venerdì 27 maggio 2016

le piccole morti

i manticori stanno diventando delle mary sue, qualsiasi cosa facciano non ne sbagliano mai una. tirano fuori un libro più bello dell'altro ogni volta, e io qui ogni volta voglio scrivere un commento serio e invece finisco a fangirlare.


basta, c'ho anche un'età ormai, vorrei fare la persona seria.
però, come faccio a non dire che le piccole morti è fichissimo?
provo con un'analisi più seria e dettagliata (e senza spoiler).

la prima storia è di flavia biondi.
ora, flavia ormai la conoscete, è un'artista incredibile e il suo superpotere è quello di trasformare ogni storia in una botta emozionale che vi toglierà 150 hp, lasciandovi in lacrime a tirare su col naso. potrebbe scrivere della vita sentimentale dei ciottoli su marte, e noi lettori, che non siamo ciottoli e men che mai siamo stati su marte, riusciremmo lo stesso a commuoverci e a immedesimarci nei protagonisti della storia.
quando ho letto che la prima storia raccontava una vicenda abbastanza tragica, quella di una prostituta che si era ritrovata quasi morta per una sessione decisamente esagerata, francamente ho avuto un attimo di panico. questo tipo di storie mi mette angoscia, sopratutto quando sono storie vere (e questa è tratta per l'appunto da un fatto realmente avvenuto), e sopratutto perché provo profonda pena nei confronti delle donne costrette a prostituirsi (non sono affatto d'accordo con chi sostiene che ci si prostituisca per libera scelta o per divertimento), che oltre a vivere una vita insostenibile sono pure oggetto di giudizi moralmente disgustosi (puttana è un'offesa non per niente). insomma, non è facile parlare di questo genere di cose senza correre il rischio di sbagliare.
brian e flavia invece sono stati impeccabili e il personaggio di nobisi, la protagonista della storia, riesce a essere, in sole sedici tavole, profondissimo, dignitoso, tragico.
flavia riesce a disegnare certi volti che mi fanno venire in mente i ritratti di quei fotografi incredibili, quelli che in un solo scatto, in un solo sguardo, mettono a nudo un animo e scuotono il tuo, facendoti vivere per un attimo emozioni alle quali non sai neanche dare un nome.
insomma, un inizio col botto.

subito dopo ivan lodi ci regala un momento incredibile.
ora, non so voi, ma la mia conoscenza all'iconografia del pene si limitava, fino ad adesso, a un range di rappresentazioni che andavano dalle possenti verghe di harmonyana memoria fino ai minuscoli peni marmorei delle statue classiche, passando per le minchie surreali che un mio professore dell'accademia narrava di aver dipinto in gioventù. fino ad adesso, avrei definito un pene in molti modi, ma di certo non avrei mai pensato di usare il termine puccioso.
dopo aver letto storia di una decapitazione, ho cambiato idea. il pene puccioso esiste, è simpatico, carino ed ha avuto la sfortuna di trovarsi attaccato al corpo di un povero idiota. dico sul serio, gli ho proprio voluto bene a quel povero pene.
una storia surreale, tragicomica, di quelle che non sai bene se ridere o piangere, ché la vita è fatta di infiniti attimi di disagio, tra un momento di gioia e uno di profondo dolore, e insomma, potrete pure riempire quaderni e quaderni di massime sull'esistenza e sul senso della vita, ma senza ironia non andate da nessuna parte.

la terza storia è disegnata dalla magica manina di anna ferrari, della quale (l'ho già detto qualche giorno fa, nell'intervista ai manticori che se non avete letto, recuperatela subito qui) adoro oltre ogni limite lo stile di disegno. la sua crescita l'avevo già notata, da sindrome a der krampus, ma qui, con dashi, mi ha davvero colpita (dritto al cuoricino! bum!), mi è piaciuto anche che il tratto sia stato meno pulito di quello a cui ero abituata, l'effetto matita mi è sembrato perfetto per il modo in cui anna disegna, ammorbidendo le forme nette e precise che sono tipiche del suo stile. sensualità a gogò, una buona dose di splatter, tentacoli e insetti. una storia muta e visionaria, surreale e onirica, in cui cibo, sesso e morte si confondono e si scambiano i ruoli. un gioiellino, da sfogliare avanti e indietro per riempirsi gli occhi. l'unica cosa per cui non la perdonerò e che mi ha spinto a cercare i lavori di daikichi amano, un fotografo giapponese a cui la storia è ispirata, e giunta alla foto di una tipa con delle blatte grosse come una mano sulla faccia stavo per svenire.
vanno bene i polpi, va bene il sangue, ok i tentacoli, ma le blatte proprio no.

chiude l'antologia lorenza de luca, con del balletto e della perla rosa, davvero irriverente, del suo patrizio, ovvero, di come un burattinaio mise in imbarazzo un prete bigotto alla presenza di uno stuolo di candidi fanciulli annoiati. adoro le storie in costume di lorenza e vederla alle prese con parrucche boccolose, pizzi e merletti barocchi è stata una vera gioia. altrettanto gioiosa è la narrazione del balletto, dei dissoluti passatempi nobiliari per scacciare la noia e intessere avvincenti relazioni sociali. gioiosa, purtroppo, non è la conclusione della vicenda, né per il povero alberghetti, né per l'anziano burattinaio, stroncato il primo dal troppo piacere, scacciato il secondo dall'opprimente moralità clericale.

ammetto di aver letto il testo con il tono che usano i pupari quando mettono in scena i loro spettacoli, chiedo perdono, ma era troppo divertente per non farlo!

le sceneggiature sono tutte di brian freschi, che ha mostrato, ancora una volta, un'incredibile versatilità, adattandosi in modo perfetto allo stile di ognuno dei quattro disegnatori, e mettendo in risalto i loro punti forti. chapeau.

per tornare alla questione del commento serio, se con le piccole morti i manticori volevano creare qualcosa di più adulto, ci sono riusciti benissimo, senza tradire lo stile che li ha caratterizzati, sia come singoli autori che come collettivo. una bella antologia che ha l'unico difetto di finire troppo presto, ché quando si leggono fumetti così non si vorrebbe finire mai.

per recuperare questo e gli altri libri (sindrometenebre, instrumenta, spineferal children e der krampus), potete contattare i ragazzi del gruppo manticora su facebook, via mail o tramite il loro blog.

lunedì 23 maggio 2016

liebster award 2016

finalmente, dopo secoli, ritorno a fare un giochillino carino carino!
sara tra i papaveri e hime-claire mi hanno nominata per il liebster award, un riconoscimento a titolo assolutamente personale dedicato ai blog che hanno meno di 200 iscritti (vediamo di superarla questa soglia, eh?)

come ogni giochillino che si rispetti, questo non è il vietnam, ci sono delle regole (100 punti a chi coglie la citazione):

1 - ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio
2 - scrivere qualche riga per promuovere un blog interessante che seguite
3 - rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
4 - scrivere a piacere 11 cose di te
5 - premiare a tua volta 11 blog
6 - formulare 11 domande per i blogger che si nomineranno
7 - informare i blogger del premio assegnato

e e e dunque.
grazie mille a sara tra i papaveri, che ha il nick più bello di sempre, che passa spesso qui a commentare e della quale ho scoperto il blog proprio in occasione di questo premio, quindi recupererò i suoi post prima possibile, e grazie a hime-claire con la quale condivido la passione per gli shoujo manga e che a questi ha dedicato il suo blog, che ho scoperto qualche tempo fa.

il blog da spammare, che so che mi bestemmierà contro per tutte le regoline, è librangolo acuto della cara nereia, blog del quale apprezzo oltre ogni limite la rubrica photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, paint ti amo, che offre una panoramica delle uscite più trash della settimana in libreria, e che mi regala uno dei pochi momenti di gioia del lunedì. (ok, supera i 200 iscritti, ma di così poco che il premio glielo appioppo lo stesso).

altri 11 blog da premiare... beh, ci sarebbero, ma ci starei così tanto tempo a sceglierli che finirei per pubblicare questo post dio solo sa quando, quindi questo punto lo salto felicemente!

