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venerdì 12 aprile 2019

commenti randomici a letture randomiche (65)


ero convinta che dio li avrebbe puniti con la morte. ma venne il giorno, il sole sorse, e manson era ancora lì... coperto dalle ceneri bianche delle forche incendiate.

come ho potuto aspettare così tanto tempo prima di recuperare rachel rising? come???
con il secondo volume si entra ancora di più nel vivo della storia, si scopre finalmente il segreto dietro la non-morte di rachel, il perché del bisogno di uccidere di zoe, il passato di manson.
un passato terribile di cui nessuno ormai ha memoria.
nessuno tranne lilith. lei era lì, lei ricorda ogni cosa.
sa cosa è stato fatto in quel paese trecento anni fa e per trecento anni ha aspettato di potersi vendicare e adesso è decisa a farlo, facendo risorgere le tre streghe che, insieme a tutte le altre donne del paese, innocenti, furono uccise.
o almeno provarono a ucciderle tutte ma non ci riuscirono, perché a lilith non è concesso di poter morire.
per potersi vendicare di manson, lilith ha fatto un patto con un demone, malus, ma le cose non stanno andando esattamente come aveva immaginato...
e niente, so che è una serie vecchia e che quindi teoricamente non sarebbe spoiler dire più di così, ma non voglio rovinare la sorpresa a chi, come me, la sta recuperando adesso o magari conta di farlo. posso dire solamente che questa roba è assolutamente pazzesca!
ah, se ve lo siete persi, qui parlavo del primo volume.

la verità sugli assidi prima di al-hillah deve essere dimenticata.

sono riuscita anche a leggere ombre d'acqua, il secondo capitolo di haxa, saga fantasy scritta e disegnata da nicolò pellizzon.
la storia ricomincia dopo due anni dal finale del primo volume, dopo il disastro di jelgava: sophie, claire, aiko e le altre sono ora ufficialmente un gruppo di ricercate e la necessità di mettere in salvo la pelle è ancora più pressante di prima, ma non è il loro solo obiettivo.
il mondo sembra essere molto più complesso di come è stato raccontato, sembra esserci molto di più delle due vie - elementalisti e goetiani - proprio come hanno dimostrato aiko e le altre, capaci di controllare entrambi i tipi di magia.
ma tutto questo deve rimanere segreto, la guerra ai goetiani è sempre più feroce e aiko, più che tutte le altre, è determinata a portare alla luce la verità.

più va avanti il racconto, più i rapporti tra i personaggi si fanno importanti e difficili da gestire: amore, amicizia, fiducia, tradimenti, pellizzon mette in scena tutto il repertorio emotivo legando sempre di più le ragazze della gyangu, sopratutto da quando entra nella loro vita tsisia, ambasciatrice del consorzio dei goetiani, interessati ad avere il gruppo di aiko dalla loro parte in cambio di protezione.

il ritmo narrativo è ancora più frenetico che nel primo volume, pieno di avvenimenti di ogni tipo (alcuni anche abbastanza shockanti di cui non dirò nulla!) e i disegni e i colori di pellizzon sono in grado di farvi colare il cervello fuori dalle orecchie tra creature, architetture, macchinari e vestiti tutti stramegacuratissimi in ogni dettaglio.

ammetto che non è sempre facilissimo seguire il corso degli eventi e spesso sono dovuta tornare indietro di qualche pagina per cercare di capire cosa stava succedendo, ma haxa è così bello dal punto di vista grafico che soltanto a sfogliarne le pagine si viene ripagati dalla frustrazione di una narrazione non troppo lineare.
spero che con i prossimi due numeri si possa avere risposta a tutte le domande su questa terra futura dominata dalla magia, intanto cerco di resistere alla tentazione di strappare le pagine, incorniciarle e appendere in giro per casa.

le ragazze sono forti. ma hanno bisogno di supporto. e per tutte quelle che non hanno nessuno... bé, per loro ci sarò io.
il secondo volume di indomite, di pénélope bagieu è uscito già da un po' più di un mese, ma anche per questo ho dovuto pazientare un po' prima di riuscire a leggerlo tutto (ormai con questa storia degli esami vi sto ammorbando da tanto, lo so...), ma la struttura antologica di questo libro è perfetta per una lettura centellinata.
anche questa volta la bagieu racconta con ironia ma senza indorare nessuna pillola, le vite di donne straordinarie che hanno cambiato la storia, che si sono ribellate e sono uscite dallo spazietto che la società aveva ritagliato per loro.

ogni rivoluzione, così come ogni vita, è diversa dall'altra: c'è chi ha dovuto conquistarsi la fiducia degli altri per veder riconosciuto il proprio lavoro di studiosa o di artista ad esempio, e chi ha dovuto letteralmente combattere con le armi in mano contro la mostruosità di chi vede le donne come oggetti e basta. certo, non è facile mettere sullo stesso piano la violenza fisica o le battute sarcastiche sull'essere nata femmina, eppure tutto è riconducibile alla stessa cultura maschilista e patriarcale dalla quale tutte - ognuna a suo modo, nel suo paese, nel suo tempo e contro le leggi con le quali ha dovuto scendere a patti - sono riuscite a liberarsi per portare avanti i propri sogni e le proprie battaglie, quei sogni e quelle battaglie che sembrava dovessero rimanere progetti irrealizzabili solo perché sognati e combattuti da donne.

