martedì 11 luglio 2017

commenti randomici a letture randomiche - parte XXXVII

in questi mesi è assolutamente improponibile persino l'idea di andare in fumetteria, fa troppo caldo per arrivare fino in centro a palermo, per cui credo di essere in ritardo su un sacco di serie, o almeno su tutte quelle che non arrivano in edicola.
però in effetti qualcosina in edicola la riesco a trovare (e poi casomai c'è amazon), per cui penso sia arrivato il momento di fare il punto delle non-proprio-ultime uscite manga:

arrivare a te - che finalmente sta per concludersi, anche se ancora non si sa quanti numeri ci aspettino alla fine - continua con la lentezza esasperante che lo contraddistingue ormai da parecchio. in questo volume 27 non succede praticamente quasi nulla, i due protagonisti, kazehya e sawako, continuano a rimuginare su quello che sarà il loro futuro, pensando e ripensando mille volte a cosa comporterà stare lontani. ok, non è una scelta facile, ma da quanti volumi va avanti? da quanti mesi ci sorbiamo questa roba? nonostante ormai stiano insieme da parecchio continuano a comportarsi in un modo che ha poco della timidezza e molto dell'assurdo, il che risulta sempre più fastidioso e irreale.
le uniche due note positive - cose che in un altro qualsiasi manga si sarebbero risolte in due pagine e che qui invece si trascinano da secoli - sono: kazehaya "parla" (per karuho shiina "parlare" significa improvvisare un monologo degno di un melodramma per qualsiasi cosa, senza nessun confronto tra le due parti, una roba inverosimile quanto una telenovela spagnola) con suo padre, cercando per una volta di dar voce ai suoi desideri (e ovviamente scopriamo che quel padre scorbutico e freddo è in realtà un timidone affettuoso con gravi problemi relazionali); e il momento in cui ayane - che pure sembrava la più sveglia e spigliata in questo covo di decerebrati - si rende conto di quello che prova per una certa persona, cioè pin, dai, l'abbiamo capito da millenni!
sono stanca morta di questa serie che era iniziata in modo carino ma che da mesi e mesi arranca in modo spaventosamente lento, che ha perso ogni spunto e che, volume dopo volume, si ripete sempre uguale a se stessa, ma allo stesso tempo, dopo ventisette numeri e quasi cinque anni (!!!) di pubblicazione non ho nessuna voglia di interromperla.
però continuare a leggere è sempre più una fatica e una noia pazzesca.

una serie che invece non mi annoia mai, nonostante sia anche questa arrivata a un numero considerevole di uscite, è natsume degli spiriti. il diciottesimo volume è uscito a maggio e il prossimo ci aspetta a settembre per cui sono un po' fuori tempo a parlarne adesso, però due paroline vale sempre la pena di spenderle.
nonostante il tono e le atmosfere si mantengano quasi sempre invariate e nonostante non ci siano eventi epocali troppo di frequente, yuki midorikawa ha saputo creare una serie che può continuare ad affascinare all'infinito ed è riuscita a dar vita a personaggi che, seppur lentamente, crescono e cambiano (cosa che la signora shiina dovrebbe imparare a fare).
il primo e l'ultimo episodio dell'albo sono, come capita spesso, storie autoconclusive che non aggiungono molto alla trama ma che comunque rivelano sempre di più qualcosa delle personalità dei personaggi. nel primo, natsume si ritrova, come è già successo altre volte, ad aiutare un piccolo spirito in difficoltà, appianando una lite nata da una spiacevole incomprensione tra due yokai, entrambi intenzionati ad agire in buona fede, mentre l'ultimo vede protagonista una ragazza che inconsapevolmente si ritrova a fare amicizia con uno yokai.
oltre che sul rapporto di natsume con i suoi nuovi amici e la famiglia, buona parte degli episodi di questa serie si concentrano proprio sul rapporto tra gli yokai e gli umani, abitanti di due mondi lontanissimi, governati da regole inconciliabili tra i quali però spesso nascono comunque sentimenti di affetto sinceri.questa malinconia tipicamente giapponese legata alla bellezza delle cose effimere è una delle cose che più mi piace di natsume degli spiriti, oltre ovviamente nyanko-sensei ubriaco.
l'episodio centrale del volumetto invece da una spinta avanti molto importante alla trama principale, cioè quella legata al taccuino degli amici. non vi racconto molto, ma anche questa volta natsume si vede trascinato nel bel mezzo di una bega tra umani e yokai, gli viene chiesto di parteggiare per gli esorcisti che stanno tentando di trovare una camera di un vecchio esorcista, piena zeppa di incantesimi e altri veri e propri tesori per chi si ritrova a combattere gli yokai e ovviamente il nostro decide di risolvere la questione nel modo più pacifico possibile...
però questa volta il suo segreto non è più al sicuro, anzi è stato scoperto proprio da una di quelle persone che più di ogni altra natsume ha voluto tenere lontano dal taccuino di sua nonna...

