domenica 31 marzo 2013

a che gioco giochiamo?


quest'anno invece del solito stupido uovo di cioccolata che vi fa pure ingrassare e che ha sempre sorprese idiote e deludenti fatevi regalare a che gioco giochiamo?, l'ultimo romanzo edito da mondadori di madeleine wickham alias sophie kinsella.

è l'ultimo (per ora!) ad arrivare nel nostro (mi risparmio aggettivi solo perché è giorno di festa) paese, ma è il romanzo d'esordio dell'autrice, scritto quando la nostra aveva solo ventiquattro anni (così recita il risvoltino, così vi riporto).

a me questa roba dell'esordio mi aveva un po' fatto temere, sono sincera. è cosa nota che quando un autore raggiunge una certa popolarità gli editori pubblicano qualsiasi roba abbia scritto, anche se non ne varrebbe la pena, perché sanno che è il nome a trascinare il lettore.

bene, questa volta non è così.
madeleine wickham con il talento di scrittrice evidentemente c'è nata, perché questo è un bellissimo romanzo, acido e divertente, pieno di personaggi molto ben delineati e difficili da dimenticare, anche se certamente meno amabili delle ragazze che ha creato con il suo pseudonimo.

i change, orgogliosissimi della loro nuova casa di campagna, invitano gli amici di vecchia (e non) data a godersi un weekend da loro e a giocare un torneo di tennis. niente di male in questo, no? ma patrick ha in mente qualcosa in più del torneo e del barbecue e sua moglie caroline lo sa, anche se non ha capito ancora di cosa esattamente si tratta.
gli invitati sono don e la figlia valerie, due idioti insopportabili, annie e stephen, ex vicini dei change, buoni amici dai tempi dell'università dei change ma attualmente con qualche problemino economico, con i loro figli nicole e toby e charles e l'aristocratica e fredda moglie cressidra, con i loro gemelli e baby-sitter al seguito.

già dalle prime occhiate è facilissimo capire chi ha sfondato e chi è destinato a perdere: caroline e patrick sono ormai ricchi, ancora di più lo è charles con il patrimonio di cressidra, mentre annie e stephen si arrabbattano a continuare la loro semplice vita, senza lussi né eccessi.
ma oltre alle partite di tennis ci saranno altre... sfide. tra bugie, allusioni e tradimenti, il vero protagonista della storia è il denaro: a cosa si arriva pur di essere ricchi? in cosa ci si trasforma? e sopratutto, cosa si è disposti a tradire e a perdere pur di godersi una bella casa e dei vestiti e gioielli eleganti? vanità, invidia, opportunismo e un sacco di altre meschinità si trovano proprio sotto il velo della classe dei nuovi arricchiti.

irriverente, ironico, lucido, a che gioco giochiamo? è un romanzo intriso della genialità e della leggerezza a cui la kinsella ci ha abituati. consigliatissimo!

e buona pasqua!

martedì 26 marzo 2013

vita da blogger - parte quinta.

ovvero: considerazioni, consigli, domande e forse qualche risposta sul mondo dei blog e sopratutto dei blogger.

mi sa che ci siamo.
siamo alla fine, agli sgoccioli, alle ultime informazioni utili - si spera - che posso darvi su come gestire un blog.


avevo già detto da qualche parte che se non avete tempo di gestire un blog, è inutile aprirne uno, o almeno evitate di spararvi quattro articoli in un giorno e poi sparire per mesi.
una volta ottenuto un pubblico più o meno fedele, dovrete riuscire a mantenere un ritmo abbastanza costante.
se non riuscite a pubblicare più di quattro/cinque post al mese, scrivetene uno a settimana. se invece siete fonte inesauribile di roba da dire e comunicare, imparate a programmare i post, perché poco ma sicuro, oggi avete tutto il giorno per scrivere, ma domani? dopodomani?
pubblicare un post al giorno è difficile, sicuramente, sia per questione di tempo, sia sopratutto perché dovete pur avere qualcosa di cui parlare. se per esempio recensite libri, è difficile che ogni giorno abbiate letto un nuovo libro.

organizzare i post secondo un calendario è facilissimo, semplifica di molto il lavoro sopratutto lo strumento di programmazione, ovvero: scrivete, decidete data e ora della pubblicazione e poi pubblicate.
così magari potete anche mandare on-line un articolo mentre non siete a casa, magari in un orario in cui non potreste pubblicare per chissà quale motivo.
gli orari sono importanti, solitamente è più facile trovare gente davanti al pc nelle ore di pausa (tipo all'ora di pranzo o prima di cena) che non durante la notte fonda.

se anche siete persone puntualissime che aggiornano il blog di frequente, qual'ora vi dovesse succedere di non poter pubblicare per molto tempo, avvisate i vostri lettori.
giochini, meme, premi, test eccetera sono ottimi riempitivi per i momenti di calma piatta, quindi se avete tempo preparateli in massa e poi sparateli quando avete poco di cui parlare.
se create una rubrica, tipo questa ad esempio, programmate i post in modo che siano disponibili sempre allo stesso giorno. e cercate di mantenere degli orari fissi, in modo che più o meno i vostri lettori sappiano quando trovare un vostro nuovo post. vi assicuro, non è da fissati.
anche se il scrivere un blog non è un lavoro, se volete farlo bene, fate finta che lo sia.

cercate sempre di dare un taglio personale a quello che scrivete. il vostro stile di scrittura, l'aspetto del blog eccetera sono fondamentali, ma ogni tanto metteteci anche la faccia. non nel senso fotografico del termine, ma date qualche pillola di vita vissuta ai vostri lettori.
nessuno al mondo si interessa di un solo argomento o ha una sola passione.
se anche parlate di libri, ogni tanto concedetevi il lusso di un di più. parlate di un pittore ad esempio, di una ricetta di una torta, del vostro cane. caricate delle fotografie che avete fatto voi, magari proprio del libro o dei fumetti che state leggendo, o dello spazio in cui lavorate.
siete persone, e alla gente che vi segue, piace anche quello di voi, non soltanto gli articoli che scrivete.
non dovete trasformare il vostro blog di recensioni in un diario, ma qualcosa in più ci sta, rende tutto più vivo, personale e interessante e sopratutto diverso da un altro qualsiasi sito dove si possono trovare le stesse informazioni.

se poi siete bravi e avete la fortuna di essere contattati da una casa editrice per recensire libri (a me non mi si fila nessuno di questi pezzi grossi, tranquilli) non fate lo sbaglio di sbrodolare commenti su qualsiasi cosa giusto per avere i libri gratuitamente.
uno o due libri non pagano quanto un pubblico che vi sa riconoscere come critici esatti e corretti. dite quello che pensate, se poi gli editori in questione sono abbastanza intelligenti, sanno che tutto fa pubblicità, purché se ne parli.
sulle stroncature abbiamo già detto, quindi inutile dire che limitarvi al fa schifo, sopratutto se vi è stata chiesta una recensione esauriente, non vale a nulla.

se invece i libri o i fumetti ve li pagate di tasca vostra, come la sottoscritta, infilare qui e lì nel blog delle pubblicità non fa male, a patto che non sommergano il lettore di informazioni che non lo interessano, che non siano fastidiose, invadenti e fuori luogo. evitate di pubblicizzare prodotti dietetici se parlate di manga insomma! stessa cosa per le donazioni paypal. funzionano? beh, a me non hanno mai fruttato un centesimo, ma si sa mai che a qualcuno piaccia il vostro lavoro e vi voglia dare una mano a sovvenzionarlo.
prima o poi capiterà che qualcuno in italia si renda conto che quella del blogger è una vera e propria professione, e che il passaparola vale davvero parecchio.
molte case di prodotti di cosmetica usano tantissimo i blog delle ragazze che parlano di make up per farsi pubblicità, con i libri succede un po' meno, esclusa la categoria (che personalmente non mi attira tanto) degli urban fantasy, young adult eccetera.
spero seriamente che prima o poi lo capiscano anche tutti gli altri editori, che ricevono un sacco di pubblicità e che sarebbe il caso di non sottovalutare il potenziale comunicativo dei blog letterari.

ultimissimo consiglio e poi giuro che ho finito.
ricordate di fare periodicamente un backup del vostro blog.
come? semplicemente esportandolo e salvandolo sul pc o su un hard disk virtuale (tipo dropbox).
perché? beh, magari sarò paranoica, ma non mi è capitato poche volte di sentire di account hackerati e cancellati di punto in bianco. in ogni caso, una copia fa sempre comodo, sopratutto se siete in cerca di nuove piattaforme su cui trasferirvi.

e con questo ho davvero finito *sospiro di sollievo* vi assicuro che non è stata per nulla una passeggiata!
spero soltanto che questa roba non vi abbia annoiato e anzi sia servita a qualcosa! e grazie di avermi letto fino a qui!

