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giovedì 23 novembre 2023

demon slayer - another story

«devi accogliere le fiamme nel tuo cuore, quelle fiamme che inceneriscono i demoni malvagi e illuminano gentilmente gli umani. devi accogliere nel tuo cuore fiamme come quelle del sole»

demon slayer è una di quelle serie per cui provo sempre un po' di nostalgia, una di quelle che vorrei non finissero mai, che continuasse a raccontarmi la vita dellə suə personaggə ancora e ancora e ancora.
ovviamente, quindi, non potevo perdermi questo spin-off - demon slayer - another story - che racconta la storia di due dei miei personaggi preferiti della serie, giyu tomioka, la colonna dell'acqua, e sopratutto kyojuro rengoku, la colonna del fuoco.
si tratta, in realtà, di una sorta di fanfiction ufficiale scritta e disegnata da ryoji hirano, ispirata dall'opera principale di koyoharu gotouge che ha supervisionato la stesura delle storie di questo volumetto dando, quando necessario, i suoi suggerimenti sullo sviluppo delle trame e dellə personaggə.
il risultato è molto buono (l'unica parte del volume che non mi è piaciuta molto è quella finale, in cui sono raccolte alcune brevi strisce comiche che riprendono i fatti della storia originale), sicuramente apprezzabilissimo dallə fan di demon slayer.

la prima storia è dedicata a tomioka, inviato in un piccolo villaggio del nord per indagare sullo sterminio di una famiglia. qui incontra shinobu, in viaggio per raccogliere erbe medicinali, che si rivelerà un valido aiuto per le sue ricerche. nel villaggio, intanto, lə abitanti danno la colpa della tragedia a un orso selvatico ma il comportamento di yae, l'unica sopravvissuta della famiglia e unica erede dei matagi (i cacciatori - tutti uomini con la sola eccezione di yae - di orsi e cervi durante la stagione invernale), lascia presagire che la verità sia un'altra e che la ragazza sappia più di quanto non voglia ammettere...

il secondo racconto ruota intorno a rengoku, alla sua amicizia con kanroji e allo scontro con una delle lune demoniache, la prova che gli permette di diventare una colonna della squadra ammazzademoni. rivedere rengoku, ritrovare il suo carattere solare e determinato, scoprire di più sul suo passato è stato enormemente emozionante e, se nella prima storia si sentiva l'influenza dell'incontro con tanjiro su tomioka, qui i brevi flashforward di quello che sarà poi nello scontro raccontato nel capitolo del treno mugen strappano inevitabilmente qualche lacrimuccia allə lettorə.

in sintesi, demon slayer - another story è un volumetto molto carino che strizza più di una volta l'occhio ai fan dell'opera di gotouge e che regala qualche momento in più in compagnia di due dellə personaggə forse più amati della serie.

sabato 30 settembre 2023

blue flag

"la vita è una serie di scelte"

le storie d'amore adolescenziali hanno ancora qualcosa da dire? secondo me sì, spesso più di quanto non facciano le storie più adulte, soprattutto quando "adulto" diventa sinonimo di "cinico e arido". la storia di blue flag ruota tutta attorno a un triangolo amoroso - lei è innamorata di lui ma si confida con l'amico con il quale, alla fine, sceglie di stare insieme mentre lui, il primo lui, si scopre essere innamorato di *spoiler! evidenziare per leggere* beh, dell'amico! e l'amico? chi sceglierà? - e alle parole non dette, a quelle che vengono fuori quasi senza controllo, agli sguardi, ai gesti, a tutti quei dettagli che ti fanno ricordare che, davvero, l'amore sta nelle piccole cose.

l'educazione sentimentale formato manga continua a sembrarmi - nonostante io sia ben oltre il target di riferimento - un'ottima fonte di ispirazione, anche quando si ricalcano i soliti cliché, se si sanno ricalcare bene, e secondo me kaito ci riesce abbastanza. in blue flag si parla soprattutto di scelte e tra queste c'è l'amore, che non è e non può essere una cosa che ti succede e che accetti passivamente, come se davvero un dio capriccioso ti riempisse il cuore di frecce tanto per divertirsi un po', l'amore è una cosa che scegli, così come scegli chi essere.


ma in base a cosa si sceglie? prendiamo le nostre decisioni basandoci su quello che già conosciamo, su quello che ci è stato insegnato, ma anche sulla base delle aspettative che lə altrə ripongono in noi - o su quelle che immaginiamo siano riposte in noi.
ci ritroviamo prigionieri del punto di vista altrui, rimuginiamo su cosa sarebbe meglio fare e perdiamo di vista quello che davvero è importante, quello che ci rende felici.

so che il finale di questa serie è stato parecchio criticato e accusato di incoerenza, ma a me sembra che la storia si chiuda nel migliore dei modi possibili, cioè optando per la scelta che, se forse non accontenta tutti, rende felici quelli che la compiono. funziona per lə personaggə - ognunə, alla fine, è proprio dove e con chi avrebbe voluto essere - e funziona per la narrazione che, a leggere e osservare con attenzione, è molto più coerente di quanto non possa sembrare.

la prossima volta che mi toccherà scegliere, cercherò di tenere a mente la lezione.

post pubblicato in origine su instagram.

domenica 10 settembre 2023

demon slayer

«nezuko non mangia le persone! non le permetterò di ferire nessuno e la farò sicuramente tornare un essere umano! la guarirò a ogni costo, lo giuro!»

all'inizio del XX secolo, in un giappone alternativo e fantastico, la vita degli esseri umani è minacciata dai demoni, creature di cui si cerca di tacere l'esistenza per non scatenare il panico, combattute da decine di anni da un'organizzazione mai ufficialmente riconosciuta. qui inizia, tra sangue e neve, la storia di tanjiro e nezuko kamado.

figliə di una famiglia povera, orfanə di padre e con altrə quattro tra fratelli e sorelle minorə, lə due si impegnano al massimo delle loro possibilità per sostenere la loro famiglia, nezuko prendendosi cura dellə più piccolə insieme a sua madre e tanjiro vendendo carbone nei villaggi vicini. ed è proprio una notte in cui il ragazzo è rimasto bloccato al villaggio da una tempesta dopo aver lavorato tutto il giorno, che la sua famiglia viene sterminata da quello che si svelerà essere un demone. tra tuttə, sopravvive solo nezuko che però è stata trasformata anche lei in un demone.
la trasformazione di nezuko sembra però aver risparmiato almeno in parte la sua umanità e, all'incontro con giyu tomioka - cacciatore di demoni, colonna dell'acqua della squadra ammazzademoni venuto a indagare sulla sorte della famiglia kamado e a uccidere nezuko -  tanjiro riuscirà a convincerlo dell'unicità del destino della sorella e a ottenere la sua salvezza.
venuto a conoscenza dell'esistenza dei demoni e della squadra di cacciatori che li combatte con delle katane forgiate da un acciaio raro e speciale, le nichirinto ("spada del sole"), tanjiro decide di diventare uno di loro e di trovare una cura per salvare nezuko e farla tornare umana. il suo allenamento con il maestro urokodari - che era stato maestro di giyu e di moltə altrə spadaccinə - sarà lungo e durissimo, ma gli permetterà di sostenere e superare l'esame per entrare nella squadra. da questo momento la trama della storia diventerà sempre più complessa: tanjiro e nezuko incontreranno amicə e compagnə, impareranno a conoscere le colonne della squadra ammazzademoni, si scontreranno con mostri sempre più forti dalle abilità sorprendenti, e scopriranno la storia e l'origine dei demoni, fino a risalire al più potente, crudele e pericoloso, muzan kibutsuji.

sarà anche pieno di ingenuità ma ho amato tantissimo demon slayer, sia il manga che l'anime.
poteva essere una storia di vendette e invece è stata una storia sui legami e sulle famiglie, quelle in cui si nasce e quelle che si incontrano e si scelgono. poteva essere una storia piena di violenza ed egocentrismo e invece è stata una storia sulla capacità di perdonare il lato più meschino di chi fa del male, qualche che sia il motivo per cui è portatə a farlo. poteva essere una storia incentrata sull'eroe invincibile invece è stata una storia sull'importanza di essere una squadra, di aiutarsi e supportarsi a vicenda. poteva essere una storia di rabbia e disperazione e invece è una storia che racconta che è possibile coltivare la speranza e la gentilezza anche nelle situazioni peggiori in cui qualcunə può ritrovarsi.
mi è piaciuto un sacco, in questo senso, il cambiamento di atmosfera che c'è tra la prima e l'ultima copertina del manga, la drammaticità negli sguardi di tanjiro e nezuko avvolti dal buio che si scioglie poi in un saluto luminoso e solare alla fine, una scena senza armi in cui le ferite sono già cicatrizzate, ricordi di una battaglia ormai vinta, i loro volti aperti a un futuro senza minacce.


