mercoledì 30 novembre 2016

leonid

se credete che la vita di un gattino di casa sia tutta ciotole di latte, cestoni comodi e biscottini, beh, preparatevi a cambiare idea. e se pensate che una storia che racconta le avventure di un gattino sia una roba da bambini, beh, preparatevi a cambiare idea due volte.
leonid di frederic brrémaud e stefano turconi è un piccolo capolavoro che affascinerà gli amanti dei felini e non solo. per quanto le mie aspettative fossero già alte su questo volume, mi ha sorpreso parecchio.


la vita di leonid è quella che qualsiasi gatto potrebbe sognare: vive in una bella casetta calda e sicura, vicino a una fattoria in piena campagna e ha un sacco di coinquilini, il gatto rosso, anziano e pacioso, la piccola mriza, una cagnolina tutto pelo, una gattina siamese e atchi, un topo allergico al pelo dei gatti!, e amici randagi simpatici con cui potersi azzuffare quando ne ha voglia, come bombolo, nonché belle gattine a cui fare gli occhi dolci, come ba'on.
nulla potrebbe andare meglio fino a quando alcuni agnellini della fattoria vicina vengono trovati barbaramente uccisi e il fattore decide di liberare i mastini. esattamente come succede agli umani però, la comunicazione con chi ha più muscoli che cervello non è esattamente facile, e i due cagnoloni giganteschi e feroci diventano una minaccia non solo per gli assassini, ma per tutti gli animali che vivono in campagna, compresi ovviamente i gatti randagi.
insomma, per quanto leonid sia un gattino di casa, non può certo rimanere con le mani in mano (ops, zampe in zampa?) e guardare i suoi amici rischiare la vita, e ovviamente sarà proprio lui a scoprire cosa sta succedendo, e si tratta di qualcosa di molto di più di quello che sembrava all'inizio: l'orda, capitanata dal terribile attila, sta per arrivare!

la storia di leonid è una storia d'avventura, d'amicizia, di coraggio, una storia in cui si ride e si piange, si sta sulle spine e ci si rilassa come farebbe un gatto al calduccio della sua cesta, una storia che sorprende e che regala il più bello dei finali possibile.

i disegni di stefano turconi, l'ho detto milioni di volte, sono sempre meravigliosi, e anche in questo fumetto, in cui vediamo solo gatti, cani e altri animaletti, riesce a dare ai personaggi carattere ed espressività come solo lui sa fare, mentre frederic brrémaud lo scopro per la prima volta e non posso che dire che si tratta di uno sceneggiatore bravissimo, capace di mischiare atmosfere diversissime tra loro e di creare, nel più tranquillo - se non quasi noioso - dei contesti, una storia invece avvincente e tenera, che diverte i lettori più giovani e sa accattivarsi quelli più cresciutelli.

menzione necessaria anche a star comics, che finalmente inizia a dedicarsi ai graphic novel e lo fa con un'edizione molto curata anche se si tratta di una brossura non di grande formato, cosa che consente un prezzo molto più abbordabile di un cartonato di lusso, senza rinunciare alla qualità della stampa. ci si augura che sia il primo di una lunga serie!

lunedì 28 novembre 2016

commenti randomici a letture randomiche - parte XXIV

e dunque, eccoci qui con il solito post randomico, per cercare di smaltire un po' più in fretta l'enorme pila di cose di cui voglio parlarvi.
i tre titoli qui sono tra quelli che al momento mi hanno meno convinta, tutti per motivi diversi. non che sia roba che non meriti di essere letta, eh, però forse sarà che mi sono abituata male vista la qualità altissima delle ultime cose che mi sono passate sotto gli occhi, ma per questi qui non me la sento proprio di gridare al miracolo...

iniziamo con pil di mari yamazaki. in realtà l'ho letto secoli fa, ma ho rimandato e rimandato la recensione perché forse mi aspettavo qualcosa di più, ma in ogni caso è stata una lettura un po'... niente di che.
pil racconta la storia di nanami, una ragazza che vive con il nonno, lei è molto responsabile e preoccupata per la situazione economica della famiglia, il nonno invece non perde occasione di scialacquare soldi appena può (a me sta molto più simpatico il nonno, eh), e inevitabilmente tra i due, che pure si vogliono bene, ci sono spesso momenti di tensione.
la vita va avanti tra i primi lavoretti di nanami, le sue prime cotte e relative delusioni e i suoi primi moti di ribellione, che la portano, ad esempio, a rasarsi i capelli a zero, e tra i disastri economici del nonno, troppo buono per non rendersi conto, ad esempio, di quando qualcuno vuole approfittare della sua generosità.
è uno slice of life molto carino, un po' autobiografico e molto adolescenziale, e una lettura la consiglierei a tutti se non si trattasse di un volume da sedici ingiustificatissimi euro. sì, certo, l'edizione è bella e molto curata, grande formato eccetera. ma questo tipo di edizione, per un fumetto del genere, che non eccelle nemmeno a livello grafico, è assolutamente sprecata. insomma, fosse stato stampato in formato da edicola per cinque euro vi avrei consigliato di recuperarlo assolutamente, al massimo scroccatelo o cercatelo usato se proprio ci tenete a leggerlo, ma di certo non è un capolavoro imperdibile.
peccato però, mi aspettavo molto di più da questa storia e sopratutto da un'autrice di cui ho sempre letto un sacco di apprezzamenti.

seconda piccola delusione è stata sentinelle d'inverno, di brian k. vaughan e steve skroce. anche qui però do la colpa alle mie aspettative, perché, considerando il genere, il fumetto è esattamente quello che dovrebbe essere. il problema è che quando si parla di distopia, sono sempre più interessata a conoscere e capire la psicologia dei personaggi che vivono in quella particolare situazione, che non all'azione nuda e cruda.
sentinelle d'inverno mi ha ricordato uno di quei film d'azione americani in cui ci sono un sacco di effetti speciali, esplosioni, eroi forti e coraggiosi e storie familiari tragiche. visto così, funziona benissimo, ma se vi aspettate qualcosa in più non la troverete.
circa cent'anni avanti nel futuro, il canada è stato invaso dagli stati uniti d'america. la popolazione è stata brutalmente decimata, i prigionieri sono chiusi in dei campi e l'odio tra le due nazioni è, necessariamente, fortissimo.
attraverso la storia di amber possiamo farci un'idea sulla situazione politica e sociale del nord america: dal primo attacco nel canada, in cui i genitori di amber perdono la vita davanti agli occhi sconvolti della bambina e di suo fratello maggiore, andando avanti nel tempo: la paura di essere catturati perché canadesi, le fughe, la necessità di vivere nascosti e sopratutto l'importanza delle risorse idriche - il vero motivo della guerra - e le inevitabili squadre ribelli, un po' arrangiate, molto motivate e determinate a compiere qualsiasi atto possa rallentare l'avanzata nemica.
amber si ritrova a fare amicizia proprio con una di queste squadre e da questo momento in poi, la narrazione accelera brutalmente: da un lato gli scontri tra ribelli canadesi e soldati americani, dall'altro la brutalità tecnologicamente raffinatissima degli interrogatori ai danni dei prigionieri ribelli. il tutto accompagnato da alcuni flashback che raccontano la storia di amber e di suo fratello, tutto quello che ha spinto una bambina a crescere come una spietata combattente.
la storia è avvincente, per quanto sia un po' prevedibile il finale, ma ho sentito parecchio la mancanza di un vero approfondimento sulle storie dei personaggi, principali e secondari, costretti a narrare la loro vita in poche frasi, condensando intere esistenze in sentenze un po' troppo costruite.
plausibilmente, con qualche pagina in più e con un ritmo meno serrato, mi sarebbe piaciuto di più, ma credo proprio che per gli amanti dell'azione nuda e pura - con tanto di crani che esplodono, robottoni e armi laser - questo sia un titolo imperdibile.

