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domenica 15 febbraio 2026

otaku vampire's love bite 1

chi mai potrebbe non essere contento quando è circondato dalle cose che ama?



ho preso il primo volume di otaku vampire's love bite perché ricordo che, ai tempi, mi era piaciuto molto kamisama kiss (di cui non ricordo quasi nulla se non, appunto, che era stata una lettura piacevole e leggera).
questa nuova opera di julietta suzuki è una simpatica cazzata che mi ha messa di buon umore, un po' come fa ogni volta kaiju girl caramelise. certo, non è poi così rincuorante pensare di aver bisogno di cose scemocarine per trovare un momento di serenità mentale, soprattutto dopo aver creduto per anni e anni che la letteratura doveva servire a scuotere e far pensare. cosa direbbe la me adolescente della me quasi-quarantenne? probabilmente sarebbe depressa e sconfortata ma, ehi, è così un po' per tuttə quellə della mia generazione, credo. non che consoli, ma almeno non devo accollarmene la totalità della colpa.

hina alucard, la protagonista, è - facile da intuire - una vampira che, dopo decenni di noia, ha iniziato ad appassionarsi alla cultura pop giapponese e, in particolare, a un anime dal titolo vampire cross. cioè, più che "in particolare" direi "esclusivamente": hina è letteralmente ossessionata da vampire cross e da mao, uno dei personaggi secondari della serie (che, oltretutto, è un cacciatore di vampiri!), al punto da convincere il suo apprensivo padre a lasciarla andare a vivere in giappone per poter vivere una piena e totalizzante vita da otaku. passa le sue giornate a guardare e riguardare gli episodi, a parlarne online con altrə appassionatə e a collezionare gadget. sicuramente non il più sano degli hobby ma per hina diventa il primo spiraglio di realtà oltre la sua camera e la sua vita solitaria. fino a ora, infatti, non ha mai avuto interazioni di alcun tipo, nemmeno con gli esseri umani. in quanto vampira, avrebbe dovuto azzannarne qualcunə o anche scegliere un partner umano da cui succhiare sangue, ma hina si è sempre rifiutata di atteggiarsi in modo così barbaro e ha sempre preferito bere il sangue dalle sacche sterili usate per le trasfusioni.

arrivata in giappone, alla gioia data dalla possibilità di nerdeggiare liberamente - ovviamente, essere una vampira e avere un padre vampiro ha dei notevoli vantaggi economici - si aggiunge la strana amicizia che nasce con kyuta amanatsu, il suo vicino di casa che non solo è identico a mao, ma ha anche un "profumino delizioso", che attira hina ma anche lə altrə vampirə.
tra hina e amanatsu si crea un rapporto strano a metà strada tra l'amicizia e il reciproco supporto di cui sono amanatsu sembra essere pienamente consapevole: hina può proteggerlo dallə vampirə mentre lui, in qualche modo, la protegge dalla sua stessa spaventosa ingenuità.

il tono di questo primo volume è leggero e spesso comico - in modo molto scemo - anche se il tema principale, quello della solitudine che non si è scelta ma che ci si ritrova a sperimentare,  e che ci spinge a vivere in mondi fittizi e immaginari dove trovare conforto, è abbastanza pesante e triste.
la cosa migliore, forse, di questo inizio è che funziona bene come introduzione alla storia ma non si limita a questo, siamo già pienamente dentro lo svolgersi degli eventi e iniziamo a capire la direzione che prenderà l'evoluzione dellə personaggə e il rapporto tra loro.

un primo volume carino, che funziona, diverte e, sotto la parte più caciarona, un po' commuove.
julietta suzuki me l'ha fatta di nuovo!

sabato 18 maggio 2024

commenti randomici a letture randomiche (83)

tra i modi più inoffensivi di declinare il mio essere totalmente irresponsabile c'è la mia capacità di lanciarmi su nuove serie nonostante ne stia già seguendo in numero spropositato (a mia discolpa posso dire che alcune sono quasi alla fine!) e così negli ultimi tempi ho letto tre nuovi numeri uno che mi sono piaciuti molto e che vi consiglio (così diventate irresponsabili pure voi e mi sento meno sola e meno in colpa).

 kaiju girl caramelise 


uno shoujo manca tutto cuoricini e lucine + i kaiju (ovvero i giganteschi mostri teriomorfi della fantascienza giapponese, tipo godzilla) sembrerebbe un'accoppiata implausibile ma invece funziona!
kuroe, la protagonista di kaiju girl caramelise, oltre a essere un'adorabile studentessa del liceo in divisa da marinaretta e occhioni luccicosi, convive da sempre con una strana sindrome che la fa trasformare in kaiju ogni volta che prova delle forti emozioni.
a volte una mano che si trasforma in artiglio, altre volte delle grosse scaglie che appaiono sulla sua schiena o una coda che spunta a tradimento da sotto la gonna, il corpo di kuroe esprime i suoi sentimenti in modo tanto sincero quanto bizzarro.
ovviamente, nel corso degli anni kuroe si è trovata più e più volte a essere additata come mostro dallə amicə e compagnə di classe, ragion per cui cerca di passare più tempo possibile da sola e di non dare troppo nell'occhio per tenere al sicuro il suo segreto.
un piano ineccepibile nella sua semplicità, non fosse che arata, il classico compagno di classe bello, dolce e gentile che piace a tutte, decide di diventare suo amico, scatenando inevitabilmente un turbinio di emozioni che farà trasformare kuroe, per la prima volta, in un gigantesco kaiju, scatenando il panico in tutta la città.
ora, se questo fosse uno shoujo un po' più standard, kuroe dovrebbe riuscire a conquistare il cuore di arata nonostante la sua strana condizione di ragazza-kaiju e magari dover affrontare una rivale carinissima... ma qui tutto è abbastanza assurdo che, invece della rivale in amore, c'è una carinissima ragazza di nome manatsu che ha una passione smodata - e anche abbastanza cringe - per i kaiju, convinta che kuroe sia una sorta di miko del lucertolone...
insomma, c'è un po' tutto l'immaginario rosa e mieloso da shoujo scolastico rimescolato insieme a un po' di fantascienza e di commedia umoristica.
un ottimo primo volume che fa venire voglia di continuare la lettura, assolutamente promosso! grazie mille ad angela e a silvia per avermelo consigliato!

 tales of reincarnation in maydare 


prendi una mattina qualsiasi, in una scuola qualsiasi. prendi una ragazza di nome kazuha, una protagonista qualsiasi da shoujo manga; airi, la sua migliore amica e tooru, il ragazzo che piace a entrambe. prendi la scena di una dichiarazione sul terrazzo della scuola. sembra l'inizio di una delle millemila commedie scolastiche che hai già letto centinaia di volte. però, dopo appena qualche pagina, ti ritrovi ad assistere al brutale assassinio di tuttə e tre lə personaggə. dunque, la storia è finita?
no, perché subito dopo ti ritrovi in un mondo fantastico, a maydare, terra di magia e incanto dove streghe e maghi controllano la realtà e il loro potere domina ogni cosa. makia, la protagonista, ha esattamente lo stesso aspetto della ragazza che avevi visto correre sul tetto verso la morte qualche pagina prima, e così thor, un ex schiavo capace di usare la magia, somiglia in tutto e per tutto al ragazzo di cui lei era innamorata.
la loro storia, nonostante l'ambientazione sia stata stravolta, sembra essere legata indissolubilmente a quella di kazuha e tooru e a quella di un'antica strega leggendaria che un tempo governava con crudeltà maydare...
questo primo volumetto di tales of reincarination in maydare è fortemente introduttivo, ci presenta lə personaggə e il loro mondo, a volte in modo troppo didascalico, eppure l'idea di questi piani di esistenza collegati è parecchio interessante e sono davvero curiosa di andare avanti con la lettura!

