mercoledì 22 marzo 2017

orlando curioso e il segreto di monte sbuffone

in attesa di non stancarti di andare, tosca dei boschi - entrambi prossimamente per bao publishing -  e l'adattamento per la disney di orgoglio e pregiudizio, stefano turconi e teresa radice ci regalano ancora una volta una piccola meraviglia con orlando curioso e il segreto di monte sbuffone, edito recentemente per bao publishing.


dopo il successo de il porto proibito i due tornano a rivolgersi ai più piccoli, così come era stato con viola giramondo e con le tante storie scritte per la disney (tra le più recenti, la saga di pippo reporter, che si è da poco conclusa nell'edizione definitive collection e che vi consiglio taaantissimo), con un racconto breve, semplice e ricco di magia e poesia come solo loro due sanno fare.


orlando vive con mamma e papà - sempre impegnatissimi a scrivere i loro libri - su una piccola isola, in una casetta ai piedi della montagna vicina a un villaggio di pescatori. anche se non ha fratelli e sorelle, orlando non si annoia mai, perché nel villaggio conosce tutti, gioca con gli altri bambini, accoglie i turisti che arrivano al porto, segue con attenzione il lavoro dei pescatori e se serve fa da assaggiatore per le nuove ricette della locanda.

ma quando il monte sbuffone si sveglia dal suo lungo sonno e ricomincia a... sbuffare, il villaggio inizia ad agitarsi e tutti decidono di andare via, spaventati dal vulcano. tutti tranne la mamma e il papà di orlando, che pensano che non ci sia alcun pericolo così imminente da dover abbandonare la loro bella casetta e sopratutto il loro lavoro...

così orlando rimane solo e annoiato, almeno fin quando, in barba alle raccomandazioni dei suoi genitori, non decide di andare a vedere cos'è che fa sbuffare il monte...


quella di orlando curioso è una storia breve e semplice, la trama è lineare e senza grandissime sorprese per i lettori più adulti - mancano ad esempio i tanti riferimenti a personaggi famosi che si trovano spesso nelle storie disney o che erano fondamentali in viola giramondo - una storia scritta proprio per un pubblico giovanissimo, facile da leggere e da seguire, eppure i due autori sanno sempre emozionare anche se chi legge ha più di almeno quattro anni.
di sicuro una certa trentenne si è davvero entusiasmata a scoprire cosa nasconde il monte sbuffone!

in poche pagine teresa radice ha scritto un'avventura divertente, che parla di amicizia, di coraggio e di scoperte e stefano turconi ha dato vita a un paesaggio che odora di mare, di sole e di limoni, stradine e vicoletti che ricordano i paesi del meridione, con la loro luce dorata, le voci e i profumi che dalle cucine invadono le strade, disegnando tavole ricchissime di dettagli e particolari che rendono il mondo di orlando ancora più vivido e reale.
e se i più piccoli apprezzeranno l'intrepido, curioso orlando, a noi grandicelli rimane - e non è certo poca cosa! - di tornare bambini intrepidi e curiosi, pronti a esplorare il mondo e scoprire quanto possano essere divertenti i suoi segreti!

lunedì 20 marzo 2017

campagna di crowdfunding e presentazione di "melagrana" di attaccapanni press

attenzione attenzione! oggi pomeriggio alle 15:00 inizia il nuovo crowdfunding di attaccapanni press, che abbiamo già conosciuto con grimorio qualche tempo fa (e ne abbiamo parlato qui e qui): il nuovo progetto, che ha coinvolto tantissimi fumettisti e illustratori italiani, è melagrana, un'antologia in cui l'eros sarà il protagonista indiscusso dei racconti...

volantino promozionale ~ Flavia Biondi

in attesa di avere il libro tra le mani, ho chiesto agli autori delle storie di presentarci il loro lavoro rispondendo per noi alla domanda perché lasciarsi sedurre da melagrana? ed ecco le loro risposte, in puro stile blurb e qualche anteprima. bello vero? allora tra un po' tutti su indiegogo a finanziare questo progetto perché qui non si vede l'ora di poterlo leggere!
Perché ce n'è per tutti i gusti e per tutti gli stili! Ogni chicco ha qualcosa di diverso e inimitabile, e insieme fanno un frutto da sfogliare dolce, accattivante e inaspettato.
Laura Guglielmo
Perché la melagrana è antiossidante, e anche del sesso si dica mantenga giovani. Figuriamoci l'effetto di leggere Melagrana, quindi…
Ariel Vittori
Perché la mela come frutto proibito era banale 
Flavia Biondi

Jessica Cioffi

Chi ha detto che la banana è l'unico frutto dell'amor?
Giopota
Perché con Melagrana puoi avere bellissimi fumettini + storie di culo insieme, invece di continuare a leggere quelle storiacce di culo disegnate male nell'angolo più recondito del deep web
Vittoria Macioci
Perché siamo lascivi ♥
Giulio Macaione

Greta Xella

Perché già solo le anteprime fan venire caldo alle orecchie!
Ilaria Urbinati
Perché tanto lo sappiamo tutti che avete un solo chiodo fisso, e noi ve lo serviamo rilegato e in HD
AlbHey Longo

Ilaria Urbinati

ecco la lista completa degli autori:
albhey longo, ariel vittori (introduzione), lonnom bao, claudia 'nuke' razzoli, eleonora bruni & beatrice zeo bovo, fabio mancini, flavia biondi, giopota, giulio macaione, gloria pizzilli, greta xella, ilaria urbinati, jessica 'loputyn' cioffi, laura 'la came' camelli & giorgio trinchero, laura guglielmo, martina andrea batelli, serena ferrero, vittoria macioci, matteo de longis (illustrazione) e lorenzo fornaciari (copertina).

per rimanere aggiornati sul progetto e sulla campagna di crowdfunding vi invito a seguire la pagina facebook di attaccapanni press!

venerdì 17 marzo 2017

commenti randomici a letture randomiche - parte XXXI

marzo 2017 sarà ricordato come il mese della sfiga, dell'influenza e dei malesseri. anzi, ad essere precisi, credo proprio che qualcuno mi abbia fatto una macumba, perché ok i malesseri stagionali, ma non ho mai avuto un'influenza così infame e duratura.
ma siccome si sa, io sono una personcina ottimista, ho approfittato di questi giorni di solitudine (stai lontana che mi contagi!) e noia per lavoricchiare e leggere tutto quello che il mal di testa semiperenne mi ha consentito di leggere, ovvero non tutto quello che avrei voluto ma abbastanza da poter tornare a fare un post di randomica fuffosità.

il più fuffoso e adorabile dei libri letti di recente è ovviamente la seconda raccolta di vignette di sarah anderson, un grosso morbidoso bozzolo felice, dove continuano le avventure dell'alter-sarah tra paranoie, scazzi sovrumani, maglioni rubati, lotte senza speranza con il proprio utero e sociopatia portata fino al limite massimo.
come nel primo volume, si tratta di episodi brevissimi, in media di quattro/cinque vignette ciascuno, che raccontano momenti quotidiani della vita da tutto-vi-prego-ma-non-chiedetemi-di-essere-davvero-un'adulta, filtrati dallo sguardo della protagonista/autrice, capace di rendere le situazioni più banali un capolavoro di comicità tragica.
le vignette di sarah anderson, quando non ti piegano in due dalle risate, ti fanno inevitabilmente esclamare ehi, ma quella sono io! e se non vi è mai capitato di pensare questa cosa nemmeno una volta, allora molto probabilmente non conoscete nemmeno sarah anderson, né il suo libro, né la sua pagina facebook (e sicuramente non siete qui a leggere questo post) perché siete troppo impegnati da cose tipo - ugh! - vivere la vita vera.
mollate tutto, recuperate questo libro (e anche crescere che palle!), raggomitolatevi sotto una coperta con una mega felpa addosso e una pizza accanto ed eccovi risolti tutti i problemi, anche quelli a cui non avete ancora pensato.

