionata delle pagine culturali curata dagli ospiti del festival.
- dalle 10.00 alle 13.30 un seminario al giorno dedicato a studenti universitari e operatori culturali sulle questioni editoriali,
- alle 18.00 un dibattito tematico,
- alle 20.00 il festival ricorda gli "scrittori che ci… mancano" con un omaggio a uno scrittore scomparso,
- e infine alle 21.00 un’intervista serale a un grande ospite per poi dare spazio alla musica: ogni sera, per chiudere in bellezza tra le piante secolari e a due passi dal mare, un concerto nello spirito di una marina di libri.

e possibile sostenere una marina di libri (l'ingresso al festival e la partecipazione agli eventi sono gratuiti) attraverso il crowdfunding.

iniziative come queste sono incredibilmente preziose, sopratutto se consideriamo che la sicilia è una delle regioni italiane in cui si legge meno e una di quelle in cui è più alto il tasso di povertà educativa infantile. quattro giorni non sono tantissimi e di certo non cambieranno le statistiche, ma è certo che un festival letterario come questo rappresenta la volontà, per palermo e per la sicilia, di crescere culturalmente, di avvicinare grandi e piccoli alla lettura e di dimostrare che l'amore per i libri non è, come purtroppo è parecchio diffuso credere qui, roba per pochi intellettuali o per quelli che non hanno una vita vera, ma è una passione che fa crescere e sopratutto divertire.

altre informazioni su www.unamarinadilibri.it e www.ortobotanico.unipa.it. potete scaricare il programma completo dell'evento qui.

venerdì 27 febbraio 2015

un giorno in cui è successo di tutto, ma tipo che c'era anche zerocalcare a palermo...

cose che uno passa mesi a lamentarsi dalla noia che non succede mai niente, e poi, bum, in un giorno capita di tutto! ora magari sembrano piccole cose per alcuni, ma mi hanno fatto passare una giornata bellissima ieri.
tipo.
ieri mattina finalmente, dopo vicissitudini al limite della fantascienza grazie all'incredibile inefficienza della posta, è arrivata la manticora che avevo cucito a casa dei manticorini.

©gruppo manticora

ora, per chi non sappia chi sono i ragazzi del gruppo manticora, evitiamo le 30 autoflagellazioni di scuse, però andate a vedere il loro blog e poi recuperatevi le recensioni dei loro libri che scrissi qui, qui e qui.
a loro è piaciuta tanto e io sono felicissima che sia così! andrà in giro con loro per le fiere di fumetto eccetera, quindi se la incontrate magari fatele una foto e mandatemela (o taggatemi su instagram) che mi fa piacere sempre! di pomeriggio sono andata con il mio amore al teatro mediterraneo occupato (si trova in un capannone di quella che una volta era la fiera del mediterraneo. un bel posto e sopratutto una bellissima idea quella di recuperare spazi che la nostra disgustosa amministrazione lascia marcire inutilmente) dove zerocalcare ha presentato dimentica il mio nome, il suo ultimo (per ora) fumetto e il primo che io ho letto (sempre grazie al meraviglioso uomo che me l'ha regalato per il compleanno qualche mese fa).


siamo arrivati prima possibile e ci siamo piazzati in prima fila tenendoci strette le sedie per più di un'ora prima che cominciasse la presentazione. e quindi sono riuscita a vedere e sentire qualcosa.
come si vede dalla foto qui sotto, anche se lo spazio è davvero grande, c'era tantissima gente, praticamente era davvero difficile riuscire a muoversi. per chi se lo stesse chiedendo, sì, io sono l'unica sfigata tagliata a metà sul margine destro della foto.