 jinbocho sisters 


fantascienza, fantasy e adesso un bello slice of life ambientato nel quartiere delle librerie di tokyo e disegnato (e scritto) niente poco di meno che da kei toume (grazie al cielo, almeno per questa volta scampata dalle grinfie di rw) jinbocho sisters è uno di quei fumetti di cui basta la copertina a convincermi.
potremmo dire che è semplicemente la storia di tre sorelle - ichika, tsugumi e minoru karakida - che si ritrovano a ereditare una vecchia libreria di libri usati e che decidono di proseguire l'attività di famiglia, portando avanti la loro vita quotidiana. ma gli slice of life non sono mai semplicemente qualcosa: ogni volta si tratta di entrare nelle vite dellə personaggə, scoprire un po' alla volta il loro passato, i loro sogni, le relazioni che lə legano, seguire il corso degli eventi in cui ogni piccola azione ha il suo enorme significato.
l'inizio forse si dilunga in qualche spiegone di troppo ma a kei toume posso perdonare ogni cosa, soprattutto perché quella tranquilla vecchia libreria - una piccola, affollatissima libreria piena di testi antichi, più o meno rari, praticamente il sogno di ogni appassionatə lettorə! - di famiglia sembra nascondere qualcosa di prezioso, qualcosa su cui il bel vicino di casa delle tre sorelle sembra aver messo gli occhi...
anche questo ve lo straconsiglio

sabato 16 marzo 2024

mermaid melody - pichi pichi pitch - vol. 1


io odio scrivere stroncature e cerco sempre di non lasciarmi trascinare dai miei gusti personali quando qualcosa non mi piace, provo a valutare quello che leggo da un punto di vista oggettivo perché credo che comunque sia giusto rispettare sempre il lavoro creativo di chi scrive e disegna.
ma ci sono dei casi in cui questa cosa è impossibile e mermaid melody pichi pichi pitch è uno di questi. mi sono avvicinata al manga perché all'epoca in cui era famoso non guardai l'anime e non conoscevo la storia se non mooolto vagamente. il manga mi sembrava un modo interessante di recuperare un titolo che in tantə paragonano a sailor moon (ed è stato questa la cosa che più mi ha fatto venire voglia di leggerlo).
il punto è che, forse per la prima volta in vita mia, non sono riuscita a finire di leggere nemmeno il primo volumetto.

la storia è estremamente caotica e troppo veloce, non si riesce a capire cosa succede e perché. lə personaggə sono piattissimə, praticamente poco più che stereotipi (e, in effetti, un po' sembrano delle caricature di quellə di sailor moon) e i disegni sono una copia non troppo ben riuscita di un mix tra quelli di arina tanemura e gals, disegni che non riescono a rendere l'idea di personaggə vivə che si muovono in uno spazio e interagiscono tra loro ma che si limitano a essere una serie di pin-up collegate in qualche modo tra loro in una sequenza.
ma non è neppure questa la parte peggiore, quello che mi ha davvero infastidita è il modo in cui viene esasperato ed esaltato un certo tipo di amore romantico e, di conseguenza, un certo tipo di comportamenti maschili e femminili estremamente tossici.
la protagonista è una bambina di dodici anni - graficamente estremamente e orrendamente sessualizzata - il cui unico interesse sembrerebbe essere questo amore totale e sconfinato per un ragazzo (più o meno suo coetaneo). tutto gira intorno al desiderio di stare con lui mentre altre cose che dovrebbero essere fondamentali per una ragazzina come l'amicizia, la famiglia, la scuola, i sogni per il proprio futuro, eccetera, semplicemente non ci sono. anche l'essere una sirena principessa che lotta contro creature malvagie per salvare il pianeta sembra essere un dettaglio trascurabile perché tutto è focalizzato su questo amore totalizzante.
i rapporti con le altre figure femminili sono tutti improntati alla rivalità, in un continuo farsi dispetti mentre si coltiva un'amicizia estremamente superficiale e il rapporto con il ragazzo-dei-sogni è così tossico da poter finire in un manuale del tipo scappa a gambe levate da qualsiasi uomo somigli a questo. la violenza e gli abusi del protagonista maschile su quella femminile (che sono continui e anche abbastanza gravi, normalizzando l'idea che il consenso non esiste e che se lei dice no in realtà vuole dire sì) vengono romanticizzati in modo stucchevole e il fatto che si parli di adolescenti poco più che bambinə rende tutto ancora più spaventoso.

assolutamente bocciatissimo! capisco l'effetto nostalgia per chi guardava l'anime però certe narrazioni tremendamente tossiche, a prescindere dalla qualità della narrazione e dei disegni, soprattutto quando sono destinate a un pubblico di ragazzine giovanissime, credo che siano fin troppo pericolose e che contribuiscano a sostenere quel sistema violento e misogino che da anni stiamo cercando di smantellare, un pezzetto di consapevolezza alla volta. sembrerà esagerato ma sono convinta che l'educazione al rispetto e ai rapporti sani passa anche - e, forse, soprattutto - per le storie che si propongono.

lunedì 4 marzo 2024

romantic killer

tada-daaaaan!
congratulazioni!
sei stata scelta, anzu hoshino!

il regno della magia è nei guai per colpa della bassa natalità nel mondo umano, soprattutto in giappone. la capacità dellə bambinə di credere nella magia è una fonte di energia fondamentale per il regno che, al momento, si trova in un momento di forte crisi: senza poter fare magie per lə bambinə, cosa dovrebbero fare lə maghə? così, è stato approvato un progetto per dare un'impennata alle nascite, un progetto che prevede il coinvolgimento di persone poco interessate all'amore, troppo prese dal lavoro o dagli hobby che sono destinate con altissima probabilità a rimanere sole come cani in futuro! [cit.] e tra queste c'è anzu hoshino, una ragazza che preferisce stare a casa a giocare ai videogiochi invece che uscire con le amiche e magari conoscere qualche ragazzo, che trangugia cioccolata senza curarsi di diventare tutta ciccia e brufoli [cit., soprattutto per quellə attempatə come me che ricordano certe orride pubblicità] e che dedica ogni briciola d'amore che riesce a provare a momohiki, il suo gatto.


occorre stravolgere la vita di anzu e farle scoprire le gioie dell'amore prima che sia troppo tardi. a portare avanti questa missione sarà riri, unə magə del mondo magico (che somiglia a una patata), che usa metodi... diciamo un po' estremi! finché non si innamorerà, le requisisce giochi, cioccolato e momohiki, così da evitare ogni distrazione. non solo, riri fa in modo che anzu si ritrovi accanto ragazzi bellissimi - che in giappone vengono chiamati ikemen, che planet manga ha inspiegabilmente deciso di tradurre con figaccioni, termine che credo sia stato usato per l'ultima volta nel 1993 a domenica in - e in situazioni che sembrano uscite dai più banali tra gli shoujo manga.
nel giro di un paio di giorni dall'incontro con riri, anzu si ritrova prima a vivere da sola (suo padre viene trasferito a lavorare all'estero e sua mamma lo segue portandosi dietro momohiki, lasciando la figlia sola in casa senza pensarci due volte) e poi a offrire ospitalità a kazuki, un ragazzo bellissimo - modello bello e tenebroso - che frequenta la sua scuola e che viene travolto da una serie di catastrofi per colpa di riri, che fa di tutto per creare situazioni imbarazzanti tra lui e anzu.
per aumentare le possibilità di successo, riri complica le cose: alla porta di anzu si presenta junta, un altro ragazzo bellissimo - modello dolce e solare - che dice di essere un vecchio amico delle elementari di cui lei, però non ha memoria. infine, perché con un osso duro come anzu che non vuole cedere all'amore a nessun costo, riri mette in campo hijiri - modello principe della scuola - un ragazzino bello, ricco e viziato convinto che chiunque, e quindi anche anzu, debba cadere ai suoi piedi.


