Visualizzazione post con etichetta francesco de stena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta francesco de stena. Mostra tutti i post

giovedì 21 novembre 2013

instrumenta, spine, tenebre

nel pacchetto di lucca c'erano anche i tre nuovi albi del gruppo manticora.
se ben vi ricordate, vi avevo parlato di loro quando era uscito il loro primo lavoro, sindrome. all'epoca ero rimasta molto colpita da questo gruppo di ragazzi che disegnava le loro storie e aveva deciso di farle conoscere a tutti attraverso l'autoproduzione. avevo scelto immediatamente di sostenerli acquistando il primo albo e sono stata premiata con una bellissima lettura.
adesso, a qualche mese di distanza, posso dire che il gruppo manticora è cresciuto tantissimo dalla sua prima produzione, tirando fuori tre albi bellissimi, che ancora più di sindrome hanno permesso a ciascuno di esprimere al meglio le proprie capacità.
che posso dire? bravissimi, davvero, e sopratutto, grazie mille per tutto! ♥

instrumenta di lorenza de luca e lazarus.
creare strumenti è la peculiarità della specie umana. non a caso solitamente si classificano le popolazioni e il loro livello culturale ed evolutivo proprio sulla base degli strumenti che essi sono in grado di inventare, costruire ed utilizzare.
nel campo della letteratura/filmografia distopica già spesso si sono immaginati degli strumenti simili a quelli che le due autrici ci presentano in queste pagine, e quello che mi è più piaciuto di instrumenta è la capacità di inserirsi perfettamente in questo filone senza però sapere di già visto.

la prima storia, al-kaali, è disegnata e scritta da lazarus (che in sindrome aveva curato la copertina e le illustrazioni di apertura di ciascuna storia). in un immaginario futuro post-apocalittico, gli esseri umani superstiti, chiamati eukema, vivono in una città completamente isolata dall'ambiente esterno, ormai tossico, e hanno sviluppato una ricchissima conoscenza scientifica e sono riusciti a creare gli al-kaali, delle creature umanoidi dal cranio allungato, che rilasciano sostanza H (ovvero idrogeno) indispensabile per la sopravvivenza degli esseri umani. però la tecnologia per quanto evoluta non è riuscita a trovare un modo per lasciare gli al-kaali in vita dopo il processo di estrazione.
la vita di un al-kaali dunque è quella di un condannato a morte. il protagonista della storia, kal, è uno di loro. ogni notte, come gli altri della sua specie, sogna di morire annegato, perché questa è la sorte che aspetta ogni al-kaali. questa è la sua ultima notte, il giorno successivo verrà estratta la sostanza dal suo corpo. kal è triste e rassegnato, mentre gli esseri umani discutono la possibilità di un nuovo esperimento: l'estrazione doppia, ovvero con due al-kaali in contemporanea.
il giorno dopo kal incontra nel laboratorio dove sta per morire imrah, un'al-kaali che al contrario di lui lotta per la sua sopravvivenza. l'esperimento riuscirà? gli eukema saranno in grado di controllare il rilascio di una tale quantità di sostanza H? o vincerà la voglia di vivere di kal e imrah?

al-kaali è una storia che in poche pagine racchiude un intero mondo. la critica alla scelleratezza umana e il desiderio di vita sono lì, semplicemente, senza nessun moralismo o lezioncina di sorta. gli sguardi di kal e di imrah e l'atteggiamento beffardo degli scienziati eukema più giovani sono parlano da soli.
una storia veramente bella e toccante e piena di significati, sono davvero felice che lazarus abbia scritto un racconto interamente suo, sopratutto perché era l'unica che in sindrome non aveva disegnato una storia tutta sua, quindi nel suo caso è stata una scoperta assolutamente nuova.

la seconda storia, eikenai, è disegnata da lorenza cherry de luca, e anche qui troviamo degli strumenti, anche se cambiamo completamente ambientazione. in una russia di un indefinito passato, esistono degli esseri, chiamati eikon, che somigliano in tutto e per tutto a degli esseri umani, ma sono creature artificiali, delle bambole, se così si può dire, create per il puro gusto estetico o per dare compagnia alle persone che decidono di farsene fare una.
il giovane protagonista della storia è yuri, una sorta di arrampicatore sociale, che ha deciso di chiedere in sposa la figlia di una nobile signora, per assicurarsi un avvenire di benessere e tranquillità.
eppure durante le nozze qualcosa va storto, e chi voleva strumentalizzare qualcuno, finisce per essere usato a sua volta.

