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martedì 5 febbraio 2013

sindrome

finalmente mi sono presa il tempo necessario da dedicare a sindrome, il fumetto del gruppo manticora. come ogni volta che mi trovo davanti a questa pagina per scrivere un post su qualcosa che mi è piaciuto tanto, mi viene difficile capire da dove devo cominciare.


allora facciamo che vado con ordine. sindrome è un albo che raccoglie sette storie, ognuna - per l'appunto - dedicata a una diversa sindrome. lo schema è sempre uguale: una cover, il colophon con il nome dell'autore e l'indirizzo del suo spazio web, la storia e poi una breve spiegazione della sindrome in questione.


il primo racconto che apre la raccolta è un pugno nello stomaco. francesco de stena ha uno stile molto realistico, neri pesanti, atmosfere tetre e claustrofobiche, un po' da dylan dog, assolutamente perfette per il racconto che ha deciso di presentare. eddy è un personaggio reale, il primo - ci insegna la nota a fine storie - serial killer riconosciuto della storia. era un uomo morbosamente affezionato alla madre, con la quale visse fino alla morte della donna, che - nella storia di de stena - condizionò moltissimo la sua vita, allontanandolo dalle altre donne, lasciandolo vivere in casa, a stretto contatto con lei.
vivere con una gentile signora che ti insegna fin da bambino come si ammazza un maiale, come si taglia la sua carne, e che tutte le donne sono puttane, tra una lettura della bibbia e l'altra, eddy perde completamente il lume della ragione. e dopo la morte della sua adorata mammina niente riuscirà più a frenarlo.

assolutamente sconsigliata ai deboli di stomaco, per quanto io sia assolutamente ignorante in materia (e me la faccio addosso a leggere questo genere di cose), è una storia horror - grottesca molto ben gestita, con una bella regia, bei disegni e una bellissima gestione dell'inchiostratura.
bravissimo, ma la prossima volta spero di leggere qualcosa di meno spaventoso!


completo cambio di genere con la seconda storia, un racconto - non - racconto di poche, intense e frenetiche pagine. loop è stato per me, in primo luogo, una gioia per gli occhi. niente gabbie, niente squadrature, niente vignette. anna ferrari gestisce la pagina intera senza nessun problema, anzi, la rende viva, ne fa uno spazio vero in cui davvero si percepisce lo scorrere del tempo e i movimenti del suo inarrestabile topo. bianco e nero e sfumature calde di grigio mi riportano alla mente i bei tempi andati di calcografia e nel frattempo creano un gioco di movimenti, di accelerazioni e pause (brevissime!), che fanno davvero schizzare il topino da una parte all'altra del foglio. il lettering si rimpicciolisce ed esplode, si fonde col bianco del foglio e poi torna prepotentemente visibile proprio lì accanto, pensiero troppo poco veloce per quelle zampette irrefrenabili. un guizzare di echi e di scatti, di immagini viste con la coda dell'occhio, in poche pagine loop trasmette tutta l'ansia della corsa, della fretta, dell'ossessione.
personalmente lo ritengo forse il migliore di tutto l'albo, di certo un gioiellino raffinatissimo.
complimenti!


dopo aver letto qualcosa di flavia biondi, non la si dimentica più. e queste sue tavole mi hanno dato un po' l'idea di casa (sopratutto dopo lo shock della prima storia e quello - grafico! - della seconda), ed è stata davvero una bella cosa.
responsio ha toni decisamente più divertenti e anche più acidi di barba di perle, il fumetto che l'ha fatta conoscere al pubblico italiano (qui la mia recensione, se ve la siete persi).
i due protagonisti sono due giovani pittori, il primo figlio a sua volta di un noto pittore, arrogante, cinico e pieno di sé, è riuscito a organizzare, grazie all'appoggio e all'influenza del padre, una mostra personale alla quale presenterà un quadro dell'amico (?), meno fortunato ma anche meno stronzo (pardon), che preferirebbe evitarsi favori e cortesie e vorrebbe andare avanti con le proprie forze.
romanticismo a parte, il ragazzo soffre di un disturbo psicologico che... lo blocca quando prova a far pipì fuori dal bagno di casa sua! figuriamoci in pubblico! disturbo certamente poco elegante e forse buffo, ma non è il caso di prendere in giro la gente, prima o poi le conseguenze si pagano!

non dico altro, ma è una storia davvero divertente e scanzonata, il finale mi ha soddisfatta e fatta ridere di gusto! bravissima flavia, non vedo l'ora di leggere qualche altro suo lavoro, ormai sono una fan!


ammetto che non immaginavo neanche che potesse esistere una sindrome del genere, quindi per me tutto il racconto ha avuto un tono ancora più surreale e misterioso.
la voce narrante è quella di henrì, un bambino prodigio che vive insieme ai suoi due fratelli - anche loro particolarmente abili nelle arti - e che però non riesce a essere felice per l'ammirazione e l'affetto che tutti provano nei suoi confronti: in effetti gli sembrano tutti falsi, ipocriti, quasi come delle bambole o dei burattini, creature inanimate che ripetono gesti a vuoto. scappare da tutto questo non sarà affatto semplice...

