mercoledì 25 novembre 2015

commenti randomici a letture randomiche - parte IX

ho così tanta roba di cui devo assolutamente parlarvi che mi sono dovuta fare una lista per non entrare in paranoia. il problema è che adesso entro in paranoia ogni volta che vedo la lista. quindi, per cercare di smaltire un po' di roba, ho pensato di ricorrere alla mia non-rubrica randomica. poche parole e un sacco di fuffa, come al solito.


cominciamo da uno shoujo uscito da pochissimo, romantica clock, che ha catturato il mio cuoricino di shoujoaddicted fin dalla copertina tutta rosa e carina. anche se il modo in cui planet ha reso il titolo mi fa oggettivamente pena, anche se è mooolto simile a quella originale.

ma vabbè.
protagonisti della storia sono due gemelli, lui, aoi, è un tipo un po' strano, isolato dal resto del mondo, ama molto gli animali ed è un genio. lei, akane, è esattamente il contrario di suo fratello: popolare, casinista, piena di amici, bravissima negli sport ma una frana a scuola.
tra i due non scorre buon sangue, o meglio, akane detesta suo fratello per essere sempre stato il più bravo: in quanto gemelli, i genitori, i parenti, gli insegnanti, tutti insomma, si sono sempre sentiti in dovere di far paragoni tra i due, lodando aoi per la sua intelligenza e rimproverando akane per i suoi cattivi voti.
adesso, nel pieno dell'adolescenza, tra i due sembra possa cominciare a esserci un rapporto nuovo. aoi ha ripreso ad andare a scuola - ovviamente la stessa di akane - proprio perché lei gli ha chiesto di farlo, uscendo dalla stanza in cui praticamente vive rinchiuso da anni.
ma aoi non sembra affatto il tipo da avercela con la sorella che chiaramente non lo sopporta, e anche se non perde il suo ruolo di primo-in-tutto-quello-che-fa, sembra davvero molto ben intenzionato verso akane, per non dire che è il fratello che chiunque desidera. e sotto sotto anche akane gli vuol bene...
questo primo numero è molto introduttivo, presenta i personaggi al meglio e getta le basi per una serie che potrebbe essere davvero carina e interessante, nonostante sia già arrivata all'ottavo volume e sia ancora in corso. io di sicuro continuerò a leggerla, mi sono affezionata ai due gemelli fin da subito e non vedo l'ora di scoprire cosa ha in serbo il futuro per loro due!

altro titolo che mi ha colpita positivamente è i fuochi della sera, di giopota, del quale avevo già accennato a proposito de i guardiani della luce (è l'autore della copertina e delle illustrazioni interne).
diciamo subito una cosa: giopota disegna meravigliosamente e già solo per la copertina e le illustrazioni interne - sopratutto l'ultima, io la amo! giopota, se per caso leggi qui, ti prego, fai stampare almeno delle cartoline di quel disegno, voglio appenderlo in camera è bellissimo! - vale la pena di avere questo librettino.
librettino che raccoglie quattro storie brevissime, tutte legate da un sottile filo comune che è quello della solitudine.
impossibile raccontare di cosa parlano senza fare spoiler, ma un paio di cose mi tocca dirle: marino è la storia visivamente più bella, e anche quella più poetica. fa male che duri solo quattro pagine, sarebbe fantastico se prima o poi diventasse un racconto un po' più lungo. mentre i mostri mi ha lasciata un po' turbata, tocca tematiche davvero troppo pesanti e liquida la questione con troppa leggerezza. molto bella anche le stelle dentro, la storia che chiude la raccolta, anche questa molto poetica, infine la prima storia, elio nel buio, mi sembra molto sull'onda de i guardiani della luce, è un inizio carino e intrigante per un fantasy. in definitiva un libretto interessante per conoscere un artista davvero molto promettente.

a proposito di giopota: prossimamente uscirà per bao publishing un anno senza te, scritto da luca vanzella e illustrato da giopota. io non me lo perdo per nulla al mondo. se nell'attesa volete piangere, qui trovate gennaio.

per chiudere in bellezza, due paroline veloci veloci su shani, il sidequel di lumina che era stato presentato a lucca quest'anno e che io sono riuscita a recuperare qualche giorno dopo al games academy di palermo, sulla quale non mi pronuncio neppure, ma che ha il pregio (l'unico credo...) di portare roba non troppo reperibile in giro.
questo dedicato a shani è un piccolo spillatino, come oggetto lontano anni luce dal volumone extralussuoso di lumina, una storia breve scritta e disegnata da tre giovanissimi autori della scuola del fumetto di milano e palermo: maurizio carnago alla sceneggiatura, disegni di paola amormino e colore di lorenzo lanfranconi, il tutto ovviamente su soggetto di linda cavallini ed emanuele tenderini, creatori della serie originale.
la protagonista di questa storia è - ovviamente - shani, che avevamo incontrato già nell'ultimissima pagina di lumina, e qui è coinvolta proprio nella disavventura che la porta ad apparire nella storia principale.
gli haloi come shani sono una delle tante popolazioni che abitano lumina e che, in virtù della loro capacità di stringere un forte legame con la natura del loro pianeta, hanno il compito di controllare il suo stato di deterioramento attraverso i totem e con l'aiuto dei fruff, buffe, dolci ma potentissime entità composte esclusivamente di energia. ma shani è anche, oltre che un'apprendista controllore, una gran casinista e anche un po' una spaccona, e in questo volumino veniamo a sapere come è riuscita a perdere il suo prezioso fruff.
più di metà dell'albo è fatto di interviste, schede, approfondimenti eccetera.
insomma, vero è che costa pochissimo, ma se non avete letto lumina e non avete intenzione di farlo, allora è assolutamente inutile acquistarlo. per chi invece ha letto il numero zero o ha intenzione di entrare in questo universo che si prospetta davvero vastissimo, allora è più che consigliata la lettura (e poi a me shani sta davvero simpatica, senza parlare di fruff che è semplicemente adorabile!)

e e e... mi rimane ancora da scrivere su altri volumetti acquistati a lucca! argh! spero di riuscire a mantenere il ritmo... intanto cercate di convincere voi il misterioso recensore a rimettersi al lavoro anche lui, la lista delle sue recensioni raccoglie titoli bellissimissimi!

lunedì 23 novembre 2015

la generazione

abbandonare il paesello in cui si è nati e cresciuti, sparire da casa dopo un litigio con tuo padre, non avere più contatti con la tua famiglia per anni, tutto per inseguire il tuo grande amore.
e se poi quell'amore finisce? e se non hai più modo di continuare a vivere solo? allora devi tornare, anche se tornare significa convivere con la nonna e tre zie impiccione...