i precedenti articoli li trovate qui:
vita da blogger - parte prima
vita da blogger - parte seconda
vita da blogger - parte terza
vita da blogger - parte quarta

sabato 23 marzo 2013

lady susan

tanto mi è piaciuto il ballo quanto mi ha delusa questo lady susan, se non di più. vorrei capire quale dovrebbe essere il criterio di scelta di questi 0,99 di newton. ok la roba che pagano niente, ma magari qualcosa che valga la pena essere stampata.
lady susan è un racconto epistolare, o meglio una raccolta di lettere tra i personaggi della vicenda che passano la loro vita a cornificarsi e a raccontare delle cornificazioni altrui.
la susan protagonista poi è in definitiva una vedova novella che ama civettare e abbordare uomini, è ipocrita, detesta la figlia e l'unico motivo per cui vuole risposarsi è una - inevitabilmente - sicurezza economica e sociale. da qui vari cincischiamenti su chi abborda chi, chi si lamenta di chi, chi tradisce chi eccetera.
questo è il succo di tutto il racconto. e vi assicuro che è talmente vuoto, banale, stupido e noioso che non c'è altro da dire.

va benissimo che costa solo un euro, ma per infliggervi una tale noia è meglio che lo investiate nella settimana enigmistica.

visto il successo che questi libri stanno avendo, nonostante questo non meritasse neanche queste poche parole mi sembrava giusto avvisare chi poteva essere tentato dal prenderlo.

la signora dei funerali

chi l'ha detto che i romanzi della kinsella firmati come madeleine wickham non sono all'altezza degli altri? ho letto la signora dei funerali e l'ho trovato una brillante commedia un po' nera e molto poco convenzionale, a partire dalla protagonista, fleur daxeny, bella quanto priva di scrupoli, che di mestiere fa... l'accalappiavedovi.
saltellando da un funerale all'altro, con sangue freddo e un'abilità che nasce dall'esperienza, fleur incanta l'inconsolabile di turno affascinandolo con la sua bellezza e i suoi modi da donna perfetta. ovviamente, la nostra cara non si dedica a tutti i poverini che hanno perso la moglie, ma solo a chi le consente, in pochi mesi di fatica, sorrisi e smancerie, di potersi permettere una gold card dalla quale attingere più denaro possibile prima di scappare, lasciando il vedovo di turno come uno scemo, incapace persino di denunciarla pur di non ammettere la propria idiozia.

la musica inizia a cambiare quando fleur va al funerale di emily per conquistare il cuore e il portafogli di richard favour, distrutto e inconsolabile senza l'amata moglie accanto. fleur riesce a farsi invitare fuori a cena prima ancora di quanto sperato, toccando - senza neanche saperlo - il punto debole di richard: il suo rimpianto di non aver conosciuto emily fino in fondo e quello di non poterlo fare più.
richard è un uomo buono ma fondamentalmente troppo ingenuo e debole, e cade nella ragnatela di fleur come una farfallina che non riesce a vedere null'altro che il fiore. incantato dall'idea di poter conoscere qualcosa in più sulla defunta moglie, dimentica il suo proposito man mano che si lascia conquistare dalla dolce, bellissima, elegante e affascinante fleur. misteriosa e attraente riesce a conquistare tutta la famiglia favour: in primo luogo gillian, sorella di emily, mai sposata che ha sempre vissuto a casa di richard facendo da balia ai suoi due figli, la capricciosa e isterica philippa, che aveva con emily un rapporto devastante e che adesso si barcamena in un matrimonio disastroso combinato proprio dalla madre con lambert, un uomo orribile interessato solo ai soldi di philippa, e anthony, un quindicenne adorabile che emily non ha mai amato per via della sua voglia sul viso e che gillian ha sempre trattato come il proprio figlio.
man mano che gli eventi si susseguono, si scoprono le crepe enormi e i rapporti malati di una famiglia che all'esterno sembra perfetta e felice. e a farli venire alla luce sarà proprio la presenza di fleur.

come andranno a finire le cose non ve lo dico, però il mio apprezzamento va alla capacità della kinsella/wickham di non cadere in un finale banale e prevedibile.
anche se è completamente su un altro tono rispetto ai romanzi firmati con il suo pseudonimo, la signora dei funerali è brillante e coinvolgente come gli altri libri più famosi di questa autrice, con meno humor ma sicuramente una più forte critica all'assurda società "bene" dell'inghilterra dei nostri giorni.

venerdì 22 marzo 2013

passione vintage (ma anche del perché sarebbe il caso di smettere di avere pregiudizi)

ecco appunto. ho passato anni e anni a storcere il naso ogni volta che sentivo la parola romance, o anche romanzo rosa, o letteratura al femminile. avevo la certezza che si trattasse di banali storie in cui languide fanciulle trovavano l'uomo dei sogni, bello, alto, muscoloso, con il mascellone da batman, l'immancabile possente verga, che dispensa orgasmi multipli e contemporanei ogni tre pagine.
lo so. perdonatemi.
insomma, è arrivato un momento in cui delle persone di cui ho grandissima stima (che sono anna e daniela, che passano spesso qui a commentare e tutto il resto) mi hanno suggerito la kinsella. lo sapete quanto questa autrice mi abbia rubato il cuore, no? quindi ho continuato a cercare, chiedere ed accettare i loro consigli. anche quest'ultima lettura è dovuta a una piacevole chiacchierata su facebook con dany a proposito di cosa indossare con un cuore spezzato. e devo ammettere che se quello mi era piaciucchiato, questo passione vintage - a dispetto del titolo poco attraente - mi ha davvero rapita!

i pregiudizi son duri a perdersi e mi aspettavo una storia di una ragazza fissata con gli abiti vintage, con l'intrallazzo amoroso e l'amica ninfomane magari. e invece.
passione vintage è un romanzo coinvolgente che trascina il lettore a toccare argomenti forti e spinosi senza perdere neanche un momento la delicatezza e la leggerezza.
la copertina dell'edizione inglese.
devo aggiungere che mi piace
molto di più di quella italiana?
*attenzione agli spoiler!* phoebe ha deciso di lasciare il suo vecchio lavoro di banditrice d'asta per mettersi in proprio e aprire un negozio di vestiti vintage. ha chiesto un prestito per il locale e adesso tutta la sua vita di poco più che trentenne dipende dal futuro di questa attività. ha lasciato il suo fidanzato, guy, con cui stava per convolare a nozze, ha alle spalle una famiglia abbastanza disastrata con un padre che ha lasciato la casa - perché ha avuto un figlio da una donna che potrebbe essere sorella di phoebe - e una madre che passa il tempo a informarsi su qualsiasi operazione o trattamento estetico possa farla ringiovanire.
ma quello che più le fa male è il ricordo di emma, la sua migliore amica, che non c'è più, che si è uccisa e che forse lei poteva aiutare e invece non ha fatto.
il negozio adesso è per lei un rifugio dai pensieri ma anche un trampolino di lancio da cui far partire una nuova vita. e il primo dei tanti incontri che daranno una frullata alla sua esistenza avviene proprio prima dell'inaugurazione, con un giovane strampalato (e ovviamente belloccio) giornalista di quartiere, dan, che scrive per un nuovo giornale locale e che ha chiesto a phoebe di concedergli un'intervista. pubblicità gratis non si rifiuta mai.
l'articolo di dan garantirà una buona clientela fin da subito, ma sopratutto porterà alcuni personaggi secondari imprescindibili nella vita di phoebe: annie, l'attrice che vorrebbe scrivere un pezzo teatrale tutto suo, ma non ha una storia da raccontare, esperta e amante degli abiti vintage che aiuta phoebe in negozio come commessa, poi kelly e katie, due giovani ragazze che si scoprono innamorate degli abiti da ballo in stile anni cinquanta e sopratutto la dolce vecchia thérèse, un'anziana signora francese che ha chiesto a phoebe di comprare i suoi vestiti per esporli e rivenderli nel suo negozio.
nell'armadio di thérèse, accanto ai suoi elegantissimi vestiti e tailleurs, è appeso anche un piccolo cappottino azzurro, un cappotto per bambina custodito per quasi tutta una vita e che nasconde e racchiude una storia emozionante e commovente che risale al periodo della seconda guerra mondiale.

accanto alla mezza cotta per miles, affascinante vedovo incastrato da una figlia, roxy, stronza e viziata oltre ogni possibile immaginazione, il romanzo racconta principalmente la storia di tante donne, ognuna con le sue ferite, più o meno profonde. le amicizie, gli amori finiti male, le famiglie scombinate, i ricordi, il futuro, tutto viene affrontato più o meno costantemente, da donne diversissime tra loro ma unite da un invisibile sottilissimo filo che forse è il destino, forse è semplicemente l'istinto di sorellanza che accomuna anche le anime più lontane quando la vita diventa troppo difficile da vivere senza una mano a cui aggrapparsi.

dietro la storia, dietro ai fatti narrati e ai personaggi, il messaggio è semplice e per nulla banale come si potrebbe voler credere: l'equilibrio, sottile e delicatissimo, tra lo sconvolgimento causato dal dolore e la sua accettazione, tra il passato e un presente che sa proiettarsi nel futuro si può ottenere a volte nei modi più impensati. magari proprio in un negozio di vestiti vintage.

giovedì 21 marzo 2013

dreamin' sun 1 e dawn of the arcana 5

nuovo shoujo manga per flashbook edizioni, dreamin' sun promette benissimo fin dall'inizio e si preannuncia come una serie frizzante e deliziosa.
avevo scritto due righe quest'estate, leggendo i primi capitoli in scansione, ma ricominciamo da capo, perché credo proprio che questo titolo meriti ben più attenzione.

