mercoledì 26 maggio 2021

partigiani contro

 [...] i partiti antifascisti, insomma, cercarono la propria legittimazione presso le masse attraverso il mantenimento di una continuità istituzionale piuttosto che mediante il conflitto con le vecchie istituzioni, da qui l'esigenza di nazionalizzare la resistenza, ovvero di fare di questa vicenda l'anello mancante tra la storia dell'italia postunitaria liberale e quella repubblicana del dopoguerra. incredibilmente si è cercato, riuscendoci, di trasformare un'esperienza a-statale (cioè resa possibile proprio dallo sbandamento delle struttura statali e dalla sua opposizione violenta a chi, legittimamente o illegittimamente poco importa, ne aveva ripreso le redini) in una sorta di continuum tra passato e futuro dello stato italiano.

siamo abituati a una certa retorica sulla resistenza, quel tipo di retorica che vede da una parte lo schierarsi dei vari presidenti e primi ministri e divise varie con i loro bravi tricolori e sorrisi commossi da un lato, dall'altro quelli che propongono di modificare le celebrazioni del 25 aprile per far sì che sia una data meno "divisiva", al centro i soliti giornalisti e parolai che sperticano lodi in favore dei primi e rimproveri verso i secondi (o al contrario, nel peggiore dei casi) e poi tutta quella sfilza di frasi fatte sul come i partigiani siano stati i veri artefici della nostra repubblica, della costituzione, insomma del mondo di oggi, per come noi siamo abituati a conoscerlo. e che bel mondo che è, che bel paese, così pieno di giustizia sociale e democrazia e diritti e libertà che quasi ci vengono le gambe molli a pensarci troppo.
inno nazionale.
applausi.
fine.

se tutto questo, oltre a essere ormai un'abitudine consolidata, continua a crearvi una sorta di imbarazzante prurito nell'area del cervello che lampeggia quando vi trovate davanti a qualcosa che non vi convince troppo, leggere l'ultimo lavoro di cannibali e re, partigiani contro, potrebbe essere un buon modo per schiarirvi le idee (a me, che sono una pippa cosmica in storia purtroppo, è servito parecchio in tal caso) o per approfondire l'argomento (se non siete pippe come la sottoscritta). se tali dubbi non vi sono mai venuti, se nessun prurito o imbarazzo ha solleticato in tal senso il vostro cervello, allora forse una lettura potrebbe essere ancora più utile.

se già conoscete cannibali e re e le loro pubblicazioni, sapete già più o meno che tipo di libro trovarvi davanti (altrimenti qui per recuperare tutto), perché da un lato partigiani contro è qualcosa di nuovo, diverso tanto da cronache ribelli che - ovviamente - da l'organizzazione, perché la prima parte del libro è un vero e proprio saggio sulla resistenza e soprattutto sulla storiografia dedicata alla resistenza, la seconda parte invece riprende il tipo di narrativa a cui i loro canali social prima e i libri poi ci hanno abituati, cioè storie di uomini e donne che, nonostante abbiano contribuito a fare la storia, nei libri non ci sono quasi mai finiti per lasciare il posto al nome di qualche generale o re o ministro o papa.


la prima parte del libro è, dicevo, tutta dedicata alla storia e alla storiografia della resistenza, non soltanto a cosa questo evento, breve ma fondamentale, sia stato ma come è stato raccontato e spesso distorto e utilizzato per portare avanti un discorso o un altro.
quello che siamo meno abituati a sentire, data ormai per assodata la sovrapposizione partigiani/antifascisti/patrioti, è che la resistenza è stata innanzitutto guerra civile e che altro non poteva conseguirne se non, fin da subito, decidere chi aveva tradito, chi erano i buoni e chi i cattivi, chi erano quelli con cui stare e quelli da allontanare.
bisognava insomma decidere come raccontare questa storia.

se a fine guerra il fascismo viene condannato, i fascisti invece se la passano decisamente meglio, con buona pace di quella repubblica e quella costituzione figlie della lotta partigiana, della resistenza e della liberazione, e se poi quella stessa repubblica finisce per rifarsi a quelle istituzioni, a quel tipo di governo e addirittura alle stesse persone che gli antifascisti, come partigiani, avevano combattuto, allora tocca per forzare la narrazione, inserire la resistenza all'interno della storia in modo che si ponga in pacifica continuità con il prima e il dopo, isolando il fascismo e riducendolo a una sorta di passo falso, di incidente di percorso, e appiattendo un fenomeno complesso ed eterogeneo fino a ridurlo qualcosa di più semplice e comprensibile, buono più per le celebrazioni di facciata che per una sana e consapevole riflessione sulla nostra storia recente e sul nostro presente.
un fenomeno che viene invece qui raccontato con tutte le sue complessità e contraddizioni.
questa non è l'italia dei partigiani, questa è l'italia che i partigiani avrebbero provato a cambiare ancora una volta senza chiedere il permesso a nessuno.

nella seconda parte ci sono le storie di alcuni di questi partigiani, italiani e non, ognuno con la propria irripetibile unicità, con i propri ideali e con le proprie motivazioni a portarli "in montagna", che ricordano - anche per la scelta grafica di queste pagine - i due almanacchi di cronache ribelli.
uomini e donne comuni, antifascisti della prima ora o che scelsero di unirsi più tardi alla resistenza, combattenti o staffette, alcuni che rifiutarono carriere di successo altrove, come il tenore nicola stame per andare a combattere, altri, come rudolf jacobs, che si erano uniti alla resistenza dopo aver combattuto dall'altra parte del fronte, ingegneri, infermieri, medici, operai o agricoltori, di qualsiasi estrazione sociale, comunisti, socialisti, anarchici, alcuni tanto giovani da essere poco più che bambini. storie semplici da raccontare, che corrono dritte come un filo verso una fine tragica ma coerente e coraggiosa, altre contorte e misteriose, costellate di eventi ancora da chiarire.
i ritratti di queste pagine sono esempi di come i partigiani fossero in realtà un universo molto più variegato e complesso di quanto sia più semplice raccontare.

chiedendo perdono per la mia scarsa capacità di parlare di qualcosa che non sia narrativa - in prosa o a fumetti - vi lascio tutti i contatti utili per acquistare il libro che sì, merita tantissimo e no, non si trova in libreria, ma potete approfittare delle presentazioni che ci saranno quest'estate in giro per l'italia (trovate le date - in aggiornamento - qui) oppure sullo shop online o tramite la pagina facebook o instagram.

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