eikenai è una storia semplice eppure coinvolgente, che questa volta focalizza l'attenzione sulla svalutazione dei sentimenti umani: yuri, nonostante la sua giovane età, è in cerca di un matrimonio di interesse e non della felicità che solo un vero rapporto potrebbe dare, e l'anziana signora cerca, tramite la sua bellissima eikon, di gabbare quanti più giovanotti possibile.
il tratto di lorenza, che mi era già piaciuto moltissimo nella sua precedente storia henrì, qui sembra ancora più elegante e fluido. molto bella anche l'ambientazione, non troppo usuale.

interessanti (e utili al fine di una migliore comprensione delle storie) le note sia sui nomi scelti per i personaggi di al-kaali, sia sull'iconolatria in russia.

spine di ivan lodi, anna ferrari e francesca piscitelli.

questo volumetto mi ha un po' spiazzata. inizia allegro e irriverente, con un simpatico e cicciotto istrice che se ne va a passeggio per il bosco mentre incontra una pulce logorroica che gli si attacca al sedere e non vuole saperne di mollarlo. questo è solo il primo incontro, perché dopo poco si trova muso a muso con un lupo un po'... confuso (oddio, sono scoppiata a ridere come una pazza quando lo chiama mamma cerva!), al quale spiega di non essere esattamente un bocconcino prelibato, due gazze particolarmente ciarliere e appiccocose, un intero gruppo di animali "extracomunitari" che non si fanno scrupolo di insultarlo in più lingue, un cinghiale impazzito che lo usa come arma (!), una lumaca con evidenti problemi comunicativi e un camaleonte in preda a una crisi isterica.

ammetto che fino a qui la storia mi ha fatto veramente divertire, questo povero istrice ne passa di tutti i colori e prende botte a destra e a manca.
poi la pulce inizia a raccontare. perché il lupo sembra così confuso? perché le gazze hanno così tanta voglia di compagnia? perché quegli animali erano così scontrosi? perché il cinghiale tanto infuriato? e il camaleonte? che ci faceva lì il camaleonte? e qui mi sono sentita quasi in colpa per le risate di prima.
l'istrice alla fine l'ha presa un po' meglio di me, ma devo ammettere che, nonostante sia veramente divertente, questo spine fa riflettere. anche su cose già dette, già sentite, già scritte e già lette.
attraverso gli occhi degli animali che abitano un boschetto qualsiasi, vediamo la bestia più crudele e pericolosa di tutte. le spine sono quelle che pungono la coscienza.
questo albetto io lo consiglierei a tutti, sopratutto alle scuole, per insegnare senza retorica che cos'è che l'uomo fa agli animali.

funziona benissimo l'alternanza dei disegni (e dei testi!) di ivan lodi e quelli di anna ferrari, due stili diversissimi adatti ciascuno alla parte di storia che decidono di raccontare, ed è bellissima e curatissima la colorazione di francesca piscitelli, che si è occupada dei colori di tutto l'albo.

tenebre di francesco de stena e flavia biondi.
la ricerca della paura, la catarsi del terrore, alzi la mano chi non ha voluto sperimentare queste sensazioni almeno una volta nella vita. siamo circondati da libri, film, fumetti dell'orrore, creature fantastiche e terrificanti, ci trastulliamo con i più truculenti racconti di cronaca nera, vogliamo il brivido, l'ansia, per poi consolarci della nostra pacata quotidianità.
tenebre si ispira proprio a questo nostro amore per il lato oscuro (perdonatemi, non potevo non scriverlo!) e lo fa con due storie diversissime tra di loro.

la prima storia, patto col diavolo, è quella di francesco frankie de stena, che dopo la storia contenuta in sindrome, si conferma un vero maestro delle atmosfere cupe e orrorifiche. ispirandosi al racconto di jack o' lantern, frankie ci conduce in una cittadina ottocentesca buia e spaventosa, dentro la quale ogni ombra può nascondere qualcosa di mostruoso. e tra queste stradine che walter incontra dopo tanti anni il suo vecchio amico jack, che tanto tempo prima aveva truffato il diavolo in persona. adesso, dopo anni di sofferenze, jack è venuto a far pagare il suo debito a walter, che all'epoca era stato risparmiato per merito suo.

