giovedì 31 dicembre 2015

fuffa, foto, considerazioni sparse e desideri per l'anno che verrà ♥

prima di passare ai bilanci di quest'anno riguardo al blog, volevo bullarmi dei regali ricevuti (e fatti!) a dicembre: tra claccaday e natale, posso dire che non avevo mai ricevuto così tante cose così belle! la mia stanza assume sempre più l'aria da tana da sociopatica pseudo nerd, e io non potrei essere più felice.


litografia originale di una delle tavole più belle di quel capolavoro che è il porto proibito, con tanto di dedica. mi è stata regalata per festeggiare un giorno importante
non potete capire quanta gioia, la desideravo da sempre! a inizio anno nuovo, con il fatidico cambio di calendario, riuscirò a riorganizzare l'unico pezzetto di muro libero della stanza e riuscirò ad appenderla.


per il claccaday si è realizzato il sogno del pupazzone di arlo, del quale mi ero innamorata dalla prima volta che l'avevo visto al disney store! adesso sta accanto a baymax felice e contento!
e poi sono arrivati tuuutti quei libri che vedete nella seconda foto: le due favole su sepúlveda che volevo recuperare da millenni e i libri della trilogia originale di star wars. e la cioccolata.
tra parentesi, tutti i libri erano impacchettati singolarmente e nascosti dentro un sacchetto di sephora. non vi dico la gioia di scartare tutto questo! (e di scoprire che il pacco di sephora conteneva libri e non creme antirughe come avevo temuto...)


qualche autoregalo (ovvero, trasformiamo i regali in busta in carta di altro tipo), tra cui il secondo volume delle microavventure di mlp - deludente - l'ultimo graphic novel di silvia ziche su lucrezia - che è adorabile e divertentissimo - e uno dei libri più desiderati e rimandati della (mia) storia: il linguaggio della dea di marija gimbutas, un'antropologa della quale volevo leggere i libri da secoli.
e poi la sorpresissima da parte di bao publishing! sapevo che mi avrebbero regalato il calendario illustrato da giopota (mi avevano chiesto l'indirizzo, non sono un'indovina) ma non mi aspettavo di trovare anche il natale di marguerite! e visto che il loro pacchetto è arrivato il 24 dicembre... è stata una sorpresa di natale ancora più perfetta! rinnovo i ringraziamenti!


la sera della vigilia è stata pienissima di sorprese belle e desideratissime. madre mi ha regalato i due manuali disney - che sono le ristampe fedelissime degli originali degli anni settanta - che volevo da quest'estate (ovvero da quando hanno pubblicato il primo). è arrivato - da parte del miglior fidanzato del mondo - un altro libro di marija gimbutas (secondo volume, il primo è in viaggio, arriverà a inizio anno - spero - per farmi cominciare bene il 2016. è un libro raaaro e io lo volevo da tantissimo!) e quella meraviglia di R2-D2 che si muove, fa casino e ha fatto sclerare camillina per una buona mezz'ora.
e poi volevo anche glorificarmi delle sorprese che ho fatto (e che hanno fatto contento il signor ryv): bruti - il giocone, che non è stato per niente facile trovare ma che si è rivelato davvero un bel gioco, e gli equinozi (che tanto poi me lo faccio prestare e convinco il misterioso recensore a scriverne una recensione per claccalegge).


e e e il dvd de il sale della terra, che volevo vedere da tantissimo, e che ho finalmente visto: è bellissimo. non so se sono capace - e degna - di parlare di un film del genere, delle fotografie incredibili di salgado... però se mi riesce, giuro che ne pubblico un post. ed è bellissimo anche l'album di ben howard, che non conoscevo ma mi ha convinta al primo ascolto (cosa che non mi succede praticamente mai. ah, la foto è così mossa perché è stato decretato che quello è album da viaggio, e quindi l'ho fatta dentro la macchina in movimento, insieme a pina)
e infine altra sorpresissima: il disegnino in versione puccio-kawaii dei tre protagonisti di un fumetto incredibile, l'éponge de samir noferi, un progetto di un bravissimo artista (nonché mio amico di lunga data ormai!) che è... semplicemente folle e geniale. ve ne parlerò il prossimo anno!

tanta bella roba, eh?
ed è solo una piccola parte di dicembre, solo i regali... c'è stato tanto altro!
e sopratutto quest'anno, oltre che nella mia vita personale che non interessa nessuno, c'è stata tanta bella roba per claccalegge: dopo un periodo di pausa, il blog è tornato attivo e l'ha fatto alla grande. sono stata di nuovo dopo anni a una fiera di fumetti, ho sopratutto ripreso a leggere tantissimi fumetti dopo un momento in cui avevo quasi mollato tutto.
è stato l'anno in cui ho visto forse più film al cinema in così poco tempo, e sono riuscita a scriverne qualcosa anche qui: pensavo che non sarei mai stata capace di parlare di un film (ho bisogno di riguardare spesso i fumetti di cui parlo per essere certa di non fare errori e confondere particolari), eppure ci sono riuscita!
sopratutto, ho visto che in tantissimi leggete e commentate, qui e sulla pagina facebook, e questo mi riempie di gioia, visto che in fin dei conti, questo è un blog piccolino, scritto per lo più solo da me, che non riceve materiale da recensire né altro, vedere che in giorno ho superato le 400 visualizzazioni mi riempie di orgoglio!
siamo arrivati a festeggiare il quarto compleanno del blog, e ho già mille idee in testa per il quinto, un sacco di post da completare e programmare per i prossimi giorni... e qualche codice per tracciare pacchetti zeppi di nuova roba di cui parlarvi, e tanti buoni propositi cartacei per il nuovo anno.

ok, quello che volevo dirvi in realtà è: grazie mille per tutto il supporto che date a quest'angolino di ossessioni e tentativi di nerdaggine!
e sopratutto buon 2016, che sia pieno di cose belle!
e che la forza sia con voi (lo dice anche camilla!)

mercoledì 30 dicembre 2015

commenti randomici a letture randomiche - parte X


decima "puntata" della rubrica più randomica del web, tutta dedicata agli ultimi shoujo letti. una mega frittata tardoadolescenziale di amorazzi e altra fuffa.
certo, un po' in ritardo, ma questi giorni, tra feste e tutto il resto, non mi hanno lasciato molto tempo per il blog... ma recupererò tutto nei prossimi giorni!

dopo l'entusiasmo iniziale per rere helloshooting star lens, i secondi volumi di entrambi mi hanno lasciata un po' freddina e forse un pelino delusa. di certo mi aspettavo che certe situazioni si sviluppassero in altro modo, e pregavo che non ci toccasse fin da subito subire l'intrusione di terzi incomodi... però non dispero per i prossimi volumi!

*attenzione agli spoiler*

il secondo volume di rere hello è tutto incentrato su una situazione piuttosto imbarazzante per la nostra riri, che si ritrova praticamente vittima di una stalker. questa vicenda toglie spazio al rapporto tra i protagonisti, per cui siamo esattamente nella situazione del primo volume: minato sembra sempre più preso da ririko, è molto premuroso e attento, mentre lei ancora non si rende conto che il loro rapporto dovrà per forza di cose cambiare. anche gli amici di entrambi sembrano tutti essersi accorti dell'atmosfera che c'è tra i due...
insomma, mi aspettavo che l'abbraccio a fine del primo volume portasse a qualche altro sviluppo, invece mi sa che dobbiamo aspettare ancora prima che succeda qualcosa di un po' più sostanzioso.

in shooting star lens invece è arrivato un nuovo, inquietante quanto odioso, personaggio. si tratta di hachino, un compagno di classe di risa, il tipico stronzo che se vi capita di incontrare nella vita, fate meglio a mandarlo affanculo subito ed evitare di parlarci.
hachino sembra interessato a risa ma non nel senso romantico del termine: gli piace perché ha l'aria da ragazza dolce e obbediente... ecco, io lì avrei voluto prenderlo a schiaffi. ma è solo un fumetto, quindi non ho potuto. hachino sembra un pervertito sadico, uno che si diverte a distruggere gli altri, e so bene quanto questa tipologia di persone sia disgustosa e pericolosa.
invece di conquistare la nostra risa, principessa dell'ingenuità che scade nell'idiozia, hachino inizia a spalare merda su yugure, cercando di metterlo in cattiva luce agli occhi della sua ragazza e creando situazioni fraintendibili per rovinare il loro rapporto. ma hachino non ha in realtà nessun conto in sospeso con yugure né un reale motivo per odiarlo. il suo potrebbe - e pare sia così - essere solo odio dettato dalla gelosia e dall'invidia del tipo scialbo e ignorato da tutti verso un ragazzo pieno di ammiratori e amici.
purtroppo pare proprio che almeno per un altro volume ci toccherà sopportarlo.
carina ma un po' acerba la storia finale, candy cat, in cui c'è un buono spunto per una storia interessante ma che, forse per le poche pagine a disposizione, risulta un po' troppo frettolosa e superficiale.

