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mercoledì 19 luglio 2017

commenti randomici a letture randomiche (38)

un sacco di altre belle letture in casa claccalegge!

cominciamo con lumberjanes 5 che lascia intatto il mega-hype che si era creato alla fine del quarto volume, prendendosi una vera e proprio pausa dalla trama principale con due episodi autoconclusivi che comunque non fanno rimpiangere nulla se non l'attesa prima del prossimo volume (ché di lumberjanes non se ne ha mai abbastanza). 
il primo capitolo è un flashback sull'arrivo delle occupanti del capanno roanocke al campeggio, una storia breve che inizia seguendo il viaggio delle cinque ragazze e che ci svela qualche dettaglio in più sulle protagoniste: jo in una macchina superpazzesca con due papà adorabili e iperapprensivi per il futuro della loro bambina, che immaginano già iscritta in qualche prestigiosa università in notevole anticipo sui tempi convenzionali; ripley in un chiassoso pulmino guidano dai genitori e riempito fino allo sfinimento da otto fratelli di ogni età e l'immancabile nonna, alle prese con una gomma da masticare sui capelli che sarà il cupido che farà nascere l'amicizia tra lei e april, la solita rossa tutto pepe che da sfoggio di una forza spaventosa (e un'altrettanto spaventosa incapacità di organizzare un bagaglio con lo stretto indispensabile, si direbbe) fin dal primo momento, che in attesa di jo (le due sono le uniche che già si conoscono) ripara con prontezza al guaio di ripley, regalandole il ciuffo blu che ben conosciamo; e poi mal - arrivata in taxi senza i suoi genitori, che ci lascia intendere siano abbastanza disinteressati al suo campeggio - e molly (di lei non vediamo l'arrivo) al loro primo incontro e... colpo di fulmine!
alla prima riunione con jen sparisce mr. sparkles, l'animaletto di pezza di ripley ed è questa la prima avventura ufficiale delle lumberjanes, con buona pace delle regole infrante e delle urla di jen.
ah, e scopriamo pure come si sono conosciuto molly e bubbles (il suo non-cappello).

nei capitoli successivi (di cui sinceramente i disegni non mi hanno fatta impazzire di gioia, preferivo quelli in stile simil-stevenson) invece le nostre scoprono che nel lago vicino al campo abitano niente poco di meno che le sirene! e sì, sono davvero appassionate di musica, ma non quella roba soffiata dentro le conchiglie, sono delle vere rocker! e così quando una di loro racconta di come ha litigato con la sua migliore amica e coofondatrice della sua band, april decide di aiutarle a riappacificarsi e a suonare insieme, ma tutto questo si rivela più difficile del previsto e causa non pochi problemi con le altre ragazze. ovviamente, per un fumetto che grida amicizia al massimo, le cose andranno per il meglio, ma non vi racconto niente di più! buona lettura!

rimanendo sempre in casa bao publishing da qualche tempo è uscito anche il settimo volume dell'apprezzatissimo saga, uno dei migliori titoli in giro negli ultimi anni, di cui avevo già parlato qui quando ho recuperato i primi sei volumi.
questo è un volume che si può considerare un po' un autoconclusivo, un capitolo che inizia e finisce e ci lascia in un bagno di lacrime e completamente a pezzi. siete avvisati (gli inviti a gruppi di sostegno morale sono ben accettati).
la più odiata e temuta di tutte le famiglie dell'universo, l'emblema stesso di una pace possibile e non voluta, si è finalmente ricongiunta e sta anche per allargarsi: hazel - voce narrante, nonché abominevole frutto dell'amore proibito tra due rappresentanti di razze storicamente nemiche e in quanto tale ricercata da tutti i poteri alti che non vogliono altro che farla sparire per timore che possa diventare il simbolo della tanto agognata pace - alana e marko, insieme a sir robot - alla ricerca del figlio che gli è stato rapito da un ribelle - all'onnipresente isabel, babysitter fantasma, e petrichor, trans originaria di wreath che si è affezionata ad hazel e che le ha salvato la vita, continuano il loro viaggio e si ritrovano costretti a fermarsi per fare rifornimento su phang, una piccola cometa che, nonostante le sue modestissime dimensioni e la varietà di razze che la abitano, non è riuscita a sottrarsi alla guerra tra wreath e landfall, esattamente come il resto dell'universo.
qui su phang i nostri vedranno un altro aspetto della guerra, quello meno spettacolare e più triste, quello dei non combattenti, dei civili, dei rifugiati, della gente comune che risente dei giochi di potere di chi sta così in alto da non sapere nemmeno della loro esistenza.