è uscito da pochissimo il nuovo libro di flavia biondi, la generazione, ma io ho avuto la fortuna di poterlo leggere in anticipo (grazie ♥) e di poterci ragionare un po' su. perché rispetto ai suoi lavori precedenti, questo nuovo romanzo mi ha un po' sorpresa, ho dovuto aspettare di digerirlo per bene per poterne parlare. questa volta è stato impossibile un commento di pancia.
anche se rimangono i temi tanto cari a flavia - l'accettazione di sé, i rapporti con gli altri - qui si fa un passo avanti, l'universo narrativo si allarga dalla coppia (avevamo santo e davide in barba di perle, thomas e leone ne l'orgoglio di leone e diana ed edo in l'importante è finire) all'intera famiglia di matteo: le sue zie, sua nonna, sua cugina, suo padre: tutti legati da grandi incomprensioni e una punta di rimorso, ma anche da un profondo, silenzioso affetto.

matteo è un ragazzo chiuso, barricato in sé stesso, spaventato dall'essere giudicato e ancor di più disprezzato dagli altri. ha sempre temuto il dialogo tanto da rifiutarlo, così, quando è praticamente fuggito a milano dal suo amore, non ha nemmeno chiarito con suo padre, convinto che lui non lo avrebbe accettato.
adesso che l'amore è finito, si ritrova a convivere con le sue zie, ognuna, a sua volta con il suo carico di orgoglio, e con la cugina, sara, incinta di una bambina. pian piano, matteo inizierà a rendere la sua permanenza forzata a casa della nonna più tollerabile, proprio grazie a sara: parlare con lei, ascoltare i racconti di quello che era la sua famiglia prima che lui nascesse, durante la sua infanzia, cominceranno ad aprirgli gli occhi su tante cose alle quali non aveva mai neppure pensato. adesso, capire gli altri e capire sé stesso, sarà il vero modo per crescere, per diventare un adulto a tutti gli effetti.

quanto è facile pensare di essere sempre i soli a soffrire? quanto spesso ci convinciamo che per le altre generazioni, quelle che ci hanno preceduto, tutto sia stato più semplice, più lineare, come se chi ci ha cresciuto non abbia mai potuto amare, soffrire, sbagliare o compiere atti di incredibile coraggio? quanto spesso diamo per scontato che gli altri stiano solo lì per giudicarci, quando invece vorrebbero magari solo che fossimo disposti a spiegare, a raccontare?

non voglio fare spoiler perché la generazione è un libro bellissimo, però devo dirlo: flavia mi ha sorpresa ed emozionata. lo fa ogni volta, ogni volta in modo diverso, ogni volta soffermandosi su qualcosa sulla quale forse non riflettiamo mai abbastanza; e questa volta lo fa con una storia dolceamara di una famiglia, che non è un essere unico e indistinto, ma un insieme di persone e delle loro storie, dei loro sbagli, delle loro paure, delle incomprensioni e dell'infinito amore con cui, anche a volte in modo silenzioso, hanno saputo crescere la generazione successiva.

venerdì 20 novembre 2015

lost in translation

le parole sono la cosa più bella e incredibile del mondo.
suoni che traducono concetti che traducono cose, azioni, pensieri. ci permettono di esprimere i nostri pensieri, di raccontare storie, di dar forma ai nostri sentimenti, e ovviamente sono il mezzo che abbiamo per capire gli altri. per me è davvero la cosa più bella che potessimo inventarci, è quasi come se fosse una magia.
ma forse la cosa più bella è che spostandoci da una parte all'altra del mondo, il modo di esprimere concetti cambia al punto tale che certe parole non esistono che in certe lingue, parole che non sapevamo potessero esistere, ma potrebbero darci la possibilità di esprimere quei sentimenti indefiniti che spesso non sappiamo raccontare.
il libro di ella frances sanders, lost in translation, è dedicato proprio a queste parole.


ogni parola di cui sanders ci racconta la storia è accompagnata da una bellissima illustrazione realizzata sempre dalla stessa autrice.

io ho desiderato questo libretto dal primo momento in cui ne ho visto la foto in giro su internet e - cosa rarissima per me - l'ho avuto il giorno stesso in cui è uscito, è stato un regalo e un souvenir dell'ultimo viaggio, e tra le pagine, in mezzo alle altre parole, c'è virtualmente anche quella che descrive l'emozione di girare per posti bellissimi ed estranei insieme alla persona che ami sentendo che con quella mano nella tua mano appartieni a ogni posto.

ma a parte i miei deliri romantici, ho scelto cinque parole dal libro, che mi piacciono tantissimo.
c'è samar, che è arabo, e traduce il perdersi nei racconti fino a tarda notte, senza rendersi conto del tempo che passa. non sapevo che potesse esserci una parola per una cosa tanto deliziosa, ma io adoro chiacchierare di notte fino allo sfinimento. lo adora meno chi mi deve sopportare...
komorebi, che in giapponese è la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi e gurfa, che in arabo è la quantità di acqua che si può tenere nel palmo di una mano: queste due parole si riferiscono a qualcosa di piccolo, di - forse - trascurabile. ma mi piace l'idea che anche qualcosa di così piccolo abbia una parola tutta per sé, è un bel modo di fare attenzione alle piccole cose e di rendere loro l'attenzione che meritano.
poi c'è ya'abournee, che sempre in arabo (urge leggere autori arabi, chi inventa delle parole così belle deve scrivere storie bellissime), indica la speranza, un po' macabra ma molto romantica, di morire prima della persona che ami, perché sai che non potresti sopportare la sua mancanza. parlare di morte alla persona che ami è forse un po' tabù, sopratutto quando si è giovani, ma questo è un sentimento che mi appartiene, e trovare un modo così perfetto per descriverlo mi ha un po' sorpresa.
per tornare allegri, c'è tsundoku, e qui i colpevoli siamo tanti! per i giapponesi questa parola indica un libro acquistato e non letto, solitamente impilato sopra ad altri libri non letti. possiamo però giustificarci che è la nostra scorta di storie per le situazioni di emergenza... di certo questo libro qui non ne farebbe parte, si divora in poco tempo e si risfoglia poi con piacere più e più volte.


ps. lost in translation aspettava di avere un post tutto per sé da circa un mese, ma l'attesa è valsa, me lo sono conservata proprio per oggi perché questo è il seicentesimo post su claccalegge! ci voleva qualcosa di bello per festeggiare, no?

mercoledì 18 novembre 2015

disney definitive collection ~ darkenblot

avevo iniziato qui a parlare della collana disney definitive collection, con fantomius, questa volta tocca a darkenblot, serie ideata da casty e lorenzo pastrovicchio. e già questo dovrebbe bastare a convincervi a recuperare il due volumi usciti fino ad adesso.