tutte hanno dimostrato che il pregiudizio questa non è roma da femmine è sempre e comunque una delle più grandi cazzate della storia, che privare una donna delle possibilità che ha qualsiasi uomo non fa che negare all'umanità la possibilità di crescere attraverso le esperienze e le idee di menti grandiose e volontà indomabili.
tutte hanno dimostrato che nessuna regola, nessuna legge, nessun pregiudizio possono fermare l'unica verità che conta, quella che nessuna donna al mondo, in quanto donna, vale meno di un uomo e che spesso è nel sesso debole che si nasconde forza, determinazione, coraggio e fierezza.

spero tantissimo che pénélope bagieu continui a raccontare la storia di queste donne spesso dimenticate dai libri di storia, quella con la s maiuscola, quella che si racconta nelle scuole, quella dei film, quella dell'immaginario comune, e che non sia la sola a farlo: abbiamo sempre più bisogno di conoscere il nostro passato per poter costruire un futuro libero dalla discriminazione, dalla violenza e dai pregiudizi.
(se ve l'eravate perso, qui trovate due parole sul primo volume)

mercoledì 6 dicembre 2017

haxa vol.1 ~ i confini del vento & intervista a nicolò pellizzon

75 anni fa, quando la torre di al hillani venne distrutta, l'umanità scoprì di essere stata ingannata. la guerra che aveva causato un milione di morti era stata sfruttata dalle uniche forze che potevano impedirla. [...]

scoprimmo che esiste un'energia che unisce le particelle più piccole dell'esistenza. l'haxa.
questa forza ha due nature che sono in lotta da sempre, per quello che ne sappiamo.
l'ars goethia, la capacità di evocare creature da altre dimensioni. il disprezzo per la vita. il piacere per la distruzione.
l'ars alchemica, la facoltà di manipolare gli elementi a partire da particelle invisibili. la ricerca di un equilibrio anche al prezzo di vite umane.

passano i secoli, l'umanità si evolve e si scopre in grado di usare la magia. il mondo sembra diversissimo da quello di oggi, eppure alcune cose non cambiano mai, la paura rimane uno dei sentimenti più diffusi e su quella paura nascono leggi e regole, per quella paura si fa male agli altri e per quel male si viene feriti.
questo è il mondo in cui ci guida nicolò pellizzon nel primo volume della sua nuova serie (che sarà composta in totale da quattro libri), haxa, e quale migliore giuda potrebbe affiancarci se non una ragazza, sophia (quale nome migliore?) che è appena stata scoperta e denunciata come hexida, cioè in quanto in grado di usare l'haxa.
già perché nulla sembra spaventare più la gente che chi ha questi poteri: a scuola ai ragazzi, in cui eventualmente i poteri si manifestano durante l'adolescenza, viene insegnata la necessità di denunciare e denunciarsi ai primi sospetti, senza scegliere di nascosto una delle due vie, ma consegnandosi a degli istituti che sembrano un misto tra una prigione e un manicomio.
sophia sembra abbandonata da tutti adesso che la sua natura è stata rivelata, dagli amici, dai compagni, persino dai suoi genitori. il futuro che la aspetta non sembra dei migliori, ma l'incontro con mark - anche lui un hexida in incognito - sembra essere il punto di svolta: scappare, fuggire da una società che ti addita come mostro, che non vuole neppure provare a capirti, per trovare un posto tuo, lì dove puoi essere senza paura quello che sei.

il dramma di sophia è, magia a parte, quello di qualsiasi adolescente, e forse - insieme alle straordinarie capacità visionarie e inventive che creano un mondo solito e credibile in ogni suo aspetto - è questo il punto di forza di haxa: una terra lontana dalla nostra, futuristica, tecnologica, magica, ma in cui si consumano le stesse tragedie che conosciamo noi.
e non parliamo solo di adolescenti, ovvio, l'haxa genera paure anche fondate perché, come qualsiasi potere, se nelle mani sbagliate può causare gravissimi danni, basti pensare al risultato delle invocazioni di creature da altre dimensioni, che contaminano e inquinano la terra, o gli attacchi terroristici, organizzati da gruppi di hexidi evidentemente stanchi di essere ghettizzati.

ne i confini del vento pellizzon ci introduce in una storia che, come dicevamo, è ancora ben lontana dal concludersi. la storia di sophia, che dovrà confrontarsi non solo con i tradimenti, con la paura, con le mille menzogne raccontate per rendere gli hexidi dei mostri agli occhi del mondo, ma dovrà anche imparare ad accettarsi e a controllare e usare bene il suo potere, si intreccia poi con quella di aiko, claire e le altre ragazze come lei, un gruppo di reiette che opera di nascosto non solo per la propria libertà, ma anche per scoprire davvero quali misteri collegati all'haxa sono stati insabbiati.

come al solito, nelle tavole pellizzon mischia bellissime ragazze dal look un po' punk a creature ibride e a volte quasi demoniache, colorando tutto con una tavolozza acida che rende il mondo di haxa ancora più lontano, magico e futuristico di quanto non lo sia già, realizzando pagina dopo pagina dei capolavori grafici che - e qui è tutto soggettivo, ma lasciatemelo dire - hanno una forza straordinaria e una bellezza più unica che rara.

per scoprire qualcosa di più su questa nuova serie, lascio la parola al suo autore! buona lettura!

