lunedì 31 dicembre 2012

similitudini (e auguri di buon anno)


facciamo che è un augurio per il nuovo anno.
buon anno e buone letture... a proposito, quale sarà il vostro primo libro/fumetto del 2013?

sabato 29 dicembre 2012

un disegno per i mici dell'oasi dei mici felici ♥

chi passa ogni tanto dal mio blog (ancora)unanuvola o dalla pagina fb di unanuvola lo sa già, ma  lo ripeto per gli altri: da qualche tempo ho iniziato questa iniziativa per fare un po' di beneficenza, ché a natale siamo tutti più buoni e poi clacca ha fatto un disegnino carino (e mettiamo caso che divento famosa, un giorno avrete tra le mani un tesoro!) ♥

fino al 31 gennaio 2013, acquistando questa stampa, farete un regalo ai micetti dell'oasi dei mici felici. il 50% del ricavato delle vendite infatti andrà devoluto a questa associazione per le pappe, le cure e tutto quello di cui hanno bisogno i gattini di cui si occupano le volontarie.

la stampa è in vendita come al solito nel mio shop di a little market.
trovate tutte le informazioni sull'oasi dei mici felici sulla loro pagina di facebook e sul loro sito ufficiale. leggete le loro storie, scoprirete l'immenso amore che le volontarie hanno dato e danno sempre ai micetti che non hanno una mamma o un papà bipedi. io ho scoperto quest'associazione da poco e me ne sono innamorata. mi aiutate a fare loro un bel regalo di natale?

attualmente sono state vendute 20 stampe! il che significa 100 euro per l'oasi. quello che vorrei è di arrivare a 50 entro il 31 gennaio... mi aiutate? se volete potete condividere anche l'evento che ho creato su fb per far conoscere l'iniziativa a più gente... grazie!


quindi scusate l'intrusione tra una recensione e l'altra, ma ogni tanto bisogna pure farsi un po' di pubblicità, no?

giovedì 27 dicembre 2012

storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

in un'intervista sepúlveda diceva che i libri per bambini non devono essere dei libri stupidi. e in effetti un sacco di libri per bambini peccano di stupidità. i libri di sepúlveda scritti per i bambini sono libri che raccontano storie semplici eppure belle, mai banali e sopratutto non stupide. e possono tranquillamente essere lette anche quando l'età dell'infanzia è finita da un pezzo e si è già magari arrivati a quell'età in cui l'infanzia diventa un ricordo confuso e malinconico. la storia di un gatto del topo che diventò suo amico, così come storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, è una storia per bambini che dovrebbero leggere anche i grandi, per imparare tante cose. ad esempio, come si racconta una storia ai bambini. oppure che i bambini non sono necessariamente degli idioti che non capiscono nulla. o anche che quando eravamo piccoli stavamo attenti a cose più semplici e importanti rispetto a quelle che ci occupano la testa adesso. e che sapevamo cosa era un amico, prima che qualcuno si premurasse di spiegarcelo.
potrei dire che mix è il gatto di max, oppure che max è l'umano di mix, ma come ci insegna la vita non è giusto che una persona sia padrona di un'altra persona o di un animale, quindi diciamo che max e mix, o mix e max, si vogliono bene.
mi sembra un bell'incipit. ai bambini non si insegna troppo spesso bene cosa vuol dire vivere con un animale, e in effetti molti grandi non lo hanno mai capito. questa credo sia una cosa fondamentale. max e mix hanno fin da sempre vissuto al meglio la loro storia insieme, da quando max era un bambino e mix era un micromicino che entrava nel palmo di una mano. *attenzione agli spoiler* poi mix cresce e diventa un bel gattone dal profilo greco e gli occhi gialli e max diventa un ragazzo di diciotto anni, che decide di andare a vivere solo con il suo gatto in un nuovo appartamento. la loro vita continua felice come sempre, fin quando un giorno max si accorge che mix non ci vede più. ormai è diventato vecchio, ha già abbandonato l'abitudine di passeggiare sui tetti e ora in casa è proibito spostare qualsiasi oggetto, in modo che mix possa muoversi con tranquillità senza correre alcun rischio. anche adesso che non è più un bambino, anche se è sommerso dai libri dell'università, max non si scorda neanche un attimo del suo grande amico mix e delle sue necessità. 
un giorno però, in cui max è uscito di casa per un colloquio, mix conosce un nuovo amico, un topo messicano scappato dalla gabbia del vicino che si è rifugiato nella loro casa per via dei buonissimi cereali che max tiene in dispensa. invece di papparselo in un boccone, mix vuole premiare il coraggio e la sincerità del topolino, e i due fanno presto amicizia. mix chiamerà il topo mex, in onore alle sue origini, e il piccolo roditore farà presto amicizia anche con max, che senza pregiudizio alcuno, accetta con traquillità l'amicizia tra un gatto e un topo. mex diventerà presto i nuovi occhi di mix, descrivendogli i paesaggi alla finestra che lui amava guardare a lungo e che addirittura l'accompagna nelle sue mai dimenticate avventure sui tetti.
max, mix e mex saranno amici a lungo, fino alla fine dei loro giorni, sempre legati insieme dalla loro indissolubile amicizia.