quello che forse mi ha fatto rosicare di più è stato grimorio.
spiego subito il motivo, perché vorrei evitare fraintendimenti: il volume è graficamente a dir poco eccellente. assolutamente bellissimo, curatissimo, una sorpresa pagina dopo pagina.
gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto hanno un talento incredibile, sono talmente bravi che è praticamente impossibile esprimere una qualche preferenza tra uno e l'altro, quindi il problema non è assolutamente relativo all'aspetto puramente artistico del volume, quanto della sua struttura e dell'editing della sceneggiatura di alcune storie, in cui si sente particolarmente la mancanza dell'intervento di qualcuno di maggiore esperienza.
in primo luogo, manca un po' di ordine nella sequenza delle storie. spesso si perde un momento di troppo a capire che si è passati da una all'altra, ed è difficile capire chi ha scritto cosa. sarebbero bastate delle pagine iniziali con titolo e crediti per risolvere il problema, per quanto questo avesse potuto portare a un aumento del numero delle pagine e di conseguenza a un amento del prezzo, cosa che, almeno personalmente, mi sarebbe importata abbastanza poco.
sulla questione delle sceneggiature, in effetti alcune storie, e parlo sempre a titolo personale, sono risultate un po' debolucce in quanto a trama, sia per i finali spesso troppo aperti, sia per l'effettiva narrazione degli eventi, che in alcuni casi è un po' oscura e fraintendibile.
quello che insomma mi ha fatto rosicare è stato quel tot in meno, dovuto alla mancata esperienza editoriale probabilmente, che ha fatto perdere a grimorio la possibilità di essere un capolavoro e l'ha costretto ad accontentarsi del titolo di buon volume.
in ogni caso, considerando che si tratta della prima volta, siamo molto vicini alla possibilità di dar vita a qualcosa di veramente memorabile, e sono sicura che le curatrici del volume abbiano già fatto tesoro di queste piccole mancanze e sapranno in seguito regalarci qualcosa di veramente superlativo.

venerdì 25 novembre 2016

plutona

dopo paper girls e lumberjanes si torna nel meraviglioso mondo delle avventure adolescenziali con plutona, una di quelle storie che ci fanno in qualche modo rimpiangere la parte bella di avere quattordici anni, quando tutto quello che desideri è qualcosa di incredibile e straordinario che ti stravolga, almeno per un po' la vita, e di cui puoi bullarti poi con gli amici.
e poi ci fanno ringraziare il cielo di averla superata definitivamente, quella fase lì.


siamo in un america un po' anni '80, un po' 2000, con le felpone stampate, le borchie e i jeans stretti ma anche con gli smartphone e i social, dove i supereroi sono la norma, conosciuti tutti e con un grosso seguito di fan sopratutto online.
siamo in una non meglio identificata periferia di una non meglio identificata città, dove vivono i nostri protagonisti, ragazzini qualsiasi, ognuno con i suoi problemi - più o meno grandi - alle spalle, come vuole la tradizione: mie, mike, diane, teddy e ray.
una delle primissime cose che mi sono piaciute di questo fumetto è che tutto quello che riguarda i cinque protagonisti non lo impariamo da spiegoni vari, ma bastano un paio di inquadrature, di espressioni per farci capire cosa questi ragazzi si portano dietro. in questo jeff lemire e emi lenox sono così bravi che basterebbe già solo la sequenza iniziale a giustificare la lettura di plutona.
diane è una ragazzina con poca autostima e con un immenso bisogno di affetto e calore umano, mentre mie è una wannabe tipa tosta che non sopporta proprio di dover fare da babysitter a suo fratello mike, il più piccolo della compagnia. ray è il classico bullo con famiglia devastata alle spalle, mentre teddy, con famiglia devastata anche lui, ma un po' meno di ray, invece che tormentare il prossimo si è appassionato in modo morboso alle vicende dei supereroi.
non c'è molto che li unisce, non sono un vero e proprio gruppo di amici: diane tiene a mie più di quanto mie non tenga a diane, ray non sa proprio nemmeno come fare a farsi degli amici e teddy sta messo peggio di lui, per non parlare di mike che è ancora troppo piccolo per preoccuparsi seriamente delle interazioni sociali e preferisce di gran lunga il suo gameboy.
il loro rapporto però cambia drasticamente la notte in cui trovano, per puro caso, il cadavere di plutona, la più forte delle supereroine in circolazione. il trauma prima e la necessità di mantenere il segreto poi (per proteggere la città dai supercattivi che potrebbero approfittare della scomparsa di plutona, d'altro canto si sa, quando il gatto non c'è...), da un lato li legano profondamente, dall'altro scoprono le vere dinamiche all'interno di questo gruppo, che in fondo sono molto meno prevedibili di quanto non si sarebbe detto inizialmente.

plutona è una storia spietata, un'avventura che dal fantasy vita pericolosamente verso il thriller e il noir per concludersi nel più inaspettato dei modi e che lascia per tutto il tempo con il fiato sospeso.
sceneggiatura praticamente perfetta e disegni espressivissimi, anche se un po' morbidi e pupazzosi, che sembrano quasi sottolineare la giovane età dei protagonisti, la loro ingenuità così in contrasto con la vicenda difficilissima che si ritrovano a gestire.
a mio modestissimo avviso una gran bella prova d'autore, un fumetto molto riuscito in ogni suo aspetto.

mercoledì 23 novembre 2016

odio favolandia vol. 1

un concentrato di cattiveria gratuita, splatter, parolacce e pucciosità.
ecco grossomodo quello che potete aspettarvi da questo primo volume di odio favolandia di skottie young, un artista eccezionale con un tratto unico, apprezzatissimo autore della rivisitazione a fumetti della saga del mondo di oz e dei giant-size little marvel.
ok, on è nulla di fondamentale e imperdibile, non è manco per niente uno di quei fumetti che dopo avervi fatto piangere vi farà pensare per mesi al senso della vita, però è a suo modo geniale.
geniale, grottesco, per certi versi adorabile, cattivo e insensato.
io con le cose pucciocattive e folli ci vado a nozze, quindi a livello del tutto personale ve lo consiglio, sopratutto per farvi quattro risate lasciando del tutto da parte la buona creanza.


protagonista della storia è gertrude, un'adorabile bambina di circa otto anni.
almeno in apparenza.
la piccola gertrude è stata risucchiata a favolandia quando in effetti aveva otto anni, un bel giorno che stava a giocare nella sua stanzetta rosa circondata di bambole e orsacchiotti.
arrivata a favolandia, il suo compito era trovare la chiave che apriva la porta di quel regno incantato e felice e tornare a casa sua, dopo aver vissuto un'esperienza che qualsiasi bambino del mondo le avrebbe invidiato.
purtroppo però, quello che sembrava un affare di un giorno o due, si è rivelata una ricerca che dura da ventisette anni.
gertrude non è cambiata di una virgola, è rimasta sempre l'adorabile boccoluta mocciosa nell'aspetto, ma il tempo è passato davvero, e la piccola bimba rosavestita è completamente impazzita e ormai nasconde un animo da scaricatrice di porto, da sboccata ammazzafavole che non ci pensa due volte prima di fare a pezzi qualsiasi tenero, grazioso e coloratissimo esserino abbia davanti a sé.
ventisette lunghi anni di fatine e sbudellamenti e ancora della chiave non c'è alcuna traccia.
ovviamente, che una bambolina con i codini vada in giro a trucidare gli abitanti di favolandia non va troppo bene neanche alla regina di questo coloratissimo e zuccheroso mondo, sua altezza cloudia, che non vede l'ora che gertrude riesca ad andar via, dato che lei non può metterle un dito addosso in quanto ospite di favolandia, protetta da un incantesimo che la rende immune dagli attacchi della regina.
e se si riuscisse a togliere a gertrude il suo incantesimo di protezione?


odio favolandia ha dalla sua parte quello di essere qualcosa di totalmente inaspettato, un mix allucinato tra zuccherosità e crudeltà che si basa sul concetto abbastanza abusato della gabbia dorata, ma lo fa dando alla storia, che di per sé è il non plus ultra della frustrazione, un tono così grottesco da risultare comico: è impossibile immedesimarsi in gertrude, la sua esasperazione e la sua follia sono fuori controllo e degenerano in una capacità assassina praticamente inspiegabile, eppure la sua furia, e l'assurdità della sua situazione, non può che strapparci un sorriso, complice la straordinaria espressività che il tratto di skottie young riesce a dare ai suoi personaggi.

