lunedì 28 maggio 2018

cronache ribelli: l'antologia di cannibali e re ~ presentazione campagna di crowdfunding e intervista

che i social siano spesso e volentieri forieri del peggior livello di degrado della società di oggi è una delle opinioni più usate e abusate degli ultimi anni, ma se girellate bene - o semplicemente se avete fortuna - riuscite a imbattervi in qualcosa di bello, utile, intelligente e prezioso.
è quello che è successo a me qualche tempo fa con - tra le altre - la pagina di cannibali e re - un progetto, per citare gli autori, di rinnovamento della narrazione storica.
una pagina che si insinua tra quelle di gattini teneri, make up artist o aspiranti tali e cagnolini tonti con la forza delle storie che racconta, quelle degli ultimi, dei dimenticati, delle persone piccole che hanno contribuito a fare grande la nostra storia.
gli articoli sono brevi, concisi ed essenziali, densi e pregnanti, spesso emozionanti e coinvolgenti, capaci di restituire il lato più umano a quelle vicende che vengono spesso e volentieri limitate a qualche data e luogo in un manuale di scuola - quando va bene - e sempre importanti per la loro volontà di sottrarre all'oblio le storie di uomini e donne che ci hanno resi quello che siamo, nel bene o nel male.


da qualche tempo, come speravo già da un po' che accadesse, hanno deciso di raccogliere i loro articoli in una antologia cartacea - cronache ribelli - che è possibile finanziare su indiegogo, e tra i mille impegni che questa campagna comporta, sopratutto con le presentazioni del libro in giro per l'italia, sono riusciti a ritagliare un po' di tempo per noi

buona lettura!

salve ragazzi, grazie mille per aver accettato questo invito e benvenuti su claccalegge!
chi c'è dietro la pagina di cannibali e re? e come nasce il vostro progetto?
Grazie mille Clacca per averci proposto questa intervista! Cannibali e Re nasce nella primavera del 2016 dall'incontro di un gruppo di ragazzi con una formazione storica o storico-politologica. Ci muoveva - e ci muove ancora - un interesse verso la storia e soprattutto verso un certo modo di fare e narrare la storia. Ad oggi siamo in tre a gestire la pagina, ma ci rivolgiamo sempre a chi ci legge con una voce unica. Vogliamo che il progetto sia infatti estraneo ad ogni possibile personalizzazione: ecco perché - al netto di rarissime eccezioni - non abbiamo mai firmato post o commenti.
i vostri articoli danno voce a personaggi storici ed eventi spesso considerati di secondo piano sui libri di storia, che a volte vengono appena accennati se non del tutto ignorati.
oltretutto, siamo ormai abituati a intendere l'informazione e la conoscenza come qualcosa di estremamente vasta, facile da ottenere, ma superficiale e veloce, quando addirittura non esatta o volutamente falsa.
qual è il ruolo di un progetto come il vostro in questo panorama?
Il nostro ruolo è - in sintesi - restituire una voce ed una dignità a chi la storia l’ha sempre subita. Per una ragione molto semplice: è la nostra storia. Perché se la maggior parte di noi fosse nata in uno dei periodi storici da noi affrontati non sarebbe stato un capo di stato, un generale o un grande politico ma, al contrario, un fornaio, un operaio, un minatore. Vogliamo parlare della storia della gente, della storia dei molti e non dei pochi. Allo stesso tempo, vogliamo fare in modo che tutti possano essere in grado di appassionarsi alle nostre storie. Sia per il motivo appena specificato, sia per l’utilizzo di un linguaggio semplice ed allo stesso tempo emozionante, distante dalla forma spesso arida utilizzato in ambito editoriale ed accademico. Abbiamo spesso ricevuto messaggi di persone che non si erano mai interessate alla storia - ritenendola noiosa e superflua - che invece seguono la pagina con passione ed entusiasmo. E’ per noi una grande soddisfazione.
parliamo del vostro libro, cronache ribelli: io - e come me tantissimi altri - ci abbiamo sperato a lungo, ma cosa vi ha fatto decidere che era arrivato il momento di mettere nero su bianco quello che finora è stato affidato al web?
Ci abbiamo sempre pensato, a dire il vero, ma i numerosissimi messaggi di sostegno, l’apprezzamento per il nostro lavoro e gli inviti “espliciti” a passare dal social alla carta stampata hanno giocato un ruolo fondamentale. Oltretutto volevamo continuare un percorso che - sì - era nato sulla pagina ma che era necessario far “migrare” altrove al fine di coinvolgere più persone possibili col nostro approccio alla storia ed alla storiografia. Non è stato semplice, ovviamente. Non ci saremmo mai accontentati di pubblicare una raccolta dei nostri migliori post e pubblicare così un libro. Volevamo pubblicare qualcosa che riprendesse i contenuti della pagina ma che spingesse il nostro lavoro ancora oltre dal punto di vista dei contenuti, della grafica e della forma. Ecco come è nato Cronache Ribelli.
gli articoli che saranno presenti nel libro sono quelli che abbiamo letto già online o sono stati riarrangiati per la pubblicazione? e con che criterio sono stati scelti quelli che avete deciso di inserire in questa (speriamo prima di una lunga serie) antologia?
L’Almanacco si compone di circa 100 inediti e circa 150 post pubblicati sulla pagina ma riarrangiati per la pubblicazione. Il criterio si può trovare implicito nel nome dell’Almanacco: Cronache Ribelli. La ribellione intesa come lotta contro ogni tipo di oppressione su base politica, razziale, sessuale. 250 storie dedicate a chi ha lottato per sé e per chi gli stava accanto. Storie di persone che hanno reso il mondo un posto migliore, che non hanno subito in silenzio, che non hanno accettato passivamente la realtà che li circondava.