da una prima idea di pastrovicchio di rimodernare e rendere ancora più temibile uno dei più pericolosi avversari di topolino, è stata successivamente creata da casty l'ambientazione perfetta per le due saghe di darkenblot: avangard city, la città più all'avanguardia del mondo, piena di robot, sistemi di trasporto sospesi in aria, ed edifici dall'aria futuristica. qui si è rifugiato macchianera, evaso per l'ennesima volta, per riuscire ad architettare l'ennesimo, complessissimo piano per la conquista del potere, e della città.
topolino, che vi si ritrova in seguito a uno scalo forzato dell'aereo su cui viaggiava, si ritroverà ad indagare sul perché i robot hanno smesso di obbedire alle leggi della robotica (sì, sono proprio quelle di asimov: 1- un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno, 2 - un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla prima legge, 3 - un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la prima o con la seconda legge) e si ritroverà faccia a faccia con macchianera e con il suo darkenblot, un potente robot/esoscheletro che darà parecchio filo da torcere al nostro eroe.

alle tre storie della prima saga, pubblicate sul numero 2 della collana definitive collection, si aggiungono altre quattro storie, che formano la seconda saga di darkenblot, ristampate del volume 6 della collana (che al momento è infatti il numero più cicciotto, nonostante il prezzo sia lo stesso degli altri volumi)


il genere robotico/avveniristico non è mai stato il mio preferito, ma due autori come casty e pastrovicchio non si possono assolutamente perdere: del primo ho iniziato ad amare gli intrecci delle storie non su topolino ma attraverso le varie ristampe, e posso dire che il suo topolino e le avventure in cui si ritrova, mi piacciono da morire, sono davvero storie meritevoli; pastrovicchio l'ho sempre adorato, dai tempi di pkna, e queste storie sono quanto di più simile al vecchio, glorioso pikappa, si potesse fare con i topi: ultracattivi, atmosfere dark che fanno un po' blade runner, robottoni e ipertecnologia. non ci sono i  viaggi nel tempo, e topolino non ha il mantello, ok, però secondo me se vi piace pk dovreste dare un'occhiata anche a darkenblot.

come accennavo sopra, al momento la serie si compone solo di sette episodi, tutti ristampati in questi due volumi della definitive collection. quindi, seguendo il calendario delle uscite, ad aprile o si anticipa il terzo volume di pippo reporter (ne parlerò tra due settimane! vi anticipo solo che al momento è la mia serie preferita ♥) oppure cominceranno le ristampe di una nuova saga (io accendo i ceri per doubleduck!)

*** gli altri post sulla serie:
fantomius - il ladro gentiluomo

lunedì 16 novembre 2015

il canto delle stelle

a un sacco di serie di fumetti tocca di ricevere pareri diametralmente opposti in quel gran marasma che è internet, con buona pace di chi si dispera cercando di capire se qualcosa vale la pena recuperarla oppure no.
io, ad esempio, ho ignorato il canto delle stelle per anni, visto che per anni ho sempre letto in giro che non è all'altezza di furuba, che è una mezza cagata.
quindi, visto che alla fine la serie l'ho recuperata e letta, mi sembrava giusto chiarire un po' in merito, a beneficio di chi ancora non sa decidersi a riguardo.
in effetti, di certo il canto delle stelle non è all'altezza di furuba, e non sarebbe poi tanto facile, visto che furuba è davvero un capolavoro, ma non è nemmeno mezza cagata, anzi, secondo me è una serie molto carina, che di certo però poteva svilupparsi meglio...

la trama è abbastanza banale: sakuya vive senza i genitori, in casa del suo scontroso cugino, lavora e va a scuola. ha un passato triste (se avete letto furuba sapete che con "passato triste" si intende una situazione disastrosa al limite della follia che solo la takaya potrebbe immaginare) che però non la scoraggia. sakuya sorride ogni giorno, si impegna in quello che fa, ha degli amici che le vogliono bene, è presidentessa dell'assurdo club gli amanti delle stelle: in pratica vive una vita normale come una ragazza normale. almeno fino al giorno del suo compleanno quando incontra chihiro. il ragazzo si è presentato a kanade come fidanzato di sakuya, mentre lei pensa che lui sia un amico del cugino. solo dopo i due scoprono che chihiro è un perfetto sconosciuto, ma sakuya è già mezza cotta: sconosciuto o no, le è bastato chiacchierare un po' con chihiro per rendersi conto che quel ragazzo riesce a comprenderla meglio di chiunque altro.
anche se sembra sparito, chihiro tornerà prestissimo nella vita di sakuya iscrivendosi nella stessa sua stessa scuola.
da questo momento la vita di sakuya e dei suoi amici, la psicotica ricchissima hijiri e il buon yuri, comincerà a subire parecchi scossoni emotivi, sopratutto a causa dell'atteggiamento di chihiro: dopo svariati numeri a chiedersi se non sia bipolare o abbia un gemello malvagio, ecco arrivare la spiegazione (tragicissima, ovvio) al suo modo di agire nei confronti di sakuya.

se i cliché da shoujo manga ci sono tutti, come sempre natsuki takaya allarga il concetto di amore anche agli affetti familiari e ai rapporti di amicizia, e lo fa con la sua solita dose di eventi e ricordi drammatici ai danni dei personaggi (non se ne salva uno, giuro, è peggio di una casa famiglia per minori abusati): genitori orribili che trattano i figli in modo devastante è il leitmotif della storia, senza contare i fraintendimenti, le incomprensioni non risolte, i tentativi di suicidio e un sacco di altre amenità.
c'è però, anche qui come in furuba, una cosa che mi piace tantissimo: la volontà di non arrendersi al dolore, alla solitudine, alla tristezza. chi è ferito torna a sorridere per vedere altri sorrisi intorno a sé, chi vorrebbe disperarsi, non perde la speranza, chi ha conosciuto l'odio e l'indifferenza, non smette di essere gentile e onesto. questo messaggio, retorico quanto volete, poco mi importa, è stato il motivo per cui ho adorato questa storia. c'è tantissima dolcezza e speranza e un sacco di altre belle cose tra le pagine de il canto delle stelle, tutta roba che ai cinici criticoni potrebbe non andar giù, ma io sono già stanca di vedere cinismo e grigiore dappertutto. quindi se vi va di inzuppare qualche fazzolettino di lacrimoni di commozione, prego, questo è il fumetto che fa per voi.

domenica 15 novembre 2015

nonostante tutto, restiamo umani.

non è facile riprendere a pubblicare recensioni di fumetti qui dopo tutto quello che è successo, non ci riesco così. vorrei scrivere qualcosa di intelligente, utile magari, in merito a quello che è successo, ma non mi viene fuori niente.
in fondo io sono una che chiacchiera a proposito di fumetti e poi forse non è questo il posto migliore in cui aprire discorsi di questo livello. allora ho pensato che potevo evitare tutto e ricominciare con i post, così, semplicemente, senza fare il gioco di chi vuole cambiare ogni nostra abitudine, anche la più piccola e insignificante.
però, come si fa a non dire nulla? come si fa a far finta di niente?