perché uno dei punti di forza di questa storia, nonostante sia in tutto e per tutto avulsa dalla realtà con le sue razze aliene e l'ambientazione fantascientifiche/fantasy, è la capacità di parlare dell'umanità senza nemmeno farci vedere un essere umano, affrontando senza timori argomenti fondamentali del nostro tempo: amori proibiti, odio razziale, guerre, sfruttamento della prostituzione e ovviamente la questione - troppo sottovalutata nel nostro caro civilizzato e cristiano mondo - dei rifugiati e dei profughi di guerra.

anche se quasi tutta la storia è dedicata ad hazel e famiglia, gli autori non si dimenticano di sophie e gwendolin, accompagnate da gatto bugia, che nel frattempo stanno architettando qualcosa in modo decisamente poco ortodosso.
in ogni caso, quello che succede su phang, quella che doveva essere solo una breve sosta per il rifornimento dell'astronave, si trasforma in un lungo soggiorno, costellato di eventi traumatici per noi lettori e ovviamente per alana, marko e hazel.
non posso spoilerarvi niente, ma la quarta di copertina recita qualunque fan di game of thrones si sentirà immediatamente a casa, e in effetti in quanto a colpi di scena e momenti strazianti brian k. vaughan ha poco da invidiare al caro martin.

e per rilassarci un po' mentre aspettiamo di continuare a leggere le avventure di hazel vi stra-consiglio il nuovo volume di macanudo, sempre edito da nuova frontiera.
l'universo è misterioso o il mistero è universale? esce dopo circa un anno da una pioggia di idee (qui su claccalegge) e ci regala la solita dose di dolcezza, poesia e ironia senza mai tralasciare le riflessioni sociali o filosofiche (e i misteri misteriosi!) a cui i personaggi di liniers, tra folletti, pinguini, gatti e strani mostriciattoli, ci hanno abituati.



nel frattempo sto leggendo uno dei romanzi più divertenti che mi siano capitati sotto mano e non vedo l'ora di parlarvene non appena l'avrò finito, e dopo quello toccherà a una delle mie eroine preferite! tra qualche giorno andremo con lei in egitto! (indovinate di chi sto parlando?)

venerdì 4 novembre 2016

virus tropical

signora de gaviria, deve essere un virus tropicale: è impossibile che sia incinta.



non capita a tutti di essere scambiati per un virus tropicale (o equatoriale) già prima di nascere.
ma per paola saranno tante le cose strane, fin dal momento in cui la sua piccola vita inizia a crescere, come un virus, nella pancia di sua mamma che un anno prima si era fatta chiudere le tube, certa che due figlie femmine fossero già abbastanza.

paola nasce in una famiglia assurda e decisamente poco auspicabile, composta da un padre prete (ma i preti non possono avere figli lo so) occupato a organizzare funzioni religiose clandestine in casa, una madre psicologicamente fragile e instabile, convinta di poter prevedere il futuro, due sorelle maggiori inquiete come ogni adolescente che si rispetti, in rivolta continua contro la famiglia, contro un futuro che non promette nessuna possibilità di cambiamento e l'accollo di una sorellina più piccola, e infine una domestica che non si rassegna all'idea di avere un brutto naso.