*attenzione ai (possibili?) spoiler* shimaka ha perso la mamma da tanti anni e vive ormai con il padre, la matrigna e il piccolo fratellino (fratellastro a dire il vero...). la vita in casa le pesa perché lei stessa si sente come un peso, un'estranea in casa sua, senza più sua mamma, a guardare un rapporto d'amore con il quale non riesce ancora a far pace e con un fratellino verso il quale nutre un po' di timidezza.
e poi odia il suo nome. shimaka. perché suo padre ha dato a lei un nome tanto brutto mentre il fratellino si bea di un nome carinissimo (si chiama yura il marmocchio)?

la vita non le sorride affatto al momento in cui decide di andare via da casa, fino a che incontra per strada un tizio strano in kimono, sdraiato per terra, forse un pazzo o un maniaco. in ogni caso, i due iniziano subito a parlare (shimaka non ha molto sangue freddo...) e così la nostra eroina scopre che quello strano individuo si chiama taiga fujiwata ed è il padrone di un grosso immobile del quale affitta le camere. intuito il significato del borsone di shimaka, le offre una sistemazione abbastanza economica, anche se gli altri coinquilini sono due suoi compagni di scuola (due ragazzi bellissimi, di che si dovrebbe lamentare?) zen, il moro allegro e fancazzista fissato con i panda, e asahi, il biondiccio (che però diventa nero! bah...) un po' cupo e misterioso del quale nessuno - pare - conosce il vero carattere, a parte shimaka.
chiarito anche il perché del suo bisogno di distacco dalla famiglia, la nuova vita di shimaka sta per cominciare! adesso è un'abitante della nuova casa con zen e asahi, però deve rispettare le condizioni che taiga impone agli inquilini: avere un sogno e innamorarsi. per la seconda mi sa che ci vuole poco, ma qual'è il sogno di shimaka?

sono curiosissima di andare avanti, otto e mezzo a questo primo volume e complimenti a flashbook per il colpaccio!

un po' meno brillante dawn of arcana, anzi, decisamente più cupa e contorta la storia che pian piano si va delineando *attenti agli spoiler!*: l'esercito di belquat ormai sta per attaccare il villaggio degli umanoidi per testare le nuove armi, e ai nostri non resta che proporsi come ostaggi per cercare di fermare il principe cain, il quale, dietro il suo bel sorriso, cela (ma solo per nakaba, il mondo intero ha capito tutto!) un fortissimo odio per caesar. nel mondo di dawn of arcana la discriminante non è soltanto l'essere umani o umanoiodi, ma anche il colore dei capelli. il biondo cain ha perso il suo diritto di essere re proprio per il colore paglierino della chioma, e da sempre detesta il fratello che ha causato la retrocessione sua e della sua defunta madre, la regina legittima declassata dopo la morte a concubina.
intanto nakaba scopre di non essere la sola ad avere il potere dell'arcana e che questo non riguarda soltanto la capacità di conoscere eventi passati e futuri, ma che può concedere altre abilità, come ad esempio quella di lemilia, capace di percepire i sentimenti delle altre persone.

nonostante io non ami particolarmente il genere fantasy, questa serie si fa sempre più intrigante e la voglia di sapere cosa succederà andando avanti con la storia è sempre più forte.

mercoledì 20 marzo 2013

il ballo

c'è un gran discutere in questi giorni intorno al fenomeno (cough) libri a 0,99€, vi linko il post di silvia su dissertazioni libresche semiserie con la quale mi trovo fondamentalmente abbastanza d'accordo, e, ben lontana dall'aria di panico e rivoluzione (quasi-citazione colta) vi scrivo le mie impressioni su uno dei due libri che ho acquistato (l'altro devo ancora leggerlo!), il ballo di irène némirowsky, autrice che non conoscevo assolutamente ma che mi è piaciuta fin dall'introduzione del libro.

ebbene sì, nonostante le poche pagine, questo racconto è anticipato da un'introduzione, molto ben scritta, di maria nadotti, a mio avviso un testo breve ma molto ben fatto e interessante, e sopratutto indispensabile prima di iniziare la lettura del racconto: io non sono una grande amante delle introduzioni e della fuffa prelettura, però qui credo non si potesse fare a meno di scrivere due righe sulla storia dell'autrice, sulla sua tragica fine, sul ruolo che le relazioni familiari hanno avuto nella sua storia personale e l'influenza, fortissima, che è stata lasciata da certe figure nel suo lavoro di scrittrice.

dopo l'introduzione, leggendo il racconto, è facilissimo identificare la giovane protagonista con la scrittrice.
antoniette, figlia dei signori kampf, ha quattordici anni. quattordici anni in cui ha sopportato il disamore e la civetteria materna, i rimproveri e le sgridate e sopratutto quattordici anni in cui si è sentita ignorata dai genitori per il suo essere piccola e la sua presunta incapacità di capire le cose degli adulti.
la rabbia divampa in lei con l'arrivo dell'adolescenza, il suo corpo che lentamente inizia a sbocciare e inizia a trasformarsi in un corpo di donna, e che custodisce il desiderio di essere amata e desiderata dagli uomini.
l'occasione per poter finalmente debuttare in società, cosa che le dovrebbe essere concessa al compimento dei quindici anni, arriva in anticipo, quando i suoi genitori, nuovi arricchiti di grande bassezza morale, decidono di dare un ballo nella nuova casa, invitando quella borghesia piena di soldi e sozzura interiore di cui sperano di riuscire a fare parte.
l'odio per la madre, per il suo rifiutarsi di vedere la figlia come una donna e il conseguente saper farsi da parte, spingerà antoniette a una vendetta che ho trovato personalmente deliziosa e gustosissima.

in poche pagine i sentimenti di antoniette sono dirompenti e fortissimi, il suo strazio interiore, l'incapacità di ribellarsi e la voglia di potersi dichiarare donna e non più bambina, il disprezzo per la madre e sopratutto la stanchezza verso il suo atteggiamento di sufficienza e insofferenza scuotono il lettore con forza.
il ballo è in realtà il resoconto di una lotta tutta emozionale e sentimentale tra donne, tra la madre che vuole ancora essere giovane e ammirata e la figlia, fresca e bella, che reclama il posto della genitrice che dovrebbe farsi da parte.

fortissimo e coinvolgente, scritto con uno stile senza fronzoli ma carico di emozione e verità, questo librettino mi ha colpita parecchio. consigliatissimo!

martedì 19 marzo 2013

ao haru ride in italia da settembre!!!


scusate per il micropost (peraltro anche doppio) ma a settembre inizierà la pubblicazione di ao haru ride (planet manga, 4,50€ fumetteria ed edicola) e io sono felice oltre ogni limite!

vita da blogger - parte quarta.

ovvero: considerazioni, consigli, domande e forse qualche risposta sul mondo dei blog e sopratutto dei blogger.

siamo già a buon punto, ma credo ci sia ancora un po' da dire.
sarà la mia forse soltanto deformazione professionale, ma c'è una cosa fondamentale che bisogna tenere sempre sotto controllo quando si produce un qualsiasi prodotto editoriale, o più genericamente qualcosa che altra gente deve leggere: la leggibilità, per l'appunto.

ovvero, anche l'occhio vuole la sua parte.


iniziamo dalle cose basilari e semplici: voi scrivete un testo che andrà letto a schermo, cosa non sempre comoda e facile. va bene, ci siamo abituati, ma leggere a video è molto più difficile che farlo su carta, gli occhi si stancano e perdere il segno o saltare un rigo è molto facile.
allora cerchiamo di aiutare i nostri lettori a non stancarsi troppo quando si trovano a leggere qualcosa che li interessi.


la font da usare è fondamentale. è preferibile scegliere un carattere leggibile e preferibilmente con le grazie, che sono i trattini posti alla base di molte lettere di questa font, ad esempio (georgia, corpo 12).
le grazie sono elementi strutturali del carattere stesso fondamentali per i testi lunghi, perché creano una guida per l'occhio, formando una sorta di rigo immaginario su cui posano le lettere, evitando così al lettore spiacevoli su e giù per la pagina.
i sans serif, ovvero i bastoni, i caratteri senza grazie, vanno benissimo per i titoli, titoletti e tutti quegli elementi testuali che non superano il rigo.