ma in realtà noi millennials (ho scoperto l'esistenza di questa definizione da poco e mi ha gasato, era da tanto che non trovavo un gruppo in cui inserirmi, e qui, per forza di cose, ci rientro appieno, quindi ora faccio come i bambini che imparano parole nuove e le usano ogni volta che possono farlo) abbiamo tanti modi di convivere con la vita, l'universo e tutto quanto (cit.), cosa che diventa incredibilmente più complessa se vi capita di nascere femmine.
pénélope bagieu ci racconta in una sorta di diario a fumetti - la mia vita è assolutamente affascinante - la sua storia che, anche qui, è un po' lo specchio di una generazione, una generazione che davanti al no future dei punk degli anni ottanta si fa matte risate mentre cerca di sopravvivere tra stage, contratti a tempo determinato, le aspettative su cosa dovrebbe essere/fare/dire una ragazza perbene, lo shopping compulsivo (è uno dei mali più diffusi a quanto pare, consolatevi), famiglia, fidanzato, amiche, colleghi e incontri fortuiti per strada.
un po' come in joséphine, pénélope bagieu disegna piccoli momenti quotidiani per mostrare le contraddizioni, le assurdità e le isteriche convenzioni di una società tutta basata sulla forma più che sulla sostanza.
e vi ricordo che lo trovate nel pack promo sul sito di hop edizioni (qui), quindi proprio non avete scuse per rimandare ancora l'appuntamento con questa autrice!

in ultimo due parole le voglio spendere per il trentunesimo episodio di monster allergy, domulacrum, che poi sarebbe il primo della nuova serie.
da un lato mi ha entusiasmata rivedere i vecchi personaggi di una serie di quando ero ragazzina, ritrovarli cresciuti e però di nuovo alle prese con quel mondo fatto di mostri, domatori, rifugiatori e misteri, di nuovo in missione, insieme zick ed elena, proprio come ai vecchi tempi.
dall'altro lato mi è sembrato che tutto spingesse un po' troppo sul tasto nostalgia, che fosse tutta una bella, affascinante, ben strutturata trappola per i vecchi lettori che non volevano lasciar andare i personaggi di una serie amata, che però, in fondo, non sono più quelli di un tempo: mi sono chiesta parecchie volte, durante la lettura, ma se io non fossi stata una fan della vecchia serie, questa storia qui mi sarebbe piaciuta lo stesso? e boh, mi sa proprio di no.

va bene che è il primo episodio di una nuova serie, che in qualche modo doveva collegare quello che è stato fino ad ora con quello che sarà, va bene che è scontato che i primi episodi sono sempre un po' introduttivi e quindi ci sta che non appassionino poi più di tanto, va bene che io ormai non sono più quella che ero quando leggevo monster allergy (che però i vecchi volumi mi gasano ancora come ai tempi), però questo mi è sembrato un po' moscio rispetto a prima, e i nuovi zick e elena, così cresciuti, mi stanno meno simpatici di quello che erano all'inizio, quando erano solo due bimbetti casinisti e buffi.
è stato un po' come se quello fosse andato via per sempre, rimpiazzato da qualcosa che - magari perché i cambiamenti all'inizio non piacciono mai a nessuno - non riesce a reggere il confronto.
non so esattamente cosa, forse semplicemente non è stato abbastanza divertente e un po' troppo affrettato: in effetti, a fine lettura, la sensazione è che questo primo episodio può tranquillamente anche essere l'ultimo, non mette nessuna voglia di sapere cosa succederà dopo, e non mi sembra proprio il massimo per iniziare.
come se questo domulacrum fosse un modo molto garbato e anche un po' timido di dire a noi trentenni allora che si fa? volete continuare a leggere le storie di zick ed elena? pensateci con calma, eh, ormai non è più il tempo di passare ogni giorno in edicola a chiedere se è uscito il nuovo numero.
e d'altra parte, un volumino che costa un accidenti perché wow è cartonato! e wow lo trovi solo in libreria, mica in edicola come ai vecchi tempi quando eri ancora un bimbetto! a chi dovrebbe essere destinato se non ai vecchi nostalgici?

e quindi sì, sono una vecchia nostalgica che voleva tornare ai bei tempi andati in cui leggevo le storie di un ragazzino allergico ai mostri e della sua amica buffa e simpatica e che per farlo è dovuta scendere a patti, accollandosi un ragazzino che non tiene più l'inalatore in mano una vignetta sì e una no, l'amica buffa che ora è una strafiga, i mostri che quasi non ci sono, niente sfruscio, i cattivi che dove diamine sono finiti i pirati fantasmi e tutte quelle altre cose spaventosamente fighe? e un volumino cartonato che costa quasi quindici euro perché ormai gli spillatini sono da sfigati e noi vogliamo solo i graphic novel in bella mostra alla feltrinelli.
delusa? beh, mentirei se dicessi di no. ma mentirei pure se dicessi che non mi frega niente di sapere come andrà avanti la storia (ma con calma, e sopratutto che mai e poi mai zick ed elena finiscano insieme o ritorno a credere che la serie sia finita con il ventinovesimo episodio, altro che la nuova trilogia non esiste), so che al prossimo numero cincischierò un po' e poi cederò di nuovo, anche se per me questa roba non è - almeno non è ancora - monster allergy.
consigliato? solo se vi avanzano quindici euro e volete soffrire un po' anche voi.

mercoledì 15 marzo 2017

joséphine

è pallida, ha i fianchi troppo larghi e il seno troppo piccolo, ha un gatto di nome bradpitt, amici senza troppi peli sulla lingua ed è disperatamente single: joséphine, nata dalla matita di pénélope bagieu, è la cugina parigina di bridget jones (quella dei film, ché il libro non mi è piaciuto per niente) e di lucrezia.


joséphine è l'esempio perfetto della trentenne single di oggi: stressata da un lavoro poco soddisfacente, ossessionata dallo shopping compulsivo, tampinata da chi non fa che ricordarle che alla sua età non ha uno straccio di uomo, disperata dentro jeans troppo stretti, con un pessimo rapporto con l'abbonamento della palestra e con la famiglia, che non smette un attimo di paragonarla alla sorella, moglie di un ricco chirurgo, mamma di due adorabili pargoli (alla tua età non hai ancora figli?) e con un lavoro molto più serio del suo.

all'inizio la storia di joséphine è raccontata in episodi brevi - anche di solo una pagina - slegati tra loro, squarci di - tragicomica - vita quotidiana in cui, ammettiamolo, non è poi così difficile ritrovare qualcosa di proprio, ma sono episodi che, pian piano, iniziano a formare un quadro unico, una sola storia fatta sfighe e piccole frustrazioni fino a che non si compie il più agognato dei miracoli e... arriva un fidanzato! e adesso che si fa?

ecco, lì allora bisogna cominciare con quelle piccole paranoie, che diventano man mano sempre più esasperanti, che i luoghi comuni - ai quali joséphine si attiene con millimetrica precisione - vogliono tipiche delle donne: e quindi gelosie per nulla, dialogo zero, pianti di nascosto e mille e mille dubbi.
e sappiamo benissimo come va a finire poi un rapporto basato sul sospetto, vero?


nel secondo volume dedicato alle sue avventure joséphine (joséphine 2 - va tutto bene) torna più matura e arrabbiata, come leggiamo in quarta di copertina, ok, ma di certo non ha perso la sua capacità di cacciarsi in situazioni imbarazzanti e disastri cosmici, questa volta - tra le vaschette di sushi dimenticate mezze piene nei cassetti della scrivania mentre è in vacanza e le crisi per colpa di una nuova, giovanissima, carinissima, dolce e gentile collega - arrivando a trovare il peggiore degli uomini possibili: quello già sposato!
insomma, non c'è pace per joséphine, e mentre la sua vita continua ad andare a rotoli a tutto gas e canticchiando allegra, il suo ex si sposa e la invita al matrimonio, le sue amiche hanno adorabili rosei e morbidi bambini e traslocare in un nuovo appartamento diventa indispensabile (leggendo capirete perché). insomma, nessuna buona nuova?
no, in realtà qualcosa di incredibilmente positivo sembra profilarsi all'orizzonte, proprio all'ultima pagina di questo volume... e io non ho ancora il terzo!!! sigh! devo recuperarlo al più presto perché ora sono davvero curiosa di sapere come andrà a finire...