lo stile di disegno è quello che avevamo già visto in sindrome: realistico, crudo, grottesco, quasi barocco nei dettagli mostruosi delle creature che disegna. nonostante io non sia un'estimatrice del genere, non si può riconoscere la bravura di frankie. è proprio nei dettagli che l'orrore si manifesta nella sua essenza più spaventosa. però devo dire che rispetto alla precedente, questa storia mi è piaciuta di più, è decisamente meno splatter della prima che avevo letto.

la seconda storia, karma, è di flavia biondi (leggetevi anche la recensione di barba di perle qui!), autrice che, lo sapete bene, io adoro ormai da quando ho visto i suoi disegni la prima volta!
la protagonista di questa storia è stella, una scrittrice con la passione per i fatti di cronaca nera, che raccoglie e conserva in ordine i ritagli di giornale che parlano di omicidi.
da mesi, stella si sente vuota, quasi come se non fosse viva. collezionare articoli e poi scriverne su internet è una delle due cose che riesce a riempire le sue giornate. le notti invece le passa con ragazzi conosciuto in qualche locale, qualche ora insieme, un po' di sesso e poi via di nuovo, ogni volta la stessa storia.
ma se questa volta le cose andassero diversamente? se uno di quei pazzi psicopatici di cui si legge sui giornali fosse uno di quelli con cui ha trascorso la serata?
bisogna stare attenti quando si scherza con la morte...

questa storia mi è piaciuta tanto, anche se avrei voluto vedere di più. sapere qualche cosa in più su stella, sulla sua strana collezione, su tutto. è un bel personaggio, peccato abbia avuto così poche pagine a sua disposizione.
e poi, questa strana mania per l'interessamento morboso ai fatti di cronaca, è una cosa abbastanza comune, che negli ultimi tempi i giornali e la tv cercano in ogni modo di fomentare. dettagli, ricostruzioni, interviste, immagini del luogo del delitto, addirittura le famose gite organizzate dove qualcuno è stato brutalmente ucciso, sono qualcosa che mi ha sempre sconvolto. come si fa a lucrare così tanto sulle sventure, terribili, di gente ammazzata in modi così truci? come si fa a speculare sul dolore, sulla sofferenza, sull'orrore? fino a che punto può arrivare il cinismo prima di diventare una sorta di malattia mentale?
mi sarebbe piaciuto che flavia analizzasse di più questo assurdo fenomeno nella sua storia! e a dire il vero, è che ho voglia di leggere al più presto altre storie scritte da lei.
i disegni sono sempre bellissimi e particolarissimi e mi piacciono da impazzire ogni volta!

martedì 5 febbraio 2013

sindrome

finalmente mi sono presa il tempo necessario da dedicare a sindrome, il fumetto del gruppo manticora. come ogni volta che mi trovo davanti a questa pagina per scrivere un post su qualcosa che mi è piaciuto tanto, mi viene difficile capire da dove devo cominciare.


allora facciamo che vado con ordine. sindrome è un albo che raccoglie sette storie, ognuna - per l'appunto - dedicata a una diversa sindrome. lo schema è sempre uguale: una cover, il colophon con il nome dell'autore e l'indirizzo del suo spazio web, la storia e poi una breve spiegazione della sindrome in questione.


il primo racconto che apre la raccolta è un pugno nello stomaco. francesco de stena ha uno stile molto realistico, neri pesanti, atmosfere tetre e claustrofobiche, un po' da dylan dog, assolutamente perfette per il racconto che ha deciso di presentare. eddy è un personaggio reale, il primo - ci insegna la nota a fine storie - serial killer riconosciuto della storia. era un uomo morbosamente affezionato alla madre, con la quale visse fino alla morte della donna, che - nella storia di de stena - condizionò moltissimo la sua vita, allontanandolo dalle altre donne, lasciandolo vivere in casa, a stretto contatto con lei.
vivere con una gentile signora che ti insegna fin da bambino come si ammazza un maiale, come si taglia la sua carne, e che tutte le donne sono puttane, tra una lettura della bibbia e l'altra, eddy perde completamente il lume della ragione. e dopo la morte della sua adorata mammina niente riuscirà più a frenarlo.