ciao nicolò e benvenuto su claccalegge!
il tuo nuovo lavoro, haxa, è – come dicevo – una serie di ampio respiro, di cui al momento abbiamo letto il primo numero. com'è nata l'idea di scrivere di un mondo così complesso, tanto simile al nostro per certi aspetti e tanto lontano?
Per me l'idea che la magia sia tra noi è più vicina alla realtà che alla finzione. Inoltre ho sempre considerato gli scienziati e i ricercatori i veri maghi della nostra epoca. Mi sono sempre chiesto cosa succederebbe se il metodo scientifico stesso venisse messo in discussione. Se alcune scoperte future non possano farci tornare a un epoca pre-scientifica. Potrebbero essere reali, funzionare, ma non essere dimostrabili, ad esempio. Credo che questa idea sia nell'aria da un po' di tempo.
il mondo di haxa è un mondo imperniato sulla magia, eppure, nonostante sia a tutti gli effetti un fantasy, non è difficile scorgere riferimenti a problematiche a noi vicinissime (mi viene da pensare ai pregiudizi che siamo tanto bravi ad affibbiare a chiunque sia diverso da noi, oppure alla paura purtroppo da anni sempre più reale e vicina degli attentati terroristici). secondo te, parlare di problemi reali ambientandoli in un mondo fantastico può essere più utile per riuscire a comunicare l'urgenza di certe problematiche?
Non credo nell'urgenza delle problematiche né delle cose da dire. Le cose che ho da dire le dico, non scrivo una storia per questo. Ma scrivo una storia per dire quello che non so come esprimere.
I temi di cui parli, sono presenti (soprattutto nel primo volume) in modo incidentale perché ho cercato di immaginare realisticamente "cosa succederebbe se...?". È corretto dire anche che la finzione, quando trattata correttamente, produce un effetto specchio con chi ne fruisce. Quindi ha la possibilità di esprimere le cose in modo più chiaro, ma solo perché mostra fatti possibili.
È poi chi legge che da riscontro a questa percezione.
tra insegnamenti di magia, poteri straordinari e ragazzi arrabbiati con un mondo di cui non si sentono far parte, è facile riportare alla mente altri titoli di fumetti, film e romanzi, ma quali sono stati i tuoi ispiratori per questo lavoro?
Rispondo sempre in modo differente a questa domanda perché per me sono un insieme molto ampio di cose sedimentate nella mia testa. Probabilmente Il Signore degli Anelli e Dune sono i principali. Un po' direi le Cronache di Terramare. Ma anche Sailor Moon, Magic Knight Rayearth. Poi  Matrix, Sense8 e in generale le sorelle Wachowsky. Per le protagoniste, invece Doom Generation, Heathers, It.
sia nelle tue opere precedenti che qui in haxa, la commistione tra fantastico, magico, ultraterreno e quotidiano è uno dei temi fondamentali, una sorta di marchio di fabbrica. cos'è che preferisci, da autore, di questi elementi? le possibilità narrative o quelle grafiche?
Credo di non preferire da solo nessuno di questi. Per me sono gli elementi che costituiscono la realtà. La fantasia, la magia e le cose ultraterrene fanno parte della mia vita. Qualche anno fa preferivo le possibilità grafiche nel mio lavoro e anche se so che per la buona riuscita di un opera devono equilibrarsi a quelle narrative, ora preferisco concentrarmi sulla storia (o le storie) e lasciare che le immagini fluiscano da essa liberamente, senza cercare sempre l'immagine forte...
le tavole di haxa sono forse le più colorate tra tutte quelle delle tue opere, che valenza ha questa scelta cromatica nella storia?
Guardandolo una volta finito, penso che la colorazione rispecchi i contrasti della storia, e contemporaneamente anche il fatto che non esistono verità polarizzate, ma una vastità di caratteristiche e differenze. Ho cercato di superare il concetto di colore>realismo, in modo da avere così tanto colore da rendere irreale e ipervariegata la realtà.

