domenica 30 agosto 2015

il porto proibito

recensire un bel fumetto non è mai una cosa facile. perché si rischia di essere banali, o di dire troppo, o troppo poco. recensire un capolavoro assoluto come il porto proibito per me è motivo di panico da mesi. come posso riuscire a rendere la meraviglia che ho provato pagina dopo pagina, come faccio a riassumere tutte le emozioni provate durante la lettura?
non ci riuscirò. e non lo dico per modestia, finta o meno che sia, ma perché davvero penso che il porto proibito sia una delle più belle letture degli ultimi anni. o di sempre. non esagero se dico che dal reparto mentale libri bellissimi, l'ho messo in quello tesori (anche perché la mia copia ha un disegno bellissimo e una storia strana dietro, ma non divaghiamo troppo).


è l'estate del 1807 e abel è un naufrago. sa solo queste due cose: il suo nome e il fatto che per un qualche motivo si ritrova sperduto lontano dalla sua patria. viene accolto a bordo dell'explorer, della marina di sua maestà, da william roberts, primo ufficiale temporaneamente al comando della nave. il vero comandante dell' explorer, stevenson, è sparito dopo aver tradito il suo equipaggio, ucciso le sue stesse guardie e trafugato il tesoro recuperato dagli spagnoli, con i quali è plausibilmente alleato.
nonostante non ricordi nulla del suo passato, abel sembra riuscire a cavarsela bene in mare, e si attira le simpatie di roberts, che al ritorno in patria gli suggerirà di prendere alloggio alla locanda gestita proprio dalle tre figlie di stevenson.
da questo momento la vicenda inizierà a prendere strade contorte che dalla locanda lo condurranno fin davanti rebecca, la bellissima e misteriosa tenutaria del pillar to post, uno dei personaggi più indimenticabili che si possano incontrare in un libro.
attraverso la poesia, i libri, la storia della sua infanzia, dei suoi sbagli e del suo solo amore, rebecca svelerà ad abel più di quanto la sua memoria non
potrebbe spiegargli, la più sconvolgente e incredibile delle realtà.

un altro personaggio, il capitano nathan macleod, accompagnerà abel nel suo secondo viaggio, quello che lo condurrà a scoprire la verità su quanto successo prima del suo ritrovamento da parte di roberts. e non soltanto. lui è l'unico amore di rebecca, a lui il destino affida prima abel e poi le figlie del capitano stevenson. a lui è dato il compito di raccontare la verità, di ricordare, di consolare e di continuare ad amare. c'è da farsi scoppiare il cuore a pensare a nathan. ma non voglio dire altro, non cercate nulla che vi riveli la trama di questa storia prima di leggerla.

il lavoro di teresa radice e stefano turconi insieme è perfetto. la trama, gli intrecci, i dialoghi, la regia, i personaggi, i paesaggi, il disegno, le citazioni, tutto è esattamente come deve essere. perfetto. (e anche l'edizione, manco a dirlo, è bellissima!)

io chiedo perdono per il mio scarso tentativo di scrivere qualcosa di sensato e vi invito a recuperare questo libro se non l'avete ancora (tanto per dire, fino al 23 settembre i libri bao sono in sconto praticamente ovunque... non avete scuse!) perché se ve lo perdete, perdete un capolavoro.

venerdì 28 agosto 2015

quando c'era marnie

anche quest'anno abbiamo approfittato dei miseri tre giorni di programmazione (beh, mica poi tanto miseri, considerando quanta poca gente c'era in sala mi sa che avanzano pure...) per vedere l'ultimo film dello studio ghibli, quando c'era marnie.


personalmente avevo - non so esattamente grazie a cosa - altissime aspettative su questo film, aspettative che nel corso della visione andavano crescendo e che alla fine sono crollate quando ci si è avvicinati al finale.

la storia parte da un presupposto abbastanza semplice: la protagonista, anna, è una ragazzina timida e insicura, incapace di instaurare rapporti d'amicizia con i suoi coetanei, appassionata di disegno, orfana, adottata, priva di un briciolo d'autostima e - perché non ci facciamo mancare nulla - malata d'asma. per cercare di alleviare un po' il suo problema, la zietta - ovvero la madre adottiva - la manda a trascorrere le vacanze estive in campagna, a casa di alcuni parenti che vivono ormai senza figli.

nella bucolica campagna giapponese, le cose per anna sembra non cambino poi molto. sempre chiusa, evita di incrociare lo sguardo degli altri, passa il tempo a disegnare e a girovagare da sola.
si ritrova così a scoprire una villa costruita proprio davanti a un immenso acquitrino, una lussuosa abitazione che si dice sia abbandonata da anni.

incuriosita dalla villa, che a volte le appare abitata e illuminata, anna continua a cercare di scoprirne il mistero, ed è così che incontra marnie, una ragazza della sua età con la quale stringe un fortissimo legame di amicizia.


da questo momento la storia prende una piega via via sempre più avvincente, in un continuo intrecciarsi di sogno e realtà che rendono la figura di marnie ancora più misteriosa: chi è veramente? e perché è così legata ad anna?

ora non voglio aggiungere altro circa la storia, vero è che ormai la programmazione al cinema è finita, ma magari qualcuno vuole vederlo in dvd, e non mi pare il caso di svelare nulla, visto che almeno io non avevo assolutamente immaginato che sarebbe andata a finire così.

però devo ammettere che durante tutta la seconda parte del film, il mio cervellino correva come un pazzo dietro un sacco di plausibili trame: reincarnazione, sogno, realtà parallele, animismo... ma assolutamente mai avrei immaginato quello che poi davvero è, e che un pochinino mi ha lasciata tipo... così: °_° (scusate la faccina, ma non so spiegarvelo a parole).
non è stata proprio delusione, solo che, dopo tutto quel crescendo di emozioni e mezze intuizioni, mi aspettavo qualcosa che mi facesse urlare ommadonnacheflash e invece niente.

alla fine direi che è un film molto carino. e niente di più.
personalmente ho trovato mooolto più apprezzabile la collina dei papaveri o la principessa splendente.

martedì 25 agosto 2015

Rughe di Paco Roca

Di solito, molto di solito, quando trovo un libro, un volume, un albo pluripremiato, osannato e chi più ne ha più si accinga a metterne, sono propenso a lasciarlo sullo scaffale in cui si trova. Repulsione spasmodica mi batte dentro, come se ciò che mi si propinasse fosse proprio peste bubbonica, lebbra o, più semplicemente, qualcosa che potrebbe solo essere deludente e non all'altezza delle aspettative.
Sono fatto così.