un pelino deludente il secondo volumetto di rainbow days, non succede molto di rilevante ai fini
della storia e i personaggi continuano a interpretare i loro già troppo stereotipati ruoli.
la struttura ancora rimane molto episodica e ci si concentra sempre su un personaggio per volta: nacchan e anna, ancora all'inizio del loro rapporto, che ci vanno con i piedi di piombo e sembrano entrambi felici anche se praticamente la loro storia sembra lontana dal decollare, la passione per lo sport riscoperta da kei... insomma, episodi quotidiani e semplici, che per quanto siano carini e godibili, non hanno quel quid che fa la differenza tra cronaca di un gruppo di ragazzi qualsiasi e appassionante slice of life.
quella che proprio non posso tollerare poi è mari, ossessiva con anna e insopportabile con gli altri. davvero, è un personaggio troppo esagerato, quasi falso. spero che più in là si possa scoprire una motivazione seria a questo suo odio per gli uomini e più in generale per chiunque non sia anna.
invece mi piace tantissimo yukirin, la fidanzata di tsuyoshi. sembra un po' superficiale, ma è allegra, dolce e amichevole. credo che al momento sia il mio personaggio preferito.
con questo secondo volumino siamo un pelo sotto la sufficienza, ma non è poi tanto orribile da farsi troncare...

per fortuna c'è marmalade boy little! secondo volumetto che mi fa promuovere pienamente la serie (fino ad adesso, ovvio... wataru ti prego! non rovinare tutto!), pieno di nuove domande, di situazioni che si sbloccano e altre che si incasinano.
la yoshizumi avrà mille difetti, ma mi piace un sacco come riesce a rendere intricati e mai noiosi i rapporti sentimentali tra i personaggi.
rikka scopre che il suo amato aoi ha una fidanzata, e se questo non bastasse a turbarla e a farla sentire "indietro" rispetto ai suoi coetanei, ci si mette anche saku, che non solo non cede di un passo sui suoi sentimenti, ma comincia ad apparire diverso agli occhi di rikka: quando è cresciuto così tanto? quando il suo viso è diventato così maturo? da quanto tempo è così diverso dal fratellino che rikka ricorda? quando è successo? come è possibile che non se ne sia accorta?
e quando saku, per evitare che rena venga importunata da un altro ragazzo, si finge il suo fidanzato, rikka prova un'inspiegabile gelosia, e adesso un innocente bacio sulla guancia la turba profondamente... come stanno cambiando i suoi sentimenti per saku? e che conseguenze avrà tutto questo per il suo rapporto con rena? e adesso che aoi è stato lasciato dalla sua ragazza e confida a rikka di non voler avere nuove storie?
in mezzo a tutte le turbe adolescenziali di quello che potremmo definire il nuovo cast, vanno avanti anche le storie dei personaggi del vecchio marmalade boy: miki e yu sembra che abbiano finalmente deciso di fare il grande passo, lui le ha finalmente chiesto di sposarla! e ginta e arimi si sono finalmente rincontrati, e dopo un attimo di panico in cui sembrava che lei avesse un altro uomo, tutto si chiarisce, pace fatta e cuoricini in ogni dove.
potrei stare adesso ore ad ammorbarvi sulla condizione delle donne giapponesi (e non solo) costrette a scegliere ingiustamente tra lavoro e famiglia, ma me la evito. anche se certe cose mi danno ai nervi, per una volta forse è meglio concentrarsi sulla storia e non sulla politica...
comunque sia, questa serie a me sta piacendo parecchio, forse, insieme a romantica clock, è lo shoujo "nuovo" che mi sta prendendo di più!

immane vaccata (prima che mi accusiate di comprare fuffa: l'ho preso su bookmooch giusto perché mi piaceva la copertina) invece è the flower and the beast: trama che nemmeno una fanfiction di pessimo livello, disegni bruttini, situazioni imbarazzanti per la loro stupida assurdità e atteggiamenti al limite del passabile di denuncia per molestia sessuale.
in un solo volume lei incontra lui, lui la molesta - ma l'autrice fa passare la cosa per romantico corteggiamento - lei si innamora, lui dice di essere innamorato, la ragazza emarginata e fredda che non parla con nessuno diventa amica della protagonista, l'amico di lui diventa amico anche di lei, c'è già il terzo incomodo pronto all'attacco, scopriamo che lei e lui hanno avuto esperienze traumatiche durante l'infanzia... insomma, una marea di roba più che scontata e raccontata malissimo, il tutto immerso in una salsa disgustosa del tipo come sei carina, ti mangerei. io spero che in giappone - e nel resto del mondo, ovvio - le ragazze sappiano reagire nel modo giusto nel caso in cui un perfetto sconosciuto, bello o brutto che sia, le tratti in questo modo.

mi è sembrato molto simile a quegli smut che andavano forte anni fa (adesso no, vero?), quelli in cui dita polipose e abbracci da dietro andavano fortissimo, anche se qui grazie a dio ci si evitano i litri di bava e le palpate troppo esplicite. però il concetto rimane quello: rapporti basati non su un affetto reale, che sa crescere e maturare poco a poco, ma su quanto sei bello/bella, un inno alla superficialità.
non è decisamente il mio genere.

bah. se volete provarlo, io regalo volentieri la mia copia su bookmooch.

venerdì 25 dicembre 2015

buon natale!


ok, non l'ho disegnato io, ma l'ho colorato. va bene lo stesso, no? qui trovate la versione più grande che potete usare come wallpaper.

in ogni caso, taaanti auguri di buon natale, buone feste, buon tanto cibo che sto per morire, buon spacchettamento regali, buone letture, buon tutto!

lunedì 21 dicembre 2015

star wars VII - il risveglio della forza (no spoiler!)

prima di dire qualcosa sul nuovo film, volevo scrivere due righe su star wars e su quello che è stato aspettare l'uscita di questo episodio. perché certe cose, e tra queste rientra star wars, non sono semplicemente prodotti di cui usufruire per passare qualche ora in modo piacevole, diventano qualcosa che, vuoi o non vuoi, fa parte della tua vita e della vita di tanta altra gente: in qualche modo mi ha fatto felice vedere così tanta persone su internet e in-real-life vivere il mio stesso stato d'animo, questa sorta di enorme comunione spirituale dovuta a un film (son cose che solo per i mondiali di calcio!). se ci pensate è pazzesco, eppure, cos'altro avrebbe potuto scatenare tutto questo se non star wars?


io non ho idea di come sia stato nel 1977 vedere una nuova speranza per la prima volta. per il semplicissimo motivo che non ero nemmeno nata.
ma so come è stato vedere una nuova speranza anni e anni dopo, quando io l'ho visto per la prima volta.
è stata una figata immensa, anche se nella mia testa andava in loop jay nella parte finale di dogma: ma che cazzo succede? tu chi cazzo sei donna? che cazzo di film è questo? lezioni di piano? ma di che cazzo stai parlando? vi siete tutti bevuto il cervello? con aggiunzioni del tipo: ma quando spunta il tizio verde? "finalmente ci rivediamo"??? mi sono persa qualcosa? eccetera eccetera. insomma, non ci stavo capendo molto, e ho continuato a non capirci molto fino a che non ho visto la trilogia prequel - che dite quel che volete, a me piace tantissimo, anche per gli spiegoni.
però, anche se la trama mi sembrava fare acqua da tutte le parti, e non riuscivo a capire molte cose, mi sono innamorata dei vecchi film, di quelle atmosfere a metà tra la favola e la fantascienza, di quei personaggi, dei loro discorsi. e quando ti innamori di qualcuno, mica stai lì a rompere tutto il tempo oh, ti amo, ok, ma hai un brufolo, la tua camicia è stirata male, hai la lingua di pezza, le tue unghie non mi piacciono poi tanto, le tue scarpe sono oscene e non ho mai digerito la forma dei lobi delle tue orecchie. no. quando ami qualcuno lo ami e basta, i brufoli non li vedi e inizi a riconsiderare i difetti di pronuncia come roba affascinante, e per lo più ti focalizzi su quello che di quella persona ti piace tanto.
ecco. secondo me funziona allo stesso modo con i film (libri, fumetti eccetera). è ovvio che non tutto può essere perfetto, ma non ti impunti sui difetti. altrimenti, mi spiace, ma non sei un fan. sei un ipercritico del cavolo e non importa a nessuno delle tue lagne.
tutto questo per dire che non mi è piaciuto affatto l'atteggiamento della gente che ha rotto le palle per mesi e mesi a dire che il film avrebbe fatto schifo, oltretutto, senza cognizione di causa, visto che si parlava senza neanche averlo visto sto benedetto film.
ora, non vale solo per star wars, eh, ma quelli che io sono fan di e poi stanno a criticare tutto, con aria saccente e arrogante, a me stanno sulle palle da morire, non li sopporto, non li considero nemmeno dei veri fan, sono solo delle persone tristi che non sanno nemmeno godersi un film, o un libro, o un fumetto, troppo impegnate a sputare veleno su ogni cosa (si era già parlato di questa cosa tra i commenti, vero?). mi spiace se la vostra vita è triste e grigia, ma provate a essere meno rompicoglioni e forse il mondo vi sorriderà.


