lunedì 22 gennaio 2018

billy nebbia ~ il bambino che non credeva più a babbo natale

sono passati circa quattro anni dalla pubblicazione del primo volume di billy nebbia (il dono dell'oltrevista, di cui parlai qui) e finalmente il piccolo, cupo e fantasioso bambino nato dalla matita di guillame bianco è tornato sugli scaffali italiani con il secondo volume - billy nebbia, il bambino che non credeva più a babbo natale - che racconta la sua storia (e che, con la nota finale, ci fa sperare bene per il terzo, magari prima di altri quattro anni!)


billy ha sette anni e ha ricevuto da babbo natale una lettera di risposta alla sua richiesta: non vuole che una cosa il piccolo billy, riabbracciare il suo amico tarzan, il suo gatto, che la morte gli ha portato via. ma babbo natale gli ha detto che neppure lui può riportare indietro tarzan, che, per quanto triste, deve rassegnarsi all'idea che il suo amico non tornerà più.
che senso ha morire? perché non può rivedere tarzan? babbo natale non esaudisce forse i desideri dei bambini?

billy non ha nessuna intenzione di arrendesi, arrabbiato e sfiduciato, sa ormai che babbo natale non esiste, e aver trovato un costume simile al suo accanto al regalo che aveva chiesto nella stanza di sua mamma non è che una prova in più a suo favore: un imbroglione, forse addirittura l'uomo nero accuratamente travestito, di certo incapace di risolvere il suo problema.
ci deve essere un altro modo per riportare tra i vivi il buon vecchio tarzan, un modo per tirarlo fuori da sottoterra e ricominciare a giocare con lui.
ed è così che viene in suo aiuto lea, la bambina fantasma che avevamo già incontrato nel primo libro, che suggerisce a billy di trovare quattro amuleti magici il cui potere oscuro e misterioso lo aiuterà a riportare dal regno delle ombre tarzan: la maschera della peste, usata in tempi antichi dagli emissari del diavolo per portare malattia e morte tra gli uomini, il dente del diavolo, che permette di invocare un demone, l'uovo di sirena, che dona una vita lunga e felice e il terribile uccello del malaugurio, una creatura terribile che semina dubbi e oscuri pensieri a chi lo possiede.

certo, non è facile trovare questi oggetti e il viaggio di billy sarà costellato di mille pericoli e di avventure, di incontri felici e di momenti spaventosi, lungo una strada che si perde tra le ombre del sogno e della notte...


guillaume bianco ci regala un'altra avventura dolceamara, sospesa tra l'ingenuità dell'infanzia, l'orrore misterioso di forse oscure e minacciose, di mostri di ogni sorta, della morte che non ha pietà per nessuno, e la consapevolezza dell'età adulta che piano piano si fa avanti e svela ogni mistero, portando con sé il sapore della delusione, come quando di un trucco di magia si scopre l'inganno e si perde lo stupore.
come succedeva nel primo volume, le avventure di billy sono alternate a tavole che illustrano la natura di creature fantastiche, filastrocche tetre, poesie malinconiche e preziose pagine tratte dall'enciclopedia curiosa e bizzarra di criptozoologia.
una storia per bambini che affascina anche i grandi, che fa sorridere e venire i brividi.

in francia, oltre ai due volumi che abbiamo già letto anche noi qui in italia, sono usciti:
- billy brouillard: le chant des sirènes (billy nebbia: il canto delle sirene)
- les comptines malfaisantes coffret 1 (le filastrocche malvagie - cofanetto 1)
- les comptines malfaisantes coffret 2 (le filastrocche malvagie - cofanetto 2)
- l'encyclopédie curieuse et bizarre par billy brouillard, tome 1: les fantômes (l'enciclopedia curiosa e bizzarra di billy nebbia, volume 1: i fantasmi)
- l'encyclopédie curieuse et bizarre par billy brouillard, tome 2: les chats (l'enciclopedia curiosa e bizzarra di billy nebbia, volume 2: i gatti)
e noi non possiamo che sperare che bao prima o poi li traduca tutti quanti!

sabato 20 gennaio 2018

clow cards ~ shoujo tag

ho beccato questo giochillino sul blog di claire, dipendenza da shoujo, e siccome ho una grande passione per questo genere di cose - e questo mi è piaciuto parecchio! - e sono tornata di recente in fissa con le clamp (oltre a seguire la nuova serie dell'anime di card captor sakura - qui trovate tutte le informazioni per vedere i nuovi episodi - ho preso il primo numero della serie di tsubasa world chronicle, ma non ci ho capito niente, devo finire di recuperare xxxholic e rileggere tutto!) ho deciso di farlo anche io. come sempre per ogni giochillino, meme, tag o come volete chiamarlo, siete liberi di riproporlo sul vostro blog.

1 ~ the sleep - uno shoujo che ti fa immergere nel sonno più profondo:


mi spiace un po' dirlo perché all'inizio mi appassionava parecchio, ma rispondo arrivare a te: ultimamente è così lento, noioso e inverosimile che non vedo l'ora che finisca o che almeno quei due idioti di protagonisti si diano una bella svegliata!

2 ~ the sweet - uno shoujo più romantico che hai letto:


e come dovrei fare a scegliere? io sono una fan degli shoujo romantici e smielosi, ne ho letti tantissimi così, quindi senza pensarci troppo direi hiyokoi, ho sempre adorato hiyori e yushiin e la loro storia è a dir poco da diabete.