quando ho letto la trama di odio favolandia per la prima volta, mi ero parecchio turbata all'idea che una bambina fosse intrappolata in un mondo che non era il suo contro la sua volontà e che non riuscisse a tornare a casa. temevo che mi sarei immedesimata troppo nella protagonista e che mi sarei fatta prendere dall'ansia e dalla claustrofobia.
ma gertrude, dopo ventisette anni di fatine e alberi magici, di gnometti e stelline, di colori sgargianti e canzoncine in rima. è completamente fuori di testa e immedesimarsi in lei è impossibile davvero, inutile quanto vogliate provarci. tutta la storia è totalmente assurda ed è proprio questa assurdità, questa totale sospensione dell'incredulità, che la rende comica.
dato che non c'è modo di capire il perché di tanto odio dopo tutto questo tempo, di capire come dopo un'intera vita gertrude non abbia imparato ad apprezzare il mondo in cui si trova, di condividere le sue emozioni da squilibrata, l'unica cosa che ci rimane da fare è metterci comodi, scollegare il cervello da ogni considerazione plausibile, e goderci il massacro.

il finale per me è stato a dir poco catartico - gertrude non mi è stata simpatica nemmeno un po' fin dal primo momento - e l'unica cosa che posso sperare è che skottie young non tiri la serie troppo per le lunghe e sopratutto non ci proponga episodi troppo simili a quelli già visti. diciamo che con altri cinque, massimo dieci episodi, si potrebbe grandiosamente concludere questa follia.
nonostante non abbia idea di cosa ci si possa aspettare dal prossimo volume, continuerò a fidarmi ciecamente dell'autore, aspetterò i prossimi episodi pronta a immergermi in un altro bagno di sangue e cervelli spappolati. e mi spiace per quel demonio di gertrude, ma io continuo a tifare per gli abitanti di favolandia.

lunedì 21 novembre 2016

a sort of fairy tale 2

entriamo nel vivo del racconto con questo secondo volume di a sort of fairytale (del primo ho parlato qui), la serie distopica e fantasy scritta da paolo maini e disegnata da ludovica ceragatti, e cominciamo già a prepararci al finale, dato che il prossimo sarà il volume conclusivo.


sorpresa da un gruppo di predoni che hanno assaltato il camion su cui stava viaggiando, la piccola zoe è riuscita a salvarsi e a scappare dal nemico grazie all'aiuto di un gigantesco mutato, una creatura dall'aspetto minaccioso ma dall'animo gentile.
adesso, zoe e il suo amico - che per comodità da ora in avanti chiameremo grunt - si ritrovano ad affrontare un viaggio quasi impossibile attraverso il deserto per giungere fino all'avamposto diciotto, uno dei pochi rimasti, dove zoe spera di poter incontrare i suoi genitori.
certo è che non è facilissimo entrare in un forte barricato pieno di gente terrorizzata dalle mille minacce del mondo esterno con un enorme bestione dotato di zanne, corna e artigli e con solo una bimba a garantire che non sia un pericolo.
ma grunt ha parecchi segreti - un paio ce li ha già svelati in questo volume, ma altri rimangono ancora un mistero che non vedo l'ora di scoprire nel volume conclusivo - e grazie alle sue capacità, riesce a passare più o meno inosservato... almeno all'inizio.
scoperta la verità sul misterioso accompagnatore della ragazzina, gli abitanti dell'avamposto diciotto non avranno molta voglia di fidarsi di quella che è solo una mocciosa, e mentre grunt è in pericolo, minacciato da quella stessa gente a cui appartiene la bambina che ha protetto.
intanto, fuori dalle porte dell'accampamento arriva anche il cacciatore, giunto seguendo le traccie di grunt e zoe, pronto a dichiarare guerra agli abitanti dell'avamposto.

in questo volume, oltre al crescendo di avvenimenti che fanno da preludio allo scontro finale, si ritrova tutto quello che aveva reso la prima parte della storia tanto avvincente quanto malinconica e in qualche modo poetica. in un mondo spietato e moribondo, una bambina e un gigantesco mutato sembrano essere l'ultima forma di innocenza e ingenuità ancora in vita.
il loro rapporto va al di là delle differenze e al di là delle parole - o dei grugniti, nel caso di grunt - e si basa solo sull'affetto nato per caso in mezzo al pericolo, su quella voglia di collaborare, di proteggersi a vicenda e di salvarsi.
le scene tra grunt e zoe sono piene di dolcezza e di malinconia, hanno il sapore amaro delle cose belle che non possono durare per sempre, perché in ogni mondo, distopico o meno, nessun adulto lascerebbe una bambina tra le braccia di un bestione che potrebbe mangiarla come un cosciotto di pollo, e la speranza è comunque che quella bambina ritrovi i suoi genitori.
come andranno poi le cose tra loro e grunt? beh, tocca aspettare ancora un po' per scoprirlo.

in attesa dell'ultimo volume, io continuo a consigliarvi la lettura di a sort of fairytale, e per qualsiasi altra informazione vi rimando alla pagina facebook di noise press.

venerdì 18 novembre 2016

favole nere - dylan dog color fest 19

che io non sia un'appassionata di horror e affini lo sapete già, quindi penso possa stupirvi il fatto che ho letto dylan dog dopo qualcosa come diciasette e forse più anni che non ne toccavo un volume.
francamente, la cosa ha stupito parecchio anche me.
il mio rapporto con l'indagatore dell'incubo è stato condizionato dal fatto che, nonostante trovi incredibilmente affascinante dylan, aver letto i primi fumetti quando ero alle medie, ed ero decisamente più impressionabile di adesso (e anche ora continuo a tirarmi la coperta sugli occhi quando guardo un film e la musica inizia a farsi inquietante), mi ha turbato così tanto che per una storia riuscii addirittura a farmi venire la febbre per la paura.
credo che quello non era il momento giusto, ma in ogni caso, ogni volta che mi ritrovo qualche volume sotto mano, mi torna l'ansia di allora.


questa paranoia assurda sono riuscita a superarla solo grazie all'ultimo volume di dylan dog color fest (il diciannovesimo), favole nere, che, dal momento in cui ho visto la copertina - disegnata dalla bravissima jessica cioffi, in arte loputyn - e ho letto i nomi degli autori delle storie, mi ha fatto dire ok, clacca, questo è il momento per fare pace con il povero dylan e leggere qualcosa di veramente interessante.

non mi importa più di tanto riportare qui le critiche pesantissime e vergognose che sono state fatte su internet, d'altro canto si sa bene che tipo di persone sono quelle che si permettono certe cafonate davanti allo schermo di un computer, più che altro mi va di spendere qualche complimento per la bonelli che ha realizzato un volumetto totalmente nuovo e diverso, davvero sperimentale, di uno dei personaggi storici della sua scuderia, affidando dylan a degli autori tanto bravi quanto estranei allo stile bonelliano classico.
il risultato è, a mio modestissimo avviso, uno degli esperimenti meglio riusciti a cui si poteva dar vita, sia dal punto di vista commerciale, perché sono sicura di non essere l'unica non lettrice di dylan dog ad aver comprato questo volume per la presenza di autori che apprezzo moltissimo (cosa che vale anche al contrario, dando modo ai lettori bonelliani di conoscere autori a loro magari meno familiari), sia, sopratutto, dal punto di vista artistico: nonostante non si tratti di autori che solitamente scrivono e disegnano storie di d.d., sono riusciti a interpretare benissimo il personaggio e le atmosfere da incubo tipiche della serie.