quello che più mi turba molto è l'atteggiamento, diffusissimo in questi giorni, del tipo è diverso da quello a cui sono abituato, non lo conosco, è nuovo quindi è il male. questo è un modo di pensare spaventoso e primitivo, tipico di chi non accetta nulla se non l'ordine già stabilito delle cose, è la base del pensiero chiuso, in ogni ambito, per non dire che è il modo tipico di pensare di chi è troppo stupido per provare a comprende e accettare quello che fino a poco prima non conosceva. non siete alternativi, non siete migliori di quelli che si sciroppano qualsiasi stronzata e non capiscono quanto disney/pixar/lucasfilm/casa di produzione random siano cattivi e perversi, siete solo chiusi, barricati nelle vostre idee fondate sul nulla, sui pregiudizi e sulla voglia di sentirvi diversi, ma nel modo sbagliato. a me spiace per chi si riconosce in tutto questo. davvero. mi fa molta pena chi funziona così. mi spiace per quelli che stanno a cavillare su come un certo personaggio riesca a far cose da jedi senza essere stato addestrato da jedi. non so come fate allora ad apprezzare la vecchia trilogia, vi ricordo che luke skywalker non è stato addestrato da jedi, non subito e non da bambino, che la distruzione della morte nera per mano sua è praticamente la cosa meno plausibile dell'intera storia, eppure lì andava bene, perché avete avuto trent'anni per digerire la cosa. qui no, perché adesso vogliamo tutti la spiegazione scientifica dei fatti, anche se ci incazziamo quando nella nuova trilogia si parla di midichlorian, perché si perde il lato mistico della vicenda. vi rendete conto di quanto siete capaci di contraddirvi? ci pensate almeno un po'?
la favole - e star wars è una bellissima favola, dove invece del regno, lontano lontano ci sta una galassia - si sanno apprezzare solo quando ci si lascia stupire da esse, non quando si sta a sottolineare che le cose non hanno senso. no, magari non ha senso che chi non ha mai usato una spada laser l'impugni per la prima volta e la sappia usare, così come non ha senso che i lupi parlino e si travestano da nonne e le sirenette non esistono. però è così, è questo che rende magico e bellissimo tutto, che ti piaccia o meno.
non sono mancati i commenti sessisti contro rey e sopratutto contro leia, perché si sa, le donne nei film vanno bene solo se giovani, belle e possibilmente con meno vestiti possibile addosso (a proposito, leggete questo articolo, è una tristissima riflessione di carrie fisher, l'attrice che interpreta leia). su questo schifo non mi pronuncio neppure, stiamo parlando di gente che fatica a capire se di più piccolo c'ha il cervello o il pene, ma senza microscopio è difficile stabilirlo.
io ho trovato davvero bellissimi i personaggi femminili di questo episodio, e in generale molto bella l'idea di una protagonista donna, in un film dove - grazie a dio - di sessismo non ce n'è nemmeno un pizzico.


e dunque, andiamo al sodo. ho visto star wars VII - il risveglio della forza.
a parte che mi sono commossa già nel momento in cui mi hanno dato i biglietti per entrare in sala (capite? c'era scritto sopra star wars VII!), a parte il fatto che ho dovuto seriamente trattenere le lacrime quando è iniziata la musica ed è apparso il logone sullo schermo. a parte il fatto che per tutto il film ho avuto il groppo in gola manco stessi guardando una di quelle commedie romantiche dove alla fine si sposano tutti, nascono tre gemelli e il cane malato guarisce.
troppa, troppa emozione, fomentata da mesi e mesi di attesa e da quel sentimento cosmico di cui sopra, posso solo dire che dal primo all'ultimo momento il film non solo non tradisce nessuna aspettativa, ma è esattamente quello che si sperava che fosse: star wars, né più né meno.
guardare al cinema questo nuovo episodio mi ha dato le stesse sensazioni che mi aveva dato svariati anni fa vedere una nuova speranza per la prima volta (ecco perché vi ho fatto il pippone prima era propedeutico a tutto questo!), anche se adesso, a quel misto di emozioni che oscillano tra il cosa diamine sta succedendo qui? e oddio questo film è una figata immane, c'è stata anche una sorta di malinconia: il film, per quanto possa tranquillamente essere visto da chi non ha mai visto star wars prima, è un continuo rimandare e accennare ai vecchi film, fare piccole, magari anche non fondamentali, citazioni, che però colpiscono il cuoricino di noi poveri fan dall'animo sensibbbile, per cui poi ti ritrovi come in aereo, a chiedere al tuo vicino di poltrona se può tenerti per mano (andateci in compagnia al cinema, è meglio).
come ho detto, non voglio fare spoiler, anche se la voglia di parlare di quello che succede in questo film (perché ne succedono di cose!) è tanta, ma aspetterò.

c'è molta azione, cosa  che avvicina tantissimo questo nuovo episodio a quelli precedenti (ossia alla vecchia trilogia), ma c'è anche tanta storia, sopratutto tra le righe, sulla quale io non vedo l'ora di saperne qualcosa in più.
ci sono - pochi - momenti comici che non solo non sono fuori luogo, ma che rendono i personaggi meno stereotipati e alleggeriscono i momenti più drammatici. per buona pace di chi ha scatenato il panico pensando che disney avrebbe trasformato tutto in un musical pieno di pace e amore, no, questo non c'è. l'unico influsso disney che io ho trovato nel film è in bb-8, che molto ma mooolto vagamente, mi ha fatto tornare in mente wall-e, ed è stato bellissimo.
duelli con le spade laser? ci sono, e sono forse tra i più violenti e sporchi dell'intera saga, altro che "buonismo" (parola abusatissima ai tempi di facebook, che comprende ormai praticamente tutto tranne i riti satanici in cui si sgozzano capretti).


dei personaggi però un po' posso parlare: il vecchio cast è davvero incredibile, han solo vale praticamente mezzo film, leia sembra più commossa del suo pubblico... poi il ritorno di quel rompicoglioni di c-3po e di r2-d2! quando li ho visti è scesa la lacrimuccia (lo so, dovrei vedere uno psicanalista); ma sono fantastici anche i nuovi personaggi: rey innanzitutto, è la tipica protagonista alla quale vuoi bene fin dal primo momento in cui la vedi. è forte, onesta, fiduciosa, coraggiosa, instancabile, leale: praticamente è perfetta ma è anche simpatica (e tanto carina che non mi ha fatto rimpiangere  la portman nemmeno per un attimo, cosa che era il mio timore maggiore, giuro). poi c'è finn, che forse mi è piaciuto ancora di più, perché rispetto a rey è molto più... umano? finn ha paura, fa cazzate nei momenti sbagliati, a volte mente, non è affatto perfetto, anzi, eppure ha un valore e un coraggio immensi. non posso spiegare oltre, ma è davvero un personaggio incredibile e bellissimo, sono davvero molto curiosa su come si svilupperà. mi è piaciuta tantissimo anche maz kanata, la perfetta vecchia saggia da cui aspettarsi un sacco di sorprese. non mi ha fatta impazzire kylo ren, il cattivone con la maschera, ma a dirla tutta, quando vidi l'episodio IV non trovai neanche dath vader così affascinante come mi avevano detto che fosse, quindi magari più avanti scopriremo altro di lui (vorrei aggiungere altre cose, ma credetemi, non posso! quindi perdonate se sembro superficiale, approfondirò tutto in seguito!), personaggio che si vede poco ma che mi è piaciuto tantissimo è poe dameron, il pilota, mentre la menzione d'onore spetta a bb-8: qui devo essere sincera, temevo parecchio che fosse inutile e messo lì tanto per fanservice, invece è un personaggio di tutto rispetto, fondamentale per la storia, da un certo punto di vista simile a r2-d2, ma in qualche modo più espressivo (è un robot, lo so! ma è espressivo, chiaro?), e mi ha fatta ridere tantissimo un sacco di volte. adesso ne sono vagamente ossessionata... dico solo che ho questo come wallpaper del cellulare.