la storia è un susseguirsi di situazioni e cliché da shoujo che sarebbero il sogno di ogni adolescente, che scatenerebbero il batticuore persino in un frigorifero ma contro cui anzu si oppone strenuamente - con risultati a dir poco comici - convinta che non sarà certo la magia - ne la minaccia di non riavere più momohiki, il cioccolato o i videogiochi - a farle cambiare idea sull'amore!
ma pian piano il tono inizia a cambiare: è vero che riri è unə magə (il suo genere è indefinito e nel corso della storia assume sia l'aspetto di una ragazza che di un ragazzo) ma non è onnipotente e non può creare dal nulla persone, relazioni o sentimenti. il suo lavoro consiste semplicemente nel dare una spintarella al destino quando serve per aumentare le possibilità di incontri che ci sarebbero stati comunque, anche senza il suo intervento. le personalità e le storie dei tre ikemen (non userò quella parola con la f) iniziano a farsi più definite e realistiche, in particolar modo quella di junta e di kazuki di cui, nell'ultimo volume, viene rivelato il passato e il trauma che sta alla base del suo cercare di sfuggire le donne e l'amore.
nel frattempo, anzu cambia e cresce anche se non lo fa nella direzione che vorrebbe riri: certo, l'impossibilità di passare tutto il suo tempo libero attaccata a una console con momohiki in braccio a mangiare snack significa più occasioni di stare insieme ad altra gente, ma invece che trasformare ogni situazione in una scenetta da rossore sulle guance e fiori sullo sfondo, anzu impara a capire le persone che ha di fronte, a conoscere chi sono davvero, andando oltre apparenze e stereotipi.

romantic killer è una delle commedie antiromantiche più divertenti che abbia mai letto (e che abbia mai visto, mesi fa ho trovato l'anime su netflix e ve lo straconsiglio, è molto fedele al manga), una storia che distrugge certi meccanismi narrativi tipici delle storie d'amore mettendone in luce le forzature e le assurdità ma che al contempo sa raccontare l'amore meglio di tante altre opere che rientrano in pieno nel canone romantico.


il rapporto che si crea tra anzu e kazuki, junta, hijiri e, soprattutto, riri, è la dimostrazione che l'amore romantico non è l'unica né la più importante tra le forme che questo sentimento può assumere e che, anzi, spesso è solo il frutto di una narrazione che abbiamo introiettato fin dall'infanzia, una visione che crea gerarchie tra i legami e gli affetti, che a volte giustifica forme di violenza più o meno nascoste, che ci costringe in relazioni precostituite a prescindere da quello che siamo e che desideriamo. anzu distrugge il romanticismo, certo, ma riesce a esaltare l'amore nella sua forma più pura e luminosa.
e, per il calo demografico, ci sarà tempo per pensarci un po' più in là.


l'edizione planet manga non è malaccio ma no, non somiglia affatto al mock-up che trovate online. il prezzo dei volumi è un po' alto, è vero, ma il manga è interamente a colori ed è stampato molto bene, su carta spessa e un po' lucida che rende benissimo. il problema sono le sovracopertine e il box: le prime sono di carta troppo leggera e piegate un po' male, cosa non gravissima non fosse che la scatola che hanno creato è talmente stretta che per riuscire a tirare fuori i volumetti e, peggio ancora, per rimetterli dentro, vi ritroverete a invocare divinità teriomorfe varie più e più volte. peccato perché sarebbe bastato un pizzico di cura in più per avere un box più comodo e anche più carino dal punto di vista estetico.

venerdì 22 marzo 2019

melmo ~ i bonbon magici di lilly

questi bonbon... se mangi quelli azzurri potrai crescere e vivere la vita che desideri, mentre con quelli rossi torni piccina, come sempre. utilizzali con giudizio.


melmo, più conosciuto come i bonbon magici di lilly, grazie all'anime trasmesso in italia nei primi anni '80, è una breve raccolta di storie di osamu tezuka, pubblicata tra il 1969 e il 1972.
il genere majokko era nato da poco (nel '66 con sally la maga) e tezuka disegna una storia che si inserisce a pieno titolo nel genere: la piccola melmo rimane improvvisamente orfana ma sua mamma riesce a ottenere il permesso di vederla per l'ultima volta e darle una bottiglia di caramelle che le permetteranno di crescere o tornare bambina a seconda delle circostanze.

la storia in realtà non si sviluppa secondo un percorso organico e non ha neppure una vera e propria fine, si tratta più che altro di brevi episodi in cui melmo riesce a risolvere vari problemi grazie all'uso ingegnoso dei bonbon, nonostante a volte siano proprio loro a creare qualche piccolo disastro a cui però riesce subito a rimediare.


una storia leggera e divertente in cui però si affrontano tematiche importanti come il rispetto della natura, la prepotenza dei più forti contro i più deboli, il passaggio dall'infanzia all'età adulta.
meno articolata della serie animata, melmo sembra essere quasi una sorta di preparazione all'anime, ma rimane anche così una storia godibile e divertente.

in seguito alle avventure di melmo, a poco più della metà del volume, l'edizione j-pop propone anche un'altra storia, più o meno contemporanea ma di genere completamente diverso: le avventure di ruby infatti, anche se ha in comune con la storia principale la giovanissima età dei protagonisti, è un racconto fantascientifico, iperdinamica e forse un po' ingenua, in cui due bambini - ruby e riko - si ritrovano dotati di caschi capaci di dar loro poteri straordinari così da poter salvare il mondo da una minaccia spaventosa.

due storie molto infantili e che risentono sicuramente del tempo passato dalla loro creazione, ma lo stile e la fantasia dirompente di tezuka sono riconoscibilissimi e rendono la lettura un piacevole svago e un po' un salto indietro nel tempo, alla nostra infanzia, ai bei tempi del giochiamo agli eroi, a un'età - che sembra lontana secoli - ingenua ma in grado di stupirsi e di stupire, capace di un'immaginazione sfrenata che riusciva a rendere possibile i sogni a occhi aperti di ogni bambino.

lunedì 1 ottobre 2018

yona - la principessa scarlatta ~ vol.1

questo è il regno di koka.
al suo interno si trova il castello hiryu, dove un tempo abitavo.
il re, rimasto vedovo senza che la moglie avesse partorito un principe ereditario, ha cresciuto me, la sua unica, preziosa figlia, con immenso affetto per quindici anni.

per capire le parole di introduzione, pronunciate da yona nelle prime pagine, bisogna fare un salto indietro di pochi giorni, ma tanto basta per rendersi conto di come yona fosse completamente diversa rispetto alla figura ammantata e sicura di sé che incontriamo nelle prime pagine.

figlia unica del re il, cresciuta tra le amorevoli attenzioni del padre e la protezione della sua guardia del corpo hak, yona ha passato i primi quindici anni della sua vita a struggersi per i suoi capelli rossi, preoccuparsi di indossare bei vestiti e sospirare d'amore per il suo bel cugino soo-won, di cui è innamorata fin da quando ha memoria, e che però il padre non vuole permetterle di sposare.
soo-won è stato più che un amico: privata dell'affetto di una madre, morta quando lei era piccolissima, il cugino le è rimasto accanto a consolarla della perdita e a offrirle tutto il suo affetto e la sua dolcezza.
i due sono rimasti separati a lungo, ma adesso che yona sta per compiere sedici anni, soo-won è venuto a trovarla: bello e gentile come sempre, yona è sempre più innamorata di lui.
ma dietro lo sguardo gentile, i modi educati da nobile, le belle parole, soo-won nasconde un tremendo segreto, un mistero che yona non ha mai avuto modo di scoprire, abbagliata dal mondo dorato che il re ha costruito intorno a lei tenendola lontana dalle vicende della sua stessa famiglia.
chi è veramente soo-won? cosa è accaduto tra le famiglie dei due ragazzi? perché il re si rifiuta così categoricamente di permettere a yona di sposare il cugino?