la ragazza che moriva ogni notte - uzzeo / pagliaro

la prima storia, la ragazza che moriva ogni notte, scritta da mario uzzeo e disegnata da alberto pagliaro (lo ammetto fin da subito, non li conoscevo ancora e me ne pento assai) ci catapulta in un mondo che sembrerebbe onirico, come un'immagine vista attraverso dei vetri deformanti e colorati, a cercare di risolvere il mistero di kora, una ragazza che - come suggerisce il titolo - ogni notte muore. ma non nei suoi sogni, muore realmente, per poi ritrovarsi viva la mattina seguente. chi meglio di dylan dog può risolvere un caso simile?
il finale è stato a stramegasorpresissima, quindi non vi anticipo niente.
i disegni, come dicevo, sembrano da visione allucinata, pieni di  dettagli, linee tortuose e colori vivacissimi, e riescono a smorzare i toni cupi della vicenda per sottolinearne l'aspetto più surreale.

la regina di polvere e di stracci - rossi edrighi / mazzanti

il secondo racconto è quasi un intermezzo poetico, la meno cupa delle tre storie, scritta da federico rossi edrighi (autore de la principessa spaventapasseri) e disegnata da isabella mazzanti (che in francia ha pubblicato per métamorphose la versione illustrata del classico della letteratura vampirica carmilla). la regina di polvere e di stracci è una vera e propria favola, la storia fantastica di una regina che cerca di salvare la sua corte e i suoi sudditi da soldati senza pietà.
ma quando è una ragazza dai vestiti laceri e l'aspetto di una senzatetto a dichiararsi una regina, anche all'uomo più abituato all'assurdo, come dylan dog, può capitare di non riuscire a credere alle sue parole, e di non riuscire a vedere quello che lei vuole in realtà mostrargli.
il regno di maeve, questo è il nome della ragazza, è quel tipo di realtà che esiste solo se il tuo cuore è disposto a guardare le cose nel modo giusto, una realtà colorata e piena di gioia e di vita, nascosta nel grigiore dell'indifferenza. chiunque siano davvero questi ufficiali nominati da albione per riportare l'ordine ed eseguire gli ordini, quello che vogliono è distruggere il palazzo dove si trova la corte di mauve, e non ci sarà nessuna supplica o minaccia in grado di far cambiare loro idea. la rigida, fredda, autoritaria imposizione delle regole contrapposta a un mondo fragile, delicato, forse pericoloso, ma ricco di bellezza.
questa storia, proprio come le vecchie favole, nel momento stesso in cui si finisce di leggerla, si svela per quello che realmente è: una metafora, forse amara, del mondo in cui viviamo. ma come ogni favola, lascia la speranza di un cambiamento ancora possibile.

il tuo amore, il mio odio - pellizzon

il tuo amore, il mio odio, la terza e ultima storia, è scritta e disegnata da nicolò pellizzon, un artista del quale non ero ancora riuscita a leggere nulla ma di cui vorrei recuperare tutto il recuperabile. mi piace moltissimo il suo stile, che si sposa alla perfezione con le atmosfere cupe e orrorifiche delle storie di dylan dog.
dylan dog si ritrova a indagare sui suicidi di alcune studentesse di una scuola femminile privata, causate, così almeno dicono le studentesse da qualcosa che si trova nella scuola. convinto inizialmente che si tratti solo di suggestione collettiva, dylan si lascerà convincere da adrianne ashworth, una delle studentesse, della reale esistenza di duane, il signore dei vermi, colui che convince le ragazze a suicidarsi. adrianne ha indagato già sulla storia di duane, scoprendo che era il marito della vecchia direttrice della scuola, camille harlow, e che la storia tra i due, ormai entrambi defunti, abbia lasciato sulla scuola e sulle studentesse una sorta di maleficio.
i primi tentativi di spezzare questa maledizione non sembrano però funzionare, e adrianne è sempre più affascinata e turbata dai diari colmi di dolore di camille.
anche qui, non voglio spoilerare oltre, perché la trama è abbastanza intricata da creare un'atmosfera irreale e morbosamente affascinante, che merita di essere seguita senza rovinare nessuna sorpresa.

volume consigliatissimo a tutti, anche a chi di solito non legge dylan dog. personalmente, la mancanza di spatterosità varie e altri elementi ansiogeni ha contribuito a farmelo piacere, ma in ogni caso, che amiate o meno l'horror, credo che valga la pena recuperare questo numero.

mercoledì 16 novembre 2016

acquisti da lucca! ~ parte II

ed ecco, come vi anticipavo un paio di giorni fa, la seconda parte del post dedicato agli acquisti di lucca!


a pochi mesi dall'uscita di basilicò, giulio macaione ha presentato a lucca il suo primo fumetto autoprodotto, la fine dell'estate. potevo farmelo mancare? domanda inutile.
la fine dell'estate è una storia brevissima, l'ultimo weekend d'estate e un viaggio nella sicilia orientale di tre amici, carlo, elena e matteo, che finalmente si ritrovano insieme come ai vecchi tempi.
eppure, tra l'atmosfera di spensieratezza e allegria di tre ragazzi che tornano adolescenti senza nessun pensiero se non quello di godersi un bagno a mare e la dolce malinconia dell'estate che finisce, la vita va avanti bruscamente, prendendo strade insospettabili.
con la sua particolare attenzione ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi e la straordinaria capacità di trasmetterla ai lettori, giulio macaione da vita a un racconto veloce come un lampo, uno sguardo al presente di tre persone che rivela il loro passato e lascia indovinare il loro futuro, nella cornice di una sicilia che si tinge dell'oro del sole e del blu del mare e della nostalgia.
a ogni storia, giulio rivela di essere un narratore formidabile, in grado di mostrarci il lato più profondo delle cose, anche quelle in apparenza meno importanti, e, se fossi in voi, sia che conosciate già i lavori di giulio, sia che vogliate scoprirli per la prima volta, questo libretto non me lo lascerei sfuggire.


e per concludere in bellezza, in attesa del nuovo volume di lumina, che avevo presentato qui, arriva il secondo spin off della serie, oleg.
in questo volumino, il team di lumina, capeggiato da linda cavallini e emanuele tenderini, ci spiega come funziona la formazione professionale su lumina (ed è subito cavallini e tenderini ministri dell'istruzione!): il percorso formativo, fondamentale per quello che poi sarà il lavoro di ogni abitante di lumina, inizia fin da piccolissimi. inizialmente, è uguale per tutti, fino ai 12/13 anni, età in cui i ragazzi iniziano a girare per alcuni istituti di specializzazione per poter scegliere quello che sarà il loro futuro e poter passare poi al terzo grado, imparando sia la teoria che la pratica del tipo di lavoro che hanno scelto di svolgere, sempre con la possibilità di tornare indietro e cambiare idea. alla fine di questo percorso sono pronti per iniziare a svolgere il ruolo e nel frattempo, se vogliono, possono specializzarsi ulteriormente nella professione scelta.
in questo episodio, oleg e juba, i due protagonisti, che abbiamo già visto nel primo volume di lumina, sono alla fine dell'ultima parte del loro percorso formativo: stanno per diventare guardie del corpo, ma per poter ottenere l'incarico a tutti gli effetti, dovranno superare l'ultima prova, l'agone di sbarramento, in cui ai ragazzi, divisi in squadre, non è solo richiesto di portare a termine la missione, ma di farlo prima dei loro avversari.
è a quel periodo che risale il primo incontro/scontro tra oleg e juba: la rivalità di allora, a distanza di anni mentre raccontano la vicenda a kite, sembra non essersi per nulla appianata (anche se non vi nascondo che la ship è già salpata da un pezzo), anzi, i due non perdono occasione per litigare.
prima oleg e poi juba raccontano la rispettiva versione del loro primo incontro proprio durante una delle fasi dell'agone di sbarramento. forse non sapremo mai davvero come è andata, ma di certo i racconti sono entrambi parecchio avvincenti... e in entrambi non si può che sperare che quel piccolo cosino rosa e carino che è il bonus non si faccia troppo male! (ho sofferto, credetemi!)
ai disegni si alternano linda cavallini, che ha disegnato la storia-cornice, martina andrea batelli, aka mortinfami e greta xella, che abbiamo già visto su karmapolis e ultimamente sul volume antologico grimorio (ve ne parlerò a breve), tutte e tre, per quanto abbiano un tratto molto diverso, assolutamente bravissime, mentre la sceneggiatura è, ancora una volta, di maurizio carnago, sempre con la supervisione dei creatori di lumina, cavallini e tenderini.
un volumino divertente che ci permette di esplorare un po' più a fondo il mondo di lumina e addolcisce l'attesa del secondo episodio.
ah, del primo spin off, dedicato a shani, ne avevo parlato qui!

