lunedì 23 gennaio 2017

Golem

Sono sempre io, non sono andato via.
Sono cresciuto con l'idea che una lunga assenza non sempre si carichi di connotati negativi, bensì diventa una sorta di panacea, un modo come un altro per prendersi il tempo necessario e focalizzarsi - nel nostro caso - nella ricerca di qualcosa cui valga la pena spendere parole, un titolo che meriti quelle parole e che possa solleticare intellettualmente a tal punto da dire finalmente.

Tralasciando il colpo di coda mal riuscito e a tratti penoso, entrerei nel merito della questione, senza indugiare oltre se non per dirvi di mettervi comodi ed aprire la mente per apprezzare appieno l'opera che oggi propongo.


Golem di Lorenzo Ceccotti (in arte LRNZ) edito da Bao publishing alla fine del 2014, si presenta come un fumetto distopico ma paurosamente plausibile, che racchiude in sé una satira ben fatta su una società capitalistica quale la nostra, in un contesto decisamente estremista in cui gli ingranaggi politici e sociali devono lasciare il posto al potere consolidato dei grandi mercati e di un'oligarchia che mira al controllo mondiale sfruttando tutte le innovazioni tecnologiche e nanotecnologiche che solo un'ambientazione piuttosto cyber punk può darci.


2030. Anno non molto lontano.
L'Italia fa parte dell'Eurasia, controllata da quattro potenti multinazionali che  coprono ogni aspetto della vita dell'individuo, facendo dello pseudo (moneta unica) il fulcro cui l'intera società non può sottrarsi. Sebbene il progresso tecnologico abbia raggiunto livelli molto alti, tanto da poter offrire servizi su misura a chiunque disponga degli pseudo necessari, la felicità non è una conquista, ma si viene a configurare come oppio per il popolo. La Roma di Golem è un luogo in cui ci si ciba senza sapere cosa sia il dover cucinare, si viene avvisati tempestivamente se il dentifricio è in esaurimento, si può cambiare il proprio aspetto guardando in anteprima il risultato su uno specchio, si può avere accesso a tante e troppe grottesche innovazioni e, non per ultimo, si è costantemente connessi in rete tramite aggeggi di ultima generazione. Il governo stesso è un'estensione di questo dominio, quasi a farne da garante, e le forze dell'ordine hanno il compito infame di controllarne l'operato tosto che proteggere i cittadini e lo Stato. Una repubblica fondata su una parvenza di serenità, insomma.

In questo scenario, Steno Critone, figlio di un noto scienziato scomparso in circostanze a lui sconosciute, si ritroverà ad essere pedina fondamentale in un annoso scontro tra le forze dell'ordine e gli shorai, gruppo terroristico che utilizza le nanotech per condurre la propria battaglia contro l'ottuso mondo globalizzato e che continua a vivere isolato in un ottica di autosostentamento e autoproduzione di beni.
Cos'è quindi il Golem così come da titolo? Dovrei raccontare troppo.
Invece, non sto molto a sciorinarvi sulla trama, ma posso ben dire che sia un connubio ben fatto di azione e storia, con una caratterizzazione meticolosa dei personaggi e un modus narrandi che ne rende davvero piacevole la lettura.

Non da meno risulta lo stile grafico adottato da LRNZ: ogni tavola rappresenta una ben congegnata rappresentazione del mondo creato dall'autore, perfetta in ogni singola parte. Più precisamente, è proprio la presenza spasmodica dei loghi (creati da Ceccotti, buon grafico) delle quattro multinazionali, che ci mostra in maniera decisa quale sia il peso delle stesse all'interno dell'ambientazione; sono proprio i colori saturi a creare quell'atmosfera di strana serenità che caratterizza lo stato psicosociale della Roma scelta nel romanzo; è questo continuo scambio, quasi una crasi, di stile orientale e occidentale che rende il modo in cui la vicenda è narrata quasi poetica.

Eppure, al di là della trama, quest'opera colpisce più per il suo substrato colmo di simbolismo a più livelli, come se fosse un continuo rebus*. Esso si cela in qualsiasi ambito della narrazione, a partire dai nomi scelti (ogni personaggio, soprattutto gli shorai, presentano un nome con etimologia greca che ne descrive una caratteristica fisica, psicologica o, semplicemente, caratteriale), passando per la colorazione opposta scelta per i personaggi principali (Steno presenta colori che ricordano l'alba, mentre Rosabella rappresenta più il tramonto), intersecandosi con le ricorrenti grafiche, come dicevo, delle "avvolgenti" Zibò, Nanonine, Yoko e Serinus, senza dimenticare le innumerevoli chicche inserite qua e là, lungo l'arco narrativo, e che io, ad oggi, non sono ancora riuscito a numerare.


Questa complessità di informazioni, forniteci a livello più o meno conscio, ci rende però chiaro quanto potente sia l'opera in sé, godibile in prima lettura, ma che necessita di continue riletture per carpirne la ricchezza concettuale dei contenuti, quali il rapporto tra uomo e Stato, tra tecnologia e natura, tra libero arbitrio e responsabilità sociale, nonché il controllo delle masse e la necessità di ribellione, l'uso della tecnologia come strumento di opposizione e, allo stesso tempo, di oppressione al fine di preservare il Capitalismo come unica strada, e, per ultimo ma non ultimo, la ricerca spasmodica della Verità come rimedio ad un istinto sempre più autodistruttivo della società.

Insomma, cervellotico al punto giusto, come piace a me.
Cervellotico al punto giusto, come spero piaccia anche a voi.

R.

* se il volume non sembra abbastanza, bisogna tenere in considerazione il fatto che è stata creata un' app gratuita che permette di rilevare tutti gli elementi multimediali nascosti sapientemente nel web dall'autore, a completamento dell'esperienza e dell'affresco socio-narrativo della storia. Dateci un'occhiata qui e qui e, come direbbe clacca, flashatevi tanto.

3 commenti:

  1. A me Golem non è piaciuto :( troppa carne al fuoco, troppe poche pagine, non mi ha lasciato nulla 🙁

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    1. Allora, dal punto di vista della carne al fuoco sono d'accordo, avrei preferito un volume più corposo o un seguito, ma c'è da dire che il peso di tale mancanza mi è stato alleviato dal fatto che golem mi ha dato comunque molto da pensare...

      Da un punto di vista economico, il rapporto qualità prezzo mi pare alto ^^

      Ma poi, non ti ha nlasciato nulla inteso come un "leggerlo o non leggerlo è uguale"? :)

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    2. >>Ma poi, non ti ha nlasciato nulla inteso come un "leggerlo o non leggerlo è uguale"? :)
      Esatto, e l'ho pure dimenticato in fretta... *_* che persona superficiale che sono!

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