non cambiate m a i l'interlinea e la spaziatura delle parole. può anche essere sfizioso (personalmente lo trovo molto bimbominkioso, ma son gusti) da guardare ma non da leggere. c'è un motivo per cui chi ha creato quella font ha deciso le gli spazi tra una lettera e l'altra e tra un rigo e l'altro debbano avere quelle precise misure. tutto è fatto esclusivamente per agevolare il lettore, quindi non rovinate il lavoro di queste povere anime improvvisandovi grafici.
un buon grafico deve rendere semplice la lettura, non fare esasperare il suo lettore.

usate un colore per la font che sia ben staccato dal fondo della pagina. fondo bianco e font nero/grigio scuro sono la soluzione migliore. la grandezza ottimale è solitamente il corpo 12, d'altronde se qualcuno ha difficoltà a leggere ricordatevi che può sempre zoomare direttamente dal suo browser.

usate pochi colori e solo quando serve per sottolineare qualcosa di importante nel testo, magari create una sorta di vostra legenda personale (ad esempio, qui uso il rosso spesso per segnalare gli spoiler).
stessa cosa per grassetti, corsivi, sbarrati e sottolineati. non esagerate, usateli solo quando servono e cercate di utilizzarli sempre allo stesso modo, ovvero per indicare sempre la stessa tipologia di parole (grassetto per le parole chiave, corsivo per titoli, parole straniere eccetera, sottolineato per i link e così via)

andate a capo quando potete e quando cambiate argomento dividete in paragrafi. si creeranno momenti di riposo per l'occhio del lettore e tutta la pagina sarà sicuramente più ariosa e avrà un impatto visivo migliore e più rassicurante.

evitate gli allineamenti a bandiera che sono disordinati e visivamente poco equilibrati, ancora di più i testi accentrati, da usare solo, anche qui, per frasi brevissime e solo quando hanno una particolare valenza.
preferite il testo giustificato, che bilancia la pagina e contribuisce a creare una guida per l'occhio che dovrà leggerla.

la larghezza ottimale per la colonna di un testo a video è di circa 500/550 pixel. questo perché l'occhio legge più facilmente, senza saltare righe e senza affaticarsi, un rigo lungo mediamente 17/20 centimetri. un testo scritto in una colonna più stretta risulterà stancante perché gli occhi saranno costretti molte più volte a spostarsi da sinistra a destra, mentre uno più lungo farà più facilmente perdere il segno e vagare per la pagina.

cercate di mantenere sempre lo stesso stile, per dare al vostro blog un tratto distintivo anche al primo impatto visivo. la memoria fotografica è importantissima, aiuta le persone a riconoscere un sito in pochissimo tempo e contribuisce a creare un vostro stile personale anche dal punto di vista grafico.

evitate che la colonna centrale si perda sotto un banner enorme, tra colori assordanti e animazioni varie. non servono a nulla se non a far distrarre il lettore e causargli un buon mal di testa.
cercate di rendere la grafica personale ma snella e sopratutto statica!!! non c'è nulla di più fastidioso di roba in movimento ai confini dello spazio visivo quando si cerca di leggere qualcosa.
il banner in alto dovrebbe essere abbastanza schiacciato da introdurre subito il lettore al primo post disponibile, le colonne laterali non devono mai essere più larghe di quella centrale e in ogni caso il loro contenuto non deve mai, assolutamente, uscire fuori, farebbe l'effetto di un album di figurine realizzato da un bambino annoiato e svogliato.

personalissimo consiglio: non stravolgente mai la grafica del vostro blog da un momento all'altro. se un giorno avete un blog tutto azzurro, trovarselo completamente nero il giorno dopo crea momenti di straniamento nel lettore. inevitabilmente, dopo un po' di tempo, i colori che avrete scelto per la grafica e il template, diventano un po' il vostro tratto distintivo, e contribuiscono a farvi riconoscere subito e a far sentire "a casa" il lettore.
se proprio volete apportare dei cambiamenti, cercate di farlo in modo graduale e senza distaccarvi troppo dallo stile originario.
insomma, anche dal punto di vista grafico, avete da preoccuparvi di piacere e di rendere comodo e leggibile (ebbene sì!) il vostro blog.
preferite colonne monocromo e fondi non troppo decorati.

per la programmazione, la pubblicità e tutto il resto vi rimando al prossimo appuntamento!


i precedenti articoli li trovate qui:
vita da blogger - parte prima
vita da blogger - parte seconda
vita da blogger - parte terza

lunedì 18 marzo 2013

lo scazzo del lunedì e un altro premio per il blog!

non può davvero essere solo lunedì. sono stanchissima già oggi. mi aspetta una settimana devastante. ho voglia soltanto di tre cose: andare dal mio uomo, fare shopping e mangiare dolci in quantità industriale. il punto è che tutte e tre sono accomunate dal bisogno di soldi il quale a sua volta rimanda alla necessità di uscire di casa alle quattro del pomeriggio e prendere l'autobus che mi porterà a lavoro.
l'ingiustizia.

oggi, a proposito di ingiustizie, dovevate trovarvi la recensione de il ballo di irène némirowsky, invece non ho ancora finito di scrivere il post, quindi vi beccate questo momento di fuffa ma sopratutto la mia gioia di aver ricevuto un altro premio dalla mia carissima amica nouvellewave di strawberry field, nothing is real che ringrazio tantissimo! ♥

il premio viene assegnato a blog belli e interessanti con meno di 200 iscritti, chi lo riceve deve:
  • ringraziare chi gli ha conferito il premio citandolo nel post (fatto! ♥)
  • rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato
  • scrivere undici cose su di te (non so se ne ho così tante da dire...)
  • premiare undici blog che hanno meno di 200 followers (sarà dura scegliere!)
  • formulare altre undici domande, a cui le altre blogger dovranno rispondere (°_°")
  • informare i blog del premio (lo spam più totale!)
intanto io qui vi rispondo alle domande di nouvellewave:

1-La tua piu' grande paura
prima era la paura dell'acqua. avevo il terrore anche soltanto camminando vicino a una piscina. adesso sto imparando a nuotare, quindi posso dire di averla superata.
il panico mi viene se mi immagino una roba tipo un terremoto, sopratutto perché ho il terrore di non riuscire ad acchiappare camilla prima di andare via di casa (e poi perché mi rode parecchio l'idea che possano distruggersi le mie cose!)

2- Come ti senti in questo periodo?
stanca ma soddisfatta. piscina e da poco lavoro (il solito schifoso call center, ma meglio di nulla) mi riempiono la giornata anche troppo, però mi sento molto meglio, odio stare senza avere nulla da fare.

3- Nel tuo tempo libero cosa ti piace fare?
shopping! ahah! magari potessi farlo sempre! viste le limitazioni quando ho tempo bloggo, leggo, disegno, guardo riviste, cazzeggio su internet, ma principalmente faccio giochi assurdi tipo nascondino o acchiapparello con camilla.

4-Colore preferito?
questa te la canto!


5- Un posto che vorresti visitare presto.
a dire il vero sono tantissimi i posti dove vorrei andare, ma adesso il desiderio più grande e di tornare a parigi, possibilmente non quando c'è freddissimo!

6- Ti piace leggere con la musica in sottofondo?
sì, ma non la ritengo una cosa indispensabile. la musica mi è assolutamente necessaria solo in autobus!

7- Album musicale preferito
oddio, ormai è tipo un decennio che ascolto canzoni sparse, però all'epoca in cui andavo ancora con i cd i miei preferiti erano the joshua tree e war degli u2.

8- La tua idea di felicità
vabbè, se dico shopping illimitato ogni giorno poi mi dite che sono materialista.
allora facciamo un mix di: il mio uomo accanto, buon cibo, camilla, altri gatti, tanti libri, tante cose belle, serenità e capacità di cazzeggiare e ridere sempre.

9- Hai animali domestici?
non chiamatela animale che si offende. camilla è la regina di casa, ma ormai chi passa da qui la conosce. e la mia signora e padrona ma sopratutto l'amore di mammina.

10- Acquisti online?
acquisto ovunque! eheh, scherzi a parte sì, spesso compro online, sopratutto per risparmiare e per comprare roba che altrimenti non troverei nei negozi.