ho amato tantissimo tuttə lə personaggə e il modo in cui, nello svelare il loro passato, anche quellə che inizialmente sembravano solo delle macchiette diventano più verə.
la cosa più bella, secondo me, di tutte le loro storie è che quello che si diventa, a un certo punto, dipende dalle scelte che si compiono: nel passato di tuttə c'è un dolore, a volte immenso, a volte più piccolo, ma non è mai una gara a chi soffre di più, non ci sono giudizi di valore sulla sofferenza, non ci sono pregiudizi sulla sensibilità che ognunə ha. è come ognunə sceglie di rispondere a quel dolore che fa la differenza tra chi vive per distruggere e chi per salvare.
è una questione di scelta, non di destino. e si può scegliere ancora, anche quando sembra essere troppo tardi.

post pubblicato in origine su instagram.

sabato 29 aprile 2023

ranking of kings vol. 1

"principe, ti hanno preso ancora in giro? sta' tranquillo, tu sei un bambino forte. riuscirai a superare tante brutte cose e dovrai diventare il re migliore del mondo.
promettimelo"


c'era una volta un principe. era piccolo, sordo e debole. eppure suo padre era un gigante, un eroe, un re forte e vigoroso, e anche sua madre era stata una donna forzuta e coraggiosa, chissà perché lui era nato così...

c'era una volta un pricipe e c'è ancora e questa è la sua storia.
il suo nome è bojji, figlio primogenito del valoroso re bosse ed erede al trono. il popolo però non si fida di lui, crede che bojji non abbia le qualità giuste per diventare un sovrano e spera che un giorno, alla morte del re, la corona passi al secondogenito daida, il fratellastro di bojji. in tanti si approfittano della debolezza del principe e il povero bojji torna spesso a palazzo con addosso solo le mutande, derubato, umiliato e deriso. anche il primo incontro con kage - l'ultimo superstite della tribù delle ombre - finisce così, ma il prepotente ladruncolo deve ricredersi subito: quel bambino non piange e non si compatisce, non ha paura perché sa che un giorno diventerà il re più forte del mondo. ha promesso che sarebbe stato così e non ha alcuna intenzione di mancare alla sua parola.

una tavola del manga

è così che comincia ranking of kings, appena sbarcato in italia grazie a star comics e arrivato intanto al suo sedicesimo volumetto in giappone.
i disegni di sousuke toka che a prima vista sembrano un po' infantili (guardateli attentamente e scoprirete un lavoro di character design non indifferente) e l'inizio quasi favolistico nascondono quella che si rivela fin da subito una storia molto più profonda ed emozionante di quanto non avremmo immaginato.
la forza di questo primo numero sta tutta nella caratterizzazione dei personaggi che, oltre le apparenze, svelano storie a volte anche drammatiche - come ad esempio nel caso di kage - e caratteri che non sono affatto macchiettistici come si potrebbe pensare dopo poche pagine.
ranking of kings è insomma un manga che, pagina dopo pagina, sorprende l* lettor* rivelando di possedere una trama molto ben articolata e dei personaggi tridimensionali e sfaccettati, realistici nelle loro contraddizioni, segreti e sogni.

la cosa che più mi aveva attirata era soprattutto la presenza di un protagonista disabile. bojji è sordo, piccolo, ha a malapena la forza di sollevare una spada giocattolo ma la sua storia è raccontata senza alcun "eppure": è un bambino sicuro di sé ed entusiasta, crede nelle sue capacità di essere degno della promessa fatta a sua madre anni prima, è certo che riuscirà a diventare forte e tutto questo non "nonostante la sua disabilità" ma semplicemente perché è bojji. non c'è alcun pietismo nei suoi confronti né autocommiserazione, la disabilità non è un ostacolo da superare come vuole una certa retorica abilista che tarda a passare di moda, ma una caratteristica come le altre.
bojji sviluppa, ad esempio, una capacità di combattere diversa da quella normativamente intesa come corretta ma comunque funzionale a vincere ed è capace di comprendere gli altri molto più di quanto chiunque crederebbe.
bojji non è sciocco né ingenuo, semplicemente sa di avere un corpo con delle abilità non standard e si comporta di conseguenza, cercando da solo i suoi punti di forza senza piegarsi all'autocommiserazione nemmeno una volta.

bojji in una scena dell'anime

l'amicizia che stringe con kage - che a sua volta ha un passato doloroso e traumatico, forse uno dei momenti più toccanti della storia - è profonda e sincera e sembra proprio che cambierà presto la vita di entrambi.

ranking of kings si è rivelato (imho) una vera sorpresa ed è entrato a pieno titolo tra i miei manga preferiti e mi spiace molto che, nonostante l'abbondanza di materiale disponibile in giappone, star comics abbia deciso di renderlo bimestrale.

mercoledì 30 dicembre 2020

dororo

oh quarantotto demoni, ascoltate la mia preghiera!
voglio possedere tutto ciò che è sotto il cielo! datemi la forza per conquistare tutto il giappone e in cambio vi darò qualunque cosa! cosa desiderate? denaro? un sacrificio umano? uh? un topolino? significa che volete mio figlio?
benissimo! vi donerò il mio nascituro! occhi, orecchie, bocca, mani... ognuno di voi quarantotto potrà prendersi una parte del corpo di mio figlio, accettate?

uno dei più grandi rimpianti che ho è di aver letto pochissime opere di osamu tezuka, uno dei buoni propositi del 2021 è rimediare a questa mancanza ma intanto per natale mi sono fatta regalare questo megavolumone che raccoglie i quattro volumi di dororo. nonostante la mia profonda antipatia per goen (non riesco ancora a perdonargli di aver comprato i diritti di himitsu soltanto per interromperlo al quarto volume) devo ammettere che è una gran bella edizione a un prezzo abbastanza abbordabile.

la storia è probabilmente nota a tutti, so che sono stati fatti un sacco di remake, trasposizioni animate, live action e blabla, ma volevo comunque scrivere due righe nel caso qualcuno fino ad adesso se lo fosse perso come me.

ancora prima di venire al mondo, il primogenito di un avido e arrogante daimyo viene sacrificato a quarantotto demoni che alla sua nascita prendono altrettante parti del suo corpo.
nonostante tutto, il bambino nasce vivo e il padre decide di abbandonarlo dentro una cesta in balia della corrente del fiume.
sopravvissuto persino a questo, il neonato viene trovato da un medico che si rende presto conto degli incredibili poteri mentali di questa creatura deforme, lo cresce come fosse suo figlio e gli costruisce delle protesi per dargli una vita il più normale possibile, stupito delle grandissime capacità del bambino che, nonostante sia sordo e cieco, riesce velocemente a imparare a muoversi come chiunque altro, e a comunicare telepaticamente. ma pochi anni dopo il medico si accorge che il bambino attira ogni sorta di spettri e demoni: impara presto a combattere nonostante tutte le sue limitazioni e lascia la sua casa, con il nuovo nome di hyakkimaru.
uno spettro gli rivela che per riavere le parti mancanti del suo corpo deve uccidere i quarantotto demoni che se ne sono impossessati e così hyakkimaru diventa una sorta di ronin, un guerriero errante senza padrone che ha solo lo scopo di recuperare la propria umanità.
presto, in uno dei suoi viaggi incontra dororo, un bambino orfano e vagabondo che per vivere rubacchia dove può, facendosi beccare e picchiare nonostante si vanti di essere il più grande ladro di sempre.
i due diventano in qualche modo amici e iniziano così il loro viaggio insieme in un giappone oppresso dalla prepotenza dei samurai e dei feudatari e dalla violenza della guerra.


