venerdì 3 febbraio 2017

come svanire completamente

quell'idea di poter racchiudere in qualcosa, ... qualcosa che non può essere rinchiusa.
un ricordo che altrimenti è destinato a essere dimenticato.

in effetti non dovrebbe essere facile, non dovrebbe proprio poter essere possibile, mettere una storia dentro una scatola.
invece è quello che fa alessandro baronciani con come svanire completamente, il suo non-libro autoprodotto che qualche mese fa potevate acquistare on-line (ora credo che sia troppo tardi, ma meglio comunque fare un giro qui).

come svanire completamente non è un libro, dicevo. è una scatola, come quelle che tutti almeno una volta nella vita abbiamo avuto e custodito gelosamente: una scatola piena di biglietti, foto, scontrini, lettere, conchiglie, piccoli frammenti di vita che hanno valore solo ai nostri occhi, oggetti in grado di riportare alla memoria alcuni dei momenti che più ci hanno resi felici o che sono in qualsiasi modo importanti.
ma questa scatola contiene letteralmente una storia.
una storia però fatta a pezzi, racchiusa senza alcun ordine né continuità, una storia narrata a singhiozzo.
un racconto che somiglia a un sogno o a un ricordo un po' sbiadito.

non c'è alcun ordine di lettura.
basta tirare tutto fuori dalla scatola, prendere il primo libretto che capita sotto mano e iniziare a leggerlo. e poi passare a quello dopo. e a quello dopo ancora.
come i ricordi, come i sogni, i frammenti di questa storia se ne infischiano di stare ordinati, e non gli importa neppure di essere esaurienti. ci sono un ragazzo e una ragazza, lei vuole svanire completamente e per farlo si fa dei video, li mette su internet, non ha una vita sociale. vivono su un'isola che però non è un'isola, si amano anche se si fanno del male, o forse si fanno del male anche se si amano, in modo stupido, come i fiori. e la loro storia sembra intrecciarsi a un racconto più antico, a leggende quasi perdute.
tra le pagine, si rimane sperduti come in mezzo al mare, senza sapere dove andare, senza riuscire a distinguere più il confine che separa il sogno dalla realtà, il ricordo dal sogno, la magia dai trucchi degli illusionisti.

avevo bisogno di riscattare l'idea che mi ero fatta di baronciani dopo l'enorme delusione de la distanza. mi sembrava impossibile che un artista con questo talento rimanesse fermo a quello.
leggere come svanire completamente mi ha dato esattamente la prova di quello che avevo immaginato: alessandro baronciani è bravissimo a raccontare le storie, ad appassionare, a creare i personaggi, a renderli vivi e reali tra le linee scure e nette che li delineano.
i colori desaturati, che mi erano piaciuti pochissimo e che trovavo fuori luogo per gli scenari de la distanza, qui risultano perfetti, un espediente totalmente adatto a enfatizzare il senso di malinconia che abbraccia tutta la storia.

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tra questi frammenti ci si perde, ci si blocca un attimo a collegare una frase, una scena, a quella vista in precedenza in uno degli altri libretti, si corre a pescarne un altro sperando di riuscire a scoprire qualcosa in più.
se l'obbiettivo era rapire l'attenzione del lettore, emozionarlo, affascinarlo - e un po' immalinconirlo - allora è stato pienamente raggiunto.

e poi - cosa che di solito odio fare, ma questa volta è indispensabile - tocca aggiungere due cose sull'aspetto propriamente materiale del non-libro: bella, resistente e molto curata la scatola, bello e molto curato il contenuto, dalle finte polaroid alla mappa, dai fac-simile di rivista un po' strappata fino proprio ai 40 librettini che raccolgono le varie scene/momenti della storia.
bello il racconto, bello l'oggetto, qualcosa da avere assolutamente.
se ve lo siete persi, mi spiace. ma io ve l'avevo detto.

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