continuando a parlare di yokai, ma decisamente meno carini e amichevoli di quelli che incontra natsume, passiamo a noragami, di cui, dall'ultima volta che ne ho parlato (qui), ho letto altri due volumi. ed effettivamente parlare del secondo numero senza aver letto il terzo sarebbe stato un po' inutile visto che si tratta di una sorta di lungo episodio che si conclude proprio nel terzo volume e che mi aveva lasciata un po' tipo meh alla fine del secondo.
nel primo numero yato, una divinità in cerca di fama e seguaci, sceglie un giovanissimo neo-defunto, yukine, come suo strumento divino.
ma yukine è un adolescente e come ogni adolescente fare il bastian contrario e vivere in una costante condizione di disagio è quasi un obbligo morale, figuriamoci per un ragazzino che ha perso letteralmente tutto: la sua vita, i ricordi, il futuro, gli amici, le speranze. letteralmente ogni cosa.
arrabbiato e frustrato per la sua attuale condizione, pieno di risentimento pure nei confronti di yato, che considera un dio debole e misero, yukine inizia a commettere furtarelli e scorrettezze varie, convinto di passare inosservato.
il legame che però lo lega a yato va oltre quello che lui immagina e le cattive azioni commesse da yukine iniziano a creare ripercussioni poco piacevoli sul suo padrone, che viene letteralmente corrotto per colpa del ragazzo.
nel frattempo entrano in scena nuovi personaggi - da uno shounen action non ci potevamo certo aspettare che tutto continuasse a ruotare attorno ai tre protagonisti - o meglio nuove divinità: bishamon, il dio della guerra (che è in realtà una gran gnocca con delle mega tette antigravità), che sembra avercela con yato con qualcosa successa in passato, tenjin, un dio delle lettere (un tipo un po' snob, bisogna dirlo) e la svampita bimbogami - dio della miseria - che per non farsi allontanare dagli altri usa come nome d'arte quello di una divinità della buona sorte (kofuku).
a loro si uniscono altre divinità con il loro seguito di strumenti divini e suppongo che saranno tutti molto importanti nei prossimi volumi, ma nel terzo tutta l'attenzione si sposta su yukine e yato e sulla corruzione che sta quasi per ucciderlo.
ovviamente la presenza di hiyori sarà fondamentale per la risoluzione della vicenda (non faccio spoiler, anche se era ovvio che lei c'entrasse in qualche modo) ma sembrerebbe che da adesso si cominci a entrare nel vivo della storia: si è accennato più volte al passato non proprio candido di yato, ai nemici che si è procurato e agli insospettabili alleati sui quali può contare.

quello che mi sta piacendo molto di questo manga è che, nonostante sia un action, si da molto peso all'aspetto che - se mi passate il termine - si potrebbe definire più filosofico: la condizione degli strumenti divini e il loro rapporto con le divinità, filtrati dallo sguardo umano di hiyori, è una tematica importante e in qualche modo anche un po' pesante.
il personaggio di nora, ad esempio, è veramente triste e malinconico, spero torni presto perché voglio conoscere meglio la sua storia.
insomma, non solo cazzotti e tipe con le tette esagerate, quindi sì, continuo a consigliarvelo.

due parole velocissime anche su due shoujo che mi stanno piacendo tanto, uno quasi giunto alla conclusione e uno appena cominciato: il numero nove di rere hello che è uscito il mese scorso e che ci ha permesso di conoscere qualcosa in più sul passato e sulla famiglia di minato, tutto grazie a una bottiglietta di profumo quasi dimenticata. lui e ririko continuano a essere una delle coppie più equilibrate e mentalmente sane della storia degli shoujo manga, e l'episodio del gatto smarrito ha dato al mio cuoricino il colpo di grazia, per cui non posso smettere di adorare questo manga anche se a conclusione di questo volume ci viene proposto il più scontato dei cliché: l'incontro combinato a sorpresa con una kohai bellissima e di buona famiglia (e ovviamente timida e senza amici) che ovviamente ha già una mezza cotta per il protagonista. ci aspetta un penultimo volume in cui sbrogliare la situazione e poi happy ending o rogo dell'intera serie.

e infine il secondo volume di tsubaki-cho lonely planet, che mantiene le promesse del primo numero: la storia di fumi va avanti tranquilla, così come prosegue il suo lavoro di domestica a casa dello scrittore kibikino. lei si va rendendo sempre più conto di avere una cotta ma ci risparmia tutte le idiozie pseudo sdolcinate da adolescente in piena crisi sentimentale che potremmo aspettarci da uno shoujo manga, lui ancora non svela niente di quello che sente e in qualche modo tutto questo ricorda molto una stella cadente in pieno giorno, cosa che comunque non mi dispiace anche se sa di già visto.
il giorno in cui fumi accetta di iniziare a lavorare in un locale un po' dubbio e decisamente non adatto alla sua giovane età per cercare di guadagnare qualche soldo extra e ripagare più velocemente i debiti di suo padre, si ritrova a farsi beccare sia da kibikino che da aioi, il ragazzo che aveva deciso di tormentarla per farle pagare uno sgarro di parecchi anni prima.
l'imbarazzo è tanto ma così scopriamo che kibikino è più premuroso di quanto (fumi) si aspettasse (noi lo avevamo capito subito) e che il passato di aioi non è stato esattamente quello dei bimbi della pubblicità della mulino bianco.
e se tutto questo - i debiti, il lavoro di domestica, una cotta per un uomo più grande che non sembra affatto interessato a lei e un ragazzo in cerca di vendetta - non fosse abbastanza, fumi scopre di avere anche una rivale in amore che sembra parecchio agguerrita.
l'avevo scritto anche l'altra volta, tsubaki-cho lonely planet non è il massimo dell'originalità ma i cliché - che sono tantissimi - sono gestiti tanto bene da renderlo comunque una lettura molto piacevole.

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