3 ~ the dash - uno shoujo che hai terminato in tempo record:


un po' tutti i manga di arina tanemura, che ho quasi sempre recuperato e letto in blocco, ma forse quello che ho letto più velocemente è stato ogni nostro venerdì: nulla di troppo serio ma assolutamente adorabile!

4 ~ the loop - uno shoujo che hai letto più e più volte:


non è l'unico che ho riletto, ma direi mars. è stato il mio primo manga, ero assolutamente entusiasta perché era completamente diverso da qualsiasi fumetto avessi mai letto fino ad allora e l'ho riletto un sacco di volte. continua a piacermi ancora adesso, praticamente lo so quasi a memoria!

5 ~ the maze - uno shoujo che non hai mai finito:


dawn of the arcana. sono secoli che mi dico che devo recuperare gli ultimi numeri ma niente, ogni volta do la precedenza ad altro. anche perché praticamente non ricordo praticamente nulla di quello che ho letto...

6 ~ the light - uno shoujo che ti ha reso felice in un momento buio:


oddio, nessun fumetto mi ha mai risollevata al tal punto nei momenti neri neri, ma uno che mi ha sempre regalato momenti di allegra spensieratezza mentre lo leggevo era love button, un manghino carino che mi faceva sempre perdere nella storia e dimenticare di tutto il resto.
mi manca molto maki usami, spero che qualcuno pubblichi al più presto qualche suo nuovo manga!

7 ~ the erase - uno shoujo che hai cancellato dalla memoria:


e che devo assolutamente rileggere: sugar sugar rune. non ricordo quasi nulla della trama, so solo che mi era piaciuto tantissimo!

8 ~ the create - uno shoujo a cui avresti dato un altro finale:


assolutamente paradise kiss: volevo un sacco che *spoiler* yukari e joji rimanessero insieme!

9 ~ the dark - uno shoujo che risveglia i tuoi istinti omicidi:


i love you suzuki-kun, una porcheria di un maschilismo becero, retrogrado e umiliante, mi sono arrabbiata e disgustata mentre lo leggevo, e avrei volentieri preso a schiaffi l'autrice oltre che tutti i personaggi. sono contentissima di essermene sbarazzata presto!

mercoledì 17 gennaio 2018

we are family

erano secoli che un libro non mi appassionava al punto tale da finirlo in una giornata, facendomi passare tutto il giorno a leggere, lontana da pc, telefono, e - ugh, questo non è buono - libri universitari.
we are family mi aspettava da mesi, forse più di un anno, tranquillo nello scaffale dei libri da leggere, e poi - perché i libri fanno sempre così - a un certo punto ha deciso che era arrivato il momento giusto. si è messo in mostra e mi ha rapita per tutto il giorno.


protagonisti della storia sono i componenti della famiglia santamaria: la mamma agnese, casalinga abilissima nella preparazione di ciambelloni al cioccolato e bella come, anzi di più, la principessa grace, il papà mario elvis, conducente di autobus in attesa di pilotare astronavi, appassionato di elvis a cui - merito dei capelli sapientemente acconciati - somiglia, nonna concetta, sempre preoccupata delle vicende digestive dei nipoti, la figlia maggiore, vittoria, che nonostante le buone intenzioni ha una tremenda attitudine con gli animali domestici e almerico detto al, un genio assoluto di quasi quattro anni - all'inizio della storia - capace di leggere e scrivere e fare operazioni matematiche già difficili per bambini più grandi di lui, voce narrante della storia e unica possibile salvezza del mondo, ma, e si scoprirà presto, in serie difficoltà quando si tratta di relazionarsi con gli altri o semplicemente di non mandare a fuoco la casa.

dagli anni settanta fino ai tempi recenti, al racconta la storia della sua famiglia, la più bella e felice del mondo, e attraverso i santamaria, la storia dell'italia, vista dagli occhi attenti, critici e ingenui di un bambino speciale, capace di compiere disastri stratosferici o di trovare le migliori soluzioni ai problemi.
un bambino che cresce, matura ma lo fa a modo suo, non rimanendo un piagnone attaccato alla sottana di mamma, immaturo affetto da una qualche sindrome di peter pan incapace di prendersi le sue responsabilità, ma capace sempre di mantenere quella curiosità e quello stupore per ogni cosa tipici dei bambini, di quelli che ancora non si sono arresi al grigiore del mondo, alla noia, ai valori sbagliati.
al diventa un adulto che sa ancora pensare alle ore di gioco come alle più importanti della giornata, sa dare agli affetti più importanza di qualsiasi sciocco status symbol da grandi, sa continuare a sognare senza mai lasciarsi schiacciare dal peso delle cose più futili.

i santamaria sono una famiglia né povera né ricca, ma un evento inatteso, e per al incomprensibile, mina improvvisamente la loro fragile stabilità. così, il sogno della casa promessa, alla cui ricerca i santamaria dedicano le loro felici domeniche, viene ridimensionato sempre di più, tra un trasloco e l'altro in attesa che lei si riveli finalmente.
al non è un bambino facile nè lo è la vita precaria e indecisa che agnese e mario elvis affrontano ogni giorno, ma agli occhi del piccolo genio nulla al mondo può eguagliare i suoi magnifici genitori e nulla è più bello, nonostante si ritrovino infine nella più improbabile e meno auspicabile delle abitazioni, di stare insieme.
all'annuncio del viaggio di nozze, rimandato da fin troppi anni, al sa che è arrivato il momento tanto atteso, quello in cui potrà finalmente preparare la più bella delle sorprese per i suoi.