le domande di sara:
1 - Quel'è il tuo colore preferito?
vado molto a periodi, attualmente il menta e il rosa (che animo romantico...)
2 - Se fossi un fiore quale saresti?
considerando la mia innata grazia ed eleganza, direi un carciofo.
3 - Ti reputi estroverso od introverso (o una via di mezzo?)
sono una persona molto timida, ma per qualche strana motivazione spesso parlo troppo. e sempre nei momenti sbagliati.
4 - Quali sono i tuoi hobby?
leggere principalmente (ovviamente), ogni tanto disegno ma non sono poi tanto brava...
5 - Genere/gruppo/cantante preferito
durante la giovinezza ascoltavo molta più musica, ma continuo anche adesso ad apprezzare rock, metal e qualche cosina di elettronica. il gruppo preferito della mia adolescenza erano gli u2, adesso non saprei proprio cosa rispondere.
6 - Ti piace cucinare? Preferisci il dolce o il salato?
mi piace parecchio! ma non so cucinare moltissimi piatti... a dirla tutta preferisco mangiare! e ovviamente preferisco il dolce!
7 - Hai un animale domestico? Qual'è il tuo animale preferito?
più che un animale domestico ho una figlia pelosa, che è camillina della quale avrete sicuramente visto una tonnellata di foto su instagram. è l'amore di mammina! ♥ non ho un animale preferito, a parte gli insetti mi piacciono tutti!
8 - Il libro che ti ha più influenzato
non saprei a dire il vero. non saprei neanche cosa mi ha influenzato né cosa sarei senza i libri che ho letto. però libri a cui penso spesso, che mi ritornano in testa come i jingle delle pubblicità sono la terra sotto i suoi piedi di salman rushdie, le città invisibili di calvino, e qualche poesia sparsa di non ricordo più chi.
insomma, ho una pessima memoria.
9 - Il libro nel quale ti piacerebbe vivere (o fare un viaggio)
ovviamente vorrei vedere hogwarts, anche se credo che morirei come una cretina dopo cinque minuti in qualche strano trabocchetto. e poi il mondo della saga di avalon di marion zimmer bradley, anzi, vorrei proprio vivere per un po' insieme a viviana e le altre sacerdotesse...
10 - Se potessi far rivivere un personaggio storico (o un personaggio di finzione) chi sceglieresti e perché?
oh, beh, questa è difficile... penso che mi piacerebbe far rivivere qualche politico serio del passato per chiedergli di insegnare oggi a questo paese incivile come si fa politica, e gli eroi dell'antimafia che sono stati uccisi, per avere un aiuto valido alla lotta contro questo terribile cancro sociale.
11 - Sogni nel cassetto
avere una casa tutta mia, con dentro il mio meraviglioso uomo e una famiglia di pelosini.

le domande di hime-claire:
1 - Di dove sei?
dell'odiatissima palermo
2 - Come hai scelto il nome del tuo blog?
lol, credo sia la roba più banale della rete. a clacca piace leggere perché a clacca piace leggere.
3 - Usi un nickname? Se si, perché hai scelto quello?
al ginnasio mi appiopparono claclina e mi rimase per anni, fino a che un tizio mise in giro clacca e tale rimase nei secoli dei secoli. in ogni caso mi piace parecchio, quindi sono contenta così, anche se non l'ho scelto io.
4 - Dolce o salato?
dolce e in quantità vergognose.
5 - Cosa ti piace di più della blogsfera?
la gente che incontro, con cui posso condividere passioni e interessi con tutto l'entusiasmo possibile senza che nessuno mi prenda per idiota.
6 - Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso o Corvonero?
ovviamente corvonero (e poi adoro luna lovegood)
7 - Ti piace girovagare su Tumblr? Se si, che blog guardi di solito?
lo usavo parecchio prima, ormai sono anni che non ci giro più.
8 - Disordinato o ordinato?
il caos totale.
9 - Una citazione che preferisci? (indifferente da dove venga)
"così sparirebbero nel vento le città e dio su una nuvola lo vedremmo passare", da una poesia di garcia lorca. da questo verso ho preso ispirazione per il nick "unanuvola" che uso su instagram e che è diventato il "brand" (che parola di merda) dei miei tentativi di creazioni artigianali.
10 - Come ti descriveresti in una parola?
rompicoglioni
11 - Team Cap o Team Iron Man? (non avevo più fantasia, perdonatemi!)
non ho visto civil war e non ho letto i fumetti, ma iron man tutta la vita!

le 11 fuffate su di me che non interessano a nessuno:

1 - ho tagliato i capelli dopo più di dieci anni che li tenevo luuuunghi. pensavo che non l'avrei fatto mai, eppure...
2 - sono una schiappa indecente ai videogiochi e me ne rammarico moltissimo, perché mi piacciono quelli che hanno una storia, ma non saprei mai giocarli.
3 - adoro i dolci al pistacchio e quelli al cioccolato
4 - ho smesso di mangiare carne e salumi da circa un anno, ma non riesco a rinunciare alla pasta col tonno o col salmone. perdonatemi pescetti ;_;
5 - non ho mai imparato a guidare e ho pure smesso di volerci provare, ho il timore di mettere sotto un gatto o un cane. quindi continuo a farmi scorrazzare o a bestemmiare contro l'orribile sistema di trasporto pubblico di palermo,
6 - da quando a palermo hanno cambiato sede alla feltrinelli (e ormai sono passati un bel po' di anni), non mi piace più comprare i libri in libreria. mi sembrano dei supermercati e non mi trovo molto bene neanche nelle librerie "indipendenti" che stanno qui...
7 - ma quando sono in un'altra città prendo sempre un libro come "souvenir" del viaggio. spesso anche più di uno.
8 - mi piace il cibo piccante e speziato, e sto collezionando una discreta serie di barattolini di spezie e erbettine aromatiche che uso praticamente dappertutto.
9 - nonostante abiti vicino al mare, ho superato la paura dell'acqua "alta" da pochi anni e solo in piscina, e quando nuoto me ne frego della decenza e uso i braccioli nonostante la mia veneranda età.
10 - ho un pessimo rapporto con i bambini, con i quali mi sento a disagio e con cui non riesco molto a comunicare, in compenso sono bravissima a fare amicizia con gli animali.
11 - adoro fare liste di cose (quindi mi sono divertita anche se a dire il vero non sapevo cosa scrivere e c'ho messo un po' a fare questa lista)

e per concludere in bellezza, ecco le mie 11 stupide domande per i malcapitati a cui tocca il premio (solo nereia a dire il vero... poveraccia!)
1 - qual è la cosa che ami di più della tua città?
2 - se potessi partire adesso, così, senza troppo preavviso, dove ti piacerebbe andare?
3 - hai tatuaggi o piercing? o eventualmente ne faresti qualcuno?
4 - ti piacciono gli animali?
5 - cosa ne pensi delle "iniziative per avvicinare laggente alla lettura"?
6 - qual è il tuo libro preferito?
7 - hai mai scritto un racconto?
8 - quando compri un libro ti lasci ispirare in libreria al momento, oppure prima ti informi su internet?
9 - usi gli e-reader?
10 - i libri che leggi preferisci che siano tuoi, o leggi anche roba presa in prestito?
11 - sinceramente: cosa pensi di questi giochillini perditempo da fare sui blog?

e... beh, se avete davvero letto tutto, complimenti e grazie. vi voglio bene se siete arrivati davvero fino a qui.

***edit***
mi ha nominata anche diletta di paper moon grazie mille! per evitare di fare un altro post uguale a questo (dovrei scrivere un sacco di recensioni piuttosto! argh!), aggiungo qui la risposta alle sue domande!
1 - Qual è la tua pizza preferita (domanda fondamentale)
bufala e pomodorini (e taaanto basilico)
2 - Viaggiando nel tempo ti ritrovi sperduto in epoca romana. Quale copertura scegli per salvarti la pelle e non mostrare a tutti che indossi delle Converse (potresti risultare sospetto)?
indovina (sperando di ricordare abbastanza di storia)
3 - Qual è la tua peggiore aspettativa in una casa palesemente stregata?
prendermi un infarto per una qualche apparizione a sorpresa
4 - Puoi imparare con grande facilità e ottime lezioni una qualsiasi constructed language (una lingua "inventata" insomma, che ne so, tipo l'elfico di Tolkien), quale scegli?
la lingua parlata da pingu.
5 - Quale creatura fantastica ti piacerebbe trovare in giardino una bella mattina di sole?
uno gnomo! sono troppo carini
6 - Quale opera d'arte ti piacerebbe avere in salotto?
questa

7 - Pancake: sciroppo d'acero, Nutella o marmellata?
nutella. purtroppo per me, quella di soia, altrimenti è la morte.
8 - Quale sarebbe la tua arma ideale se tu fossi un personaggio fantasy?
ommioddio, se fossi un personaggio fantasy sarei completamente inadatta al combattimento. tanto che quelle poche volte che mi è capitato di giocare a un mmorpg ho sempre preferito la curatrice.
9 - Quale dei tre doni della morte sceglieresti?
il mantello dell'invisibilità, ovviamente. svuoterei felicemente qualsiasi libreria senza che nessuno possa acchiapparmi.
10 - Fanno il sequel o il prequel di uno dei tuoi film preferiti. Che ruolo cerchi di ottenere?
personaggio di bonus level di ralph spaccatutto.
11 - Secondo te, perché la risposta alla domanda universale sulla vita, sull'universo e tutto quanto è proprio 42?
perché gattini morbidi e pelosi era troppo lungo.