ho notato che spesso prediligi i personaggi femminili, è una preferenza puramente grafica o il fatto che sia una ragazza la protagonista della tua storia ha un qualche tipo di rilevanza a livello narrativo?
Nella vita privata raramente riesco a stringere rapporti di amicizia con i ragazzi. Non mi sento proprio in questo ruolo. Quindi per me restano sempre un po' degli estranei. Sebbene quello che faccio nelle relazioni sociali sia mettermi a fondo nei panni di tutti (sembra una cosa bella, ma deve essere abbastanza fastidiosa). Le protagoniste dei miei libri sono femmine perché riesco a sentirmi più a mio agio. In Haxa sono in schiacciante maggioranza rispetto ai personaggi maschili. Ricordo di aver pensato mentre lo scrivevo che avrei dovuto metterci più maschi, almeno per arrivare a metà. Ma poi mi sono risposto un "chissenefrega, è la mia storia e decido io". Quindi non ha nessuna rilevanza a livello narrativo, nella stessa misura in cui nel Ghostbusters degli anni '80 erano tutti maschi, no? :)
e a proposito di personaggi, ce n'è qualcuno che preferisci?
Preferisco Aiko, perché non riesco a non apprezzare le persone che hanno un carattere di merda (sempre per quella cosa del mettersi nei panni degli altri fino in fondo...). E poi è pazza.
i confini del vento è solo il primo di quattro libri dedicati all'universo di haxa: hai già in mente tutta la storia o lascerai i tuoi personaggi liberi di agire in uno schema più o meno dettagliato?
Tutti i personaggi saranno liberi di muoversi in uno schema abbastanza dettagliato. Ma soprattutto, a differenza di altre saghe cresceranno e il loro carattere subirà delle evoluzioni precise. Non resteranno delle eterne adolescenti. Diventeranno adulte, peggioreranno o miglioreranno. Avranno cicratici che si porteranno sempre appresso.
in parallelo a haxa pensi di dedicarti ad altri lavori? anche, ad esempio, collaborazioni come quella (che io ho adorato) con bonelli per il numero di dylan dog color fest favole nere?
Al momento non c'è niente di programmato, ma è nelle mie intenzioni. L'episodio per Dylan Dog Color Fest sarà l'unica collaborazione con Bonelli.
cosa ne pensi del mondo delle autoproduzioni? dopo abraxas pubblicheresti altri albi senza appoggiarti a un editore, oppure partecipando a delle antologie collettive?
Penso che siano cambiati i tempi, sia nella mia crescita artistica, che per il mercato in generale. 
Su internet (che è il canale principale) devi re-inventare continuamente i veicoli e i modi di comunicare, e secondo me sarà sempre meno praticabile per i progetti indipendenti perché vengono inghiottiti in un istante negli algoritmi dei social network. Quindi è diventato più complesso produrli da solo (ho partecipato ad antologie solo in rari casi) a meno che non ci sia un progetto di promozione articolato che in questo momento non ho il tempo di seguire. Passerà un po' prima che lo trovi per autoprodurre qualcosa di originale come Abraxas, anche se ho già cose in mente.
ci puoi dare qualche anticipazione su cosa succederà nel prossimo volume di haxa?
Posso dirvi che ci saranno due nuovi personaggi. La mia preferita si chiama Tsisia, è Goetiana e fa parte di un gruppo contrapposto all'Hexacustodit chiamato "il Consorzio".
Quando la conosciamo, vediamo che ipnotizza una ragazza con cui ha fatto sesso per rubarle i soldi. Ma non si capisce bene come abbia fatto. Non è uno spoiler vero perché sono solo le prime 5 pagine. Nel secondo volume tutte le dinamiche del mondo sono già state raccontate. Quindi succederanno un sacco di cose.
ti ringrazio tantissimo del tempo che ci hai dedicato e ti faccio un mega in bocca al lupo per i tuoi prossimi progetti e per il futuro di haxa! a presto!

lunedì 11 settembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (41)

direi che il blocco del lettore - almeno con i fumetti - mi è definitivamente passato. il prossimo passo è riuscire a finire almeno un romanzo o un libro di racconti (ne ho iniziati almeno quattro o cinque), ma intanto mi sento già più tranquilla.
non riuscire a leggere mi mette ansia: io sono una che legge, se non leggo, chi sono?
comunque, continuo a far fuori un po' di roba dalle pile che avevo accumulato e continuo - vi prego fermatemi! - a recuperare roba nuova. poi, ora che ci sono gli sconti bao e bd, ho preso un paio (ma proprio poche, giuro!) di titoli che volevo da un sacco di tempo (beh, uno è una novità, però vale lo stesso), ma vi farò vedere tutto il malloppo quando arrivano gli ultimi due acquisti, così ne approfitto pure per fare la tbr di settembre.

in realtà i titoli che dovrei mettere qui sono tantissimi, quindi penso che dividerò il post in più parti, così evito di esasperarvi con papiri infiniti.

visto che mi sento un po' orfana di ms. marvel (quando esce il quarto volume? quando???) mi sono buttata senza pensarci troppo su moon girl e devil dinosaur. in realtà, fin dal momento in cui era stata annunciata, me ne ero innamorata: una ragazzina geniale e un dinosauro gigantesco. come facevo a rimanere impassibile?
per l'ennesima volta il mio fiuto ci ha preso.
ammetto di non amare troppo i fumetti pieni di supereroi in tutina che scazzottano il nemico di turno, con le loro virili mascelle squadrate e i fiumi di testosterone che scorrono per tutte le pagine, quindi sono felicissima di queste nuove serie che marvel sta proponendo, che hanno per protagoniste ragazzine come quelle che potremmo incontrare per strada (o - anagrafe permettendo - potremmo essere), che riescono a essere delle eroine pur non dimenticando la loro vita ordinaria.
in questo (e nello stile di disegno molto cartoonoso ed espressivo), moon girl e devil dinosaur mi ha ricordato molto ms. marvel, ed è stato uno dei motivi per cui mi è piaciuto un sacco.
lunella lafayette ha nove anni, è un genio e vorrebbe riuscire a cambiare il mondo in cui vive, un mondo minacciato da esperimenti fatti migliaia di anni prima da un popolo alieno che hanno reso inumani alcuni... umani e che ora stanno, per mezzo delle nebbie terrigene, risvegliando queste mutazioni. ha scoperto di essere lei stessa una potenziale inumana e non ha alcuna intenzione di diventare qualcosa che non è, ma per farlo ha bisogno di un proiettore omni-onda kree, roba che certo non si trova al supermercato vicino casa.
la scuola l'annoia e gli amici non le interessano più di tanto, il suo unico e vero obiettivo è evitare la trasformazione, nonostante il suo strano modo di comportarsi, di passare il tempo a inventare aggeggi assurdi mettano i suoi genitori in un comprensibile stato di ansia.
contravvenendo a qualsiasi regola, lunella non solo ha costruito un enorme laboratorio segreto sotterraneo, ma esce spesso di notte alla ricerca del proiettore kree fin quando... beh, ne trova uno proprio vicino casa. tutto sarebbe perfettamente risolto, non fosse che in qualche modo assurdo, dalla preistoria arrivano degli uomini violenti (e decisamente ipertricotici) che vogliono sottrarre il proiettore e un dinosauro (!) rosso che da loro la caccia e che in qualche modo sembra legato a lunella, che - passato il primo ragionevole momento di panico - capisce che il lucertolone vuole aiutarla a impadronirsi di nuovo dell'oggetto che potrà salvarla dal suo destino misterioso e men che mai desiderato: insieme faranno squadra, diventando moon girl (mai nome fu più azzeccato), con tutti i suoi assurdi attrezzi, stivaletti a molla compresi che fanno tanto paperinik, e devil dinosaur (che poi devil non è affatto cattivo, anzi, è un tenero cucciolone dagli occhi dolci, ma è il suo nome e ci possiamo fare ben poco).
ho, come sempre (o quasi), cercato di non spoilerare nulla perché questi primi sei episodi sono appassionanti e divertenti più di quanto qualsiasi riassuntone potrebbe mai farvi realizzare, e vale la pena scoprire tutti i dettagli della trama leggendoli, senza rovinare sorprese e colpi di scena.
se avete apprezzato ms. marvel con kamala khan (di cui su claccalegge abbiamo parlato qui, qui e qui), allora mi sa che questo non potrà che piacervi da morire. preparatevi però a desiderare il secondo numero così fortemente da farvi venire l'orticaria, il finale è davvero da sadici!