venerdì sera stavo smanettando davanti al pc, quando ho trovato per caso, su facebook, un link che parlava di sparatorie a parigi. ansia. panico. incredulità.
ho passato buona parte della notte davanti alla tv e al cellulare per cercare di capire cosa stava succedendo in quella città bellissima che mi ha incantata per pochi giorni e che rimane il mio sogno costante. ho provato angoscia, dolore per parigi e per tutte le altre città, per tutte le persone che subiscono in continuazione gli attacchi di questi mostri, e per chi, pur non entrandoci niente, viene infilato a forza nel gruppo dei cattivi.
mi è venuto fuori tanto schifo per gli sciacalli che sguazzano nelle tragedie per fare le loro ridicole campagne elettorali basate sull'ignoranza e la meschinità degli altri, incitando ad altro odio e chiedendo ancora guerra e violenza.
mi è salito lo sdegno a pensare che in fondo, questi pazzi disumani, li armiamo noi. e pensiamo a loro solo quando ormai è troppo tardi. o solo quando sono troppo vicini a noi o a qualcosa che interessa le nostre tasche.
e ho provato tantissima delusione per chi, in momenti come questo, sta a rompere le palle sulla necessità di mettere o meno il tricolore francese come immagine del profilo su facebook, o disquisisce di mode e altre minchiate. l'idiozia di tanti miserelli non riesce a farsi da parte nemmeno davanti a questo.
insomma ho passato il weekend a farmi il sangue marcio a pensare che, siamo sinceri, la gente fa schifo. senza speranza. semplicemente schifo.

ma mi è durato poco. perché per quanti miserabili ci siano sulla faccia della terra, ci sono anche persona meravigliose. a parigi, lo sapete, un sacco di gente ha accolto e aiutato chi fuggiva dai luoghi degli attentati. dappertutto ci sono state lacrime di dolore e commozione vere, sentite, a prescindere dal paese, dalla religione, da tutto.
anche qui, a palermo, a più di duemila chilometri di distanza, c'era chi accendeva candele o lasciava un fiore in memoria delle vittime parigine, e probabilmente delle vittime di ogni inutile crudeltà.

per quanto alcuni si stiano sforzando di rendere disgustoso questo mondo, la gentilezza, la bontà, la sincerità, il desiderio di pace e fratellanza, la necessità di aiutare chi ha bisogno, resistono.
nonostante tutto l'orrore, in fondo rimaniamo umani.
e sappiamo che è sempre una questione di resistenza, spesso anche solo mentale: non farsi piegare dalla paura, dalla bruttezza, dalla disperazione, dallo sconforto, dalla tristezza.
e per chi rimane umano, anche in mezzo a quest'inferno di idiozia, ignoranza e cattiveria, mi sento un po' orgogliosa di essere una persona.

venerdì 13 novembre 2015

der krampus

sono tornati i manticori anche quest'anno con un nuovo titolo, der krampus, presentato all'ultima edizione della manifestazione lucchese, e anche se - come sempre - io non c'ero, ho dovuto aspettare pochissimo per leggere questo volume (ancora una volta grazie mille ♥)


der krampus racconta tre storie, tre momenti in cui il mondo dei krampus e quello degli umani si incontrano e, inevitabilmente, si scontrano.
i krampus sono creature leggendarie del folklore alpino, mostri nati come spauracchio dei bambini durante le feste natalizie, ma vengono qui intesi in modo completamente diverso: figli della natura primordiale e della montagna, i krampus esistono dai tempi più antichi, dalla preistoria, hanno vissuto fianco a fianco con gli uomini, anche nei momenti più bui e difficili, in un eterno scontro per la sopravvivenza, fatto di paura e incomprensione.

che poi magari sono io, ma è questo quello che mi è arrivato da questi racconti: la nostra (nel senso di noi bipedi con pochi peli) incapacità di capire e vivere insieme a quello che ci sembra troppo grande, che ci fa paura. una riflessione su come distruggiamo in modo barbaro e stupido creature bellissime, fiere, regali, pensandole rozze e incivili quando siamo invece siamo noi che non riusciamo a comprenderle. ma anche il nostro modo di reagire davanti alle difficoltà: con violenza, con la smania di spazzare via tutto quello che non ci fa comodo nell'immediato.
la paura che viene dalla mancanza di accettazione, di empatia, di dialogo, con gli altri e spesso anche con noi stessi.

le dediche sulla mia copia di der krampus

le tre storie si collocano in tre momenti storici molto lontani tra loro: la prima - ambientata nel 3300 - 3100 a.c. - disegnata da anna ferrari e sceneggiata da brian freschi - nuovo arrivato nella tana dei manticori, che si è occupato dei testi di due storie e della prefazione - è ambientata nella preistoria, quando la differenza tra umani e krampus era ancora più labile: diversi nell'aspetto, entrambi vivevano cercando di proteggere le loro famiglie, i loro clan, raccontavano, con i graffiti tracciati nelle loro grotte, la loro storia, la loro lotta con gli umani, esattamente come succedeva nelle grotte dei nostri progenitori. era il momento in cui si potevano cambiare le sorti delle due specie, in cui si sarebbe potuto stringere un silenzioso patto di alleanza. ma la storia, si sa, non si fa con i se e con i ma.
forse l'episodio che mi è piaciuto di più, molto forte anche se amaro. bellissimi come sempre i disegni di anna, se la incontrassi le chiederei di disegnarmi mezzo mondo animale (quindi cara anna spera che non capiti mai!), vado pazza per come disegna, sopratutto quando si tratta di grossi bestioni pelosi (e di quelli piccoli e con i musini teneri, ne ho beccato uno e sono andata in brodo di giuggiole per mezz'ora! giuro!). e belli anche i testi di brian, che hanno saputo creare l'atmosfera giusta per raccontare qualcosa di tanto drammatico. bel colpo per i manticori!

la seconda storia - 1348 d.c. - è scritta e disegnata da ivan lodi, che mi ha davvero fatto ridere di cuore, nonostante ci si trovi in un momento decisamente poco divertente: infuria la peste, la gente muore a carrettate e anche i krampus non se la passano tanto bene, visto che mangiando i topi che portano la malattia, vanno morendo anche loro. solo uno di loro sembra rendersi conto del pericolo, e si mette in contatto con l'unica che può aiutarlo a salvare il suo popolo, una vecchietta col potere di comprendere il linguaggio animale - cosa che può sembrare figa fino a quando non scoprite di cosa amano parlare le dolci bestiole del bosco. in cambio del suo aiuto, il krampus le offre un oggetto che sembra essere molto prezioso e che si intuisce possa essere stato un primo e ormai perduto pegno di pace tra uomini e krampus.
ivan riesce anche questa volta a scrivere e disegnare una storia comica senza abbandonare l'atmosfera cupa della vicenda, placa un attimo la tensione accumulata con il primo episodio, dandoci il tempo, brevissimo, per tirare un sospiro di sollievo prima di spostare di nuovo l'attenzione sulla tragica storia dei krampus.