tra ecuador, il paese di origine, e colombia, quello in cui si trasferiranno successivamente, seguiamo la vita di paola e della sua scombinata famiglia, dalle ingenuità infantili al caos interiore tipico dell'adolescenza: i conflitti con la madre e le sorelle, la difficoltà di riuscire a sentirsi parte di qualcosa, i primi amori, il sesso, l'autodeterminarsi come persona, la scoperta delle proprie capacità artistiche.
la vita di paola è un casino, una particolare declinazione di quel casino che più o meno pervade qualsiasi esistenza, sopratutto quando questa sta cercando in ogni modo di prendere una forma stabile e decidere in quale direzione muoversi per andare avanti.
è difficile per paola trovare un riferimento, un punto fermo a cui aggrapparsi nella burrasca della crescita e dei cambiamenti: persa tra un padre assente, una madre a cui è impossibile affidarsi, le rimangono claudia, la sorella maggiore, troppo grande per poter creare un'intesa, e patty, l'amata patty, sorella, amica e confidente di tutta la sua giovinezza. è patty che la guiderà in quella strada tutta in salita costellata di cambiamenti di città, di non-amici, di prese in giro, di dolori e falsi amori, ma anche di sogni e speranze.

powerpaola racconta la sua vita senza sentimentalismi né fronzoli, con un tono schietto, sincero e a volte ironico, e allo stesso modo fa andare la matita sulla carta: la stessa spontaneità con la quale l'autrice rivela il suo passato, anche i momenti più delicati e personali, viene riservata ai disegni, che definirli underground sarebbe eufemistico, attenta ai dettagli, ma ancora più attenta a esprimere e raccontare.
liberandosi dall'insensato obbligo di dover rendere carini e accattivanti i suoi disegni, powerpaola mette su carta una realtà senza stereotipi né imbarazzi nascosti, e questo è il punto di forza della sua arte, che in virus tropical ha trovato per la prima volta la possibilità di diventare racconto.


paola galviria - a.k.a. powerpaola - è nata a quito, in ecuador, successivamente si è trasferita in colombia, dove ha studiato arte, affinando il suo talento. ha viaggiato per mezzo globo, passando da parigi a sidney, collaborando con collettivi di artisti, realizzando fanzine, fumetti e illustrazioni, il suo primo romanzo, virus tropical, è stato pubblicato in argentina, brasile, spagna, porfogallo, francia, in italia per hop edizioni e prossimamente uscirà negli stati uniti.
attualmente è in corso la lavorazione l'adattamento cinematografico di virus tropical a cura della casa produttrice ikki (per maggiori informazioni cliccate qui).

mercoledì 29 giugno 2016

commenti randomici a letture randomiche (16)

era da un po' che non facevo questa cosa dei commenti randomici, eh?
a questo giro ci sono un paio di titoli che aumentano la randomicità dei commenti che leggerete, anche se le mie letture attuali sono state ancora più randomiche di quello che sembra, ma ci saranno, e ci sono stati, post più dettagliati per tutto il resto.

cominciamo con il settimo e conclusivo volumino de il mondo di ran, di aki irie.
che tanto volumino poi non è, a dirla tutta. è un albo più cicciotto dei precedenti e costa un euro in più degli ultimi volumi (se non ricordo male). insomma, 7,50€. c'è rimasto male pure il mio fumettaro quando ha fatto il conto, figuriamoci io.
in ogni caso, il mondo di ran è terminato, finalmente, nonostante la pessima gestione da parte di j-pop. non mi sembra ancora vero, pur avendolo già letto.
penso che chi segue la serie lo abbia già letto, ma in ogni caso io ve lo dico: *attenzione agli spoiler!*
dopo gli eventi narrati nel penultimo volume (di cui ho parlato qui) e dopo un sonno lungo un mese per recuperare l'energia, ran si risveglia in un mondo in cui non c'è più otaro.
il dolore di una strega come ran può essere pericoloso, e infatti il suo pianto diventa il pianto di una città intera, un fiume che scende da migliaia di occhi e che rischia di consumare chiunque.
l'ultima volta che ho parlato di questo fumetto, ho detto che speravo in un happy ending. e c'è stato, grazie al piccolo hibi, compagno di scuola e amico di ran, che con il suo affetto, il suo amore di non-più-bambino che le permettono di andare avanti, di elaborare il dolore per la perdita e di riuscire ad andare avanti.
grazie a tutti quei personaggi, che in un modo o nell'altro, hanno accompagnato ran nel suo percorso di crescita.
è stato commovente questo volumetto finale, in cui il passato, che leggiamo in alcuni capitoli extra, e il futuro, quando ran è ormai finalmente grande ed è diventata zia, si intrecciano, regalandoci la storia non solo nella nostra protagonista, ma di tutte le persone che le sono vicine e che le vogliono bene.
nessuno è un'isola e il mondo di ran mi sembra una storia perfetta per esprimere al meglio questo concetto. la famiglia, gli amici, i rivali, gli amori, chi non c'è più e chi invece compie i primi passi nel mondo, tutti fanno parte della nostra storia, ci rendono quelli che siamo.
ran è il centro di una fitta rete di relazioni, un prisma in cui l'amore degli altri si riflette facendolo brillare sempre di più. non esiste una magia per diventare grandi in un istante. giorno dopo giorno bisogna vivere bene. è questa la magia per diventare grandi.
*fine spoiler*
se qualcuno aspettava la conclusione di questa serie per recuperarla, è arrivato il momento giusto. se poi qualcuno l'ha snobbato per un qualsiasi motivo, non importa quale, è arrivato il momento di cambiare idea e di recuperare uno dei migliori fumetti degli ultimi tempi.