***edit - parte seconda***
è giunta anche la nomina da parte di yue lung di say adieu to yue, e quindi mi toccano altre undici domande. facciamolo!
1 - L'albergo più squallido dove avete dormito: dove, quando e perché.
un b&b a roma, di cui non ricordo il nome, un paio di anni fa. una roba tremenda, se ci fossi andata sola mi sarei suicidata penso. il posto invitava.
2 - Cinema: Siete mai usciti prima della fine di un film ?
no mai. aspetto sempre che finiscano anche i titoli di coda perché odio la ressa all'uscita (e perché spero sempre in qualche scena extra)
3 - Il regalo più orrendo che avete ricevuto.
ho ricevuto un sacco di roba brutta, e ancora di più roba di cui non mi sarebbe fregato di meno (un buono feltrinelli, amazon, ibs no? perché no???), ma penso che la cosa peggiore sia stata una sciarpa bruttissima con la bandiera americana.
4 - Qual è l'ultima piccola bugia che avete detto?
ho mentito a me stessa dicendo che avrei iniziato a lavorare prima di pranzo oggi, e invece sapevo benissimo che non ce l'avrei fatta!
5 - Qual è la suoneria del vostro cellulare?
questa!
6 - Immaginatevi registi/e e con un budget illimitato: Quale libro (o fumetto) porteresti sullo schermo?
senza pensarci troppo, direi nimona.
7 - Un capo di abbigliamento che un tempo amavate ma che adesso trovate imbarazzante
non so, mi è sempre piaciuto molto quello che indosso e continua a piacermi. però qualche giorno fa ho ritrovato la collanina-tatuaggio che si usava più di quindici anni fa e sono morta all'idea che andavo davvero in giro con quella roba.
8 - Frequentate una biblioteca? Prendete libri in prestito?
no, non amo leggere libri che poi non posso tenere.
9 - Qual è il film più brutto del vostro regista preferito?
non sono un'esperta di cinema, quindi passo.
10 - Qual'è il libro più brutto del vostro scrittore preferito?
ho troppi scrittori preferiti, però direi la grammatica di dio di stefano benni. una delusione cosmica, di cui ho ancora memoria nonostante siano passati secoli da quando lo lessi.
11 - Siamo a Giugno ma... Voi l'avete tolto il piumone?
ad essere sinceri questo inverno non l'ho nemmeno messo il piumone!

***edit - parte terza***
so che questo post è diventato ormai un papiro indecente, ma mi ha anche taggato cleide di my millenium puzzle e quindi non potevo non rispondere alle domande! grazie mille cleide per il premio (un po' meno per le domande, ma ormai ci ho preso la mano!)
1 - Da dove è nato il tuo nickname, se lo usi? (la riciclo perché mi piacciono le storie dietro i nick)
e io mi riciclo la risposta! al ginnasio mi appiopparono claclina e mi rimase per anni, fino a che un tizio mise in giro clacca e tale rimase nei secoli dei secoli. in ogni caso mi piace parecchio, quindi sono contenta così, anche se non l'ho scelto io.
2 - Qual è il social network che preferisci e/o usi di più?
quello che preferisco è instagram, seguo un sacco di account interessanti, ci trovo belle idee e belle foto. e poi a me piace fare foto! quello che uso di più è facebook, sopratutto per seguire pagine di autori/editori e per aggiornare la pagina del blog. oltre quella di unanuvola!
3 - Che libro/manga mi consiglieresti, anche se magari non è uno dei tuoi titoli preferiti?
te lo dissi tempo fa, io ti direi la spada incantata di sakura, è uno shoujo non troppo scuoricinoso, è fantasy e ha una bella trama... secondo me ti piace!
4 - Una tua abitudine od hobby che gli altri considerano strano?
francamente non ho idea di cosa gli altri considerino strano di quello che faccio, però forse per qualcuno tenere un blog come se fosse un lavoro - ma non lo è perché non è retribuito! - è strano? boh
5 - Pensi che esistano delle recensioni oggettive al 100%?
ovviamente no, e meno male! sono dell'idea che ognuno si faccia, e debba farsi, un'idea di quello che lo circonda, sia la vita reale, le persone, l'attualità, ma anche la poesia, l'arte la letteratura. e ovviamente tengo conto di questo quando leggo qualcosa. se un libro viene suggerito da qualcuno che ritengo abbia gusti diversi dai miei, è difficile che io lo provi...
6 - Un genere che non hai mai provato ma che ti incuriosisce? (anche qui, riferito a qualsiasi forma di intrattenimento)
oh beh, non ne ho idea! penso di aver letto più o meno di tutto, quello che non ho letto non ho voglia di leggerlo. stessa cosa vale per film e serie tv, idem per la musica. di solito, se mi incuriosisce qualcosa, non ci penso due volte e cerco tutto quello che posso!
7 - Preferisci scrivere a mano o al PC?
preferisco... entrambi i modi. a mano quando devo scrivere per me, o devo portarmi il testo appresso, al pc per il blog e tutto il resto.
8 - Ultimo film visto al cinema ed il prossimo che andrai a vedere.
l'ultimo film credo sia stato x-men: apocalisse (e mi è piaciuto), il prossimo non so proprio... al momento non c'è nulla in giro che mi ispiri particolarmente.
9 - Ti è mai capitato di apprezzare un autore ma di non condividere le sue opinioni politiche o magari apprezzarlo ma trovarlo antipatico? Se sì, come reagite di solito?
uhm... a pensarci bene no. magari non mi sono mai informata abbastanza bene, però se uno scrive dei libri che mi piacciono, non è che smetto di leggerli perché vota di merda! se fa propaganda di merda, allora non lo leggo proprio.
10 - Hai dei guilty pleasure relativi ai tuoi hobby? Ovvero quei titoli che riconosci che sono bruttini ma che ti piacciono comunque?
più che altro mi piacciono cose che so che non hanno un alto valore culturale. ma me ne frego allegramente. la lettura deve essere - secondo me - prima di tutto un piacere. e non è detto che quello che piace a me deve per forza essere il meglio del meglio! voglio dire, mi piace anche il pane con l'aceto XD
11 - Una delle tue citazioni preferite?
"fare o non fare, non c'è provare". e non scrivo nemmeno di chi, shame on you se non sapete di che si tratta!