lunedì 14 novembre 2016

acquisti da lucca! ~ parte I

e dunque è arrivato il mio pacchettino da lucca, per il quale ringrazio tantissimo brian e tutti i ragazzi del gruppo manticora, che anche quest'anno hanno recuperato e spedito un po' di bella roba visto che io, come sempre, non sono riuscita ad andare in fiera. grazie ragazzi, siete sempre gentilissimi e adorabili!


come si vede dalla foto celebrativa (e sgranatissima, ho decisamente bisogno di un telefono che faccia delle foto accettabili! sto aspettando di poter fregare quello di ale per farvi vedere le dediche, con questo non riesco proprio a fotografarle) nonostante la mia lista infinita, sono riuscita a farmi spedire poche cose (ma pian piano recupererò tutto! io e il misterioso recensore stiamo aspettando da ibs un pacco pieno di roba fichissima, poi vi dirò) ma buone... anzi ottime!


cominciamo subito con l'ultima fatica del gruppo manticora! questa volta non si tratta di un fumetto vero e proprio, ma di un calendario illustrato, o di una raccolta di illustrazioni che vi ricorda che giorno è, e nel frattempo vi racconta una storia.
dodici illustrazioni per dodici mesi, realizzate da ilaria apostoli, flavia biondi, lucrèce, lorenza de luca, anna ferrari e ivan lodi accompagnano i testi di brian freschi che in compagnia di un poeta in cerca di distrazioni, dean mills, ci portano a sbirciare nelle camere della maison là là, guidati dalla vecchia maîtresse.
da gennaio a dicembre, raccontate in rima come una vecchia filastrocca, si susseguono storie d'amore e morte: alcune sfiorano il tragicomico, altre sono molto più macabre, quasi grottesche, altre ancora più romantiche e malinconiche.
si riprende un po' l'atmosfera de le piccole morti per mettere in scena quello che nascondono le camere della maison là là, racconti di amanti troppo feroci o solo troppo sfortunati.
molto belle le illustrazioni, sia quelle di anna, flavia, ivan e lorenza, che come sapete, seguo dalle loro primissime pubblicazioni, sia delle due nuove artiste che hanno partecipato al progetto, per la prima volta sotto l'egida della manticora, lucrèce e ilaria.
un libretto calendario davvero interessante e originale! mi spiace per chi non l'ha preso, ma al momento non sarà possibile recuperarne uno da appendere al muro! per consolarvi, o per rosicare oltre, vi rimando all'anteprima di maison là là, in cui sono stati gli autori a presentare il progetto qui su claccalegge.


continuano le avventure del gruppo di supereroine di millennials, lo spin off di to be continued, creato da lorenzo ghetti e claudia "nuke" razzoli.
dopo aver formato una squadra (nel primo episodio, qui), icequeen si ritrova a cercare di far andare d'accordo il quartetto più male assortito della storia: quattro ragazze che non sono d'accordo su nulla, che hanno caratteri e modi di fare completamente diversi tra loro e che nonostante tutto devono riuscire a lavorare insieme come una squadra.
alcuni momenti sono davvero esilaranti in questo episodio, che si concentra tra la casa dove vivono tutte e cinque e la palestra in cui si allenano, entrambe piene di telecamere che mandano in onda tutto quello che vi succede all'interno (e delle quali octavie non sembra minimamente preoccuparsi).
nonostante tutti i battibecchi e la totale assenza di spirito di squadra, icequeen è un'ottima allenatrice, sa come far sì che tra le ragazze si possa creare un legame, e, per quanto possa sembrare inimmaginabile, la cosa sembra funzionare.
attendo con ansia il terzo episodio di questa serie che mi sta piacendo moltissimo!

per far durare un po' più la festa, ho deciso di dividere il post in due parti (e - non so ancora quando - ce ne sarà anche una terza, ma per ora non vi dico niente...), quindi tornate mercoledì per scoprire gli altri due titoli che sono arrivati, la fine dell'estate e oleg!

mercoledì 9 novembre 2016

commenti randomici a letture randomiche - parte XXIII

è tornata la nakahara e finalmente, dopo due titoli un po' sottotono (nanako robin e berry dynamite), ha tirato fuori un primo volume che riporta agli entusiasmi di lovely complex.
amami lo stesso, oltre ad avere uno dei titoli più imbarazzanti della storia, è uno dei migliori numeri uno degli ultimi mesi, un inizio che lascia presagire una serie che non intende prendersi troppo sul serio e promette una buona dose di divertimento e di fangirlistico entusiasmo.

amami lo stesso è il primo josei (ovvero, un manga indirizzato a donne sopra i diciotto/vent'anni) della nakahara e per quanto la protagonista, michiko shibata, sia svampita e un po' stupida come risa di love*com, la situazione è forse ancora peggio, visto che lei ha 29 anni, è stata licenziata, ha un pessimo curriculum e non riesce a trovare un nuovo lavoro. l'unica cosa che riesce a tirarla su di morale è il sorriso del suo speriamo-che-prima-o-poi-lo-diventi-davvero fidanzato, il giovanissimo junta, uno studente universitario più giovane di lei, che, cosa evidente a chiunque ma non ha michiko, la sfrutta per regali, prestiti e pranzi offerti.
siccome si sa, piove sempre sul bagnato, persa l'occasione all'ennesimo colloquio di lavoro, michiko incontra per caso ayumu kurosawa, il suo ex capo durante l'ultimo impiego. un vero demone, a detta di michiko, sempre pronto a rimproverarla e renderle la vita un inferno.
eppure, nonostante michiko non provi nemmeno a nascondere l'antipatia che prova per lui, kurosawa si propone di aiutarla, prova ad aprirle gli occhi su junta e la mette a conoscenza del suo nuovo progetto: riaprire un vecchio locale di famiglia, il girasole, nel quale michiko potrà lavorare fino a che non riuscirà a trovare di meglio.
il lavoro non è certo dei più ambiziosi, visto che la nostra si ritrova a fare da mascotte per strada a distribuire volantini pubblicitari vestita da fiore gigante, e i suoi colleghi, tutti amici di kurosawa, sembrano dei veri delinquenti.
ma in ogni caso è un lavoro, e quando si è al verde non si può essere più di tanto schizzinosi. oltretutto, questa svolta improvvisa, da anche a michiko la possibilità di scoprire qualcosa di più di kurosawa, del suo passato e del suo presente, visto che ha appena lasciato la sua fidanzata...
adesso che ha finalmente capito che junta l'ha sempre sfruttata senza provare nulla per lei e adesso che il suo ex capo comincia a sembrare un po' più umano di quanto sembrasse, la ship è partita alla stragrande e veleggia felice verso il prossimo volume, che io non vedo l'ora di leggere!
lo stile è sempre quello a cui la nakahara ci ha abituati, per fortuna, nonostante il cambio di target, sono rimaste le sue faccine buffissime e il suo tratto pulito e molto personale.
informazione di servizio per chi vorrebbe iniziare la serie ma teme l'ennesimo polpettone infinito: tranquilli, amami lo stesso si è concluso da poco, dovrebbe contare in totale 10 volumi e l'autrice ha iniziato uno spin off (non so quanti volumi saranno né se si occuperà dei personaggi secondari, un po' come lovely complex two)

si va avanti anche con rere hello, che da noi è giunto al settimo volumetto, in giappone si è concluso con l'undicesimo (che ha una copertina bellissima! se non l'avete ancora vista cliccate qui!), e che a me continua a piacere veramente tantissimo.
di certo non si può dire che sia un titolo particolare per l'originalità dei contenuti o per i colpi di scena, anzi, la storia è abbastanza scontata, ma la narrazione procede sempre bene, senza intoppi, senza digressioni noiose e senza lasciare da parte nessuno dei personaggi. insomma, una storia d'amore come tante, ma molto, mooolto ben fatta.
in questo volume, mentre il rapporto con minato si va sempre più consolidando, a ririko rimangono i sensi di colpa per serina, che ha visto infrangersi il sogni di stare con il cugino.
testarda com'è, ririko farà di tutto per farsi accettare e dimostrare che è la ragazza giusta per minato, e nel frattempo, chiarirà con nanami, che continua il suo proposito di vendicarsi di minato.
ma a quanto pare, dopo serina e nanami, sembra che stia per arrivare un altro problema, ancora più grande, e sembra che riguardi la famiglia di minato...
mi sa che a ririko toccherà faticare per mantenere la felicità che sembra aver finalmente raggiunto, ma confido tantissimo nella sua forza d'animo. sono sicura che i prossimi volumi porteranno a un gran bel finale!

