mercoledì 9 marzo 2016

intervista a sergio algozzino

conosco sergio da quando avevo, boh?, quindici o sedici anni. lui è una di quelle persone incredibili che riescono a fare così tante cose, e tutte così bene, che un po' mi è rimasto il dubbio che in realtà abbia altri tre gemelli segreti.
palermitano come me, sergio algozzino è famoso come autore unico per titoli come ballata per fabrizio de andré, pioggia d'estate, dieci giorni da beatle, il più recente memorie a 8 bit, ma ha collaborato anche ad altri progetti (monster allergy per citare quello che amo di più, di cui ha colorato diversi episodi, oltre a svariate pubblicazioni con diverse e importanti case editrici italiani con panini, red whale, marvel e bonelli).
insegna alla scuola di fumetto di palermo e dal 2006 gestisce il forum kinart, dove trovare informazioni, consigli, tutorial, lezioni e tutto quello che può servire a chiunque voglia diventare fumettista (o a chi lo è già).
se tutto questo vi sembra già tanto, evidentemente non conoscete il sergio cantante e musicista, che nel corso degli anni si è esibito in tributi a gruppi come queen e beatles, ha cantato e inciso pezzi originali e nel 2012 sul suo canale youtube ha portato avanti il progetto una canzone al giorno. più di recente, nel corso dello scorso anno, ha trasformato il suo memorie a 8 bit in uno spettacolo recitato e cantato in cui ha raccontato la nostalgia di quelli degli anni '80 per quelle che sono state delle vere e proprie icone pop della nostra infanzia, tra videogiochi e sigle dei cartoni animati e anche il canale ha cambiato aspetto e temi, a favore di memorie a 8bit

ad essere sinceri, mi sono sempre un po' intimidita a scrivere dei libri di sergio, ma il suo nuovo progetto, in uscita a maggio per tunué, mi ha incuriosita così tanto che sono finalmente riuscita a superare parte delle mie paranoie, e mi sono decisa a chiedergli finalmente di dedicarmi qualche minuto per parlare del suo lavoro e del prossimo storie di un'attesa, del  quale trovate un paio di immagini in anteprima.
buona lettura!