storia di un gatto e del topo che diventò suo amico è una storia bella e mai retorica, che però insegna tante più cose di quante potrebbe fare un anno di catechismo. l'amicizia, la sincerità, la lealtà, gli affetti, i legami che lasciano liberi e che ancor più tutelano la libertà l'uno dell'altro. quindi leggetelo, e leggetelo ai vostri bimbi e magari anche ai vostri grandi, ché non è mai troppo tardi per imparare a vivere accanto agli altri, e non si leggono mai abbastanza bei libri per potersene stancare. bravissimo sepúlveda come ogni volta.

martedì 25 dicembre 2012

i love shopping e i love shopping a new york

finalmente riesco a postare! non mi pare quasi possibile! ok, allora... buon natale! come stanno andando le feste? vi siete fatti portare qualche libro o fumetto da babbo natale?
a me sono arrivati i primi due libri di i love shopping, di sophie kinsella.
me li aveva consigliati anna quando parlavamo di tokyo alice e da allora mi è rimasto il desiderio di leggerli prima possibile. e finalmente ci sono riuscita!
interrompere la lettura di questi romanzi è impossibile, io ho iniziato il primo dopocena e l'ho finito all'alba della mattina dopo. evitate di seguire il mio esempio!
fino ad ora avevo sempre snobbato la kinsella, pensando che si trattava di libretti da nulla. a dire il vero ho sempre snobbato i bestseller in generale, e molto spesso ci prendo, però questa volta devo ammettere di aver sbagliato... la verità è che sono una totale ignorante in materia, quindi lanciatevi pure nei consigli se ci sono altri romanzi di questo genere così carini, perché attualmente non farei che leggere robe del genere!
i love shopping - parlerò nel post dei primi due libri, che sono quelli che ho letto fino ad adesso -  una serie divertente oltre ogni limite, divertente in modo ironico e intelligente, ben scritta e piena zeppa di personaggi ai quali è impossibile non affezionarsi dopo poche pagine. ovviamente, in cima a tutti, nella mia personalissima classifica di gradimento, c'è becky, la protagonista adorabile e incredibilmente brava nel combinare tutti i casini più assurdi e ingarbugliati.
la nostra eroina, diventata mia patrona protettrice e fonte di ispirazione in meno di una settimana, è una giornalista esperta di finanza di 25 anni, lavora per far fortuna risparmiando, scrivendo articoli che aiutano i lettori a gestire al meglio i loro soldi. articoli che evidentemente lei non legge, perché becky è costantemente in rosso, in debito con banche e negozi, e adora risollevarsi dai pensieri che tutto questo comporta facendo... shopping! vestiti, scarpe, borse, cosmetici, trucchi, accessori di qualsiasi tipo... non c'è negozio che non attiri l'interesse di becky, e non c'è tipologia di acquisto che non meriti di essere fatto.
sulla trama non vi voglio dire nulla, sono romanzi abbastanza vecchi, conosciutissimi e che in ogni ogni caso meritano di essere letti senza rovinarsi per nulla la sorpresa.
quello che io ho trovato dietro a questi best seller è, oltre una storia buffa e divertente, dei personaggi simpaticissimi, delle situazioni incredibili e uno stile ironico che incolla il lettore al libro e non lo lascia fino all'ultimo minuto, è qualcosa che va un bel po' oltre la frivolezza di cui si vuole ammantare. becky è una persona indubbiamente ingenua, sicuramente troppo spensierata e innegabilmente immatura. ma è sopratutto una persona onesta e gentile, incapace di ferire persino chi non le piace, incapace di cattiveria, di opportunismo e di qualsiasi altra schifezza ci si aspetterebbe dalla donna-tipo affamata di soldi per potersi permettere le sue spese folli. becky non è mai stupida, è una donna intelligente e piena di risorse, capace di uscire sempre a testa alta persino dalle situazioni più disastrose. questo è quello che più mi è piaciuto di lei: la sua incredibile capacità di risolvere i problemi e mettere fine ai suoi guai.
alla fine del secondo libro, i love shopping a new york, ho letteralmente amato becky, anche perché invocavo *quella* scelta fin dalla prima pagina del primo libro!
quale scelta? leggetevi i libri che ne vale la pena!