inutile fare spoiler sulla trama, che è perfetta, divertente e commovente, ma bisogna sottolineare il talento di fabio bartolomei: raccontando la storia dal punto di vista di un bambino speciale, ci regala una visione del mondo come se ogni cosa fosse più vera, autentica, brillante e sincera.
dietro l'entusiasmo di al si celano tristezze e sconfitte, le piccole miserie quotidiane e l'immenso, eroico sforzo di combattere ogni negatività e godersi appieno la gioia di stare insieme, di volersi bene, di essere una famiglia.
e così è difficile lasciar scegliere alle nostre emozioni che strada prendere, se quella delle risate che inevitabilmente la logica perfettamente folle di al ci strappa o le lacrime per tutto quello che lui registra ma non riesce a decifrare, a comprendere fino in fondo, capace però di riuscire nell'impossibile: salvare, se non tutto il mondo, almeno la parte più importante.

lunedì 15 gennaio 2018

commenti randomici a letture randomiche - XLV

ed eccoci di nuovo pronti a un altro carico di randomicità! un sacco di robe fichissime (e una un po'... meh) che non dovete assolutamente perdervi!

so che tsubaki-cho lonely planet non sta piacendo a troppa gente, anche se francamente non riesco a capirne il motivo, sopratutto dopo aver letto il quinto volume. dopo il viaggio a kyoto e i dispetti di kaneishi - che ha ovviamente capito tutto subito su come vanno davvero le cose tra i due piccioncini - akatsuki comincia a comportarsi in maniera sempre più strana con fumi, esattamente come farebbe un ragazzino timido e impacciato che non vuole far capire alla persona che gli piace che è un po' cotto.
fumi continua nel suo intento di non svelargli i suoi sentimenti, sicura che non saranno ricambiati, ma una sera, durante un giro tra le bancarelle di una festa e sotto ai fuochi d'artificio, non riesce a tenere più la bocca chiusa e confessa i suoi sentimenti ad akatsuki, che risponde con la prontezza di un comodino. a salvare la situazione arriva - stile deus ex machina - la sua amica yo, che capito l'imbarazzo dell'amica, la invita a casa sua per qualche giorno.
e noi possiamo finalmente curiosare un po' nel passato del maestro akatsuki, scoprendo che fin da ragazzo era impacciato, timido e incapace con le ragazze, e che sono state parecchie quelle che come fumi si sono prese una cotta per lui. insomma, akatsuki è sempre stato negato con le ragazze, ogni volta che provava ad iniziare una relazione, quella finiva inevitabilmente male, e quando si è accorto che fumi si è innamorata di lui, ha scelto inizialmente di evitare l'ennesimo fallimento.
ma qualcosa è finalmente cambiato in lui e finalmente... (no, davvero, all'ultima pagina io mi sono quasi messa a gridare!)

cambiando genere, mi sono decisa finalmente a leggere nomen omen ~ total eclipse of the heart, avevo letto troppi commenti positivi in giro per continuare a farmi infastidire dall'orribile verde neon della copertina.
e, fidatevi, ho fatto davvero benissimo!
protagonista della vicenda è becky kumar, newyorkese neo-ventunenne con un meraviglioso taglio di capelli, nerd e affetta da acromatopsia - cioè non riesce assolutamente a percepire i colori, cosa che solo all'inizio sembrerà una fuffata inutile, ma poi avrà il suo meraviglioso senso - reduce da poco da un incidente stradale in cui è morto il suo migliore amico.
la storia comincia proprio il giorno del suo ventunesimo compleanno in occasione del quale, per cercare di tirarla un po' su di morale, le sue due mamme (apprezzatissima l'idea di farci vedere una famiglia così affiata, alla faccia di chi continua a non accettare l'idea di coppie omosessuali con figli) e i suoi amici le organizzano una festa.
niente di eccezionale, se non fosse che proprio in quest'occasione la vita di becky cambia completamente.
visioni, sicuramente, tutto è troppo assurdo per essere vero: un essere gigantesco, in qualche modo umanoide, le strappa letteralmente il cuore dal petto.
beh, non troppo letteralmente, visto che dopo poco si risveglia, stordita e confusa, ma viva. no?
anche i suoi amici hanno visto qualcosa di strano, uno scontro spaventoso tra ragazzi in apparenza umani ma capaci di cose decisamente fuori dal comune.
cosa sta succedendo?
questa è una fiaba, signorina kumar, non c'è spazio per ospedali, genitori e polizia, ci sei solo tu, che cerchi di salvarti da sola perché non puoi fidarti di nessuno. lo capirai molto presto.
il giorno dopo tutto sembra come al solito, ma ci vorrà poco di scoprire che un equilibrio nascosto ma fondamentale è stato spezzato e che lei, viva ma davvero senza più il suo cuore, ha in realtà un potere enorme che la rende una delle streghe più potenti che si ricordino.
il velo tra questo mondo e quello si è squarciato e ora a becky toccherà muoversi da una parte all'altra della realtà per salvare se stessa.
e e e... niente altri spoiler, ma bisogna dire effettivamente jacopo camagni e marco b. bucci hanno davvero fatto un lavoro pazzesco, che al di là degli strilloni pubblicistici è una vera rivoluzione nel fantasy nostrano a fumetti: un urban fantasy ben orchestrato con una protagonista che piace e convince dalla prima pagina, un mondo complesso e funzionante in cui far muovere i personaggi, a cui si accompagnano non solo dei disegni tremendamente affascinanti, ma uno stile di colorazione che, accordandosi con la strana patologia di becky, ricrea un effetto unico, tra bianco/nero e colori, tra tavole estremamente grafiche e sequenze più pittoriche.
vabbè, fidatevi, non perdetevelo assolutamente!