ciao sergio! grazie mille per aver accettato quest'intervista e benvenuto su claccalegge!
tu fai fumetti da, praticamente, sempre, il tuo stile è cambiato parecchio nel corso del tempo ma rimate molto particolare, praticamente inconfondibile. c'è qualche disegnatore che ti ha ispirato in qualche modo, che più di altri potresti citare come tuo modello?
Sono un grande appassionato di quello che faccio, magari pensereste sia normale, ma c’è chi riesce a fare fumetti senza avere la voglia di voler conoscere tutto sulla loro storia ed evoluzione. Non è che io sia migliore per questo, più semplicemente è un diverso approccio al mezzo. Diciamo che più che fare fumetti perché ho qualche talento particolare ci sono andato al contrario: faccio fumetti perché amo visceralmente i fumetti stessi.
di solito come lavori alle tavole dei tuoi fumetti? usi solo matita, pennino, acquerelli, insomma tecniche definibili "tradizionali" o ti affidi anche a photoshop?
Dipende quello che faccio. Per i miei libri, tendenzialmente faccio tutto a mano, ma in quest’ultimo ho sentito l’esigenza (anche narrativa) di fare una post-produzione per qualche effetto particolare, ma solo in determinate sequenze. Non ho problemi a usare l’una o l’altra tecnica, l’importante è che sia funzionale alla storia. In versione tradizionale, vado di matite, pennarelli e acquarelli, ma non so come potrei fare il prossimo libro!
come nasce un romanzo a fumetti? costruisci prima mentalmente trama e personaggi o li lasci che tutto si sviluppi da se in corso d'opera?
Ho tante idee, e ogni tanto qualcuna mi assale più del dovuto. Così, inizio a svilupparla, e a scrivere la sceneggiatura, che nel mio caso è un vero e proprio storyboard, come se stessi disegnando, ma senza disegni, scrivendo direttamente il testo nelle vignette. Poi, in corso d’opera, disegnando, c’è una certa soglia di imprevedibilità, ma con un margine abbastanza stretto. Mi piacerebbe fosse di più, ma allo stato attuale sono ancora abbastanza scientifico. La parte della scrittura, infatti, è quella che mi soddisfa di più, lì vado a cascata, senza freni. 
e a proposito, parliamo del tuo ultimo lavoro, storie di un'attesa, in uscita tra qualche mese. sembra abbastanza diverso dalle tue opere precedenti, che rimandavano al mondo della musica o a esperienze più autobiografiche.
ci racconti un po' di cosa tratterà?
È un libro su uno stato emozionale molto particolare. Il concetto è molto da Sabato del Villaggio, riadattato a Palermo, che ne è lo scenario incontrastato. Saranno tre storie concatenate, in tre epoche differenti, costruite a ritmo alternato, e ognuna di esse porta alla stessa conclusione, ovvero che siamo tutti più impazienti, più frenetici, e non importa se abbiamo vissuto un’epoca in cui, senza internet e smartphone, si “aspettava” ancora molto, perchè ormai siamo tutti così. Poi ho messo dentro tanti altri elementi che volevo sviluppare prima o poi, con una approfondita ricerca sulla Palermo degli anni 40, e su certe comunità, con certe abitudini. È stato un viaggio bellissimo, con grandi sorprese e straordinarie coincidenze, e ci ho messo tutto me stesso. 
come mai hai scelto proprio la tematica dell'attesa? da dove nascono le storie di cui racconti in questo nuovo progetto?
Altro elemento portante del libro è il gioco degli scacchi. L’idea di tutto nasce prendendo spunto dalle vecchie partite a scacchi per corrispondenza, dove fra tempi di gioco e postali potevano passare mesi prima di muovere un pezzo della scacchiera. Impensabile, ai giorni nostri. Poi, volevo fare qualcosa su Palermo, e mi son trovato improvvisamente fra le mani tre storie che avevano un unico minimo comun denominatore.
lo spettacolo nato da memorie a 8 bit ha avuto un sacco di successo, a me è piaciuto tantissimo, è stato qualcosa di divertente e coinvolgente, diverso da quello che di solito ti capita di trovare in un live in un locale o un teatro. per quanto quest'opera sia diversa dalla precedente, pensi che potresti portarla in giro come è successo con memorie, unendo ancora una volta musica e fumetti?
Ogni libro per me ha una sua vita, indipendente e imprevedibile. Coi libri “musicali (De Andrè e Beatles) ho fatto presentazioni musicate, con Memorie lo spettacolo e i video su Youtube... con questo non vedo nulla di tutto questo, forse sarà la prima volta che parlerò e basta. O forse no.
ti faccio una domanda forse un po' scema, ma mi sono sempre immaginata la classica scena in cui una zia chiede al nipotino "cosa vuoi fare da grande?" e si aspetta la solita risposta tra le classiche l'astronauta, il calciatore, il poliziotto eccetera, magari rimarrebbe un po' stranita da "il fumettista".