bellissime anche le ambientazioni (no, quel pianeta deserto non è tatooine) che contribuiscono a riportarci alle atmosfere della vecchia trilogia, musica da brividi (che da sola riempie tantissimo di significato molte scene) e e e...
alla fine l'unica cosa che posso dire è che, a mio modestissimo avviso, questo film è un capolavoro, una roba di una bellezza spropositata, che non solo si riallaccia perfettamente a quanto successo negli episodi precedenti, ma che apre le porte a un sacco di cose che, sono certa, ci metteranno pochissimo a diventare leggenda.
quindi se non l'avete visto andatelo a vedere subito! io spero di riuscire a tornare al cinema a rivederlo almeno una volta prima che lo tolgano dalle sale, perché sono certa di essermi persa tanti dettagli che voglio riuscire a recuperare per potermi fare un'idea più chiara di tutta la vicenda.
sarà durissima aspettare due anni per l'ottavo episodio!

venerdì 18 dicembre 2015

disney definitive collection ~ tutti i milioni di paperone

e siamo all'ultimo post dedicati alla serie disney definitive collection, quello su tutti i milioni di paperone, sceneggiato da fausto vitaliano e disegnato da diversi autori, attualmente giunto al 14° episodio su topolino e non ancora concluso.
in monografico sono usciti due volumi, il secondo è in edicola proprio in questi giorni, che raccolgono i primi otto episodi.


raccontare la storia di zio paperone, plausibilmente il personaggio disney con il passato più interessante e ricco (in tutti i sensi), significa necessariamente dover affrontare il confronto con la $aga di don rosa, e credo che molto difficilmente si possa uscire illesi da un paragone simile.
quindi, l'unico modo per non sminuire qualsiasi lavoro su paperone e la sua storia sia evitare di vederlo in relazione con il lavoro donrosiano: ho letto tantissime critiche su questa serie proprio perché non rispetta la $aga, o non arriva ai livelli qualitativi di quello che secondo me - e secondo mezza galassia - è un capolavoro.
ma davvero dobbiamo per forza paragonarlo a qualcosa?
paperone è, sì, un personaggio con un suo passato ben definito, ma è anche un personaggio disney, e sappiamo benissimo che in disney il concetto di continuity è molto spesso nullo.
quindi niente impedisce di raccontare una storia diversa da quella della $aga e non per questo meno legittima.
personalmente non mi sono mai sognata di mettere in correlazione le due cose, non mi importa che vitaliano o qualsiasi altro sceneggiatore seguano il solco tracciato da don rosa, che per quanto abbia scritto un capolavoro, è e rimane solo uno dei tanti autori disney che hanno raccontato dei paperi. mi importa solo di leggere belle storie con i personaggi che amo, che non ne tradiscano lo spirito, ma non mi importa proprio di un fantomatico rispetto della continuity che, come detto, non esiste.
e con questo terminiamo il discorso che più mi ha irritato su questa serie.

tutti i milioni di paperone è una serie che si sviluppa su un'idea di base molto semplice: zio paperone, paperino e i nipotini si trovano da nonna papera, sfogliano dei vecchi album di foto e per ogni foto, scattata al raggiungimento di un determinato traguardo - i vari milioni guadagnati da paperone - lo zione racconta la storia di ogni scatto.
un espediente, a mio avviso, che funziona, che mi ricorda, alla lontana, un'altra bellissima serie di storie che mi auguro venga presto ristampata - e magari continuata, ovvero i racconti attorno al fuoco (ai tempi pubblicata su topolino e su minni & co. se non ricordo male. di questa esiste una raccolta che fa parte dei tesori disney, ma non credo sia completa. in caso correggetemi).
ovviamente - e qui sono costretta a tornare a don rosa, perdonatemi - questa serie è molto molto mooolto più leggera di quella ormai famosissima del don: niente momenti drammatici, niente difficoltà serie da affrontare, molta più fortuna eccetera. manca la poesia, siamo molto più sullo standard delle storie "normali" di topolino. insomma, manca tutto quello che ha reso la $aga così meritevolmente conosciuta e apprezzata.
dal canto suo, tutti i milioni di paperone è una serie carina, piacevole da leggere e di certo da avere per i fan dei fumetti disney e sopratutto del vecchio avarastro.

*** gli altri post sulla serie:

mercoledì 16 dicembre 2015

karmapolis

questo post mi costa una fatica immensa, per un semplice motivo: non so se karmapolis mi è piaciuto davvero.
so che potrebbe sembrare una cosa senza senso, però è così. avevo un sacco di aspettative prima di leggerlo, mi è piaciuto sì, ma mi aspettavo qualcosa di più. non so esattamente cosa. però mi ha lasciata un po' così, sopratutto nell'ultima parte.
insomma non so dire mi è piaciuto e non posso nemmeno dire che non mi è piaciuto. che faccio?


andiamo con calma.

chiara ha 22 anni, frequenta l'università, vive con due amiche (?), katia, alla quale non risparmia mai di ricordare che sia una facile (per meglio dire una puttanella), e morena, della quale intuiamo subito - per avere conferma dopo, che è lesbica. chiara, chichi per gli amici, è - parole sue - insicura e piena di grilli per la testa, ha un fidanzato fissato con il calcio, odia il suo lavoro e trova che sua madre sia una gran cagacazzo (cit.).
fin qui nulla di strano.
ma chichi ha il potere di portare sfiga.
nulla di troppo complicato, le basta uno schiocco di dita e bam, casino servito.

fin qui tutto bene, chiaro, lineare, funziona tutto. ma quando entrano in scena i suricati a spiegare a chiara i suoi poteri, il karma, la fortuna, la sfortuna... ecco, lì è iniziato il disastro.
si incasina tutto: chiara, sconvolta per il comportamento del suo ragazzo, sfoga tutta la sua rabbia sulle amiche, in modo immotivato ed esagerato, il che porta a una situazione davvero drammatica e pesante. a questo si aggiungono incubi, salti avanti nel tempo, suricati (che mi hanno fatto venire seri dubbi: sono dislessica o non sono la sola che è ammattita per riuscire a capire cosa dicono?), discorsi troppo brevi su cose successe e poi rimosse che sembrerebbero davvero importanti per la storia... ecco, non voglio far spoiler, però è tutto davvero incasinato, molte cose avrebbero dovuto avere più spazio e tempo per essere narrate.

quindi: o sono io cretina e non ci ho capito niente, il che è molto plausibile, visto che ho letto recensioni parecchio entusiaste di questo titolo, oppure davvero karmapolis poteva essere davvero un bel fumetto ma si limita ad essere un ottimo tentativo, con dei disegni ben fatti e originali e una trama che, articolata un po' meglio, sarebbe stata geniale.
forse il danno sta tutto in quella sorta di cinico distacco che dovrebbe dare un tocco comico e divertente a situazioni drammatiche e a concetti che in fondo sono molto belli e profondi, ma che - almeno per me - è risultato solo fuori luogo e non mi ha permesso di appassionarmi alla storia e ai suoi personaggi, forse nella fretta che c'è in tutta la narrazione della vicenda...

insomma, un peccato. che poi, sono sincera, mi sento una stronza a scrivere una roba del genere, perché secondo me gli autori - nebbioso e greta xella - meritano eccome, e di certo voglio leggere altro di entrambi, però non mi va nemmeno di non essere sincera e di far sviolinate.
ecco perché mi trascino sto post da più di un mese.

in ogni caso, io vi consiglio di seguire i pareri degli altri, di quelli che ne hanno parlato bene (qui ad esempio) e di leggerlo se vi capita l'occasione, perché di certo una lettura non gliela si può negare, così poi venite qui a lasciarmi un commento e a dirmi che sono idiota e non capisco niente.

lunedì 14 dicembre 2015

dieci shoujo manga imperdibili o quasi (secondo claclina) - seconda edizione ~ 2010/2015

era da tanto che non facevo un post fuffoso come questo, mi scuso per l'alta dose di fuffosità di quello che state per leggere, però era da tanto che pensavo di fare una lista del genere. oltretutto è passato tanto da quando ho scritto la lista dei dieci shoujo manga imperdibili e quella dei dieci serie manga imperdibili anche se... quindi potete perdonarmi no?

ho pensato di fare una sorta di classifica degli shoujo (anche se ci sono pure dei josei in mezzo) più belli degli ultimi cinque anni, quindi quelli pubblicati dal 2010 ad oggi. ho escluso le serie che sono appena ai primi numeri, e ovviamente non ho incluso roba che mi manca e per la quale rosico tantissimo (una stella cadente in pieno giorno, ali di farfalla, orange eccetera...) ma che spero di recuperare presto. insomma, sono i dieci che mi sono piaciuti di più tra quelli che ho letto. una roba che più arbitraria non si può. sulla base di questi (e di quelli che trovate nei link di cui sopra) se vi va lasciatemi qualche suggerimento tra i commenti! non che sia facile recuperare serie al momento, ma sognare è sempre bello.

metterli in ordine di preferenza è stato difficile, sopratutto per determinare una sorta di podio, perché sono tutti titoli che mi piacciono parecchio, quindi ho evitato di pensarci troppo e di decidere nel modo meno razionale possibile. quindi praticamente, quelli che stanno nelle posizioni più alte sono quelli che mi fanno fangirleggiare di più, e non quelli più "belli".