costretta a fuggire e a nascondersi, in compagnia del fido hak, yona sta per cominciare un viaggio non solo attraverso il suo regno, ma alla scoperta della storia della sua famiglia e di sé stessa.


questo primo numero di yona - la principessa scarlatta ci introduce perfettamente in una vicenda appassionante e ricca di colpi di scena (se non temete gli spoiler, tempo fa avevo parlato qui della serie animata), una storia di crescita, d'amore, d'avventura, che sa mostrare la trasformazione di una viziata principessina in una saggia e coraggiosa eroina, capace di prendere in mano il suo destino e di compierlo senza dover più chiedere permessi e consensi a nessuno.

regni fantastici, creature magiche, combattenti ed eroi, un viaggio alla scoperta del mondo, red head (che ci piace sempre tantissimo ), bei ragazzi (ci piace tanto anche questo!) un sacco di avventure e sopratutto tanto girl power!
mi sembra di tornare all'emozione di leggere fushigi yuugi per la prima volta! se vi piacciono i fantasy e le protagoniste toste, non lasciatevi sfuggire questo manga!

domenica 22 aprile 2018

commenti randomici a letture randomiche (54)

dunque, in qualche modo sono sopravvissuta anche alla sessione straordinaria d'esami e posso tornare più o meno stabilmente qui sul blog.
dico più o meno perché tanto a) devo ricominciare a studiare per la sessione estiva che sarà la più pesante dell'anno e b) perché tanto sono una cazzona che non riesce a fare niente con costanza, ma comunque cercate di apprezzare l'impegno.
per festeggiare il superamento dell'esame più ansiogeno dell'anno (almeno fino ad adesso, tra un mese ritorno in paranoia, tranquilli) ho fatto recuperone di roba tra fumetteria e spesa online, senza contare tutto il resto: praticamente c'ho un'inquietante pila di roba letta/da leggere che oscilla pericolosamente vicino al letto e mi sono detta che devo riuscire a raccontarvi di più cose possibile prima di tornare ad infognarmi e abbrutirmi per la questione esami.

il recuperone ha riguardato anche un po' di manga, roba che prima occupava 3/4 delle mie letture e che ora pian piano vado abbandonando tranne quando faccio sti recuperoni mensili, per cui non so mai nemmeno se sto a passo con le serie, se magari li avete già letti tutti eccetera, però mi piace stare qui a parlarne, questa cosa per me equivale un po' a spettegolare seduti al bar, come potrei privarmi di cotanto piacere?

partiamo con arrivare a te 28.
ecco, devo confessarvi che mi salgono i nervi ormai già quando guardo le copertine di questo manga. lo so che l'ho detto un sacco di volte, ma davvero: mi piaceva tanto all'inizio, ormai è diventata la fiera dell'idiozia e del continuo a fare questa roba perché in qualche modo continua a vendere. in qualche modo ci sono davvero troppo affezionata (magari non ve lo ricordate, ma il primo volumetto è di ottobre 2012! sono quasi sei anni!) e non riesco nemmeno a pensare di abbandonare la serie, però ringrazio il cielo che tra due volumi finalmente finirà tutto e saluterò per sempre quei due idioti di sawako e kazehaya.
non so quanti numeri è che va avanti la pippa del lei andrà in un'università in un'altra città, si separeranno, lacrime e dolore, però mi sembra siano più o meno tre lustri, davvero, abbiamo capito mobastaveramente.
i nostri piccioncini sono passati dall'essere dei teneri imbranati a farsi catalogare come idioti senza speranza: sono tipo due, tre anni che stanno insieme e stanno ancora ad arrossire se si sfiorano le mani.
ora, io capisco benissimo che magari i giapponesi c'hanno un concetto di effusioni diverso dal nostro, per carità, ma se questa cosa fosse anche solo lontanamente verosimile, si sarebbero estinti da un pezzo.
sono insopportabili, la peggiore coppia di tutta la storia degli shoujo manga.
in compenso i personaggi secondari sono sicuramente più accettabili, e ormai l'unica cosa che spinge a leggere davvero i volumetti prima di posarli sullo scaffale è che voglio sapere come andrà a finire la storia - che a dire il vero non è ancora cominciata - tra yano e pin: coppia che non mi piace per niente, ma magari sono meno dementi dei protagonisti.

sta per concludersi anche honey, siamo al numero 6 e ne mancano solo due alla fine, il che è un gran bene perché, per quanto questa serie sia carina e tenera, si sa come vanno le cose quando si allunga il brodo senza motivo.
cioè, anche nao e onise sono due tonti, ma sicuramente meno freddi e falsi di sawako e kazehaya, e anche se la storia si basa sui soliti cliché riesce ancora a farsi seguire senza la necessità di ingerire un paio di caffè per non addormentarsi nel frattempo.
per vivacizzare un po' il finale l'autrice ha deciso di inserire due personaggi abbastanza assurdi: un kohai di onise dei tempi delle medie, che lo adora in modo quasi imbarazzante e detesta nao, e la sua sorellina bellissima e sociopatica.
ovviamente sappiamo benissimo che in qualche modo causeranno i soliti problemi di gelosia e incomprensione alla coppietta e sappiamo altrettanto bene che in un modo o nell'altro tutto si risolverà per il meglio.
insomma niente sorprese e niente tensioni, ma comunque la serie continua a piacermi abbastanza e credo che due volumi siano davvero troppo pochi per rovinare tutto nel finale.
almeno spero.

molto più elettrizzante e movimentato continua a essere hatsu haru, che arrivato in patria al dodicesimo volumetto (da noi al nono) prosegue spedito e con delle copertine un po' spoilerose ma che mettono un sacco di voglia di andare avanti nella lettura.
sarà forse anche perché la storia da spazio non soltanto a kai e riko, veri protagonisti della storia, ma lascia spazio anche agli altri personaggi, facendo sì che siano qualcosa in più che macchiette e cactus sullo sfondo, e ai rapporti di amicizia tra di loro.
kai continua a combinare un casino dopo l'altro nei suoi tentativi di essere il ragazzo perfetto per riko, e se non vince il primo premio in tontaggine lo si deve solo a shimura, che continua a tirare pesci in faccia a quel poveraccio di takaya quasi senza rendersene conto.
all'orizzonte intanto si profila la prossima love story, quella tra kagura e taro, dei quali finalmente scopriamo qualcosa sul loro passato: al momento sono la mia ship preferita, vorrei uno spin-off su loro due!
alla fine kai riesce a ottenere il modo di portare riko in giro ma, tralasciando il modo forse un po' umiliante per lui (ma divertentissimo, questo bisogna ammetterlo!) adesso dovranno affrontare la loro prima notte insieme fuori casa! all'orizzonte si profilano nuovi livelli di imbranataggine che non vedo l'ora di scoprire! (prendi spunto karuo shiina!)

ma il più grande colpo al mio cuoricino di fangirl eternamente bloccato in fase adolescenziale me l'ha dato il sesto volumetto di tsubaki-cho lonely planet, che adesso diventa il primo in classifica tra le pubblicazioni in corso sopratutto grazie al maestro akatsuki, che quasi quasi me ne innamoro anche io.
insomma, dopo la dichiarazione inaspettata, fumi si ritrova ad essere la ragazza di akatsuki, che per quanto tonto e poco avvezzo alle smancerie (che poi è un po' il suo punto di forza, di robe smielate non ne possiamo francamente più!) è tanto figo che si rischia l'infarto a ogni pagina.
da quello che sappiamo, il suo passato è un po' un disastro dal punto di vista sentimentale, ma pare che adesso con fumi si stia impegnando davvero, ma...
poteva mai andare tutto liscio? ovvio che no!
e infatti, non ci ritroviamo il bel biondino fascinoso e gentile proprio alla fine del volume che lascia intendere la nascita di un fastidioso quanto interessante triangolo?
insomma, quale dei tanti cliché da shoujo manga è più interessante di un triangolo amoroso?