assolutamente sconsigliata ai deboli di stomaco, per quanto io sia assolutamente ignorante in materia (e me la faccio addosso a leggere questo genere di cose), è una storia horror - grottesca molto ben gestita, con una bella regia, bei disegni e una bellissima gestione dell'inchiostratura.
bravissimo, ma la prossima volta spero di leggere qualcosa di meno spaventoso!


completo cambio di genere con la seconda storia, un racconto - non - racconto di poche, intense e frenetiche pagine. loop è stato per me, in primo luogo, una gioia per gli occhi. niente gabbie, niente squadrature, niente vignette. anna ferrari gestisce la pagina intera senza nessun problema, anzi, la rende viva, ne fa uno spazio vero in cui davvero si percepisce lo scorrere del tempo e i movimenti del suo inarrestabile topo. bianco e nero e sfumature calde di grigio mi riportano alla mente i bei tempi andati di calcografia e nel frattempo creano un gioco di movimenti, di accelerazioni e pause (brevissime!), che fanno davvero schizzare il topino da una parte all'altra del foglio. il lettering si rimpicciolisce ed esplode, si fonde col bianco del foglio e poi torna prepotentemente visibile proprio lì accanto, pensiero troppo poco veloce per quelle zampette irrefrenabili. un guizzare di echi e di scatti, di immagini viste con la coda dell'occhio, in poche pagine loop trasmette tutta l'ansia della corsa, della fretta, dell'ossessione.
personalmente lo ritengo forse il migliore di tutto l'albo, di certo un gioiellino raffinatissimo.
complimenti!


dopo aver letto qualcosa di flavia biondi, non la si dimentica più. e queste sue tavole mi hanno dato un po' l'idea di casa (sopratutto dopo lo shock della prima storia e quello - grafico! - della seconda), ed è stata davvero una bella cosa.
responsio ha toni decisamente più divertenti e anche più acidi di barba di perle, il fumetto che l'ha fatta conoscere al pubblico italiano (qui la mia recensione, se ve la siete persi).
i due protagonisti sono due giovani pittori, il primo figlio a sua volta di un noto pittore, arrogante, cinico e pieno di sé, è riuscito a organizzare, grazie all'appoggio e all'influenza del padre, una mostra personale alla quale presenterà un quadro dell'amico (?), meno fortunato ma anche meno stronzo (pardon), che preferirebbe evitarsi favori e cortesie e vorrebbe andare avanti con le proprie forze.
romanticismo a parte, il ragazzo soffre di un disturbo psicologico che... lo blocca quando prova a far pipì fuori dal bagno di casa sua! figuriamoci in pubblico! disturbo certamente poco elegante e forse buffo, ma non è il caso di prendere in giro la gente, prima o poi le conseguenze si pagano!

non dico altro, ma è una storia davvero divertente e scanzonata, il finale mi ha soddisfatta e fatta ridere di gusto! bravissima flavia, non vedo l'ora di leggere qualche altro suo lavoro, ormai sono una fan!


ammetto che non immaginavo neanche che potesse esistere una sindrome del genere, quindi per me tutto il racconto ha avuto un tono ancora più surreale e misterioso.
la voce narrante è quella di henrì, un bambino prodigio che vive insieme ai suoi due fratelli - anche loro particolarmente abili nelle arti - e che però non riesce a essere felice per l'ammirazione e l'affetto che tutti provano nei suoi confronti: in effetti gli sembrano tutti falsi, ipocriti, quasi come delle bambole o dei burattini, creature inanimate che ripetono gesti a vuoto. scappare da tutto questo non sarà affatto semplice...

lorenza de luca ha uno stile molto elegante e raffinato e in questa storia gioca molto bene con i colori, molto ricchi, sfumati, estremamente pittorici, e il bianco e nero, piatto e grafico al massimo.
interessantissimo racconto ed interessantissima autrice, forse appena appena acerba ma molto promettente. il suo stile mi piace molto, mi auguro di leggere altre sue storie al più presto.