un po' (molto) meno entusiasmo per il nuovo monster allergy. a parte che continuo a detestare l'idea di questo formato cartonato che, in pratica, ha le stesse pagine dei volumini della vecchia serie, solo che costa tipo sette volte tanto. ah, e mancano le rubriche.
ah, è la mia copia aveva le pagine ancora incollate, ho dovuto staccarle io. niente di grave, ma per quasi quindici euro almeno separare i fogli...
poi ammetto che non riesco assolutamente ad apprezzare zick ed elena così cresciuti. non sono di base contro i sequel, anzi, ma mi sembra che questo nuovo monster allergy sia molto poco monster allergy, sottotono rispetto alla vecchia serie.
paradossalmente, mi sembra che i toni siano più infantili adesso che nei primi volumi, come se la crescita dei personaggi sia stata esclusivamente fisica, anzi, come se avessero perso quelle caratteristiche per cui ci piacevano tanto: zick sembra un ragazzetto scemo e irresponsabile e elena ha perso la sua aria cazzuta di bambina fuori dagli schemi.
insomma, sono diventati due tipi qualsiasi, solo capaci di vedere i mostri. ma monster allergy non era questo. sigh.
ma nonostante tutto, continuo a provarci, anche con aspettative pari a zero, spinta più dall'affetto che nutro tutt'ora per quello che era m.a. che di scoprire qualcosa di nuovo.
ne la valle dei bombi elena e zick, oltre a scoprire per la prima volta la valle del titolo, quella in cui nascono - e rinascono - i bombi, creature che - bava a parte - farebbero tenerezza a qualsiasi cuore di marmo del mondo. la valle dei bombi è un posto quasi incantato, paradisiaco, di colori tenui e ingenua bontà. eppure, nonostante l'atmosfera zuccherosa, il perfido sinistro (quasi) riesce - e qui bisogna ammettere che non me l'aspettavo - nel modo più improbabile a mettere a segno uno dei piani più crudeli di sempre che - meno a sorpresa - zick ed elena riescono a sventare.
la minaccia rimane, aleggia sul prossimo volume ma, ripeto, il massimo che è riuscita a tirarmi fuori è stato uno sbadiglio un po' meno pesante degli altri.
peccato che stia andando così (e no, non è che sono io che sono invecchiata e non mi emoziono più, i vecchi numeri continuo a trovarli sempre strepitosi, mi auguro che prima o poi si riesca a tornare a quei livelli)

fantastico come sempre invece il nuovo volume di lumberjanes serie che - scusate se mi ripeto sempre sulle stesse cose - continuo a considerare tra le migliori che sto seguendo.
la squadra delle nostre tipe toste è impegnatissima a superare la prova per ottenere un nuovo distintivo, il non ti s-cordar di me, è chi meglio del capogruppo capitan karen, vero lupo di mare (non avete idea quanto lo sia!) può aiutarle?
ma karen ha un problema, uno di quei problemi che nel campo delle lumberjanes ti sbattono in faccia una realtà fatta di creature leggendarie e magiche.
un gruppo di selkie ha rubato la sua barca per vendicarsi del furto della pelle di una di loro, che non riesce più a tornare alla loro forma originaria (le selkie sono un tipo di metamorfo, appaiono come delle foche, ma possono diventare umane togliendosi la loro pelle. ovviamente, per il processo inverso, hanno bisogno di indossarla di nuovo), ma karen sostiene il contrario, e nonostante la barca non sia poi tanto lontana dalla costa, è impossibile raggiungerla per via dei terribili mulinelli che le selkie - ma loro sostengono di no - hanno creato.
insomma, un bel pasticcio e chi meglio di un gruppo di amiche superaffiatate e abituate a ogni sorta di magica stranezza può risolvere il problema?
tra creature che cambiano aspetto, portali magici, dimensioni parallele, barche fuori controllo, fraintendimenti, tempeste e idee tremendamente pericolose (del tipo bambini non fatelo a casa) jo, april, mal, molly e ripley vivranno un'avventura indimenticabile fatta di scelte coraggiose e - ovviamente - amicizia al massimo!

stratosferico anche il terzo volume di paper girls, che vede le quattro ragazze addette alla consegna dei giornali catapultate in un non meglio precisato passato preistorico.
riescono finalmente a ritrovare kj ma devono affrontare l'ennesimo, imprevedibile nemico: tre uomini giganteschi, orribili e crudeli, tre padri di un unico bimbo a cui stanno dando la caccia.
e nonostante non siano le sole a spostarsi nel tempo, i guai non sono ancora finiti e non è ancora arrivato il tempo delle risposte.
né sui viaggi temporali, né su quello che il futuro le riserva, quel futuro che ha svelato a mac che non ne ha molto davanti a sé e quello che ha mostrato a kj immagini che non riesce a spiegarsi, e che la rendono più inquieta persino delle nuove, inaspettate trasformazioni del suo corpo.

questo terzo volume è pieno zeppo di azione e violenza ma anche di quel sentimento di solidarietà che spinge sei donne provenienti da mondi - e tempi - lontanissimi tra loro a salvarsi a vicenda, in barba a qualsiasi legge fisica ci si possa raccomandare di non infrangere. e ancora una volta, il finale ci regala mesi (speriamo pochi!) di hype in attesa di un nuovo volume, e magari, di qualche spiegazione in più.

venerdì 12 gennaio 2018

my cup of tea 2017

potevamo farcele mancare? ovvio che no.


anche quest'anno (come per il 20132015 e 2016) è arrivato il momento di my cup of tea, il premio ideato da yue lung di say adieu to yue:
"Questo premio è nato quattro anni fa, con lo scopo di celebrare non l'opera più bella dell'anno di riferimento - sarebbe troppo scontato - ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro, e quant'altro. Ad esempio: volete dare la tazzina ad un blog? Ad un cosmetico? Ad una ricetta? Potete farlo! E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze."
io mi gioco di nuovo le stesse categorie dello scorso anno (tranne una, per la quale proprio non riuscivo a trovare nulla), e mi aggrego all'invito a partecipare!