passando ad altro, finalmente è uscito anche il ventesimo volumetto di natsume degli spiriti, una di quelle serie che dimostra che non tutti gli shoujo devono necessariamente trattare di amorazzi e batticuore. yuki midorikawa per me è una vera e propria poetessa, maestra nel creare atmosfere rarefatte e malinconiche ma anche allegre e spensierate, e nel sapere parlare di sentimenti con una delicatezza unica.
dai primi episodi ad adesso natsume ha vissuto un cambiamento incredibile eppure coerente con quello che man mano è successo, ha degli amici fidati, qualcuno che accetta il suo dono senza paura ma anzi con comprensione, una famiglia affettuosa e dolce alle spalle, e anche il suo rapporto con gli yokai va sempre più equilibrandosi, superando l'iniziale paura e sconcerto, pian piano natsume impara a conoscerli e a capire le loro ragioni e i loro stessi sentimenti.
delle quattro storie di questo volumetto forse la più bella è proprio l'ultima, nella quale natsume dovrà aiutare degli spiriti a rimettere in sesto una villa che ospiterà la loro dea.

e per finire in bellezza passiamo ad arte, giunto al terzo volumetto, che continua a narrarci le (dis)avventure dell'omonima protagonista, aspirante artista nella firenze rinascimentale, impegnata non soltanto a imparare il difficile mestiere di pittrice ma sopratutto a farsi accettare, in quanto donna, all'interno della corporazione e di riuscire a dare il massimo per il suo scorbutico maestro, il signor leo.
bisogna riconoscere a kei ohkubo una buona preparazione nella materia, forse non una grandissima esattezza storica, ma sicuramente ha saputo rendere abbastanza bene l'ambiente e l'atmosfera dell'epoca, oltre che saper dare qualche idea su quello che era il difficilissimo lavoro dell'artista di quel periodo, qualcosa di molto lontano dalla stereotipata idea del pittore in camicia bianca e basco di traverso che dipinge immerso in un giardino fiorito: esemplare la scena della realizzazione di un affresco ad esempio, la prova che arte deve affrontare per farsi ammettere anche dai membri della corporazione più restii ad accettare una donna tra loro.
arte possiede, oltre al suo amore per la pittura e al suo talento, un'enorme voglia di superare le barriere dei pregiudizi e degli stereotipi, di mostrarsi capace e meritevole, di non essere diversa da nessun uomo nel suo lavoro.
ammetto che non mi è capitato spesso di trovare una vena così femminista in un manga e questo è forse uno dei motivi che più mi fanno apprezzare questa serie, che continua a mantenere alto il livello qualitativo.

e voi? state seguendo qualcuna di queste serie? ne avete altre da consigliarmi?

lunedì 26 marzo 2018

commenti randomici a letture randomiche (53)

ragazzi, ma cosa non è saga? a ogni nuova uscita si conferma come una delle migliori serie in assoluto e questo meraviglioso numero otto mi ha regalato momenti di ansia, gioia, commozione, tristezza, terrore, tutto praticamente.
altro che disturbo bipolare.
il tremendo evento che ci aveva sconvolti nello scorso numero ha comportato la necessità di un viaggio verso uno dei luoghi più squallidi dell'universo, dove hazel, alana, marko e petrichor vivranno gli ennesimi momenti non del tutto piacevoli, faranno incontri non esattamente sperati, e ci faranno come al solito piangere ettolitri di lacrime mettendoci davanti agli occhi l'esistenza nuda e cruda, con tutta la bellezza e lo schifo che si porta addosso.
disturbantissimo il capitolo che ci mostra cosa è successo nel frattempo al volere, un po' meno quello su ghüs. fantastico il finale tanto quanto è straziante chiudere il volume e sapere di dover aspettare mesi prima di continuare.
in ogni caso, se non avete mai letto saga, fatelo. davvero, non c'è nessun motivo per perdersi questo capolavoro (e io infatti non vi dico praticamente nulla per non spoilerare, ma un po' devo sfogarlo tutto questo entusiasmo)

mentre vi disperate in attesa del prossimo volume di saga, andate a fare un giro in edicola e prendete le cronache del regno dei due laghi, firmato da quella meravigliosa coppia di autori che sono silvia ziche e tito faraci, così ridete un po' e non pensate a tutto il resto.
pubblicate su topolino tra il 2010 e il 2017 (io ad esempio ne avevo letti solo alcuni episodi), le storie di questa saga fantasy vedono i più famosi abitanti di topolinia destreggiarsi in un regno medievale un po' assurdo, tra draghetti-sveglia e muffe canterine (stonate), dove re topolino è costretto dal libro delle leggi a sorbirsi richieste e capricci del popolo in quanto padrone del regno e prova in ogni modo a perdere la corona (e le troppe, sfiancanti responsabilità), affidandosi a un improbabile generale dell'esercito - un pippo-soldato molto poco adatto alla battaglia - e a un aiutante, segretario, consigliere che certo non brilla per intelletto - manetta, ovviamente.
geniali le storie più lunghe (ma anche quelle più brevi, non ne hanno sbagliata una!), quella contro i barbari guidati da gambadilegno e quella in cui, per colpa di uno gnomo permaloso, re topolino finisce in un mondo strano in cui i carri si spostano senza cavalli e nessuno sa dove si trovi il suo castello...
geniali le mille gag con pippo, rock sassi, sgrinfia e tutti gli altri, ma d'altronde con quei due nomi lì in alto sulla copertina, cosa ci potevamo aspettare?

se invece preferite qualcosa di più romantico, c'è il quinto volume di amarsi, lasciarsi che propone situazioni da commedia degli equivoci a più non posso, in cui rio, in seguito a un sogno quanto mai imbarazzante, sta cominciando a rivalutare il suo comportamento nei confronti di yuna, yuna diventa sempre meno timida e introversa e comincia ad attirare le attenzioni del buon agatsuma, akari continua a scervellarsi su kazuomi cercando di decifrare ogni gesto, ogni tono di voce, ogni parola per capire se ha o no qualche possibilità (ma siamo proprio tutte così? non si smette mai di sezionare, analizzare, considerare, e ripensare più e più volte anche alle più enormi banalità, purché vengano fatte e dette dalla persona che ci piace), innamorata persa contro ogni sua teoria di razionalizzazione dell'amore e kazuomi si svela pian piano una persona completamente diversa da quello che sembrava, per nulla così immediato, schietto e sincero.
forse fino a ora il volumetto più appassionante, incasinato e in qualche modo divertente della serie. o forse sono io che lo dico di ogni roba che sforna io sakisaka, non saprei. però più questa serie va avanti, più mi piace!