***edit - parte quarta***
più di due mesi dopo dalla pubblicazione del post, ho ricevuto un'altra nomination, questa volta da parte di dany di appunti di una lettrice! che bello!
la ringrazio tantissimo e passo direttamente alle domande:
1 - Che libro stai leggendo?
la città dei libri sognanti di walter moers (in realtà ho anche in sospeso da un paio di giorni l'amante di wittgenstein di david markson)
2 - Dopo aver finito un libro, come scegli la tua lettura successiva?
assolutamente a pelle, pescando dall'enorme pila dei libri da leggere.
3 - Un libro che tutti hanno amato, ma che a te non è piaciuto.
boh! non saprei a dire il vero, forse il codice da vinci, che non credo sia piaciuto a tutti, ma di certo è piaciuto a molti. a me ha fatto cordialmente pena. in ogni caso, evito più che posso i best seller, quindi non mi imbatto spesso in queste situazioni.
4 - Un libro che tutti hanno odiato, ma a te è piaciuto.
questa è ancora più difficile, ma direi la terra sotto i suoi piedi di salman rushdie. ogni volta che l'ho proposto a qualcuno mi sono sempre sentita dire non riesco proprio a leggerlo. è uno dei miei libri preferiti in assoluto.
5 - Qual è il primo libro che hai letto in vita tua e quanti anni avevi?
no dai, ero davvero troppo piccola per ricordarmi quale è stato il primo libro in assoluto! tra i primi che ricordo (sto parlando di quando ho iniziato a leggere, circa sei anni, quindi evito quelli che sapevo solo recitare a memoria) c'erano le fiabe italiane di calvino, le avventure di cipollino di gianni rodari, e il giornalino di gian burrasca di vamba.
6 - Che caratteristiche deve avere un libro per convincerti a leggerlo?
ormai ho imparato a guardare per prima cosa l'editore: se si tratta di una casa editrice che di solito pubblica bella roba, allora il 70% del lavoro è fatto. poi, ovviamente, mi baso sull'eventuale conoscenza dell'autore. poi leggo la trama, per capire se mi interessa l'argomento e/o il genere. e poi, solitamente, cerco recensioni su vari blog letterari, per capire se il modo in cui la storia è narrata può piacermi (cerco di solito tra i blogger che sento più affini ai miei gusti).
tutto questo in teoria, di solito questi elementi vengono mischiati e seguiti senza ordine né criterio. però non sono tanto il tipo da comprare un libro per la copertina. o almeno, non più.
7 - Quale libro vorresti tanto leggere, ma ancora non ne hai avuto l'occasione? E perché?
troppissima roba e per il motivo meno romantico del mondo: non ho abbastanza soldi per comprare tutto quello che vorrei.
8 - Quando, dove e in che posizione preferisci leggere?
leggo praticamente ovunque e in qualsiasi situazione, ma adoro il momento in cui a casa dormono tutti, spengo il pc, abbandono il telefono e mi svacco sul letto con la luce del comodino accesa e il libro tra le mani mi piace molto leggere anche in viaggio (quando capita, ma va bene anche quando sto in autobus)
9 - Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente e perché? (Linkalo)
argh, domanda difficile! non so, senza pensarci troppo, quello di strangers in paradise. penso di essere riuscita a scrivere qualcosa di abbastanza decente. e poi strangers in paradise è bellissimo ♥
10 - Un libro al quale hai preferito il film che ne è stato tratto.
il signore degli anelli. (questa risposta potrebbe valere anche per la domanda numero tre) il libro mi ha annoiata tantissimo e credo che non lo rileggerei mai. i film invece mi sono piaciuti abbastanza.
stessa cosa per lo hobbit.
11 - Cosa fai per rendere il tuo blog letterario diverso da quello degli altri?
non so, non cerco di renderlo diverso da quello degli altri, cerco di renderlo mio. dalla grafica, con linus e charlie brown che leggono fumetti (due personaggi che mi piacciono tantissimo che fanno qualcosa che a me piace tantissimo) ai colori che uso (tanti, sopratutto l'azzurro, il verde e il rosa, sono colori che amo molto), al modo in cui scrivo (che somiglia a quello in cui parlo, solo che mi impapero meno perché qui posso cancellare gli errori) e sopratutto le cose di cui parlo, cerco di mettere in questo spazio tutto quello che fa parte di me e della mia passione per le storie.

venerdì 20 maggio 2016

cosa c'è nella mia wishlist - parte I

il tempo che non passo davanti al pc a scrivere qui, lo passo inevitabilmente a buttare roba in quella povera bacheca di pinterest che è la mia wishlist.
mi sono imposta di metterci solo libri e fumetti, anzi, praticamente quasi solo fumetti, i libri li lascio su amazon. mi sono detta, perché non cianciarne pure sul blog?


e quindi da adesso, ogni mese più o meno, starò a lagnarmi delle cose di cui ho assolutamente bisogno. invariabilmente, cose che stanno nella succitata bacheca da secoli o prossime pubblicazioni. mi impongo un limite massimo di dieci titoli, e chissà che nel mese successivo non mi riesca di parlare di qualcuno di questi.


la sola cosa che mi è piaciuta de la distanza sono i disegni di baronciani.
peccato per tutto il resto.
me lo ripeto da mesi, tipo mantra. peccato che dei disegni così belli non abbiano illustrato una storia altrettanto bella.
e poi, per caso, mentre in piena notte vago su twitter nella speranza di farmi venire sonno, arrivo, non ho più idea di come, a scoprire come svanire completamente di alessandro baronciani (manco a dirlo, io adoro how to disappear completely) e immediatamente parte l'innamoramento da acquisto compulsivo.
purtroppo il mio saldo dice che mi manca qualche spiccio per comprarlo e devo andare a fare una dannata ricarica, cosa che odio, ma c'ho ancora tempo.
come svanire completamente è un racconto strano. in primo luogo o lo si compra adesso, o non lo si compra più (per acquistarlo e per tutte le altre informazioni andate qui). non è un crowdfunding, ma una vera e propria prevendita, quindi non ci sono goal da raggiungere e questo già mi fa passare l'ansia. poi ha una struttura strana. sono dei mini-racconti di poche pagine, inseriti in un libro-scatola. e poi racconta una storia d'amore, c'è il mare, internet e una ragazza che vuole svanire completamente.
e c'è clacca che lo vuole assolutamente.


sta per uscire il nuovo libro di giulio macaione (autore di ofelia e i colori del vicino, che ho intervistato qualche tempo fa qui), basilicò, e io non posso non volerlo.
prima di tutto perché l'ha scritto e disegnato giulio che è bravissimo e di lui mi fido a occhi chiusi.
poi perché racconta di palermo, di una palermo che forse è vista con occhi diversi da chi ormai di palermo non ne può più. insomma, magari mi aiuta.


l'ha scritto murakami e l'ha disegnato lrnz. e si parla di biblioteche e storie.
a me piace un sacco murakami. e anche i disegni di lrnz, anche se i suoi titoli sono ancora fermi alla bacheca wishlist.
insomma, che volete di più?
io vorrei solo che uscisse presto un'edizione più economica. nel frattempo tengo d'occhio i mercatini on-line dell'usato.


anche per questo ho poco da dire. insomma, è macanudo, uno dei miei fumetti preferiti di sempre, dopo secoli in cui l'avevo dato per perso per sempre finalmente è uscito il sesto volume.
e non chiedetemi come e perché (che tanto è sempre la solita vecchia storia di disoccupazione), non sono ancora riuscita a prendere la mia copia.


philippa rice l'ho conosciuta su facebook, trovavo le sue adorabili vignette in giro, mi sono piaciute da morire, ho cercato informazioni e ho trovato che esiste un libro in inglese che raccoglie i suoi lavori. e. vabbé, è una wishlist, è chiaro che lo voglio!


hugo e rose appartengono a due mondi diversi, lui vive solo nei sogni di lei... fino a che lei non lo incontra nella vita reale.
basta così per me, ho una voglia matta di leggere questo libro da mesi. sarà anche la copertina che mi piace tantissimo?


lumberjanes me lo sono persa all'epoca della sua uscita. poi ho letto nimona e ho capito che noelle stevenson mi piace così tanto che recupererò ogni cosa che lei scriverà.


per chiudere in bellezza c'è lindbergh, che sta in wishlist da prima di natale. l'ho sfogliato un sacco di volte in libreria e ogni volta sono sicura che mi viene la faccia rossa per l'entusiasmo.
è un bellissimo libro illustrato che racconta di un topolino che divenne aviatore.
lacrime agli occhi per la gioia e cuoricino a mille.
se lo trovate in giro, sfogliatelo.
i disegni sono di una bellezza illegale.

e per questa volta mi fermo qui.
spero che le reazioni a questo post siano più del tipo ehi, bei titoli, grazie clacca me li segno, e non del tipo maledetta ti odio non ne posso più di aggiungere roba in wishlist. quasi quasi preferirei un gné gné io ce li ho e tu no.

mercoledì 18 maggio 2016

ms. marvel 1

ho comprato il mio primo fumetto marvel.
e mi è piaciuto tantissimo.
sto parlando del primo volume di ms. marvel, una raccolta dei primi episodi della serie creata da g. willow wilson e adrian alphona (ma pure gli autori delle serie marvel hanno le stesse iniziali per nome e cognome?), che ha per protagonista una ragazza abbastanza inconsueta per il ruolo che di solito è affidato a procaci bionde (o rosse) dallo stacco di coscia infinito e il nasino all'insù: questa volta i panni dell'eroina li veste kamala khan, una sedicenne americana di origini pakistane e di fede islamica. bum!
questo fumetto ha fatto parlare tantissimo di sé, è stato il primo fumetto supereroistico a vincere un premio ad angoulême, il primo ad avere un protagonista musulmano. e poi la protagonista è una normalissima teen-ager, una studentessa non particolarmente affascinante e un po' nerd. potevo perdermelo? ovvio che no.

