lunedì 17 settembre 2018

commenti randomici a letture randomiche (59)

rieccomi finalmente, sopravvissuta alla fine della sessione estiva che non è finita esattamente come speravo ma meno peggio di quello che temevo.
piano piano sto cercando di riprendere il ritmo di letture e recensioni, quindi se inizialmente andrò un po' a singhiozzo perdonatemi.

finalmente, dopo anni in cui avevo perso ogni speranza, ho letto la conclusione di nina stardust, grazie al cofanetto uscito da pochissimo che raccoglie tutti e quattro i volumi.
il primo volume, quando uscì anni fa, mi aveva lasciata un po'... così.
ma in effetti nina stardust bisogna leggerlo tutto di seguito perché solo alla fine si trova il senso di tutta l'opera, e nonostante all'inizio sembri un po' sconclusionato e cazzeggione - e un po' lo è davvero - sa essere a suo modo molto più interessante di quanto non sembrerebbe.
la storia è in realtà quella di hoshikuzu, un robot abbandonato in mezzo a un mucchio di rifiuti, trovato da una ragazza di nome nina che accetta di prenderlo con sé.
nina è allegra, energica, scanzonata, non ha paura di niente, né di infrangere le regole né di farsi rimproverare per aver disubbidito, nemmeno dell'enorme channa spaziale - un gigantesco pesce volante - che minaccia la città.
decide di diventare la maestra di hoshizuku, scappa con un altro uomo - taihei - il giorno del suo matrimonio, si fa regalare una stella e la trasforma in un'isola capace di rimanere sospesa, una sorta di eden privato dove spende la sua vita con taihei e hoshizuku.
la sua storia si conclude alla fine del primo numero, o almeno così sembra: tutto quello che ha vissuto accanto a hoshizuku è rimasto della sua memoria e fino a che il robot avrà delle batterie per alimentarsi, il suo ricordo non morirà mai.
e questo è l'obiettivo di hoshizuku: riuscire a non spegnersi e a mantenere vivo il ricordo di nina e di tutto quello che le ha insegnato.
ma c'è tanto altro nella sua memoria, informazioni preziose che più di mille anni dopo saranno fondamentali per riuscire a salvare una bambina, la sua famiglia e tutta l'umanità.

nina stardust è un manga surreale, a tratti confusionario, che mischia comicità, fantasy e fantascienza, ma che sa regalare momenti dolci e malinconici, nascondendo nella frenesia degli eventi riflessioni sorprendenti e inaspettate sull'amore e sulla memoria.
consigliatissimo!

altra sorpresa graditissima è stata i sette figli del drago, una raccolta di racconti in cui creature fantastiche come draghi, sirene, lupi mannari e divinità vivono fianco a fianco agli esseri umani.
che si tratti di realtà vicinissime alla nostra o di regni lontani nel passato, la presenza di queste creature influenza la vita degli uomini in modo imprescindibile, cambiando le sorti di una guerra o sconvolgendo la vita di una bambina tanto diligente quanto ansiosa, diventando il pretesto per compiere una vendetta o per meditare sull'importanza della vita e del rispetto per il diverso.
impossibile non pensare alle tante raccolte di storie brevi di rumiko takahashi durante la lettura, a cui questa raccolta deve molto senza perdere però la propria identità e originalità.
nonostante sia classificabile come fantasy, il tono intimo e spesso pacato delle storie lo rende una lettura consigliabile sopratutto a chi preferisce gli slice of life alle frenetiche avventure tipiche del genere fantastico.

lucy - la speranza invece è esattamente il capolavoro che mi aspettavo di leggere, sopratutto per i disegni di livello incredibile di tanino liberatore.