le amanti di bridjet jones - già detto - o dei romanzi di sophie kinsella non possono assolutamente perdersi questa trilogia: joséphine è la rappresentazione del quotidiano imbarazzo nello scontrarsi ripetutamente con una società in cui l'apparenza e gli obblighi imposti contano più di ogni altra cosa e forse, rispecchiandoci in questa ragazza dai fianchi larghi e dalla lingua tagliente, possiamo ritrovarci e darci una mano a uscire dal tunnel delle nostre paranoie, o almeno continuare a percorrerlo facendoci una risata quando serve!


ah, vi segnalo che in questi giorni, sul sito di hop edizioni, trovate il pack con i primi due volumi di joséphine e la mia vita è assolutamente affascinante, della stessa autrice, a un prezzo scontatissimo!

lunedì 13 marzo 2017

intervista all'illustratrice laura proietti

ammetto che tra i tanti usi impropri che faccio di instagram, oltre quello di fotografare compulsivamente la mia gatta e i libri che letto (so che dovrei fare foto degne di questo nome, ma non c'ho voglia già da troppo tempo), c'è anche quello di cercare in giro illustratori bravissimi per poi sbavare sui loro lavori e rodermi tantissimo per essere in grado di fare solo i miei soliti disegnilli scemi.
in una delle tante sessioni di questa sorta di masochistica penitenza però ho beccato i lavori di una ragazza così originali e ricchi di personalità che ne sono immediatamente innamorata. dopo averla stalkerata un po' sui social, ho scoperto che avrebbe fatto parte del gruppo di autrici che sta lavorando al progetto artiste, così non ho più resistito e mi sono finalmente decisa a chiederle se le avrebbe fatto piacere fare due chiacchiere qui su claccalegge e... niente, lascio la parola a laura proietti!

buona lettura!

hermione granger - foto di laura

ciao laura! benvenuta su claccalegge! ci racconti di come è nata la tua passione per il disegno?
Ciao!! Beh, raccontare com'è nata la mia passione per il disegno è molto semplice.
La mia passione per il disegno credo proprio sia nata con me, e da quando ho messo in mano la mia prima matita non ha fatto altro che crescere e crescere di continuo. Non ricordo un momento senza, e non immagino nemmeno lontanamente la mia vita futura senza di essa.
Da piccola sono sempre stata una bambina introversa, e "affidarmi" al disegno per esternare le mie gioie o le mie paure mi è sempre  stato fondamentale e naturale.
Anzi, ti dirò, la mia grande passione per il disegno invece che essere nata con me, credo proprio sia nata prima di me!
work in progress... - foto di laura proietti

attualmente è in corso il crowdfunding per artiste, a cui tu partecipi insieme a tante altre disegnatrici: è la prima volta che partecipi a un'antologia di fumetto?
Sì! E' la prima volta che partecipo ad una antologia del fumetto.
E non perché sono una delle tante disegnatrici che vi partecipa, ma questo progetto è tra i più interessanti e belli che abbia mai visto! Sono appena uscita dalla Scuola del Fumetto di Palermo, e nemmeno il tempo di guardarmi intorno che mi ritrovo in un progetto così bello e pieno di persone bravissime e dolcissime.
Mi sento fortunata. E' un progetto tutto al femminile, dove si guarda alla forza e alla vita di grandi Artiste nella storia.
Il crowdfunding è aperto, e quindi invito tutti gli amici di questo bellissimo blog a supportarci e informarsi alla pagina Facebook di Artiste!
uno scorcio dello studio - foto di laura

quali sono i materiali e/o le tecniche che preferisci usare quando disegni?
Ho iniziato disegnando con gli acquerelli, Promarker o china. Poco predisposta al disegno digitale (ho sempre odiato la tecnologia).
Ma inspiegabilmente, poco meno di tre anni fa ho iniziato a colorare per gioco in digitale.
E mi è sembrata una magia.
Colori vividi, molte più possibilità, maggiore velocità e controllo.
Insomma, mi sono innamorata della tavoletta grafica e di Photoshop, e da allora praticamente lavoro solo in digitale.


fanart di la la land - laura proietti

io ti ho scoperto su instagram grazie a una fanart su hermione, ma tu disegni tantissime fanart: quali sono i tuoi personaggi - di fumetti, libri, fil, serie tv eccetera - preferiti?
Amo disegnare personaggi già esistenti più o meno reali. L'ho sempre trovata una sfida.
Da un lato hai la possibilità di avere un personaggio già ben strutturato e funzionale da tutti i punti di vista, fisici e caratteriali. Ma dall'altro, devi importi di rendere originale ciò che magari è già super sdoganato.
Prendo ad esempio Alice nel Paese delle Meraviglie, di cui ho fatto un progetto.
E' stato bellissimo e difficilissimo.
Per quanto riguarda i miei personaggi preferiti, per l'appunto Alice nel Paese delle Meraviglie, Harry Potter, di recente ho fatto una illustrazione a tema La La Land...e insomma tanti altri che ho già ben in mente e spero presto di mettere su "carta".
il tuo stile di disegno è molto particolare - e a me personalmente piace da impazzire - e si adatta bene sia al fumetto che alle illustrazioni, due media solo in apparenza simili tra loro: quale di queste due "strade" pensi di intraprendere a livello professionale?
Questa domanda mi fa molto sorridere, e ti dico subito perché:
Appena uscita dal Liceo Artistico qualche annetto fa, ero sicura al 100% di intraprendere la carriera del fumetto.
Già mi vedevo fumettista con china e fogli da inchiostrare.
Ma, un giorno andando alla Feltrinelli, mi è capitato sotto mano il libro "L'erbario delle fate" di Benjamin Lacombe, che nemmeno conoscevo.
L'ho aperto, sfogliato, e ho avuto un emozione così grande che al solo pensarci mi tornano le lacrime agli occhi.
Ho pensato "Io voglio fare questo. Voglio far provare questo." Quella sensazione bellissima di quando tutto si fa chiaro.
Io quel giorno ho deciso di fare l'illustratrice, ed è una scelta che faccio ogni giorno.
E ti dirò, io non voglio solo fare l'illustratrice, ma voglio arrivare a quel livello lì.
Voglio emozionare con le mie illustrazioni.
"strani unicorni" - laura proietti

chi sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzata e ispirata?
E qui il caro Benjamin Lacombe ritorna. Ovviamente da un punto di vista affettivo, meno stilistico.Mentre da un punto di vista stilistico al primo posto c'è Julia Sardà, che adoro.
quali sono i tuoi prossimi progetti?
I miei prossimi progetti sono sicuramente di lavorare. Tanto.
Fare libri illustrati, favole per bambini e divertirmi come faccio sempre.
E già c'è qualcosa che bolle in pentola...ma sssh!
grazie mille per essere stata con noi! in bocca al lupo per tutto e speriamo di rivederti presto!

autoritratto - laura proietti

per conoscere meglio laura e i suoi lavori, vi invito a seguirla su facebook, instagram e behance.

giovedì 9 marzo 2017

misdirection

La misdirection (direzione dell'attenzione) è una sorta di sottofondo costante di ogni buon gioco di prestigio. Essa consiste nella capacità del prestigiatore di attirare l'attenzione del pubblico solo sulle parti del gioco o della scena che egli ritiene opportune, permettendo così di sviare l'attenzione da movimenti e mosse che non devono essere viste e ricordate. In questo modo il pubblico avrà l'impressione di azioni pienamente legittime laddove in realtà sono stati realizzati dei "trucchi".
La
misdirection si produce con lo sguardo, con il tono della voce, con i movimenti e soprattutto con tecniche psicologiche che permettano di far focalizzare l'attenzione del pubblico su ciò che il prestigiatore ritiene opportuno.
(fonte wikipedia)


federica ha tredici anni, passa le giornate delle sue ultime vacanze estive prima dell'ingresso al liceo in vacanza in montagna con i nonni e con il suo smartphone perennemente in mano, lo usa per tenersi in contatto con gli amici e per registrare il suo diario.
e la sera prima, dopo aver passato di nascosto una notte in discoteca con la sua amica noemi, di qualche anno più grande di lei, si risveglia cercandola ma senza riuscire a trovarla da nessuna parte.
inizia così, insieme a un altro ragazzo che come federica e noemi alloggia nello stesso residence per le vacanze, a cercare la sua amica ma senza risultato.
nonostante la sua ansia e la sua preoccupazione per le sorti dell'amica, nessuno in paese, nemmeno la madre di noemi, sembrano preoccupate per quello che potrebbe essere successo, anzi, sembrano fare a gara a chi sa essere più cattivo...