il premio kawaii di tutta la raccolta lo vince sicuramente questa storia, un racconto illustrato più che un vero e proprio fumetto, che cattura lo sguardo con i suoi disegni dolcissimi e con lo stile un po' sweet lolita della protagonista. oltre ai colori pastello e ai boccoli deliziosi di questa bambina, anche la storia in sé da l'idea di essere sbucata fuori da una raccolta di favole...
c'era una volta una bambina che non riusciva a fare i compiti, così cercò una medicina per il mal di testa e invece trovò uno sciroppo che la rese subito intelligentissima! ma...

c'è sempre un ma in ogni favola che si rispetti. e io non vi dico qui qual'è. francesca piscitelli è un'altra giovane artista da tenere sott'occhio, brava illustratrice e se anche un po' acerba decisamente promettente.
mi piace molto il suo stile dolce e un po' lolitoso, mi piacerebbe vederla alle prese con una storia più solare.


e il premio simpatia allora lo vince ivan lodi con il suo peter, un racconto su un ragazzo che non vuole crescere o se preferite sul tipico nerd che si ritrova a vedere nelle situazioni di ogni giorno, personaggi di videogiochi, film, serie anime o telefilm eccetera eccetera.
l'effetto è spesso esilarante e molto divertente e in definitiva questo è il racconto che spezza un po' la tensione e fa tirare un sospiro di sollievo al lettore.
alzi la mano chi non ha paragonato neanche una volta un ciccione al mac donald a jabba the hutt!


beh... mi spiace dirlo perché detesto fare critiche a gente così brava, ma questo è stato il racconto meno coinvolgente dell'intero volumetto.
valeria ha creato un'opera che ha degli aspetti molto interessanti, l'idea della trama, ad esempio, l'effetto ritagli dal giornale, però i disegni sono un po' troppo anonimi, i colori troppo infantili e la storia non è sfruttata al meglio.
insomma, poteva essere qualcosa di meglio, ecco. però, un po' come per le altre ragazze delle storie a metà del volumetto, acerbo non è necessariamente un rimprovero ma anzi suona come una promessa di crescita.
forza! ci vuole qualcosa di più adatto al suo stile e sono sicura che si riuscirà a tirare fuori un piccolo capolavoro!



sette gioiellini di una bravissima artista, illustrazioni molto barocche e surreali, dita che spuntano in più, esseri umanoidi fusi a manichini o robot, strane divinità precolombiane o forse aliene. uno stile molto visionario e inquietante, anatomie ibride tra umano e animale e un tratto elegantissimo e raffinato, un uso del colore davvero interessante ma anche un'ottima capacità di gestire il bianco e il nero piatti. se tutto il resto non vi era bastato...

in ogni caso, sindrome non è un volumetto che si può liquidare così.
lasciatemi fare qualche altra considerazione.
in primo luogo basta tenerlo in mano e sfogliarlo per rendersi conto dell'amore con cui è stato realizzato. la cura nell'edizione è totale e molti editori avrebbero da imparare. la grafica di ogni pagina è curatissima in ogni dettaglio, mima un fascicolo medico di vecchissima data, stropicciato e macchiato di caffè, rispuntato chissà da quale cassetto e pronto a svelare chissà quali misteri. promessa mantenuta, ve ne renderete conto leggendolo. e in ogni caso, è un bel modo di cominciare una lettura. il contenitore non dovrebbe mai essere sottovalutato, neanche quando il contenuto vale da solo tutto l'acquisto.
e poi sopratutto agli otto artisti di queste storie vanno i miei più grandi complimenti e - lasciatemelo dire! - la mia invidia. sono ragazzi giovani con potenzialità, espresse del tutto o solo in parte, gigantesche, con un enorme talento sia come disegnatori che come narratori. sono otto artisti (e ci tengo a questa parola) che hanno creato un bell'albo che contiene storie in cui è stato messo tutto l'amore per la cosiddetta nona arte, per il fumetto, per la narrazione e il disegno, storie in cui sopratutto hanno riversato dentro ciascuno il suo personalissimo stile, senza influenzarsi mai nonostante abbiano lavorato insieme.
gli auguri di una brillante carriera sono quasi superflui, basta quello che sanno fare, per il resto mi aspetto altri lavori come questo.
compratelo, leggetelo, spammatelo ovunque! lo trovate anche su anobii.