cosa vi ha fatto decidere di affidare le sorti di questa edizione al crowdfunding e all'autopubblicazione e non a una più "classica" pubblicazione editoriale?
Si tratta sempre di conservare la coerenza dei nostri obiettivi nel momento in cui ci si espone al di fuori del social. Se portiamo avanti una certa visione della storia lo facciamo in antitesi con un mondo editoriale che ha spesso e volentieri svilito la materia e l’ha confinata all’interesse degli addetti ai lavori ed a pochi altri. Un atteggiamento comune a molti dei grandi editori italiani, purtroppo. Nel voler dare il via ad una nostra componente “editoriale”, dunque, non potevamo non affidarci a chi ci ha sempre seguito. Il crowdfunding è la scelta più naturale per chi, come noi, vuole muoversi dal basso, in maniera partecipata e con un piccolo contributo da parte di tutti. 
oltre alle storie, il libro contiene 12 illustrazioni: chi sono gli artisti coinvolti?
le illustrazioni sono state tutte realizzate da Aurora Stano, bravissima illustratrice perugina formatasi all’Accademia delle Belle Arti di Perugia che ha dato vita a 12 storie in maniera coinvolgente ed allo stesso tempo originale. Abbiamo tentato di distribuire bene le illustrazioni per coprire diversi periodi storici, tematiche ed aree geografiche. Non nascondiamo che, alla luce del risultato, pensiamo di aver fatto la scelta giusta e ringraziamo ancora Aurora per l’eccellente lavoro svolto!
facebook non è esattamente noto per essere uno degli ambienti culturalmente più elevati del web, nonostante alcune meritevoli iniziative come le vostre: quanto è difficile gestire una pagina come cannibali e re su un social così poco settorializzato?
Il punto è riuscire a creare una comunità centrata su alcuni valori fondamentali e che riesca a promuovere il dialogo. Per noi non è stato certo facile. Abbiamo sempre preso posizioni nette e questo ha portato a molti attacchi frontali se non ad insulti ed illazioni varie. Non le abbiamo mai tollerate, e dopo un periodo di stabilizzazione abbiamo riscontrato sempre più di rado problemi simili. Il risultato si vede quando, in occasione di post polemici spesso fini a se stessi, sono gli stessi utenti che intervengono e la situazione sfocia di rado in “risse” telematiche. Pensiamo sia il frutto della costanza che abbiamo avuto nel seguire i commenti e le discussioni sotto ogni singolo post.
nei vostri articoli è facile intuire un'ideologia politica e etica, che è molto precisa e non lascia spazio indulgenze e a errori di interpretazione, cosa che può essere apprezzata ma che, sopratutto negli ultimi tempi e sopratutto su canali di comunicazione come facebook, non è sempre ben vista. come vedete questa sorta di "allergia" nei confronti già a partire dal termine stesso "ideologia"?
Lo ripetiamo spesso e non ci stancheremo mai di farlo. La neutralità è quasi inesistente in questo mondo. Nella Storia, possiamo anche rimuovere il quasi. Nella stessa scelta di cosa raccontare e di cosa tralasciare ci si schiera con decisione. Noi, in questo particolare momento storico, sentiamo di doverci schierare. Siamo dalla parte degli ultimi, degli oppressi, di chi ha sempre subito per i più svariati motivi. E’ questa la nostra ideologia. E’ la voglia di far capire, a chi ci legge, e che la risposta a molti problemi del nostro mondo sta nella solidarietà verso è chi nella nostra stessa condizione, anche se in un altro luogo del mondo; che le divisioni non devono e non possono essere fatte su basi di nazionalità e cittadinanza, e che tali divisioni sono invece state sfruttate sempre dai pochi contro i molti. La nostra ideologia non è altro che una lettura dei nostri tempi tramite la storia. 
tornando al libro: avete in programma eventi, presentazioni, letture, incontri? possiamo sperare di incontrarvi in giro per il paese o di potervi seguire in streaming?
dopo l’evento di apertura del 22 aprile a Perugia stiamo portando avanti una serie di presentazioni in Umbria e, a partire dai prossimi giorni, ci sposteremo in diverse regioni italiane. Quindi sì, saremo più che contenti di incontrarvi di persona da Trento a Gela! Ovviamente vi terremo informati sulle pagine. Ma abbiamo già previsto diversi eventi in Lombardia, a Firenze, Bologna e Roma, nelle Marche ed a breve definiremo una serie di eventi al Sud tra Campania, Basilicata, Puglia e Calabria (e Sicilia nei prossimi mesi).
in bocca al lupo per il vostro progetto (ricordo che i lettori possono partecipare al crowdfundig qui) e grazie mille per la vostra compagnia!
Grazie mille di cuore a te per averci ospitato, e come sempre lunga vita al lupo!

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