misdirection potrebbe essere un giallo, ma è più un racconto di formazione, la storia di come bastino gli eventi di un solo giorno per far crollare quell'innocenza dei tredici anni, per prenderci per la collottola e buttarci a calci fuori dal nido sicuro dell'infanzia e per farci rendere conto che le cose non sono semplici e sicure come le abbiamo sempre pensate.


lucia biagi non è certo un'esordiente, anzi ha diverse pubblicazioni alle spalle tra autoproduzioni e collaborazioni con diverse case editrici, come illustratrice e fumettista, ma il suo tratto, seppur molto controllato e preciso, mantiene una freschezza quasi naïf che ho apprezzato tantissimo, sopratutto per l'espressività dei personaggi.
l'esperienza si vede tutta invece nella scelta della colorazione, che alterna sapientemente bicromia e monocromia, dando fin dalle primissime pagine uno stile riconoscibile e originale alle tavole e aiutandoci a seguire i passaggi temporali, sia nelle scelte di regia, nei tempi della narrazione, che sa spostarsi sapientemente dal presente ai flashback dell'immediato passato, strutturando al meglio la vicenda e conducendoci, poco per volta insieme a federica, alla scoperta del vero mistero legato alla scomparsa di noemi.

misdirection lo trovate tra pochi giorni - il 14 marzo - in libreria e online, e io vi consiglio di prenotarlo già adesso!

mercoledì 8 marzo 2017

storie della buonanotte per bambine ribelli

oggi, in più di quaranta paesi in tutto il mondo, si terrà lo sciopero globale delle donne, un'iniziativa nata in argentina dalle stesse attiviste che hanno fondato ni una menos un paio di anni anni fa, un movimento di solidarietà tra le donne non solo del sud america ma di tutto il giorno per chiedere il rispetto vero, e non solo sulla carta (quando almeno lì c'è), dei diritti politici, sociali, medici ed economici di tutte le donne.
negli ultimi anni ci sono state tante manifestazioni, tra le quali quella del 26 novembre scorso a roma e la women's march il 21 gennaio, che ha visto le donne di più di centosessanta paesi scendere in strada a dare il loro sostegno alle donne americane minacciate dalla politica sessista e misogina del nuovo governo trump.
il movimento non si è mai fermato, e oggi riprende in mano il vero significato dell'otto marzo, che non è una festa commerciale ma un giorno dedicato alla lotta per i diritti delle donne in tutto il mondo e alle donne che, con le loro battaglie, ci hanno permesso oggi di avere quei diritti che fino a qualche anno fa non erano nemmeno lontanamente immaginabili.
qui trovate tutte le informazioni sullo sciopero di oggi e qui un'intervista molto interessante che vi consiglio di leggere, ma in realtà, oltre a parlarvi oggi di questa iniziativa bellissima e importante, che sostengo completamente e di cui sottoscrivo ogni punto, volevo approfittare di questa giornata per scrivere qualche riga su un libro che ormai da mesi sta spopolando, e a ragione, in mezzo mondo: storie della buonanotte per bambine ribelli.


lo scorso anno veniva presentato il crowdfunding per la pubblicazione di un libro di non-favole dedicato alle bambine - e ovviamente ai bambini - di tutto il mondo: goodnight stories for rebel girls, scritto a quattro mani da elena favilli e francesca cavallo, giornalista una, regista l'altra, entrambe italiane emigrate in america e fondatrici di timbuktu, una nuova realtà editoriale digitale per bambini dai 6 ai 10 anni.
il progetto goodnight stories for rebel girls ha un successo spaventoso e immediato, raggiungendo il suo primo obiettivo nelle prime 30 ore e arrivando, a fine campagna, a raccogliere più di un milione di dollari e ottenendo il record per il libro più finanziato in crowdfunding della storia.

a pochi mesi dall'arrivo dei reward della campagna - lo scorso dicembre - mondadori ha saputo cavalcare l'onda e ha acquistato i diritti per la pubblicazione del libro qui in italia, in cui è disponibile da pochi giorni, ma basta dare un'occhiata ai social (#storiedellabuonanotteperbambineribelli su instagram ad esempio) per capire fin da subito quanto è stata calda l'accoglienza del pubblico, anche decisamente più grandicello del target di riferimento.


ma dove sta il segreto del successo? nella formula, semplicissima e per questo geniale, del libro stesso: cento storie di cento donne che, ribellandosi ai luoghi comuni, alle dittature, agli stereotipi, alle regole, a tutto e tutti, sono riuscite a cambiare la loro storia e la nostra, tutte illustrate da circa sessanta bravissime artiste, che hanno dato vita, parallelamente, a una meravigliosa e suggestiva galleria di ritratti.
cento biografie scritte in modo semplice e diretto, con uno stile perfetto anche per le bambine (e i bambini) più piccole, che un po' ricorda quello delle favole, per insegnare che ogni bambina, ogni ragazza, ogni donna può essere quello che vuole, che quello di principessa non è l'unico ruolo possibile e sopratutto che le donne possono arrivare ai loro obiettivi anche da sole, senza aspettare fate madrine o principi azzurri ad aiutarle.
ora, io non ho mai condiviso il nuovo astio per le principesse disney, non le ho mai considerate deboli o foriere di valori sbagliati, anzi, quelle sono state i personaggi che da bambina mi hanno trasmesso il significato di molte cose che considero ancora più che positive: il coraggio di seguire i propri sogni, la caparbietà e la tenacia, la solidarietà, l'affetto per gli amici e per la famiglia, la forza d'animo, lo spirito di sacrificio eccetera eccetera, e credo che ognuno debba essere libero/a di scegliersi gli eroi e i miti che vuole, chi vuole essere una principessa deve essere libera di sognare corone e merletti senza sentirsi in difetto tanto quanto chi vuole diventare un'astronauta può immaginarsi su marte senza che nessuno le dica che sarà impossibile.
ma alle principesse mancava una cosa che invece hanno le protagoniste di storie della buonanotte per bambine ribelli: non sono reali.
quelli erano esempi astratti di concetti tanto nobili quanto vaghi, ma qui, nelle biografie di queste donne importantissime, c'è il messaggio che è davvero possibile essere quello che si vuole e c'è qualcuna pronta a dimostrartelo con la sua storia.


tra le pagine di questo libro troviamo personaggi più o meno recenti, artiste, sportive, scienziate, attiviste politiche, cantanti, scrittrici, poetesse: tutte donne che hanno dimostrato attraverso loro stesse che nessun ruolo è precluso a qualcuno per la sua natura. e se alle bambine farà bene crescere pensando di poter ottenere qualsiasi risultato senza essere limitate dal loro essere bambine, a noi più adulte resta comunque la possibilità di imparare ancora e da queste donne grandissime.

lunedì 6 marzo 2017

il cane che guarda le stelle ~ il cane che guarda le stelle: racconti

il cane che guarda le stelle è uscito nel novembre del 2015 e per tutto questo tempo io ne ho rimandato acquisto e lettura per una semplice ragione: al questo manga vi commuoverà il mio cervello si è messo in moto immaginando la tragica storia di un povero cagnetto maltrattato e abbandonato che moriva malissimo lontano da qualsiasi sguardo affettuoso. già solo a pensarci stavo così male che, nonostante io ami parecchio gli slice of life e le storie che raccontano di animali, ho deciso che non avrebbe avuto le mie lacrime.
poi, un paio di settimane fa, l'ho visto in libreria, l'ho sfogliato velocemente e ho capito che non avevo capito niente. così ho preso lui e qualche giorno dopo il cane che guarda le stelle: racconti. e adesso, visto che ho scoperto di non essere stata la sola a farmi film tragici in testa, è arrivato il momento di spiegarvi perché, sopratutto se amate gli animali, vi consiglio di recuperarli entrambi.


beh a dire il vero è molto semplice: non c'è nessun cagnolino maltrattato e abbandonato che muore solo e senza aver conosciuto l'affetto di un umano. anzi.