lunedì 10 dicembre 2012

ooku 3, namida usagi 6, strobe edge 6

pensavate che fossi sparita? vi sono mancata? son stata colta da un periodo di inaspettata e insperata ispirazione creativa, se passate ogni tanto da (ancora)unanuvola sapete di che parlo. però non mi sono dimenticata di questo blog, anche se non ho avuto un attimo di tempo libero e anche ora ho un lavoro da finire prima di partire. sì, parto mercoledì, vado un paio di giorni a roma, dove spero di riuscire a comprare il catalogo di ciou in hell (prima o poi faccio un post su di lei) e un po' di libri che vorrei da tempo, e poi torno dal mio amoruccio, quindi aspettatevi succulenti quanto poco certi - a causa dell'incerta connessione - post ischitani.
intanto parliamo delle quasi-ultime letture, che son quelle che dovevano completare l'ultimo post che ho scritto. tanto per cambiare, anche se sono in ritardo ormai, vi ricordo di stare *attenti agli spoiler!*

nel terzo volume di ooku si continua il viaggio indietro nel tempo per scoprire cosa ha ridotto il giappone al paese di cui si è parlato all'inizio: le prime epidemie di vaiolo dalla faccia rossa ma sopratutto la nascita della prima shogun donna riconosciuta come tale. tra amori impossibili e altri di convenienza, iemitsu dovrà affrontare ancora patimenti e dolore, allontanata a forza da arikoto, il quale non riesce a darle il figlio che è richiesto da kasuga no tsubone, deve accettare di giacere con altri uomini per poter restare incinta dell'erede maschio che possa legalmente e a pieno titolo prendere il suo posto. ma un'altra epidemia fortissima di vaiolo uccide senza speranza, mentre anche kasuga no tsubone, della quale conosciamo tutta la tragica storia, muore di vecchiaia, lasciando il controllo dell'ooku in mano ad arikoto. l'unica soluzione, per lo shogun e per il paese tutto, è accettare e regolamentare il nuovo ruolo che le donne ricoprono nella società. iemitsu è il primo shogun donna del giappone, libera finalmente di essere se stessa e di non doversi fingere un uomo.
 la storia prosegue lenta ma poco alla volta, senza che la cosa pesi al lettore,o almeno a me, si va sbrogliando una trama che sembra promettere sempre di meglio. sinceramente questa serie potrebbe tranquillamente essere bimestrale e non avrei nessun ansia ad attendere il numero successivo. non che non sia accattivante, ma il coinvolgimento emotivo è davvero bassissimo, e per quanto la storia sia bella e ben narrata, sembra di assistere a un documentario. l'unico personaggio per cui ho avuto un momento di affetto è stata la gatta del secondo volume... e si è vista la fine che ha fatto. per il resto, potrebbero morire tutti e non avrei alcun problema. in giappone in questi giorni è uscito il numero nove, quindi potremo gioire di un volumetto in più prima dell'inevitabile pausa.

in namida usagi 6 il carico di pucciosità rischia di superare il massimo consentito. i nostri due piccioncini stanno insieme felici e beati, ma si creano tante di quelle paranoie idiote da richiedere una perizia psichiatrica a entrambi. così neanche una vacanza al mare ci riesce a sbloccare un po' la libido di entrambi e prima di darsi un bacio ci vogliono interminabili considerazioni, ripensamenti, incomprensioni e sensi di colpa.
e - colpo di scena - salta fuori un altro terzo incomodo che sembra mirare a momoka e che a quanto pare è cielo!!! e io che fino ad adesso ero certa che cielo fosse narumi... ci sono rimasta un po' male e mi sembra vagamente forzata questa cosa, non è che è stata cambiata all'ultimo momento per allungare il brodo? beh, chissene, continua a essere una delle mie letture preferite e poi ormai siamo al giro di boa, quattro volumetti alla conclusione e io non vedo l'ora di leggerli tutti!

