lunedì 4 dicembre 2017

una moderna olympia

vi ricordate di quando vi parlai de le variazioni di orsay, di manuele fior? plausibilmente no, ma potete andare qui e recuperare. il punto è che il romanzo di fior, così come una moderna olympia di catherine meurisse, fanno parte dello stesso progetto del museo di orsay che aveva lo scopo di far raccontare il museo e le sue opere attraverso la letteratura a fumetti.


catherine meurisse, della squadra di charlie hebdo tristemente nota per le vicende di qualche anno fa, mette in scena una commedia esilarante, in cui la famosissima olympia dipinta da manet - in qualche modo motore primo di quella che fu la più grande rivoluzione artistica della modernità - sogna di diventare un'attrice, in una sorta di mondo parallelo in cui i personaggi delle opere conservate all'orsay vivono tra i quadri e la bellissima scenografia che solo la struttura della gare sa offrire, cimentandosi in opere cinematografiche e teatrali dal dubbio successo, di cui la regina indiscussa è una tronfia venere, ufficiale, arrogante, piena di sé e in aperto contrasto con la refusée olympia, che se pur non troppo talentuosa, mina le certezze della dea.

l'opera è come un lungo musical muto, in cui il fumetto si fa il mezzo per cui le opere d'arte prendono vita e superano i confini non solo delle tele ma anche dei ruoli loro imposti, lasciandoci scoprire la natura ingenua e sognatrice di olympia e quella di donna senza scrupoli di venere, o di un piccolo pifferaio sempre pronto a dire la cosa sbagliata al momento sbagliato.
danno vita agli spazi pittorici che abitano da anni e nel frattempo creano scenette comiche che l'autrice riesce a inserire senza mai rendere i personaggi ridicoli o snaturati, con una padronanza perfetta dei tempi comici e un tratto espressivo e disinvolto: il risultato è una lettura squisitamente francese e divertente, al contempo molto colta e consapevole del terreno su cui si muove.

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