nonostante la struttura episodica, (incontro-scontro con il demone o il cattivo di turno poi si riprende il viaggio) dororo ha una trama molto articolata e ben organizzata che ci permette di conoscere meglio i due protagonisti, il passato di dororo, i desideri e le paure di hyakkimaru che, a differenza di quello che succede di solito in questo tipo di storie, più demoni sconfigge, più parti del suo vero corpo recupera e più diventa debole, perdendo poco alla volta i poteri che lo avevano aiutato durante l'infanzia.

anche se si tratta di un'opera per un pubblico giovane, tezuka non risparmia momenti di riflessione importanti: hyakkimaru e dororo, nonostante il primo abbia un corpo tremendamente mutilato e il secondo sia solo un povero ladruncolo orfano disprezzato da tutti, ribadiscono più volte la loro dignità di esseri umani e la loro voglia di vivere e superare gli ostacoli senza lasciarsi abbattere, attraverso i loro occhi tezuka ci mostra gli orrori della guerra, combattuta dagli eserciti e dai grandi signori ma di cui ne fa le spese soprattutto la povera gente comune e - cosa rara nella narrazione tipica del giappone feudale - ci fa vedere i samurai finalmente sotto una luce diversa, li spoglia di ogni presunto eroismo e li mostra come uomini arroganti, violenti e spietati, pronti a tutto pur di compiacere i loro padroni.

dororo è un manga che sa mischiare momenti comici e altri altamente drammatici, cliché prevedibilissimi (anche se bisogna sempre tenere in conto che si tratta di un'opera che ha più di quarant'anni) e colpi di scena inaspettati, scene di violenza e altre di grande dolcezza, delle poche serie che ho letto di tezuka sicuramente quella che mi ha appassionata di più e che, nonostante un finale troppo frettoloso, ricorderò con più piacere.

lunedì 21 ottobre 2019

commenti randomici a letture randomiche (70)

in un lontanissimo futuro, quando ormai gli eventi del presente saranno stati dimenticati da lungo tempo, il mito prenderà forma.

parlo di mostri... parlo di giganti.
lontanissimo dalle atmosfere cupe e disperate di berserk, gigantomachia mi ha colpita sopratutto per il messaggio quasi positivo e ottimista che non mi aspettavo affatto dal papà di gatsu: in una terra futura devastata da una meglio non specificata catastrofe che ha generato mutazioni umane incredibili, e creature mostruose e gigantesche (da cui, ovviamente, il titolo) si muovono delos, un wresler grande, grosso, forte ma fondamentalmente buono, pacifista e teneramente malinconico a volte, insieme alla sua compagna e protettrice prome, una creatura a metà tra una fatina e un elfo (una versione più soft e a volte comica di gatsu e shilke), e ci fanno da guida in uno scenario desertico e quasi disabitato, in cui incontrano - e si scontrano - con uomini-insetto che ci danno un'idea di cosa sia diventata la vita sul pianeta alla loro epoca.
nonostante i toni più leggeri e la velocità imposta dalla struttura a one-shot della storia, la narrazione regge benissimo e, anche se molte pagine sono dedicate a combattimenti che molto ricordano i duelli epici di berserk, possiamo facilmente calarci in un mondo che sarebbe bellissimo poter esplorare più a lungo.
leggendo si ha l'impressione che gigantomachia sia un lungo episodio-pilota per una potenziale nuova serie, ma credo che miura difficilmente si arrischierebbe a iniziare un progetto a lungo termine prima di finire berserk, e ammetto che un po' mi spiace, perché le avventure di delos e prome meriterebbero di svilupparsi un po' più a lungo.
in ogni caso, se siete fan del maestro e volete consolarvi delle interminabili attese tra un volumetto di berserk e l'altro, questo merita - certamente più de il re lupo! - di essere letto, nonostante in giro i fan ne avessero parlato male (credo sia più che altro colpa dell'idea - a mio personalissimo avviso molto stupida - che miura abbia in qualche modo perso tempo a disegnare questo quando poteva continuare berserk, ma credo che le scelte di un artista non siano, almeno in casi come questo, da criticare così duramente).
ho sentito non poche storie strane che si diffondono tra la gente. per questo motivo sono da sempre innamorata e affascinata dalle cose del mondo...
vagabondaggi di zao dao invece è esattamente quello che il titolo suggerisce: racconti brevi, ricordi d'infanzia, rievocazioni di antiche leggende folkloristiche cinesi, divertissement veri e propri, dall'ossessione infantile per il cibo - che appare numerosissime volte - all'utilizzo quasi pretestuale della mitologia per storielline brevi e leggere che si reggono più sull'eleganza e la bellezza dei disegni che su una trama vera e propria, quasi le vicende narrate fossero il pretesto per disegnare determinati personaggi e ambientazioni.
nulla di immancabile non fosse che zao dao è probabilmente tra le migliori artiste - disegnatrici, pittrici, illustratrici, fate voi - contemporanee, capace di adattare il suo stile sia a momenti di puro situazionismo comico che a scene che riprendono manieristicamente e reinventano uno stile pittorico tradizionale trasportandolo fuori da qualsiasi costrizione cronologica e rendendolo atemporale.
come per carnet selvaggio, vale la pena averlo a casa solo per sfogliarne le pagine e perdersi nella loro bellezza.

qui tutti sono considerati uguali, anche se differenti, e tutti hanno diritto alla vita, tutti possono vivere come vogliono e fare quello che vogliono. [...] la sola legge universale e inflessibile, su gora, per tutti, è quella di non fare danno ad alcun essere vivente.
ultimo consiglio è un libro che ho letto, dopo più di un anno che mi aspettava (!), quest'estate e che mi ha sorpresa e colpita molto più di quanto mi aspettassi: le avventure di layka di teresa noce è una favola moderna del secolo scorso, scritta da una donna che, tra le altre, è stata partigiana contro il fascismo in italia, spagna e francia, ha conosciuto i lager nazisti, è stata tra i fondatori del partito comunista.
consapevole della necessità di spiegare ai più piccoli la necessità - e la possibilità - di un mondo diverso, più giusto, regala alla povera laika, lanciata nello spazio a bordo dello sputnik e morta dopo poche ore dal decollo - una storia completamente nuova e sicuramente più felice di quella reale: sopravvissuta nella sua capsula, laika viaggia nello spazio fino ad atterrare su gora, un pianeta lontanissimo e strano, in cui non solo le creature sono diverse da quelle che abitano la terra e che laika ha conosciuto prima di partire, ma in cui non ci sono padroni e servi, ricchi e poveri, potenti e sottomessi: tutti insieme, ognuno secondo la propria natura e la propria capacità, partecipano del benessere di tutto il pianeta, in cui nessuno uccide e non ci sono guerre. un mondo ideale e utopico in cui l'ideale socialista si allarga fino ad abbracciare ogni forma vivente: più di mezzo secolo prima che temi come animalismo e ambientalismo diventassero di moda, teresa noce spiegava con parole semplicissime che un'altra realtà - più bella, più equa, più giusta - è possibile, e che chiunque, anche una cagnetta, poteva aiutare a costruirla.
una bella favola, certo, ma una favola in cui possiamo continuare a credere anche da grandi.

venerdì 2 febbraio 2018

dragon ball full color ~ la saga del giovane goku vol. 1

devo fare una doverosa premessa a quanto sto per dire: prima di questo volume io non avevo mai letto né visto dragon ball. sapevo più o meno come erano fatti i personaggi, ma niente più di questo. così, dopo più di vent'anni da quando ha cominciato a spopolare tra i miei coetanei, ho approfittato di questa nuova edizione - dragon ball full color - la saga del giovane goku - di star comics per leggere la parte della saga di cui ho sempre sentito decantare più lodi, quella dedicata appunto al giovane goku.
innanzi tutto vi do qualche informazione su questa nuova edizione a colori: sarà divisa in saghe (non so se la cosa coincide con l'ordine degli episodi dell'edizione regolare) la prima, la saga del giovane goku, è composta di otto volumetti. seguiranno la saga dei sayan, di tre volumetti, la saga di freezer, di cinque volumetti, la saga di cell e quella di majin bu, di sei volumetti ciascuno, per un totale di trentadue. l'edizione è molto curata, ottima la carta - ovviamente più spessa e liscia di quella normale per rendere giustizia ai colori - e appropriato il prezzo.
personalmente non mi fanno impazzire le copertine, ma si può tranquillamente soprassedere alla cosa, sopratutto perché questa divisione tematica permette di leggere - o rileggere - solo le parti che più interessano.