 • graphic novel • 


non mi aspettavo che non mi piacesse, questo no, ma ero comunque convinta che sarebbe stato un libro un po' tanto per bambini, di quelli che insomma non osano troppo e magari concludono con la lezioncina. e invece supersorda! non è niente di tutto questo: è divertente e sincero (che poi è quello che dovrebbero essere tutti i libri per bambini) non si risparmia mai nulla, è un racconto intimo, a tratti doloroso, a volte buffo, ma incredibilmente vero.
se ve l'eravate perso, è giunto il momento di rimediare.

 • libri • 


inizialmente non mi ci vedevo a lasciarmi conquistare da un libro di salgari, avevo sempre associato questo autore a quei classici per ragazzi che un po' mi stavano sulle scatole quando ero bambina, sembrava che fossero gli unici libri che si potessero leggere e apprezzare a quell'età.
anche qui, mi sono ricreduta subito: i racconti de alla conquista della luna mi sono piaciuti parecchio, forse proprio per il loro carattere così vintage, per le loro ingenuità d'altri tempi, per il romanticismo nascosto dietro quelle avventure che volevano a ogni costo stupire per la loro modernità e che ora sembrano tanto antiquate.
eppure c'è un lavoro di ingegnosa fantasia incredibile in ogni storia.

ho iniziato a rivalutare i classici per ragazzi

 • manga • 


ammetto che ancora prima di portare in cassa il cane che guarda le stelle ero convintissima che non avrei nemmeno finito di leggerlo, che lo avrei odiato, che mi avrebbe fatto stare troppo male. sapevo più o meno come sarebbe andata a finire la storia e non ero affatto sicura di poterlo sopportare. ho fatto la coda per pagare indecisa se posarlo di nuovo sullo scaffale e andare via, però poi lo gnomo nella mia testa che mi fa scegliere i libri giusti mi ha convinta che non era il caso, così mi sono potuta ricredere: questo manga vi farà piangere un sacco, questo sì, ma ne vale la pena.
fidatevi anche voi degli gnomi nella vostra testa.

 • autoproduzioni • 


partendo dal presupposto che gli autoprodotti, per forza di cosa, prima di comprarli sai più o meno cosa aspettarti, pure quest'anno cambio un po' la regola per questa categoria e ci metto laika, di studio rebigo, del quale non avevo mai letto nulla e che è stato una bellissima - anche se un po' malinconica e dolorosa - sorpresa. 

 • film • 


non è che mi aspettavo che smetto quando voglio fosse un film brutto, solo che me lo immaginavo più come la classica commedia italiana che va bene giusto quando non c'hai di meglio da fare e passi la serata sul divano. invece è una figata immane. mi è piaciuto un po' meno il secondo, mentre il terzo devo ancora vederlo...

 • serie tv • 


immagino già le vostre matte risate ma calma. andiamo con ordine.
sapevo che game of thrones è tipo la serie più amata degli ultimi tempi, sapevo pure che l'ambientazione e i personaggi mi sarebbero piaciuti un sacco ma avevo paura che fosse troppo violento per i miei gusti, quindi non avevo nessuna voglia di farmi venire gli incubi per colpa di una serie tv.
lo scorso anno, prima dell'estate, mi sono lasciata convincere da ale a guardarlo, a patto che mi dicesse quando chiudere gli occhi per evitarmi le scene più indigeribili e dopo qualche puntata non sono più riuscita a staccare gli occhi dallo schermo.
ho anche quasi superato l'ansia da scene disgustose, anche se le peggiori, lo ammetto, le ho evitate facendomi scudo con qualche pupazzo costretto (poverino) a subirsele a posto mio.
inutile dire che ormai faccio parte dell'enorme schiera di fan.

 • extra • 


volevo dedicare la parte extra a qualcosa di fashion, ma il mio lato styloso è morto quando andavo all'asilo e mi piacevano i mega grembiuli con gli animaletti ricamati sopra, quindi ho pensato bene di destinarla all'altra mia grande passione: la pasta!
che ovviamente da mesi non riesco più a mangiare a meno che non sia biologica o senza glutine (no, non sono celiaca e sì, lo so che devo andare da un medico, ma ho prenotato la visita ad agosto e mi tocca aspettare ancora fino a fine febbraio, poi scopriremo cos'è che ho), quindi mi sono dovuta dare alle sperimentazioni di robe che prima non tenevo assolutamente in conto, tra cui la pasta di farina di lenticchie che a prima vista mi faceva quasi impressione ma che si è rivelata essere buonissima. ora sono tipo una tossica che sbava tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di un pacchetto che non costi quanto un rene.

mercoledì 10 gennaio 2018

la casa tellier

che le porte della casa si aprano.
benvenuti.
nel 1881 viene pubblicato per la prima volta il racconto la maison tellier nell'omonima raccolta di guy de maupassant, riproposto lo scorso novembre da iacopo vecchio nella nuova collana cahiers di hop edizioni.