kamala khan è una di quelle ragazze che non spiccherebbe mai tra la folla, la sua vita è abbastanza normale, divisa tra scuola (la tipica high school da telefilm adolescenziale, quelle con gli armadietti pieni di adesivi e poster che ho sognato per tutto il liceo) e una famiglia un po' fuori dalla norma: ha un fratello ultra religioso, una mamma troppo tradizionalista e un padre comprensivo finché non si sgarrano troppo le regole. ha un'amica molto seria e ligia alle regole e un amico innamorato di lei ma-lei-non-lo-sa. insomma, kamala khan non ha nulla di speciale. fino a che non si ritrova immersa in una strana nebbia che le conferisce dei poteri ancora più strani. può diventare ms. marvel e scoprire che il biondo non le dona e che gli stivali ultrasexy delle supereroine non sono affatto comodi (senza parlare dell'imbarazzo a rendersi conto che le tutine da supereroe non prevedono l'utilizzo di biancheria intima).

kamala non ci regala tanti scazzottamenti né imprese epiche e/o adrenaliniche tipiche del genere (almeno per il momento), goffa sedicenne era e goffa sedicenne rimane, nonostante i superpoteri. e siccome da grandi poteri derivano grandi responsabilità, la nuova eroina non può fare altro che cacciarsi nei guai, sopratutto disobbedendo ai genitori, uscendo di casa di nascosto e tenendo - ovviamente - segreta la sua identità e le sue missioni.

in questi primi episodi l'attenzione pare concentrarsi sopratutto sul più grande problema di kamala: essere fedele alle sue origini, rispettare i desideri dei suoi genitori e allo stesso tempo riuscire a integrarsi tra i suoi coetanei. mi è piaciuto moltissimo il modo in cui è stata resa la situazione familiare di kamala: i suoi genitori possono sembrare oppressivi, ma ci vuole poco a rendersi conto dell'affetto che si cela dietro il loro atteggiamento. sono personaggi realistici, fuori dagli stereotipi, riescono a rappresentare tutte le sfaccettature di chi si ritrova a cercare di preservare la propria cultura in un paese diverso. ci si affeziona a tutta la famiglia khan, si entra subito in confidenza con personaggi e luoghi, ci si sente immediatamente a casa, ci si diverte parecchio a seguire la storia di kamala. che sia voluto o meno, ms. marvel è un'ottima cura contro l'islamofobia dilagante, motivo per cui andrei in giro a regalarne centinaia di copie.

nota positivissima anche per i disegni.
a me non piacciono i disegni da comic americano, eccessivamente realistici e spesso un po' troppo pesanti. invece in ms. marvel mi sono piaciuti parecchio proprio perché, per quanto possano essere americani, sono anche molto cartooneschi: tratti morbidi, espressioni riuscitissime, colorazione che non appesantisce la tavola e anzi la rende ancora più leggibile.

se da qui dovesse passare qualche appassionato di serie marvel in grado di darmi delucidazioni circa il numero di episodi attualmente disponibili, per capire per quanto dovrò soffrire prima di leggere il secondo volume di questa edizione, lasci un commento!

lunedì 16 maggio 2016

questa cosa bizzarra che si chiama amore

di solito ho bisogno di leggere libri che si adattino in qualche modo al mio umore del momento. per questo non mi è esattamente facile negli ultimi tempi trovare qualcosa che mi vada bene. per esempio, ho iniziato storia della pioggia, di cui tutti hanno parlato benissimo ovunque. e non ce l'ho fatta manco per niente.mi è venuta voglia di lanciarlo dalla finestra.
pensavo di essere in una fase in cui non sarei riuscita a leggere un romanzo e stavo per buttarmi su un saggio recuperato qualche tempo fa, quando il postino mi ha lasciato questa cosa bizzarra che si chiama amore, per il quale devo ringraziare tantissimo astoria, perché è stato esattamente il tipo di libro di cui avevo bisogno in questi giorni, riguardo ai quali preferisco evitarvi menate di ogni genere.
parliamo del libro piuttosto.


a lore e harry arriva la notizia che gloria, la loro figlia, sta per sposarsi. per la terza volta.
l'annuncio scatena una sorta di shock per entrambi e li costringe, alternandosi a ogni capitolo, di mettere in discussione loro stessi, le loro scelte, la loro vita, il modo in cui hanno educato la loro unica figlia, il loro stesso rapporto.
lore è una bibliotecaria appassionata di letteratura e prossima alla pensione. l'idea di lasciare il lavoro la spaventa: sa che le mancherà la biblioteca, le presentazioni con gli autori, il vedersi come una donna ancora attiva, e al contempo si rende conto con amarezza che dal momento stesso in cui lascerà il posto, nessuno sentirà la sua mancanza: la biblioteca continuerà a funzionare, gli autori continueranno a leggere al pubblico i loro libri, i suoi colleghi continueranno il tran tran quotidiano come sempre. quello che più la spaventa è perdere il suo spazio personale nel quale harry, suo marito, non vuole entrare. lui è un ex-dipendente di un'industria, anche se un tempo sognava di diventare architetto. al momento del pensionamento ha cominciato a dedicarsi al suo giardino, cosa che pian piano ha occupato buona parte della sua esistenza. quello che li legava in gioventù - l'amore in primis, ma anche una certa visione politica del mondo - pian piano si è fatto ingoiare dai libri di lore e dalle piante di harry: la serena quotidianità li ha allontanati e ingrigiti.
trovandosi davanti alla scelta incomprensibile della figlia di sposare un uomo che è agli antipodi del loro modo di vivere e di pensare, dovendo sopportare un momento difficile della loro esistenza, lore e harry iniziano a riavvicinarsi, scavando all'interno delle loro coscienze e ricostruendo un rapporto che sembrava ormai perduto.

questa cosa bizzarra che si chiama amore ha il dono meraviglioso di evitarci sbrodolamenti melensi in favore di un rapporto che riesce a rinascere dalle sue stesse ceneri. cercando di comprendersi, e scoprendosi in fondo ancora simili nonostante le profonde differenze, quello che lega lore e harry è un sentimento fortissimo, che resiste a tutto senza doversi adornare di inutili fronzoli.

il romanzo ha una struttura abbastanza insolita eppure geniale: a inizio del capitolo uno dei due protagonisti racconta, come un flusso di coscienza, come un diario, quello che sta succedendo e sopratutto quelli che sono i suoi sentimenti, i suoi pensieri. dopo, come in un film, assistiamo al dialogo tra loro, un dialogo che pian piano smette di essere battaglia per diventare un luogo sicuro in cui sentirsi di nuovo bene insieme, forti dell'essere ancora gli stessi lore e harry di tanti anni prima.

se vi piacciono le storie d'amore leggetelo, perché è la storia d'amore più sincera che abbia mai trovato. se non vi piacciono, leggetelo, perché è la storia di vita più sincera che abbia mai trovato.
e preparate i fazzoletti.

venerdì 13 maggio 2016

anteprima: le piccole morti & intervista al gruppo manticora

i manticori stanno tornando con una nuova antologia decisamente diversa (o forse non tanto?) da ciò a cui fino ad adesso ci hanno abituato. all'arf festival di roma, dal 20 al 22 maggio troverete le piccole morti, scritto da brian freschi e disegnato da flavia biondi, ivan lodi, anna ferrari e lorenza de luca.

dal comunicato stampa:
“Una disinibita prostituta dello Zimbabwe. Un ragazzo con un grosso problema alle parti basse. Un fotografo giapponese che prepara una cena indimenticabile. E un vecchio burattinaio sbevazzone che racconta storielle piccanti del settecento. Ad unirli il sentimento più antico della storia. Il desiderio impellente della carne e dell'unione sessuale. La necessità di esprimerla con ogni mezzo. Scelte che diventano tragedie. Il richiamo viscerale dell'amore e quello della morte.”
in attesa di avere tra le mani la mia copia, ho fatto qualche domandina ai ragazzi per conoscere al meglio questo nuovo lavoro... buona lettura!


ciao ragazzi, grazie mille per aver accettato questa cosa che sembra un'intervista. dopo tanto tempo che sul blog parlo di voi ammetto che è emozionante portarvi direttamente qui...