*attenzione agli spoiler!*

il primo racconto, il più lungo e quello che da il titolo alla raccolta, inizia con la triste scoperta in un campo del cadavere di un uomo, rimasto dentro la sua automobile per almeno un anno, e quello di un cagnolino, morto però molto più di recente.
è la storia di happy e della sua famiglia.

raccolto da una bambina quando era solo un cucciolo dentro uno scatolone, happy si ritrova ad avere, oltre a un nome e alla nuova compagna di giochi, una mamma e un papà.
ma i bambini, si sa, si stancano presto dei giocattoli nuovi, e la mamma è più brava a punirlo quando sbaglia che a giocare con lui. l'unico che lo porta a passeggiare e parla davvero con lui e il papà, un uomo comune, con un carattere fin troppo pacifico e incline alla rassegnazione.
quando la moglie chiede il divorzio e la figlia si allontana da lui, non gli resta che happy, pochi soldi e qualche oggetto che non riesce neppure a riempire il portabagagli della sua auto.
senza lavoro, senza casa, malato e ormai senza famiglia, a questo esempio dell'ovvia domanda che salta fuori parecchio spesso quando si leggono manga, e cioè ma possibile che in un paese come il giappone non esista l'assistenza sociale?, non rimane che mettersi in viaggio con il suo cagnolino, nella speranza di riuscire a cominciare una nuova vita.
durante il loro viaggio, happy e il suo papà si ritrovano a vivere tante piccole avventure che li renderanno sempre più uniti e bisognosi uno dell'altro: l'incontro con un misterioso bambino diretto in hokkaido, un'imprevista corsa dal veterinario, la pesca, la vendita dei pochi oggetti rimasti.
il destino di entrambi non è dei più rosei, ma quel legame che si è creato tra loro non li lascia cadere nella disperazione nemmeno nei momenti di maggiore sconforto: è un rapporto che va oltre quello che banalmente si sintetizza in padrone-cane, perché non esiste alcuna subordinazione: sono amici, più che amici sono una famiglia e forse qualcosa di ancora più importante: l'amore e la devozione di happy sono, come quelli di tutti i cani, assoluti, così grandi da riuscire a smuovere persino l'animo di un uomo solitamente poco incline alle passioni e ai sentimenti.
e se anche è stato per poco, un uomo e un cane hanno saputo sperimentare quel legame incredibilmente forte e assoluto che solo gli animali sanno farci provare. ditemi se non è un bel finale questo!

il secondo racconto - vi avverto, questo è veramente più triste - miracolosamente risponde alla domanda di cui sopra: sì, in giappone gli assistenti sociali esistono, ma, almeno nei manga, di un aiutino avrebbero bisogno persino loro.
il signor okutsu è infatti un assistente sociale, abita nella vecchia casa che gli hanno lasciato i nonni davanti a un campo di girasoli, e a lui viene affidato il compito di riconoscere il cadavere ritrovato nella macchina. quando viene a sapere che in realtà è stato seppellito anche un cagnolino, trovato accanto al suo padrone, okutsu inizia a ripensare alla sua infanzia e sopratutto al suo cane, un dolce cucciolo regalatogli dal nonno quando era ancora piccolo: un cane forse sciocco, felice per poco, che non solo non reagiva ai dispetti, ma che amava incondizionatamente quel bambino che era quasi indispettito dalla sua bontà.
seguendo le tracce del misterioso viaggiatore che si è preso la briga di andare a morire in un campo con il suo cane senza portarsi dietro nemmeno un documento, okutsu inizia a intuire il tipo di rapporto che c'era tra i due ed inevitabilmente, a ripensare a quello, praticamente nullo, tra lui e il suo cane, scoprendo non solo di essere stato un pessimo padrone, ma di aver perso la possibilità di sperimentare una felicità da far invidia.


il secondo volume racconta due storie collegate a quella di happy, che si chiudono poi in un unico finale riunisce idealmente tutte le vicende.

la prima storia ci fa conoscere uno sfortunato fratellino di happy, rimasto solo dopo che lui è stato portato via dalla bambina, malato e abbandonato dentro uno scatolone.
viene recuperato da una burbera, anziana signora convinta che non le rimanga altro da fare che aspettare di morire, esattamente come quel cucciolo malato.
ma, lo sappiamo benissimo, i cani cambiano le persone, e sanno addolcire persino il più triste e cinico dei cuori, riuscendo non solo a farsi salvare, ma diventando salvatori a loro volta.

il secondo riprende e approfondisce la vicenda del bambino diretto in hokkaido, quello che per qualche giorno aveva viaggiato al fianco di happy e del suo papà, e di come, rubando un carlino da un negozio di animali, salvandolo, senza sapere che era l'ultimo rimasto di una cucciolata in un negozio, sempre snobbato da tutti, troppo vecchio ormai e prossimi a una brutta fine.
accanto al suo nuovo amico, riesce a raggiungere il nonno in hokkaido, che quando sente la sua storia, ritorna al posto di origine, per ringraziare tutti quelli che si sono occupati del nipote e per scusarsi con i proprietari del negozio in cui si trovava il carlino. sulle tracce di happy e del suo papà, il bambino riuscirà a scoprire l'amore, l'affetto, la lealtà e la gentilezza che gli erano sempre stati negati.

nelle ultime pagine, sotto i fiori di ciliegio, è facile rendersi conto di quanto un incontro, forse voluto dal destino, forse deciso prima ancora delle nostre nascite, con un esserino scodinzolante possa cambiarci la vita.

quindi, lasciate perdere tutti i vostri timori, preparate i fazzolettini e leggete assolutamente questi due volumini. meglio ancora se avete un cane (o un gatto, un coniglio, un criceto, eccetera, va bene uguale) da abbracciare nel frattempo!

venerdì 3 marzo 2017

e così conoscerai l'universo e gli dei

sia che immaginiamo un dio creatore, che ci ha dato la vita per sconfinato amore, sia che pensiamo di essere stati noi a creare gli dei a nostra immagine e somiglianza, la verità è che non siamo mai tanto arroganti ed egocentrici quando parliamo di dio.
ma se le cose fossero andate in modo completamente diverso?


in principio gli dei erano tre: ablavar, zantek e blorax, anzi quattro, perché c'era anche il loro maestro, e per ricevere la sua approvazione i tre dei giocavano con la materia, davano origine a mondi e alle creature che li abitavano, cercando di sfruttare al meglio le loro capacità e la loro immaginazione.

tra strutture molecolari psichedeliche e impossibili, in questa genesi della terra vediamo il nostro pianeta popolarsi di ani-mali e u-mani: i primi creati da ablavar, forse un po' grotteschi ma a loro modo teneri e accarezzevolissimi (cit.), i secondi da zantek, più evoluti ma decisamente meno... carini.


secondo e così conoscerai l'universo e gli dei di jesse jacobs la creazione del mondo e dei suoi abitanti non è stata poi qualcosa di così grandioso e magnificente come siamo stati abituati a credere: capricciosi e infantili, ablavar e zandek si sono scontrati per far prevalere le proprie creature l'una sull'altra agli occhi del loro maestro.
zandek però, desideroso di distruggere l'opera di ablavar e di umiliarlo in ogni modo possibile, non perde occasione per usare i suoi uomini per insegnare loro a essere crudeli e violenti.