Potete ben capire come sia stato difficile per me tenere per le mani proprio Rughe di Paco Roca.

Considerato un capolavoro del fumetto contemporaneo, questo graphic novel di mano spagnola, edito da Tunué, già dal 2007 incassa premi come miglior fumetto e miglior sceneggiatura prima in Spagna e di seguito proprio in Italia. 

Mi viene da chiedermi, scetticamente, è davvero tutto così meritato? Di certo, sfogliandolo velocemente potrebbe non attirare molto, con la sua colorazione a tinte piatte, tra il giallo, il celeste e il verde, tutti piuttosto spenti: si ha subito l'idea di un ambiente smorto, incupito. Per cui bisognerebbe superare quest'attimo di titubanza prima di immergersi seriamente nella sua lettura e nel capire il perché della scelta di questo tipo di colorazione. Superato questo scoglio iniziale (che ammetto, magari potrebbe essere solo una mia personalissima paturnia), se ne resta seriamente sorpresi e spiazzati al contempo, tanto la lettura tenda ad essere particolare e impossibile da tralasciare.

Non è per niente un fumetto semplice, a mio avviso, sebbene la storia sia narrata in modo scorrevole e sia pervasa da un umorismo sottile e piacevole; gli argomenti che vengono sciorinati lungo tutta la storia creano un misto di sensazioni contrastanti, che vanno dalla tristezza alla commozione, dal sorriso divertito al sorriso amaro, dalla lucida consapevolezza della realtà di cui facciamo parte all'oblio. È una disarmante nonché inevitabile lotta silente, una sfida che si presenta in maniera subdola e dalla quale non si può fuggire: il corpo invecchia, la mente invecchia.
Cosa succede se a questo si aggiunge l'ipotesi certa di una patologia come l'alzheimer?
«chiamateci maggiori poiché solo viviamo di dolori» o, ancora meglio, «chiamateci maggiori perché non possiamo muoverci senza tremori.»

I peggioramenti di Emilio, il protagonista, inducono il figlio a rinchiuderlo in una residenza per anziani, con la scusa lava-coscienza "siamo molto impegnati con il lavoro e tutto il resto". Emilio è spiazzato, si sente perso, abbandonato, come quando si affronta il primissimo giorno di scuola e si vorrebbe tanto tornare indietro con la madre piuttosto che rimanere insieme ad altri simili che non si conoscono affatto, sotto la supervisione di uno sconosciuto che incute timore. Ma è troppo tardi e non gli resta che abituarsi all'idea ed ambientarsi in quel luogo che sa di triste ad ogni passo. Conoscerà Miguel, il suo compagno di stanza, con il quale affronterà la routine deprimente della residenza, in un continuo di attese tra il dormire e il mangiare e il dormire e il mangiare, spezzato soltanto dal momento della terapia.


Eppure in questo monotono avvicendarsi, le caratteristiche antitetiche dei vari personaggi, che incarnano le differenti reazioni alle sensazioni di abbandono da parte della famiglia, concorrono a creare una sorta di movimento che affianca la progressione incessante della malattia. Emilio e Miguel stringeranno un rapporto amicale via via più forte, che, da un lato, vedrà la crescente insicurezza del primo, non accettando il fatto di essere prossimo alla non autosufficienza, dall'altro la spavalderia di chi non ha mai amato nessuno nella vita, non ha avuto figli e  non ha nessun legame su cui contare. Sarà proprio la loro amicizia il culmine della storia: Emilio troverà in Miguel qualcuno che si prenda cura di lui, Miguel troverà in Emilio il motivo per una sorta di espiazione dei soprusi che ha da sempre fatto sugli altri anziani residenti nella casa di cura.
«Dobbiamo fare qualcosa. Approfittare di questi ultimi anni di vita. Vogliamo dormire e giocare al bingo mentre aspettiamo la morte?»
«E che vuoi fare?»
«Non lo so. Tentiamo di cambiare il mondo. È una missione seria e non possiamo lasciarla fare ai giovani. Loro hanno già tanti pensieri con il sesso e le droghe...»
«Miguel, di colpo ti è arrivata la demenza senile. Ti ricordo che siamo vecchi e per questo dobbiamo fare cose da vecchi.»
«Proprio perché siamo vecchi non abbiamo niente da perdere. Nemmeno andando in prigione. Aspettatemi fra tre ore nel retro del giardino.»

È un testo ricco di spunti di riflessione, senza ombra di dubbio. Mi sono fermato a rileggerlo più volte, perché ad ogni rilettura saltava fuori una sfumatura non colta o, semplicemente, si aprivano ulteriori spunti. Pensiamo ad esempio al rapporto padre-figlio, a come la vecchiaia del primo molto spesso non venga accettata come l'infanzia del secondo, a come la nuova società sembra inadatta a perdere tempo per offrire cure a chi si è preso cura, a come sia di gran lunga più facile delegare. Pensiamo ad esempio alla gestione di una casa di cura, dove un anziano è merce, in cui l'assistenzialismo a volte non è dignitoso, dove spesso si respira solo aria malsana e malinconica. Pensiamo a tutto ciò e, soprattutto, pensiamo a come un Emilio qualsiasi possa sentirsi, perché non è difficile a credersi, ma, prima o poi, molti di noi potrebbero essere un Emilio.


