lunedì 28 agosto 2017

commenti randomici a letture randomiche - XL

beh, sinceramente speravo di fare un post su un solo titolo, qualcosa di più serio della mia solita accozzaglia di titoli, ma ho così tanta roba di cui parlare che finirei a dicembre, quindi mi sa che è meglio darsi una mossa.

ero sicura di aver già scritto qualcosa su lo zoablatore - scritto e disegnato da sergio olivotti e pubblicato da lavieri - invece l'ho ripescato nel casino immane della mia scrivania (io sono il demonio del disordine, sappiatelo) e mi è venuto in mente che ancora dovevo dedicargli qualche riga.

sapete che io sono dell'idea che la dicitura per bambini non implica il fatto che un libro non sia godibile superato il decennio di esistenza (del lettore), e questo mi ha permesso di godermi gioiellini fantastici, proprio come lo zoablatore, uno dei racconti più divertenti che mi è capitato di leggere negli ultimi mesi, l'ho recuperato all'arf di roma (se vi va di rivedere il resoconto o se ve lo siete perso, lo trovate qui) e con la scusa ho conosciuto pure gli editori (che ho rivisto pure a una marina di libri e mi ha fatto un sacco di piacere vedere che si ricordavano di clacca) che sono personcine adorabili.
lo zoalblatore è quasi un trattato storico, completo ed esaustivo, sulla macchina più geniale che sia mai stata creata, capace di cambiare radicalmente la nostra vita. nel 1954, dopo cento anni trascorsi a credere che si trattasse solo di una leggenda, il professor beland ritrova il codex moclob, il trattato di pico de articiocus, inventore dello zoablatore, e riesce finalmente a ricostruirne uno.
finalmente il mondo può cominciare - o meglio ricominciare - a parlare con gli animali!

infatti la definizione letterale della macchina dice: chiamasi zoablatore ognni dispositivo atto a tradurre bidirezionalmente da una lingua umana ad una animale e viceversa.
da questo momento, il mondo intero conosce una rivoluzione senza precedenti, e il libro di olivotti riporta non solo le informazioni storico-scientifiche circa gli esperimenti atti a migliorare la straordinaria macchina, ma dipinge anche il quadro sociale post-zoablatore.
riuscendo finalmente a farsi capire dagli uomini, gli animali possono non solo comunicare al meglio i loro bisogni e desideri, ma chiedere maggiori diritti, darsi all'arte e alla politica.

un saggio/romanzo divertentissimo, arricchito dalle illustrazioni meravigliose e buffissime di olivotti (sono loro che mi hanno conquistata già a qualche metro dallo stand dell'editore), da leggere in compagnia di qualche mostriciattolo con i denti da latte o - se dotati dell'opportuno apparecchio - di un ascoltatore a quattro zampe.

un altro libro letto un po' di tempo fa e che mi è piaciuto parecchio è i racconti dei vicoletti, di nie jun, il primo della collana di bao publishing dedicata ai fumetti cinesi (del secondo, reverie, ne ho parlato qui), una raccolta di quattro racconti che hanno per protagonista la piccola yu'er e suo nonno doubao.
yu'er è una bimba piccola, minuta e con un problema che le impedisce di camminare, mentre nonno doubao e grande, grosso e morbido, ma sopratutto è un'instancabile fonte di storie e racconti. è sempre accanto a yu'er, la porta a spasso in uno speciale carretto che ha costruito per lei e che ha attaccato alla sua bicicletta e intrattiene con le sue favole i bambini del vicoletto, amici della nipotina.