l'oggetto che abbiamo visto tra le mani della strega torna anche nel terzo episodio, disegnato da lorenza de luca e di nuovo sceneggiato da brian freschi, ambientato durante la seconda guerra mondiale, nel 1945 d.c., più precisamente tra le fila della resistenza italiana. tre partigiani, giovanissimi, stanno cercando di mettere in salvo la pelle, quando, in un rifugio di fortuna, si imbattono proprio in un krampus...
i disegni a matita di lorenza diventano sempre più belli (è migliorata tantissimo in questi anni, provate a fare un confronto tra sindrome e questo volume qui!) anche se questo è l'episodio più misterioso (per me almeno...) di tutti: come è arrivata la statuetta del krampus fin qui? e quale mistero nasconde realmente?

dopo i tre episodi c'è una bellissima raccolta di illustrazioni di vari artisti, una galleria di personaggi del folklore italiano ed europeo di spiriti, incubi, streghe e mostri, tutti con la loro storia.

ancora una volta i miei complimenti per il bellissimo lavoro al gruppo manticora, ormai il mio appuntamento fisso per ogni lucca comics... aspetto con ansia il prossimo anno già da adesso! e se voi non avete ancora letto i loro albi, fatevi un giretto qui!

mercoledì 11 novembre 2015

monster allergy ~ episodio 30

dieci anni fa usciva l'ultimo numero di monster allergy, poi la tunué, come sapete, ha comprato i diritti della serie, tirato fuori una mega ristampa (divisa un due mega volumoni, il primo contenente gli episodi 1-15, il secondo 16-30) e pubblicato l'episodio finale che avrebbe dovuto essere quello veramente conclusivo.

perché quell'avrebbe dovuto?
perché qui, secondo me, non si conclude nulla. e non credo che - sopratutto visto chi ha scritto questa storia - vogliano veramente bloccare la serie qui.
ma per spiegarvi tutto per bene devo fare il punto della situazione.
per leggere quello che c'è scritto qui sotto vi toccherà evidenziare con il mouse, perché ci sono mega mega spoiler, e io non voglio rovinare la lettura a nessuno.
se decidete di leggere quello che ho nascosto sappiate che vi brucerete il finale della vecchia serie e tutto il nuovo episodio. siete avvisati.


nell'episodio 29 zick perdeva il suo dom per salvare elena. per questo diventava incapace di vedere i mostri e ovviamente non era più un domatore.
nell'episodio 30 troviamo elena adulta, frequenta l'università, continua a fare la rifuggiatrice, anche se un po' a modo suo, fino a quando riceve la visita di bombo, che le chiede di andare ad aiutare zick. eppure per tutto questo tempo, quello che era stato il suo migliore amico e compagno di tante avventure, non le ha mai risposto a una lettera, né ha fatto una telefonata. è semplicemente sparito, e elena non l'ha presa troppo bene.
però se bombo dice che è grave... insomma, elena ritrova uno zick undicenne, tale e quale a quello che aveva lasciato prima del suo trasloco: la perdita del dom ha causato l'arresto della crescita, zick si è isolato per tanto tempo e sopratutto non ha voluto farsi vedere così dalla sua amica.
ma se tutto dipende dal non essere più un domatore, la soluzione è semplice: recuperare quel potere, e l'unico posto in cui farlo è il cimitero dei domatori, lì dove il dom, scomparso il suo proprietario, riposa in attesa di poter essere di nuovo utilizzato.
il dom di zick però non si trova lì, si è disperso durante l'ultimo scontro, così il nostro adorabile creatore di casini immani, sceglie un altro dom, uno che ispira davvero pochissima fiducia. diventa immediatamente coetaneo di elena, ci regala un paio di vignette che hanno riempito di gioia il nostro cuoricino di fangirl e amen.
a questo punto la domanda è solo una: come si può pretendere che questo sia un finale? col cavolo che così si finisce! questo è l'inizio perfetto per una nuova serie! zick ed elena di nuovo insieme (e tutti a shipparli, ovvio), zick è di nuovo un domatore e per di più ha il dom di qualcuno che non sappiamo chi sia stato ma di certo doveva essere qualcuno di particolare... e decisamente inquietante! io voglio assolutamente sapere cosa succederà adesso, di chi era quel dom, cosa faranno adesso zick ed elena... oddio sto sbarellando!
quindi forza, tirate fuori l'annuncio di una continuazione e rendeteci felici!

ora per quanto tutto questo sia bellissimo, emozionante, nostalgico (la foto di sfruscio invecchiato! mamma mia, le lacrime agli occhi!), eccitante eccetera, tunué mi ha delusa totalmente dal punto di vista dell'edizione. questo episodio 30, dal costo di 5 euro!, è un minilibrettino con la copertina leggerissima e persino più piccolo dei vecchi albi.
insomma, potevano quantomeno stampare un volumetto della stessa dimensione degli altri ventinove!

l'edizione è praticamente uguale a quella del volumino aspettando monster allergy, con il piccolo particolare che quello è un affarino che nulla aggiunge alla serie, con un paio di pagine in cui zick ed elena fanno - a modo loro! - un riassunto della vecchia serie, e le mappe dei luoghi in cui si svolge la storia. un gadget più che altro, una roba da fan che è carina e che in fondo costa solo un euro... ma cosa costava fare qualcosa di un pelino migliore per questo così atteso numero 30? vero è che puntano tutto sulla ristampa, vero è che l'episodio 30 è stato stampato solo per i vecchi fan, però sforzarsi un pelino di più non era male!

insomma, in definitiva, se avete tutta la vecchia serie (o se riuscite a comprarla usata a poco prezzo), comprate assolutamente questo numero 30, l'edizione è veramente miserella, ma il contenuto è è è... troppo!

lunedì 9 novembre 2015

snoopy and friends - il film dei peanuts

vi dico solo questo: snoopy and friends se la gioca con inside out.


tenete ovviamente conto che chi lo scrive è alla soglia dei trent'anni e adora i peanuts. perché in sala (deserta, sarà che ci siamo andati di sera?) c'erano giusto tre bambini, e a un certo punto uno di loro ha esclamato questo film fa schifo. ovviamente io non riesco a credere che sia vero, nessuno sano di mente può pensare che i peanuts facciano schifo e ho giustificato la cosa pensando che il bambino in questione fosse esageratamente rincoglionito da peppa pig et similia, ergo affanculo. però ci tengo a precisare che non so quanto possa essere apprezzato dai bambini.
ma chissene, tanto io figli non ne ho (e se li avessi non bestemmierebbero mai così, figuriamoci).
stiamo divagando.