lorenza de luca ha uno stile molto elegante e raffinato e in questa storia gioca molto bene con i colori, molto ricchi, sfumati, estremamente pittorici, e il bianco e nero, piatto e grafico al massimo.
interessantissimo racconto ed interessantissima autrice, forse appena appena acerba ma molto promettente. il suo stile mi piace molto, mi auguro di leggere altre sue storie al più presto.


il premio kawaii di tutta la raccolta lo vince sicuramente questa storia, un racconto illustrato più che un vero e proprio fumetto, che cattura lo sguardo con i suoi disegni dolcissimi e con lo stile un po' sweet lolita della protagonista. oltre ai colori pastello e ai boccoli deliziosi di questa bambina, anche la storia in sé da l'idea di essere sbucata fuori da una raccolta di favole...
c'era una volta una bambina che non riusciva a fare i compiti, così cercò una medicina per il mal di testa e invece trovò uno sciroppo che la rese subito intelligentissima! ma...

c'è sempre un ma in ogni favola che si rispetti. e io non vi dico qui qual'è. francesca piscitelli è un'altra giovane artista da tenere sott'occhio, brava illustratrice e se anche un po' acerba decisamente promettente.
mi piace molto il suo stile dolce e un po' lolitoso, mi piacerebbe vederla alle prese con una storia più solare.


e il premio simpatia allora lo vince ivan lodi con il suo peter, un racconto su un ragazzo che non vuole crescere o se preferite sul tipico nerd che si ritrova a vedere nelle situazioni di ogni giorno, personaggi di videogiochi, film, serie anime o telefilm eccetera eccetera.
l'effetto è spesso esilarante e molto divertente e in definitiva questo è il racconto che spezza un po' la tensione e fa tirare un sospiro di sollievo al lettore.
alzi la mano chi non ha paragonato neanche una volta un ciccione al mac donald a jabba the hutt!


beh... mi spiace dirlo perché detesto fare critiche a gente così brava, ma questo è stato il racconto meno coinvolgente dell'intero volumetto.
valeria ha creato un'opera che ha degli aspetti molto interessanti, l'idea della trama, ad esempio, l'effetto ritagli dal giornale, però i disegni sono un po' troppo anonimi, i colori troppo infantili e la storia non è sfruttata al meglio.
insomma, poteva essere qualcosa di meglio, ecco. però, un po' come per le altre ragazze delle storie a metà del volumetto, acerbo non è necessariamente un rimprovero ma anzi suona come una promessa di crescita.
forza! ci vuole qualcosa di più adatto al suo stile e sono sicura che si riuscirà a tirare fuori un piccolo capolavoro!



sette gioiellini di una bravissima artista, illustrazioni molto barocche e surreali, dita che spuntano in più, esseri umanoidi fusi a manichini o robot, strane divinità precolombiane o forse aliene. uno stile molto visionario e inquietante, anatomie ibride tra umano e animale e un tratto elegantissimo e raffinato, un uso del colore davvero interessante ma anche un'ottima capacità di gestire il bianco e il nero piatti. se tutto il resto non vi era bastato...

in ogni caso, sindrome non è un volumetto che si può liquidare così.
lasciatemi fare qualche altra considerazione.
in primo luogo basta tenerlo in mano e sfogliarlo per rendersi conto dell'amore con cui è stato realizzato. la cura nell'edizione è totale e molti editori avrebbero da imparare. la grafica di ogni pagina è curatissima in ogni dettaglio, mima un fascicolo medico di vecchissima data, stropicciato e macchiato di caffè, rispuntato chissà da quale cassetto e pronto a svelare chissà quali misteri. promessa mantenuta, ve ne renderete conto leggendolo. e in ogni caso, è un bel modo di cominciare una lettura. il contenitore non dovrebbe mai essere sottovalutato, neanche quando il contenuto vale da solo tutto l'acquisto.
e poi sopratutto agli otto artisti di queste storie vanno i miei più grandi complimenti e - lasciatemelo dire! - la mia invidia. sono ragazzi giovani con potenzialità, espresse del tutto o solo in parte, gigantesche, con un enorme talento sia come disegnatori che come narratori. sono otto artisti (e ci tengo a questa parola) che hanno creato un bell'albo che contiene storie in cui è stato messo tutto l'amore per la cosiddetta nona arte, per il fumetto, per la narrazione e il disegno, storie in cui sopratutto hanno riversato dentro ciascuno il suo personalissimo stile, senza influenzarsi mai nonostante abbiano lavorato insieme.
gli auguri di una brillante carriera sono quasi superflui, basta quello che sanno fare, per il resto mi aspetto altri lavori come questo.
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