sesto volumetto anche per strobe edge che continua alla grande a essere uno dei migliori shoujo-cliché del decennio. ando che continua disperatamente a provare di sedurre ninako, ninako che va in paranoia perché ren si è lasciato e pensa che starà male perché pensa alla sua ex e ren che sta male perché è cotto di ninako che è troppo scema per capirlo. una bella farcitura delle solite scene in sakisaka-style fanno tornare a galla la quindicenne isterica che è in noi e causano una liberazione di urletti non indifferente, tra capelli impigliati che per liberarli bisogna fondersi insieme e sorrisi con occhio da triglia capaci di sciogliere il cuore della più acida delle donne.
alla fine del volumetto c'è una ministoria, colorless dreamer, che è a dir poco deliziosa: lui e lei vivono insieme e si mantengono con lavoretti part-time e con il lavoro di lui di musicista. però lei viene licenziata dopo nemmeno una settimana di lavoro ogni volta ed è incapace di far la spesa con giudizio, è la tipica immatura dal cuore d'oro che vorrebbe far di tutto per l'uomo che ama ma che causa solo guai. quando se ne accorge decide di sparire dalla sua vita, certa che lui non le chieda di togliersi dai piedi solo per pietà e gentilezza.
zucchero come se nevicasse, a me questa storia è piaciuta tantissimo! sakisaka mon amour! dopo strobe edge portateci aoharaido o impazziamo tutte!

mercoledì 5 dicembre 2012

runway lover 3, arrivare a te 3, hiyokoi 2

so che alle mie lettrici è mancata la solita pioggia di shoujo manga, ma gioite perché son tornata qualche giorno fa con un bel carico di roba e ora ho trovato un po' di tempo per spettegolare con voi.
visto che c'è tanta roba, faccio un post oggi e uno domani. sapevatelo.
e poi ricordatevi sempre di stare attenti agli spoiler! faccio solo questo avviso ma vale per tutto il post!

ultimo volumetto per runway lover! mentre aki, dopo una serie di dolorose scelte, vola a parigi coronando la sua carriera di modella prendendo parte alla settimana della moda nella capitale francese, yui rimane in giappone continuando a interrogarsi sulla strada che da deciso di intraprendere diventando una modella. e sopratutto continua a scervellarsi sul rapporto con la madre: perché ha rinunciato alla sua carriera per metterla al mondo? una figlia che l'ha in qualche modo delusa, non riuscendo a diventare quello che lei voleva... ma davvero la signora naoko voleva che la figlia facesse quello che lei non era riuscita a fare?
in questo terzo numero, oltre a dare una risposta alle domande di yui e aki, il duo shibano/tanaka ci fa scoprire il passato di yui e quello di sua madre.
alla fine del volumetto c'è un simpatico extra ambientato a parigi dove oltre alle due amiche-rivali, incontreremo anche un personaggio che a me è piaciuto tantissimo anche se compare solo alla fine. è un extra molto carino e romantico ed è la perfetta conclusione della storia.
storia che merita un sette pieno nella sua interezza, essendo riuscita in soli tre volumetti a concludersi senza buchi né domande irrisolte, anzi lasciando il lettore soddisfatto e consapevole di aver letto una miniserie ben orchestrata e ben scritta. oltre che molto ben disegnata, impossibile non fare il paragone con parakiss.
sono davvero contenta di non aver snobbato questo titolo, è stata una bella lettura, per una volta senza piagnistei amorosi e con una storia di amicizia semplice ma abbastanza realistica.
bello!