©tmo-teatro mediterraneo occupato

nonostante la febbre a 39, sostenuto, testuale, esclusivamente dal paracetamolo, zerocalcare ha parlato per circa un'ora di tutto: di dimentica il mio nome, inteso sia come storia personale, come racconto intimo di un momento importante della sua vita, sia come momento cruciale nel suo percorso da fumettista, una sorta di summa delle sue esperienze fino ad ora e anche il passo avanti rispetto a quelli che sono stati i suoi lavori precedenti (che io devo ancora leggere!); ha parlato ovviamente di kobane, della sua esperienza e del reportage che ha pubblicato qualche settimana fa con l'internazionale, e del desiderio di tornare lì e realizzare un altro reportage della situazione di kobane dopo la liberazione dall'occupazione. manco a dirlo, io ci spero parecchio, perché ho trovato davvero bello e delicato il racconto su kobane, nonostante la dose di ironia e parolacce tipiche di zerocalcare, e mi piacerebbe vedere, allo stesso modo, cosa sta succedendo adesso.


dopo la conferenza, zerocalcare, sergio algozzino e il collettivo peeshow hanno realizzato delle tele e dei dipinti. il nostro tentativo di fotografarli non è stato riuscitissimo, ma mentre eravamo in coda per le dediche il mio amore è riuscito a scattare questa foto qui. per vedere le altre, vi consiglio un giro sulla pagina facebook del tmo.
dicevo, la coda per le dediche. è stato un casino, siamo rimasti in piedi dalle 19 alle 22 in mezzo al casino, e non siamo neanche riusciti a goderci per bene il concerto organizzato dal gruppo fumusic (non riesco a trovare un link, ma in ogni caso è una bellissima sperimentazione tra musica e fumetto) anche se posso vantarmi di avere l'unico uomo che mi ha fatto ballare in mezzo a una folla incredibile tipo sardine dentro una scatola (noi siamo piccini e possiamo anche questo!)


con la schiena a pezzi, stanchi morti e con la batteria del cellulare all'un percento siamo riusciti a conquistare la tanto agognata dedica! e a immortalare il momento. non so se si vede bene, ma sì, c'è un mio disegnillo lì. il mio ragazzo mi ha convinta a farlo per riuscire a creare una sorta di dedica a due mani. avevo il timore di peccare di superbia, ma alla fine è riuscita una cosa carina.


ed eccola qui, in tutto il suo splendore! la storia dei tortellini crudi all'epoca mi fece ridere per ore, e fu una delle prime tavole che lessi sul suo blog, quindi dovevo per forza di cose fare questa scemenza.
e adesso posso bullarmi di avere un disegno più che unico?


se tutto questo non fosse stato abbastanza, tornata a casa ho trovato il pacchetto spedito dallo shop di paninicomics. dopo mesi e mesi di astinenza sono riuscita a recuperare un po' di arretrati, sopratutto gli ultimi tre volumi di jammin' apollon per i quali rosicavo da un po'.

spero che dopo tutto questo, il karma non mi si rivolti contro!


post originariamente pubblicato qui.

domenica 8 giugno 2014

6 giugno - andrea camilleri a una marina di libri alla gam di palermo

dunque, è il momento di un piccolo resoconto di una marina di libri, il festival dell'editoria indipendente che da cinque anni si svolge qui a palermo. a dire il vero è la prima volta che partecipo, quindi direi che la gioia è stata doppia... e c'è stata anche qualche piccola delusione, devo ammetterlo.

insomma, vado a una fiera del libro, in un posto pieno zeppo di libri che le brave feltrinelli e mondadori varie neanche provano a tenere sugli scaffali e credevo che sarei uscita con lo zaino pieno di roba e il portafogli vuoto. e invece, miracoli dei miracoli, buona parte dei soldini sono rimasti lì dov'erano.






girellando tra i banchetti degli editori, ho trovato un sacco dei libri che stavano nella mia lista desideri, avrei voluto prenderne qualcuno ma, cosa che reputo assurda considerando la situazione, nessuna delle case editrici che mi interessavano faceva sconti.
niente sconti.
a una fiera.
ma perché? puntualmente ogni volta che chiedevo se sui libri che mi interessavano c'era uno sconto venivo accolta da sguardi sconvolti come se avessi chiesto se per caso mi potevano preparare un panino al prosciutto. insomma, dovreste darmi un buon motivo di comprare direttamente dall'editore e di portarmi i libri in giro nello zaino invece di ordinarli su amazon e ibs dove li pago meno e me li portano fin dentro casa, con tanto di corriere gentile che mi augura buona lettura (essì, ormai siamo amici io e i vari signori di sda e bartolini). niente sconti, neanche un centesimo, per iperborea, minimum fax, marcos y marcos, sellerio... insomma è stato veramente deludente. dovreste coccolarli un po' di più i vostri lettori, cari miei, invece di lamentarvi di amazon e compagnia bella. però c'erano un sacco di titoli belli sui banchetti, chi aveva il portafogli meno in crisi del mio di certo non poteva lamentarsi della qualità dei libri portati in fiera!
molte case editrici, che io purtroppo non conosco, invece gli sconti li facevano, ma il casino di gente incredibile che c'era lì per camilleri e che mi spintonava da una parte all'altra mi hanno impedito di curiosare tra titoli di cui non sapevo nulla e, insomma, alla fine mi sono arresa.