proprio come un cahier di schizzi d'artista, la casa tellier è un albo di grande formato in cui la storia prende vita attraverso acquerelli delicati che spesso citano e reinterpretano grandi capolavori dell'arte impressionista e post impressionista dei contemporanei di maupassant.

un bar aux folie bergère - édouard manet - 1881/1882
la casa tellier del titolo è il nome della casa d'appuntamenti aperta da madame con l'aiuto di suoi marito, ormai scomparso da tempo, a fécamp, in normandia, e ospita cinque ragazze, ognuna con un carattere ben preciso, tutte incarnazioni di tipi femminili pronti a soddisfare qualsiasi gusto e richiesta: una tipica bellezza dei campi o una ragazza piccola e morbida, sguaiata e sempre disposta a ridere, una maliziosa bruna proveniente da marsiglia o le raffinati banconiste nei loro abiti sgargianti.
madme, nonostante la vedovanza e l'età che le ha già imbiancato la chioma, gestisce la casa senza vergogna, anzi, svolge il suo lavoro come se fosse un impiego qualsiasi, come farebbe una sarta o una locandiera: appiana le baruffe tra le ragazze, mantiene tra loro quiete e concordia, le protegge da commenti sgraditi e maleducati e la sera apre le porte della casa tellier ai ricchi avventori.
ed è proprio quando casa tellier viene trovata chiusa senza preavviso, che tra gli uomini di fécamp, contrariati dal non potersi concedere il loro svago preferito e preoccupati per il destino della casa, che si scatenano risse e baruffe, alimentate tanto dalla frustrazione quanto dall'alcool.

ma la casa tellier non è stata requisita dalla polizia né chiusa dall'ufficio igiene: in un biglietto appeso sulla porta madame spiega di essersi allontanata per un breve viaggio in occasione della comunione della nipote di madame, la piccola e dolce costance.
l'incontro con la bambina, ingenua e pura come un giglio, e l'atmosfera sacra della cerimonia religiosa insieme alla presenza delle cinque prostitute, provocheranno il più inatteso degli effetti non solo in chiesa, ma anche a fécamp al loro ritorno, chiudendo un racconto che sfida la morale comune proponendo un ideale di purezza e bontà fuori dagli schemi.

madame

riprendendo il tema della contrapposizione tra sacro e profano, tanto antico eppure mai passato di moda - come testimonia la citazione a bocca di rosa della quarta di copertina - del racconto di maupassant, iacopo vecchio confeziona una storia squisita nella sua semplicità, resa ancor più elegante dal tratto sensuale che contraddistingue le ragazze di madame e dai colori ricchi e brillanti degli ambienti della casa, o di quelli più tenui della spiaggia in cui le sei donne danno occasione di dipingere una scena di grande effetto.

lunedì 8 gennaio 2018

indie BBB cafè | intervista a hop! edizioni

anno nuovo, nuovo giro per il nostro indie cafè!


ci terremo compagnia tra blogger e case editrici indipendenti anche durante il 2018, consigliandovi e scoprendo un sacco di nuovi libri e cominciamo proprio oggi su claccalegge in compagnia di hop! edizioni! e continuate a seguirci sulla nostra pagina facebook e sul nostro mini-blog!