è lui che con la sua fantasia e l'amore infinito per la bambina le permette di vivere un sacco di avventure: costruisce un'altalena speciale per insegnarle a nuotare anche senza entrare in piscina, le racconta della nonna scomparsa, e sopratutto le mostra ogni giorno la bellezza senza tempo, piena di vita, di colore e di folklore dei piccoli vicoletti di pechino, una periferia lontana dalla frenesia delle città, a cui non interessa la tecnologia, che esplode del verde degli alberi e della luce dorata che rischiara le case, piena di biciclette e cassette della posta, che a ogni angolo svela antichi e preziosi ricordi e gatti che si leccano la pelliccia al sole.

i racconti dei vicoletti sono semplici e intrisi di quell'amore irripetibile che si vive solo nell'infanzia, l'amore per le scoperte, per la bellezza delle cose, per i pomeriggi di giochi sotto il sole e per i racconti che escono dalla bocca di un nonno che sa inventarsi ogni ruolo possibile - amico, genitore, complice, saggio consigliere, anche spericolato eroe! - per far sbocciare sul viso della sua nipotina un sorriso.

il tratto di nie jun è semplice e un po' cartoonoso, i suoi personaggi sono gommosi e incredibilmente teneri ed espressivi, ognuno ben caratterizzato - graficamente e psicologicamente - e da il massimo nella raffigurazione degli scorci dei vicoletti, con le loro casette piccole con i tetti spioventi, gli alberi nodosi e verdissimi, gli angolini nascosti del quartiere belli come dipinti impressionisti.
non conoscevo affatto questo autore, ma dalle prime pagine me ne sono innamorata follemente!

e per finire, poteva mancare la mia avventuriera preferita?
è uscito da un po' il quarto romanzino dedicato ai viaggi di viola giramondo - il soffio del deserto - che questa volta ci accompagna in egitto, tra sabbia, piramidi, misteriose maledizioni e... qualche farfalla nello stomaco!

il cirque de la lune si trova infatti nella terra dei faraoni e delle piramidi, una tappa un po' improvvisata nel suo solito girovagare per il mondo, e grazie all'insistenza del papà di viola ha fatto una sosta culturale all'ombra delle mastodontiche piramidi. ma pensate che viola possa annoiarsi più di tanto con le parole di una guida turistica? ovviamente no, lei sembra una specie di calamita per le avventure e infatti a interrompere la litania di spiegazioni su chi e come costruì quei giganti di pietra arrivano urla e panico da uno scavo archeologico vicino.
mentre tutti scappano allarmati, la compagnia del cirque si avvicina incuriosita per cercare di far luce sul mistero: la causa di tanta agitazione è una piccola statuetta a forma di cane, con un insetto azzurro sul petto. insieme a sir william, un archeologo inglese a capo degli scavi, c'è howard, un ragazzo dal sorriso smagliante e gli occhi blu, che spiega a viola e al resto della compagnia che quel cane in realtà è il dio dei morti anubi e che lo scarabeo rovesciato sul suo petto è un segno di sventura e catastrofe.
cosa che a viola importa davvero poco visto che è rimasta completamente affascinata e rapita dal giovane, l'acquarellista della compagnia.
chiacchierando rapita con il giovane - disegnatore che però sogna di diventare lui stesso un avventuroso archeologo - e sempre alla ricerca di quella che è la sua strada, viola inizia a chiedersi se è davvero nel cirque il suo futuro. e se stesse sbagliando? se la vita da circense non facesse davvero per lei? il tempo per pensarci c'è tutto, perché zio arsène, che non ha certo nessun problema con le credenze e le superstizioni legate alla statuetta, decide di sostituire gli operai fuggiti dallo scavo e accompagnare sir william nella sua prossima tappa: un'oasi nel deserto, in cui continuerà le sue ricerche.
inizia un viaggio che metterà a dura prova tutti gli artisti dei cirque, tra tempeste di sabbia e cammelli ammalati, ma sopratutto che farà riflettere viola non solo su quello che è e che diventerà, sull'importanza della sua strampalata e meravigliosa famiglia che è il cirque, sulla sua amicizia con samir, ma anche su dei sentimenti che non aveva mai conosciuto...