la lucy protagonista della storia è - o almeno potrebbe essere - a.l. 288-1, il famosissimo esemplare di australopithecus afarensis scoperto in etiopia nel 1974, che deve il suo nome alla famosissima lucy in the sky with diamond e che ci riporta indietro di più di tre milioni di anni, ai tempi di quelli che, in qualche modo, furono i nostri primissimi antenati, creature dai corpi animaleschi, forti, selvaggi e dalle menti in cui già si accendono le scintille della curiosità, della compassione, di quella che definiamo - con immensa arroganza - umanità.
così patrick norbert racconta la paura dell'ignoto, le brutali leggi della natura e l'incontro di due esemplari rimasti soli, lontani dai loro rispettivi clan - lei, smarritasi durante un incendio, lui cacciato dopo aver lottato e perso contro il capo branco - diversi tra loro, inizialmente diffidenti e incapaci persino di intendersi, incuriositi e affascinati, pronti a fare fronte comune contro i pericoli della foresta per proteggere se stessi e un cucciolo appena nato, ma sopratutto capaci di superare le barriere della paura e dell'abitudine, di saper inventare un nuovo modo di vivere insieme, di creare un nuovo futuro.
i disegni di tanino liberatore non sono solo incredibile virtuosismo tecnico, ma rendono tanto l'animalesca brutalità dei corpi quanto l'umanissima gamma di espressioni negli sguardi di questi scimmioni che inconsapevolmente stanno contribuendo alla storia della nostra evoluzione, sguardi curiosi, pieni di voglia di conoscere, imparare e capire.
straconsigliato a chiunque voglia leggere una bella storia, imperdibile per gli appassionati di preistoria e per tutti quelli che ogni tanto si perdono a fantasticare e immaginare cosa eravamo prima di perdere una massiccia quantità di pelo.

cambiando ancora completamente genere, continuo a consigliarvi ms. marvel, che siate degli amanti o meno del genere supereroistico, poco importa, perché kamala khan è una di quelle protagoniste che ti rimangono dentro e a ogni volume è un po' come incontrare un'amica e sentirsi raccontare cosa le è successo negli ultimi tempi.
e quando sei un adolescente incasina e ms. marvel, di cose da raccontare ce ne sono parecchie.
come sempre, anche se le vicende sono quelle di un'adolescente un po' nerd che si è scoperta un'inumana capace di cambiare le sue dimensioni e dotata di una forza straordinaria, i temi sono universali, propri del nostro tempo e della nostra generazione: la partecipazione attiva alla vita politica attraverso il voto, il bullismo, le discriminazioni sociali, gli aspetti negativi di internet e del nostro essere sempre connessi, ormai quasi privi di una sfera intima e privata.
e mentre, con una forza d'animo e una saggezza degni di ogni adolescente  che vive di assoluti, ms. marvel riesce ancora una volta a salvare la sua città, il suo amico bruno - in condizioni critiche dopo l'incidente degli ultimi episodi - si è trasferito in wakanda, a un passo da pantera nera, a cercare un modo per riprendere in mano la sua vita e a ricordarmi che dovrei recuperare un bel po' di film dell'universo marvel per cercare di rimanere almeno un po' al passo con le storie.

ultimissimo consiglio è una serie animata, over the garden wall, che magari - come sempre - sono l'ultima ad aver visto, ma ci provo comunque.
composta di soli dieci episodi di circa 12 minuti ciascuno e disponibile su netflix, è una variante molto ben riuscita della classica favola in cui dei bambini si perdono nel bosco e devono superare delle prove per poter ritrovare la strada di casa.
un fantasy pensato per i più piccoli ma apprezzabilissimo anche da un pubblico più adulto che sa leggerne più agevolmente i toni più cupi e i momenti ironici, con dei bei disegni, una bella animazione e una storia che sa regalare più di una sorpresa, mischiando gli elementi tipici delle fiabe - uccellini parlanti, animaletti canterini e mostri inquietanti compresi - a momenti un po' surreali, inquietanti, a volte malinconici a volte completamente assurdi.

guardandolo ho pensato più volte che sarebbe stato un fumetto perfetto e poi ho scoperto che in effetti la versione a fumetti esiste già.
inutile dire che li vorrei tantissimo.

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