il primo lavoro del collettivo manticora, sindrome, era dedicato a disturbi psicologici, in instrumenta si presentava un mondo distopico in cui il rapporto uomo-macchina non era dei più felici, tenebre è stato un vero e proprio horror, con feral children ci avete presentato gli inquietantissimi bambini selvaggi e qualche mese fa avete ripreso in der krampus una leggenda popolare piuttosto spaventosa. adesso le piccole morti si propone tutto incentrato sull'inscindibile binomio eros e thanatos.
quando come e perché siete passati al lato oscuro?
(Lorenza) In realtà non c'è stato un autentico passaggio al lato oscuro...diciamo piuttosto che ci siamo trovati dentro fin da subito e ci siamo resi conto che l'ambiente era troppo confortevole per uscirne! Come spesso capita le storie che scriviamo riflettono un aspetto della nostra personalità, che in questo caso è la predilizione per i temi disturbanti o morbosi. Per questo motivo sfruttiamo l'autoproduzione per divertirci ed analizzare argomenti che difficilmente porteresti a tavola al pranzo domenicale con i nonni!
brian è il nuovo arrivato nel gruppo manticora. com'è per te sceneggiare storie per disegnatori così diversi tra loro? e com'è per voi disegnatori lavorare su un testo scritto da un'altra persona? (se non sbaglio, fino a feral children non avevate un vero e proprio sceneggiatore nel gruppo)
(Brian) A dire il vero è, senza mezzi termini, un onore avere la possibilità di interfacciarsi con realtà e stili di disegno così agli antipodi. Sono entrato a far parte dello strano mondo del fumetto da meno di due anni e fin dall’inizio il mio primo obbiettivo è stato quello di non limitarmi ad una particolare corrente artistica, ma piuttosto andare in esplorazione di più sfaccettature possibili. È molto stimolante e Manticora è stato il principio di tutto. Sono uno che si annoia facilmente e ho sempre bisogno di azzardare e di cambiare rotta. Questa è forse una delle fortune di essere sceneggiatore: puoi dare vita alle tue storie ogni volta con un tratto visivo diverso. “Le Piccole Morti” è stata per me l’occasione ideale non solo di gettarsi a capofitto in un tema così caratteristico, ma anche di sperimentare e di mettere alla prova me stesso con quattro forme di linguaggio testuale molto distanti fra loro. Quando ho proposto le mie idee ai Manticori, a chi con un genere e a chi con un layout mai affrontati, loro invece di fuggire urlando hanno deciso di prenderla come una sfida, con la giusta dose di curiosità e follia. Anche se sono sicuro che prima o poi mi avveleneranno i maccheroni! In poche parole: mi sono sbellicato, che è l’importante, e sicuramente ci ho guadagnato in esperienza e consapevolezza, che è altrettanto importante. Incontrare questi adorabili sbandati è stata la fortuna più grande!
(Lorenza) Sicuramente lavorare sotto sceneggiatura di un'altra persona è un grandissimo stimolo per qualsiasi disegnatore. Nel caso di Brian siamo stati davvero fortunati perché fin da subito abbiamo capito che era un ragazzo in gamba, con un'ottima capacità di adattarsi alla sensibilità di ciascuno di noi e di lavorare in sinergia per tirare fuori il meglio. 
a chi e come è venuta l'idea per questa nuova antologia?
(Lorenza) Come gran parte delle storie nate sotto lo sguardo benevolente della Manticora non c'è un vero autore dietro, ogni volume ha visto la luce durante un brainstorming collettivo. Anche nel caso delle Piccole Morti lo scenario è stato più o meno lo stesso: serata tranquilla in Tana Manticora, birra, patatine, chiacchiere a briglia sciolta, risate e poi qualcuno che esclama: "Oh, ma vi immaginate di raccontare storie di gente morta facendo sesso?". Da lì a scrivere il fumetto, il passo è breve (più o meno)!
negli ultimi tre anni avete presentato i vostri progetti a lucca c&g, a cadenza annuale. questa volta invece sono passati solo pochi mesi dall'ultima pubblicazione. le piccole morti era già in cantiere e non ci avete detto nulla?
(Lorenza) Subito dopo Lucca Comics abbiamo fatto una riunione per stabilire il piano editoriale del nuovo anno (siamo fumettari, per cui Lucca Comics sancisce il Capodanno dell'anno nel mondo-fumetto :D) e ci siamo detti che sarebbe stato interessante metterci alla prova facendo uscire un volume a primavera. Abbiamo individuato l'ARFestival come l'occasione giusta e ci siamo messi al lavoro, anche se prima di ufficializzare la cosa abbiamo aspettato di avere la certezza di avere un banco nella Self Arf!