11- Un film che consigli assolutamente.
oddio ma io non ci capisco niente di cinema! però direi dogville. è catartico da fare spavento.

per le undici cose su di me prendo un po' spunto da nouvellewave e un po' vi dico le cacchiate che mi passano in testa:

  • mi sono laureata all'accademia di belle arti in grafica dopo aver fatto il liceo classico. alla faccia della coerenza. volevo lavorare in modo originale e creativo. il karma mi ha punti spedendomi in un call center.
  • ho portato i capelli cortissimi e poi mezzi rasati (da sotto le orecchie in giù) per un sacco di tempo. adesso da anni li faccio crescere e sono un po' da raperonzolo. prima di tagliarli di recente arrivavano alle ginocchia, adesso non superano il sedere (ma ritorneranno lunghissimi)
  • ho paura degli aghi e delle siringhe ma ho un tatuaggio, nove buchi alle orecchie e il cerchietto al naso.
  • alla veneranda età di ventisei anni non ho ancora preso la patente e non ho idea di come cacchio si guidi una macchina.
  • tre anni fa una amica mi invitò a casa sua a ischia. mi venne a prendere al porto insieme a un ragazzo che pensavo fosse il suo fidanzato. per fortuna non era così, e qualche mese dopo ci siamo messi insieme (ecco che cavolo ci vado a fare ogni tre per due a ischia!)
  • ho iniziato a leggere manga al liceo, prima leggevo soltanto disney. ora mi butto praticamente su tutto.
  • mi piace un sacco il mio dialetto e lo parlo ogni volta che mi è possibile farlo (spesso anche quando non posso)
  • le uniche due persone con cui ho mantenuto un rapporto d'amicizia dai tempi del liceo sono il mio professore di filosofia, che ormai mi da della cretina da più di dieci anni, e un altro ragazzo che non era però mio compagno di classe.
  • non so assolutamente camminare sui tacchi.
  • se avrò una figlia femmina si chiamerà clara.
  • adoro mangiare pasta e pane in quantità industriali. anche se non sono vegetariana o vegana non impazzisco per la carne e ne mangio pochissima, e so cucinare praticamente solo primi. insomma, se vi invito a pranzo siete avvisati!
gli undici blog a cui passo la palla sono:
e per finire le mie undici domande!
  • quale era il tuo libro preferito da bambino?
  • scrivi il tuo nome sui libri che acquisti?
  • quando viaggi sui mezzi pubblici ti porti dietro qualcosa da leggere?
  • che genere di libri preferisci?
  • non passerai davvero tutto il tuo tempo a leggere e scrivere recensioni, vero?
  • a parte la blogosfera, che social usi? e in che modo?
  • cosa studi / che lavoro fai?
  • in che città vorresti andare adesso?
  • il tuo quadro preferito
  • ti piacciono i meme (lol, se dici di no mi sentirò in colpa per averti coinvolto in questo!)
  • quanto sei felice a sapere che verrà pubblicato da settembre ao haru ride in italia? (spoileroneee!!! annuncioneee!!! ♥)

domenica 17 marzo 2013

arrivare a te 6, springtime bus 2 e 3

ahhh, finalmente un attimo di tempo per scrivere due righe qui!
come state? come va?
io sono - credo - sul punto di morire. tre giorni di lavoro al call center servono a guadagnarsi sopratutto un mal di testa di proporzioni epiche nonché il malumore che potete immaginare, sopratutto perché non riesco a fare a meno di pensare alla pila di libri che stanno qui a casa e che a lavoro non posso neanche pensare di portarmi perché sono troppo impegnata a farfugliare roba o a riprendermi dagli insulti urlati nelle cuffie.

però in fondo è meglio che niente. sopratutto in previsione di quello straccio di stipendio che uno si aspetta. che già nella mia mente è trasformato in megarecuperi in fumetteria! ma intanto vi parlo delle mie ultime letture, tutti shoujo e romance ché in questo momento ho un bisogno di leggerezza e tenerellosità non da poco. inizio qui, ma ci saranno altri post questa settimana, promesso!


il nuovo numero di arrivare a te, il sesto, è dolcissimo anche se un po' fuori stagione, visto che nella storia sawako e gli altri si trovano nel periodo natalizio (mentre qui stiamo ad aspettare la primavera sotto gli acquazzoni) *attenzione agli spoiler!* yoshida si trova finalmente a confrontarsi con tooru, il grande amore della sua vita fin da quando era bambina nonché fratello maggiore di ryu (il quale è innamorato di lei! che gran casino...), che ha appena annunciato il suo matrimonio con un'altra ragazza. per chizu è arrivato il momento di mettere ordine tra i suoi ricordi e le sue emozioni, di togliere le pieghe ai sentimenti e riporli ben sistemati in un cassetto insieme ai bei momenti passati con tooru quando era piccolina.
il legame tra sawako e le sue amiche diventa sempre più forte, ma d'altro canto anche kazehaya sembra sempre più interessato a sawako, ed il momento in cui insiste con lei per farla partecipare alla festa di natale che ha organizzato con tutti i compagni di classe mi ha fatto venire un attimino di batticuore anche se sawako si ritrova a rifiutare per non dispiacere i genitori che sono abituati a passare il natale con lei, alla fine riesce a unirsi agli amici e trova kazehaya ad aspettarla per strada. cuoricini da tutte le parti, lacrimuccia e tanta voglia di continuare a leggere il resto!
l'ho detto che ho una passione per questo manga? dal prossimo numero spero di cominciare a leggere i commenti anche di chi aveva preso la vecchia edizione planeta!

e poi finalmente sono riuscita a recuperare springtime bus 2 e 3, della mia amatissima maki usami! ♥
la cosa che mi piace un sacco di questa autrice è che mai mai mai una volta scade nel banale o nel noioso. manca solo un numero per finire questa raccolta di storie, eppure, nonostante il filo conduttore abbastanza semplice - l'autobus e il tragitto casa-scuola - ogni storia è diversa dalle altre e ognuna di queste sa regalare un'emozione diversa, sempre senza perdere lo stile inconfondibile e unico dell'autrice: semplice e dolce.
come fate a non voler bene a una donna che scrive storie così?

il secondo volume si apre con la storia di due ex liceali, legati dal loro vecchio club radiofonico e dal ricordo di un'amica che non c'è più. una storia dolceamara e un po' malinconica, seguita da un'altra decisamente più frizzante e divertente, quella che racconta di come l'amore possa nascere da un'antipatia (o se preferite di quanto i ragazzi siano incapaci di esprimere per bene i loro sentimenti). la terza storia è una delle più adulte di maki usami, sia per l'età dei personaggi sia per lo strano atteggiamento della protagonista, che non riesce a capire se è innamorata o meno di un ragazzo se non lo abbraccia.
l'ultima storia è abbastanza più sulle corde dell'autrice, con il solito ragazzo impacciato e una ragazza carina ma molto più tosta di quello che sembra.

il terzo volume è quello che mi è piaciuto di più! la prima storia è quella di un amore nato per caso, tra un ragazzo che sembra un teppista e una ragazza che è innamorata della persona sbagliata. poi c'è la dolcissima storia di ai, che ha l'aspetto di una gal mangiauomini ma in realtà non ha mai avuto un fidanzato che finisce per innamorarsi per la prima volta nella sua vita... di uno che è uguale a koga di love button!!! mi ha davvero fatto ridere, ai è buffissima e divertente, una delle ragazzine ingenue in stile usami ma con un bel po' di grinta in più.
la terza storia è un po' più lunga delle altre ma è bellissima, credo che fino ad adesso sia la mia preferita di tutta la serie. l'autobus del titolo questa volta porterà i due protagonisti molto indietro nel tempo e le storie d'amore del passato e del presente si intrecceranno tra lettere e vecchi ricordi. mi ha commossa moltissimo e quindi non vi dico niente di più, non voglio rovinarvi la sorpresa.
alla fine c'è una storia breve in cui ritroviamo ai e il fratello gemello di koga (perdonatemi, è davvero u-g-u-a-l-e!!!) che ci regalano un'ultima risata, cosa che in effetti dopo la terza storia serviva!

adesso non vedo l'ora che esca il quarto volume, anche se sono tristissima all'idea che si tratta dell'ultimo. roba del genere per me potrebbe andare avanti ad libitum e non mi dispiacerebbe neanche un po'.
posocco tu lo sai che io prego ogni sera che arrivi altro della signora maki usami qui in italia, vero?

giovedì 14 marzo 2013

shopping con jane austen

anche se a dire il vero di shopping se ne fa poco e jane austen la si incontra giusto un attimo.

nonostante il titolo un attimino fuorviante, shopping con jane austen (il titolo originale, molto più azzeccato anche se altrettanto kinselliano è confession of a jane austen addicted) di laurie viera rigler mi è piaciuto davvero tanto! mi aspettavo una cosa completamente diversa, ma è ovvio che il titolo tende ad attirare ammiratrici della kinsella e ovviamente della austen. credo che in ogni caso nessuna delle due categorie possa rimanere delusa da questo libro.

cercherò di evitare, ma fate *attenzione a possibili spoiler* courtney è una grandissima appassionata dei romanzi di jane austen, li legge e li rilegge sopratutto quando si sente giù di morale. e cosa può buttare di più il morale a terra che scoprire che il tuo futuro marito ti tradisce con la cake designer che sta preparando la torta del tuo imminente matrimonio per giunta con la complicità del tuo migliore amico?
beccato frank (il fidanzato) in flagrante e capito che era wes (l'amico) a coprirlo, courtney si rifugia per l'ennesima volta tra le pagine di orgoglio e pregiudizio, accompagnandolo con vodka ghiacciata e una copiosa quantità di lacrime e delusione. non sarebbe bellissimo poter vivere come una delle sue eroine? prendere anche per un po' il posto di lizzy e allontanarsi dal caos cittadino, dallo stress dell'ufficio, dal suo capo, dalle amiche che non sanno consolarla come dovrebbero, dalle delusioni e da tutto il dolore che una donna del ventunesimo secolo è costretta a sopportare continuando a mostrarsi forte ogni giorno e continuando la sua vita frenetica senza nessuna possibilità di scampo. oh, sì, sarebbe certamente un sogno!