moooolto lontano dal terminarsi invece - ma tanto la sottoscritta non ha alcuna fretta! - è arrivare a te, questo shoujo manga che mi piace ogni volta di più. nel terzo volumetto sawako stringe sempre di più il suo rapporto di amicizia con yano e yoshida e nel frattempo sente che i suoi sentimenti per kazehaya sono sempre più forti. ma tanto che sia cotto anche lui lo abbiamo capito già da subito! sono incredibilmente carini tutti, arrivare a te è il manga del miele e dello zucchero filato, dolce e carino da impazzire!
entra in scena la stronzetta odiosa di turno, la bella kurumi, acida e falsa, che si avvicina a sawako odorando il suo interesse per kazehaya e approfitta della sua ingenuità patologica per cercare di allontanarla da lui. ma non pare che ci riuscirà tanto facilmente... l'ultima scena del volumetto, interrotto magistralmente al culmine della scena fondamentale di tutto, lascia ben sperare per i prossimi numeri.
il ritmo è sempre lento e pacato, con tanti spazi per i primi piani e le espressioni e i sentimenti dei personaggi. cosa che personalmente apprezzo parecchio in uno shoujo manga.
la scena della serata tra amici mi ha messo davvero di buon umore. è una cosa difficile per un manga. chi lo reputa melenso e banale vada pure a rimpinzarsi di tetteculi, di shonenazzi d'azione selvaggia o di roba poco plausibile piena di eventi assurdi. a me piacciono le storie che raccontano la vita di tutti i giorni attraverso gli occhi di chi sa vedere ogni attimo come qualcosa di prezioso.

e poi esplodiamo in un orgasmo di pucciosità e tenerezza con il secondo numero di hiyokoi. ci sono stati un sacco di snob che hanno dichiarato che questo manga era una porcata ancor prima di averlo letto. cazzi vostri. non sapete che cosa carina che vi perdete.
hiyorin è cotta pazza di hirose, ormai l'han capito pure i muri, eppure lui continua a far l'amicone simpatico e fa finta di nulla.
però arriva san valentino, e tra i dubbi del tipo il cioccolato glielo do oppure no, hiyorin si trova davanti a un problema più grande. kisaki, l'amica d'infanzia di hirose, confessa a hitorin di essere innamorata di lui e di essere anche stata respinta quando gli si è dichiarata. adesso chiede alla nostra micro-eroina di consegnare il suo cioccolato a hirose. figuriamoci tutte le paranoie di hiyorin, che oltre a non sapersi decidere sul da farsi è espressiva oltre ogni limite accettabile dalla comune decenza. la scena in cui hirose capisce tutto e le chiede esplicitamente sei innamorata di me? mi ha fatto venire un tum-tum che mi ha riportato indietro ai quindici anni, giuro! un'occasione sprecata, ma io hiyorin l'adoro, la vorrei tanto come sorellina minore, anche se dubito che sarebbe rimasta così buona e ingenua... lasciamo stare.
hiyokoi è un manga pucciosissimo, impossibile da definire in un altro modo, che racconta l'ennesimo primo amore dell'ennesima ragazzina goffa ma carina che prima o poi ce la farà a conquistare l'amato. ma per quanto sia pieno di cliché rimane godibilissimo e imperdibile per le fan del kawaii. i maschietti faranno bene a tenersene lontani. per me è nella lista fumetti-del-mio-cuore .

domenica 2 dicembre 2012

la traccia dell'angelo

ora, quando inizio un libro di un autore che mi piace tanto, come stefano benni, mi aspetto sempre un libro piacevole, possibilmente che contenga quegli elementi che mi piacciono del suddetto autore.
ecco perché la traccia dell'angelo è stato una delusione completa e totale.
benni senza l'ironia e il sarcasmo cinico di benni non è benni.
benni che vuole fare de luca non si può reggere.
la traccia dell'angelo è un libro che ci si augura rimanga un caso a se stante nella produzione di benni, un libro triste oltre ogni limite, un libro che fa male, sia per come è scritto (ma cacchio, stiamo parlando di un libro di stefano b-e-n-n-i!!! che è sta roba?) sia per la storia che racconta.
senza spoilerarvi troppo, ma tanto non è che succeda chissà cosa, si tratta della storia di morfeo, che da piccolo viene colpito in testa da una persiana staccatasi all'improvviso, che poi diventa una specie di scrittore, che poi crede di essere epilettico - e glielo fa credere anche uno stronzo di medico - e che poi scopre che in realtà non lo è. nel frattempo è diventato dipendente dai millemila psicofarmaci che ingolla a chili ogni giorno.
gli angeli non si capisce bene, dovrebbero essere l'immancabile pazzo e l'infermiera che in qualche modo lo aiuta.
moralismi a mai finire e lezioncine sul già-noto. i medici prescrivono droga solo per acchiapparsi i soldi delle case farmaceutiche. prima di iniziare una terapia a base di psicofarmaci è bene farsi visitare da almeno due medici diversi. troppe medicine fanno male. la gente pensa solo ai soldi. blabla.
grazie benni, se non ce lo dicevi tu non lo capivamo.
delusione, delusione cosmica. spero proprio che con l'ultimo libro sia tornato il benni di sempre, spero anche di poterlo leggere presto, ma questa roba, davvero, evitatela, sopratutto se vi piacciono i libri di stefano benni.