hai mai avuto la sensazione che qualcuno reputasse quello del "disegnatore/scrittore di fumetti" un lavoro un po' troppo fuori dal comune?
Sempre, ma sono stato abbastanza fortunato, perché i miei genitori non mi hanno mai preso per pazzo, e mi hanno davvero lasciato credere in questo folle sogno che vivo ancora oggi.
negli ultimi anni il fumetto in italia è stato un po' rivalutato e in qualche modo "nobilitato", sopratutto grazie alla presenza dei graphic novel (e di recente anche i fumetti seriali) in libreria, che li hanno sdoganati anche tra chi qualche tempo prima non avrebbe considerato la lettura di fumetti poco più che un passatempo. è diverso fare fumetto oggi rispetto a dieci, quindici anni fa?
e credi che possa essere cambiato anche un po' il lettore di fumetti in questi ultimi anni, e l'immagine che gli altri, quelli che puntualmente ti prendevano in giro perché quella è roba da bambini, ne hanno?
Fumetti o Graphic Novel, sempre di fumetti si parla. Quando Pratt disegnava Corto Maltese si definiva un “fumettaro”, e chi sono io per atteggiarmi a migliore di lui? Io amo i fumetti, faccio fumetti, uso il termine “libro” solo perché quella è la forma editoriale che prendono, nel mio caso, ma di certo non mi definisco uno “scrittore”, né tanto meno un autore di Graphic Novel, come se fossero qualcosa a parte. Il mercato cambia, cambia sempre. Sinceramente, allo stato attuale, vedo molto più movimento nel versante seriale che nel mio.
la sicilia e particolarmente palermo non sono esattamente rinomati per l'attenzione che si da al fumetto, mi viene immediatamente naturale contrapporre la nostra città a posti come bologna, dove tra case editrici, fiere, laboratori di autoproduzioni eccetera, l'atteggiamento è molto diverso. è pur vero che negli ultimi anni la situazione è cambiata, con la nascita della scuola del fumetto, con le fiere come l'etna comics e quella più recente che si è svolta per la prima volta a palermo lo scorso anno, la nascita di nuove case editrici, di nuovi negozi specializzati, e la "scoperta" di nuovi autori.
come hai vissuto questo cambiamento – se c'è stato davvero e non era solo una mia mancanza di consapevolezza – e come pensi possa cambiare tra qualche anno questo scenario?
Quindici anni fa era davvero un mondo a parte. Ormai, Palermo, e la Sicilia, è ricca di autori di altissimo livello, e non abbiamo nulla da invidiare a nessun altra città in quanto a fermento creativo. Ci frega solo la posizione geografica, ma su quello poco possiamo fare!
tu sei un autore completo, ma se dovessi lavorare in coppia con un altro autore, chi ti piacerebbe che fosse? (anzi ti chiedo due nomi, uno sceneggiatore di cui vorresti illustrare la storia e un disegnatore a cui affidare un tuo racconto)
Anzitutto, mi piacerebbe più scrivere che disegnare. E lo sto facendo. C’è già al lavoro qualcuno per un prossimo libro di cui curerò soltanto la parte scritta. Amo così tanto autori, sia come sceneggiatori che come disegnatori, che sinceramente non saprei dirti. Torno a quello che ho detto prima: per me è la storia che comanda, quindi anzitutto si parte da quella!
forse è un po' troppo presto per una domanda simile, visto che il tuo ultimo lavoro non è ancora stato pubblicato, ma quali sono i programmi (e sogni) per il prossimo futuro?
Vorrei fare sempre di più. Mi sento sempre in difetto. E spero di concretizzare alcune cose a cui tengo molto entro breve... Con la presentazione incredibile che mi hai fatto sembrerà una presa in giro, sarà che il mio modello in questo senso è sempre Osamu Tezuka, che nella vita ha fatto così tanta roba che devo augurarmi di riuscire a farne almeno un decimo!
e e e grazie mille per la tua pazienza e per il tempo che mi hai dedicato! millemila inboccallupo e un abbraccio! ♥ non vedo l'ora di leggere il tuo nuovo libro!

2 commenti:

  1. Bellissima intervista, complimenti! :)
    Ho sempre provato una certa simpatia per Sergio Algozzino, pur non avendolo mai conosciuto di persona, quindi ho letto l'intervista più che volentieri, arrivando ad amarlo per la sua frase sul Fumetto, che puoi chiamarlo come ti pare, sempre Fumetto resta! :-D
    Le due immagini che hai postato in anteprima mi sembrano proprio belle e ciò che ha detto rispetto il suo lavoro in uscita mi ha incuriosito molto, quindi credo proprio che lo prenderò!
    Ancora complimenti e a presto! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao orlando, grazie mille a te per i complimenti ^^
      sì, anche a me questo nuovo lavoro di sergio incuriosisce parecchio, sono curiosissima di leggerlo!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...