altra uscita recente - recuperata come dicevo prima in occasione degli sconti - è giant days 2 (del primo volume ne avevo parlato qui), in cui continuano le vicende universitarie, o meglio da campus universitario, di susan, daisy ed esther.
tra esami completamente dimenticati, vecchi rancori, nuovi amori e fiamme che si riaccendono, le nostre tre sono costrette a barcamenarsi in situazioni assurde che non possono che strapparci una risata e che fanno tanto sit-com nonostante il tempo passato sul divano sia poco.
esther dovrà fare i conti con le più improbabili lezioni di recupero della sua vita e con una cotta sbagliata ma che più sbagliata non si può, a susan toccherà rispolverare una vecchia lite, cacciandosi in un guaio gigantesco, mentre dovrà riuscire a tenere nascosto alle amiche un rapporto che teme possa farle soffrire, mentre la dolce e ingenua daisy continuerà a interrogarsi su se stessa e sul suo primo amore fiorito e appassito così brevemente da non averle dato neppure il tempo di capire davvero cosa desidera, ma nonostante tutto le tre amiche peggio assortite della storia riusciranno a mantenere saldo il loro rapporto almeno tanto quanto noi rimaniamo saldi  alle pagine, aspettando le loro prossime avventure.
in questo volume la disegnatrice max sarin si affianca a lissa treiman, realizzando gli ultimi due capitoli: la differenza all'inizio è un po' spiazzante, ma man mano che si va avanti nella lettura - bastano poche pagine a dire il vero - il tratto si fa più morbido e più simile a quello della treiman.
il consiglio è di recuperare assolutamente questa serie, sopratutto adesso che potete approfittare degli sconti!

cambiando completamente atmosfera, volevo consigliarvi due libri decisamente più cupi: il primo è da altrove e altri racconti, edito da eris edizioni, un rifacimento a fumetti di alcune storie di h.p. lovecraft a opera di erik kriek.
ora, tocca ammettere che non ho mai letto nulla di lovecraft e che l'horror non rientra affatto tra i miei generi preferiti, ma questo libro mi ha coinvolta e affascinata (e un po' inorridita, ma altrimenti che horror sarebbe?) dalla prima all'ultima storia.
cinque racconti, alcuni brevissimi altri un po' più lunghi, in cui non solo orrore e mistero sono indiscutibilmente i veri protagonisti, ma che kriek ha saputo rendere meravigliosamente con dei disegni dettagliatissimi, a volte molto eleganti, altre - quando serve - a dir poco grotteschi, calando gli inconsapevoli personaggi dei racconti in un'atmosfera sinistra e nebbiosa, carica di quell'umidità e di quell'odore di stantio che non lascia presagire mai nulla di buono, e trascinando con loro anche il lettore.
il primo racconto - forse quello più inquietante per me - è un lungo monologo, una lenta presa di coscienza di un protagonista - l'estraneo del titolo - che vedremo solo riflesso in uno specchio alla fine della storia e con cui inevitabilmente ci identifichiamo per tutta la lettura: dove si trova? e perché si trova lì? cosa è successo prima di quel momento? chi è? e cosa succederà dopo? non c'è alcuna possibilità di rispondere a queste domande, tutto il racconto è l'esempio perfetto dell'espressione paura dell'ignoto, di quello che non si conosce e non ci è dato conoscere, immerso nel buio assoluto, nel silenzio squarciato di tanto in tanto da luci accecanti che si fanno largo a forza tra gli inchiostri nerissimi e fangosi del disegnatore olandese. assolutamente terrificante e ansiogeno, e forse proprio per la brevità della storia e per la scarsa presenza del fattore soprannaturale, ancora più sconvolgente delle storie successive.
se siete amanti del genere non può mancarvi, ma se sono riuscita ad apprezzarlo io, che ho il terrore assoluto di qualsiasi storia anche solo vagamente spaventosa, penso proprio che difficilmente qualcuno potrà non godersi la lettura.