dopo mesi e mesi di attesa, snoopy and friends soddisfa appieno le aspettative, catapultandoci fin dai primi secondi, nell'atmosfera delle storiche strisce: c'è linus con la sua copertina, c'è sua sorella lucy, antipatica come sempre e come sempre innamorata di schroeder, che dal canto suo non si stacca dal pianoforte (l'inizio del film mi ha fatto ridere da morire!), ci sono tutte le noccioline più famose, patty, violet, pig pen, frida, marcie, piperita patty... ma sopratutto c'è charlie brown, con le sue ansie, le sue paure, le sue sfighe, gli aquiloni e gli alberi mangia-aquiloni, e c'è snoopy, il bracchetto dai mille volti con il suo fidato e inseparabile amico woodstock. c'è tutto questo e c'è molto altro, non manca lo sportello di aiuto psicologico di lucy, il grande cocomero, le brillanti trovate commerciali di sally e i siparietti tra marcie e piperita patty, ma non è, come potrebbe sembrare da un elenco simile, un accrocchio di varie scenette, bensì tutto segue un'unica trama ben precisa: è arrivata una nuova bambina, una ragazzina dai capelli rossi, e charlie brown ha il cuore e il cervello in pappa! farà di tutto per farsi notare, per non essere sempre il solito povero charlie brown; mentre il suo fedele amico snoopy, noto anche come asso della prima guerra mondiale, vivrà avventure emozionanti in dolce compagnia...

insomma, da fan dei peanuts posso dire solo che questo film è molto meglio di quanto potessi immaginare! è stato divertente, mantenendo quell'umorismo sempre intelligente e mai banale tipico dei vecchi fumetti, mai noioso, ha dato gioia alla parte più nostalgica di me che sperava di rivivere le emozioni delle vecchie strisce al punto che, bisogna ammetterlo altrimenti poi il misterioso recensore mi sputtana, è uscita anche una lacrimuccia. e sono tornata a casa con il sorriso stampato in faccia che non è passato per ore e ore. non smettere di sognare charlie brown, non smettere di crederci, non smettere di provarci. sogna in grande e non ti preoccupare se il tuo sogno può sembrare piccolo. io prendo appunti e cerco di diventare un po' più charlie brown.

a me poi è anche piaciuto molto il restyling in 3d, questa nuova versione grafica, nonostante sia molto più moderna, non tradisce lo stile di schultz: le espressioni, le animazioni, i gesti, tutto richiama i vecchi cartoni e le vignette, rendendosi allo stesso tempo più appetibile anche alle nuove generazioni, anche a chi magari i peanuts non li conosce proprio, e più in generale, si allinea perfettamente alle più recenti produzioni in fatto di animazione.
in definitiva è un capolavoro! quindi andate a vederlo immediatamente!

venerdì 6 novembre 2015

il ladro di libri

prima me l'avevano consigliato, poi ha vinto il gran guinigi insieme a il porto proibito - che io ho adorato follemente - poi me lo sono trovata davanti alla feltrinelli con il bollino -25%.
insomma, gridava dai clacca comprami. e che dovevo fare?
che poi ultimamente ho un c*lo pazzesco con gli acquisti. anche la roba comprata d'istinto si è rivelata davvero meritevole, e pure il ladro di libri è rientrato a pieno titolo nella categoria oh ma che figata. sarà che l'ambientazione e le tematiche mi piacciono parecchio, sarà che porta, in modo divertente, a riflessioni sulle quali mi piace sbattere la testa già da un po' (arrivando anche a infilarmi in discussioni infinite nei momenti e con le persone meno opportune), però mi è piaciuto davvero tanto, e ve lo consiglio appassionatamente.
(ah, informazione di servizio: c'è il 25% su tutto il catalogo coconino fino al 15 novembre)


daniel brodin è il tipico studentello senza un soldo in tasca, pieno di ambizioni artistiche e letterarie e con una personalità da calzino spaiato, un inutile nessuno che pensa di voler diventare famoso come qualsiasi altro idiota pensi che l'arte si faccia solo per sentirsi dire uh bravo.
ama i libri fin da quando era bambino, li ama in modo appassionato, più della vita reale, e questo lo porta spesso e volentieri a rubarli. anche se bisogna dire che il nostro caro signor brodin è tanto bravo a rubare tanto quanto io so giocare a tennis. ed è proprio durante una fuga da un libraio che non vuole saperne di far finta di niente e lasciarsi derubare, che daniel incontra gilles e linda, due personaggi abbastanza sopra le righe, dediti ad alcol e droga tanto quanto alla poesia e all'arte intesi come rivoluzione e ribellione alla società borghese e conformista.
eppure daniel fino a ora non ha fatto altro che cercare di emergere in quella società borghese e conformista, del quale lo affascinano tanto gli oppositori, arrivando a spacciare per sue delle poesie italiane pur di farsi pubblicare e avere successo.
ma quando gilles e i suoi amici lo fanno entrare nel loro gruppo, e nel frattempo la società bene sta per ammetterlo nell'olimpo degli artisti, cosa deciderà di fare il nostro piccolo opportunista?
l'immediato successo letterario, i salotti, le pubblicazioni, oppure la vita da dissidente, le follie surrealiste?
daniel è una personcina piccola, inetta e sopratutto inconsapevole della sua vera essenza, invischiata in uno dei più importanti momenti per la cultura francese ed europea: è l'epoca di sartre e dell'esistenzialismo, del surrealismo, ma è anche il momento storico in cui fauvismo, espressionismo, decadentismo sono già storia, e per stupire, per emergere, bisogna superare quello che è stato, creare ancora più scandalo di quanto non si sia già riusciti a fare, scioccare e provocare ancora di più. come riuscirà uno come brodin a lasciare impresso il suo nome nella storia?

il ladro di libri è divertente e intelligente, ci porta davanti a scene a volte comiche, a volte grottesche. il punto di forza di questo libro è che l'inettitudine e la goffaggine, anche culturale e mentale, di brodin non portano mai al lettore una sensazione di amarezza o di pesantezza: in fondo il povero daniel fa ridere e di cuore, non gli si può voler male. brodin e le sue avventure disastrose sono uno spasso, un modo leggero per intrufolarsi nell'ambiente culturale forse tra i più intensi della modernità e per porsi le solite, irrisolvibili domande sull'arte, sulla sua essenza e sul suo obiettivo.
bravissimo alessandro tota - del quale spero di poter recuperare altro al più presto - alla sceneggiatura e bravissimo pierre van hove, il cui tratto - non troppo pulito e di certo non tra i più graficamente accattivanti che possiate trovare in giro - si sposa alla perfezione con la vicenda.

mercoledì 4 novembre 2015

disney definitive collection ~ fantomius - il ladro gentiluomo

non ho mai scritto nulla su questa bellissima nuova iniziativa panini/disney, eppure è già uscito il settimo numero della collana... mi sembra doveroso recuperare!

disney definitive collection è una delle migliori collane degli ultimi tempi, una di quelle robe che i lettori di topolino sognavano da anni e che panini ha reso reale: una collana contenitore dove vengono raccolte in monografico, le migliori saghe d'autore pubblicate su topolino, a un prezzo basso e con un ottimo formato; i volumi contengono anche interviste agli autori e alcuni bozzetti, escono ogni due mesi, alternando i vari titoli, e costano 3,90€, per cui non ci sono scuse per perderseli.

attualmente i titoli pubblicati sono quattro: fantomius, darkenblot, pippo reporter e tutti i milioni di paperone. speravo tanto che a lucca dicessero qualcosa su altri possibili titoli che avrebbero potuto far parte della serie, sopratutto speravo in doubleduck, ma ancora non ci sono notizie...

in ogni caso, volevo scrivere due paroline su ogni serie perché è davvero una collana meritevolissima e molto interessante, sia per i lettori di topolino, ma sopratutto per chi, come me, queste serie se l'è perse alla prima pubblicazione.

cominciamo proprio con fantomius!