Ad ogni modo, che dire, è un testo particolare, crudo, forte, uno di quei testi che ti segnano. Ed è disegnato e colorato in maniera impeccabile. Lo consiglio vivamente, soprattutto a chi non considera il fumetto solo come inutile passatempo da spiaggia e preferisce anche testi impegnati. Quest'opera di Paco Roca ne ha tutte le caratteristiche.

R.


Curiosità: nel 2011 è stato prodotto Arrugas, un lungometraggio in 2D tratto dall'omonimo fumetto, sceneggiato da Ángel de la Cruz, Ignacio Ferreras, Rosanna Cecchini e dallo stesso Paco Roca, e diretto da Ignacio Ferreras.

domenica 23 agosto 2015

sconti bao in arrivo! ovvero: lista della spesa


l'avevo già spammato sulla pagina facebook del blog (che, così per dire, trovate qui), in ogni caso, tra pochi giorni inizia un mese di megasconti per i titoli bao publishing! e ovviamente qui siamo pronti a rompere i salvadanai e ordinare l'ordinabile.

innanzitutto io ne approfitterò per terminare strangers in paradise, del quale mi mancano gli ultimi tre volumi (che suona meglio di metà della serie). avevo rosicato per anni per poter avere questo titolo in libreria, poi è arrivata la ristampa di bao e non ho perso tempo. almeno per metà.
poi spero di poter acquistare (dannati budget limitatissimi!) dolci tenebre, che desidero da anni e anni e anni e anni e, oppure golem, del quale ho letto recensioni positivissime. anche se il caro giulio macaione (e ne approfitto per dirvi di segnarvi in agenda che la prossima primavera esce il suo basilicò per bao e io non vedo l'ora!) mi ha messo la pulce nell'orecchio parlandomi di saga... e credo che rapinerò una banca (idea sempre rimandata per i legittimi dubbi circa l'uso di tutine nere attillate) (stavo scherzando.) (non rapinerò nessuna banca) (o altro).
ipotesi che potrebbero tutte crollare se mai sullo shop di bao spuntasse miracolosamente in prevendita il nuovo libro di flavia biondi, che dovrebbe per l'appunto uscire a inizio autunno.

per quello che riguarda il misterioso recensore, ha dichiarato di voler recuperare portugal e gli equinozi, ma sempre per colpa di giulio parrebbe interessato anche a pillole blu... ovviamente, visto che per me significherebbe lettura a scrocco di tutto quanto, spero che riesca ad accumulare un bel bottino... (sì, sono una brutta persona e scrocco i fumetti!)

e voi? avete intenzione di approfittare degli sconti?

se siete in cerca di consigli vi lascio qui sotto l'elenco delle recensioni dei fumetti bao publishing che trovate su claccalegge (sì, sono molto autocelebrativa):

venerdì 21 agosto 2015

nuovi non-annunci shoujo da planet manga

beh sì.
sono cicciati fuori dal nulla un po' di nuovi titoli shoujo su anteprima, in uscita per planet manga.

in primis marmalade boy little, che però sapevamo già da tempo, e che personalmente non mi lascio scappare per nulla al mondo, anche se di tutta la roba della yoshizumi ho salvato solo due titoli - cuore di menta e marmalade boy - e a dire il vero temo parecchio per il danno che possa fare con questo titolo. ma fangirleggio troppo per questa roba.
per chi se lo fosse perso, questo sequel è ambientato parecchi anni dopo la conclusione delle vicende di marmalade boy, e i protagonisti non sono yuu e miki ma i loro fratellini nati dal nuovo rimescolamento di coppie dei genitori.
si prevedono i soliti casini sentimentali che solo la yoshizumi sa regalarci.
staremo a vedere...

poi torna ai minase, con un titolo alquanto imbarazzante, dolce primo amore, che un po', sono sincera, mi tenta. in fondo namida usagi mi era piaciuto per quanto fosse patetico in certi - troppi - momenti... vedrò secondo la disponibilità economica del momento.
di positivo c'è che la serie è già conclusa con il decimo volumetto.


infine la tripletta di yoko maki, con romantica clock, 8 volumi in corso, una storia incentrata su una coppia fratello/sorella in competizione tra loro. non ho trovato altro, ma i disegni (e le copertine!) sono così carine che non posso non prendere almeno il primo volume!
io ti salverò, volume unico anche questo con una copertina carina carina che è finito dritto dritto nella lista delle cose da recuperare, anche perché ho notoriamente un debole per le storie brevi.
il terzo titolo, zen zen, lo segnalo solo per dovere di cronaca. è il primo numero di una serie ancora in corso, plausibilmente comprato in pack insieme a romantica clock, ma ha una cover così brutta che per me è no no no no. poi magari si scopre essere lo shoujo del secolo...
in tal caso lo recupererò.
ma ne dubito.
tutti e tre i titoli usciranno in un pack al prezzo speciale di 11,00€. in realtà non ci si risparmia poi granché, ma se avete intenzione di provarli tutti... 


sempre per dovere di cronaca, è prevista anche una nuova serie di arina tanemura (della quale vorrei tanto recuperare full moon... sigh!), dal titolo - anche questo parecchio imbarazzante - ogni nostro venerdì, ma anche questa pare una ca*ata tremenda, per cui vi rimando ad altri siti per tutte le altre informazioni (sono una pessima blogger lo so...)

giovedì 20 agosto 2015

monster allergy deluxe - informazioni sulla nuova edizione tunué

chi leggeva monster allergy alzi la mano!

io personalmente adoravo questo fumetto... era una serie pubblicata da disney sotto l'etichetta buena vista che uscì per quasi tre anni (dal 2003 al 2006) e che venne interrotta... al penultimo volume! la rabbia dovuta a questa assurda interruzione fu incredibile. ma ovviamente dopo un po' ci si rassegna e in quasi dieci anni ormai ci pensavo senza diventare verde.