dragon ball è nato nel 1985 in giappone e in italia, già dagli anni '90, tra la versione animata e quella cartacea (sono state pubblicate cinque edizioni del manga!) è una delle serie più note e conosciute. sarebbe superfluo raccontare di cosa parla, ma a beneficio di qualcuno che è rimasto fuori dal mondo come me per più di trent'anni, ecco in la trama questo primo volumetto.

come da titolo, la vicenda è quella del giovane son goku, un ragazzino di quattordici anni che ne dimostra decisamente di meno, dotato di coda e di una forza straordinaria e cresciuto isolato dal mondo insieme al nonnino - che in realtà l'ha trovato e allevato - da son gohan, un vecchietto tra i più potenti guerrieri conosciuti. rimasto solo, goku continua la sua semplice vita fino al giorno in cui non incontra bulma, una ragazzina che sta approfittando delle vacanze estive per raccogliere le sette sfere del drago e potere così evocare la leggendaria creatura che permette di realizzare un desiderio a chi riesce nell'impresa. ne ha già trovate due e la terza è proprio in casa di goku, anzi è il solo ricordo che son gohan gli ha lasciato di lui.
un po' perché goku non vuole separarsi dalla sfera, un po' perché, dopo aver scoperto la sua forza incredibile e la sua infinita ingenuità, bulma decide di fare squadra con questo strano ragazzino, certa che saprà aiutarla nell'impresa.
inizia così il loro viaggio alla ricerca delle sette sfere, in uno scenario urban fantasy anni '80 tra capsule che si trasformano in abitazioni e mezzi di locomozione (ma niente cellulari), creature capaci di trasformarsi a loro piacimento e guerrieri dalla forza straordinaria, un mondo per tanti aspetti diverso dal nostro ma dove vecchi molliconi pervertiti e banali prepotenti si incontrano a ogni angolo, proprio come nel nostro.

la forza di questa prima parte della storia sta non solo nelle incredibili capacità di goku e nell'avventuroso viaggio, nei combattimenti e nel sottotesto mitico - dragon ball si ispira infatti al famoso romanzo cinese il viaggio in occidente, ovviamente parodiando situazioni e personaggi - ma anche e sopratutto nei momenti comici che si vengono a creare tra goku, la cui ingenuità raggiunge livelli incredibili sopratutto per quello che riguarda l'altra metà del cielo, l'avvenente bulma e gli altri personaggi maschili più o meno importanti, che sembrano non riuscire a mantenere un briciolo di sanità mentale davanti a una bella ragazza.

i primi sedici capitoli, raccolti in questo albo, ci permettono di accompagnare i personaggi nella raccolta, non sempre troppo facile, delle prime sei sfere del drago... sicuramente voi sapete come va avanti la storia, ma non ditemi niente, sono riuscita a sopravvivere a trent'anni di spoiler, non voglio rovinarmi la lettura proprio adesso!

mercoledì 15 novembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (46)

un sacco di randomicità a questo giro, nel disperato tentativo di darvi qualche consiglio sulla base delle millemila cose che ho letto ultimamente...

cominciamo da un libro che ho finito di leggere più di un mese fa, un romanzo che avevo desiderato tantissimo per anni e che poi, al finale, mi ha lasciata con un po' di amaro in bocca.
hugo e rose di bridget foley da all'inizio tutte le promesse per essere un folle viaggio in un mondo fantastico, lontano dalle noie della vita da cui rose, la protagonista, si sente sopraffatta.
da quando ha sei anni, dopo un incidente in bicicletta che la lascia in uno stato comatoso per diversi giorni, rose sogna ogni notte un'isola meravigliosa, dove la sabbia è rosa, dove vivono creature spaventose che solo lei è hugo - l'unico altro abitante umano dell'isola oltre a lei - possono sconfiggere, per liberare tutti gli altri, che sono prigionieri di un palazzo che rimane sempre fisso all'orizzonte, per quanto si provi a raggiungerlo.
sull'isola, rose è sempre giovane, bella, forte, coraggiosa: l'esatto contrario della donna un po' appesantita dall'età e da una vita di scarse soddisfazioni.
l'amore della sua vita, suo marito e padre dei suoi figli, con il passare del tempo, si è andato trasformando in un uomo più devoto alla carriera che alla passione, e l'arrivo di tre figli ha significato la necessità di una sicurezza economica da un lato, e dall'altro una presenza genitoriale fissa. rose ha dovuto rinunciare a qualsiasi ambizione nella sua vita per crescere i suoi figli, e la sua esistenza è un incubo fatto di routine da mamma e casalinga. l'unico momento in cui si sente felice, è con hugo, sull'isola dei suoi sogni.
ma un giorno, per puro caso, ecco che hugo si materializza davanti a lei in carne e ossa: più vecchio e meno atletico che nei suoi sogni, hugo è il solitario impiegato di un fast food, come lei imbottigliato in una vita che è l'opposto di quella che vive ogni notte sull'isola.
da questo momento, tutto prende a sconvolgersi per rose: la presenza reale di hugo rende i suoi sogni qualcosa di più di semplici sogni, e la sua vita qualcosa di molto più complesso di quella di una semplice casalinga che ama perdersi nelle sue fantasie.
senza spoilerare troppo, speravo che alla fine rose riuscisse a riscattarsi da quel ruolo che le va così stretto, riuscisse a trovare un posto suo, senza doversi intendere solo come mamma di o moglie di.
mi è parso che alla fine all'autrice mancasse il coraggio di dire che chiunque può prendersi spazio e tempo per sé, anche fuori dal mondo fantastico dell'immaginazione o dei sogni.
sicuramente però qualcuno con un'indole più realistica della mia saprà apprezzarlo di più...
insomma, poteva essere sicuramente meglio, ma merita una lettura, se vi capita di trovarlo in giro dategli una possibilità!

passando ai fumetti, ho continuato la lettura di moon girl e devil dinosaur, che si conferma una lettura carina, divertente, piacevole e un po' più infantile rispetto a ms. marvel (chiedo perdono, ma sono le uniche due serie marvel che seguo, non saprei fare altri paragoni).
in questo secondo volume (della ristampa in cartonato) la nostra giovanissima eroina si trasforma definitivamente come inumana ma... non è cambiato nulla rispetto a prima.
o almeno così sembra, fino a quando, senza che abbia modo di controllare nulla di tutto questo, non si ritrova nel corpo di devil dinosaur e viceversa.
se la sua vita sociale non era già il massimo, dopo aver cominciato a comportarsi come un lucertolone aggressivo e un po' scemo, per lunella sembra essere arrivata la fine.
a complicare le cose, arriva un giovane kree, mel-varr, dallo spazio che si è messo in testa di impressionare suo padre portandogli un inumano come prigioniero, a testimonianza del suo valore.
e qual è l'inumano in circolazione meno minaccioso e pericoloso? secondo il suo computer è proprio moon girl!
ma anche a quest'età cupido gioca brutti scherzi e mel-varr si prenderà una mega cotta proprio per quella che il destino le ha assegnato come acerrima nemica.
voi ve la immaginate lunella a fare li occhi dolci a un ragazzino venuto dallo spazio?
beh, neanche lei.
questo volume mi ha dato l'impressione di essere una lunga - per quanto divertente - digressione. spero che con il prossimo la storia si sviluppi un po' di più, ma in ogni caso se vi è piaciuto ms. marvel fossi in voi gli darei una possibilità.

se invece, come me, ve lo eravate persi la prima volta (e anche la seconda) adesso non avete proprio più scuse per non leggere ranma ½!
la storia - che è tipo una delle cose più folli e divertenti mai scritte - di ranma saotome, che si trasforma in ragazza quando si bagna di acqua fredda e torna ragazzo con l'acqua calda e del suo fidanzamento fuori da ogni canone con akane tendo e di tutti gli assurdi personaggi che ruotano attorno a loro, la conosciamo tutti, quindi spendo due parole sull'edizione, che credo sia assolutamente perfetta: il formato è quello dei manga un po' più grandicelli (è uguale ad arte), ma è cicciotto il doppio e costa poco più di un manga da libreria (sette eurozzi di copertina, che diventano meno se lo prendete online o se la vostra fumetteria fa sconti).
molto carino anche l'effetto di alternanza lucido/opaco sulla copertina: secondo me star comics qui ha fatto un lavoro con i controfiocchi.
io desideravo collezionare questa serie praticamente da quando andavo al liceo, e per un motivo o per un altro non ci sono mai riuscita, quindi questa nuova edizione mi ha resa iperfelice e mi ha regalato un paio di ore di matte risate.

