lunedì 5 febbraio 2018

commenti randomici a letture randomiche (51)

susan, esther e daisy sono in qualche modo giunte alla fine del primo semestre della loro vita universitaria, non esattamente incolumi e ricche non solo del sacro fuoco del sapere (ugh!) ma anche e sopratutto di eventi destabilizzanti, amori finiti male - o mai cominciati, quintali di cibo-spazzatura, serate ai pub e nottate sui libri a provare a recuperare inutilmente il tempo perso prima di un esame.
nel terzo volume di giant days john allison e max sarin ci offrono uno spaccato irresistibile delle tragicommedie di questo improbabile terzetto e degli altri comprimari, a cominciare dal povero ed, la cui vita sentimentale sembra destinata al perenne fallimento (dai su, almeno una gioia a questo povero ragazzo regalategliela!) e alla beffa collettiva, continuando dai disastri combinati da susan che tra la partecipazione alle elezioni studentesche e la prima prova pratica in chirurgia si dimentica completamente persino di dormire, scoprendo un mondo nuovo in cui gli adepti della notte si riuniscono in segreto per celebrare misteriosi riti a metà tra new age e cibi precotti, tralasciando anche il suo ragazzo (sapete cosa succede quando un uomo si accorge di non essere più il centro del mondo, no?).
esther si ritroverà tra le grinfie di un'amica iperattiva dedita al culto della sbronza senza ritegno, che nasconde il più implausibile dei segreti, mentre l'ingenua, candida daisy troverà la soluzione a ogni guaio: campeggio! cosa meglio del contatto con la natura può risollevare il morale di chi ha appena ricevuto un centinaio di porte in faccia dalla vita?
le risposte  in realtà sono molteplici, e nella mia personale lista la parola "campeggio" non figura certo nel primo migliaio, ma se anche voi vi siete beccati uno schiaffo dalla vita, l'universo e tutto quanto (cit.) leggere giant days può essere un buon modo - decisamente meglio del campeggio - di tornare a farsi due risate.

she and her cat l'avevo preso secoli fa, in estate credo, poi era finito seppellito tra i mille fumetti da leggere e l'avevo quasi dimenticato, è stata quasi una sorpresa ritrovarselo davanti e dire uh, vero, c'eri anche tu!
togliamoci subito il sassolino dalla scarpa: i disegni arrivano anche a essere davvero pessimi, ma non sono certo loro il motivo per cui dovreste leggere questa storia, sopratutto se siete dei gattofili o degli amanti degli animali in generale.
she and her cat è la storia di miyu e di chobi, lei giovane umana oppressa dal lavoro che la tiene in piedi anche la notte e quasi incapace di relazionarsi al prossimo, che questo sia un potenziale amore o sua mamma che prova a chiamarla al telefono, lui un giovane gatto, salvato da miyu qualche tempo e totalmente innamorato di questa strana, dolce, profumata creatura con cui passa lunghe silenziose ore ogni giorno. la particolarità del racconto però sta tutta nel fatto che il narratore è proprio chobi, che da bravo gatto non riesce a capire molto della vita della sua padrona, di quello che fa quando dice che si mette a lavorare, del perché della sua aria malinconica, di quello che dice quando parla al telefono. chobi è, come ogni fedele amico non-umano, innamorato dell'essenza vera della sua umana, del suo odore, delle sue carezze, del suo viso, di quella malinconica dolcezza che sente in ogni centimetro di lei, della sua fragilità e del suo sorriso.
una storia semplice e delicata che parla di amore, quello incondizionato che non ha bisogno di parole né di rassicurazioni, che si riconosce a pelle e che si nutre di se stesso e di una fiducia senza limiti, e quello più difficile tra gli esseri umani, costretto in una gabbia fatta di obblighi, pregiudizi, doveri e norme sociali, una gabbia che soffoca e lacera e che rende tutto insopportabilmente difficile.
un gioiellino che mi auguro possa arrivare presto sulle librerie italiane (qui mi riferisco all'edizione in inglese della vertical).

torniamo allegri poi con il primo numero di una raccolta che mi auspicavo da quando panini ha acquisito topolino e iniziato con le collane monografiche: ritornano infatti finalmente i mercoledì di pippo con un volume che raccoglie le prime quattro storie (1993/1994) di cui pippo e il giallo a premi, scritto da rudy salvagnini - autore di tutta la serie - e disegnato da lino gorlero - che ha disegnato tredici dei trentatré episodi - che è la storia da cui tutto, come racconta proprio salvagnini sul suo blog in un articolo di qualche giorno fa, è cominciato.
da bambina adoravo le storie di pippo e in particolare questa serie - avevo sette anni all'epoca e ancora mi ricordo quanto fosse divertente - e rivederle finalmente tutte riunite in ordine cronologico è una gioia immensa.
cominciando dalla prima storia, quella del giallo a premi, pippo scopre la passione per la scrittura e un'inesauribile scorta di idee per storie di ogni tipo, dal giallo alla fantascienza in cui, con la sua incredibile e ferrea logica, fa vivere a se stesso - nei panni dell'infallibile eroe - e a topolino - nel ruolo di spalla - avventure straordinarie e ovviamente assurde e divertentissime.
oltre a vedere per una volta il capovolgimento dei ruoli tra i due, dove il più protagonista dei protagonisti diventa finalmente spalla e lascia spazio al suo stralunato amico, i mercoledì di pippo sono un tripudio di ironia e intelligenza, tutto quello che serve per riuscire a scrivere delle storie comiche che siano davvero tali. non perdetevelo assolutamente!

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