e a quanto pare, uno dei sogni più realistici che abbia mai fatto in vita sua. un attimo prima stava leggendo il suo libro con la sua brava vodka ghiacciata e poi si risveglia in una camera completamente diversa, in un enorme letto a baldacchino, dove un tizio che sembra un medico vuole farle un salasso e una donna che dice di essere sua madre la chiama jane e la minaccia di farla internare in manicomio se non la smette di cianciare assurdità sul fatto che lei non è jane e viene da un'altra epoca.
decretato che è meglio stare a recitare la sua parte piuttosto che rischiare di finire in un manicomio ottocentesco, courtney si adatta a vivere al vita di jane, convincendosi a poco a poco che non si tratta di un sogno e che di sicuro troverà il modo di tornare alla sua vera vita.
poco per volta si rende conto che qualcosa della memoria della vera jane è passata a lei (riesce a fare dei ricami bellissimi proprio lei che non ha mai neanche cucito un orlo!) e così recitare questo ruolo non è poi così difficile. ma dov'è che finisce courtney e inizia jane? quale delle due donne corrisponde al suo vero io? questo è il dubbio che la tormenterà per tutto il tempo, mentre la sua terribile madre, mrs. manfield la tortura con la sua totale mancanza di affetto e le da della zitella incallita, l'amica mary è l'unica che cerca di capirla e sopratutto si ritrova a dover fare i conti con edgeworth, un bellissimo vedovo che le fa una corte spudorata e che provoca in lei sentimenti incredibilmente contrastanti che la gettano spesso nel panico.

molte sono state le critiche fatte alla trama, che secondo alcuni fa acqua in alcuni punti. io credo di no. ho trovato perfettamente sensate e facili da seguire le fila della storia, anche se certo alcune cose sono lasciate un po' in sospeso è perché credo che la storia continui (o meglio, si occupi di quello che succede nel frattempo alla mente di jane e al corpo di courtney nel ventunesimo secolo) nel secondo libro, in viaggio con jane austen. che personalmente non vedo l'ora di poter leggere!
ma oltre alla storia di courtney, che mi ha appassionata tanto e mi ha fatto ridere e anche un po' commuovere, è stato davvero interessante provare a immaginare come si può sentire una trentenne di oggi a vivere nell'inghilterra dell'ottocento, dove davvero l'unica possibilità di carriera di una donna era sposarsi il prima possibile con un uomo ricco e plausibilmente non amato e che non l'amava, dargli degli eredi e gestire una casa più o meno lussuosa, venendo tacciata di mal costume a ogni minima distrazione con chiunque altro non fosse il pretendente/fidanzato/marito di turno. persino parlare troppo a lungo con un uomo potrebbe essere male interpretato! forse quello che evita a courtney di impazzire tra buone maniere, corsetti, passeggiate nei boschi e ricami è proprio la certezza che tornerà alla sua vera vita.
io avrei dato di matto sul serio in una situazione come la sua. senza contare le condizioni igieniche praticamente pari a zero persino negli ambienti più raffinati e certe... chiamiamole abitudini sociali decisamente grottesche!

un romanzo quindi senza troppissime pretese, nulla di lontanamente vicino a un saggio sull'inghilterra vittoriana o a un rifacimento austeniano (ma ancora??? basta, ce ne sono un sacco in giro!) ma in ogni caso una storia godibilissima e divertente che piacerà a chi ogni tanto si mette a fantasticare sul suo personalissimo mister darcy.

mercoledì 13 marzo 2013

neanche il tempo per sognare

mai titolo fu più consono al momento che sto passando. mi sento talmente stanca che non ho più neanche il tempo per sognare, ma proprio letteralmente, tempo di posare la testa sul cuscino e crollo in un sonno stile coma, con tanto di risveglio sconvolto e dubbio su dove sono chi sono perché sono.
e ancora non ho iniziato a lavorare.
domani, mentre leggerete questo post (lo sto scrivendo alle nove e mezza di sera, piena di sensi di colpa per non averlo fatto prima, sopratutto perché ci tenevo a ringraziare chi me l'ha mandato - posso dirlo o è segreto? boh... beh, grazie mille ) io sarò ancora in quello stupido ufficio a sorbirmi la spiegazione di uno stupido contratto a progetto che dura fino al trenta di aprile!!! da suicidio! ma possibile che ci voglia qualcuno che perda una mattinata intera a spiegare un contratto che praticamente sappiamo già cosa dice? tu lavori, guadagni poco e appena mi girano le palle perché secondo me non fai abbastanza sei fuori senza se e senza ma.


lasciamo perdere.

finalmente ho letto questo volumetto, neanche il tempo di sognare di yugi yamada (autrice per me assolutamente scognita) il primo shounen-ai (o yaoi? come lo dovrei catalogare?) pubblicato da flashbook ormai da un bel po' di tempo.
mi aspettavo una lettura piacevole ed è stato esattamente quello che ho riscontrato, anche se credevo che mi sarei sorbita meno sporcellate...
andiamo con calmina e ordine (pardon, ho il cervello liquido ormai!)

*attenzione agli spoiler!* la prima parte della storia è ambientata in una scuola professionale di aeronautica e i due protagonisti, kawamura e yoshitake, studiano entrambi lì, sognando un giorno di diventare piloti.
poiché la scuola, sperduta tra le montagne, si trova a cinque ore di treno dalla città più vicina - tokyo - i ragazzi vivono insieme in dormitorio. per un caso kawamura e yoshitake, che essendo delle matricole dovrebbero dividere la stanza con altri due ragazzi, rimangono soli. inizia tra loro a crearsi un legame, uno strano equilibrio tra sopportazione e amicizia, fino al momento in cui a yoshitake viene data una notizia sconvolgente e terribile e kawamura lo coglie quasi in flagrante con il senpai morishita.
ai due non rimane tempo per parlare o chiarirsi, yoshitake si assenterà da scuola per non tornare più e a kawamura rimane impresso il ricordo di un abbraccio e il dubbio sulla vera natura dei suoi sentimenti.

diversi anni più tardi ritroviamo il buon kawamura, sempre più etero e sempre più sfigato con le donne, che non è riuscito a diventare pilota, ma lavora da terra come responsabile della gestione del collocamento merci sugli aerei. il rapporto con yoshitake è un ricordo lontano che gli ha lasciato la malinconia del cosa sarebbe successo se fosse tornato.
ma il destino ci rimette la zampa e scopriamo che se kawamura gestisce il carico da lontano, yoshitake è uno di quelli che lavorano proprio a posizionare i pesi e i bagagli sugli aerei, proprio seguendo i progetti del suo vecchio compagno di scuola. rimpatriate e festeggiamenti, i due ci mettono davvero poco a finire insieme (ma chi dovrebbe resistere a quel figo di yoshitake? siamo seri, etero o meno, era impossibile!), come se l'abbraccio di tanti anni prima fosse stato una promessa di questo futuro.
alla loro storia personale, che è parecchio dolce e mai sdolcinata, si aggiunge quella dei due sempai morishita e yoshida, che dovrebbe essere la parte comica ma a me non solo non mi ha fatto ridere ma mi ha un pochino schifata. poi son gusti, eh...

neanche il tempo per sognare è un manga molto carino, sicuramente originale per l'ambientazione e con personaggi poco stereotipati. non si perde in melensaggini di sorta ma sa coinvolgere parecchio a livello emotivo il lettore. i disegni sono belli ed essenziali, senza fronzoli inutili eppure molto curati. l'autrice pare avere una predilezione per il moro figo e aitante che è davvero molto sexy in parecchie scene, mentre al biondino viene affibbiato il ruolo più buffo e tenero e in qualche modo femminile.
i personaggi secondari invece non mi sono piaciuti affatto.
qualche scena un po' hot c'è, non mi ha sconvolta ma devo dire che certi particolari se li poteva tranquillamente risparmiare, anche perché a vedere questi fumetti viene da pensare che i giapponesi quando si accoppiano trasudino muchi filamentosi da ogni poro e a me sta roba fa davvero senso, più di tutto il resto (leggasi: culi in primo piano e pisellini censurati al vento).
consigliato sì ma solo a chi ama il genere e non vuole leggere roba troppo spinta.

martedì 12 marzo 2013

vita da blogger - parte terza.

ovvero: considerazioni, consigli, domande e forse qualche risposta sul mondo dei blog e sopratutto dei blogger.

eccoci ancora qui. chiariti i dubbi (?) su come gestire il vostro blog, passiamo a come relazionarci con gli altri. perché un blog senza lettori, e senza commenti, non ha senso. e non ne ha molto in effetti neanche rintanarsi nel proprio mondo e lasciare fuori dalla porta tutto il resto.



