venerdì 12 giugno 2015

Il Nao di Brown

Salv...ehm ciao!
Non so da dove cominciare, e ve ne chiedo scusa. Chi sono? Sono Troy Mcclure! Forse vi ricorderete di me per film educativi come... ok, no. Non importa chi sono. Vi è dato sapere, giusto per doveri di cronaca, che la nostra cara clacca mi ha proposto di fare una piccola recensione, un piccolo intervento sulla mia ultima lettura, perché il mio entusiasmo era alle stelle quando ne ho parlato con lei. Sì, ero veramente su di giri, per cui le dico grazie per l'occasione concessami.
Ora passiamo al sodo, promesso.

Il titolo in questione è Il Nao di Brown di Glyn Dillon, edito da Bao Publishing.

Si tratta di una graphic novel interamente scritta, illustrata e colorata dall'autore succitato, in cui viene raccontata la storia di Nao, una ragazza anglo-giapponese che vive a Londra e con una particolarità: soffre di un disordine ossessivo - compulsivo insolito e pericoloso, è un ripetersi di fantasie violente, di comportamenti violenti, che abbraccia mentalmente e che la destabilizzano alquanto, in un continuo stato d'ansia.

La sua vita, fino a quel momento è, dunque, un tentativo di riuscire a controllare il suo status mentale, cercando di raggiungere un equilibrio personale, un equilibrio tra la sua mente e il corpo. Qui entra in gioco il fattore “meditazione” e, in particolare, parliamo di meditazione buddista, da lei abbracciata come mezzo mediante il quale fosse possibile riassettare i propri meccanismi e placare l'odio verso se stessa per la violenza e la malvagità dei suoi pensieri.

Detta così sembra si tratti quasi di un testo complicato, pesante, indigeribile, ma non è così. L'autore è stato molto abile, ha saputo ben usare il disegno per evitare di appesantire la narrazione, è riuscito a non incorrere nell'errore di scadere in una sorta di trattato medico (seppur a fumetti), visto e considerato la delicatezza dell'argomento.

In particolare si è avvalso di un metafumetto che inserisce inframezzando la storia, ovvero, il manga-anime Ichi, molto caro alla protagonista. Quest'ultimo, abbinato al pensiero meditativo buddista, dimostra quanto Dillon sia stato capace di rispettare l'argomento, riponendovi tutta la delicatezza del caso, e quanto anche lo avesse a cuore.

Nao, nonostante il suo disagio, riesce a trovare un lavoretto part-time presso un negozio di toys, in attesa di riuscire a sfondare come illustratrice e di trovare l'amore che lei reputi perfetto. Sarà l'incontro casuale con Gregory, un uomo ambivalente, quasi grottesco, un uomo grande e grosso dal cuore tenero che cita Hesse e filosofi antichi da ubriaco, che Nao riuscirà a concludere il cerchio del suo equilibrio comprendendo come non tutto sia bianco o nero.

Ma come..? Questo a voi scoprirlo.

Posso dirvi che ho chiuso il volume e mi sono sentito piuttosto disorientato da molte, troppe emozioni. È inevitabile non essere investiti dal continuo crescere e decrescere delle ansie di Nao; lo si è così tanto che a volte sfugge il fatto che ciò che è raccontato non è nulla di straordinario, ma storie di vita consueta, se non fosse per quel disagio. Si ha la sensazione inconsapevole che ciò che viene narrato sia più grande di quello che è, ma è solo illusione! È proprio la proiezione degli aspetti ansiogeni del personaggio a farci percepire tutto ciò.
Nao si è presentata dunque ai miei occhi come una sorta di Amélie Poulain atipica, resa particolare dal modo in cui viene raccontata, disegnata, dalle sue espressioni e, perché no, anche da alcuni suoi modi di comportarsi in vista di.

La cosa che più mi ha lasciato di sasso non è il finale in sé, che, vi assicuro, sarà proprio quello che vi aspetterete leggendolo, bensì l'esistenza una sorta di escalation, di un culmine, di un punto di rottura forte, travolgente ed inaspettato. Si vengono a creare così un pre-finale ed un finale, una conclusione dolce e amara al contempo, come uno schiaffo, uno schiocco sonoro che lascia poi un fastidioso eco. Non dico oltre.

Nao guarirà? Scopritelo.

Per me questo è un Titolo che merita, nel suo complesso: storia, personaggi, disegni, colore.

Sarei curioso di avere un riscontro anche da voi lettori!

Ringrazio clacca per avermi concesso questa opportunità e per aver dato una valvola di sfogo al mio entusiasmo.

Saluti.

R.

3 commenti:

  1. oh! l'emozione di lasciare qui il primo commento! beh... benvenuto, misterioso signor r. e complimenti per la recensione.
    come ho già avuto modo di dirle, rosico per questo libro da ere geologiche. la sua recensione ha peggiorato lo stato delle cose...

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    1. chiedo umilmente venia. la copia succitata è ancora in mio possesso e non saprei proprio quando e se passerà in mano sua. nell'attesa le ricordo che può visionarla da dentro la mia teca. augh :p

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    2. io una mezza idea ce l'avrei... ok, non cominciamo a far gli idioti nei commenti anche qui!

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