e poi, a maggio di questo anno, la tunué fa il mega annuncio: ristamperanno monster allergy e pubblicheranno anche il famoso trentesimo episodio inedito!

gioia gaudio e tripudio fino a quando non hanno iniziato a parlare di edizione in due volumi. certo, davvero bellissima, un oggetto di lusso, blabla... ma chi come me ha già tutti e ventinove volumetti? deve ricomprare tutto (o almeno metà di tutto) solo per l'ultimo episodio (sì e no trenta pagine?) spendendo una cifra davvero considerevole?

insomma, negli ultimi mesi mi ero convinta di sì.
e dopo quasi dieci anni di attesa per leggere un finale, a un certo punto uno si fa una ragione del costo spropositato e dello spreco incredibile.
amen.
e invece, grazie alla carissima aeris (qui il link al suo canale youtube) ho scoperto che oltre alla versione in due volumi, tunué pubblicherà anche il trentesimo episodio singolarmente (al modico prezzo di 5,00€)


idea veramente ottima quella di pubblicare il trentesimo episodio singolarmente! penso che un sacco di gente, oltre me, ne sarà ultrafelice!
complimenti alla tunué che non ha giocato sul se vuoi leggere il finale devi comprarti tutto il malloppone!

dunque, da quello che viene presentato nel catalogo di messaggerie, il distributore di tunué, oltre ai due mega volumi con i trenta episodi (vol. I ep. 1-15, vol. II ep. 16-30), ci sarà anche il già citato episodio 30 singolo, un volume contenente gli extra, uno spillatino di cui non si sa altro che il prezzo (1,00€), ma che dal titolo aspettando monster allergy presumibilmente raccoglierà il materiale pubblicato sul sito di tunué su m.a., tipo le interviste agli autori e simili, e poi l'edizione limitata in cofanetto contenente tutto quello di cui sopra più una cartolina esclusiva.

gioia, gaudio e tripudio più che massimo! adesso aspetto solo che si sappia la data di uscita!

lunedì 17 agosto 2015

pkne - potere e potenza

8 luglio 2014.
in moltissimi hanno celebrato il ritorno di una delle migliori serie a fumetti italiane di sempre. quel mercoledì infatti, usciva su topolino la prima parte di un nuovo episodio di pk. non paperinik, ma proprio il vecchio caro pikappa, quello della ducklair tower, dell'extransformer, dei droni, dei viaggi del tempo e tutto il resto.


a maggio di quest'anno la serie è stata ristampata all'interno della collana limited de luxe edition (a proposito, ho già scritto una recensione sul terzo volume della collana, dedicato a topalbano, che è bellissimo. la recensione sta qui), che io ho recuperato ad etna comics. e che finalmente ho riletto (perché ovviamente prima l'ho letta su topolino) proprio qualche giorno fa. e mi sembrava il caso di approfittarne per spiegare un po' la situazione di pk da potere e potenza in poi.

dal 6 al 27 maggio, sempre su topolino, è uscito un secondo episodio di pkne*, gli argini del tempo, che dovrebbe uscire in monografico a lucca c&g 2015, insieme a un'altra nuova storia che andrà di nuovo su topolino dal titolo il raggio nero.

non si sa ancora se questi nuovi episodi, che si collocano cronologicamente dopo pk², diventeranno prima o poi un mensile simile a quello dei bei tempi. certo è che il successo c'è stato eccome, sopratutto tra i vecchi fan della serie, e proprio grazie a questa accoglienza siamo già, a poco più di un anno di distanza dal primo episodio, qui a parlare dell'imminente uscita del terzo.

*fin da subito, i fan hanno ribattezzato questa nuova serie paperinik new era (pkne), in onore a paperinik news adventures (pkna).


questo primo episodio che segna il ritorno del vecchio mantello è niente meno che un gioiellino, nonostante soffra un pochino dell'essere stato spezzato in quattro episodi e dell'essersi dovuto adattare alla tavola tipica di topolino (anche se più che un adattamento totale si è cercato più un compromesso tra la soluzione grafica delle tavole di pkna e quelle del settimanale). già dal trio degli autori - artibani/pastrovicchio/monteduro - per i vecchi fan della serie è gioia pura.

(ah per dire. qualche mese prima, a partire dall'inizio del 2014, su paperinik appgrade, erano uscite due storie facenti parti di universo pk. un mix tra i paperinik con gli stivaletti a molla e pk. la storia non segue la continuity di pkna/pk², anche se ritroviamo personaggi come il razziatore, gli evroniani, xadhoom eccetera. è considerabile come un universo alternativo senza ducklair tower né uno, dove è archimede il cervellone dietro l'eroe. grazioso tentativo che se potete continuare a ignorare)

*attenzione! possibili spoiler!* (per chi sta leggendo pkna per la prima volta grazie alla ristampa gli spoiler sono megaspoileroni! tornate a leggere quando finite la serie! davvero! avvertiti, eh...)

chi si rivede!
è passato tanto tempo da quando pk ha smesso di essere pk. uno è stato disattivato già da tempo, la minaccia evroniana è stata sconfitta, xadhoom è scomparsa per sempre, l'intricata situazione di everett in qualche modo è stata sbrogliata e i viaggi temporali sono resi impossibili da un fenomeno misterioso a cui è stato dato il nome di microcontrazione. (e fin qui niente spoiler, è successo tutto a cavallo tra la fine di pknapk²).
tutto insomma è finito e paperino dovrebbe poter dormire sonni tranquilli...
e invece pare proprio di no.
risvegliatosi in una nave evroniana (ma non erano sconfitti) in compagnia del razziatore (ma blabla la microcontrazione?), paperino scopre di essere nel futuro, e di dover affrontare ancora una volta la minaccia evroniana.
un incontro ravvicinato con odin eidolon (*urletti isterici*) spiegherà meglio la situazione: nel passato, il generale evroniano grrodon era sopravvissuto alle battaglie con xadhoom e pk. riacquistate le forze, ha scoperto che sulla terra si trovavano ancora spore evroniane. con l'aiuto di fairfax, scienziato che incontra in carcere, e di nebula faraday (due belle personcine), ci vuole poco a ricostituire un esercito di vampiri spaziali.
grazie a una sorta di radar genetico, paperino/pk viene scovato facilmente ed eliminato (su questa scena ci sarebbe molto da dire. una vignetta così drammatica in topolino ce la potevamo scordare fino a pochi anni fa). la terra cade sotto il dominio evroniano in circa un mese.