i commenti non sono mai un di più. un blog funziona proprio perché qualcuno interagisce con voi. allo stesso modo l'argomento non si esaurisce mai in quello che avete scritto, ma continua nelle discussioni che nascono con i commenti. quindi cercate sempre di rispondere ai commenti e di farlo in modo sensato, senza limitarvi a uno smile o a un lol. continuate la discussione in modo costruttivo basandovi su quello che vi hanno scritto, avrete soltanto da guadagnarci e magari anche da imparare.


non andate in bestia se qualcuno vi fa una critica, però distinguete bene una critica sensata e costruttiva dal trollaggio inopportuno. le critiche sono un modo per crescere, le offese e le prese in giro servono soltanto ad avvilirvi e danno fastidio anche ai vostri lettori.
non scoraggiatevi per il trollaggio, non tenetelo proprio in considerazione. non ne vale la pena. e una volta ignorati poi i troll vanno via.
stabilite le regole alle quali i commentatori devono attenersi: niente trollaggio, niente offese, niente spam. e rispondete seguendo le stesse regole, altrimenti non avrà senso. d'accordo che il blog è casa vostra, ma dovete essere padroni di casa educati se volete un pubblico rispettoso.
eliminate senza remore i commenti che vanno contro queste regole e rispondete con garbo a chi, garbatamente, vi fa delle critiche.
se potete eliminate i captcha e l'attesa approvazione dei commenti. i primi sono fastidiosi oltre ogni limite, i secondo sembrano una mancanza di fiducia. avete veramente il bisogno di tutti questi controlli? non state esagerando? i commenti indesiderati possono sempre essere cancellati, e senza tutti quei passaggi i lettori si sentiranno più ben accettati e potranno magari anche intavolare una discussione nei commenti mentre voi siete a fare la spesa e non avete il tempo di controllare la mail.
abbiate fiducia in chi vi segue e mostratevi disponibili, inutile limitare tutti per colpa di qualcuno.

rispondere però ai vostri lettori non basta. guardatevi attorno e fatevi conoscere. seguite altri blogger che magari hanno interessi simili ai vostri, avrete quasi sempre da imparare qualcosa!, commentate i loro post e non fatelo solo per lasciare il vostro link, ma partecipate alle discussioni che si creano. iscrivetevi ai commenti quando è possibile e partecipate alla vita della blogosfera. blogger ad esempio vi da la possibilità di vedere in tempo reale tutti gli aggiornamenti dei blog che seguite (sia su piattaforma blogger che su altre). stringere rapporti di amicizia con altre persone che hanno la vostra stessa passione, oltre a migliorarvi come blogger, vi renderà sicuramente più piacevole questo lavoro (beh, sì, non è pagato ma in qualche modo è un lavoro. o finirete a vederlo come tale).

insomma: interagite. parlate, discutete, non fate i preziosi, non fatevi desiderare troppo, non lesinate risposte, contraccambiate le visite, seguite non soltanto per un follow back ma per effettivo interesse, commentate a vostra volta. un blog non è un sito statico, ma un posto dove far crescere idee, pensieri e riflessioni insieme con altra gente.
e poi sicuramente, girellando "a casa" di altri, scoprirete un sacco di cose interessanti: libri, fumetti, film eccetera.
c'è sempre qualcosa di utile, prendete il buono che trovate in giro e usatelo per migliorarvi.

la prossima volta si parlerà di aspetto del blog, programmazione post, pubblicità e altre cose belle e interessanti.

i precedenti articoli li trovate qui:
vita da blogger - parte prima
vita da blogger - parte seconda

domenica 10 marzo 2013

ancora fuffa e gli ultimi annunci da mantova comics

ahhh, la passeggiata domenicale con sosta all'edicola! quanto mi piace!
peccato che non c'era meno che nulla nella sezione fumetti, ma l'angolo delle riviste era fin troppo pieno e ho pure trovato i librini a un euro di newton che pensavo di prendere!


passiamo agli annunci di mantova! jpop e gp mi riservano il nulla più totale se si esclude il già annunciato victorian romance emma che dovrebbe uscire a ottobre e costare sui sei euro.
per il resto niente di interessante per me, se non che gp ha detto che si darà una calmata sia con le uscite che con gli annunci. ottima cosa, non se ne poteva più delle inondazioni di titoli che oltretutto sono impossibili da recuperare.
di ciel non se ne sa nulla, chissà quando si degneranno di spiegarci che vogliono fare con questa serie. io ci sto perdendo le speranze.
dalla regia mi dicono che gisèle alain uscirà a novembre. la cosa mi intristisce tantissimo. come sempre, tutto quello che mi piace viene bistrattato un sacco!

ed ecco l'edit! facevo bene a confidare in flashbook edizioni, perché hanno annunciato non ucciderò più le uova, un'opera in due volumi *edit* un volume unico (pardon!) di ayuko! ♥ finalmente qualcosa di bello bello! vi copincollo la trama!
Non ucciderò più le uova: quattro storie di giovani vite.Le speranze, i timori e la disillusione vissute da una ragazza il giorno del white-day, il 14 Marzo, quando in Giappone i ragazzi contraccambiano il regalo di cioccolato ricevuto a San Valentino. L'incapacità di riuscire ad accettare la propria morte prematura, il desiderio feroce di voler continuare a vivere, anche sacrificando la vita di un altro, di chi, incapace di agire e di esprimere se stesso, cammina nel mondo come uno spettro. La solitudine dell'indipendenza, la voglia di contatto e condivisione, il bisogno inammissibile di avere qualcuno accanto: tre settimane di convivenza con un giovane genio misantropo. Un'agenzia che vende trame per autori bisognosi d'ispirazione, una protagonista imprigionata nel limbo della propria storia incompiuta. Quattro racconti, quattro scorci di esistenza ritratti con leggerezza ed estrema profondità dalla grande mano di Ayuko.

sabato 9 marzo 2013

fuffa e annunci da mantova comics

vi credevate che ero sparita, eh?
sinceramente, non ho avuto molto tempo per avvicinarmi a blogger in questi giorni (ho qualche post che avete scritto aperto in una finestra a parte da secoli in attesa di essere letto e commentato!) perché davvero ho fatto di tutto! cioè, poi è strano. ci sono periodi di noia completa e totale e periodi che ogni giorno si arriva a sera stanchi morti e non ci si è fermati un attimo.

la prima buona notizia, anche se qualcuno già lo sa, è che mi hanno chiamata per il solito colloquio di lavoro, al solito call center, che come al solito è andato bene e adesso sto facendo la solita stupida formazione, cinque giorni di totale noia in cui devo sorbirmi noiosissimi (e soliti!) discorsi su toni di voce e tariffe telefoniche. vi lascio immaginare. per fortuna i colleghi sono abbastanza simpatici, quindi nelle pause è piacevole farsi due chiacchiere.
la seconda è che, nonostante questa settimana di sosta forzata, in piscina sto migliorando abbastanza. il che significa che riesco a stare a galla più facilmente e che almeno quattro volte avanti e indietro riesco a fare, anche senza farmi venire troppo il fiatone (che schiappa che sono!)
poi mi è finalmente arrivata la serie completa di mushishi e sono riuscita a comprare un lettore mp3 a un prezzo umano dopo che il mio vecchio mi aveva lasciata circa un anno fa! foto foto foto!



poi c'è anche da dire a mia discolpa che ho avuto veramente poco da leggere (a parte mushishi che mi sto gustando nei ritagli di tempo tra un casino e l'altro) e che sono riuscita ad andare solo ieri in fumetteria, approfittando di una bel giretto in centro con mia cugina, a guardare negozi e vetrine e compilare la solita wishlist mentale.
però un po' di shopping sono riuscita a farlo, anche se mi sono dovuta limitare ai fumetti (mentre scarpe, borse, foulard, trucchi, gioielli e tutto il resto che si può desiderare mi chiamavano e mi dicevano clacca comprami comprami! sono anche andata al disney store e e e... mi serviranno cinque stipendi per tutto quanto!)
beccatevi questa foto sfocatissima degli ultimi acquisti! a cui va aggiunto anche neanche il tempo per sognare che ho trovato nella cassetta della posta (grazie pos )


i tanto attesi annunci del mantova comics invece sono stati una bella delusione, cioè, più delusione del solito. planet manga si è completamente scordata di spendere due parole per sakamichi e non ha annunciato il famoso secondo shoujo della lista di cui si parlava qualche tempo fa.
per il resto, io passo t u t t o!