come andrà la spedizione e cosa succederà nel cuore di viola vi invito a scoprirlo leggendo questo romanzo (vi ricordo che dei primi due ho parlato qui e del terzo qui), però voglio condividere una delle tante belle lezioni di nonno tanzin, la guida spirituale di tutta la compagnia, il porto in cui viola va a rifugiarsi quando il suo animo è in tempesta e le risposte alle sue domande sembrano perse in luoghi irraggiungibili:
la vita non è un mistero da risolvere, bambina mia. non è una domanda a cui trovare una risposta. la vita è un mistero, sì, ma da contemplare, da assaporare passo dopo passo: ogni giorno un orizzonte nuovo, strade inedite da tracciare. è camminando che si fa il cammino, sai? la vita va mano nella mano con il cambiamento.

mercoledì 23 agosto 2017

commenti randomici a letture randomiche - parte XXXIX

sono tornata un po' prima del previsto, con una confessione e - finalmente - un'illuminazione (e sono anche parecchio più abbronzata di prima).
questa credo sia stata la prima estate della mia vita in cui non ho letto praticamente quasi nulla. ho sempre trascorso i mesi estivi a far fuori un libro dopo l'altro e a macinare fumetti, questa volta invece niente: un po' per il caldo schifoso che ha ucciso i miei neuroni e ha reso fisicamente impossibile tenere un libro in mano, un po' perché ho passato un sacco di tempo fuori casa in compagnia, per cui il tempo di starmene sola a leggere qualcosa è stato praticamente nullo.
ma la verità è un'altra, e mi ha colto come un'illuminazione in piena notte: la mia tbr è arrivata a un punto di saturazione tale che ormai mi fa letteralmente paura, talmente tanta che non ho il coraggio di allungare una mano verso la pila di libri e scegliere qualcosa, entro subito in modalità ohmmioddio non ce la potrò fare mai e poi mai! ho così tante cose da leggere che mi prende il panico alla sola idea di quanto tempo mi ci vorrà per farlo, e ho così tante cose da recensire che mi sento in colpa verso tutti quelli che aspettano un commento (che poi magari sono solo mie stupide paranoie e a voi non ve ne frega meno che niente, però niente, le vocine nella mia testa mi dicono che sono una brutta persona).

ammetto anche che ricominciare dopo una pausa simile con qualcosa di troppo impegnativo è anche controproducente, altro che ansia da prestazione o blocco da foglio bianco, mi ritroverei in un angolino a piangere, quindi ho pensato che la cosa migliore fosse partire con un bel carico di fuffa e con qualche commentino random alle letture più leggere, giusto per riprendere il ritmo e lasciarmi le cose più importanti per quando mi passerà questa sorta di strizza. però tranquilli, basta un po' di venticello fresco e già mi sento più quella di una volta, quindi penso di poter dire che clacca sta per tornare davvero agli antichi splendori.

dicevo, non ho letto moltissimo in questi giorni, anzi, non ho letto quasi nulla e quel poco sono state tutte robe molto leggere (tipo i vari topolino mezzi letti e mezzi no accumulati negli ultimi mesi e un sacco di manga, tra cui molti recuperi), ma in mezzo a queste cose c'è qualche titolo di cui volevo parlarvi assolutamente, quindi tanto vale cominciare così.

