domenica 1 luglio 2012

olivia - ovvero la lista dei sogni possibili

chiedo perdono per la mia latitanza degli ultimi giorni. non sono riuscita a passare sui blog che seguo di solito e la cosa mi spiace non poco. a mia discolpa c'è da dire che questo nuovo lavoro mi distrugge abbastanza, mi ruba un sacco di tempo ma anche mi sta dando una soddisfazione rara. ok, non è che si tratti di chissà cosa, è il solito call center con il solito contrattino a progetto da due soldi (anzi, a dire il vero attualmente non ho nemmeno quello, lo definirei un contratto "a necessità", non so neanche quanto durerà), ma quando parlo con gli altri ragazzi che lavorano lì mi rincuorano con frasi del tipo "lo stipendio arriva puntualmente", "lavoro qui da sei anni" e cose del genere.
sto persino progettando di fare i doppi turni (se c'è la disponibilità) e quindi sicuramente il tempo a mia disposizione per bloggare sarà sempre meno...
però che bella la domenica!
e neanche il sabato scherza... ieri ho letto un libro che consiglierei consiglio a tutti: si chiama olivia ovvero la lista dei sogni possibili. ha una copertina vagamente da romanzetto idiota, e in effetti non vi dovete aspettare nulla di troppo profondo. o meglio: non vi aspettate un mattone pesante noioso illeggibile che vuole spiegarvi il senso profondo della vita e invece vi rimane sullo stomaco che vi ci vuole mezzo flacone di maalox per.
in realtà non l'avrei mai e poi mai neanche preso in considerazione se non avessi letto un post sul blog tazzina-di-caffè (questo post).
la storia di olivia è una storia come tante, purtroppo troppe: appena licenziata per via della "peggiore crisi economica che ha investito il mondo occidentale", anzi a dire il vero non è stata neanche licenziata, è passata da precaria ad ancora più precaria, come si licenzia qualcuno che il posto di lavoro non ce l'ha? e quindi il 22 dicembre, a quasi trentaquattro anni, con la scatola di cartone piena delle sue cose e il senso di smarrimento che può provocare soltanto il non sapere e ora che faccio?, olivia esce dal suo ex-ufficio, e si perde nella neve e nel senso di sconfitta che si può trovare quando davanti a una persona e a tutto quello che vale vengono messi i soldi. quelli che finiscono regolarmente nelle tasche dei capi. il senso di sconfitta che si prova quando una vita di studi e tutte le tue capacità non valgono niente e devi camminare con una scatola di cartone con le tue cose buttate dentro alla rinfusa e non sai dove andare e che fare e con chi parlare.
si rifugia in un bar-tabacchi e comincia a sfogliare una copia del suo curriculum, protetta da un cameriere che non chiede il perché della sua espressione da cane bastonato e si accontenta di offrirle pasticcini insieme alla cioccolata calda.
il curriculum è in effetti quanto di più triste possa esserci. dice olivia:
"A scorrerlo con un filo di onestà, è soltanto una radiografia imperfetta che tralascia ciò che conta davvero: gli incontri che mi hanno segnata, gli amori veri e quelli che credevo lo fossero, le persone che mi mancano, quelle che hanno smesso di mancarmi, gli amici, gli insensibili che ho incrociato senza rendermi conto di quanto fossero senza cuore, le persone che amo e non ho fatto in tempo ad abbracciare.
I morti.
Che, per quanto mi riguarda, si sono allontanati solo fisicamente.
Sui curricula non c'è spazio per le passioni, i sogni, i fallimenti.
Per la forza dei desideri.
Ci devi scrivere nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica, quando sei nato, dove, le scuole e l'università che hai frequentato, le lingue straniere parlate, lette e scritte, i master, gli stage, le collaborazioni, le pubblicazioni, il numero di scrivanie che hanno accolto il tuo sapere, le referenze. Gli sprovveduti ci aggiungono gli hobby e le passioni, senza rendersi conto che sono tagliole."
insomma, sei un elenco di dati irrilevanti. irrilevanti almeno per la gente normale. se cerchi lavoro l'unica cosa che conta è quello che sta scritto in quei fogli. anzi, a dire il vero neanche quello, quando l'unico lavoro che c'è da fare è stare al telefono, basta che non sei muto e sai parlare decentemente l'italiano. ma non divaghiamo troppo.