10 - seiho high school men's di izumi kaneyoshi

come sono le storie d'amore liceali da shoujo manga viste da un ragazzo. o meglio: come, secondo le ragazze, i ragazzi vivono gli amori liceali. insomma, un capovolgimento dei punti di vista (ripreso di recente da rainbow days) che mi ha divertita parecchio. ho sempre detestato gli shounen romantici, visto che spesso e volentieri di romantico non hanno praticamente niente e sono solo un esplosione di ormoni e culi tette più o meno immischiati ad altri elementi che ne fanno una storia (l'unico che recupererei dei pochi che ho letto ma che non ho è video girl ai, ma non rientra tra le priorità al momento), ma proprio non fanno per me. seiho high school men's ha il vantaggio di essere anche affatto volgare o di cattivo gusto, oltre che divertente e a suo modo romantico. non è che sia il capolavoro del millennio, però se vi capita leggetelo, è davvero carino.

9 - kuragehime di akiko higashimura

per essere precisi, kuragehime è un josei. ma ho deciso di metterlo in lista perché nonostante l'odio che ho sviluppato nei confronti dei josei (se vi ricordate ne avevo parlato qui), questo mi piace parecchio. non si può essere troppo fiscali, su...
quello che mi fa piacere tantissimo questo manga è che a differenza degli altri - pochi - josei che ho letto, non cerca affatto di dare un'immagine della giovane donna comune in cui dovremmo/potremmo rispecchiarci tutte noi, ma che anzi presenta personaggi assolutamente folli e poco probabili (almeno fuori dal giappone. spero): un gruppo di donne otaku (nel senso reale del termine, che non è quello usato bimbominkiescamente per definire una persona che ha letto tre manga nella sua vita e il sabato sera si crede alternativo perché mangia al ristorante cinese, ma quello di appassionato/ossessionato da un solo e unico argomento di cui praticamente conosce ogni minimo dettaglio, mentre si disinteressa di tutto il resto, compresi lavoro e vita sociale), un giovane politico tanto ingenuo da sembrare un idiota e il suo fratellino minore appassionato di moda e con l'hobby di travestirsi da donna.
oltre che farci assistere alla storia d'amore più goffa della storia, la higashimura ha scritto una bellissima storia di riscatto di alcune ragazze emarginate che riescono, con i loro sforzi, a creare un brand di moda e ad avere successo in un ambito a cui non avrebbero mai neanche osato avvicinarsi col pensiero. nonostante sia un manga tendenzialmente comico, kuragehime affronta quello che penso sia un problema serio per la società nipponica, e, da occidentale che sconosce completamente cosa possa significare vivere secondo i ritmi e le regole giapponesi, mi sembra che ci riesca bene, anche se in modo leggero e divertente.
ah, dimenticavo: adoro i disegni della higashimura!

8 - elettroshock daisy di kyosuke motomi

premetto che non ho ancora finito la serie. devo recuperare gli ultimi tre volumi, sa il cielo quando ci riuscirò, e devo anche rileggermelo tutto, perché alcune cose non le ricordo benissimo. però lo inserisco nella lista perché in elettroshock daisy ci sono un sacco di belle cose: una storia d'amore che si sviluppa in modo spontaneo e verosimile tra due persone legate da un destino decisamente non ordinario, ci sono siparietti comici, ci sono momenti drammatici, scene d'azione, personaggi ben caratterizzati... è un titolo che va oltre i soliti cliché, che sconfina nella spy story e nel thriller, senza però perdere del tutto il fattore romanticismo. appassionante, spero che quando riuscirò a terminarlo non mi deluda... voi non fatemi spoiler!

7 - il fiore millenario di izumi kaneyoshi

non amo troppo i fumetti ad ambientazione storica, sopratutto i manga, parecchi mi hanno delusa (ooku su tutti, mi vengono ancora i brividi quando ci penso... eppure all'inizio mi piaceva parecchio!), invece il fiore millenario mi ha rapita completamente. ok, c'è la componente intrighi di corte e nobili pazzi e sanguinari, ma non si ferma solo a quello. mi piace da morire la protagonista, a-ki, una ragazza intelligente, forte e determinata, che nonostante il suo passato tragico e il suo presente complicato, nonostante si ritrovi in una società iper-maschilista, riesce a farsi valere e a dimostrare di non essere meno di nessuno, di meritare il ruolo di sovrana che le è stato usurpato. e poi c'è la storia d'amore con hakusei che è bellissima davvero. e sono fantastici anche i disegni.
insomma, non c'è un solo motivo per cui non dovreste leggerlo.

6 - love button di maki usami

con questo titolo entriamo nell'ambito del fangirleggiamento puro e crudo. dire che love button sia pieno di cliché da shoujo manga è riduttivo: love button è la quintessenza del cliché da shoujo manga, non gli manca nulla ed è un continuo lanciare gridolini soffocati praticamente ad ogni scena. ne ho abbondantemente parlato man mano venivano pubblicati i volumi (cliccate qui per trovare tutti i post) ma mi sono accorta di aver saltato proprio il dodicesimo numero... vabbè, l'happy ending era scontato, no?
ah, ovviamente, se vi piacciono le storie dolci anche se non troppo originali, insieme a love button vi raccomando tutto ma proprio tutto quello che è stato pubblicato di maki usami. e se poi volete collaborare, potreste anche voi fare qualche sortilegio per convincere una qualsiasi casa editrice a pubblicare sekai wa happy de dekiteiru.

5 - arrivare a te di karuho shiina

arrivare a te ormai è praticamente uno dei nuovi classici per quello che riguarda il genere. la storia la conoscete, credo, tutti: lei è ipertimida e un po' inquietante, lui è solare e pieno di amici, si innamorano e, niente, una delle storie più dolci di sempre. ma anche una delle storie più lente di sempre. ma a me piace tantissimo, anche se è una serie luuunga e leeenta. e non finirà mai.

4 - jammin' apollon di yuki kodama

anni '60. musica jazz. primi batticuori e nuove amicizie. jammin' apollon è tutto questo e anche di più, una delle più belle storie degli ultimi anni, raccontata con stile e poesia da yuki kodama, autrice della quale spero possa arrivarci altro presto. consigliatissimo anche l'anime che ha una stupenda colonna sonora. qui trovate alcuni post in cui avevo commentato i primi volumi.
sen ha rubato il cuore di molte di noi

3 - strobe edge di io sakisaka

prendere i luoghi comuni più luoghi comuni della storia degli shoujo manga e tirarne fuori un gioiellino: ecco in poche parole cos'è strobe edge. i cliché ci sono tutti, ma proprio tutti, eppure la storia è gestita in modo che ogni cosa appare naturale, spontanea e plausibile.
ninako, la protagonista, è una ragazza così normale da essere quasi anonima. e non si trasforma in una strafiga grazie a the power of love, non si ritrova ad affrontare schiere di gente pazza che vuole a tutti i costi mettersi fra lei e il suo amore, niente bulli, amici normali, tutto plausibile.
lui, ren, è sì figo, ma è un figo plausibile. la loro storia è plausibile. è tutto molto realistico, probabilmente simile a tante altre storie, e proprio per questo è bellissima, perché io sakisaka sa realmente esprimere la bellezza delle piccole cose e delle situazioni quotidiane, sa che la spettacolarità dell'amore sta nell'amore stesso e non negli eventi straordinari che potrebbero verificarsi.
quindi inchiniamoci davanti a sua maestà io sakisaka, la nuova regina degli shoujo manga.