allora, che io sono una fan di io sakisaka mi sa che lo sapete. è un'autrice di shoujo manga che di certo non scrive storie che brillano per l'originalità della trama, si tratta sempre di commedie adolescenziali romantiche, ambientate a scuola, piene dei soliti cliché da shoujo manga che ormai conosciamo a memoria, ma è una delle pochissime capaci di coinvolgermi emotivamente al cento per cento, senza mai farmi pensare che uno dei suoi personaggi è stereotipato, che quella tal situazione è stupida o banale o resa in modo troppo artificioso: in poche parole, io sakisaka mi da sempre la sensazione di raccontare di ragazzi reali che vivono situazioni reali e che riescono a renderci partecipi della loro storia così tanto intensamente e totalmente da farci tornare per qualche minuto alla vecchia cara adolescenza, con tutte le sue assurde turbe emozionali che a pensarci bene adesso... ugh!
tutto questo pippone perché è uscito il primo numero della nuova serie di io sakisaka, omoi, omoware, furi, furare, che dai noi è arrivata con il titolo (abbastanza letterale) amarsi, lasciarsi (lo so, è imbarazzante, ma il trucco è prendere il volumino dallo scaffale della fumetteria o dall'espositore dell'edicola e presentarlo per pagare dicendo semplicemente questo, grazie.), titolo che aspettavo con ansia e che avevo provato a leggiucchiare in scan qualche tempo prima, abbandonando quasi subito (odio leggere al pc e non avete idea di quanto odio leggere al pc qualcosa tradotta malissimo) certa che sarebbe arrivato prestissimo in cartaceo. e infatti.
come dicevo prima la storia non brilla per l'eccezionalità delle situazioni o per l'originalità delle soluzioni narrative, anche se qualcosa di particolare ce l'ha rispetto la maggior parte dei manga di questo genere: le protagoniste sono due, due ragazze quasi agli antipodi, che stringono subito amicizia nonostante i loro caratteri tanto diversi. l'autrice specifica subito che entrambe avranno lo stesso peso nella storia e che lei non intende contrapporle per fare paragoni e dare giudizi, e in questo, almeno secondo me, è perfettamente riuscita: non c'è alcuna voglia di parteggiare per una delle due in particolare, non c'è quella simpatica e quella odiosa, sono solo due ragazze diverse con due approcci alla vita diversi. personalmente, le trovo adorabili entrambe.
yuna è una ragazza ingenua, il suo primo amore è il principe di una favola di un libro che ha letto da bambina, pensa che innamorarsi sia come vivere una favola perfetta e che l'incontro con il suo principe sarà voluto dal destino, mentre akari è molto più pragmatica, sa che i sentimenti possono costruirsi e crescere poco a poco, sa nascondere le sue emozioni e appare più fredda di quello che in realtà è. a completare una sorta di quadrato sentimentale ci sono rio, di cui yuna si è innamorata a prima vista, che è anche il fratello acquisito di akari e inui, amico di sempre di yuna, che akari vede come il fidanzato perfetto per l'amica ma che sembra più interessato a lei.
inutile riassumere la trama, quello che conta sono più che altro le dinamiche tra i personaggi che in questo primo volume iniziano a delinearsi in modo parecchio interessante... altrettanto inutile dire che ho adorato questo volumino e che non vedo l'ora di avere il prossimo tra le mani!
ah, la serie è ancora in corso in patria e al momento è arrivata al sesto volumetto (quindi credo che possiamo stare tranquille che non ci saranno interruzioni nella serializzazione almeno per un bel po' di tempo).

mi sono messa finalmente al passo con amami lo stesso, aspetto l'ultimo volume friggendo anche perché negli ultimi episodi la nostra sfigatissima michico sembra finalmente aver capito non solo che il capo le piace, ma che lei piace a lui! non vedo l'ora di gustarmi il meritatissimo lieto fine e di cominciare a pregare che planet annunci al più presto il sequel (lo sanno anche le pietre, ma nel caso in cui ve lo foste perso, sì, esiste un sequel, sì, dovrebbe continuare la storia principale ed al momento è al secondo volume in giappone e no, non è chiaro perché fare un sequel quando si poteva proseguire la serializzazione ma sticazzi, basta che io possa continuare a leggere di shibata - bridget jones - michiko e del suo figo-ma-stronzo capo).