altra novità (beh, questa volta nuova davvero) che vi straconsiglio di provare è arte, un seinen parecchio particolare, ambientato nella firenze rinascimentale, e che segue le vicende di una giovane nobile visceralmente innamorata della pittura e intenzionata a diventare un'artista.
arte (ok, davvero. si chiama arte. è una roba ridicola e assurda in una storia che per tutto il resto ha un buon livello di verosimiglianza e plausibilità) si ritrova però orfana del padre e alla mercé di una madre che più che insensibile potremmo definirla estremamente pratica: brucia tutti i suoi disegni e le ricorda che il destino di una donna si compie solo nel matrimonio.
furiosa e decisa a non arrendersi, arte chiede a tutte le botteghe di pittori della città di prenderla come apprendista, vedendosi rifiutata e sbeffeggiata proprio perché donna.
l'unico che la mette alla prova è un burbero e affascinante pittore di nome leo (leonardo? leone? leo e basta?), incuriosito da tanta caparbietà che spinge arte a tagliarsi di netto i capelli sulla pubblica piazza, circondata da gente che non la prende sul serio. e anche se riconosce qualche potenzialità nei disegni della giovane, persino leo inizialmente è tentato di vedere in lei solo i capricci di una viziatella che non ha mai dovuto faticare per ottenere qualcosa. ma per arte, dipingere non è solo una passione, ma il modo di affermarsi come essere umano e non sottostare a una cultura che la vuole silenziosa e sottomessa agli ordini di un marito che non ha neppure il diritto di scegliersi.
inizia così questa strana convivenza, tra un uomo amareggiato dalle fatiche della vita e una giovane ingenua piena di speranze, sullo sfondo di una firenze divisa tra la rigidezza delle regole e la voglia di essere curiosa, creativa e rivoluzionaria.
non so quanto possa essere storicamente attendibile, ma di certo questo primo numero è stato  parecchio appassionante e io non vedo già l'ora di continuare a seguire le vicende (che dureranno ancora un po', visto che la serie in giappone è arrivata al settimo volume ed è ancora in corso) di questa strana coppia.

e per chiudere in bellezza, c'è lo straconsigliatissimo magritte - questa non è una biografia, del duo campi e zabus, originariamente pubblicato in francia e portato qui in italia dai tipi di coconino press, dedicato ovviamente al pittore surrealista forse più famoso del mondo.
come dice il sottotitolo stesso, questa non è una biografia di magritte, ma un viaggio - ovviamente surreale - di un uomo intrappolato in un cappello attraverso i misteri dell'arte.
infatti, il buon charles singullier, uomo integerrimo, si è permesso il capriccio di comprare una bombetta, un po' vezzosa e fuori moda, al mercato delle pulci, ma una volta messa in testa non riesce più a togliersela.
ma non si tratta di un cappello qualsiasi, forse un po' troppo stretto: è proprio una delle bombette appartenute al celebre pittore belga, non solo caratteristico capo d'abbigliamento ma simbolo reiterato in molti dei suoi quadri.
ma di tutto questo al povero singullier poco importa, lui vuole solo togliersi quel buffo cappello e affrontare la sua imminente promozione: solo che per farlo dovrà svelare il mistero dell'arte di magritte, attraversando come in un sogno i mondi delle sue opere - di cui riviviamo alcune delle più famose e iconiche - e rubando qualche scena alla sua vita privata, mondi che giocano con charles e con noi distorcendo la realtà e annichilendo ogni certezza a beneficio di un mondo immaginifico in cui l'assurdo e la fantasia la fanno da padrone.

martedì 11 luglio 2017

commenti randomici a letture randomiche (37)

in questi mesi è assolutamente improponibile persino l'idea di andare in fumetteria, fa troppo caldo per arrivare fino in centro a palermo, per cui credo di essere in ritardo su un sacco di serie, o almeno su tutte quelle che non arrivano in edicola.
però in effetti qualcosina in edicola la riesco a trovare (e poi casomai c'è amazon), per cui penso sia arrivato il momento di fare il punto delle non-proprio-ultime uscite manga:

arrivare a te - che finalmente sta per concludersi, anche se ancora non si sa quanti numeri ci aspettino alla fine - continua con la lentezza esasperante che lo contraddistingue ormai da parecchio. in questo volume 27 non succede praticamente quasi nulla, i due protagonisti, kazehya e sawako, continuano a rimuginare su quello che sarà il loro futuro, pensando e ripensando mille volte a cosa comporterà stare lontani. ok, non è una scelta facile, ma da quanti volumi va avanti? da quanti mesi ci sorbiamo questa roba? nonostante ormai stiano insieme da parecchio continuano a comportarsi in un modo che ha poco della timidezza e molto dell'assurdo, il che risulta sempre più fastidioso e irreale.
le uniche due note positive - cose che in un altro qualsiasi manga si sarebbero risolte in due pagine e che qui invece si trascinano da secoli - sono: kazehaya "parla" (per karuho shiina "parlare" significa improvvisare un monologo degno di un melodramma per qualsiasi cosa, senza nessun confronto tra le due parti, una roba inverosimile quanto una telenovela spagnola) con suo padre, cercando per una volta di dar voce ai suoi desideri (e ovviamente scopriamo che quel padre scorbutico e freddo è in realtà un timidone affettuoso con gravi problemi relazionali); e il momento in cui ayane - che pure sembrava la più sveglia e spigliata in questo covo di decerebrati - si rende conto di quello che prova per una certa persona, cioè pin, dai, l'abbiamo capito da millenni!
sono stanca morta di questa serie che era iniziata in modo carino ma che da mesi e mesi arranca in modo spaventosamente lento, che ha perso ogni spunto e che, volume dopo volume, si ripete sempre uguale a se stessa, ma allo stesso tempo, dopo ventisette numeri e quasi cinque anni (!!!) di pubblicazione non ho nessuna voglia di interromperla.
però continuare a leggere è sempre più una fatica e una noia pazzesca.

una serie che invece non mi annoia mai, nonostante sia anche questa arrivata a un numero considerevole di uscite, è natsume degli spiriti. il diciottesimo volume è uscito a maggio e il prossimo ci aspetta a settembre per cui sono un po' fuori tempo a parlarne adesso, però due paroline vale sempre la pena di spenderle.
nonostante il tono e le atmosfere si mantengano quasi sempre invariate e nonostante non ci siano eventi epocali troppo di frequente, yuki midorikawa ha saputo creare una serie che può continuare ad affascinare all'infinito ed è riuscita a dar vita a personaggi che, seppur lentamente, crescono e cambiano (cosa che la signora shiina dovrebbe imparare a fare).
il primo e l'ultimo episodio dell'albo sono, come capita spesso, storie autoconclusive che non aggiungono molto alla trama ma che comunque rivelano sempre di più qualcosa delle personalità dei personaggi. nel primo, natsume si ritrova, come è già successo altre volte, ad aiutare un piccolo spirito in difficoltà, appianando una lite nata da una spiacevole incomprensione tra due yokai, entrambi intenzionati ad agire in buona fede, mentre l'ultimo vede protagonista una ragazza che inconsapevolmente si ritrova a fare amicizia con uno yokai.
oltre che sul rapporto di natsume con i suoi nuovi amici e la famiglia, buona parte degli episodi di questa serie si concentrano proprio sul rapporto tra gli yokai e gli umani, abitanti di due mondi lontanissimi, governati da regole inconciliabili tra i quali però spesso nascono comunque sentimenti di affetto sinceri.questa malinconia tipicamente giapponese legata alla bellezza delle cose effimere è una delle cose che più mi piace di natsume degli spiriti, oltre ovviamente nyanko-sensei ubriaco.
l'episodio centrale del volumetto invece da una spinta avanti molto importante alla trama principale, cioè quella legata al taccuino degli amici. non vi racconto molto, ma anche questa volta natsume si vede trascinato nel bel mezzo di una bega tra umani e yokai, gli viene chiesto di parteggiare per gli esorcisti che stanno tentando di trovare una camera di un vecchio esorcista, piena zeppa di incantesimi e altri veri e propri tesori per chi si ritrova a combattere gli yokai e ovviamente il nostro decide di risolvere la questione nel modo più pacifico possibile...
però questa volta il suo segreto non è più al sicuro, anzi è stato scoperto proprio da una di quelle persone che più di ogni altra natsume ha voluto tenere lontano dal taccuino di sua nonna...