2 - natsume degli spiriti di yuki midorikawa

recuperone recentissimo per me il manga, anche se anni fa mi sono sciroppata quattro stagioni della serie animata. natsume degli spiriti è assolutamente delizioso, poetico, elegante, squisitamente malinconico e molto molto giapponese: per quanta azione ci sia a volte, è uno di quei rarissimi manga che ti chiedono di essere messi da parte per rimanere a pensare a te stesso e al tuo rapporto con il mondo. natsume ha da sempre la capacità di vedere quelli che vengono chiamati yokai, gli spiriti. questo non ha fatto altro che causargli problemi. orfano, sballottato da un parente all'altro, nessuno gli crede quando dice di vedere qualcuno, tutti reputano il suo atteggiamento spaventoso ed egocentrico. senza famiglia e senza amici, fino a che la sua vita non prende una piega diversa: i signori fujiwara, lontani parenti, gli chiedono di andare a vivere da loro in campagna. qui natsume libera per caso madara, un potente spirito che è stato sigillato, con il quale fa un patto: madara, sotto le pucciosissime sembianze di nyanko sensei, lo proteggerà dagli attacchi degli altri spiriti, e alla morte di natsume erediterà il taccuino degli amici, oggetto appartenuto a sua nonna reiko - che come lui poteva vedere e parlare con gli spiriti, che contiene i nomi di moltissimi spiriti, e che quindi permette di controllarli.
circondato da un ambiente finalmente non più ostile, in quella che per la prima volta può davvero chiamare famiglia, con degli amici - umani e no - natsume comincerà a rendersi conto che gli spiriti non sono tutti uguali e che molti di loro agiscono proprio come gli uomini: mossi tutti dallo stesso desiderio di non rimanere soli e di proteggere e aiutare coloro che amano.
b e l l i s s i m o.

1 - a un passo da te di io sakisaka

ovviamente al primo posto c'è aoharaido, in italia a un passo da te, uscito praticamente subito dopo strobe edge, sempre di io sakisaka. il discorso fatto per strobe edge vale anche per questo titolo, ma qui secondo me l'autrice si è superata: bellissimi personaggi, scene indimenticabili, momenti da infarto e nuche odorose. praticamente l'apoteosi del fangirleggiamento, uno degli shoujo manga più belli di sempre. adesso ho davvero bisogno dell'annuncio di omoi, omoware, furi, furare!

come per tutti i meme: prendetene e scrivetene tutti. sono curiosa di sapere cosa vi è piaciuto di più dell'ultimo lustro. ovviamente, io ho limitato la mia classifica solo agli shoujo, ma se volete potete cambiare genere: manga in generale, fumetti occidentali, disney, graphic novel, insomma quello che vi pare. l'unica cosa che vi chiedo è di avvisarmi qui nei commenti (niente spam per favore!) così vengo a leggere i vostri post, che sono curiosissima!

mercoledì 9 dicembre 2015

il viaggio di arlo

cosa sarebbe successo se l'asteroide che ha colpito la terra facendo estinguere i dinosauri fosse passato qualche chilometro più in là? beh, i dinosauri non si sarebbero estinti, anzi avrebbero continuato a evolversi e avrebbero realmente condiviso la terra con i nostri antenati. questa è l'idea di base dell'ultimo film disney/pixar il viaggio di arlo, uscito al cinema già da un po' e che, nonostante a me sia piaciuto tantissimo, ha avuto un'accoglienza un po' tiepidina, forse per via della vicinanza con l'uscita di quel capolavoro di inside out, con cui è venuto fin troppo naturale, per alcuni, fare il confronto, anche se davvero non vedo il motivo di far paragoni, sopratutto tra due film così diversi tra loro.
ma ho già espresso più volte il mio parere circa la moda di smerdare disney a ogni occasione, per cui andrò oltre senza perdere altro tempo.


dicevo, a me il viaggio di arlo è piaciuto tantissimo. la cosa più incredibile sono stati i paesaggi, avevo già letto in qualche intervista che la natura sarebbe stata co-protagonista della storia, insieme ad arlo e spot, ma non avrei mai immaginato di vedere paesaggi così incredibilmente belli e perfetti.
poi c'è la famiglia di arlo: ci sono la mamma e il papà, che sono instancabili lavoratori e organizzatissimi contadini. portano avanti il loro piccolo campo (ve l'ho detto che i dinosauri si sono evoluti) con dedizione e impegno.
e quando si schiudono le loro tre uova io mi sono commossa: arlo nasce dall'uovo più grande, ma è il dinosauro più piccolo della famiglia, e di certo anche il più pauroso. crescendo, continuerà a essere il più piccolo e il più pauroso, facendosi prendere in giro dai fratelli più grandi, fino a quando suo padre non cercherà di responsabilizzarlo e sopratutto di fargli scoprire che la paura ci impedisce di scoprire le cose più belle. per una serie di casini, dovuti a un piccolo umano che ruba le provviste della famiglia di arlo, il nostro dinosaurino si trova improvvisamente sperduto, lontano da casa, dolorante, affamato e sopratutto terrorizzato. ma sarà proprio la presenza di quel piccolo umano, spot per gli amici, ad aiutarlo nel suo viaggio e permettergli di tornare a casa.


in questo film ci sono momenti comicissimi (alla presentazione di menagramo ho riso con le lacrime), momenti che mi hanno turbata non poco e che credo non avrei voluto vedere da bambina (essì, ero una bimba ipersensibile), un modo, per una volta, di mostrare una natura più realisticamente crudele e non necessariamente edulcorata a uso e consumo di un pubblico di bimbi a cui dobbiamo censurare tutto per non farci poi fare domande imbarazzanti, e momenti che mi hanno davvero commossa.

è vero che il viaggio di arlo non è epico come il re leone, ma il viaggio di arlo non è il re leone, benché ci siano molti punti in comune tra i due film.
il viaggio di arlo è un film sull'amicizia e sulla fiducia - cose che ci farebbero molto bene imparare - è un film sulle differenze e su come queste possano essere annullate grazie all'affetto incondizionato e sincero, ed è un racconto di crescita, ovviamente, un vero e proprio percorso di formazione dall'infanzia all'età adulta.

insomma, è un film che i bambini dovrebbero vedere, e che dovrebbero vedere anche quelli che bambini, almeno all'anagrafe, non lo sono più, piantandola, per una volta, di fare i professoroni esperti in tutto, piantandola con i voti e le classifiche, evitando di cercare poi il modo più originale per criticare quello che hanno visto e lasciandosi semplicemente coinvolgere ed emozionare da un film davvero bello.
in fondo, la magia disney è questa, no?

lunedì 7 dicembre 2015

marmalade boy little 1

wataru yoshizumi, praticamente una tappa obbligata per una generazione e più di lettrici (e lettori) di shoujo manga. quando ero più piccolina la adoravo, manco a dirlo è stata una delle prime autrici che ho letto, poi pian piano la cosa è andata scemando, sopratutto per colpa di titoli che mi hanno parecchio delusa dopo due che invece rimangono ancora gelosamente custoditi tra i miei fondamentali, che sono cuore di menta (il primo manga della yoshizumi che lessi all'epoca del liceo e che ancora adesso rimane il mio preferito) e marmalade boy.


la storia di marmalade boy la conoscete tutti, ma vi faccio lo stesso il riassuntone: un bel giorno, la solare e allegra miki, scopre che i genitori vogliono divorziare e risposarsi, proprio con altri due ex-coniugi, i quali, a loro volta, hanno un figlio dell'età di miki, yuu.
superato lo shock di questo scambio di coppia, miki dovrà vedersela con il suo nuovo quasi-fratellastro, che ovviamente non fa nulla per collaborare. ma come previsto, presto la reciproca antipatia diventerà amore, e i due finiranno a vivere insieme felici e contenti.
amen.
e invece no!
dopo circa vent'anni dalla pubblicazione giapponese, e dopo una serie di titoli abbastanza insignificanti (molti non li ho nemmeno più provati, credo che l'ultimo che ho letto sia stato streghe per amore, ma non ricordo più), la cara yoshizumi torna con un prequel del suo titolo più famoso, marmalade boy little.