ho anche recuperato la bellezza di tre serie, di cui però me ne è piaciuta solo una.
le due che ho trovato insopportabili sono il filo rosso e secret unrequited love.
lo so che a molti sono piaciute, ma a me hanno fatto venire l'orticaria. il filo rosso si può riassumere in: mi piaci - anche tu - baciamoci - ahh nooo - ahhh sìììì - ma dai non posso, anche se voglio - sì che puoi se vuoi - ti palpo - ahhh nooo - ahhh sììì. ad libitum.
due palle epiche, scene di spomiciamenti ridicole e ancor più ridicole paranoie intrise di becero maschilismo del tipo se sono femmina e ho voglia di fare sesso sono impura e sporca ohhh dio perdonami.  e i disegni sono orrendi.
secret unrequited love parte dal presupposto che i due protagonisti si piacciono fin da piccoli, ma a lui è diagnosticato un male misterioso che gli ha dato la data di scadenza a vent'anni, come una scatoletta di tonno sott'olio. questo autorizza lui a comportarsi come un borderline e lei come la santa vittima martire che in nome dell'ammmore si accolla le peggiori cose. ovviamente, nessuno dei due ha amici o hobby o qualche interesse o desiderio che non riguardi l'accoppiarsi e sposarsi con l'altro.
preghi per tutto il tempo che lui alla fine schiatti perché è uno stronzo odioso e vittimista e lei si trovi qualche altro cazzo di obiettivo nella vita e invece no.
disegni orribili, volgari e completamente sbagliati.
prego il dio dei mercatini che me li faccia vendere il prima possibile, anche se so che questo commento non aiuterà, ma confido nella mia scarsa popolarità.

invece mi è piaciuto tanto ogni nostro venerdì (ho recuperato quasi tutto della tanemura, mi manca solo ion!!!) che, a essere franchi, è sì una mezza vaccata, ma almeno è divertente e sa fare tanta autoironia. 
racconta l'implausibile storia d'amore tra ai, una liceale di sedici anni e il suo cuginetto nekota, undicenne.
potrebbe scadere nello schifo assoluto, invece mantiene toni quasi comici e il rapporto tra i due cresce in modo spontaneo, divertente e naturale, senza smieloserie inutili e con tutte le paturnie del primo - goffo e incasinato - amore.
ci sono anche dei momenti in po' più seri, sopratutto legati alla differenza d'età dei protagonisti e su come questo possa venire accettato o meno dagli altri, ma la tanemura sa risolverli senza troppi drammi e anche senza eccessiva leggerezza.
insomma, paradossalmente, sa parlare di un rapporto così complicato in modo molto più maturo di quanto non ci si aspetterebbe, questo l'ho apprezzato parecchio.
dopo tanti - io li odio profondamente - shoujo incentrati su lei giovanissima che ama lui più grande, adulto e maturo, vedere questi due ragazzini così innamorati e incasinati ci voleva proprio.
certo, non è il titolo che vi consiglierei se non siete degli shoujo maniaci e dei fan della tanemura (per dire, i disegni sono favolosi!), e anche in questo caso, se non amate molto le trame poco usuali, questo titolo non fa per voi.
però se vi va qualcosa di divertente, leggero e che un po' prende in giro anche i cliché del genere, fossi in voi gli darei una possibilità.

un po' di consigli sparsi veloci veloci:
hatsu haru e honey ancora continuano a essere più che piacevoli, gli ultimi volumi usciti - rispettivamente il quinto e il secondo - mi sono piaciuti assai. molto adatti a chi non soffre eccessivamente di diabete letterario, se la roba troppo sdolcinata non fa per voi, lasciate stare.


e poi c'è la disney definitive collection di cui non parlo da un po' ma che sta continuando a tirare fuori un sacco di belle serie, tra cui le mie amatissime storie della baia con moby duck e paper hoog, una delle mie coppie preferite di sempre, di cui sono già usciti due volumi; doubleduck (pre-reboot) che ci voleva come il pane (io mi ero persa tutte le prime storie, e anche se preferisco paperinik, dd non è affatto male), e l'ormai classico c'era una volta in america, che è l'ultimo volume uscito.
l'unico titolo che secondo me potevano evitarsi è star tops, è uscito tempo fa il primo volume e nei prossimi mesi (non ricordo di preciso quando) arriverà il secondo. un po' meh. però io sono un po' fissata con questa collana, quindi amen.