odin adesso non è più il raffinato industriale di ritratto dell'eroe da giovane, ma il capo della resistenza terrestre: vista l'anomalia cronotemporale, odin si è avvalso dell'aiuto del razziatore per trasportare pk in questo apocalittico futuro, consegnargli la chiave della camera omega, un piano della ducklair tower ancora più segreto del famoso centocinquantunesimo piano, che contiene armi adatte alla nuova missione: sconfiggere l'impero evroniano ancora una volta e cambiare il corso della storia (ciaone tempolizia!)

il ritorno di uno?
nella camera omega, tra le tante sorprese, pk troverà uno... o quasi.
ricordiamoci che uno era stato disattivato quasi alla fine della prima serie di pk (ricordate? assorbe una parte di due e si trasferisce nel nuovo corpo da lui stesso progettato, il droide che risponde al nome di odin eidolon), eppure questa nuova interfaccia somiglia enormemente a uno... ok, è azzurro e non è chiuso dentro una sfera ma galleggia in un ottaedro (lo ammetto, questa me la sono cercata su wiki, col cavolo che mi ricordavo che quella roba si chiama ottaedro), ma il volto, anche se meno morbido, è sicuramente molto simile.
eppure non è lui.
certo, le capacità sono le stesse (sarcasmo incluso), ma di certo questo quasi-uno difetta in simpatia. eppure... andiamo un attimo a pagina 56 (edizione in monografico), ultima vignetta in basso a sinistra.
"questa è una guerra pikappa". se non è uno, come fa a conoscere il nome pikappa, il nome diciamo... non ufficiale di paperinik? e sempre nella limited edition, in una delle pagine vuote tra un episodio e l'altro, una frase pronunciata da quasi-uno viene citata come se fosse proprio della nostra intelligenza artificiale preferita...

magari artibani l'ha spiegata questa cosa (insomma, uno sceneggiatore come lui è troppo fiQo per lasciarsi sfuggire un errore del genere. quindi errore non deve essere) e io me la sono persa. non è che sono più tipo da forum (oddio, dovrei tornare, davvero, dovrei. ma ormai c'ho paura dei forum!) in ogni caso, giusto per incasinare un po' più le cose, sappiate che il vero uno, quello verde e sferico insomma, si vedrà. e in ottima compagnia.

nuova i.a., nuovo look, vecchio pikappa.

la differenza principale tra il nuovo e il vecchio uno sta in quella che potremmo definire la totale mancanza di umanità della
nuova intelligenza artificiale. questo uno spigoloso passerà tutto il tempo a spronare pikappa a compiere le azioni più estreme: uccidere gli evroniani, mettere la propria missione davanti a qualsiasi altra cosa, dovessero anche andarci di mezzo degli innocenti.
quasi-uno (ormai lo chiamo così, è deciso) ha dotato pikappa di una nuova tuta schermata ai radar evroniani, con tanto di extransformer integrato e la possibilità di riconfigurarsi dando modo a chi la indossa di mutare il proprio aspetto: questa è in assoluto la trasformazione più drammatica della figura di pikappa. e pensare che fino a pochi anni fa andava in giro con gli stivaletti a molla e le maschere di gomma...

ma nonostante tutti i cambiamenti, nonostante la consapevolezza che un errore lo porterà a un futuro tragico (in compagnia del resto degli esseri viventi del pianeta, ovvio), pikappa rimane pikappa: anche nelle situazioni più difficili, un vero eroe sa che c'è sempre una terza possibilità, un modo migliore per risolvere i problemi. è l'umanità, la pietà verso il nemico, il suo impeccabile codice morale (e un meraviglioso senso dell'umorismo) a rendere pikappa uno dei migliori supereroi del mondo, nonostante sia solo un piccolo papero con una mascherina. nonostante agli occhi di quasi-uno tutto questo possa sembrare una debolezza, è proprio il punto forte di pikappa: facendo quello che è giusto, anche se la strada diventa più difficile e tortuosa, si arriva al proprio obiettivo. o almeno a uno degli obiettivi.

ciao ciao ducklair tower!
ebbene sì. pikappa, intrappolato nella camera omega da un gruppo di evroniani brutti grossi e cattivi, si vede costretto a distruggere la torre. al tempo, su topolino, si poteva votare per la distruzione o per la salvezza della ducklair tower, quindi, necessariamente, esistono due sviluppi paralleli della storia. manco a dirlo io vorrei taaanto leggere la versione scartata.
le rovine della ducklair tower appariranno poi nel secondo episodio, gli argini del tempo.

è uno dei momenti cruciali della nuova era pikappica, il taglio netto rispetto alle serie di quasi vent'anni fa. e forse è proprio il motivo per cui a fine volume rivediamo qualcuno...

conclusioni
pk è stato pubblicato in italia, contando tutte e tre le serie, dal 1996 al 2005. ha praticamente segnato l'adolescenza di molti della mia generazione, è diventato una serie culto, ha completamente rivoluzionato il concetto di fumetto disney con uno stile e delle tematiche molto più adulte di quelle a cui eravamo abituati da generazioni.