abbiamo approfittato del fatto che la galleria fosse aperta e abbiamo fatto un giretto, rinfrescandoci gli occhi con i quadri bellissimi di francesco lo jacono e poca altra roba che - lo so che sono una cazzo di snob o magari una che non ne capisce niente nonostante tutto - vale la pena di guardare alla gam, e siamo tornati giù al chiostro, dove si era scatenato l'inferno per un angolino di prato dove poggiare le terga, visto che di sedie manco a parlarne, erano già tutte più che occupate.
alla fine abbiamo trovato un posticino a lato del palco, dove si poteva intravedere abbastanza discretamente e sentire molto bene. di fare quel mezzo metro necessario a passare davanti al palco e fare due foto, neanche a parlarne, i palermitani sono molto gelosi dei posti che hanno conquistato e io non avevo voglia di farmi sbranare, oltretutto la mia cara carlotta ha deciso di abbandonarmi quasi sul finire della presentazione, e le foto con il cellulare che abbiamo provato a fare sono così inguardabili che lasciamo stare.


ora, io andrea camilleri l'ho sempre visto in tv, nella sua brava poltroncina, e il suo modo brillante di parlare non fanno più di tanto pensare che ci troviamo davanti a un signore che sfiora i novanta. quindi vederlo arrivare accompagnato e sostenuto a braccio è stata una scena davvero tenera e un po' insolita: insomma, dietro tutta quell'arguzia, quel senso dell'umorismo incredibile, la meravigliosa capacità di saper usare le parole e i tempi giusti, sempre, c'è un nonnino con il bastone. e, magari sono scema io, ma mi ha fatto un sacco di tenerezza.
camilleri è fantastico da leggere ma ancora di più sentirlo parlare. c'è da imparare molto dalla sua voce, dal modo in cui racconta, in cui sceglie con facilità e senza alcuna faciloneria le parole giuste per ogni cosa, la calma sopratutto, quella che ormai è così difficile da sentire. è sempre lui, fa ridere e fa riflettere, eleva la nostra lingua (del siciliano parlo, quello dei sudici, come dice lui contrapponendoci con tutt'altro che senso di inferiorità ai nordici) a quello che merita di essere non fossimo tanto sputtanati dai tanti e tristi luoghi comuni e sugli stupidi pregiudizi nei confronti del dialetto.


in un'ora il maestro ha raccontato un po' del suo nuovo libro, un altro che si aggiunge alla lunga lista dei romanzi di montalbano, qualche aneddoto che ci ha felicemente fatti sganasciare (le giustificatissime voglie omicide verso chi ora mettere il formaggio sulla pasta con le vongole, scrittori americani dai nomi impronunciabili che si scoprono di origini siciliane e che parlano un dialetto impeccabile) e l'immancabile filosofia del tampasiamento (o tambasiare come dice lui).
in una sola parola è stato meraviglioso. e adesso non vedo l'ora di sottrarre il suo nuovo romanzo a mamma e svaccarmi a leggerlo!

ah, poi sì, un paio di cosine però le ho comprate (l'entusiasmo per camilleri quasi mi stava facendo scordare) ovvero l'immancabile siculopedia, il libro tratto da siculopedia.it, una geniale raccolta di definizioni e delucidazioni sulla strana razza sicula e un piccolo libretto della dickinson, scelto, lo ammetto, più che altro per il packaging a forma di pacco postale.