e... beh niente. mi sa che di consigli di roba da recuperare ve ne ho dati abbastanza, mi sembra un ritorno dignitoso, no? tra qualche giorno arriva (spero) qualche post più consistente e una bella notizia perché magari magari riusciamo a beccarci prossimamente (ve lo dico già adesso: no, non vado a lucca, sorry).

martedì 8 agosto 2017

ci rivediamo a settembre!


eh. io questo post speravo di non farlo, però.
il caldo - e la sfiga - mi stanno uccidendo, spero di sopravvivere ad agosto (anche se qui l'estate di solito continua anche per buona parte di settembre), ma anche se in qualche modo continuo a leggere - non tutto quello che vorrei, ma qualcosa sì - e vorrei parlarvi di un sacco di cose belle, niente, non ce la faccio proprio: stare al pc è una tortura e io non riesco a concentrarmi su nulla di quello che provo a fare, e se devo fare le cose male, tanto vale non farle proprio.

e immagino che anche voi, tra ferie e vacanze, siate lontani dagli schermi, quindi credo proprio che non sentirete più di tanto la mia mancanza (ora ditemi che non è vero, altrimenti piango!)

e quindi niente, sperate che le temperature scendano presto almeno sotto i 35°, che qui sono giorni che a casa siamo sopra i 40° e io non ho più il cervello in forma solida.

ci rivediamo prestissimo con un sacco di cose belle, ma intanto non mi abbandonate! continuate a seguire la pagina facebook del blog (e se vi va di farvi gli affari miei, vi ricordo che mi trovate anche su instagram )

buone vacanze a tutti!

giovedì 3 agosto 2017

lumina ~ vol. 2

il secondo volume di lumina si è fatto attendere parecchio, ma - credetemi - poche volte l'espressione ne è valsa la pena è stata detta con più sincerità.

linda cavallini e emanuele tenderini - fondatori del tatai lab oltre che autori di lumina e creatori di uno dei mondi fantasy/sci-fi più articolati e complessi del panorama fumettistico italiano - avevano già dato vita a qualcosa di completamente rivoluzionario con il primo volume di lumina, scrivendo e disegnando un fumetto che non è solo bellissimo per la storia, i disegni e la colorazione (l'hyperflat, un metodo totalmente folle di rendere la profondità tramite diversi livelli di colore leggermente sfalsati tra loro, ottenendo un effetto che fonde perfettamente la resa fotografica e quella pittorica), ma anche per la confezione del prodotto, senza limitarsi a qualche effettuccio sulla copertina ma facendo stampare ogni tavola in esacromia, riuscendo a raggiungere l'obbiettivo incredibile di avere su carta una resa persino più luminosa e precisa di quella visibile a schermo (lo so che sembra una minchiata detta per sviolinare, ma è la verità).

del primo volume di lumina (e dei vari spiegoni tecnici sulla stampa eccetera) ne avevo già parlato con entusiasmo qui, quindi fate il ripasso così passiamo direttamente al secondo volume.


il destino di lumina è incerto: il pianeta è minacciato da un'entità misteriosa e terribile, la madre di luce a caccia del fej-farok, lo spirito stesso di lumina, il dio che ne permette la sopravvivenza.
eppure, qualcosa di strano è successo quando due terrestri sono apparsi su lumina, il fej-farok si è diviso ed è scomparso, e mentre una parte - il farok - è già tra le grinfie della madre di luce, dell'altra metà non si hanno tracce, mentre l'unico che poteva sconfiggere la madre di luce, l'abissale lu-ay, pare si sia ribellato al suo destino, lasciando le sorelle pescatrici e tutto lumina in preda a dubbi e paure.

non c'avete capito molto, vero? beh, tocca leggere il primo volume, ma in ogni caso, consolatevi, non siete i soli a sentirvi confusi: sicuro di essere a casa sua, e di essersi svegliato dopo uno strano e brutto incubo, kite scopre che in realtà non stava affatto sognando.
si trova davvero su un pianeta alieno, un mondo governato dalla magia, dove le regole che conosceva non hanno molto significato e dove una ragazza vestita da cosplay lo sta accusando di aver rubato il suo fruff, qualsiasi cosa sia un fruff.