un suo ritorno, dopo circa diciotto anni dalla prima apparizione in edicola, è stato forse uno degli eventi più importanti per i lettori di fumetti italiani. e gli autori di questa storia hanno saputo creare un episodio che è all'altezza del glorioso pkna, il che è quanto di meglio ci si potesse aspettare. panini ha poi puntato su un'ottima pubblicità e ha completato il lavoro con una bellissima edizione monografica, senza contare la presenza in edicola della ristampa (l'ennesima!) delle vecchie storie. i social, ovviamente, hanno fatto il resto.
per me, potere e potenza rimane nel complesso un vero e proprio capolavoro, purtroppo, sempre secondo la mia modesta (si fa per dire...) opinione, seguita da un secondo episodio non all'altezza.
tutte le speranze adesso sono riposte nel terzo episodio, sperando che questa triade (non trilogia) di storie possa portare al ritorno in grande stile di un periodico regolare che non debba necessariamente conformarsi a topolino (che da quando è sotto l'egida panini è tornato davvero agli antichi splendori dopo anni in cui è stato davvero illeggibile).
incrociamo le dita!

mercoledì 12 agosto 2015

bellezza

non vi ho raccontato dell'esperienza al salone del libro di torino, e sinceramente non penso che lo farò, per il semplice fatto che ho veramente poco da dire sul salone - esperienza che non rifarei oltretutto - perché ci sono stata pochissimo ed ero praticamente senza soldi, per cui ho solo comprato il porto proibito (recensione a breve!) e il mio amore mi ha regalato questo bellezza, di hubert e kerascoët, che - scusate il gioco di parole - è davvero un libro di una bellezza incredibile. (per il resto il soggiorno a torino è stato meraviglioso! ma davvero non ve l'avevo detto?)


l'edizione bao è come al solito una roba che fa il botto. la costina è illustrata e la copertina è opaca con dettagli lucidi in vernice, il volume raccoglie tutti e tre i capitoli usciti in francia, quindi è bello corposo, e il prezzo è praticamente ridicolo.

già dall'immagine di copertina - una donna bellissima e seminuda osservata da un gruppo di uomini dallo sguardo che oscilla tra incredulità e desiderio - possiamo farci un'idea di quella che sarà la tematica del libro, ma procediamo con ordine.


la protagonista è la giovane baccalà, una ragazza brutta e povera che lavora come sguattera con la madre alle dipendenze di una signora che la odia e la maltratta, anche se a dire il vero, tutti nel paese la soverchiano di angherie e cattiverie per il suo aspetto e per l'odore che ha addosso, che appunto la fa puzzare come un baccalà.
disperata per le vessazioni che è costretta a subire, baccalà, mandata nel bosco a raccogliere la legna, per caso libera una fata, mab, che in cambio del suo gesto le promette di realizzare un suo desiderio. ovviamente, baccalà chiede di diventare bella, sperando che così qualcuno potrà finalmente volerle un po' di bene, o almeno non torturarla più.
ma - e qui comincia fin da subito tutt'una serie di eventi che discostano bellezza dalle fiabe classiche a cui siamo abituati per un verso, e che lo avvicinano a quelle più antiche per un altro, e di cui vorrei parlare meglio poi - neppure una fata può cambiare l'aspetto di una persona, sopratutto se questa è una serva che non merita un dono dovuto solo alle principesse e alle donne nobili per nascita, ma può cambiare la percezione che la gente ha di lei, così da questo momento baccalà verrà vista da chiunque come la donna più bella e affascinante del mondo, ma davanti allo specchio, lei si vedrà brutta come sempre.
ora, se il suo vecchio aspetto di racchia era la causa dei maltrattamenti che subiva ogni momento, adesso, quello che sperava potesse portarla ad essere benvoluta da tutti, è diventato il suo nuovo problema: baccalà è troppo bella, così tanto bella che nessun uomo vedendola non la desideri follemente e che ogni donna sia incredibilmente gelosa davanti a lei. se adesso nessuno la prende più in giro per il suo aspetto, molti non riescono neanche a cercare di non saltarle addosso.
baccalà, che adesso si chiama bellezza, grazie all'aspetto che ha agli occhi degli altri, ci mette poco a passare dal ruolo di serva a quello di regina, sfruttando l'amore degli uomini che incontra, salendo pian piano una vera e propria scala sociale.
gli uomini ai quali si legherà commetteranno ogni genere di follia per lei: dalle più banali guerre per conquistarla, alle vessazioni imposte al popolo per soddisfare i suoi capricci, fino al trasformarsi definitivamente in esseri incapaci di tener freno alle loro pulsioni più istintive.

accennavo prima alla differenza tra bellezza e le favole classiche. nonostante l'ambientazione tipica da favola, con principi e principessa, fate, castelli e tutto il resto, qui fin da subito si respira un'atmosfera che non esiterei a definire crudele (e che un po' riporta alle favole dei fratelli grimm per dirne una): dalle parole della fata mab, che spiega a baccalà che certi doni non sono per tutti ma che vengono elargiti solo a poche e selezionate persone, fino allo stravolgimento di quei personaggi-topici che di storia in storia avevano fino ad ora mantenute intatte le loro caratteristiche: il principe cavalleresco senza macchia e senza paura, devoto servitore della sua bella, qui arriva a trasformarsi in un essere violento, barbaro, indegno del ruolo di guida del popolo, incapace di tenere a freno i suoi impulsi fino a diventare uno stupratore e un assassino.
e anche baccalà/bellezza non è certo una principessa aurora che canta con gli uccellini nel bosco. incapace di godere del suo nuovo aspetto, approfitta del suo nuovo status per sedurre e far soffrire, per ottenere grazie al suo aspetto non solo la vendetta verso chi la maltrattava, ma ogni possibile beneficio come la più crudele delle regine cattive, cieca davanti alle sofferenze del suo popolo e insensibile nei confronti di chi viene affascinato dalla sua immagine, soddisfatta del sapersi capace di conquistare con uno sguardo chi prima non avrebbe esitato un attimo a schiacciarla come un insetto.
eppure, in un susseguirsi di eventi tragici e violenti, anche per bellezza stessa, pian piano la nostra protagonista riesce ad acquisire un minimo di consapevolezza e di capacità di gestire il suo potere.