 

scritta e disegnata da marco gervasio, le straordinarie avventure di fantomius - ladro gentiluomo, è una saga ambientata nella paperopoli degli anni venti, e ha per protagonista il famoso ispiratore di paperinik, lord lamont john quackett, nobile e ricco, si nasconde dietro la maschera di fantomius più per spezzare la monotonia della vita mondana e per prendersi gioco dei suoi pari che, ovviamente, per necessità.

il ladro gentiluomo viene nominato per la prima volta nel 1969 in paperinik il diabolico vendicatore, sceneggiata da guido martina su soggetto di elisa penna e disegni di giovan battista carpi, storia famosissima nella quale paperino scopre a villa rosa tutti i marchingegni segreti e i diari di fantomius e indossa per la prima volta i panni di paperinik.
anche nelle storie successive, fantomius viene sempre solo citato, o al massimo impersonato da altri personaggi, e per poterlo vedere finalmente all'opera e conoscere le sue imprese, bisogna aspettare proprio la saga di gervasio, pubblicata inizialmente su topolino dal 2012.

ambientata durante la belle époque, la saga di fantomius ci presenta un ladro "rivoluzionario", che ruba un po' per divertimento, visto che le sue vittime sono sempre abbienti signorotti e riccastri che lo annoiano mortalmente, un po' per aiutare chi più ne ha bisogno, donando loro parte dei "guadagni" delle sue imprese. come lord quackett si presenta impacciato e goffo, lo stereotipo del ricco viziato ma incapace, mentre ovviamente sfodera tutte le sue migliori qualità quando indossa il costume di fantomius, un po' come don diego e zorro. aiutato dalla bellissima dolly paprika, nome d'arte di dolly papera, anche lei facente parte dell'élite della paperopoli bene e da copernico pitagorico, antenato del più famoso archimede, e dalle sue incredibili invenzioni, congegni e travestimenti, fantomius mette a segno uno dopo l'altro furti impossibili, sfuggendo sempre al commissario pinko, ai suoi agenti e persino a hercule paperot, investigatore belga trasferitosi a paperopoli proprio per acciuffare e smascherare il famoso ladro.

gli immancabili stivaletti a molla!

oltre ai riferimenti più evidenti come quelli che hanno ispirato alcuni personaggi, fantomius che si rifà a fantomas e arsenio lupin, dolly paprika che ricorda un po' catwoman, hercule paperot che è chiaramente un riferimento ad agatha christie e al suo ispettore poirot, e infine l'assonanza pinko/ginko (l'ispettore nemico di diabolik) nelle varie storie della saga troviamo un sacco di riferimenti letterari (abbiamo visto le citazioni a personaggi famosi della letteratura), e cinematografiche, che rendono le storie, già belle di per sé, ancora più godibili e divertenti.

da recuperare assolutamente, nella speranza poi che esca un volume con le quattro storie "fuori saga", uscite su topolino prima dell'inizio della serie stessa. intanto in questi due volumi ci sono le prime otto storie: il monte rosa, l'evasione di fantomius, fantomius a bordo, brutfagor, silenzio in sala, la maledizione del faraone, l'ottava meraviglia del mondo, fantomius sulla neve. la serie non è conclusa su topolino, ed è già presente il materiale per almeno un altro volume, che dovrebbe uscire - secondo l'attuale calendario "interno" della collana - a febbraio 2016.

lunedì 2 novembre 2015

lucca 2015 ~ riassuntone degli annunci

questa volta ho deciso di dividere gli annunci fatti a lucca non più per casa editrice ma per livello di gradimento della sottoscritta. quindi in definitiva aspettatevi un post pieno di considerazioni fuffose. ho cercato anche di mettere più informazioni utili possibili... e poi c'è yotsuba che mi aiuterà nell'impresa.
che inizi il riassuntone!


iniziamo da disney: nel 2016 uscirà una nuova serie di ristampe, simile a uack, ma dedicata a più autori, il primo sarà proprio don rosa. non è l'opera omnia come richiesto, ma magari è un buon modo per cominciare.
verrà concluso anche x-mickey, del quale mi auguro facciano una ristampa a fascicoli (non so voi, ma a me ne mancano pochissimi), ma non si sa nulla in merito. volendo potrebbero terminarlo anche su topolino, eh...
edit su x-mickey: entrerà nella collana legendary alla fine di wizard of mickey sempre nel 2016. non ho capito bene se sarà una ristampa, una ristampa più conclusione o solo nuovi episodi. sapremo a tempo debito.
per quello che riguarda mickey mouse mystery magazine, potrebbe, e sottolineo potrebbe, esserci una continuazione. non è stato detto esplicitamente, ma l'hanno lasciato intuire. in ogni caso sicuramente dipenderà da come va la ristampa.
ci sarà anche una nuova storia di enna/celoni, a concludere la trilogia horror iniziata con lo strano caso del dr. ratkyll e di mr. hyde e dracula di bram topker.
inoltre, francesco artibani ha dichiarato in un'intervista a topolino.it che la prossima primavera, per il ventennale di pk, uscirà una nuova storia scritta da lui.
edit: ci sarà anche una ristampa di dracula con lo stesso formato dei cartonati della deluxe edition (e niente per me, ho la vecchia edizione monografica e mi tengo quella). ovviamente alla collana di cicciofigate si aggiungerà anche l'isola del tesoro, di radice/turconi, e quella non me la perdo per nulla al mondo, anche se ho la storia su topolino.
e poi, dopo la pink edition presentata proprio a lucca, ci saranno anche la sunny e la green, anche se non si sa ancora a quali autori saranno dedicate.

tra gli annunci bao publishing, per me al momento è sicura solo la non-sorpresa kobane calling, di zerocalcare, di cui qualche tempo fa si era già parlato e che, se la memoria non mi inganna, dovrebbe uscire ad aprile. ho già letto gli episodi usciti su internazionale, ma ci tengo ad avere il volume (e vorrei tanto recuperare tutto il resto di zerocalcare, diamine!, ho solo dimentica il mio nome...)