ultimo consiglio (che aggrava la condizione randomica di questa non-rubrica) è adieu mon cœur di angelo calvisi, edito da casasirio in un formato che ho adorato (entra perfettamente nella tasca della mia giacca!) e che da nome alla collana dieciquindici.
la storia è semplicemente quella di un ragazzo qualsiasi con una abbastanza banale avversione per la scuola, la scontatissima voglia di limonare - i suoi amici l'hanno già fatto tutti! - e l'altrettanto ovvia vita familiare incasinata. o almeno così sembra all'inizio, in quell'inizio anni '80 fatto di pomeriggi di fancazzismo in oratorio, genitori che litigano, fratelli piccoli e rompipalle, feste da adolescenti sfigati e primi amori buttati alle ortiche, ma poi, saltando di dieci anni a ogni capitolo, la vita e la personalità di paolo ci appaiono improvvisamente più definiti, modellati, e naturalmente incasinati.
non sappiamo cosa succede tra un capitolo e l'altro, lo ritroviamo così ventenne con l'appendice spappolata, troppo alcool in corpo e l'amore per de gregori e la chitarra, e i ricordi di una vita in comunità e poi ancora più avanti già musicista affermato, e poi ancora uomo adulto alle prese con una vita traballante, come se viaggiasse su una strada piena di buchi in una macchina senza ammortizzatori, due figli mezzi francesi e un matrimonio mezzo sfasciato o forse finito del tutto, e un appuntamento fisso ogni anno a cui non può rinunciare per niente al mondo.
è nel non detto, in quegli anni muti tra una data e l'altra nei frontespizi che si raccoglie la vita di paolo, in quegli eventi tanto importanti che sembra siano scontati, come se paolo lo conoscessimo da sempre e sapessimo tutto di lui, come i suoi fan, come la gente con cui è cresciuto.
soltanto alla fine, dieci anni in poche frasi per dirla come uno bravo o trenta in poche pagine, riusciremo a mettere insieme tutti i pezzi e lasciarne uno nostro tra le pagine, come segnalibro o come grazie per una storia che sembrava banale ma che, come tutte le storie, banale non è.

giovedì 8 marzo 2018

commenti randomici a letture randomiche (52)

è da un po' che c'ho il blocco del lettore e di conseguenza quello del blogger, non so nemmeno perché. in realtà mi sembra di avere poco tempo per leggere e ancor meno per scrivere e sono anche abbastanza presa da un romanzo di cui spero di potervi parlare al più presto, che sto adorando. però sono anche riuscita a leggiucchiare qualcosa negli ultimi giorni, sopratutto tra gli ultimi fumettini presi tra fumetteria e amazon, quindi ne approfitto per sgranchire un po' dita e neuroni e per rimettermi in pari con le tante serie che sto seguendo.

a cominciare da quella meraviglia di ms. marvel! ho passato quasi un anno a chiedermi quando uscisse il quarto volume per poi rendermi conto che era già uscito anche il quinto! non mi capita spesso di perdermi così delle uscite, cerco di tenere sempre tutto sotto controllo, eppure...
ogni volta che parlo di questa serie parte il pippone su quanto mi sembri diversa dalle altre testate supereroistiche e di quanto in effetti queste osservazioni lasciano il tempo che trovano, visto che non seguo molta roba in cui tizi in tutine aderenti salvano il mondo svolazzando e sparando raggi laser, ma in ogni caso le avventure di kamala khan mi stupiscono e commuovono sempre, perché riescono a miscelare bene i caratteri delle serie dei supereroi propriamente dette - cazzottoni, superpoteri, mutanti, scontri tra creature incredibili eccetera - con quelli decisamente più intimisti e delicati del racconto di formazione.
negli ultimi due volumi - ultimi giorni e super famosa - vita privata e pubblica si intrecciano indistricabilmente: non è facile essere un'adolescente alle prese con una famiglia affettuosa e protettiva, con le cotte sbagliate, gli amori impossibili, lo studio, le amicizie, i mille problemi di ogni giorno (e magari qualcuno anche non esattamente banale) e riuscire a trovare anche il tempo di salvare la città, e paradossalmente sembra più facile impedire l'apocalisse che riuscire a gestire i rapporti familiari, le amicizie e i problemi di cuore.
è questo che mi piace così tanto di questa serie, il modo in cui riesce a mantenere in equilibrio i doveri di un supereroe che vuole proteggere la sua città e i casini in cui riesce a cacciarsi una ragazza che in fin dei conti si caccia nei casini solo per provare a dare il meglio di sé, accontentare tutti e rendere felice le persone a cui vuole bene.
e poi continua a piacermi tantissimo kamala, che nonostante il suo essere casinista, riesce a capire qual è la sua strada e sa seguirla a testa alta... come si fa a non voler essere almeno un po' come lei?
(se sapete dell'uscita del sesto volume mandatemi un messaggino, non vorrei perdermelo stavolta!)

conferma le promesse del primo volume il secondo di arte, manga storico ambientato nella firenze del rinascimento che segue le vicende dell'omonima protagonista il cui sogno è diventare pittrice e poter raggiungere un'autonomia economica e sociale impensabile per le donne del tempo.
più che indugiare sul vero lavoro di arte però, kei ohkubo si sofferma proprio sulla condizione femminile in una società patriarcale e maschilista, scegliendo proprio l'ambiente delle botteghe per sottolineare il divario tra i due sessi e quello  tra le diverse classi sociali: non solo è impensabile che una donna apprenda un mestiere così tipicamente maschile (donne pittrici sì, ma solo se ben riparate all'interno della loro casa, solo se di buona famiglia e solo se la pittura rimane un piacevole passatempo, una parte dell'educazione di una buona sposa e nulla di più), ma è assurdo che una ragazza di nobile origine come lei si pieghi a lavori tanto umili e faticosi.
con un'innocenza quasi idiota e una testardaggine che non conosce ragioni, arte si adatta alla sua nuova vita, impegnandosi al massimo in ogni cosa che fa, coltivando il suo talento e cercando al contempo di essere utile a leo, il suo maestro, entrando a passo sicuro in un mondo che non capisce fino in fondo e del quale non sa accettarne le contraddizioni e le ingiustizie. i suoi sentimenti sono ambivalenti nei confronti della cortigiana veronica, della quale ammira l'indipendenza ma non sa darsi pace della sua studiata e artificiosa dolcezza (sono rimasta molto delusa dalla mancata considerazione circa il dolore delle costrette a vario titolo a diventare prostitute, della loro condizione di moglie-o-puttana: non erano tanti i modi in cui una donna dell'epoca poteva emanciparsi senza sposare un buon partito, anzi plausibilmente non c'era altro a esclusione della prostituzione o della vita monastica, eppure l'autore si concentra solo sulla freddezza dei sentimenti di veronica, accusata di sedurre e far soffrire gli uomini per amore. spero che più avanti l'argomento venga trattato con meno superficialità) che si fa affetto sincero solo per la sua nuova amica, mentre l'incontro con una giovane e scorbutica sarta le da occasione per scatenare una piccola rivolta femminista all'interno di una bottega.
se anche non è riuscitissimo dal punto di vista dell'analisi sociale e se l'aggettivo femminista è ancora ben lontano da potersi accostare a questo titolo (così come quello di storico), arte è un fumetto che offre buoni spunti di riflessione oltre che una lettura piacevole e una vicenda che si prospetta via via più intrigante sul piano dei rapporti interpersonali, ma che è al momento ancora troppo carente su quell'argomento che dovrebbe essere proprio quello principale, ovvero la pittura.

passiamo invece agli amorazzi tra i banchi di scuola, che continuano a entusiasmarmi nonostante tutto, sopratutto quando a raccontarli è io sakisaka.
i suoi personaggi hanno una vita sentimentale decisamente più vivace e interessante della mia, e nonostante le tremende idiozie che riescono a combinare, sono comunque migliori di buona parte delle persone che si incontrano nella vita reale.
amarsi, lasciarsi continua a essere lentissimo e tutto incentrato sulla vita interiore dei protagonisti, questo quarto volumetto è tutto - quasi - dedicato a rio e akari dopo il bacio che c'è stato alla fine del terzo volume (dai, non ditemi che è spoiler, è passato davvero un sacco di tempo).
alla strafaccia della yoshizumi, scopriamo che all'inizio della loro convivenza come fratelli hanno entrambi accantonato i loro sentimenti per riuscire a mantenere tranquilla e normale la nuova vita familiare, e che contrariamente a quanto avremmo immaginato, lo sforzo maggiore l'ha compiuto proprio akari, dimostrando una maturità e una padronanza di sé a dir poco invidiabile.
chiarita la situazione, sembra che finalmente ci possa essere spazio per uno sviluppo diverso delle vicende, e non è difficile immaginare che finalmente le coppie rio/yuna e akari/inui, anche se non ci metterei troppo la mano sul fuoco fin da subito, non è facile capire dove voglia andare a parare la sakisaka ma ammetto che è davvero bello lasciarsi trasportare dalle sue storie senza stare troppo a rimuginarci su.