star comics ha annunciato che da agosto 360° material sarà bimestrale. e certo. chi è che credeva che davvero avrebbero mantenuto la quadrimestralità a lungo? viland saga 12 è previsto per luglio, mentre di kuragehime non se ne sa niente di niente, e in giappone è già uscito il numero 11. serve dire che sono disperata? tra gli annunci l'unico che tengo d'occhio è kamisama kiss di julietta suzuki, che era nella lista dei forse planet e che dovremmo trovare in fumetteria e edicola da ottobre. manco a dirlo, il tizio mi ricorda un sacco inuyasha , e anche se sono 15 volumi e la serie è ancora in corso, io non ho certo paura delle storie infinite! e poi i disegni mi piacciono parecchio!


beh, da un lato meglio così, ho un sacco di bella roba da recuperare e le pochissime (una sola a dire il vero) cose nuove aiutano e recuperare quello che ancora mi aspetta in fumetteria/libreria... però che tristezza! speriamo in qualcosa di meglio domani (ci saranno le conferenze di gp/jpop e flashbook)

martedì 5 marzo 2013

vita da blogger - parte seconda.

ovvero: considerazioni, consigli, domande e forse qualche risposta sul mondo dei blog e sopratutto dei blogger.

deciso che vale effettivamente la pena aprire un blog che parla di libri, fumetti o altro, passiamo a qualche domanda fondamentale: come scelgo la roba di cui parlare? come devo impostare un articolo per renderlo interessante?




personalmente preferisco sempre parlare, quando si tratta di manga, di novità uscite da poco, anteprime o al massimo serie complete che ho letto per intero.

le novità ovviamente interessano un numero più alto di lettori, manco a dirlo.
appena uscito un titolo in molti cercano informazioni in merito, quindi se il vostro obbiettivo è di informare gli altri sul ne vale la pena oppure no, allora i titoli nuovi sono ottima cosa.

per anteprime non si intende il copincollaggio dal sito di news o l'immagine della copertina e basta.
riservate a questo genere di notizie altri mezzi di comunicazione, magari di microblogging tipo twitter o facebook, a meno che non abbiate modo di esprimere delle opinioni in merito prima degli altri: magari avete letto il manga in questione in un'altra lingua, oppure avete la possibilità di pubblicare materiale inedito che vi ha fornito l'editore o l'autore. in questo caso un post di anteprima è davvero interessante, sopratutto per il lettore casuale.

se avete un pubblico di lettori fissi, saranno anche seguiti i post che commentano più volumi di una stessa serie o più libri di una saga.

i post su serie terminate, magari già da tempo, possono interessare moltissimo i lettori fissi sopratutto se puntano sul fattore nostalgia, ma non credo che vi porteranno tanti lettori casuali che cercano informazioni su google.

un post su un libro/fumetto solitamente dovrebbe contenere:
- trama dell'opera
- considerazioni personali
- almeno un'immagine che si riferisce all'opera


le trame scrivetele voi, evitate il copincolla dai siti o almeno limitatelo e segnalate ogni volta che si tratta di citazioni, menzionando la fonte. questo sia per una mera questione di visibilità sui motori di ricerca (il copincolla è molto penalizzato) sia perché chi legge voi vuole leggere voi, non le citazioni da altri. ognuno riassume a suo modo, ponendo in luce aspetti e situazioni diverse della stessa opera. anche la trama, scritta da voi e non dall'editore, potrebbe influire sulla decisione del lettore di acquistare o meno quel titolo.
nel caso in cui ci siano spoiler, ovvero rivelazioni consistenti della trama, segnalatelo per bene prima ai vostri lettori. nessuno vuole sapere se il killer è il maggiordomo prima di aprire il libro.

le considerazioni personali sono la parte fondamentale del post. in fondo la gente legge un blog e non il sito dell'editore perché vuole il parere di quella persona in particolare.
quindi non limitatevi al mi è piaciuto o mi ha fatto schifo, ma spiegate per bene il vostro giudizio in merito. parlare anche di stile, disegni, modo di scrivere eccetera, oltre che della storia e dei personaggi, non fa mai male. analizzate il più possibile quello che leggete, per voi stessi, così da diventare lettori più attenti e buoni critici, e per gli altri, che di certo non vogliono sempre sentirsi ripetere la solita solfa.

siate chiari quando parlate di qualcosa, in modo che risulti comprensibile fin dal primo momento di cosa parla il vostro articolo.

nel titolo del post inserite sempre il titolo dell'opera di cui intendete parlare. è più immediato per chi scorre la sua dashboard di blogger capire se il post è di suo interesse o meno, ma sopratutto è più facile capire se vale la pena di leggere o meno per chi arriva da un motore di ricerca.
all'inizio del post mettete sempre le informazioni principali, sono pochi i lettori che hanno voglia di arrivare fino in fondo al vostro papiro (quanti se ne sono già andati?), poi via via, abbondate di particolari, aneddoti personali, eccetera. solo i veri affezionati arrivano alla fine di un post, mettete in alto tutte le informazioni utili e nessuno si farà del male.

sono importanti anche i tag. cercate di abbinare a ogni post le giuste etichette, per dare visibilità all'articolo durante le ricerche. stessa cosa vale per le parole chiave.
ad esempio, se parliamo de i promessi sposi di manzoni, le etichette potrebbero essere: promessi sposi, manzoni, romanzo, ottocento, romanticismo, letteratura italiana, classici, narrativa, renzo e lucia.

le parole chiave si trovano all'interno dell'articolo, devono essere presenti un numero esauriente (e non da esaurimento!) di volte, in modo che i motori di ricerca, compiendo qualche strano miracolo tra algoritmi e seo di cui la sottoscritta non ci capisce niente, facciano trovare allo sfigatello liceale il vostro post sul manzoni e gli evitino un due all'interrogazione di letteratura il giorno dopo. le parole chiave sono più o meno le stesse dei tag, potete anche evidenziarle agli occhi del lettore usando il neretto (come ad esempio è stato fatto in questo post) per individuare subito gli argomenti trattati.

prima dei consigli tecnici in ogni caso, il vostro stile viene prima di tutto. potete anche scrivere dell'argomento migliore del mondo, ma se non siete chiari o peggio ancora, se siete noiosi, non vi si filerà mai nessuno.
e non dite che non vi interessa, nessuno pubblica roba senza volere che qualcun altro la legga.
cercate di attirarvi un pubblico più o meno fedele ma che comunque impari ad avere stima di voi e dei vostri articoli.
scrivete il vostro punto di vista senza paura di andare controcorrente, senza timore di non piacere. cercate di non annoiare, evitate di ripetervi, lasciate perdere parole troppo pompose o atteggiamenti che non vi appartengono davvero. siate voi stessi e andrete benissimo.

evitate le informazioni da bookstore. voi non vendete libri o fumetti, a meno che non abbiate qualcosa da dire a riguardo, le informazioni tecniche come prezzo, editore, tipo di rilegatura eccetera non interessano il vostro lettore. per quello esistono per l'appunto le librerie on-line, i siti degli editori eccetera. al massimo limitatevi a mettere dei link per facilitare l'acquisto qualora servisse.

evitate le stroncature feroci, i commenti al vetriolo, il veleno spruzzato in ogni dove e le cattiverie gratuite. non che dobbiate per forza dire di ogni cosa che è bellissima, ma quando volete stroncare, spiegate per bene il perché.
l'acidità paga bene e un sacco di gente ama il sarcasmo facile (ho fatto due/tre stroncature su più di 300 post e sono sempre gli articoli più letti. siete dei pettegoli!), però non cadete nel tranello. riservate le stroncature solo al minimo indispensabile, recensite sopratutto quello che amate, così che sia più facile per i lettori conoscervi e capire i vostri gusti, e poi essere in grado di riconoscere se corrispondono ai propri.
quello che non vi piace evitatelo e lasciatelo agli altri, a meno che non vogliate difendere i vostri lettori da acquisti "di moda" che avete trovato dissimili dalle aspettative.

ultimamente poi ho smesso di seguire alcuni blog: quelli che non parlano di nulla e si limitano a riportare notizie trovate da altre parti, il tanto odiato copiancolla. per lo più sono persone che non si preoccupano neanche di rispondere ai commenti.
troppo impegnati della serie "ma cosa credi, posso stare qui a risponderti??? io ho una vita!!! mica come te sfigata!"? e allora lascia perdere il blog, non fa per te.
ho eliminato i blog di sfottimento altrui. ok, un paio di post sono divertenti. poi stanca. parlare solo degli errori degli altri non mi piace. è come fare un blog di stroncature. è sempre quello, se non hai altro da dire, evita. e poi io un po' al karma ci credo. uno raccoglie quello che semina, anche online...
poi quelli che vorrebbero parlare di cose serie, impegnate, profonde, forti e non aggiungono neanche un'opinione personale, sbrodolano parole a vuoto e si ergono a super partes, a svizzera della situazione. non mi piace chi non ha idee personali, ancora meno di chi ce le ha e ha paura di esprimerle per evitare il confronto.
queste sono le categorie di blog che, vi prego, evitate a tutti i costi.

e anche oggi abbiamo finito. o manca qualcosa?
nel prossimo post si parla di vita nella blogosfera!

il primo articolo lo trovate qui: vita da blogger - parte prima.
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