ciao ragazze, grazie mille per aver accettato l'invito all'indie bbb cafè! siamo tutte molto contente di iniziare questo nuovo anno coi voi!
cominciamo dal principio! come è nata hop! edizioni?
Hop! è nata nel 2012 con la pubblicazione di Joséphine di Pénélope Bagieu, autrice che abbiamo portato in Italia per primi - con la trilogia sulla single parigina e con l'autobiografia per strips La mia vita è assolutamente affascinante - insieme a Rizzoli Lizard che contestualmente ha pubblicato invece la prima graphic novel di Pénélope, Un amore di cadavere. È stato un vero e proprio colpo di fulmine per il lavoro della Bagieu, scoperto in rete, a farci appassionare alla chick lit a fumetti. Abbiamo ritenuto fosse un mercato nuovo, non così esplorato in Italia, una versione diversa, ironica e divertente, dei libri di “costume e società”. Lorenza ha lasciato il vecchio lavoro nel mondo dell'arte e ha fondato con l'amica Daniela Hop! Oggi siamo in cinque soci e la nostra produzione - coerente e variegata al tempo stesso - non è solo legata al mondo del fumetto, ma anche all'illustrato. Ci piace definire il nostro catalogo come una raccolta di gift book, libri da regalare e regalarsi.
cosa succede quando hop! incontra un autore che gli piace? come nasce il libro di un esordiente?
Dopo una fase iniziale in cui il nostro catalogo era costituito esclusivamente da opere straniere,  quindi da libri pubblicati all'Estero da portare in traduzione in Italia, dal 2014 abbiamo virato verso una produzione quasi esclusivamente italiana. Ma la particolarità è che, per rimanere fedeli all'assunto iniziale di una casa editrice a vocazione “femminile”, abbiamo iniziato a progettare i lavori da pubblicare. Si contano davvero sulle dita di una mano i libri che negli ultimi anni sono nati da proposte esterne. In quel caso si tratta di opere che ben collimano con la nostra filosofia editoriale. Per il resto lavoriamo a progetti creati da noi, che ci interessano, e cerchiamo gli autori che riteniamo più adatti alla resa di quel progetto. Se un autore ci piace e il suo stile corrisponde a quello richiesto per un lavoro in cantiere, anche se esordiente (ma già collaudato in altre esperienze, come editoria per riviste o web) lo contattiamo e ragioniamo insieme sulla fattibilità del volume. Quasi sempre le proposte sono così belle e la scelta dell'autore così azzeccata che il feeling è immediato e il risultato unico e meraviglioso. 
josephine
nel vostro catalogo ci sono opere di autrici che già prima di essere pubblicate erano abbastanza note sui social, ma come si comporta un editore nei confronti dei web comic? sono una buona vetrina per scoprire autori interessanti, o possono intaccare quel lavoro fatto di scelte, revisioni, selezioni eccetera che compete all'editore e che fino a qualche anno fa era un passaggio obbligato per permettere che l'opera arrivasse a noi lettori?
Inizialmente abbiamo scelto opere straniere che erano stati piccoli casi editoriali nei loro paesi di origine, come le opere della Bagieu o Soy de pueblo di Moderna de pueblo. Naturalmente la scelta era sempre mirata a corrispondere alla nostra idea di Edizioni Hop! (opere al femminile, attuali, ironiche, che affrontassero un'analisi sociale in chiave umoristica). In questi casi il web è stato fondamentale per scoprire e apprezzare lavori come quelli. Inoltre le autrici avevano creato già opere estranee alla loro proposta web e lì ci siamo dirette. Per quanto riguarda le autrici note sui social le cui opere fanno parte del nostro catalogo, come Carote e Cannella e Virgola, anche qui il rapporto si è evoluto e si sta evolvendo. Conoscevamo e apprezzavamo Elena Triolo prima del suo boom sul web. Elena è stata una dei 13 autori di La fine dell'amore. Graphic short stories, progettato nel 2013. Eravamo alle prese con PopPorno, un progetto Hop!, quando abbiamo deciso di pubblicare anche una raccolta delle sue strisce web. Abbiamo poi progettato insieme Make up e altri disastri e Condividi e stiamo lavorando insieme a due nuovi volumi per il 2018. Lo scambio quindi, come nella migliore tradizione editoriale, è continuo, fermo restando il valore unico di un autore come Elena, capace con la propria personale interpretazione di ribaltarti un testo con una battuta o un disegno. Anche con Virgola stiamo lavorando a nuovi progetti studiati insieme e condivisi. Tutto il nostro ringraziamento va a due autrici che oltre ad essere talentuose e uniche nel loro genere in Italia, sono bravissime a coltivare i consensi pubblici sui social e sono comunque sempre disponibili a incontrare il nostro gusto e ad ascoltare l'opinione della casa editrice. Detto questo, oggi quasi tutti gli autori hanno una vetrina web, che sia su Facebook o, per le illustratrici soprattutto, Instagram. Lavorando insieme a loro alla promozione dei libri si raggiunge un maggior numero di potenziali lettori.
cosa mi metto oggi?
invece, come scegliete un autore già pubblicato all'estero per portare le sue opere qui in italia?
Come in parte detto poco sopra, fondamentale è che rispecchi il nostro desiderio di trattare tematiche femminili, in modo originale. Ora con ironia, ora con incredibile intensità, com'è stato nel caso di Asa Grennvall in 7° Piano, che tratta della violenza domestica.
ogni anno sentiamo sempre gli stessi discorsi sulla crisi dell'editoria, soprattutto del fumetto, ma poi in libreria ogni mese ci sono tantissime novità. come si può spiegare questa situazione a prima vista un po' paradossale?
La crisi dell'editoria è un dato, per quanto riguarda fumetto e illustrato negli ultimi anni si è riscontrato un nuovo interesse, molto più forte che in passato da parte di un pubblico prima digiuno. Le case editrici che si occupano di questo settore, ritenuto tuttora di nicchia, sono senza dubbio minori quantitativamente di quelle di saggistica e narrativa e, per questo, lo spazio da dividersi è maggiore. Importante è differenziare l'offerta e il segreto, almeno per noi, sta nella scelta di un prodotto che ci rappresenti, nella crescita qualitativa e nella definizione di una propria identità. Siamo fiduciosi perché, pur essendo e rimanendo una piccola realtà, la nostra crescita è tangibile: il riscontro del pubblico aumenta ogni anno. 
la casa tellier
il vostro catalogo è molto variegato, ci sono titoli un po' per tutti i gusti, ma c'è una prevalenza di autrici e di libri che strizzano maggiormente l'occhio a un pubblico femminile, il che è un po' strano, soprattutto se si pensa che molto spesso – purtroppo! – si crede che i lettori di fumetti siano principalmente maschi. la vostra scelta di un catalogo più "rosa" nasce per opposizione a questa idea o perché effettivamente si tratta di un pregiudizio infondato?
Quando Hop! è nata, nel 2011, in Italia il pregiudizio era fondato (ah ah ah) e lo spirito della casa editrice è stato proprio quello di proporre fumetti per donne che parlassero di donne in modo leggero, prendendo in giro le idiosincrasie del quotidiano e le richieste sempre più pressanti di una società che imponeva il modello di una donna multitasking, performante, ma anche dolce, sexy ecc. ecc. I nostri libri e i booktrailer che li promuovevano agli inizi sono tutti su questo tema. Oggi ci sentiamo di dire che le cose sono in grande evoluzione. Con la crescita del mercato del fumetto molte autrici sono uscite dal cono d'ombra delle collaborazioni dietro le quinte e sono diventate autrici uniche. Noi continuiamo a trattare esclusivamente tematiche che abbiano tangenza con il mondo delle donne perché la sensibilità femminile e tutto quanto la circonda ci è più affine.
audrey