molto più allegro l'ottavo volume di hatsu haru (anche se non ho ancora capito chi c'è in copertina), in cui misaki e shimura finalmente la smettono di fingere di stare insieme, rivelano la loro natura di perfetti tonti e ammettono nel modo più casinista possibile quali sono i loro veri sentimenti mentre kai riprova a organizzare un appuntamento carino con riko, non riuscendo nemmeno questa volta a far andare tutto secondo i suoi piani, anzi si ritrova costretto a fare da babysitter con riko ai suoi nipotini e contrariamente alle sue aspettative la giornata andrà meglio del previsto.
dolcissimo e tenero, hatsu haru è un po' come una tazza di cioccolata calda per vincere il freddo e la tristezza.
eppure qualcosa mi dice che arriverà presto la parentesi nera... comunque, non ricordo se ve l'ho già detto, ma la serie si concluderà con il tredicesimo volumetto, quindi anche questa volta ci siamo risparmiati la storia infinita.

infine, per alzare il tasso glicemico alle stelle, il quinto volumetto di honey è tutto uno sbrilluccichio di glitter rosa, cuoricini e felicità, con nao e onise che sono il non plus ultra della coppietta da manuale, offrono scene di insopportabile sdolcinatezza, si scontrano e riappacificano con i loro familiari, fanno ogni cosa con una dose esagerata di adorabile goffaggine e infinita tenerezza.
leggete questa serie solo se avete davvero voglia di farvi cariare i denti (a me piace un sacco la roba smielosa, sopratutto quando non riguarda me )
però sembra che ormai sia rimasto veramente poco da raccontare e infatti per fortuna mancano soltanto tre volumi per completare la serie... non credo che potrei reggere di più di questo a dirla tutta.

e voi che serie state seguendo per ora?

sabato 20 gennaio 2018

clow cards ~ shoujo tag

ho beccato questo giochillino sul blog di claire, dipendenza da shoujo, e siccome ho una grande passione per questo genere di cose - e questo mi è piaciuto parecchio! - e sono tornata di recente in fissa con le clamp (oltre a seguire la nuova serie dell'anime di card captor sakura - qui trovate tutte le informazioni per vedere i nuovi episodi - ho preso il primo numero della serie di tsubasa world chronicle, ma non ci ho capito niente, devo finire di recuperare xxxholic e rileggere tutto!) ho deciso di farlo anche io. come sempre per ogni giochillino, meme, tag o come volete chiamarlo, siete liberi di riproporlo sul vostro blog.

1 ~ the sleep - uno shoujo che ti fa immergere nel sonno più profondo:


mi spiace un po' dirlo perché all'inizio mi appassionava parecchio, ma rispondo arrivare a te: ultimamente è così lento, noioso e inverosimile che non vedo l'ora che finisca o che almeno quei due idioti di protagonisti si diano una bella svegliata!

2 ~ the sweet - uno shoujo più romantico che hai letto:


e come dovrei fare a scegliere? io sono una fan degli shoujo romantici e smielosi, ne ho letti tantissimi così, quindi senza pensarci troppo direi hiyokoi, ho sempre adorato hiyori e yushiin e la loro storia è a dir poco da diabete.

3 ~ the dash - uno shoujo che hai terminato in tempo record:


un po' tutti i manga di arina tanemura, che ho quasi sempre recuperato e letto in blocco, ma forse quello che ho letto più velocemente è stato ogni nostro venerdì: nulla di troppo serio ma assolutamente adorabile!

4 ~ the loop - uno shoujo che hai letto più e più volte:


non è l'unico che ho riletto, ma direi mars. è stato il mio primo manga, ero assolutamente entusiasta perché era completamente diverso da qualsiasi fumetto avessi mai letto fino ad allora e l'ho riletto un sacco di volte. continua a piacermi ancora adesso, praticamente lo so quasi a memoria!

5 ~ the maze - uno shoujo che non hai mai finito:


dawn of the arcana. sono secoli che mi dico che devo recuperare gli ultimi numeri ma niente, ogni volta do la precedenza ad altro. anche perché praticamente non ricordo praticamente nulla di quello che ho letto...

6 ~ the light - uno shoujo che ti ha reso felice in un momento buio:


oddio, nessun fumetto mi ha mai risollevata al tal punto nei momenti neri neri, ma uno che mi ha sempre regalato momenti di allegra spensieratezza mentre lo leggevo era love button, un manghino carino che mi faceva sempre perdere nella storia e dimenticare di tutto il resto.
mi manca molto maki usami, spero che qualcuno pubblichi al più presto qualche suo nuovo manga!

7 ~ the erase - uno shoujo che hai cancellato dalla memoria:


e che devo assolutamente rileggere: sugar sugar rune. non ricordo quasi nulla della trama, so solo che mi era piaciuto tantissimo!

8 ~ the create - uno shoujo a cui avresti dato un altro finale:


assolutamente paradise kiss: volevo un sacco che *spoiler* yukari e joji rimanessero insieme!

9 ~ the dark - uno shoujo che risveglia i tuoi istinti omicidi:


i love you suzuki-kun, una porcheria di un maschilismo becero, retrogrado e umiliante, mi sono arrabbiata e disgustata mentre lo leggevo, e avrei volentieri preso a schiaffi l'autrice oltre che tutti i personaggi. sono contentissima di essermene sbarazzata presto!

lunedì 15 gennaio 2018

commenti randomici a letture randomiche (50)

ed eccoci di nuovo pronti a un altro carico di randomicità! un sacco di robe fichissime (e una un po'... meh) che non dovete assolutamente perdervi!

so che tsubaki-cho lonely planet non sta piacendo a troppa gente, anche se francamente non riesco a capirne il motivo, sopratutto dopo aver letto il quinto volume. dopo il viaggio a kyoto e i dispetti di kaneishi - che ha ovviamente capito tutto subito su come vanno davvero le cose tra i due piccioncini - akatsuki comincia a comportarsi in maniera sempre più strana con fumi, esattamente come farebbe un ragazzino timido e impacciato che non vuole far capire alla persona che gli piace che è un po' cotto.
fumi continua nel suo intento di non svelargli i suoi sentimenti, sicura che non saranno ricambiati, ma una sera, durante un giro tra le bancarelle di una festa e sotto ai fuochi d'artificio, non riesce a tenere più la bocca chiusa e confessa i suoi sentimenti ad akatsuki, che risponde con la prontezza di un comodino. a salvare la situazione arriva - stile deus ex machina - la sua amica yo, che capito l'imbarazzo dell'amica, la invita a casa sua per qualche giorno.
e noi possiamo finalmente curiosare un po' nel passato del maestro akatsuki, scoprendo che fin da ragazzo era impacciato, timido e incapace con le ragazze, e che sono state parecchie quelle che come fumi si sono prese una cotta per lui. insomma, akatsuki è sempre stato negato con le ragazze, ogni volta che provava ad iniziare una relazione, quella finiva inevitabilmente male, e quando si è accorto che fumi si è innamorata di lui, ha scelto inizialmente di evitare l'ennesimo fallimento.
ma qualcosa è finalmente cambiato in lui e finalmente... (no, davvero, all'ultima pagina io mi sono quasi messa a gridare!)