poi c'è gli amari consigli di nicolò pellizzon, un autore che mi piace tantissimo anche se ammetto di non riuscire sempre a seguirlo e a capirlo, però sinceramente non mi importa e vado avanti a godermi le belle sensazioni che mi da.

la storia, brevissimamente e senza troppi spoiler, è questa: sara ha finito da poco l'università, e come tanti altri, saltella da un lavoretto triste e per nulla appagante all'altro, in attesa che la ruota giri e che qualcosa di più dignitoso appaia all'orizzonte anche per lei, ingannando l'attesa in un cinemino che il pomeriggio trasmette b-movie prevalentemente horror.
se state pensando ehi, ma sono io, sappiate che siamo svariate migliaia, ma il punto non è questo, ma che sara ha da sempre delle visioni di creature quasi infernali, mostruose e spaventose che la mettono in guardia da una presunta apocalisse che sta per compiersi e che dipende dalle sue scelte e dalle sue azioni.
non troppo rincuorante e ad essere sincera, io cambierei genere di film, ma non è questo il punto.
cosa le resta da fare? seguire quelle voci, credere che siano reali, che possano salvarla, o affidarsi allo psicologo, alle medicine e al buon senso?

il peggio di questo fumetto - così ci togliamo subito il dente - è che non ha un vero e proprio finale.
non nel senso che il finale è aperto, ma proprio che sembrerebbe che la storia debba continuare un un fantomatico atto secondo che non esiste.
la cosa migliore è che non cambia assolutamente nulla che un finale propriamente detto ci sia oppure no, perché nell'assoluta irrazionalità della storia - tra demoni alati facce gigantesche e frasi ermetiche dal sapore esoterico - l'unica cosa che si avvicina alla vita reale è proprio questa: la vita non ha un senso, non ha un punto di arrivo o, peggio, una morale come nelle favole. l'esistenza è solo un lungo flusso di cose che accadono e che solo a volte e non troppo a lungo sono collegate tra loro. poi, si può più o meno arbitrariamente chiamarle storie, dargli un punto di inizio e una fine, ma non è realistico, e lo sappiamo benissimo.
è un po' come guardare per qualche giorno la vita di sara e poi volgere lo sguardo da un'altra parte. però per quel po' che si scorge, vale la pena.

il tratto di pellizzon è di quelli che si odiano o si amano, e io lo amo alla follia, sopratutto per il suo modo unico di rendere la stessa figura elegante e grottesca al contempo, di saper delineare figure flessuose con un tratto pesante e quasi grezzo, di rendere vivi ed espressivi i giganteschi, quasi alieni, occhi neri e senza luce dei suoi personaggi, senza parlare delle spettacolari splash page in cui le visioni di sara turbinano, si sovrappongono, annullano lo spazio e il tempo e ci fanno precipitare in una dimensione in cui nessuna regola è più valida.
una meravigliosa follia che non posso che consigliarvi.

a metà strada tra il fumetto e l'illustrazione, vi consiglio fortissimamente di recuperare nomi, cosi, animali di fabio magnasciutti, edito da barta.
un volume corposo (di cui ho adorato l'impaginazione, che fa godere appieno delle immagini senza lasciare che si perdano nella piega della rilegatura) ricco di vignette che sanno mischiare con un'intelligenza sconfinata grazia, ironia, poesia e un'abbondante dose di veleno.
magnasciutti gioca non solo con le parole, ma con le manie, le mode e spesso l'orrore dei nostri giorni, senza risparmiare nessuno e sempre senza perdere un colpo, senza scadere nel banale o peggio che mai nel volgare.
a ogni vignetta si rimane spiazzati: che faccio ora? rido? piango? mi arrabbio? e decidere è impossibile, così ci si può solo complimentare con il genio di questo autore che ho scoperto per caso e di cui mi sono innamorata immediatamente.

lunedì 27 febbraio 2017

commenti randomici a letture randomiche (29)

e dunque, ci risiamo con il post riassuntone!
in questi tempi ho letto un sacco di belle cose, dividerò tutto in due/tre post di questo genere perché è davvero troppa roba. non riesco a trovare facilmente il tempo per scrivere qui, mi riduco spesso a tarda notte, ma ci tengo a scrivere due righe su questi titoli, perché meritano tutti.

il primo è soppy, la raccolta di vignette e illustrazioni di philippa rice uscita pochi giorni fa per bd edizioni. puntavo questo volumino già da mesi, l'avevo trovato in inglese ed ero tentata di prenderlo, ma per fortuna l'annuncio di bd è arrivato per tempo.
in soppy l'autrice racconta con estrema semplicità (anche i disegni sono molto semplici, tutti realizzati in nero, rosso e bianco, lineari ma espressivi, sintetici ma con una grande attenzione ai dettagli, il che rende questo libretto molto interessante dal punto di vista strettamente visivo), ma grande efficacia, la vita di coppia, i momenti quotidiani vissuti insieme alla persona che si ama.
sono quelle scene di ogni giorno, quei momenti anche forse banali che si riempiono di significato in virtù dell'affetto profondo e sincero che lega due persone.
così, dai primi momenti insieme, fino a quando si decide di convivere, philippa rice racconta la storia sua e di luke, il suo ragazzo, che è un po' la storia di tutti. è facile riconoscersi in almeno una di queste pagine: stendere il bucato, girare per librerie, accoccolarsi sul divano a leggere un libro, montare una - immancabile - libreria ikea o guardare i fuochi d'artificio insieme in mezzo alla folla. questi momenti diventano preziosi, da immortalare e ricordare, perché, anche se non succede niente, sono proprio questi che, tutti insieme, raccontano una storia d'amore. in fondo, come leggiamo sulla quarta di copertina, il vero amore non è solo nei grandi gesti romantici.
soppy è un libretto dolce, che sa far sorridere, che più che farsi leggere si lascia sfogliare, una pagina dopo l'altra, che più che raccontare qualcosa di nuovo, ci da modo di rivivere la nostra storia, di poter dire a qualcuno ehi guarda, questo sei tu! fai proprio così!.
a me è arrivato per san valentino, momento perfettamente in tema con l'atmosfera del libretto, ma, fossi in voi, non aspetterei il prossimo febbraio per recuperarlo.