come funziona quando iniziate un progetto nuovo? come si sceglie il soggetto collettivo? e come scegliete chi deve disegnare cosa (nel senso, ci sono già i soggetti delle storie e poi vengono affidate ai disegnatori, o si delineano le trame in base allo stile di chi dovrà illustrarle?)
(Lorenza) Prima dell'arrivo di Brian all'interno del gruppo funzionava che una volta individuato il tema principale dell'antologia ciascuno rifletteva su che genere di storia raccontare per interpretarlo. In seguito le cose non sono cambiate più di tanto, si sceglie sempre un tema principale o una linea guida da seguire, dopodicchè lo sceneggiatore propone un soggetto diverso a ciascun disegnatore e se l'idea piace si sviluppa assieme, altrimenti ci si pensa ancora un po' su per trovare la storia che metta d'accordo tutti.
quali sono i prossimi progetti del gruppo manticora?
(Lorenza) Dopo "Le Piccole Morti" stiamo già pensando a cosa proporre per l'edizione 2016 di Lucca C&G. Ancora non abbiamo un'idea definita, ma ci piacerebbe concentrarci su qualcosa di nuovo, trovare una formula che vada un po' oltre la solita antologia che siamo abituati a realizzare! 
e invece quali sono i vostri progetti fuori dalla tana dei manticori?
(Lorenza) Abbiamo tutti i nostri sogni e i nostri progetti nel cassetto! In linea generale ci siamo resi conto che ciascuno di noi sta maturando tantissimo in questi anni e porta avanti il proprio viaggio, per cui è impossibile sapere con certezza cosa ci riserva il domani.
C'è chi ha sempre mille idee per la testa e puoi stare sicura che finito un progetto è subito al lavoro su qualcosa di nuovo, chi ha lasciato il lavoro per inseguire la propria passione, chi naviga a vele spiegate per scrivere una nuova storia, c'è chi sogna una vita placida e senza troppe complicazioni e chi decide di volare dall'altra parte del mondo in cerca di ispirazione.
Insomma, come sempre la risposta migliore ce l'hanno gli anziani, a cui quando chiedi "come va?" loro ti rispondono: "Si tira avanti, che indietro non si può più tornare!"
il caso di instrumenta - spine - tenebre è stato particolare nella vostra produzione: avete realizzato in contemporanea tre titoli anziché un albo unico in cui partecipare tutti. ripeterete l'esperienza (peraltro riuscitissima)
(Lorenza) Quella fu un'occasione per sperimentare un metodo di lavoro diverso, nello specifico abbiamo provato a dividerci in coppie basandoci sulle affinità stilistiche e narrative dei vari autori per provare ad allargare la gamma della nostra offerta con albi più specifici  (il titolo horror, il titolo steampunk/cyberpunk e... Spine!) Sicuramente è stata un'esperienza costruttiva ed interessante, ma difficilmente saremmo in grado di riproporla.
ivan, tu sei un disegnatore che predilige lo stile umoristico. come ti trovi a disegnare storie che hanno tematiche non esattamente comiche? spine è stato uno dei tuoi lavori che ho apprezzato di più, forse proprio perché erano coinvolte meno persone e sei riuscito a esprimerti al meglio o perché la tematica ambientale/animalista ti è più vicina? come riesci a conciliare il tuo stile e quello del gruppo?
(Ivan) Sinceramente non ho una formazione di fumetto alle spalle, quello che so fare l'ho in buona parte appreso lavorando dentro Manticora. Per tale motivo non mi trovo male a lavorare a storie non necessariamente comiche al 100%, diciamo che è un ottimo modo per sperimentare. Riguardo a Spine, semplicemente penso che il volume sia riuscito bene poiché si tratta di una storia abbastanza lunga in cui hanno tempo di comparire vari personaggi interessanti, fa ridere (si spera) ma riserva pure un sacco di mazzate emotive. 
lorenza, per quello che ho visto, tu prediligi il fumetto storico e il fumetto in costume (si può dire?). da cosa viene il tuo interesse per questo genere di ambientazioni? su cosa ti basi per disegnare i personaggi, il loro stile così diverso di volta in volta? e sopratutto, a quando un fumetto tutto tuo?
(Lorenza) Onestamente non sono in grado di stabilire l'origine di questa mia passione...probabilmente devo avere qualche conto in sospeso con qualche mia reincarnazione precedente e adesso sono qui a struggermi per secoli di storia passata che non ho mai vissuto! :D Scherzi a parte, vivo nel presente, ma ho sempre preferito rifugiarmi nel passato o in altri mondi attraverso i fumetti, i libri, il cinema o l'arte, ed è principalmente da essi che traggo ispirazione (da quelli e da quel buco nero di perdizione chiamato Internet).
Per le Piccole Morti, ad esempio, in combutta con Brian ho deciso di ispirarmi liberamente alla sensuale lascivia delle illustrazioni di Venere e Tannhäuser di Aubrey Beardsley, e tutto sommato sono contenta del risultato!
Mi piacerebbe moltissimo realizzare un fumetto tutto mio, ovviamente, ma i tempi non sono ancora maturi...devo prima imparare un po' di auto-disciplina e soprattutto scendere a patti con la scarsa opinione che ho di me stessa! :P
flavia, le tue storie realizzate fuori dalla tana (barba di perle, l'orgoglio di leone, l'importante è finire, la generazione) hanno tematiche completamente diverse da quelle che affronti nelle antologie: sono storie più introspettive e comunque ambientate in contesti più familiari e ordinari.
com'è dividersi tra generi così diversi?
(Flavia) Dividersi è divertente: adoro le storie strane, quelle che sembrano spiate da una serratura. Ho un debole per i temi forti, weird e turbolenti ma, ammetto, che mi trovo più a mio agio nel raccontare storie lunghe, con calma e a "bassa voce". Le antologie di Manticora mi hanno dato la possibilità di lavorare su racconti di poche pagine e mi piace approfittare di questi piccoli spazi gestibili per provare ad sperimentare atmosfere che non avrei il coraggio, ne la bravura, di sostenere in racconto più lungo.
anna, devo confessarti una cosa: per quello che mi riguarda il tuo tratto, particolarissimo, è identificativo delle opere del gruppo manticora, una sorta di colonna portante delle antologie, una di quelle cose a cui non posso rinunciare e che, a inizio lettura, sbircio con estremo piacere pensando ecco, questo è proprio un fumetto dei manticori. me lo chiedo da anni, ma finalmente posso domandarlo anche a te: a quando un progetto solo tuo?
(Anna) Grazie mille Clacca, le tue parole mi hanno davvero molto colpita, sono onorata! :)
Per rispondere alla tua domanda posso dirti che finora non ho avuto modo di dedicarmi ad un progetto interamente mio per vari motivi, primo tra tutti la mancanza di tempo (purtroppo i "lavori veri" full time riducono notevolmente la possibilità di stare seduti al tavolo da disegno). In secondo luogo posso confessare che la particolarità stessa del mio tratto in passato mi ha frenato molto dall'affrontare un progetto personale più esteso. Mi intimoriva avere un segno così diverso che non sapevo gestire e ho sempre avuto difficoltà nell'ideare storie lunghe, quindi non mi sentivo assolutamente in grado di affrontare questa sfida. Le varie antologie manticorine a cui ho partecipato in questi anni sono state un perfetto esercizio di stile e di sperimentazioni, ed è proprio grazie a Manticora che ho acquisito molta più sicurezza nei miei mezzi. L'arrivo di Brian in veste di sceneggiatore è stato infine l'ultimo tassello, mi sono trovata benissimo a lavorare con lui, c'è un sacco di affinità, quindi direi che un progetto disegnato da me e sceneggiato da lui, sia ormai dietro l'angolo!
lazarus, francesco de stena e francesca piscitelli. torneranno in qualche prossima antologia?
(Lorenza) Siamo rimasti in ottimi rapporti con tutti coloro che sono sbocciati sotto l'egida della Manticora, ma ciascuno di loro ha preso la propria strada e a parte saltuarie collaborazioni (disegni-tributo per vari volumi, il supporto "a colori" di Fremo per le copertine) non sappiamo se torneranno in qualche prossima antologia. In ogni caso Manticora è sempre in mutamento, per cui se qualcuno di loro volesse tornare a fare un'incursione autoprodotta la nostra porta è sempre aperta! 
voi fate da sempre fumetti autoprodotti, questo immagino vi abbia permesso di stabilire con i lettori un rapporto molto più diretto e profondo di quanto non sarebbe avvenuto con una casa editrice a fare da tramite. eppure avete sperimentato (penso a flavia e a lorenza, mi auguro di non essermi persa altro) anche il lavoro con gli editori. quali sono i pro e i contro dei due metodi di pubblicazione? e quale preferite?
(Lorenza) Per quello che mi riguarda non ho ancora avuto delle esperienze vere e proprie nel mondo dell'editoria, ma sicuramente fare autoproduzione è stato un metodo utilissimo per capire come funzionano certi meccanismi anche su larga scala. Scrivere, disegnare e stampare un albo interamente realizzato da te e poi provvedere personalmente alla distribuzione girando mezza Italia per le fiere e presentazioni è sicuramente un investimento di tempo e denaro, ma ti dà anche tante soddisfazioni. Il discorso è lo stesso con una casa editrice, con l'unica differenza che nel migliore dei casi c'è un team dietro a lavorare attivamente, il tuo libro ha la probabilità di raggiungere più persone grazie ad una rete di librerie e, si spera, c'è un ritorno economico molto diverso rispetto a quello dell'autoproduzione. Insomma, sono due modi simili di fare la stessa cosa: scrivere storie, pubblicarle e diffonderle il più possibile nel mondo!
ecco, all'inizio ero in panico perché non sapevo cosa dirvi e adesso ho scritto troppo. mi fermo prima di farmi detestare completamente! inboccallupo per l'arf, stracomplimenti per il vostro lavoro (speditemi una copia prima di partire, così sarà per me meno deprimente pensare di essermi persa quest'altra fiera fichissima) baci e abbracci a tutti! e ovviamente grazie mille per aver risposto all'interrogatorio all'intervista!
Grazie a te Clacca, sia per l'intervista che per le tue splendide recensioni. Siamo davvero curiosi di sapere cosa penserai de "Le Piccole Morti"! Un bacio! :D

nell'attesa di avere il fumetto tra le mani, abbiamo un'anteprima di qualche tavola!





mercoledì 11 maggio 2016

a sort of fairytale ~ vol 1

se c'è una cosa di cui non posso stancarmi sono le realtà distopiche, che siano raccontate in fumetti, film, romanzi, non mi interessa: mi piace da morire seguire le vicende dei poveracci che ci si trovano invischiati e man mano scoprire le regole della loro realtà. per questo - e per un certo personaggio grande grosso e peloso - a sort of fairytale mi è piaciuto un sacco!

zoe sta disegnando. racconta la storia di un mondo creato da dio come un dono, bello, dolce da vivere, e degli uomini che seppero prendersi cura di quel mondo. di come poi gli uomini persero la gratitudine e iniziarono a trattare male il mondo che gli era stato donato, costruendo case troppo grandi, distruggendo gli alberi, facendo fuggire gli animali.
il dio che aveva creato quel mondo così bello si arrabbiò con gli uomini: la terra non diede più frutti, gli alberi diventarono troppo forti per essere abbattuti, gli animali erano diversi da quelli di prima, erano grossi e cattivi, impossibili da cacciare. presto iniziarono loro a nutrirsi di uomini, ai quali non restò che cercare rifugio tra le montagne, per sopravvivere in un mondo che dio si era ripreso.
zoe disegna e racconta la storia del mondo a un vecchio che come lei si trova su un camion, insieme ad altra gente, altre facce buie e spaventate. si stanno recando in uno dei pochi rifugi sicuri rimasti, sperando di arrivarci interi. zoe spera di incontrare i suoi genitori una volta giunta a destinazione, ma in un mondo così nessun viaggio è sicuro. e quello che zoe sta per scoprire confermerà le sue più grandi paure.


non voglio spoilerare oltre, anche se i fatti narrati in questo volumino non sono poi moltissimi. è un primo numero che ci introduce in un mondo sull'orlo del collasso, invivibile, pericoloso, cattivo.
gli uomini hanno distrutto la natura e la natura è rinata, rivelandosi più forte degli uomini.
perso ogni rispetto, ogni pietà per gli alberi, per gli animali, per la terra stessa, gli uomini perderanno quella per i loro simili: ogni popolo, incivilendosi, ha creato dei tabù, delle regole infrangibili anche solo al pensiero, e tra i molti uno in particolare è quello che accomuna civiltà diversissime tra loro, lontane nello spazio e nel tempo. distrutto l'ultimo baluardo che rende tale un essere umano, concretizzato il vecchio homo hominis lupus, non c'è possibilità di ritorno.
ma se gli uomini sono diventati dei mostri, zoe scoprirà che non tutti i mostri in realtà sono cattivi come sembrano...