cambiando genere, mi sono decisa finalmente a leggere nomen omen ~ total eclipse of the heart, avevo letto troppi commenti positivi in giro per continuare a farmi infastidire dall'orribile verde neon della copertina.
e, fidatevi, ho fatto davvero benissimo!
protagonista della vicenda è becky kumar, newyorkese neo-ventunenne con un meraviglioso taglio di capelli, nerd e affetta da acromatopsia - cioè non riesce assolutamente a percepire i colori, cosa che solo all'inizio sembrerà una fuffata inutile, ma poi avrà il suo meraviglioso senso - reduce da poco da un incidente stradale in cui è morto il suo migliore amico.
la storia comincia proprio il giorno del suo ventunesimo compleanno in occasione del quale, per cercare di tirarla un po' su di morale, le sue due mamme (apprezzatissima l'idea di farci vedere una famiglia così affiata, alla faccia di chi continua a non accettare l'idea di coppie omosessuali con figli) e i suoi amici le organizzano una festa.
niente di eccezionale, se non fosse che proprio in quest'occasione la vita di becky cambia completamente.
visioni, sicuramente, tutto è troppo assurdo per essere vero: un essere gigantesco, in qualche modo umanoide, le strappa letteralmente il cuore dal petto.
beh, non troppo letteralmente, visto che dopo poco si risveglia, stordita e confusa, ma viva. no?
anche i suoi amici hanno visto qualcosa di strano, uno scontro spaventoso tra ragazzi in apparenza umani ma capaci di cose decisamente fuori dal comune.
cosa sta succedendo?
questa è una fiaba, signorina kumar, non c'è spazio per ospedali, genitori e polizia, ci sei solo tu, che cerchi di salvarti da sola perché non puoi fidarti di nessuno. lo capirai molto presto.
il giorno dopo tutto sembra come al solito, ma ci vorrà poco di scoprire che un equilibrio nascosto ma fondamentale è stato spezzato e che lei, viva ma davvero senza più il suo cuore, ha in realtà un potere enorme che la rende una delle streghe più potenti che si ricordino.
il velo tra questo mondo e quello si è squarciato e ora a becky toccherà muoversi da una parte all'altra della realtà per salvare se stessa.
e e e... niente altri spoiler, ma bisogna dire effettivamente jacopo camagni e marco b. bucci hanno davvero fatto un lavoro pazzesco, che al di là degli strilloni pubblicistici è una vera rivoluzione nel fantasy nostrano a fumetti: un urban fantasy ben orchestrato con una protagonista che piace e convince dalla prima pagina, un mondo complesso e funzionante in cui far muovere i personaggi, a cui si accompagnano non solo dei disegni tremendamente affascinanti, ma uno stile di colorazione che, accordandosi con la strana patologia di becky, ricrea un effetto unico, tra bianco/nero e colori, tra tavole estremamente grafiche e sequenze più pittoriche.
vabbè, fidatevi, non perdetevelo assolutamente!

un po' (molto) meno entusiasmo per il nuovo monster allergy. a parte che continuo a detestare l'idea di questo formato cartonato che, in pratica, ha le stesse pagine dei volumini della vecchia serie, solo che costa tipo sette volte tanto. ah, e mancano le rubriche.
ah, è la mia copia aveva le pagine ancora incollate, ho dovuto staccarle io. niente di grave, ma per quasi quindici euro almeno separare i fogli...
poi ammetto che non riesco assolutamente ad apprezzare zick ed elena così cresciuti. non sono di base contro i sequel, anzi, ma mi sembra che questo nuovo monster allergy sia molto poco monster allergy, sottotono rispetto alla vecchia serie.
paradossalmente, mi sembra che i toni siano più infantili adesso che nei primi volumi, come se la crescita dei personaggi sia stata esclusivamente fisica, anzi, come se avessero perso quelle caratteristiche per cui ci piacevano tanto: zick sembra un ragazzetto scemo e irresponsabile e elena ha perso la sua aria cazzuta di bambina fuori dagli schemi.
insomma, sono diventati due tipi qualsiasi, solo capaci di vedere i mostri. ma monster allergy non era questo. sigh.
ma nonostante tutto, continuo a provarci, anche con aspettative pari a zero, spinta più dall'affetto che nutro tutt'ora per quello che era m.a. che di scoprire qualcosa di nuovo.
ne la valle dei bombi elena e zick, oltre a scoprire per la prima volta la valle del titolo, quella in cui nascono - e rinascono - i bombi, creature che - bava a parte - farebbero tenerezza a qualsiasi cuore di marmo del mondo. la valle dei bombi è un posto quasi incantato, paradisiaco, di colori tenui e ingenua bontà. eppure, nonostante l'atmosfera zuccherosa, il perfido sinistro (quasi) riesce - e qui bisogna ammettere che non me l'aspettavo - nel modo più improbabile a mettere a segno uno dei piani più crudeli di sempre che - meno a sorpresa - zick ed elena riescono a sventare.
la minaccia rimane, aleggia sul prossimo volume ma, ripeto, il massimo che è riuscita a tirarmi fuori è stato uno sbadiglio un po' meno pesante degli altri.
peccato che stia andando così (e no, non è che sono io che sono invecchiata e non mi emoziono più, i vecchi numeri continuo a trovarli sempre strepitosi, mi auguro che prima o poi si riesca a tornare a quei livelli)

fantastico come sempre invece il nuovo volume di lumberjanes serie che - scusate se mi ripeto sempre sulle stesse cose - continuo a considerare tra le migliori che sto seguendo.
la squadra delle nostre tipe toste è impegnatissima a superare la prova per ottenere un nuovo distintivo, il non ti s-cordar di me, è chi meglio del capogruppo capitan karen, vero lupo di mare (non avete idea quanto lo sia!) può aiutarle?
ma karen ha un problema, uno di quei problemi che nel campo delle lumberjanes ti sbattono in faccia una realtà fatta di creature leggendarie e magiche.
un gruppo di selkie ha rubato la sua barca per vendicarsi del furto della pelle di una di loro, che non riesce più a tornare alla loro forma originaria (le selkie sono un tipo di metamorfo, appaiono come delle foche, ma possono diventare umane togliendosi la loro pelle. ovviamente, per il processo inverso, hanno bisogno di indossarla di nuovo), ma karen sostiene il contrario, e nonostante la barca non sia poi tanto lontana dalla costa, è impossibile raggiungerla per via dei terribili mulinelli che le selkie - ma loro sostengono di no - hanno creato.
insomma, un bel pasticcio e chi meglio di un gruppo di amiche superaffiatate e abituate a ogni sorta di magica stranezza può risolvere il problema?
tra creature che cambiano aspetto, portali magici, dimensioni parallele, barche fuori controllo, fraintendimenti, tempeste e idee tremendamente pericolose (del tipo bambini non fatelo a casa) jo, april, mal, molly e ripley vivranno un'avventura indimenticabile fatta di scelte coraggiose e - ovviamente - amicizia al massimo!

stratosferico anche il terzo volume di paper girls, che vede le quattro ragazze addette alla consegna dei giornali catapultate in un non meglio precisato passato preistorico.
riescono finalmente a ritrovare kj ma devono affrontare l'ennesimo, imprevedibile nemico: tre uomini giganteschi, orribili e crudeli, tre padri di un unico bimbo a cui stanno dando la caccia.
e nonostante non siano le sole a spostarsi nel tempo, i guai non sono ancora finiti e non è ancora arrivato il tempo delle risposte.
né sui viaggi temporali, né su quello che il futuro le riserva, quel futuro che ha svelato a mac che non ne ha molto davanti a sé e quello che ha mostrato a kj immagini che non riesce a spiegarsi, e che la rendono più inquieta persino delle nuove, inaspettate trasformazioni del suo corpo.

questo terzo volume è pieno zeppo di azione e violenza ma anche di quel sentimento di solidarietà che spinge sei donne provenienti da mondi - e tempi - lontanissimi tra loro a salvarsi a vicenda, in barba a qualsiasi legge fisica ci si possa raccomandare di non infrangere. e ancora una volta, il finale ci regala mesi (speriamo pochi!) di hype in attesa di un nuovo volume, e magari, di qualche spiegazione in più.