quando vi ho parlato di ms. marvel vi ho rivelato di non aver mai letto marvel. ammetto che questa cosa mi ha sempre fatta rosicare tanto, e spesso e volentieri mi sono trovata a impazzire cercando su google qualche informazione, qualche guida per iniziare a leggere i fumetti marvel senza dover recuperare la produzione degli ultimi quarant'anni.
mi sono poi ritrovata su una pagina fb (marvel italia) di cui ho contattato l'amministratore per chiedere una mano e cercare di capire cosa mi conveniva recuperare, e tra i vari consigli mi ha segnalato il primo volume della nuova collana dedicata agli x-men.
non dovevo forse prenderlo come un segno del destino? io mi decido finalmente a recuperare qualcosa e in fumetteria iniziano un sacco di nuove collane, pensate proprio - anche - per chi non ha mai letto marvel. perfetto, mi dico, mentre aspetto di recuperare un po' di vecchia roba, proviamo questo qui, gli straordinari x-men #1 - un mondo contro. promette bene.
manco a dirlo non è stata una lettura facilissima, ci sono riferimenti a fatti passati, che si rifanno, per fortuna, a una miniserie che potrei recuperare abbastanza tranquillamente, ma ci sono anche riferimenti a un mucchio di altra roba che potrei approfondire in qualche altra testata, anche quelle appena ri-cominciate.
diciamo che più che una lettura è stata una lista della spesa.
non è stato facile nemmeno approcciarsi al modo di raccontare, di disegnare le scene, tutte velocissime e ultradinamiche. però in qualche modo mi è piaciuto, mi hanno intrigato i personaggi anche se non ho trovato quelli che conoscevo e ho incontrato altri di cui invece non avevo mai sentito parlare. insomma, leggere questo fumetto mi ha messo una voglia matta di esplorare il più possibile l'universo marvel e sopratutto "imparare a leggere" questo tipo di fumetti, completamente diversi da quelli che leggo di solito.

e poi gioia, gaudio e tripudio! finalmente, dopo ere geologiche di attesa, è arrivato tra le mie mani il tredicesimo volume di yotsuba&! uno dei miei fumetti preferiti di sempre, snobbatissimo nel nostro bel (?) paese, ma per fortuna edito da yen press in inglese. certo, non riesco a divorarlo in dieci minuti come farei se fosse in italiano, ma forse meglio così, sopratutto visto che non ho idea di quanto dovremo aspettare prima di poter avere il prossimo numero.
la struttura è quella a cui siamo già abituati, episodi brevi della vita quotidiana di yotsuba, una bambina tanto piccola quanto entusiasta del mondo e delle sorprese che riserva ogni giorno.
questa volta a dare una scossa alla vita di tutti i giorni di yotsuba, di suo padre e delle sue vicine di casa è l'arrivo della nonna, una nonna non troppo coccolosa, ok, ma che sa rendere divertente anche la cosa più noiosa.
quello che mi piace da morire di questo fumetto è la sua capacità di trascinarti in un mondo altro, una sorta di universo parallelo in cui puoi per un po' scordarti di tutto quello che rende la vita pesante, noiosa, grigia. yotsuba è un tornado di energia, di entusiasmo, di curiosità e - diciamolo - di carineria a cui è impossibile resistere.
a leggere yotsuba&! si diventa un po' più felici.