cosa ci aspetta per il 2018? nuovi titoli (siamo molto curiose, lo ammettiamo) ma anche mostre, fiere, festival... dove possiamo incontrarvi?
Un 2018 speciale. Continueranno le biografie illustrate in forma di picture book. La prossima uscita sarà dedicata a Coco Chanel e sarà Elena Triolo ad illustrare la fiera e rivoluzionaria stilista francese. Altri nomi? Jane Austen e Marina Abramovic e poi un personaggio di una serie TV che ha cambiato il volto (e il pensiero) delle single di tutto il mondo: Sarah Jessica Parker aka Carrie Bradshaw. Ci sarà il ritorno di Virgola con un'opera mai vista sul web. Ci sarà l'esordio in casa Hop! di Veci che sta lavorando sui testi di Davide Calì per il fumetto Maschi da evitare. Ci sarà un secondo libro di Elena Triolo/Carote e Cannella dedicato all'Ansia. E poi il ritorno di un'autrice di narrativa che adoriamo, già prestatasi al fumetto come sceneggiatrice di La fine dell'amore. Graphic short stories: con Ilaria Bernardini lavoreremo al primo libro per bambini di Hop! e poi a un fumetto travolgente. Ma quest'ultimo sarà pubblicato nel 2019. Ci troverete tra mostre ed eventi molto spesso a Milano insieme all'ultimo personaggio illustrato, la Milanese imbellita, protagonista della guida fashion omonima che sta avendo un riscontro fortissimo (seguite gli eventi su Facebook). Proprio in gennaio a Pavia al Sottovento si terrà una mostra delle tavole originali di La Casa Tellier di Iacopo Vecchio e, nel periodo della mostra dedicata a Frida Kahlo al Mudec di Milano, ci sarà spazio in città per una piccola mostra collaterale delle illustrazioni del picture book dedicato a Frida da Sara Ciprandi. Poi ovviamente saremo al Lucca Comics, al Treviso Comic Book Fest e al Salone del libro di Torino. Torneremo probabilmente al Chiù Festival di Terlizzi e parteciperemo alle iniziative delle amiche di Spine in Puglia.
grazie mille per questa bella chiacchierata, un abbraccio e buon lavoro!
Grazie a voi e alla prossima!
frida

hop!: facebooktwitterinstagram, pinterest

giovedì 4 gennaio 2018

musica e libri book tag

cosa c'è di meglio di un bel meme per iniziare l'anno? e poi questo, che mi ha passato carla di tararabundidee, mi è sembrato subito divertente.
certo, poi sono entrata in crisi perché non avevo idea di cosa rispondere, sopratutto perché non amo leggere con la musica in sottofondo (mi piaceva un sacco quando ero più giovane... sarà un brutto segno?) quindi non associo facilmente le due cose, però ce l'ho fatta. più o meno. ugh...

#1 libro preferito in cui sono coinvolti elementi musicali:
anche se i musicisti e le canzoni non sono musicisti e canzoni vere, dico uno dei miei libri preferiti di sempre: la terra sotto i suoi piedi di salman rushdie, libro che amo follemente da quasi vent'anni ormai, che racconta la storia d'amore più assurda e meravigliosa del mondo, quella di ormus cama e vina apsara, novelli orfeo ed euridice, raccontata dal fotografo ray merchant, tra india, inghilterra, messico e america.
un romanzo meraviglioso che è un po' saga familiare, un po' poema (pop)epico.

#2 personaggio preferito che ha a che fare con la musica:
direi la vina apsara di cui prima, meravigliosa come una dea pagana e votata alla distruzione come l'ultima del tossici accasciati in un vicolo buio, ma per non ripetermi tiro in ballo l'altrettanto adorata nana oosaki, dell'omonimo capolavoro di ai yazawa (sì lo so che non è terminato, lo so che forse non lo sarà mai, ma io la amo follemente lo stesso).
nana è il frutto capriccioso del talento e della desolazione di una vita di lotte e perdite, affascinante come un gatto. e mi manca un sacco.

#3 un album che vorresti fosse trasformato in un libro:
non so quanto sia saggio togliere la musica alle parole, però avrei sempre voluto un vangelo come quello de la buona novella di de andré. farebbe bene leggerlo a tanta gente.


#4 scegli il nome della vostra band usando il titolo di un libro:


strangers in paradise.
dai, trovatemi un nome più fico di questo.

#6 scegli la copertina dell'album usando la copertina di un libro:


#7 crea la tracklist dell'album usando titoli di libri:
safari honeymoon - ballata psichedelica, un po' noise, tipo sonic youth
blues in sedici - tragedia greca dal ritmo, appunto, blues
paradiso perduto - christian (satanic?) metal
le nebbie di avalon - featuring loreena mc kennitt
sacred heart - rabbiosissimo punk adolescenziale
jack frusciante è uscito dal gruppo - meno rabbioso e più malinconico punk tardoadolescenziale
ti prego, rispondi - devastante e disperata chiusura

#8 crea la band usando personaggi letterari:
rebecca bloomwood (la psicotica casinista di i love shopping) alla voce. disastrosa e improbabile, certo, ma carica di entusiasmo
biff (l'omonimo e dimenticato evangelista di christopher moore) alla chitarra, vestito come il frontman dei the darkness
aomame masami (l'adorabile vendicatrice di 1Q84) al basso, così precisa e metodica non sbaglierebbe mezza battuta
katchoo (il grilletto facile di strangers in paradise) - che sa picchiare bene - alla batteria

e sì, spero di tornare a scrivere presto (sessione invernale, da anni non sentivo tutta questa ansia) e sì, certo che potete farlo anche voi questo book tag!
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