continuando a parlare di yokai, ma decisamente meno carini e amichevoli di quelli che incontra natsume, passiamo a noragami, di cui, dall'ultima volta che ne ho parlato (qui), ho letto altri due volumi. ed effettivamente parlare del secondo numero senza aver letto il terzo sarebbe stato un po' inutile visto che si tratta di una sorta di lungo episodio che si conclude proprio nel terzo volume e che mi aveva lasciata un po' tipo meh alla fine del secondo.
nel primo numero yato, una divinità in cerca di fama e seguaci, sceglie un giovanissimo neo-defunto, yukine, come suo strumento divino.
ma yukine è un adolescente e come ogni adolescente fare il bastian contrario e vivere in una costante condizione di disagio è quasi un obbligo morale, figuriamoci per un ragazzino che ha perso letteralmente tutto: la sua vita, i ricordi, il futuro, gli amici, le speranze. letteralmente ogni cosa.
arrabbiato e frustrato per la sua attuale condizione, pieno di risentimento pure nei confronti di yato, che considera un dio debole e misero, yukine inizia a commettere furtarelli e scorrettezze varie, convinto di passare inosservato.
il legame che però lo lega a yato va oltre quello che lui immagina e le cattive azioni commesse da yukine iniziano a creare ripercussioni poco piacevoli sul suo padrone, che viene letteralmente corrotto per colpa del ragazzo.
nel frattempo entrano in scena nuovi personaggi - da uno shounen action non ci potevamo certo aspettare che tutto continuasse a ruotare attorno ai tre protagonisti - o meglio nuove divinità: bishamon, il dio della guerra (che è in realtà una gran gnocca con delle mega tette antigravità), che sembra avercela con yato con qualcosa successa in passato, tenjin, un dio delle lettere (un tipo un po' snob, bisogna dirlo) e la svampita bimbogami - dio della miseria - che per non farsi allontanare dagli altri usa come nome d'arte quello di una divinità della buona sorte (kofuku).
a loro si uniscono altre divinità con il loro seguito di strumenti divini e suppongo che saranno tutti molto importanti nei prossimi volumi, ma nel terzo tutta l'attenzione si sposta su yukine e yato e sulla corruzione che sta quasi per ucciderlo.
ovviamente la presenza di hiyori sarà fondamentale per la risoluzione della vicenda (non faccio spoiler, anche se era ovvio che lei c'entrasse in qualche modo) ma sembrerebbe che da adesso si cominci a entrare nel vivo della storia: si è accennato più volte al passato non proprio candido di yato, ai nemici che si è procurato e agli insospettabili alleati sui quali può contare.

quello che mi sta piacendo molto di questo manga è che, nonostante sia un action, si da molto peso all'aspetto che - se mi passate il termine - si potrebbe definire più filosofico: la condizione degli strumenti divini e il loro rapporto con le divinità, filtrati dallo sguardo umano di hiyori, è una tematica importante e in qualche modo anche un po' pesante.
il personaggio di nora, ad esempio, è veramente triste e malinconico, spero torni presto perché voglio conoscere meglio la sua storia.
insomma, non solo cazzotti e tipe con le tette esagerate, quindi sì, continuo a consigliarvelo.

due parole velocissime anche su due shoujo che mi stanno piacendo tanto, uno quasi giunto alla conclusione e uno appena cominciato: il numero nove di rere hello che è uscito il mese scorso e che ci ha permesso di conoscere qualcosa in più sul passato e sulla famiglia di minato, tutto grazie a una bottiglietta di profumo quasi dimenticata. lui e ririko continuano a essere una delle coppie più equilibrate e mentalmente sane della storia degli shoujo manga, e l'episodio del gatto smarrito ha dato al mio cuoricino il colpo di grazia, per cui non posso smettere di adorare questo manga anche se a conclusione di questo volume ci viene proposto il più scontato dei cliché: l'incontro combinato a sorpresa con una kohai bellissima e di buona famiglia (e ovviamente timida e senza amici) che ovviamente ha già una mezza cotta per il protagonista. ci aspetta un penultimo volume in cui sbrogliare la situazione e poi happy ending o rogo dell'intera serie.

e infine il secondo volume di tsubaki-cho lonely planet, che mantiene le promesse del primo numero: la storia di fumi va avanti tranquilla, così come prosegue il suo lavoro di domestica a casa dello scrittore kibikino. lei si va rendendo sempre più conto di avere una cotta ma ci risparmia tutte le idiozie pseudo sdolcinate da adolescente in piena crisi sentimentale che potremmo aspettarci da uno shoujo manga, lui ancora non svela niente di quello che sente e in qualche modo tutto questo ricorda molto una stella cadente in pieno giorno, cosa che comunque non mi dispiace anche se sa di già visto.
il giorno in cui fumi accetta di iniziare a lavorare in un locale un po' dubbio e decisamente non adatto alla sua giovane età per cercare di guadagnare qualche soldo extra e ripagare più velocemente i debiti di suo padre, si ritrova a farsi beccare sia da kibikino che da aioi, il ragazzo che aveva deciso di tormentarla per farle pagare uno sgarro di parecchi anni prima.
l'imbarazzo è tanto ma così scopriamo che kibikino è più premuroso di quanto (fumi) si aspettasse (noi lo avevamo capito subito) e che il passato di aioi non è stato esattamente quello dei bimbi della pubblicità della mulino bianco.
e se tutto questo - i debiti, il lavoro di domestica, una cotta per un uomo più grande che non sembra affatto interessato a lei e un ragazzo in cerca di vendetta - non fosse abbastanza, fumi scopre di avere anche una rivale in amore che sembra parecchio agguerrita.
l'avevo scritto anche l'altra volta, tsubaki-cho lonely planet non è il massimo dell'originalità ma i cliché - che sono tantissimi - sono gestiti tanto bene da renderlo comunque una lettura molto piacevole.

mercoledì 24 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (35)

solitamente in questa non-rubrica ciancio di letture brevi, faccio resoconto degli ultimi manga usciti eccetera. questa volta invece ho deciso di accorpare i commenti su tre serie che ho letto ultimamente, così da non avere più alcuna scusa e smetterla una buona volta di rimandare.

per prima cosa, con time stranger kyoko sono quasi riuscita a completare la collezione di tutte le opere della tanemura uscite in italia, mi mancano solo ion e ogni nostro venerdì (che ho già prenotato. ragazzi, mi raccomando, se lo trovate da qualche parte a un prezzo decente fatemi sapere!)
la tanemura si conferma perfetta per gli shoujo manga fantasy, un po' meno per le storie troppo brevi.
andiamo con ordine: la time stranger del titolo è kyoko, principessa della terra del trentesimo secolo. nonostante sia di sangue nobile, kyoko si finge una normale studentessa delle superiori per poter vivere una vita tranquilla e uguale a quella dei suoi amici, ma quando si vede costretta a salire al trono, per paura di perdere l'affetto dei suoi compagni di classe, accetta un patto proposto proprio dal re: se riuscirà a riportare in vita sua sorella gemella ui - che dorme un sonno profondo dal momento della loro nascita - allora sarà ui a sedere sul trono, e lei potrà continuare la sua vita.
come tutte le protagoniste della tanemura, kyoko è una ragazza forte e determinata, e non si farà ripetere due volte la stessa proposta, accettando di diventare una time stranger e di trovare tutti gli altri stranger (dodici in totale, lei compresa) per riuscire a salvare ui, con l'aiuto delle sue fedeli guardie del corpo e amici d'infanzia, hizuki e sakataki.
la trama non sembrerebbe troppo complessa così, ma per una serie di soli tre volumini la tanemura ha messo davvero tanta - troppa! - carne sul fuoco, rendendo tutto decisamente troppo veloce. diciamo che con il doppio delle pagine a disposizione time stranger kyoko sarebbe stato davvero un bellissimo fantasy, mentre così lo consiglierei solo ai fan della tanemura.
il problema è che alla vicenda di kyoko e ui, si affiancano le storie - anche piuttosto complesse - degli altri stranger, e che spesso la scoperta di uno stranger avviene tanto velocemente che si perde un po' il pathos, sopratutto negli ultimi capitoli, dove sembra si sia maggiormente premuto sull'acceleratore.
a me personalmente, nonostante questi difetti, è piaciuto, per cui vi consiglio di dargli una possibilità, magari cercandolo in scambio o tre l'usato. spero proprio che la tanemura disegni al più presto un altro fantasy, magari senza tutta questa fretta!

