lunedì 24 aprile 2017

l'occupazione

 [...] gli stati uniti furono occupati dall'europa unita, anzi da un'entità che si definiva paesi uniti d'europa, di cui faceva parte anche la russia  che aveva sostituito l'europa unita e gli stati membri, contestualmente all'occupazione degli usa. a quanto pare questi due eventi epocali si erano verificati senza alcun preavviso e nello stesso momento.  
[...] dopo un'ora, sul san francisco chronicle online comparve un articolo che parlava non dell'occupazione, ma del fatto che molti giornali ne avessero riportata la notizia, aggiungendo che era del tutto falsa, e che però la diffusione della stessa non era una burla ma qualcosa di pericoloso e sinistro. verso l'alba l'informazione era divisa.

siamo a manhattan, in un anno imprecisato ma che si direbbe non troppo lontano nel futuro, l'occupazione è in corso a quanto pare, ma la cosa non preoccupa più di tanto nessuno nel mondo, sopratutto non andreas e jacob, due amici - entrambi programmatori (che si direbbe essere il lavoro più importante nella loro realtà, se mi passate il termine) - che hanno altri problemi tra le mani: andreas viene improvvisamente e senza alcun motivo abbandonato da nora, la sua fidanzata, la quale scompare senza lasciare traccia né dare nessuna giustificazione, mentre jacob è ossessionato da tokyo, o meglio dalla persona che si nasconde dietro il nick tokyo e che si diverte a distruggere jacob non solo durante le partite di go online, alle quali partecipano entrambi, ma anche e sopratutto con messaggi di pura e gratuita cattiveria che lasciano intendere che lui - tokyo - lo conosca parecchio bene. insomma, l'occupazione c'è ma non si vede, non cambia niente nella vita di tutti i giorni, non ci sono invasori per strada, non c'è nulla che somigli anche solo lontanamente a una guerra e alla gente non viene chiesto di cambiare nulla della propria routine.
senza svelarvi troppo, la trama verterà principalmente su questi due percorsi di ricerca, rispettivamente nora e tokyo, ma dilungandosi in digressioni (apparentemente) sconclusionate e fuori contesto: dagli incontri con personaggi improbabili e organizzazioni assurde, alle descrizioni di inguardabili serie tv, mantenendo sempre sullo sfondo l'occupazione.

ora, il punto è che non è facile parlare di questo libro senza fare spoiler o senza togliervi il gusto di scoprire in cosa consiste veramente l'aspetto distopico, che c'è ed è anche interessante, quindi mi limiterò a una domanda: se un fatto enorme come l'occupazione degli stati uniti d'america da parte dell'europa è qualcosa di cui non si riesce a trovare conferma tramite qualsiasi fonte di notizie, più o meno valida che sia, su quali informazioni abbiamo davvero il controllo?
e qual è la distanza tra la nostra realtà e quella in cui i media danno notizie contraddittorie e non verificabili, i rapporti tra la gente si fondano principalmente sui messaggi e le e-mail (o i party aziendali, pieni di gente che sta lì perché ci deve stare e non perché ha davvero voglia di farlo), e la cultura pop sforna porcherie abominevoli che nonostante tutto diventano dei must che ci tolgono il sonno?

l'occupazione è un romanzo fatto principalmente di distrazioni e di eventi fondamentali, tutti così strettamente collegati tra loro che è quasi impossibile distinguerli o almeno metterli al loro posto in una scala di "importanza", la rappresentazione di una distopia in cui non ci sono grandi fratelli o governi invasivi a controllarti, ma solo il caos di mille imput che riempiono le vite dei personaggi, riempiendole di fuffa e svuotandole delle cose importanti, cosa che ricorda fin troppo da vicino le nostre esistenze, con la sola differenza che alessandro sesto è un narratore migliore di quello che a volte ci capita, capace di farci sorridere anche in mezzo a questo tragicomico caos e di tenerci incollati alle pagine per il puro gusto di leggere, di seguire le vicende di andreas e jacob, anche col dubbio che forse non ne verremo mai a capo.

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