nonostante le numerose scene di guerre, uccisioni, morte, violenza, stupro eccetera, bellezza risulta visivamente leggero e leggibile anche da un pubblico abbastanza giovane. plausibilmente perché, vista la sua prima pubblicazione su spirou (una rivista di fumetti francese dedicata a un pubblico molto giovane) gli autori hanno preferito lasciar intendere ai lettori più adulti cosa stava succedendo, senza rendere certe scene troppo crude per i lettori più piccoli (o a quelli più ingenui).


il tema principale della storia, poi, da un lato è quello della crescita interiore di baccalà/bellezza, dall'altro quello della miseria umana: davanti a una creatura bellissima, gli uomini non rimangono incantati e/o in riverente adorazione, ma si trasformano in forsennati spinti solo dalla lussuria e dalla brama di possesso. la fata mab non ha reso baccalà un angelo che ispira protezione e ammirazione, ma qualcosa di più simile a una tentatrice quasi diabolica a cui non si può resistere: il corpo della donna è visto come cosa a parte da lei, come oggetto erotizzante, come cosa da usare, da possedere, da nascondere alla vista dei rivali, sul quale accampare diritti.
la donna è cosa su cui gli altri decidono.
forse non è il luogo adatto per queste discussioni, ma dietro le esasperazioni della vicenda di baccalà - le guerre, gli stupri, la follia, le uccisioni - c'è molto di quello che è la nostra quotidianità, la nostra realtà non cambia poi così tanto.
ad esempio le altre donne invece di punire i mariti e compagni per il loro comportamento indecente e animalesco, si buttano con ottusa gelosia su di lei, colpevole di essere troppo bella, un'esatta metafora della frustrante, maschilista, insensata mancanza di un sentimento aggregativo tra le donne, che si va perdendo sempre di più, nella corsa verso l'essere esteriormente migliore piuttosto che interiormente ricca e comprensiva.
necessaria come mai prima d'adesso, sopratutto alla luce degli avvenimenti di firenze di qualche tempo fa a proposito di una sentenza che accusava la vittima di uno stupro e non gli stupratori (tutti bravi ragazzi, d'altro canto chi è che non decide, il sabato sera quando c'è poco di interessante al cinema, insieme ad altri amici, di accoppiarsi tutti insieme con una sola ragazza per giunta ubriaca? tanto a lei piace, tanto lei provoca, tanto lei ha la gonna corta, tanto lei ha una vita sessuale - non specifichiamo oltre, avere una vita sessuale non da fidanzata/moglie in questo paese vuol dire necessariamente essere disponibile per chiunque - per cui le va bene. perdonate lo sfogo, ma questa storia mi ha messo una rabbia incredibile dentro), una riflessione sulla questione della bellezza femminile e di quanto facilmente si sia portati a giustificare i comportamenti brutali, criminali e violenti e a colpevolizzare le vittime, e quanto questi giudizi vergognosi vengano - paradossalmente, ma è quello di cui parlavo poche righe sopra - anche da altre donne, dalle quali invece ci si aspetterebbe comprensione e capacità di immedesimazione.
e un'altra, profonda e difficilissima riflessione, dovrebbe essere fatta sul percorso psicologico/spirituale di bellezza alla fine della storia (ci arriviamo tra poco), che dovrebbe essere il percorso di ogni donna (e più in generale di ogni persona) necessario a prendere coscienza di sé stessa.


bellezza, da questo punto di vista, è una storia che un po' fa male, e che al contempo ha, per chi sa leggere oltre, un messaggio profondo, un insegnamento che è il vero collegamento con le favole antiche.
tutte le sofferenze di una ragazza derivano dal suo aspetto esteriore: prima troppo brutta, poi troppo bella, in ogni caso oggetto di tutta la meschinità e la cattiveria degli altri, di chi non ha neanche voglia di provare a guardare oltre la fisicità di una persona. questa ragazza non ha neppure un briciolo d'amor proprio, passa il tempo a compiangersi e desidera essere diversa, senza far nulla per diventarlo. il suo atteggiamento la rende ancora più misera di quanto non faccia il suo aspetto.
vittima del suo destino, senza nessuno che la guidi o la consigli, per poter stravolgere la sua situazione bellezza dovrà finalmente prendere coscienza di sé stessa, delle sue capacità, di tutta la crudeltà che ha dovuto subire. e dovrà anche capire cosa effettivamente vuole ottenere, quale è la strada giusta da percorrere per diventare la donna che sogna di essere.
è solo alla fine, dopo una lunghissima strada fatta di dolore e sangue e umiliazioni, però che arriva la catarsi: dopo averla vista terrorizzata e passiva davanti all'ultimo della lista dei suoi amanti, il più violento e animalesco, dopo averla vista come una ragazzetta sciocca, capricciosa e irresponsabile, bellezza - adesso madre e quindi responsabile anche di sua figlia oltre che di sé stessa - cambia espressione, diventa forte e intoccabile, quasi sacra, forse perché per la prima volta riesce a sentirsi potente e pretende rispetto non per via del suo stato sociale, della sua ricchezza o del suo aspetto stesso - che dichiara adesso di usare come arma, che è diventato un mezzo e non più il fine - ma per il suo essere una persona e non più un oggetto da possedere.
diventa pian piano una donna saggia, aiutata e consigliata dalla figlia, cosciente di sé stessa e potente, e solo alla fine, può davvero essere una regina, amata e rispettata, come desiderava da principio.


in conclusione? un capolavoro, sia a livello visivo (i disegni sono bellissimi e la scelta di pubblicare la versione in bicromia - oro e nero - su carta avoriata fa il resto), sia come storia in sé, e come messaggio oltre la narrazione.