io mi sono gasata fin dall'annuncio: sarò fuori dal coro quanto volete, ma prima di spalare chili di merda sui sequel/prequel/spin off di roba che mi è piaciuta, aspetto - spesso con un certo entusiasmo - di provare, sperando che vada bene (ogni riferimento all'atteggiamento odioso del fandom di star wars in questi giorni è totalmente casuale voluto, banda di rompicoglioni che non siete altro!) e per quello che riguarda questo primo volume di marmalade boy little direi che è andata davvero bene, visto che mi è piaciuto tantissimo!
i protagonisti di questa nuova serie sono rikka matsuura (figlia del papà di yuu e della mamma di miki) e saku koishikawa (figlio della mamma di yuu e del papà di miki), praticamente i fratellini minori dei protagonisti della vecchia serie.
i due hanno sempre vissuto insieme, e infatti da piccina rikka pensava che saku fosse suo fratello e che entrambi fossero nati da due mamme e due papà (i sostenitori del terribile giender evitino questa roba perché si metterebbero le mani ai capelli. lol. ok la pianto), così quando si rende conto della verità ci rimane un po' male ma continua a vedere tutti come la sua - sicuramente strana - ma amata famiglia.
rikka e saku crescono insieme, felici e coccolati da quattro genitori e due fratelli maggiori, tutto sembra perfetto, ma si sa, l'adolescenza è una brutta bestia, e proprio durante i loro 13 anni, i due si ritrovano ad aver a che fare per la prima volta con l'amore! si crea l'inevitabile quadrato amoroso (la yoshizumi è bravissima in queste cose, dite quello che volete, ma quello che mi piace di più dei suoi fumetti sono sempre i legami incasinitissimi che si vengono a creare tra i personaggi), con aoi, il classico bel ragazzo per il quale rikka ha perso la testa, e rena, una ragazza bellissima e raffinata innamorata di saku.
oltre alle vicende dei nuovi personaggi, a proposito delle quali non vi svelo niente perché secondo me questo numero non merita spoiler alcuno, tornano in scena anche i protagonisti di marmalade boy: in primo luogo miki e yuu, che ormai convivono da anni, lavorano e pensano al loro - forse - matrimonio e ai - forse - figli che potrebbero avere (vi prego, sposatevi e tirate fuori due gemelli, necessariamente di sesso opposto, che magari la yoshizumi ci fa anche il sequel di cuore di menta!), ma anche ginta e arimi, oppure meiko (che, tanto per ingarbugliare le cose, è la mamma di aoi), tutti con la loro storia che di certo verrà approfondita nel corso della pubblicazione.


ritornare dopo tanto tempo a leggere un manga della yoshizumi, sopratutto tornare dopo tanto a vedere i suoi disegni, sicuramente più eleganti di quelli di un tempo, ma sempre inconfondibili, ammetto che mi ha commossa un po' e resa tanto felice.
mi è sembrato un salto nel tempo, a quando mi avvicinavo agli shoujo per la prima volta e mi si apriva davanti un mondo nel quale sguazzo da quasi quindici anni senza nessuna voglia di smettere.
questo primo numero è stata una bellissima lettura, non c'è stato neanche un attimo di noia, e per quanto tutto possa sembrare banale e scontato, io non vedo l'ora di farmi trascinare dentro questa nuova avventura. ah, ci sono certe faccette che mi hanno fatta ridere come una deficiente, quindi cercate di non leggerlo in pubblico o almeno, siete avvisati!

(piccola osservazione quasi fuori luogo: carissima natsuki takaya, perché per il sequel di furuba non ti consultavi con la tua collega e magari ti facevi dare qualche suggerimento? perché??? sarebbe stato bellissimo vedere tooru e kyo trentenni! sigh!)

venerdì 4 dicembre 2015

disney definitive collection ~ pippo reporter

finalmente vi parlo di quello che al momento è il mio titolo preferito della collana disney definitive collection è che credo difficilmente lascerà il primato ad altro: pippo reporter, una bellissima saga scritta da teresa radice e disegnata da stefano turconi (gli autori di viola giramondo e il porto proibito).


la serie in monografico attualmente conta due volumi, usciti rispettivamente a febbraio e a ottobre 2015, che raccolgono i primi otto capitoli, ma gli episodi sono stati serializzati su topolino dal 2009 e l'ultimo è uscito ad ottobre di quest'anno, per un totale di quindici storie, per cui usciranno altri due volumi in monografico: se continuiamo a seguire l'attuale calendario, dovrebbero uscire a giugno 2016 e febbraio 2017. il che spiega perché il finale io l'abbia recuperato con topolino.

adesso che ci siamo subito tolti dalle scatole la parte noiosa, vi racconto perché pippo reporter è una saga bellissima e perché dovete immediatamente recuperarla se ve la siete persa.


ambientata nella new york degli anni 30, con un atmosfera che un po' ricorda il bellissimo wondercity, chiuso troppo presto e per il quale mi intristisco ancora, vede un conosciutissimo cast di personaggi disney che vivono ruoli un po' diversi da quelli a cui siamo abituati: così pippo, svagato e ingenuo come sempre, è anche un grande giornalista, con un ottimo fiuto per gli scoop, e lavora per il morning blot, giornale di proprietà di macchia nera, per l'occasione ribattezzato mr blackspot, che anche qui non perde il suo lato di criminale senza scrupoli, affiancato da pietro gamba e plotty plottigatt (rispettivamente gambadilegno e plottigatt). grande amica di pippo è minni, una ragazza dalle mille risorse che cambia spessissimo lavoro e che accompagna il nostro in avventure incredibili, mentre topolino, per questa volta almeno, rimane sullo sfondo e viene citato solo come il fidanzato di minni (grande rivincita! dopo anni in cui minni è stata relegata come appendice di topolino, finalmente le si riconosce il ruolo che merita), sfuggente e sempre impegnato con il suo lavoro di detective. ma ci sono anche clarabella, nel ruolo di claire la belle, indovina non troppo credibile innamorata del sindaco di new york horace horse, orazio.


pippo reporter è una serie decisamente molto più leggera dei lavori non-disney della coppia radice/turconi, ed è anche inevitabile considerando gli standard di topolino, eppure anche qui non manca quell'atmosfera poetica e a tratti un po' malinconica (estate a green pond, che farà parte dell'ultimo volume monografico ma che ho letto sul topo, mi ha davvero fatto venire i lucciconi agli occhi) che distingue i lavori dei due autori, così come non mancano i rimandi al cinema (un ombrello, un cappello un monello), alla letteratura (dieci piccoli caimani), alla musica (il rustico cavallerizzo)... non ve lo nascondo che alcune scene mi hanno davvero commossa, moltissime mi hanno divertita e nel complesso mi sono perdutamente innamorata di una serie che è forse tra le migliori disney che ho letto negli ultimi tempi insieme a pkne; senza contare che pippo e minni sono i miei personaggi preferiti (oltre ai paperi, chiaro), e che credo che il finale abbia fatto piangere - e farà piangere - più di una persona.

sarà difficile aspettare quest'estate per leggere gli episodi che mi sono persa, ma vi assicuro che vale veramente la pena di recuperare questa serie, anche per chi non è un appassionato di fumetti disney.

*** gli altri post sulla serie:
fantomius - il ladro gentiluomo
darkenblot

mercoledì 2 dicembre 2015

ferea

eccomi di nuovo qui. breve assenza, chiedo scusa, ho avuto la crisi da pagina bianca, qualche impegno, una forte dose di non mi va di fare niente, e poco tempo passato davanti al pc.

parliamo di un po' di fuffa: è iniziato dicembre e io sono contenta come una pasqua! (va bene essere contenti come una pasqua vicino natale?) è il mio mese preferito perché in pochi giorni si concentrano un sacco di cose bellissime: preparare l'albero e addobbare la casetta di camilla, mangiare i dolci, il natale, i regali, il claccaday, la tombola e blabla. insomma io mi diverto tantissimo.
che poi quest'anno dicembre è iniziato anche meglio di quanto previsto visto che mi è arrivato un mega pacco pieno di fumetti (ve l'ho fatto vedere su facebook, ma voglio postare la foto anche qui) e quindi io sono piena zeppa di belle cose da leggere

tutta la roba presa dal sito panini più un intruso recuperato tramite bookmooch e arrivato in contemporanea... *u*

ma oltre questo, è arrivato il momento di continuare a scrivere qualcosa su tutti i miei bellissimi acquisti lucchesi, anche se è già passato un sacco di tempo, non ho finito di recensire tutto. sono pigra!

oggi tocca a un titolo che mi ha sorpresa molto e che vi consiglio caldamente di recuperare: si tratta di ferea, una fanzine autoprodotta da nyesis, nome collettivo dietro il quale troviamo elisa l. cross e sara fabrizi.