la prima famiglia di umani infatti non ci fa esattamente onore: la prima coppia è ingenua, incapace di discernere il bene dal male, incapace di capire il perché delle cose, di trovare un collegamento tra causa ed effetto. probabilmente, la donna è stata la prima ad essere stata creata: ha più esperienza e il mondo la spaventa di meno di quanto non faccia con il primo uomo, terrorizzato da ogni cosa che non capisce - ovvero quasi tutto - ossessionato solo dal pensiero di procurarsi il cibo, qualsiasi esso sia.
mezzo gradino evolutivo sopra (e non che questo sia necessariamente un bene) sono i loro due figli, che sembrano riproporre in piccolo lo scontro tra i due dei: rispettoso e sensibile uno, crudele l'altro, sempre insieme ma sempre in contrasto tra loro. non vi fa venire in mente niente?


le possibili analisi sono tante: i due fratelli, che ovviamente ricordano la coppia caino/abele della bibbia, sviluppano le loro attitudini - e di conseguenza i loro destini - in modo completamente diverso da quello che conosciamo perché diversi sono gli dei di jesse jacobs dal dio della genesi: non c'è alcuna legge morale a cui obbedire per queste divinità, o se ce ne sono non ci appartengono e non le capiamo.
zandek fa la guerra ad ablavar per il puro piacere di farla, come un bambino che fa i dispetti a un altro bambino, e al contempo vede, come unica possibilità di mostrarsi superiore a lui, quella di intralciare il suo lavoro, così le creature di zandek praticano atti di violenza e crudeltà senza farsi domande, senza neppure immaginare cosa possa essere il concetto di morale.
jesse jacobs non interpreta né giudica il comportamento dei suoi personaggi, ma ci lascia la possibilità di farci un'idea precisa sull'origine e sul significato della violenza stessa.

oltre le considerazioni di carattere etico, che ho trovato inaspettatamente forti e importanti, e così conoscerai l'universo e gli dei ci regala tavole visionarie in cui geometrie impossibili e strutture organiche si fondono, separano e riuniscono continuamente, in un caleidoscopico assestarsi della creazione stessa, sintetizzato e concluso nell'espressione di ablavar davanti a un mondo diverso da quello che aveva creato, un mondo tanto più apprezzato dal suo maestro quanto più spigoloso, duro e crudele di quello che aveva immaginato.


io penso che i concetti più importanti e basilari legati alla verità della natura e della condizione umana siano in realtà estremamente semplici, così tanto da rendere insignificante - ed estremamente difficile - qualsiasi tentativo di parlarne, di discernerli e spiegarli.
su alcuni di essi, tra le pagine di questo capolavoro, jacobs ci aiuta a fare chiarezza, in modo più emozionale che razionale.
e così conoscerai l'universo e gli dei è un libro di cui è difficile parlare ma che riesce - senza trasformarsi in un trattato filosofico, ma rimanendo sempre nel piano della narrativa - a lasciare la sensazione che, attraverso una versione fantastica e fantasiosa della creazione, ci sia stato concesso di afferrare qualcosa di fondamentale sull'essenza umana.

giovedì 2 marzo 2017

to be read - marzo


questa volta è stato veramente più difficile. la tbr di febbraio non mi è servita a moltissimo, ho letto un sacco di cose che non pensavo di leggere e non ho fatto in tempo a sfogliare alcuni dei libri che avevo messo in lista, quindi questo mese ho cercato di abbassare un po' il tiro e di tenere fuori i titoli più in forse, quantomeno per non rimanerci troppo male a fine mese.
(ah, questa volta il bigliettino me lo sono ricordata!)


sicuramente avete notato che è tornato viaggi nel tempo. non è il solo della tbr dello scorso mese che non ho letto, ma è quello che mi è dispiaciuto di più rimandare. ce la farò questo mese?
c'è yuri, che sarà il mio primo libro di igort. so che lui è un autore-must, ma non ho mai letto nulla di suo, ogni volta rimandavo per un motivo o per un altro, ma davanti all'incredibile carineria di questo libro qui non ho saputo resistere.
finalmente frida di vanna vinci! uno dei titoli che più desideravo, l'ho recuperato insieme a monster allergy - domulacrum grazie al buono affiliazione amazon (a proposito, grazie a tutti voi che passate da qui prima di fare i vostri acquisti ), altrimenti, visti i prezzi sconfortanti di entrambi, avrei continuato a rimandare fino a che non li trovavo usati.
e così conoscerai l'universo e gli dei in realtà l'ho già letto (e - spoiler! - ve ne parlerò domani), ma è un mega capolavoro e ci tenevo a farvelo vedere anche qui.
scartabellando tra le pile di cose da leggere che invadono la mia camera (ah, ho un po' risolto il problema dello spazio perché il misterioso recensore ha comprato una libreria nuova e ho traslocato un po' di cose da lui) ho trovato topolino e i signori della galassia, che credo di aver acquistato addirittura a dicembre! mi aspetta da mesi e io mi ero quasi dimenticata di averlo.
ho già letto queste storie, ma davanti a questi bei monografici disney non so proprio resistere...
ammetto di aver già letto anche il cane che guarda le stelle e il cane che guarda le stelle - racconti, ma mentre preparavo la pila da fotografare mi hanno guardato come a dire dai, spamma anche noi, e che potevo fare io? spero di parlarvene prestissimo, mi sono piaciuti parecchio e no, non sono così tristi come ho letto in giro, anzi, a me hanno messo quasi una certa pace interiore.
the best of paperopoli 2017 è una raccolta delle migliori dodici storie papere pubblicate lo scorso anno su topolino. come sopra, non so resistere ai volumoni disney da quando avevo dodici anni.
infine, soffro con un cane, preso un paio di settimane fa a catania che non vedo di leggere, e finzione infinita, che mi ero appositamente lasciata da parte per il mese che noi del book bloggers blabbering abbiamo deciso di dedicare a eris edizioni.

ce la farò questa volta? non so, ma questi primi accenni di inizio primavera mi fanno venire una voglia di ozio incredibile, vorrei passare pomeriggi interi a leggere e pigroneggiare, e invece mi ritrovo sempre tante di quelle cose da fare che mi sa che prima o poi esploderò...

mercoledì 1 marzo 2017

indie BBB café | intervista a eris edizioni


l'indie BBB café ha aperto i suoi battenti a gennaio, proponendosi di essere un luogo virtuale in cui noi del book bloggers blabbering, gli editori, gli autori e i lettori potessero chiacchierare di libri, di editoria e sopratutto di storie. in questi primi mesi abbiamo conosciuto casasirio e las vegas edizioni (vi rimando qui per rileggere tutti i post fino a ora pubblicati) mentre marzo si apre qui su claccalegge ospitando eris edizioni, una casa editrice indipendente e innovativa, che ha raccolto nel suo catalogo, dal 2010 a oggi, titoli e autori fuori dagli schemi, nomi affermati e artisti esordienti, autori italiani e stranieri, che hanno saputo regalare un nuovo significato alla narrativa in generale ma sopratutto al fumetto, e che, nel giro di poco dal momento in cui l'ho conosciuta, è diventata tra le mie case editrici preferite.

ma la smetto con i preamboli e vi lascio immediatamente alla bella chiacchierata che mi hanno concesso! buona lettura!