sfogliando il suo curriculum al tavolino del bar-tabacchi olivia ripensa alla sua vita, come in un film. le ritornano in mente la nonna prima di ogni altra cosa, quella presenza che non l'ha mai abbandonata, che le ha insegnato tante cose, in buona sostanza come vivere, e le ha regalato una polaroid, che lei continua a usare per rubare al tempo i momenti più significativi. i suoi genitori, le sue prime esperienze di lavoro, la sua tesi di laurea...
olivia scrive liste ansiolitiche su come vivere la sua nuova vita da in attesa occupazione (come si ama dire oggi. disoccupato è meno da disperazione), insegna che a lasciarsi andare all'autocommiserazione non porta a nulla e che per cambiare vita bisogna sapere bene come fare. organizzarsi è importante. terrò caro a mente il consiglio. e sopratutto insegna come si chiama quella sensazione di euforia che arriva di colpo quando trovi qualcosa che non cercavi quando invece ne stavi cercando un'altra: serendipità.
in effetti le cose migliori arrivano sempre così. stai cercando le chiavi incacchiata nera perché è tardi e rischi di perdere il treno e zac, esce fuori un pupazzino che ti ricordi? ti aveva regalato il nonno quando eri bambina e che belli che erano quei momenti, ecco dov'era finito questo angioletto con la faccia da panda che cammina da solo se giri la chiavetta, e insieme a lui arriva la felicità dei ricordi inaspettati che ti si aprono davanti come un dono a natale. oppure vai in vacanza a casa di un'amica per scordarti l'ennesima delusione d'amore e zac ti si para davanti il ragazzo di cui ti innamori al primo istante e che diventa la cosa più importante della tua vita. son cose che succedono. a me. le cose migliori arrivano quando meno te lo aspetti. ma dare un calcio in culo al destino ogni tanto non fa male.
olivia cerca pace in un bar e trova un angelo custode vestito da cameriere, cerca una serata di solitaria meditazione e si ritrova a una festa, cerca una soluzione alla sua vita e trova l'amore.
che è diego, e nel libro si parla anche di lui. ma la storia che mi è piaciuta di più è quella di olivia e del suo pomeriggio al bar.
alla fine è sempre quello per cui ci sbattiamo tanto, lo dice anche lei:
"Alla fine l’urgenza è sempre quella: l’amore, o qualcosa che pensiamo gli somigli."
a proposito di sbattimenti, volevo scrivere una recensione e non ci sono riuscita. proviamo così. olivia ovvero la lista dei sogni possibili è un bel romanzo, scritto miracolosamente bene e che racconta la storia di una persona che è olivia ma che siamo un po' tutti. racconta anche di diego che trova olivia per caso e che per caso si lascia trovare da lei, ma che in fondo il caso non c'entra poi tanto e non poteva che essere così. come in un compito di algebra, non puoi sbagliare il risultato se hai fatto per bene tutte le operazioni.
se passate da qui perché cercavate un qualche post su una qualche serie manga o perché non c'avevate niente da fare e avete trovato olivia, beh, magari vi viene una botta di serendipità anche a voi. leggetevi il libro che ne vale la pena.

4 commenti:

  1. Grazie del consiglio, mi segno il libro in wishlist! Ne ho già letto uno dell'autrice tempo fa, mi era piaciuto già quello, ma la trama di questo mi ispira ancora di più :D

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    1. prego! fammi sapere poi se ti piace, ma -se ho capito un po' i tuoi gusti- secondo me ti piacerà tantissimo >_<

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  2. Grazie, sul serio: una bellissima "recensione", ottime riflessioni e poi adoro quando scrivo "miracolosamente bene".Grazie, sul serio,
    Paola Calvetti

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    1. ciao paola, grazie mille a te! per il commento ma sopratutto per il libro, regalare una così bella storia non è cosa da poco!

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