le copertine dei volumi usciti fino ad adesso

ferea contiene racers, un fumetto in stile euromanga, e delle light novel, oltre che a qualche illustrazione, editoriali eccetera.
avevo leggiucchiato il fumetto online e mi ero appassionata parecchio, ma ero un po' titubante riguardo alle light novel, invece mi sono piaciute anche loro!
andiamo con ordine.
racers è un fumetto disegnato con un tratto pulito ed elegante che strizza l'occhio allo stile giapponese, ambientato in inghilterra nella seconda metà dell'ottocento. il design dei personaggi fa molto steampunk, tra occhialoni da aviatore, corsetti e cappelli a cilindro. insomma, graficamente è molto molto accattivante, e questo gioca già a suo favore.
ma racers non è solo bello da vedere, ha anche una trama che si preannuncia parecchio interessante e contorta. dico preannuncia perché in effetti i capitoli pubblicati in ogni volumetto sono piccolini, per cui fino ad adesso si sono introdotti i personaggi e si è un po' accennato al mistero che li accomuna, anche se secondo me c'è ancora taaanto da scoprire (e io non vedo l'ora!)
conosciamo così il signor jenkins, un misterioso detective con la passione per i cappelli a cilindro e il desiderio ossessivo di catturare il criminale che si cela dietro il nome di x., nicholas, suo giovane assistente, un orfano salvato proprio da j., e ovviamente xiva, ovvero x., la criminale che sconvolge londra con i suoi crudeli omicidi. il cast dei personaggi si completerà più avanti con la dolce eveline e con hans, orgoglioso e arrogante. tra tutti loro, sembra esserci qualcosa di misterioso, un filo invisibile che li lega l'uno all'altro in un gioco pericoloso e apparentemente senza fine...
non posso dire altro, perché non voglio spoilerare nulla, ma non appena iniziate a intuire di cosa si tratta, rimarrete anche voi affascinati dalla storia e non vedrete l'ora di continuare a leggerla! anche se, sappiatelo, toccherà sperare nel prossimo lucca c&g per leggere il quarto volume...

i racconti pubblicati a fine del primo volume di ferea, séline e sindrome di stendhal, sono carini ma non eccellenti, questo va detto, ma la storia che inizia nel secondo volumetto e continua nel terzo, duplice realtà, mi è piaciuta molto di più, mi ha incuriosita parecchio ed è scritta in modo più sicuro e scorrevole. anche per questo racconto non vedo l'ora di avere in mano il quarto volumetto!
in definitiva un ottimo lavoro (anche per quello che riguarda l'edizione dei volumetti) che merita di certo di essere conosciuto, alle autrici vanno tutti i miei complimenti!

per tutte le info e per acquistare i volumi, visitate la pagina facebook di nyesis!

ps. oggi avevo previsto di continuare a parlare dei titoli della definitive collection con pippo reporter, ma slitterò il post di un paio di giorni (spero solo un paio... ugh!)

mercoledì 25 novembre 2015

commenti randomici a letture randomiche - parte IX

ho così tanta roba di cui devo assolutamente parlarvi che mi sono dovuta fare una lista per non entrare in paranoia. il problema è che adesso entro in paranoia ogni volta che vedo la lista. quindi, per cercare di smaltire un po' di roba, ho pensato di ricorrere alla mia non-rubrica randomica. poche parole e un sacco di fuffa, come al solito.


cominciamo da uno shoujo uscito da pochissimo, romantica clock, che ha catturato il mio cuoricino di shoujoaddicted fin dalla copertina tutta rosa e carina. anche se il modo in cui planet ha reso il titolo mi fa oggettivamente pena, anche se è mooolto simile a quella originale.

ma vabbè.
protagonisti della storia sono due gemelli, lui, aoi, è un tipo un po' strano, isolato dal resto del mondo, ama molto gli animali ed è un genio. lei, akane, è esattamente il contrario di suo fratello: popolare, casinista, piena di amici, bravissima negli sport ma una frana a scuola.
tra i due non scorre buon sangue, o meglio, akane detesta suo fratello per essere sempre stato il più bravo: in quanto gemelli, i genitori, i parenti, gli insegnanti, tutti insomma, si sono sempre sentiti in dovere di far paragoni tra i due, lodando aoi per la sua intelligenza e rimproverando akane per i suoi cattivi voti.
adesso, nel pieno dell'adolescenza, tra i due sembra possa cominciare a esserci un rapporto nuovo. aoi ha ripreso ad andare a scuola - ovviamente la stessa di akane - proprio perché lei gli ha chiesto di farlo, uscendo dalla stanza in cui praticamente vive rinchiuso da anni.
ma aoi non sembra affatto il tipo da avercela con la sorella che chiaramente non lo sopporta, e anche se non perde il suo ruolo di primo-in-tutto-quello-che-fa, sembra davvero molto ben intenzionato verso akane, per non dire che è il fratello che chiunque desidera. e sotto sotto anche akane gli vuol bene...
questo primo numero è molto introduttivo, presenta i personaggi al meglio e getta le basi per una serie che potrebbe essere davvero carina e interessante, nonostante sia già arrivata all'ottavo volume e sia ancora in corso. io di sicuro continuerò a leggerla, mi sono affezionata ai due gemelli fin da subito e non vedo l'ora di scoprire cosa ha in serbo il futuro per loro due!

altro titolo che mi ha colpita positivamente è i fuochi della sera, di giopota, del quale avevo già accennato a proposito de i guardiani della luce (è l'autore della copertina e delle illustrazioni interne).
diciamo subito una cosa: giopota disegna meravigliosamente e già solo per la copertina e le illustrazioni interne - sopratutto l'ultima, io la amo! giopota, se per caso leggi qui, ti prego, fai stampare almeno delle cartoline di quel disegno, voglio appenderlo in camera è bellissimo! - vale la pena di avere questo librettino.
librettino che raccoglie quattro storie brevissime, tutte legate da un sottile filo comune che è quello della solitudine.
impossibile raccontare di cosa parlano senza fare spoiler, ma un paio di cose mi tocca dirle: marino è la storia visivamente più bella, e anche quella più poetica. fa male che duri solo quattro pagine, sarebbe fantastico se prima o poi diventasse un racconto un po' più lungo. mentre i mostri mi ha lasciata un po' turbata, tocca tematiche davvero troppo pesanti e liquida la questione con troppa leggerezza. molto bella anche le stelle dentro, la storia che chiude la raccolta, anche questa molto poetica, infine la prima storia, elio nel buio, mi sembra molto sull'onda de i guardiani della luce, è un inizio carino e intrigante per un fantasy. in definitiva un libretto interessante per conoscere un artista davvero molto promettente.

a proposito di giopota: prossimamente uscirà per bao publishing un anno senza te, scritto da luca vanzella e illustrato da giopota. io non me lo perdo per nulla al mondo. se nell'attesa volete piangere, qui trovate gennaio.

per chiudere in bellezza, due paroline veloci veloci su shani, il sidequel di lumina che era stato presentato a lucca quest'anno e che io sono riuscita a recuperare qualche giorno dopo al games academy di palermo, sulla quale non mi pronuncio neppure, ma che ha il pregio (l'unico credo...) di portare roba non troppo reperibile in giro.
questo dedicato a shani è un piccolo spillatino, come oggetto lontano anni luce dal volumone extralussuoso di lumina, una storia breve scritta e disegnata da tre giovanissimi autori della scuola del fumetto di milano e palermo: maurizio carnago alla sceneggiatura, disegni di paola amormino e colore di lorenzo lanfranconi, il tutto ovviamente su soggetto di linda cavallini ed emanuele tenderini, creatori della serie originale.
la protagonista di questa storia è - ovviamente - shani, che avevamo incontrato già nell'ultimissima pagina di lumina, e qui è coinvolta proprio nella disavventura che la porta ad apparire nella storia principale.
gli haloi come shani sono una delle tante popolazioni che abitano lumina e che, in virtù della loro capacità di stringere un forte legame con la natura del loro pianeta, hanno il compito di controllare il suo stato di deterioramento attraverso i totem e con l'aiuto dei fruff, buffe, dolci ma potentissime entità composte esclusivamente di energia. ma shani è anche, oltre che un'apprendista controllore, una gran casinista e anche un po' una spaccona, e in questo volumino veniamo a sapere come è riuscita a perdere il suo prezioso fruff.
più di metà dell'albo è fatto di interviste, schede, approfondimenti eccetera.
insomma, vero è che costa pochissimo, ma se non avete letto lumina e non avete intenzione di farlo, allora è assolutamente inutile acquistarlo. per chi invece ha letto il numero zero o ha intenzione di entrare in questo universo che si prospetta davvero vastissimo, allora è più che consigliata la lettura (e poi a me shani sta davvero simpatica, senza parlare di fruff che è semplicemente adorabile!)

e e e... mi rimane ancora da scrivere su altri volumetti acquistati a lucca! argh! spero di riuscire a mantenere il ritmo... intanto cercate di convincere voi il misterioso recensore a rimettersi al lavoro anche lui, la lista delle sue recensioni raccoglie titoli bellissimissimi!
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