ciao ragazzi, grazie mille per aver accettato l'invito all'indie bbb cafè! siamo felici e un pizzico orgogliose (ammettiamolo!) di avervi qui con noi!
iniziamo... dall'inizio! ci raccontate della nascita di eris edizioni?
Eris è nata nel 2009 a ridosso della fine del movimento studentesco dell’Onda (che si opponeva alla riforma Gelmini della scuola e dell'Università). Nel 2010 abbiamo dato alle stampe i primi libri che erano autoproduzioni, piccoli oggetti rilegati a mano e in tiratura limitata, di poesia e narrativa illustrata. Solo più tardi sono arrivati i primi libri stampati in tipografia. I primi tre anni, dal 2010 al 2013, ci sono serviti per imparare tutto quello che oggi sappiamo sullo scegliere, produrre e commercializzare un libro. Tre anni di autoformazione (nessuno di noi aveva avuto in precedenza esperienze nel campo editoriale) e continuo scambio di informazioni con i nostri colleghi, collaboratori e amici.
Quando abbiamo cominciato l'avventura avevamo tra i 23 e i 25 anni e nessuna idea di cosa avrebbe comportato dare vita a una realtà come Eris. Come molti altri, sentivamo (e sentiamo) un grande bisogno di qualcosa che andasse oltre l'omologazione della produzione culturale (non solo editoriale). Un'omologazione che non ha un colpevole occulto, come troppo spesso ci viene comodo pensare, ma che si basa sull'inerzia, la semplificazione, l'annullamento delle complessità e l'appiattimento degli standard. Un meccanismo che taglia fuori e lascia inespressa una grande parte di noi e del mondo in cui viviamo. Quindi abbiamo pensato: facciamolo noi, troviamo queste storie, diamogli spazio.
Così è arrivato anche il nome: Eris, la dea della discordia nella mitologia greca. La famosa mela d'oro destinata "alla più bella" che le dee, vanitosissime, si contesero tra loro scatenando la Guerra di Troia, la offrì lei, Eris. Al di là della sua indole "guerrafondaia", abbiamo ripreso questo concetto di "discordia" perché rappresenta perfettamente l'incontro-scontro alla base di ogni narrazione, del farsi cultura, del costruire partendo dall'ammettere le differenze. E poi insomma, si dice che fosse piccolina e che più la si combatteva più lei cresceva, sino a essere così grande da toccare con la testa il cielo, una bella metafora.
nell'immaginario comune fumetto e prosa sono due "mezzi" completamente differenti e a volte capita che gli appassionati dell'uno snobbino un po' l'altro.
perché avete deciso di inserire entrambe queste forme narrative nel vostro catalogo?
Nel nostro percorso le storie e i disegni coesistono sin dall'inizio. Tutti i libri della collana Atropo Narrativa sono illustrati, proprio come i romanzi dell'800 e inizio '900. Ma non è solo questo il motivo.
Anche se per qualcuno esiste una netta divisione tra le due forme, a noi piace pensarle per quello che sono: semplicemente storie. Ogni libro, come dice Roberto Calasso di Adelphi, è un capitolo di un libro ancora più grande, il catalogo. E il catalogo non è la pagina-shop di un sito internet né un elenco di titoli ordinato, ma l'anima, l'essenza di una realtà editoriale.
Dietro ogni nostro libro c'è quel bisogno a cui accenavo prima, raccontare ed esprimere ciò che altrove è normalizzato, banalizzato, standardizzato e che non intacca mai la percezione di ciò che ci circonda. Per noi questo bisogno è una ricerca senza fine: la portiamo avanti nella narrativa come nel fumetto o nella saggistica, così come nell'horror, nella fanstacienza o nel racconto autobiografico.
È un approccio che può sembrare strano, ma al di là delle tifoserie dei "generi", esiste un mondo di persone abituate a passare dal romazo al fumetto, dal cinema alla serie tv, molto più facilmente di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo facciamo noi stessi tutti i giorni.
Eris nasce attorno a quest'idea imprescindibile e tutta la struttura si muove ed evolve al suo servizio. Per questo la differenza tra forme e generi non ci ha mai spaventato. E con il tempo i lettori hanno imparato a comprenderla e ad apprezzarla.
cosa succede quando eris incontra un autore che gli piace? come nasce il libro di un esordiente?
Esattamente come gli altri libri di cui possiamo seguirne la genesi.
Lavorare con gli autori è forse uno degli aspetti più belli per noi. Cerchiamo sempre di farlo in maniera laboratoriale, mettendo a disposizione le nostre competenze affinché la storia che gli autori hanno pensato possa concretizzarsi al massimo delle possibilità. La genesi di una storia è un'alchimia misteriosa che spesso sfugge anche a chi la storia l'ha pensata e voluta. Il nostro sforzo costante nella fase dell'editing è proprio quello di far sì che la storia rimanga coerente a se stessa, a come si è presentata all'inizio nella testa dell'autore. Passiamo spesso moltissime ore con gli autori, se non giornate intere, a rivedere passo per passo lo storyboard o la bozza del libro, confrontandoci e trovando soluzioni insieme, ma sempre con un unico obbiettivo: la riuscita della storia per come ci è stata proposta.
un'ampia veduta dall'alto dell'Eris Caos (foto di gabriele)
e invece come scegliete un autore già pubblicato all'estero per portare le sue opere qui in italia?
Scegliamo sempre opere e/o autori che non sono mai stati pubblicati in Italia e che ovviamente si sposino con la nostra linea editoriale. Questo perché, sopratutto per quanto riguarda il fumetto, le importazioni dei libri nel nostro paese sono rigidamente legate a meccanismi di compravendita dei diritti che puntano l'attenzione verso una cerchia spesso ristretta di stili e autori. Questo, oltre a far trascurare una grande quantità di materiale dal valore incredibile, impedisce una ricerca molto più personale di cui Eris invece non può fare a meno. 
Non a caso stiamo esplorando soprattutto percorsi che hanno rivoluzionato la scena del fumetto nei paesi di origine e che qui in Italia sembrano lontani e impensabili, narrazioni complesse e graffianti che hanno la forza di mettere in discussione chi le legge. E nel pubblicarli abbiamo scoperto poi che molti autori e lettori nostrani sono estremamente ricettivi a questi percorsi e che probabilmente non aspettavano altro che la possibilità di sperimentarli.
il fumetto in italia è davvero in crisi? non si parla di altro, ma è innegabile che negli ultimi anni, sopratutto con lo sdoganamento del termine graphic novel, che pare abbia nobilitato la letteratura disegnata, i fumetti si trovano praticamente dappertutto, persino nelle librerie dei supermercati, e i lettori sembrano essere aumentati di parecchio... ma allora dove sta il problema?
Fumetto o no, l'editoria evoca sempre la parola crisi. Crisi di vendite, emorragie di lettori.
Non siamo nel settore da così tanti anni per avere un paragone storico così vasto...
Sicuramente il fumetto seriale, quello da edicola per intenderci, ha subito dei significativi cali di vendita negli ultimi 20 anni, lo dicono le statistiche, ma i suoi numeri rimangono comunque importanti, non paragonabili al fumetto di cui invece ci occupiamo noi, quello che pare sia stato nobilitato.
Questo tipo di fumetto nasce sin da subito con l'idea di essere destinato alle librerie come alle fumetterie. Senz'altro in questi anni si è fatto spazio, anche nelle librerie generaliste, e senza dubbio ha conquistato un'attenzione notevole. Ma a parte casi eccezionali, che davvero si contano sulle dita di una mano, "la nuova ondata" del fumetto è perfettamente allineata alle vendite di un piccolo/medio editore di varia.
Grazie alla nostra duplice vocazione letteraria e fumettistica e la conoscenza dei relativi settori, ci siamo fatti l'idea che quello del libro, per sua natura, non può essere un mercato redditizzio come normalmente si intendono i mercati. Un libro non potrà mai rendere come un prodotto high-tech. Anche se si fa di tutto per cambiare questa natura.
Il sistema editoriale è al collasso, non perché mancano i lettori, ma perché si tenta disperatamente di non far implodere su se stesse strutture gigantesche o autoreferenziali. E lo si fa pubblicando una quantità di titoli sempre più spaventosa e inseguendo grandi numeri e non grandi libri. Perdendo oltretutto la capacità di accompagnare e far crescere nuove generazioni di autori e lettori.