cambiando completamente genere, passiamo ad abraxas, una raccolta di racconti sia già editi in varie riviste e antologie, sia inediti di nicolò pellizzon.
di pellizzon avevo letto solo la storia del dylan dog color fest a cui ha partecipato qualche mese fa, ma il suo modo di disegnare, le sue atmosfere un po' cupe e un po' mistiche mi attraevano già da parecchio tempo.
attraverso vari racconti, tutti un po' surreali e onirici, pellizzon racconta del piccolo nulla che ognuno di noi ha dentro di sé, quel qualcosa che, proprio sotto il nostro cuore, si nutre delle nostre gioie, delle passioni, della stessa vita. un piccolo nulla personale, collegato a quello di tutti gli altri, una parte di un grande nulla: il grande nulla è stato dio da vivo. e anche da morto.
non aspettatevi i classici racconti in cui la trama segue percorsi semplici e lineari, anzi: le storie di abraxas sono oscure e misteriose, e proprio in questo sta il loro fascino.
pellizzon ci fa addentrare di qualche passo in un universo misterioso, magico e pericoloso, a tratti macabro ma sempre fatalmente attraente, elegante e sensuale anche quando grottesco, illustrato in modo meraviglioso dal suo stile unico, pieno di neri densi e pesanti, linee sinuose e personaggi affascinanti.
a me piacciono da matti questo genere di atmosfere, per cui non posso fare altro che consigliarvi di andare qui e recuperare questa piccola antologia autoprodotta.

per ultimo, il secondo volume di paper girls.
non so proprio come parlarvene, ho finito di leggerlo e ho pensato cosa-cazzo-ho-letto!
se il primo mi aveva conquistata, con questo posso tranquillamente inserire paper girls nell'empireo dei fumetti-che-non-potete-proprio-perdervi.
sopravvissute al più terrificante halloween di sempre, le nostre si ritrovano catapultate nel futuro, un terrificante 2016 in cui erin incontrerà una sé stessa quarantenne che non ricorda nulla di quello che lei sta vivendo. insieme alle sue amiche, andrà alla ricerca di kj, scomparsa durante il salto temporale.
il futuro non è dei più rosei, le entità che le minacciano sono arrivate anche qui, e se pure la erin del futuro riuscirà ad aiutarle, ci sono più pericoli di quanto non si possa immaginare.
le quattro ragazze, che in fondo dovevano solo consegnare dei giornali, si sono ormai rese conto di essere al centro di una battaglia senza esclusione di colpi, una lotta generazione nel senso più letterale del termine - adolescenti contro adulti - la cui origine e il cui scopo sono ancora misteriosi. oh, e non sono certo solo questi i misteri da chiarire, eh. sto cercando di non spoilerare troppo, ma vorrei proprio poterne parlare con chi l'ha letto per ascoltare qualche teoria, esporre le mie e fare congetture sui prossimi episodi. oh, se vi va scrivetemi, eh! il finale di questo volume mi ha lasciata con il fiato corto. ho bisogno di andare avanti prima possibile, intanto voi fidatevi e recuperate entrambi i volumi finora usciti, del primo ho già parlato qui.

venerdì 18 novembre 2016

favole nere - dylan dog color fest 19

che io non sia un'appassionata di horror e affini lo sapete già, quindi penso possa stupirvi il fatto che ho letto dylan dog dopo qualcosa come diciasette e forse più anni che non ne toccavo un volume.
francamente, la cosa ha stupito parecchio anche me.
il mio rapporto con l'indagatore dell'incubo è stato condizionato dal fatto che, nonostante trovi incredibilmente affascinante dylan, aver letto i primi fumetti quando ero alle medie, ed ero decisamente più impressionabile di adesso (e anche ora continuo a tirarmi la coperta sugli occhi quando guardo un film e la musica inizia a farsi inquietante), mi ha turbato così tanto che per una storia riuscii addirittura a farmi venire la febbre per la paura.
credo che quello non era il momento giusto, ma in ogni caso, ogni volta che mi ritrovo qualche volume sotto mano, mi torna l'ansia di allora.


questa paranoia assurda sono riuscita a superarla solo grazie all'ultimo volume di dylan dog color fest (il diciannovesimo), favole nere, che, dal momento in cui ho visto la copertina - disegnata dalla bravissima jessica cioffi, in arte loputyn - e ho letto i nomi degli autori delle storie, mi ha fatto dire ok, clacca, questo è il momento per fare pace con il povero dylan e leggere qualcosa di veramente interessante.