e in questi giorni è uscito anche un altro dei miei titoli preferiti tra quelli attualmente in corso, il fiore millenario, che si avvia ormai alla conclusione e che in questo volume, il dodicesimo, ci prepara a quello che sarà uno scontro tanto atteso quanto temuto, quello tra a-ki e l'usurpatrice del trono del regno di a, do-hi.
e ci prepara anche all'epilogo della vicenda sentimentale tra a-ki e il suo fedele hakusei.
la giovane principessa ne ha ormai passate veramente di tutti i colori, e adesso, con il sostegno di tan, ormai re di so, è pronta a riprendersi quello che è suo.
eppure è ovvio che il ruolo di regina le chiederà dei sacrifici: come potrà continuare a tenere accanto a sé quello che agli occhi di tutti è solo uno schiavo di una strana razza, una bizzarria della natura? per una regina è impossibile seguire i propri sentimenti, i matrimoni sono quasi sempre necessari per consolidare alleanze politiche, e a-ki sa che non potrà sottrarsi ai suoi doveri.
ottenere la vendetta su do-hi, che ha umiliato e ucciso sua madre, distrutto suo padre, usurpato il potere e adesso sta tentando di mettere sul trono un figlio inetto che non ambisce nemmeno al ruolo che lei sogna, ha un costo altissimo per a-ki: non solo dovrà rinunciare a essere una ragazza come qualsiasi altra per adempiere al suo ruolo, ma deve continuare a portare addosso il peso della colpa di tutta la sofferenza e la morte che è stata necessaria per portarla qui dove è arrivata.
in queste pagine si sente in modo fortissimo il lacerarsi interiore della giovane principessa: da un lato, il desiderio di vivere in pace, serenamente come una persona qualsiasi, libera di stare accanto all'uomo che ama, dall'altro, la consapevolezza di non potersi permettere di pensare a sé stessa e di dover agire per il bene di tutto il regno.
lo scontro si avvicina e dopo non ci sarà altro che un bivio: la morte davanti ai soldati di do-hi o la riconquista del regno di a, e l'inevitabile perdita di hakusei.
mancano circa tre volumi alla conclusione della storia e io non so se desiderare che finisca o se cercare di ritardare il più possibile il momento che mi sembra tristemente ineluttabile. nel dubbio, continuo a immaginare per a-ki e hakusei un futuro felice, per quanto improbabile, e continuo ad augurarmi che i miei presentimenti per la fine della storia siano sbagliati, perché una parte di me sa, fin dal primo volume, che ci saranno lacrime a fiumi.

lunedì 7 novembre 2016

special exits

avendo seguito un percorso di studi che ha sempre avuto tanto a che fare con la storia dell'arte, la questione dello "scandalo" nell'arte moderna è sempre stato uno degli argomenti su cui ho riflettuto di più e che mi ha dato di più da pensare: un sacco di opere meravigliose, che oggi giudichiamo come bellissime e fondamentali per la nostra cultura, che ci riempiono l'animo d'amore per il genio di chi le ha create, alla loro prima apparizione sono state classificate come scandalose.
erano tante le tematiche delle quali non era decoroso parlare neppure a bassa voce, figuriamoci esporle pubblicamente agli occhi di chiunque, argomenti e soggetti che oggi magari ci ritroviamo a condividere con chiunque senza un attimo di esitazione.
più si va avanti sulla linea del tempo, più agli artisti diventa difficile trovare qualcosa che riesca a scandalizzare.
in effetti, se ci pensiamo anche solo un po', cos'è che riesce a turbare la nostra morale oggi? violenza, guerra, omicidi, ingiustizie, pornografia, blasfemia, siamo praticamente abituati ad avere tutto questo sotto gli occhi in continuazione, è difficile che qualcosa ci scuota l'animo se non per il coinvolgimento emotivo, strettamente personale e soggettivo, che proviamo - o che più spesso siamo portati a provare - per qualcosa, per quanto orribile sia.
eppure c'è ancora un tabù, un argomento fastidioso, così tanto fastidioso che se proprio se ne deve parlare, allora che sia edulcorato e scevro di particolari: la vecchiaia.
il disfacimento del corpo, le malattie, la perdita di lucidità mentale, la paura di rimanere solo, di non farcela, di morire. la vecchiaia è rimasto l'ultimo grande spauracchio di una cultura che riempie i cervelli di messaggi che ti dicono che hai il dovere di sembrare giovane più a lungo possibile, di comportarti da giovane il più a lungo possibile, di sentirti giovane il più a lungo possibile perché dopo, caro mio, ti rimane solo la solitudine che spetta agli scarti, a quello che ormai non serve più a niente a nessuno, a crogiolarti nel tuo odore di vecchio, tra le tue medicine e gli adesivi per la dentiera.
la vecchiaia, quella vera, quella che non ha posto nemmeno nelle pubblicità che sponsorizzano prodotti destinati ai più anziani, spaventa e quasi offende il buon gusto e il decoro. della vecchiaia non si parla, la vecchiaia non si mostra, della vecchiaia ci si vergogna e la si sente pesare quasi come una colpa. se proprio vecchiaia deve essere, che sia quella edulcorata dei nonnini delle sit com o dei vecchietti atletici sponsor di integratori vitaminici.
potete accontentarvi di quello che è ancora socialmente accettabile oppure, potete leggere special exits, fare il pieno di realtà nuda e cruda, e commuovervi davvero fino alle lacrime.


ispirandosi all'esperienza vissuta prendendosi cura dei propri genitori durante gli ultimi anni della loro vita, joyce farmer racconta la storia di lars e rachel, due anziani coniugi, a partire dal momento in cui si rendono conto che la vecchiaia è alle porte, e che ormai devono prepararsi a vivere l'ultimo periodo della loro esistenza.
giorno dopo giorno, senza sentimentalismi ma senza neppure nascondere anche i particolari più imbarazzanti, seguiamo la vita quotidiana dei due anziani e della loro figlia laura, che se ne prende cura, aumentando la frequenza delle sue visite (e il lavoro svolto a casa dei genitori) man mano che i due iniziano a essere meno autonomi e indipendenti.
così, più i dolori avanzano, meno lars e rachel sono in grado di occuparsi di cose fondamentali: cucinare, tenere in ordine e pulita la casa, lavarsi, occuparsi della loro adorata gatta ching, tanto coccolona con lars quanto selvaggia e aggressiva con laura. persino rispondere al telefono può diventare complicato se non si sente più bene. oltretutto i due sono restii alle visite mediche e a chiedere l'assunzione di una domestica, con tutta la testardaggine tipica dell'età avanzata, per cui tutte le responsabilità cadono su laura, che si ritrova con sempre meno tempo a disposizione per lei e la sua famiglia, ma che rimane sempre affettuosa, paziente ed amorevole.
e man mano il tempo indebolisce i corpi di rachel e lars, rafforza la loro memoria, così che, da lettori, ci ritroviamo a fare avanti e indietro dagli anni '80/'90 del south los angeles, dove i due vivono, fino all'america della prima metà del '900, a vivere i ricordi della loro infanzia.