Tornando al fumetto, crediamo che questo momento di rinnovata attenzione sia destinato ad arrestarsi o quanto meno a stabilizzarsi, è fisiologico. Sarebbe saggio quindi approfittare di questa occasione per sperimentare nuovi percorsi e possibilità. Temiamo invece che la tendenza sia quella di importare i vizietti dell'editoria tout court: cataloghi giganteschi, appiattimento di standard professionali, con meccanismi che partono dalla fame di nuove pubblicazioni sempre più numerose e che finiscono nel vicolo cieco di tirature più esigue di quelle delle autoproduzioni, in cui l'editore aumenta i titoli in catalogo senza realmente scommettere sugli autori, sfiorando i meccanismi assurdi dell'editoria a pagamento. È una storia già vista, forse si può ancora arrestare. Altrimenti sarà crisi vera.
voi siete molto attivi sui social, dai "teaser" delle uscite future, alle presentazioni, alle condivisioni di recensioni e foto dei vostri albi ma anche di alcuni momenti di vita in casa editrice: quanto può influire il passaparola su internet per il successo di un piccolo editore?
Può influire molto, ma da solo non basta a costruire una comunità forte di lettori. Anzi ti dirò che molto spesso è un magnifico specchio deformante (a volte ci scrivono lettori che pensano che siamo una grande azienda con molti dipendenti, mentre invece siamo in tre a fare praticamente tutto) e il rischio di perdere i contatti con la realtà e con la portata del tuo lavoro nel mondo al di fuori del web è sempre in agguato. Non ci si può accontentare o adagiarsi sugli allori per qualche centinaia di like. Il mondo dei lettori è stratificato e trasversale e il web non può raggiungerlo e contenerlo tutto.
C'è di buono che con il web l'editoria ha scoperto di poter comunicare la parte più affascinante del suo mondo ai lettori e quindi di poter costruire nuovi modi di creare e mantenere il rapporto con loro. Dopo la spersonalizzazione dell'entità "casa editrice" a favore della struttura aziendale tipica degli anni '80, si sta finalmente, ma non sempre, recuperando quel rapporto empatico e comunitario che in passato legava l'editore ai lettori. Un rapporto che noi torinesi per esempio avvertiamo ancora fortissimo nei fedelissimi dell'Einaudi dei tempi d'oro.
È chiaro che deve però esistere un'idea fortemente aggregante e sopratutto la disponibilità ad accettare il fatto che oggi fare editoria significa anche sapersi districare nel mondo della comunicazione.
Django il nostro severissimo editor in chief  (foto di gabriele)
e a proposito di trasparenza, voi siete l'unico editore - almeno tra quelli di cui mi è capitato di leggere qualcosa - che, alla fine di ogni libro, pubblica una scheda che spiega come vengono ripartiti i guadagni del prezzo di copertina: la percentuale degli autori, dei traduttori, della distribuzione eccetera. come mai avete deciso di condividere con i lettori queste informazioni?
È un'idea che abbiamo "rubato", perché le grandi idee si rubano, a Stampa Alternativa. Solo dopo abbiamo scoperto che Feltrinelli è stato il primo editore a farlo tanti anni fa.
Abbiamo deciso di replicare l'iniziativa anche noi perché il divario informativo tra chi fa i libri e chi li legge è spesso gigantesco. E molto spesso anche chi è del settore tende a sottovalutare la complessità dell'organizzazione: non ci sono solo l’autore, la tipografia e l’editore, nel mercato editoriale sono coinvolti anche il magazziniere o il commesso della libreria.
Inoltre le politiche di sconti sui libri promosse da catene e shop on-line stanno creando un meccanismo che porta sempre più spesso a far pensare che il libro possa e debba essere scontato sempre. Non è così. Il libro è un prodotto che non si avvantaggia dei rincari delle merci normali. Questo significa che quello sconto ricadrà sulle spalle di qualcuno. Che non è né la libreria di catena né lo store on-line che promuove lo sconto. Manca consapevolezza e solo l'editore, che conosce a menadito tutti i passaggi della filiera, può spiegare queste cose al lettore. 
un'altra particolarità del vostro catalogo è che le vostre opere sono distribuite sotto licenza creative commons, un'idea del tutto diversa rispetto a quella di buona parte degli editori che si preoccupano di "proteggere" i loro contenuti in tutti i modi. quanto e in che modo è importante che un'opera diventi accessibile a tutti? e come questo riesce a non danneggiare economicamente voi in quanto editore, anzi - spero! - ad avere un risultato positivo?
Il concetto di copyright per come siamo abituati a pensarlo oggi, è l'esatto opposto della cultura. La storia della cultura è fatta di rimandi, influenze, contaminazioni e anche di furti. Un'opera vera è fatta per navigare il mondo, per diventare di tutti. È questa la potenza della cultura. La concezione rigida del copyright è per cui paradossale. Non poter leggere i brani di un libro in una situazione pubblica (non a scopo di lucro) senza le autorizzazioni è paradossale. Non poter dipingere sui muri di un pronto soccorso pubblico infantile i beniamini, tipo i personaggi della disney, dei bambini a cui quella struttura è rivolta, è paradossale (in Italia fu fatta causa dalla Disney per un motivo simile).
La scelta delle Creative Commons (che applichiamo solo se l'autore è concorde e che, tranne casi rari, non possiamo applicare ai titoli tradotti dall'estero poichè rilasciati in origine con copyright classico) non ci danneggia né ci avvantaggia particolarmente. È una scelta etica. Che ha un'applicazione giuridica e che comporta dei limiti e degli obblighi che tutelino l'autore e il nostro lavoro. Affidiamo nelle mani dei lettori l'opera dandogli la possibilità di condividere il contenuto a patto che ne riconosca la paternità, non la riproduca per sfruttarla commercialmente e non ne tragga opere derivate.
Se in molti sentono la necessità di condividere un'opera non vedo come questo posso essere un danno. Significa che è diventata un piccolo patrimonio per molti e domani, chissà, lo potrà essere ancora di più. Siamo sicuri che ciò possa davvero creare un danno economico? Vogliamo ricordare che i WuMing mettono le loro opere in download gratuito dal loro sito? Non ci sembra che la cosa li abbia danneggiati dal punto di vista editoriale.
gli antichi Lari della famiglia Eris (con offerte) (foto di gabriele)
cosa ci aspetta per il 2017? nuovi titoli (ovvio, io sono curiosissima!) ma anche mostre, fiere... dove possiamo incontrarvi?
Partiamo dalla fiere più imminenti: tra un paio di settimane saremo a Padova per Be Comics. A fine marzo parteciperemo per la prima volta a Book Pride a Milano, fiera nazionale dell'editoria indipendente. Ad aprile al Ratatà di Macerata e al Comicon di Napoli. A maggio al Salone del libro di Torino. Ma stiamo già lavorando per il prossimo Treviso Comic Book Festival e per Lucca Comics and Games ovviamente.
Per quanto riguarda i titoli nuovi, abbiamo iniziato l'anno con E così conoscerai l'universo e gli dei di Jesse Jacobs. A metà marzo uscirà il nuovo graphic novel di Lucia Biagi Misdirection. Ad aprile pubblicheremo il nostro primo romanzo tradotto dall'estero Challenger di Guillem Lopez, tradotto da Francesca Bianchi e illustrato dal nostro Sonny Partipilo. A maggio The Squirrel Machine di Hans Rickheit... per l'autunno il bellissimo Sacred Heart di Liz Suburbia... ma stiamo lavorando anche ad altre novità...
non sono sicura di riuscirci, ma ci provo: avete qualche piccolo scoop per noi? magari qualche indizio su una prossima pubblicazione? ci avete svelato che adam tempesta ha un nuovo libro in programma, e dopo itero perpetuo, io sto già friggendo adesso! ci svelate qualche cosina in più?
Solo qualche indizio a carattere temporale: per fine aprile e per giugno stiamo preparando una grande sorpresa fumettistica. Incrociamo le dita.
Per giugno abbiamo in programma un'altra uscita per la collana di narrativa che presto sveleremo.
Per quanto riguarda Adam Tempesta invece... posso solo dirvi che il nuovo libro sarà tutto a colori, che sarà molto diverso da Itero Perpetuo e che Adam è un artista in pienissima evoluzione artistica... data di uscita? Al più tardi nel 2018!
grazie mille per questa bella chiacchierata, un abbraccio e buon lavoro!
Grazie a voi e complimenti per l'idea di aggregarvi tra blog, siamo davvero curiosi di vedere come si evolverà questa vostra esperienza!
momento revisione testi con gli antichi tarocchi di Marsiglia (foto di gabriele)

link utili:
eris edizioni: sito e pagina facebook
book bloggers blabbering: sito e pagina facebook

su claccalegge abbiamo parlato di:
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