vi ho ammorbati parecchio con il mio entusiasmo per l'edizione di quest anno di una marina di libri, quindi mi sembra il minimo spendere qui due parole per macanudo - una pioggia di idee, che poi sarebbe il sesto volume, pubblicato da la nuova frontiera.
il formato è lo stesso usato da double shot per i precedenti volumi, quindi in libreria non si nota tantissimo il cambio di editore, ma anche se fosse, fottesega, quello che conta è poter leggere di nuovo liniers e poter sperare, senza sentirsi idioti, che la pubblicazione delle storie continui.
come per gli altri volumi (di cui avevo parlato qui, qui e qui), si sprecano poesia, bellezza, umorismo, surrealismo, sensibilità, intelligenza. praticamente tutto quello che uno vorrebbe trovare dentro qualsiasi mucchio di carta rilegato, macanudo ce l'ha. i personaggi sono indimenticabili, ognuno con il suo leit motif, ognuno con la sua personalità e le sue fissazioni. il mio preferito rimane fellini, ovvio (mamma mia se sono banale), con enriqueta e madriaga, ma ho un tuffo al cuore a ogni striscia dedicata al robot sensibile, e amo smodatamente folletti e pinguini. io non so se qualcuno ancora non conosca questa meraviglia, ma eventualmente recuperate almeno questo volume (quelli pubblicati da double shot risultano disponibili su amazon, ma non è importante leggerli tutti o leggerli in ordine, quindi potete cominciare pure da questo).

visto che poi questo post è in lavorazione da più di due settimane, ma viene posticipato di giorno in giorno per dare la precedenza a recensioni più serie (?), nel frattempo ho recuperato anche doctor strange #1 - un mondo bizzarro, che mi aveva incuriosito tempo fa in fumetteria e che poi orlando di fumetti di carta mi aveva praticamente convinta a provare (grazie!).
come dicevo qualche riga più su, sono proprio una novellina in campo marvel, e questo doctor strange non lo conoscevo proprio. cioè ci sono personaggi marvel che vuoi o non vuoi conosci. pure mia madre, che detesta il genere supereroistico sa chi è spiderman e magari le è capitato di vedere xavier facendo zapping e beccando qualche film mentre io mi dispero perché non seguo le programmazioni in tv. io ne conoscevo qualcunino in più, ma lui proprio no. e forse è proprio questo che mi ha incuriosito, oltre alla parola strange, che mi frega fin dai tempi di emily, a tutto quel giallo (manco fossi un moscerino), mettiamoci pure il vestiario da metallaro kitsch che fa invidia ai manowar, la magia e i disegni bellissimi e folli delle prime pagine. ed ecco una clacca cotta a puntino.
l'incipit è piuttosto veloce e asciutto, una pagina per riassumere tutto: stephen strange era un chirurgo, un incidente d'auto gli distrugge i nervi e causa danni permanenti alle mani. comincia così a girare il mondo per trovare una soluzione al suo problema, invece incontra l'antico (chiunque egli sia) che lo rende un potente mago oscuro. e bum! eccoci in pieno scontro contro una mandria di mostri divora anima in una splash page che sembra uscita da un trip in acido (non mi sono mai fatta di acido, lo ammetto, ma penso che sia un paragone plausibile).
l'andamento della storia è velocissimo, nemmeno 70 pagine per dirci che qualcosa di molto molto strano sta succedendo a questo mondo, che siamo tutti in pericolo e che al caro doctor strange tocca darsi da fare. in ancor meno parole mi è piaciuto un sacco, ancora di più di x-men (ma non quanto ms. marvel!) e non vedo l'ora di acchiappare il prossimo volumino.