di tutt'altro genere è invece one week friends, di cui tempo fa avevo parlato dell'anime.
si tratta di una delle storie meno avventurose e più tenere di sempre, ma rischia di diventare noioso, quindi a meno che non abbiate voglia di leggere qualcosa di mooolto leggero e rilassante, passate oltre.
un bel giorno, yuki decide di chiedere alla sua compagna di classe kaori di diventare sua amica. la ragazza, a parte essere un po' imbarazzata per la richiesta un po' goffa, ringrazia gentilmente, si dice gentile per la proposta ma... purtroppo non può proprio accettare.
il motivo è che ogni lunedì i suoi ricordi legati agli amici si resettano completamente, e che quindi ogni lunedì yuki verrà dimenticato, insieme a tutto quello che lo riguarda.
nonostante lo spaesamento, yuki si dice pronto a tutto, continuerà a chiedere a kaori di diventare suo amico ogni lunedì, la aiuterà a superare il suo problema, di mostrarsi agli altri per quella che è senza doversi fingere fretta e antipatica per allontanarli e magari a recuperare la memoria.
la storia va avanti senza troppa fretta, ai due protagonisti si aggiungono presto altri personaggi, e le vicende sono molto semplici, nulla di più che tranquilli episodi di vita quotidiana tra scuola, compiti, esami e pranzi sul terrazzo, mentre kaori, con l'aiuto dei suoi nuovi amici e del suo diario, pian piano inizierà a ricordare qualcosa...
buona parte di one week friends è strutturato a strisce, micro scenette di quattro vignette, mentre le parti in cui la trama va veramente avanti, il layout delle tavole è più simile a quello dei manga a ci siamo abituati. la storia è semplice e gradevole, ma il vero punto di forza della storia è la sua estrema dolcezza: i personaggi sono adorabili, sia graficamente sia come modo di fare, sembra che tutto sia spolverato di zucchero a velo, ma - per quanto possa sembrarvi impossibile - non è affatto melenso.
io l'ho trovato adorabile, una lettura piacevole e per nulla impegnativa, ma diciamo che a non leggerlo non ci perdete moltissimo, quindi ve lo consiglierei solo se siete dei fan sfegatati delle cose kawaii.

per concludere, ho trovato (beh, più che altro ho recuperato!) uno shoujo (altro che orange!) che finisce davvero tra i top del genere: una stella cadente in pieno giorno è stata la sorpresona del millennio!
non tanto per il soggetto in sé, che è pure abbastanza banale - una ragazza di campagna di trasferisce a tokyo, farà nuove amicizie e scoprirà l'amore, ci saranno gelosie, dichiarazioni, rifiuti, rimpianti e blabla - quanto per il modo in cui i soliti cliché per una volta vengono messi da parte e l'autrice (mika yamamori, di cui sta per uscire un nuovo manga per star comics, tsubaki-chou lonely planet) scrive una storia divertente e leggera ma molto più realistica e matura di buona parte degli shoujo che ci ritroviamo tra le mani: i rapporti tra i personaggi si sviluppano in modo naturale e mai forzato, i ruoli canonici del genere sono molto meno rigidi, le scelte vengono prese con un po' più di maturità e sopratutto la protagonista, invece di massacrarsi di seghe mentali, parla con gli altri per evitare incomprensioni!!! ohhh! ma allora anche i giapponesi sono capaci di essere chiari e comprensibili!

suzume, la protagonista, è una ragazza come tante, ma è forte e decisa, non si perde in inutili rossori e pudori al limite del ridicolo, sa affrontare i propri sentimenti e quelli degli altri, sa essere un'amica leale e fedele e riesce nel più difficile delle missioni per le protagoniste degli shoujo manga: capire che amare qualcuno e starci insieme non è semplicemente un susseguirsi di palpitazioni, farfalle nello stomaco e ansie, ma molto più semplicemente stare insieme e stare bene. cosa diamine vi ci voleva, benedette donne che cercate di spiegare la vita alle adolescenti, cosa??? voglio solo manga così da adesso in poi!
non voglio assolutamente fare spoiler, ma se volete parlarne scrivetemi tranquillamente quando volete (c'è la pagina dei contatti proprio per questo!) ma lasciatemi dire che non potete assolutamente rinunciare a questo titolo!

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ok, questo post aspettava un momento "vuoto" per essere pubblicato... in realtà mentre leggete dovrei già essere a roma per l'arf festival! se siete da quelle parti fatevi sentire, scrivetemi una mail (la trovate tra i contatti) perché a volte non arrivano le notifiche dei messaggini sulla pagina!
spero di inondare instagram e facebook di foto, quindi se non siete al festival, seguitemi lì!


mercoledì 10 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (34)

tre nuove serie iniziate in due giorni.
qualcuno dovrebbe fermarmi!

dopo anni di soli shoujo manga - e qualche seinen - ho finalmente scoperto uno shounen, mi sembra un miracolo! ho letto il primo numero di noragami, lasciandomi convincere dal grande entusiasmo al suo annuncio e da un protagonista abbastanza singolare, oltre che da uno stile grafico abbastanza sulle mie corde (insomma, mancano le tipe con le tette gigantesche, che mi hanno sempre messo un po' di inquietudine), e mi è piaciuto un sacco, non mi lasciavo convincere da un fumetto del genere dai tempi di inuyasha!

protagonista della vicenda è yato, un dio tanto sconosciuto da essere costretto a mettere annunci in giro per strada - e persino nei bagni delle scuole! - per fare proselitismo.
yato offre il suo aiuto contro gli ayakashi - mostri invisibili agli umani ma causa di buona parte dei loro problemi - in cambio di una moneta da cinque yen, sognando di diventare famoso, amato e pieno di fedeli, a chi è così tanto disperato da riuscire a vedere il suo numero di telefono.
il primo episodio, che sembra più un episodio pilota, lo vede intento a risolvere i problemi di una ragazzina bullizzata dai suoi compagni di classe.
inizialmente yato è accompagnato da hanki, una ragazza - evidentemente non umana - che può trasformarsi in una specie di coltello con cui yato combatte gli ayakashi, ma dopo il primo caso hanki, stufa del caratteraccio di yato, decide di licenziarsi.
rimasto senza armi, yato si ritrova ancora più in difficoltà di prima. eppure, nonostante il suo desiderio di compiere gesta gloriose che gli diano fama e successo, accetta di aiutare un bimbo che ha chiesto il suo aiuto per ritrovare il suo gattino. durante questa missione (lo ammetto, è stata la storia del gattino a farmi innamorare completamente di questa serie), conoscerà hiyori, una ragazza che, a causa di un incidente, riesce a separare l'anima dal corpo e, per via di questo suo particolare status tra vita e morte, a vedere di ayakashi. il problema di hiyori però è che non può entrare e uscire dal suo corpo a piacimento, anzi, non riesce proprio a controllarsi, e per questo chiede a yato di aiutarla.
a completare la squadra alla fine di questo primo volume, sarà yukine, lo spirito di un ragazzino che yato prende come sua nuova arma, ma che, plausibilmente a causa della sua giovane età - è un adolescente! un piccolo maleducato adolescente ribelle! - non sembra molto condiscendente con yato.