se anche joyce farmer non calca la mano sull'aspetto più sentimentalistico della storia, riservandoci la possibilità di leggere solo alcuni dei pensieri dei personaggi e quasi sempre quelli che riguardano gli aspetti meramente pratici delle situazioni che si trovano ad affrontare, è così brava a rendere fin nei minimi dettagli gli eventi e le atmosfere, che è veramente impossibile non trovarsi catapultati a casa di lars e rachel, non provare pena e spesso anche rabbia davanti alle loro difficoltà, davanti alla stanchezza e al dolore di laura, e a volte lasciarci sfuggire qualche risata, colpiti dall'ironia spontanea che si può trovare in una qualsiasi discussione familiare, anche nei momenti meno allegri.

insomma, special exits forse è una lettura semplice, ma di certo non è un racconto leggero. i personaggi sono pochi, tutti ben caratterizzati, sia psicologicamente che graficamente, anche le ambientazioni non sono molto variegate, ma in quelle poche stanze e tra quei pochi volti, passa tutto quello che fa dell'esistenza una vita, ed è questo che rende questo libro un capolavoro imperdibile.


joyce farmer è considerata una delle prime autrici underground del fumetto americano. è nata nel 1938, ha iniziato nel 1972, insieme a lyn chevil, a scrivere e pubblicare vignette femministe e provocatorie. special exits è stato pubblicato nel 2010, dopo dieci anni di lavoro, ed è il primo romanzo di questa autrice, e possiamo considerarlo come un manifesto per la rivendicazione della libertà di mostrare una realtà non edulcorata o censurata a beneficio di un'immagine creata ad hoc da una società che piega i corpi ai dettami del mercato.
già dall'anno successivo, special exits ha vinto premi importanti (tra cui il best reality-based work agli eisner award) ed è entrato nella 50 essential graphic novel di abebooks.

venerdì 4 novembre 2016

virus tropical

signora de gaviria, deve essere un virus tropicale: è impossibile che sia incinta.



non capita a tutti di essere scambiati per un virus tropicale (o equatoriale) già prima di nascere.
ma per paola saranno tante le cose strane, fin dal momento in cui la sua piccola vita inizia a crescere, come un virus, nella pancia di sua mamma che un anno prima si era fatta chiudere le tube, certa che due figlie femmine fossero già abbastanza.

paola nasce in una famiglia assurda e decisamente poco auspicabile, composta da un padre prete (ma i preti non possono avere figli lo so) occupato a organizzare funzioni religiose clandestine in casa, una madre psicologicamente fragile e instabile, convinta di poter prevedere il futuro, due sorelle maggiori inquiete come ogni adolescente che si rispetti, in rivolta continua contro la famiglia, contro un futuro che non promette nessuna possibilità di cambiamento e l'accollo di una sorellina più piccola, e infine una domestica che non si rassegna all'idea di avere un brutto naso.

tra ecuador, il paese di origine, e colombia, quello in cui si trasferiranno successivamente, seguiamo la vita di paola e della sua scombinata famiglia, dalle ingenuità infantili al caos interiore tipico dell'adolescenza: i conflitti con la madre e le sorelle, la difficoltà di riuscire a sentirsi parte di qualcosa, i primi amori, il sesso, l'autodeterminarsi come persona, la scoperta delle proprie capacità artistiche.
la vita di paola è un casino, una particolare declinazione di quel casino che più o meno pervade qualsiasi esistenza, sopratutto quando questa sta cercando in ogni modo di prendere una forma stabile e decidere in quale direzione muoversi per andare avanti.
è difficile per paola trovare un riferimento, un punto fermo a cui aggrapparsi nella burrasca della crescita e dei cambiamenti: persa tra un padre assente, una madre a cui è impossibile affidarsi, le rimangono claudia, la sorella maggiore, troppo grande per poter creare un'intesa, e patty, l'amata patty, sorella, amica e confidente di tutta la sua giovinezza. è patty che la guiderà in quella strada tutta in salita costellata di cambiamenti di città, di non-amici, di prese in giro, di dolori e falsi amori, ma anche di sogni e speranze.

powerpaola racconta la sua vita senza sentimentalismi né fronzoli, con un tono schietto, sincero e a volte ironico, e allo stesso modo fa andare la matita sulla carta: la stessa spontaneità con la quale l'autrice rivela il suo passato, anche i momenti più delicati e personali, viene riservata ai disegni, che definirli underground sarebbe eufemistico, attenta ai dettagli, ma ancora più attenta a esprimere e raccontare.
liberandosi dall'insensato obbligo di dover rendere carini e accattivanti i suoi disegni, powerpaola mette su carta una realtà senza stereotipi né imbarazzi nascosti, e questo è il punto di forza della sua arte, che in virus tropical ha trovato per la prima volta la possibilità di diventare racconto.


paola galviria - a.k.a. powerpaola - è nata a quito, in ecuador, successivamente si è trasferita in colombia, dove ha studiato arte, affinando il suo talento. ha viaggiato per mezzo globo, passando da parigi a sidney, collaborando con collettivi di artisti, realizzando fanzine, fumetti e illustrazioni, il suo primo romanzo, virus tropical, è stato pubblicato in argentina, brasile, spagna, porfogallo, francia, in italia per hop edizioni e prossimamente uscirà negli stati uniti.
attualmente è in corso la lavorazione l'adattamento cinematografico di virus tropical a cura della casa produttrice ikki (per maggiori informazioni cliccate qui).

mercoledì 2 novembre 2016

lucca 2016 ~ riassuntone degli annunci

esattamente come l'anno scorso, ecco il riassuntone degli annunci di lucca divisi non per casa editrice ma per livello di gradimento della sottoscritta.
ergo, nulla da prendere troppo alla lettera, anche perché, come magari avete notato leggendo il vecchio post, poi io ci ripenso pure su quello che scrivo e magari una cosa che era finita tra i boh chissenefrega finisce immediatamente tra le cose che desidero follemente e viceversa.
anche quest'anno, mi farò aiutare dalle faccette di yotsuba, che riesce al meglio a interpretare i miei inconsulti e incoerenti moti d'animo (comunque offuscati dal rosicamento di essere rimasta qui invece che stare in mezzo al megacasino di lucca a comprare fumetti come se i soldi non servissero ad altro).


iniziamo benissimo con planet manga e star comics!
per planet manga arriva, anche se era una notizia abbastanza prevedibile, il nuovo manga di io sakisaka, omoi omoware, furi, furare, nella solita edizione economica da edicola e fumetteria, per la quale io personalmente sono molto riconoscente.
ma il botto vero lo fa star comics con una notiziona bomba: our little sister, ovvero umimachi diary, di akimi yoshida (l'autrice di banana fish), che potremo finalmente leggere da aprile. per me, dopo questa notizia, si poteva anche chiudere lucca comics.  mi raccomando, spammate questo titolo come se non ci fosse altro obiettivo nella vostra vita, perché se torna la yoshida in italia io quasi quasi riacquisto la fede. e poi star ha anche annunciato bugie d'aprile (ho parlato dell'anime qui), manga che ci farà piangere ogni lacrima ma credo proprio che ne valga la pena. torna anche l'autrice di una stella cadente in pieno giorno (che devo ancora recuperare), con la sua nuova opera, tsubaki-cho lonely planet, che non conosco ma non intendo perdermi.
per chi se lo fosse perso ai tempi della pubblicazione gp, c'è anche la ristampa di sailor moon, anche sta volta in edizione da edicola e quella pornolusso (?) da fumetteria.
mi ispira anche arte (planet manga), opera di debutto di kei ohkubo, ambientato nella firenze rinascimentale, in cui una giovane aspirante artista deve superare gli ostacoli di un mondo tutto al maschile. interessanti tema e ambientazione, staremo poi a vedere com'è tutto il resto.
oltretutto pare che prossimamente star comics inizi a distribuire i suoi titoli anche su amazon, cosa di cui non potrei essere più felice!