mercoledì 7 agosto 2013

macanudo 5 e tante, troppe, amare riflessioni sull'editoria a fumetti in italia

ho letto e adorato dalla prima all'ultima pagina del quinto numero di macanudo.
vi avevo già parlato di macanudo (qui), vi avevo già detto di quanto fosse un fumetto di bellezza e profondità rara, di inusuale poesia, di genio fuori dalle regole.
eppure.
quando ho chiesto notizie del sesto numero, l'editore mi ha detto che non aveva risposte. che macanudo non vende. che più di un volume all'anno...

le osservazioni da fare, a questo punto, sono innumerevoli.

basta che la sottoscritta stia qui a dirvi di comprare e leggere questo capolavoro, di consigliarlo ai vostri amici, per aumentare sensibilmente le vendite? ovviamente no.

si può sperare che un prodotto di nicchia, delicato, poetico, fuori dagli schemi, decisamente non per tutti, faccia il botto nelle classifiche di vendita e si affianchi alle cinquanta sfumature? ovviamente no.

sarebbe il caso che l'editore facesse un briciolo di pubblicità al suo prodotto? ovviamente sì.

è concepibile l'idea che un editore, che per inciso è un'associazione culturale, e non un editore/imprenditore, faccia soltanto i conti in tasca, senza credere neanche un po' a quello che fa, al punto che se qualcuno vuole acquistare questo fumetto deve per forza farlo su internet dopo un sacco di ricerche perché non si trova neanche su amazon, figuriamoci in libreria? ovviamente no.

è ovvio credere che se nessuna libreria ha quel prodotto, non ci si può aspettare che venda tanto? (perché, ebbene sì, ci sono ancora quelli che entrano in una libreria, acchiappano qualcosa, lo sfogliano, dicono wow bello! e decidono di comprarlo. si faceva così fino a qualche anno fa.) ovviamente sì.

ora io mi chiedo, cara double shot: vi lamentate che le vendite non sono abbastanza. il vostro sito non viene aggiornato da mesi? anni? la pubblicità che fate delle vostre pubblicazioni è pari a zero. mai una promozione né un'offerta. non vi si trova nei bookstore online. cosa diamine credete? che sia colpa della "scarsa sensibilità" dei lettori? o che non funziona affatto un simile atteggiamento, sopratutto se mirate tanto in alto con opere di questo livello?

sto cominciando a pensare di recuperarlo in spagnolo, a costo di imparare lo spagnolo per riuscire a leggerlo. mi spiace, tutti devono campare, ma il mercato editoriale italiano non può gravare sulle spalle dei lettori che credono nella qualità delle opere mentre gli editori se ne fregano completamente, delle opere come dei lettori, che ormai sono considerati soltanto come gli stupidi disposti ad uscire i soldi dalle tasche, e non persone che meritano quantomeno di conoscere le informazioni basilari sulla serie che hanno deciso di sostenere (anche dal punto di vista economico), tipo quando uscirà il prossimo numero e quanti ne sono stati pubblicati nel paese di origine (cosa che non potete non sapere, dannazione! da chi li comprate i diritti? come ho fatto ad arrivarci io al sito dell'editore argentino e non voi, che pubblicate macanudo in italia?).
è la solita vergogna inenarrabile.

provo rabbia e vergogna, anche se si tratta solo di un fumetto, perché i fumetti sono uno degli specchi della situazione della cultura in questo paese. conoscere e godere di un prodotto artistico valido è sempre più difficile, mentre le sfumature vanno a cinque euro pure in salumeria. mi illudevo, sbagliando, che un editore credesse fermamente in quello che è il suo lavoro, negli autori che decide di pubblicare, nei titoli che propone, cercando di arrivare al più ampio pubblico possibile.
invece a quanto pare non è così. lanciano una mezza esca, neanche il verme per intero. poi si siedono, e aspettano di vedere se e quanti pesci abboccano.
speravo nella passione per l'arte, invece vedo soltanto un desiderio - corredato da una sana dose di scarsa capacità - di fare soldi, e in culo tutto il resto. e mi riferisco a macanudo, come alla gp, che sarebbe pregata di farci sapere che fine hanno fatto lindbergh e gisèle alain, a j-pop con ciel, a starcomics e planet che vomitano cagate a raffica, alla fine che ha fatto davvero, alle ristampe richieste e mai arrivate, alla quasi defunta dynit e allo sfregio fatto a yotsuba&!, al tienili sulla graticola.
mi viene sempre più voglia di boicottarvi tutti.