il primo numero di a sort of fairytale, dicevo, ci introduce in una realtà completamente diversa dalla nostra, lo fa senza essere troppo didascalico, senza pipponi chilometrici, ma coinvolgendoci emotivamente dalla prima all'ultima pagina: lo sgomento iniziale, quando zoe racconta la storia del mondo, diventa vero e proprio disorientamento dopo poche pagine e un attimo arriva il panico. complimenti sopratutto allo sceneggiatore paolo maini i tempi narrativi sono gestiti davvero benissimo, accelerando nei momenti in cui l'azione si fa più concitata, diluendosi per renderci più consapevoli del posto assurdo in cui siamo finiti.
il respiro di sollievo ce lo da alla fine zoe, vita, la sua innocenza, la sua ingenuità, la sua capacità di guardare le cose e riconoscerle per quello che sono.
brava anche ludovica ceregatti, mi è piaciuta molto la sua capacità di rendere le espressioni dei personaggi ma sopratutto la scelta dei colori, perfetti per dare la giusta atmosfera ai vari momenti della narrazione.

la qualità dell'edizione è notevolissima, ho apprezzato sopratutto le schede dei personaggi a fine volume (sono una di quelle cose che mi piace tantissimo, specie quando vengono realizzati come file scritti a macchina su carta spiegazzata, ingiallita e macchiata!). i volumi in totale saranno tre, e io non vedo l'ora di continuare a leggere la storia di zoe.

e grazie mille a noise press che mi ha dato la possibilità di leggere il primo volume di a sort of fairytale e di scriverne qui.

lunedì 9 maggio 2016

Brancaccio di Di Gregorio e Stassi

Mi rendo conto che siamo piuttosto in ritardo, se consideriamo la data di uscita, ma non potevo esimermi dal prendermi il mio tempo: da siciliano, ho letto  e sentito parlare di mafia più di quanto plausibilmente non capiti altrove. e spesso, il modo in cui si è scritto e parlato di mafia, non è quello in cui avrei sperato. Ho avuto bisogno di metabolizzare e farmi un'idea precisa prima di cimentarmi in una recensione di questo genere.
Non me ne volete.
D'altronde, quando mi capita per le mani un testo, un libro, un fumetto che tratta di un argomento delicato, non posso evitare che in me monti una sorta di scetticismo piuttosto marcato. Come dicevo prima, da siciliano, da persona che in qualche modo si è ritrovato vicino a questo tipo di realtà, ritengo che argomenti come mafia e fenomeni mafiosi non possono e non devono essere trattati con leggerezza, né mostrare stereotipi e neppure, sopratutto, sensazionalismi cinematografici beceri come, mi rendo conto, la stragrande maggioranza di ciò che ci viene propinato in cui è inserito teatralmente il concetto di mafia (e più in particolare, mafia siciliana) si ostina a fare.
L'opera che ho scandagliato stavolta e di cui parlerò è quella a quattro mani di Giovanni Di Gregorio e di Claudio Stassi, recante un titolo che non può non accentuare le mie solite ritrosie iniziali: Brancaccio.
Perché Brancaccio? Il titolo nomina a chiare lettere un quartiere palermitano che è sempre stato sinonimo di dominio mafioso, considerato all'epoca spesso come il Bronx in quel di Palermo, territorio con proprie leggi non scritte e in cui lo Stato non era ben accetto. 
Da questa premessa si può ben intuire quanto sia difficile proporre un lavoro che parli di un luogo simile senza compiere errori di pressapochismo che molti compiono e compirebbero. Eppure, portandosi avanti con la lettura, mi sono trovato costretto a gettare via la gabbia scettica dentro cui mi ero trincerato e a constatare, piacevolmente colpito, l'abilità con la quale i due autori siano riusciti a cogliere e riproporci sfumature sull'argomento che di solito nessuno tiene in considerazione.


Analizziamone la copertina; Brancaccio, il titolo cui accennavo, è subito seguito dalla specifica "storie di mafia quotidiana", che ne raddrizza il tiro e ci offre il primo indizio su cosa aspettarci, costruisce un mood che sarà dall'inizio alla fine e che, ovviamente, si distacca in maniera decisa da ciò cui tv, narrazione e media in genere ci hanno abituato. Tutto questo è accompagnato dall'illustrazione che mostra un paesaggio desolato, fatiscente, al limite del degrado, in cui spiccano un ragazzino con lo sguardo torvo e un bambino dall'espressione confusa, in sella ad una Vespa decisamente troppo nuova per il contesto.
Dove vanno?
Perché il bambino ha l'aria dubbiosa?
Per comprendere questo primo piccolo enigma non resta che immergersi nella lettura, cercando di compiere prima uno sforzo di estraneazione da sé stessi e dal proprio contesto sociale, al fine di immedesimarsi il più possibile, e per quanto possibile, e capire il linguaggio usato, le allusioni, i riferimenti che fanno di quest'opera una rappresentazione veritiera di cosa sia "mafia".

Il quartiere di Brancaccio
Il racconto ha una struttura insolita ma necessaria a far comprendere come gli atteggiamenti criminali vadano ad intaccare l'intero tessuto sociale: la storia è frammentaria, non segue un ordine cronologico preciso, anzi, sembra proprio andare a ritroso nel tempo: ci viene prima mostrata con gli occhi del piccolo Nino (il bambino spaesato in copertina), in preda ai suoi dubbi sul bene e sul male, innocente al punto tale da permettersi ancora di chiedersi "perché" e con una costante voglia di sentirsi altrove o solamente accettato dal branco. Successivamente l'attenzione si sposta sul padre Pietro, venditore ambulante di pane e panelle, ritenuto dagli abitanti del posto il migliore di Palermo, alle prese con lo stress psicologico dovuto a una scelta troppo grande per lui. Infine entrerà in scena la madre Angelina, con le premure e le preoccupazioni tipiche della donna che gestisce una casa e una famiglia. Questi tre macro frammenti convergono in un epilogo che si pone come chiusura del cerchio, come incontro tra diverse generazioni a confronto, come diverso modo di reagire in una società chiusa quale in effetti è quella braccata da logiche mafiose.

Difficile spiegare diversamente senza sciorinare troppo del libro, però è bene anticipare il fatto che ogni singolo personaggio ha un'importanza fondamentale, un ruolo, quasi teatrale, tra vittime e carnefici, figure tipiche di quella che sono le dinamiche mafiose. Ci saranno dunque il bambino, il ragazzo, il maestro, un padre e una madre, il picciotto, il medico, il dirigente, il latitante, tutti in relazione tra loro in un rapporto diretto di causa ed effetto, mostrato con tutte le sue inesorabili conclusioni.

Ma cos'è la mafia? Anzi, per meglio dire... cos'è mafia?
La mafia è un'organizzazione a delinquere che si fonda e si rende forte proprio grazie ad un preciso atteggiamento. Mafia è sopruso e genuflessione, mafia è abbrutimento, degrado morale, mancanza di cognizione sulla realtà, mafia è non sapere che senza mafia si è liberi, mafia è ricercare l'obbedienza e disprezzare chi ubbidisce, mafia è pensare alla scuola come nemico, mafia è ignoranza. Mafia è tante, troppe cose. Mafia è una montagna di merda, per dirla con le parole di chi contro la mafia ha sempre lottato.

L'educazione mafiosa
Ciò che risulta chiaro dalle pagine di questo fumetto è che mantenere un contesto culturale basso, un degrado coscienziale perenne, sia uno dei modi migliori per tenere in vita questo terrificante fenomeno, per creare manovalanza facile da gestire e da manovrare, per creare un popolo sottomesso che non ha i mezzi culturali e intellettuali per ribellarsi.

Decenni di lotte contro la mafia, per quanto eroiche ed efficaci, rischiano di non bastare da sole; rendere onore a uomini e donne che hanno speso la loro vita per vincere una battaglia immensa è possibile solo tentando di intaccare quel meccanismo che nutre la macchina: informare, farsi una cultura, sviluppare una coscienza critica.

Alla luce di quanto fino ad ora scritto, posso solo aggiungere che questo titolo merita di stare nelle librerie di ognuno di noi e merita di essere menzionato, tirato in ballo in discussioni da bar, in diatribe più serie e, soprattutto, consigliato ad oltranza.
Che voi siate siciliani o no.
L'ho letto più volte, ne ho apprezzato i disegni, la trama, i dialoghi e non mi sembrerebbe di esagerare se ritenessi che dovrebbe essere proposto come testo di studio scolastico: è una di quelle piccole grandi cose che possono essere in grado di smuovere le coscienze quanto serve.

Buona lettura.

R.
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