ho cercato di raccontare il meno possibile della storia, anche se da quello che ho visto sia l'anime che il manga sono molto famosi, ma in ogni caso vorrei evitare il più possibile gli spoiler.
quello che mi ha convinto, oltre a una trama forse non originalissima ma comunque ben architettata e a un ritmo ferratissimo, è stato proprio il protagonista: nonostante sia un dio, seppur sconosciuto e senza mezzi e nonostante passi buona parte del tempo a mostrarsi come un arrogantello desideroso solo di essere adorato da più gente possibile, yato si impegna davvero per risolvere i problemi di chi si rivolge a lui, e si preoccupa sinceramente per gli altri (anche per i gattini! ). sarà che ho un debole io per gli tsundere, ma non mi capita spesso di affezionarmi così tanto a un personaggio fin da subito, quindi datemi immediatamente il secondo volume!
ah, per onor di cronaca, la serie è attualmente sospesa al diciottesimo volume per problemi di salute di una delle due autrici. al momento, considerato che ci vorrà almeno un anno e mezzo per arrivare a leggere il numero diciotto, non mi sembra ci sia troppo da allarmarsi, mi auguro che - quale dei due sia - si riprenda presto.

una delle due serie che invece non avevo preventivato di cominciare e invece poi mi ha fatto cedere una volta viste in edicola è stata i mille colori dell'amore, di ai minase. dopo la noia tremenda di namida usagi, avevo pensato di non cascarci più con lei, e infatti ho saltato con tranquillità dolce primo amore, salvo poi pentirmene dopo aver letto un sacco di commenti positivi in merito.
credo però che avrei dovuto lasciare anche questo al suo posto, perché mi ha già delusa un sacco al primo volumetto.
la trama sembrava promettere bene: due ragazzini si conoscono su un'isola, si innamorano ma si perdono di vista. anni dopo si rincontrano per caso: cosa succederà?
beh, in questo primo volume succede poco e niente, e quel poco fa venire voglia di lanciare tutto per aria e passare a una lettura successiva. in buona sostanza, lui fa finta di non riconoscerla, non si sa ancora per quale motivo, lei invece piagnucola tutto il tempo senza chiedere a lui il motivo di questo assurdo comportamento.
più i soliti cliché del tipo ragazzo che cerca di abbordare la protagonista mentre l'eroe interviene o la protagonista fa amicizia con una ragazza che inizialmente non le ispirava troppa fiducia.
insomma, veramente ma veramente noioso. non so se è colpa dell'inizio un po' troppo lento, colpa mia che sono partita già piena di pregiudizi (ma che l'ho comprato a fare? giuro che non so proprio cosa rispondere), colpa dei disegni che mi sembrano sempre un po' troppo rigidi e ripetitivi... insomma non ho nessuna voglia di sapere come andrà avanti, anzi, la mia copia sta già su bookmooch (se vi interessa, il mio profilo è questo).

la seconda serie che pensavo di skippare invece era honey, un manga che partiva malissimo con una trama pessima: lei si ritrova a dire sì alla proposta di matrimonio di un ragazzo che non conosce e le sembra un delinquente. il problema è che questa non è la trama, ma quello che succede in circa un paio di pagine.
un enorme malinteso dunque, diciamo che a essere pessima non è tanto la trama, quanto il modo in cui il manga è stato presentato. ed è un peccato visto che invece in giappone ha avuto un sacco di successo, aggiudicandosi anche una trasposizione cinematografica prevista per il prossimo anno.
effettivamente nao, la protagonista, si sente davvero rivolgere una proposta di matrimonio da onise, un ragazzo dall'aspetto spaventoso (cioè, il concetto di spaventoso in uno shoujo manga è: tizio carino con i capelli tinti e qualche orecchino. povere giapponesi...), ed effettivamente all'inizio è così spaventata che accetta.
ma ci vuole pochissimo a rendersi conto che in realtà onise è più buono del pane, e che le pessime voci che girano su di lui sono colpa del suo aspetto un po' fuori dall'ordinario.
così, il fidanzamento forzato viene interrotto senza troppi problemi e nao accetta la proposta di onise di rimanere buoni amici, rivelando al ragazzo - che continua a essere innamorato di lei - di provare dei sentimenti per so, il fratello di sua mamma che l'ha cresciuta da quando i suoi genitori sono morti.
ovviamente nao viene immediatamente messa in disparte per via della sua amicizia con un tipo la cui unica colpa è non avere i capelli neri (ma davvero sono così esagerati i giapponesi?), e quando bisognerà formare i gruppi per una gita scolastica, ai due si uniranno yashiro, una ragazza bellissima e apatica come poche cose al mondo, per nulla interessata ad avere degli amici (e quindi in perfetta sintonia con gli esclusi della scuola) e - in modo decisamente meno spontaneo! - misaki, compagno di classe di onise, bellissimo anche lui ma con un carattere veramente pessimo.

i personaggi, anche se un po' stereotipati, sembrano abbastanza interessanti, ma sopratutto onise è adorabile, l'esatto contrario del bello e stronzo che ho sempre odiato. i disegni sono carini e molto espressivi e il fatto di contare solo otto volumetti fa ben sperare, quanto meno si può essere abbastanza sicuri di non doversi sorbire inutili allungamenti di brodaglia.

oltre a iniziare roba nuova, ho continuato quella vecchia, ovviamente. in attesa del settimo volume, ho recuperato il quinto e il sesto di amami lo stesso, che continua a divertirmi un sacco.
visto che sono usciti da un po', non penso sia un problema fare qualche spoiler, anche perché finalmente michiko ha fatto la prima cosa saggia dopo un sacco di cosmiche minchiate e in qualche modo devo pur sfogarmi!

piena di dubbi sul comportamento di mogami, che si fa sempre più insistente circa il matrimonio, decide di farsi aiutare da kurosawa a capire se sta per infilarsi nell'ennesimo guaio.
l'atteggiamento accusatorio del capo sembra non scalfire minimamente mogami ma lascia michiko ancora più insicura di prima, fino a che lei non decide di ridare l'anello a mogami e annullare il fidanzamento.
ovviamente scoprirà solo dopo che il ragazzo aveva tanta premura di sposarsi solo per tranquillizzare i genitori malati e preoccupati di lasciare il figlio da solo, ma in fondo non era giusto arrivare all'altare con un uomo che non amava solo per vivere tranquilla... o invece sì?
mentre i suoi genitori, sconsolati dall'idea che a trent'anni michiko sia ancora zitella, la assillano perché si sposi al più presto o accetti di prendere parte a incontri organizzati, scopriamo qualcosa di più su kurosawa e il suo amore non ricambiato per haruko, che è la promessa sposa di niente poco di meno che suo fratello maggiore, un tizio dall'aria per nulla seria che però si svela essere una persona non solo molto responsabile, ma anche premuroso e gentile verso il fratello minore.

tutto è bene quel che finisce bene, e per i nostri due protagonisti invece finisce tutto malissimo: michiko è di nuovo sola e minacciata di ritrovarsi sposata per forza a un uomo che nemmeno le piace (questo o i genitori le negheranno ogni aiuto economico fino alla fine dei suoi giorni) e kurosawa ha definitivamente detto addio al suo grande amore.
soli e sconsolati, mentre il destino fa incontrare mogami e akira - i due scaricati - in una romantica atmosfera natalizia, michiko si ritrova tanto disperata da fare a kurosawa la più impensabile delle proposte...

mi rendo conto che ormai questo post è un papiro esagerato, ma visto che siamo in ballo, balliamo.
sta finalmente per terminare il fiore millenario, dopo tanta fatica e sacrifici a-ki, adesso in possesso dello stemma completo che la legittima sovrana di a, si ritrova a un passo dalla battaglia decisiva contro do-hi, la donna che le ha distrutto la vita, ucciso la madre e il padre, usurpato il suo regno e che l'ha costretta a passare tanto tempo lontana dal suo paese.
a-ki è determinata e risoluta, ha un esercito e il re di so dalla sua parte, eppure non riesce a tenere da parte i suoi sentimenti per hakusei. da un lato la voglia di stare con lui per sempre, di essere una donna qualunque, di non avere la responsabilità di un intero paese sulle sue spalle e poter decidere liberamente di stare con l'uomo che ha sempre amato, dall'altra la consapevolezza che hakusei è costantemente in pericolo accanto a lei, e che l'unico modo per proteggerlo è allontanarlo.
mi duole ammetterlo perché sono veramente affezionata a questi personaggi e alla storia, ma sta rallentando un po' troppo, ed è un peccato, considerando che manca poco alla fine e nessuno si sarebbe offeso per un volumetto in meno,
i tentennamenti di a-ki durano da troppo tempo e questo continuo rimandare la sua decisione in merito al rapporto con hakusei non fa che tenermi in ansia su quello che sarà il finale, che temo sempre più possa riservarci lacrime a profusione...