ps. se qualche rappresentante delle sopracitate case editrici passasse per caso da qui e si sentisse offeso dal mio sfogo, ne approfitti per pensare a quanto si sentono offesi i lettori, privati di trasparenza, di informazioni, persino spesso di un briciolo di gentilezza nelle risposte che date quando chiediamo informazioni sulle serie che abbiamo iniziato a seguire e che bloccate senza dare neanche un avviso, figuriamoci chiedere scusa.
per me, atteggiamenti del genere, oltre che mancare di professionalità, denotano uno scarsissimo rispetto per il lettore come cliente e come individuo.

venerdì 1 giugno 2012

canta "yesterday" per me 3, supplement 2, macanudo 4

già dal titolo, ottime letture negli ultimi due giorni, il che mi ha aiutato a superare lo scazzo, la noia, la pesantezza e tutto il resto. per dirla in breve, non ne va bene una.
ma passiamo ad argomenti più piacevoli. (sempre attenti agli spoiler!)

canta "yesterday" per me 3 continua sulla scia dei primi due: rikuo conosce la sorellina del suo collega kinoshita, takako, che insieme ad alcuni compagni del liceo sta girando un film. il nostro scazzatissimo protagonista riscopre, grazie a questi sognatori adolescenti, la vecchia passione per la fotografia, si trova un nuovo lavoretto part time (è decisamente facile in giappone trovare lavori part time. quasi quasi mi trasferisco...) ed incontra minato, aspirante fotoreporter più giovane di lui, un tizio con la puzza sotto il naso che a quanto pare conosce haru e pare decisamente interessato a lei...
nel frattempo la professoressina santa, shinako, è tornata nella vecchia casa del suo ex, morto ormai da sei anni, e pare abbia idea di cominciare a staccarsi dal suo ricordo. ma non mi sembra che per rikuo ci sia qualche possibilità... staremo a vedere. le vicende tra i personaggi intanto si intrecciano sempre di più, senza sforzi né assurdità, kei tome riesce benissimo a mettere insieme tutte le tessere del puzzle, come sempre, con leggerezza e senza fretta, facendo di canta "yesterday" per me una bellissima commedia/slice-of-life piacevolissima e non banale. come tutti i lavori di questa autrice, anche questo è ultraconsigliato. ascoltate la zia clacca.

altrettanto bello, ma decisamente meno rilassante il secondo numero di supplement. a parte il fatto che i disegni della okazaki mi sembrano diventare più belli di tavola in tavola, la storia mi sta coinvolgendo oserei dire da un punto di vista quasi personale. supplement è la storia di qualsiasi donna arrivata a un punto particolare della sua vita: non più giovanissima, non ancora matura, muove da poco i suoi primi passi nel mondo del lavoro trovandosi accanto altre donne che le mettono paura o invidia. e necessariamente questa donna si porrà la domanda cosa ne sarà della mia vita? il lavoro mi basterà? sopratutto quando l'amore tarda ad arrivare e se arriva gioca i soliti brutti scherzi, sopratutto quando la femminilità e il fascino diventano armi indispensabili non per attirare l'oggetto dei nostri sentimenti, ma quando sono necessari per fare carriera. fujii si rende sempre più conto di quanto sia difficile lavorare per una donna, mantenere una certa posizione nella ditta senza per questo avere cori di cattiverie alle spalle, risultare sempre elegante, perfetta e impeccabile in qualsiasi occasione, essere al contempo un impiegato modello e una donna di classe esemplare, essere insomma maschio e femmina insieme. allo stress del lavoro che non da un attimo di tregua, si aggiungono i primi ticchettii udibili di quel famoso orologio biologico che solo noi donne abbiamo dentro, quella vocina terribile che già a venticinque anni ti sussurra all'orecchio attenta, stai diventando vecchia e peggio ancora i dubbi e le paranoie tardoadolescenziali su un amore che sembra un fallimento in partenza con il suo collega ogihara.
una storia femmina in ogni sua parte, dalla grafica elegantissima che fa molto "rivista di moda" fino al modo preciso e perfetto in cui viene raccontata la storia normalissima di una giovane donna che tenta di tenere a bada le mille imposizioni della società in cui vive. se è difficile vivere una vita in cui c'è solo il lavoro, figuriamoci una dove manca anche quello...