non mi importa più di tanto riportare qui le critiche pesantissime e vergognose che sono state fatte su internet, d'altro canto si sa bene che tipo di persone sono quelle che si permettono certe cafonate davanti allo schermo di un computer, più che altro mi va di spendere qualche complimento per la bonelli che ha realizzato un volumetto totalmente nuovo e diverso, davvero sperimentale, di uno dei personaggi storici della sua scuderia, affidando dylan a degli autori tanto bravi quanto estranei allo stile bonelliano classico.
il risultato è, a mio modestissimo avviso, uno degli esperimenti meglio riusciti a cui si poteva dar vita, sia dal punto di vista commerciale, perché sono sicura di non essere l'unica non lettrice di dylan dog ad aver comprato questo volume per la presenza di autori che apprezzo moltissimo (cosa che vale anche al contrario, dando modo ai lettori bonelliani di conoscere autori a loro magari meno familiari), sia, sopratutto, dal punto di vista artistico: nonostante non si tratti di autori che solitamente scrivono e disegnano storie di d.d., sono riusciti a interpretare benissimo il personaggio e le atmosfere da incubo tipiche della serie.

la ragazza che moriva ogni notte - uzzeo / pagliaro

la prima storia, la ragazza che moriva ogni notte, scritta da mario uzzeo e disegnata da alberto pagliaro (lo ammetto fin da subito, non li conoscevo ancora e me ne pento assai) ci catapulta in un mondo che sembrerebbe onirico, come un'immagine vista attraverso dei vetri deformanti e colorati, a cercare di risolvere il mistero di kora, una ragazza che - come suggerisce il titolo - ogni notte muore. ma non nei suoi sogni, muore realmente, per poi ritrovarsi viva la mattina seguente. chi meglio di dylan dog può risolvere un caso simile?
il finale è stato a stramegasorpresissima, quindi non vi anticipo niente.
i disegni, come dicevo, sembrano da visione allucinata, pieni di  dettagli, linee tortuose e colori vivacissimi, e riescono a smorzare i toni cupi della vicenda per sottolinearne l'aspetto più surreale.

la regina di polvere e di stracci - rossi edrighi / mazzanti

il secondo racconto è quasi un intermezzo poetico, la meno cupa delle tre storie, scritta da federico rossi edrighi (autore de la principessa spaventapasseri) e disegnata da isabella mazzanti (che in francia ha pubblicato per métamorphose la versione illustrata del classico della letteratura vampirica carmilla). la regina di polvere e di stracci è una vera e propria favola, la storia fantastica di una regina che cerca di salvare la sua corte e i suoi sudditi da soldati senza pietà.
ma quando è una ragazza dai vestiti laceri e l'aspetto di una senzatetto a dichiararsi una regina, anche all'uomo più abituato all'assurdo, come dylan dog, può capitare di non riuscire a credere alle sue parole, e di non riuscire a vedere quello che lei vuole in realtà mostrargli.
il regno di maeve, questo è il nome della ragazza, è quel tipo di realtà che esiste solo se il tuo cuore è disposto a guardare le cose nel modo giusto, una realtà colorata e piena di gioia e di vita, nascosta nel grigiore dell'indifferenza. chiunque siano davvero questi ufficiali nominati da albione per riportare l'ordine ed eseguire gli ordini, quello che vogliono è distruggere il palazzo dove si trova la corte di mauve, e non ci sarà nessuna supplica o minaccia in grado di far cambiare loro idea. la rigida, fredda, autoritaria imposizione delle regole contrapposta a un mondo fragile, delicato, forse pericoloso, ma ricco di bellezza.
questa storia, proprio come le vecchie favole, nel momento stesso in cui si finisce di leggerla, si svela per quello che realmente è: una metafora, forse amara, del mondo in cui viviamo. ma come ogni favola, lascia la speranza di un cambiamento ancora possibile.

il tuo amore, il mio odio - pellizzon

il tuo amore, il mio odio, la terza e ultima storia, è scritta e disegnata da nicolò pellizzon, un artista del quale non ero ancora riuscita a leggere nulla ma di cui vorrei recuperare tutto il recuperabile. mi piace moltissimo il suo stile, che si sposa alla perfezione con le atmosfere cupe e orrorifiche delle storie di dylan dog.
dylan dog si ritrova a indagare sui suicidi di alcune studentesse di una scuola femminile privata, causate, così almeno dicono le studentesse da qualcosa che si trova nella scuola. convinto inizialmente che si tratti solo di suggestione collettiva, dylan si lascerà convincere da adrianne ashworth, una delle studentesse, della reale esistenza di duane, il signore dei vermi, colui che convince le ragazze a suicidarsi. adrianne ha indagato già sulla storia di duane, scoprendo che era il marito della vecchia direttrice della scuola, camille harlow, e che la storia tra i due, ormai entrambi defunti, abbia lasciato sulla scuola e sulle studentesse una sorta di maleficio.
i primi tentativi di spezzare questa maledizione non sembrano però funzionare, e adrianne è sempre più affascinata e turbata dai diari colmi di dolore di camille.
anche qui, non voglio spoilerare oltre, perché la trama è abbastanza intricata da creare un'atmosfera irreale e morbosamente affascinante, che merita di essere seguita senza rovinare nessuna sorpresa.

volume consigliatissimo a tutti, anche a chi di solito non legge dylan dog. personalmente, la mancanza di spatterosità varie e altri elementi ansiogeni ha contribuito a farmelo piacere, ma in ogni caso, che amiate o meno l'horror, credo che valga la pena recuperare questo numero.