ringrazio tantissimo j-pop di aver annunciato solo il solito inferno di cazzate e gp e goen di non aver proferito parola ♥ (notare che queste vanno sotto la dicitura notizie bellissime, ormai ho il panico che acquistino i diritti di qualcosa che mi interessa).
circa akagami no shirayukihime, annunciato a gennaio 2013, hanno detto:
Questo è uno di quei titoli che abbiamo annunciato anni fa con un 99% di sicurezza. Il titolo ha acquistato improvvisa popolarità portando l'editore a voler rivedere i termini del contratto portandoci in una situazione di impasse. Al momento siamo quindi in stallo e non possiamo nè confermare nè confutare che il titolo venga effettivamente pubblicato da noi.
il che, se abbiamo fortuna, potrebbe voler dire che i giapponesi o sono schifati quanto i lettori italiani del loro ridicolo modo di lavorare e temono interruzioni, o più semplicemente preferiscono, per questioni di immagine magari, dare il titolo a un'altra casa editrice più valida, che a questo punto è planet manga o star comics. in tal caso, io farei i salti di gioia!
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molto probabilmente a settembre 2016 prenderò il volume di omaggi di vari autori dedicato ai peanuts (panini comics), nella speranza che il prezzo non sia spropositato.

star comics ha fatto la solita deludentissima conferenza di cui non mi interessa quasi nulla a parte hatsu haru, unico shoujo annunciato, nulla di incredibile ma pare carino, mi piacciono molto le storie d'amore viste da lui. e mi ha fatto venire voglia di provare anche accanto a te (è della stessa autrice, non l'ho mai letto perché è gp e non volevo correre il rischio di trovarmi con un'altra serie interrotta...). sono 5 volumi in corso, ma comincerà a settembre, per cui c'è tempo...
molto molto in forse le due miniserie i bambini che inseguono le stelle (viaggio verso agartha e il ragazzo di agartha), hanno dei disegni carini e sopratutto il primo sembra una lettura piacevole, il fatto che siano pochi numeri (tre e due rispettivamente) aiuta pure, ma mi sa che deciderò quando usciranno.

bao publishing ha annunciato diversi titoli, tra cui nimona, di noelle stevenson, sul quale devo informarmi, e odio favolandia, che non so, mi ispira poco... cioè, non lo scarto a priori giusto perché è skottie young, ma molto probabilmente non prenderò.

unico titolo planet manga che terrò d'occhio è one week friend, non lo conoscevo ma ha dei disegni adorabili e una storia che sembra carina, oltretutto è completo (sette volumi totali), e uscirà anche in edicola a partire da aprile.
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le serie star comics presenta e i graphic novel della star in generale, di cui trovate tutti i dettagli qui. scarsissimo interesse anche per i graphic novel e le varie serie di panini comics, qualche voglia di leggere la roba dedicata a star wars ce l'avrei, ma è davvero troppo poca rispetto ai soldi che dovrei spenderci e sopratutto rispetto al fatto che dovrei capire almeno da cosa iniziare...

come dicevo sopra, conferenza di star comics deludentissima. so che molti saranno contenti della nuova edizione di rough, ma adachi mi ha sempre delusa ogni volta che ci ho provato, per cui amen. per il resto è il solito tripudio di shounen e di seinen tutti demoni, mostri, horror vario ed eventuale. insomma, si passa alla grande.

bao ha tirato fuori un sacco di titoli per il prossimo anno di cui personalmente mi interessa praticamente nulla, ma magari qualcuno di voi sarà contento, per cui, ecco il listone: acqualung (il webcomic, che sarà comunque completato online e leggibile quindi gratuitamente), fight club 2 di chuck palahniuk e cameron stewart, ristampa di john doe in sei volumi (raccoglieranno i primi 24 numeri), il papà di dio, di maicol e mirco, pazienza di daniel clowes, plutona e roughneck di jeff lemire.

planet manga ancora più deludente di star: tra horror, mistery, spin off di roba che non ho mai seguito e non mi interessa seguire, è stata solo una lunga serie di nonono... e pensare che da loro mi aspettavo gli annunci più interessanti! vorrei solo informarmi un po' meglio su lupin, adoravo l'anime, ma non ho proprio idea di come sia il manga...

come accennato sopra, continuerò a non acquistare nulla da j-pop e senza nessun rimpianto. i loro annunci non mi interessano completamente.
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la botta più pesante me l'ha data proprio bao publishing, da cui sto aspettando da mesi notizie dei nuovi fumetti peanuts. avevano promesso sorprese per l'uscita del film, e l'unica sorpresa al momento è che non c'è nulla in programma.
idem per billy nebbia, nessuna notizia circa la pubblicazione degli altri volumi della serie... sigh!

drammatico anche il fatto che tra planet manga e star comics abbiano annunciato un solo shoujo! uno solo! ok, ce ne sono tantissimi appena iniziati (re re hello, rainbow days, shooting star lens, marmalade boy little, e tra poco uscirà anche romantica clock che non vedo l'ora di provare, dolce primo amore che quasi quasi un pensierino ce lo faccio, più altra roba che non mi interessa tanto), però speravo in qualcosa di nuovo per il prossimo anno...

flashbook e goen niente conferenze, un po' mi spiace per la prima, per la seconda chissene, tanto il 90% di quello che annunciano o non viene mai pubblicato o lo pubblicano per interromperlo/ritardarlo dopo il primo numero o giù di lì. j-pop e gp sono il male, a meno che non concludano una serie o pubblichino volumi unici non mi interessano proprio, quindi quasi non li considero nemmeno. spero che sta gente prima o poi impari a fare bene questo lavoro o se ne inventi un altro. ovviamente hanno bofonchiato le solite scuse ridicole circa le serie interrotte, dicendo di voler proseguire con almeno due volumi all'anno. ci credo poco.

mi aspettavo che qualcuno rivelasse di avere i diritti di macanudo (tempo fa avevo scritto sulla pagina di double shot per avere informazioni e mi hanno detto che i diritti di macanudo sono scaduti e sono stati comprati da un'altra casa editrice, ma non sapevano quale) e che dicesse qualcosa circa la sua prossima pubblicazione, invece niente, non se n'è saputo nulla di nulla. questa cosa mi intristisce tantissimo! era praticamente la cosa in cui più speravo per queste conferenze!

e quindi anche quest'anno posso scordarmi spica di chica umino, chihayafuru, living in a happy world e le altre opere di maki usami, manco a dirlo niente shimizu né yoshida... non ho proprio idea di quando e se si avvereranno questi desideri...
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e quindi il solito carico di spaesamento da aspettative deluse e beh poteva essere meglio che praticamente mi assale a ogni fiera dopo le conferenze. disney a parte, c'è davvero pochissimo che mi interessa. che sia la volta buona che io riesca a smaltire un po' di roba tra serie arretrate e wishlist?
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