e per finire con una nota di poesia, oggi il corriere mi ha portato macanudo 4 (insieme all'ultimo cofanetto della limited edition di madoka, per il quale sinceramente mi scoccia un po' fare la solita foto, chiedo venia).
su macanudo è davvero difficile scrivere qualcosa. è come voler parlare di una poesia, si finisce sempre per farla sembrare stupida e banale. e macanudo è quanto di meno stupido e banale ci si possa aspettare da un libro.
anche questo quarto volume raccoglie le strisce dei soliti personaggi di liniers, dai folletti ai pinguini, passando per il misterioso uomo in nero e gli immancabili (e assolutamente adorabili) enriqueta e fellini, il robot sensibile, picasso eccetera. poesia, bellezza, cinismo, umorismo intelligente e sottile, grafica unica ed espressivissima. da leggere, rileggere e tenere sullo scaffale dei capolavori.

giovedì 27 ottobre 2011

fantastico macanudo!


macanudo è una delle migliori raccolte di strisce che potete trovare in libreria (accanto a calvin e hobbes, i peanuts e mafalda, per intenderci). le strisce di macanudo iniziano a uscire quotidianamente nel 2002 su un giornale argentino (e l'argentina è la terra di liniers), la nación e poi una a settimana in spagna.
rapidamente il successo si diffonde in europa e vengono stampate delle raccolte. qualche tempo fa, l'associazione culturale double shot, ha avuto la splendida idea di editarle in italiano. in questi giorni infatti sul loro sito è possibile ordinare il quarto volume.



cosa c'è di tanto bello in macanudo? (ah, a proposito. macanudo vuol dire "fantastico", sia come aggettivo che come semplice esclamazione va benissimo per le strisce di liniers!)
liniers racconta la vita normale, quella banale di ogni giorno. ma lo fa da punti di vista inaspettati e privi di qualsiasi pregiudizio, non infantili né troppo adulti/cinici. fa scoprire mondi inaspettati dietro la banalità del quotidiano.tutte le strisce sono in qualche modo tematiche: i pinguini, i folletti, la gente che va a spasso, enriqueta e il suo gatto. tutte hanno un universo a se eppure tutte si completano perfettamente in quella chè è la totalità della poetica di liniers.



macanudo fa ridere ma più che altro sorridere, fa spuntare qualche lacrimuccia di commozione e lascia un gran senso di soddisfazione mischiato a un po' di malinconia quando si chiude l'ultima pagina.

Chiunque può disegnare un gatto, una bambina o un uomo col cappello, però non tutti riescono a far sì che quel gatto, quella bambina o quell’uomo col cappello siano diversi da tutti quelli che abbiamo visto prima e diventino parte del nostro mondo, come se li conoscessimo di persona. Liniers disegna personaggi, e i suoi personaggi sono “macanudos” (“fantastici”, in spagnolo). Li disegna così bene che sono tutti belli, al punto che i brutti sono così perfettamente brutti da diventare belli. Solitari, con una innocenza pop a volte un po’ perversa, si muovono con eleganza tra la tristezza e lo stupore, come anonimi attori di piccoli film artigianali di serie B. Matite, chine e acquerelli confluiscono virtuosamente nella poesia e nell’assurdo, in un mondo pieno di sorprese. In “Macanudo” può succedere di tutto.

il mio consiglio spassionato appassionatissimo è andate a comprare di corsa i primi tre numeri usciti fino ad adesso e anche il quarto che è stato finalmente pubblicato e che personalmente non vedo l'ora di trovare!