passando ai titoli occidentali, bao annuncia the umbrella academy, che non conosco, ma mi ispira assai. idem per il cartaceo di vivi e vegeta, che, grazie a tutti i mega casini con i cellulari, non ero mai riuscita a leggere su verticomics. hanno anche annunciato un nuovo titolo di radice/turconi, nella collana babao (ecchissenefrega che tra poco faccio 30 anni e quella è roba per bambini, si parla di radice/turconi!), orlando curioso, che manco a dirlo insomma.

ci sono anche due titoli marvel che mi interessano (nonostante la mia totale - o quasi - ignoranza in materia) che sono weapon x (wolverine!), che uscirà in cartonato a gennaio 2017 e moon girl e devil dinosaur (non lo conosco, ma c'è un dinosauro e quindi lo voglio), che verrà raccolto in volumi a partire da aprile 2017.


tanti dubbi su tanti titoli che non conosco ma boh, magari mi perdo qualcosa di carino, quindi cercherò notizie. in primo luogo, il manga di asano dead dead demon's dededededestruction. a parte che un titolo più brutto di questo devo ancora vederlo, asano a volte mi ha sorpresa molto in positivo, altre volte mi ha annoiata e in alcuni casi anche schifata. non ho idea di cosa aspettarmi da quest'opera, aspetterò pareri.
sempre per planet c'è shiruken to plats, di hino matsuri, che boh, sono solo due numeri, ma ne vale la pena? sì? no? rosico molto di non aver letto vampire knights, anche se pare una mezza vaccata, non conoscendo certi titoli osannatissimi mi sento fuori dal mondo. magari recupero con questo. magari.
per star comics uscirà un nuovo shoujo, honey di amu meguru. i disegni mi ispirano molto, così come il fatto che la serie si concluda in 8 volumi, ma la trama mi sembra un distillato di banalità. anche qui, attendo pareri. anche vanitas no carte mi lascia qualche dubbio. pandora hearts mi ha convinto a droppare al primo volumetto, di questo titolo invece ho sentito parlare bene, e in effetti ogni tanto mi andrebbe un manga diverso dalle mie solite letture...
potrei prendere in considerazione anche compagni di classe, che fino a ora ho rimandato, perché pare che magic press abbia intenzione di pubblicare anche gli altri volumi della serie, anche se non sembrerebbe essere stato un annuncio troppo esplicito.



star comics propone due volumi di raccolte di alcuni episodi di lamù, in una color edition. uff. non mi piacciono molto le selezioni né l'idea di manga a colori. e lamù non è uno dei miei personaggi preferiti della takahashi. e a dire il vero preferisco dare precedenza al recupero di maison ikkoku. no, proprio no.
ci sono molti titoli di autori piuttosto famosi e apprezzati tra gli annunci di planet manga, tipo akagame na kill! zero, il nuovo manga degli autori di death note (la più grande delusione di sempre), platinum end, la ristampa di rocky joe, one piece party, nami yo kiitekura di hiroaki samura, autore che mi terrorizza completamente, dopo aver visto alcune illustrazioni che suppongo dovessero essere erotiche, a me viene ancora la nausea al solo pensarci (erano di una violenza e di una misoginia spaventosa), poi altra roba piena di gente che si picchia eccetera... sia per planet che per star comics. io passo felicemente su tutto, come al solito.
no secco per tutta la roba magic press. hanno parlato di un sacco di serie yaoi, sopratutto di serie che devono concludersi o di cui hanno comprato i diritti di vari spin off, sulle quali passo con estrema tranquillità. peccato che magic press abbia voluto focalizzarsi solo su questa roba, avevano fatto dei titoli interessanti all'inizio, ma ormai mi ero quasi dimenticata persino della loro esistenza.
idem per j-pop che ha annunciato un saaacco di roba di cui non mi può fregar di meno. a naso, i titoli che mi sembra abbiano suscitato più entusiasmo sono quelli di go nagai (tanti!), gensou gynaccoracy, di hiroaki samura, per cui vale quanto detto sopra, e innocent rouge. per quanto ultimamente j-pop abbia ripreso a lavorare in modo serio, sono contenta che non ci sia nulla di interessante per me, le loro edizioni sono veramente care e a me frega meno che niente di sovracoperte e altre fuffate se poi devo pagare due/tre euro in più rispetto alle edizioni da edicola.


ero sicura ma proprio sicura che star comics o planet manga annunciassero akagami no shirayuki hime (qui e qui), e invece ancora niente di niente. speravo, e mi aspettavo, anche akatsuki no yona (qui) e anche questo latiterà ancora per un po'. però sul fronte manga, anche se non totalmente, visto che mancano i due titoli su cui avrei scommesso di più, mi ritengo abbastanza soddisfatta.


e quindi abbiamo il ritorno in italia di akimi yoshida!!!
poteva bastarmi anche solo quel titolo e andavo avanti tranquilla fino al prossimo lucca. in più, posso dire che dal fronte manga quest'anno mi sembra ci siano notizie migliori rispetto alla media degli anni passati (la yoshida! la yoshida!). mi spiace non aver avuto notizie da parte di goen, vorrei tanto sapere che cosa intendono fare con quei due titoli che mi interessano del loro catalogo... un po' triste il fatto che ormai flashbook si sia buttata principalmente su boy's love e altre cose del genere, fino a qualche anno fa era il mio editore preferito per quello che riguardava gli shoujo manga. felicissima invece della sparizione di gp, era anche ora!
mi spiace molto che disney non abbia dato notizie sulle prossime pubblicazioni, nuove limited edition, ristampe eccetera, ma tanto gli annunci li vediamo più o meno tutto l'anno.
si sa solo che ci sono buone nuove per pk per il 2017, forse nuovi autori che potrebbero scrivere le storie del papero mascherato, ma ancora nessuna pubblicazione monografica fuori da topolino se non le ristampe che conosciamo già.

molto triste per la solita storia che gli shoujo vendono poco quindi se ne pubblicano pochi. a parte che non credo sia vero né la che non vendano né che ce ne siano pochi in giro, ho la sensazione che sia semplicemente un genere che interessa poco gli editori, e mi spiace molto, perché secondo me il pubblico è molto più vasto di quanto non vogliano ammettere. anche qualche ristampa, tipo hanayori dango o ouran host club, non mi sarebbe dispiaciuta. però amen, le cose vanno così e alla fine, per quanto dicano sempre le stesse cose da anni, e per quanto puntualmente i fan si disperino, gli shoujo arrivano e si riesce a leggere anche un buon numero di cose carine.

i titoli che prenderò sicuramente alla fine sono pochini ma si tratta di annunci abbastanza soddisfacenti, quindi tanto di guadagnato, visto che la lista delle cose da recuperare è lunghissima.
per quello che riguarda i fumetti occidentali non c'è molto, ma in fondo lucca è più la vetrina degli annunci dei manga che del resto, considerando che graphic novel e serie occidentali vengono annunciate indipendentemente dalle fiere, in qualsiasi periodo dell'anno.

sono contentissima però che in mezzo a tutto quello che riguarda gli editori più noti, negli ultimi anni altre realtà stiano prendendo sempre più piede, sopratutto le autoproduzioni. c'è tantissima bella roba ogni anno (qui ne ho parlato abbondantemente) e ormai, almeno per me, lucca più che per gli annunci dell'anno successivo è diventata importante per scoprire nuovi titoli e nuovi autori del panorama underground (passatemi il termine che mi fa sentire tanto snob).
e quindi, sopratutto, io voglio essere a lucca il prossimo anno. voglio, davvero, esserci. nonostante il megacasino, nonostante mi prenda il panico alla sola idea di fiondarmi in mezzo a tutta quella gente, io voglio esserci. devo solo ricordarmi di comprare una borsa con le rotelline che lo shopping pesa poi sulla schiena. perché se mi riesce davvero di andarci, devo rifarmi di undici anni di shopping mancato (in fiera. ok, poi mi faccio spedire robe e il resto lo recupero comunque, ma non è la stessa cosa).

spero di non essermi persa nulla di fondamentale, eventualmente lasciatemi un appunto nei commenti! anche perché voglio sapere cosa interessa voi tra la roba annunciata e proposta quest'anno!
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