la sua avventura era già cominciata, ma kite se ne sta rendendo conto solo ora, e gli amici di shani (che non è affatto una cosplay) gli hanno appena rivelato di essere il contenitore di una parte del dio che mantiene in vita il pianeta, e che deve rimanere con loro, protetto e al sicuro.


e pensate che kite lo farà? ovvio che no, perché insieme a lui è stata trascinata su lumina sua sorella miriam, di cui ha perso le tracce, e l'unica cosa che gli importa adesso è di trovarla e assicurarsi che stia bene, in barba a qualsiasi dio, abissale o madre di luce di cui tutti continuano a blaterare.

inizia così un viaggio clandestino in compagnia di shani, trascinata (in modo un po' subdolo, questo bisogna dirlo) attraverso i bellissimi paesaggi a cui linda e emanuele ci hanno abituati, alla ricerca di miriam e magari di qualche risposta sul loro inspiegabile coinvolgimento riguardo le sorti di un pianeta alieno.
nel frattempo troviamo - in viaggio alla ricerca di kite e miriam - anche altre due vecchie conoscenze, oleg e juba, decisamente meno ingenui e amichevoli di shani, in compagnia di un abissale che sembrerebbe parecchio interessato ai due terrestri e sopratutto al loro ruolo su lumina...


non ho nessuna voglia di spoilerarvi tutta la storia, anche se rimarrei qui a parlarne per ore (sopratutto della parte conclusiva che è pazzesca), ma l'unica cosa che posso osservare senza rovinarvi la lettura è che rispetto al primo volume il numero dei personaggi è cresciuto e la trama si è velocizzata parecchio, e - proprio come per kite - anche noi stiamo cominciando ad ambientarci su lumina e a capire un po' di più di quello che sta succedendo su questo strano, misterioso mondo.

come nel primo volume, rimangono le incredibili illustrazioni a doppia pagina, i paesaggi belli da mozzare il fiato, con una resa quasi fotografica, capaci di riassumere lo spirito un po' fantascientifico e un po' arcadico di lumina e di darci modo di tirare il fiato tra un evento e l'altro, e i piccoli, strani e buffi esserini che li abitano, quasi a ricordarci che sì, ci troviamo proprio in un mondo alieno, pieno di meraviglie da scoprire.


lumina si conferma non solo come capolavoro narrativo, grafico e tecnico, ma anche come una vera e propria rivoluzione: un fumetto nato da uno scambio continuo tra autori e pubblico, denso di passione ed entusiasmo, curato fino nel più piccolo dei dettagli, una sorta di canzone d'amore al fumetto stesso.

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se non avete partecipato al crowdfunding (shame on you!) potete rimediare recuperando tutti i volumi sul sito di tatai lab, compresi i due spin-off dedicato a shani e oleg (di cui ho già parlato sul blog qui e qui) e il bellissimissimo art/sketchbook che faceva parte dei nuovi perk, pieno zeppo di illustrazioni, pin-up e disegni preparatori, una gioia per gli occhi: linda cavallini ha disegnato un sacco di creature di razze diverse, donne umanoidi alte e flessuose come ballerine, guerrieri forti e possenti, animaletti graziosi e buffi (quando arrivate alle pagine degli animaletti se riuscite a non urlare di pucciosità non avete un cuore), tutti con una cura straordinaria non solo dei dettagli e degli aspetti decorativi - per esempio dei vestiti, che sono dei veri e proprio capolavori - ma anche fisiologicamente credibili (giapponesi, imparate!), un lavoro che non lesina ne sugli studi di anatomia né sulla ricerca di uno stile personale.


vi ricordo pure che per rimanere aggiornati su lumina e sui progetti del tatai lab, oltre che continuare a seguire la sottoscritta, potete mipiacciare la loro pagina facebook!
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