domenica 9 agosto 2015

ekhö ~ mondo specchio: new york - parigi

nel 2000 la favolosa coppia barbucci/canepa aveva iniziato sky doll, uno dei miei fumetti preferiti di sempre. e ancora oggi aspetto (aspettiamo!) la conclusione.
nel 2010 l'ormai defunta planeta pubblica il primo numero di chosp, sempre di barbucci, e qualche tempo dopo bao publishing da alla luce il secondo volume. ci sarà altro? il progetto è stato abbandonato? non si sa nulla.
sempre per bao publishing, nel 2010 è uscito il primo volume di lord of burger, tra i cui creatori c'è il nome di alessandro barbucci. di questa serie da anni si parla di una versione definitiva e completa di tutti gli episodi (chi ha comprato il primo volume se lo può anche fumare) della quale ancora però nessuno ha visto nulla.
poi, nel 2012, usciva il primo volume di end, di barbara canepa e anna merli. ovviamente stanno lavorando al secondo volume, e per chi se lo fosse perso, la canepa è anche al lavoro, insieme isabella mazzanti, a un nuovo progetto dal titolo mina diaries. ho chiesto informazioni sulla sua pagina e sì, sarà pubblicato in italia, non si sa quando né da chi (anche se manco a dirlo, io penso proprio che si tratterà di bao).


sentite puzza di polemica? vi state chiedendo che fine abbiamo fatto in tutto questo tempo? vi siete già rotti le scatole e volete sapere quando comincio a parlare di ekhö?
bene: sì, sto per fare polemica. nell'ultimo mese circa siamo spariti tra casini vari, caldo spossante e almeno per quanto riguarda la sottoscritta una sana botta di depressione del tipo non sono in grado di fare nulla voglio morire. che sta vagamente passando, altrimenti mica stavo qui a scrivere. e di ekhö comincio a parlarne adesso.

ekhö è, per l'appunto, l'ultimo lavoro di alessandro barbucci, uscito in italia in due versioni: la prima, il cui titolo completo è ekhö - mondo specchio - new york, completamente in bianco e nero, e la seconda, ekhö - mondo specchio - new york - parigi, a colori. sinceramente non mi è piaciuta questa scelta di bao di far uscire il primo capitolo solo in bianco e nero e poi il secondo capitolo insieme al primo e a colori. senza contare il fatto che manca anche la numerazione. sì, perché ovviamente la serie continua: in francia è uscito anche un terzo capitolo, ambientato a hollywood e a quanto si scopre stalkerando barbucci sulla sua pagina fb, il quarto capitolo - al quale sta lavorando - sarà ambientato a barcellona. si spera che bao aspetterà l'uscita del quarto volume e proporrà una confezione simile a quella già edita (onde evitare vaccate tipo l'incredibile differenza tra i due volumi di chosp - trovate la foto cliccando al link di cui sopra).
intanto qui ci sono le cover dell'edizione francese (per l'edizione italiana si è scelta la seconda)


certo, pubblicando due volumi insieme si risparmia sulle spese e di conseguenza il volume costa meno (lo dico io prima che qualcuno lo scriva nei commenti) però sarebbe taaanto carino che fosse così anche per gli episodi successivi. e ora tutti a pregare che la serie non si concluda con un numero complessivo di episodi dispari.

per ritornare al punto iniziale della questione: con un capolavoro tra le mani come sky doll e con una simpaticissima e originalissima serie come chosp in corso... era necessario lanciarsi così su un nuovo lavoro? non me ne voglia barbucci, per carità, non sarà un caso che ho comprato qualsiasi cosa che abbia mai disegnato, ma personalmente ritengo ekhö un gradino sotto chosp e svariati piani di scale sotto sky doll. e avrei preferito di gran lunga la continuazione, e ancor di più il finale, degli altri due titoli.
ma siccome nonostante mi faccia dannare da quindici anni, io adoro i suoi disegni, mi sono consolata con questo (ovviamente ho preso il volume con i due capitoli insieme).

*attenzione! possibili (no, ci sono proprio) spoiler!*
cosa succede se prima di un incidente aereo una strana creatura simile a uno scoiattolo troppo grosso si mette a parlare con uno dei passeggeri?
che, anziché cominciare a dibattere sull'abitudine di servire drink alcolici, ci si trova in un mondo parallelo - il mondo specchio, appunto - in cui le cose non sono esattamente come le conosciamo: ci sono draghi, i telefonini sono inutili, l'elettricità non esiste, i vagoni della metropolitana hanno le zampe e saper cacciare è una grande risorsa.
e qui che vengono catapultati formicola grattuglia e yuri podrov, grazie all'intervento di un preshaun, l'animaletto simpatico (mica tanto poi...) e carino che era apparso sull'aereo.
qui formicola (gran bel nome!) eredita l'attività di una zia morta da poco, una compagnia di artisti, tra cui spicca una coppia di ballerine/spogliarelliste gemelle (ma non sul serio) che da l'ennesima possibilità alla matita di barbucci di disegnare quelle donnine prosperose e sensuali che fanno sospirare di nostalgia (chi ha letto sky doll capirà).
se tutte le stranezze di questo mondo non dovessero bastare, formicola scopre di avere lo strano potere di ospitare l'anima di gente morta da poco e di riuscire a chiarire i misteri legati alla loro scomparsa, cosa che le permetterà addirittura di salvare l'intera francia (nel secondo episodio).
*fine spoiler*

oltre all'aspetto un po' da giallo e alle signorine conturbanti che costellano praticamente tutte le tavole, ekhö è un fantasy divertente, leggero, a volte comico, con personaggi e situazioni lontani anni luce da quelli di sky doll. anche se i prossimi episodi dovessero uscire tra dieci anni, non credo che staremo a soffrire più di tanto per la smania di leggerli. certo, è pieno di domande senza risposta, e il futuro di formicola e yuri è abbastanza incerto, ma sono personaggi troppo poco psicologicamente affascinanti per poter mettere il lettore nella situazione in cui scatta l'innamoramento per loro e per la storia.

in buona sostanza, è consigliato esclusivamente a chi è un fan dell'autore (visto il prezzo non proprio da niente, anche se cercate solo una letturina leggera, credo sia il caso di buttarsi su altro).
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...