ps. questa settimana andrò plausibilmente a rilento con i post, mi scuso già da adesso, ma sto cercando di fare una cosa che... vabbè, poi vi spiego, che a parlarne prima ci si porta sfiga da soli.

giovedì 29 novembre 2012

davvero 1


preso per caso e per fortuna! questo volumetto bonellide è stato presentato a lucca a inizio novembre e adesso è arrivato per noi sfigati che non ci siamo andati a lucca ed è disponibile in edicola e in fumetteria.

davvero era in principio un web comics - che la sottoscritta non seguiva - che è stato poi riscritto tavola per tavola proprio per la pubblicazione in cartaceo. a quanto mi hanno detto la versione cartacea è meglio della prima. e ti credo. farlo peggio la seconda...
in ogni caso.
paola barbato è una sceneggiatrice conosciuta tra i lettori di dylan dog, che con davvero ha voluto dar vita a un progetto abbastanza nuovo e "alternativo" per questo genere di pubblicazioni italia: davvero è ambientato nell'italia di oggi e la protagonista è una diciannovenne qualsiasi, viziata e anche abbastanza scema. *state attenti agli spoiler!*
si chiama martina ferrari e nella sua esistenza, ha detta di genitori e amici, non ha fatto che farsi viziare. è iscritta all'università ma salta le lezioni e non studia, sua madre la tratta come se avesse otto anni, suo padre benché faccia la voce grossa non riesce assolutamente a darle un freno e i suoi amici la reputano una perfetta idiota viziata e incapace di autogestirsi.
in una feroce litigata con il padre, che praticamente le spiattella in faccia che è una stronza indegna che non fa altro che deluderlo e non combinerà mai un cazzo nella vita, martina se ne va via di casa, con in tasca un malloppo di ventimila euro. però, il padre è cretino ma ventimila euro in contanti così... complimenti.
martina prende e se ne va, mentre la madre è al lavoro e il padre pensa che tanto ora tornerà presto. però lei non torna, anzi, decide che questi ventimila euro vanno pur goduti, così prende un treno e da brescia va fino a milano a fare shopping. quando arriva lì si decide, dopo la sua brava sessione di spese, a riaccendere il cellulare e viene chiamata da madre, padre, nonna, zie varie, l'amica scopa-in-culo, l'ex stronzo eccetera, tutti a dirle che lei, povera scema incapace di badare a se stessa, non può stare sola in un'altra città perché è assolutamente irresponsabile e idiota e viziata eccetera. quale migliore cosa da dire a una ragazza che è scappata da casa perché non ne può più di farsi dire le stesse cose.
stanca di sentirsi prendere per deficiente da tutti, martina li manda con poca eleganza a fanculo e decide di rimanere a milano per un intero anno, mentre i genitori si disperano e non pensano che basterebbe un controllino con i tabulati telefonici per sapere dove si trova la figlia.
martina a milano passa una settimana in albergo, spendendo e spandendo e senza preoccuparsi di nulla. fin che ci sono i soldi... a un certo punto però il gestore dell'albergo le chiede qualche spiegazione e le spiega a sua volta che in quel modo non potrà rimanere davvero a milano da sola per un anno, e la invita a cercare una stanza in affitto in una casa per studenti e magari un lavoretto.
così inizia il tentativo di trovare un buco in cui vivere senza dilapidare un patrimonio e riesce così a trovare una stanza squallida e minuscola in un appartamento misto, gestito da tale alessia, una nazisciattona, e abitato da altre sette persone. per una figlia unica abituata a vivere in una casa gigantesca da borghesi bene...
tra i coinquilini risaltano i muscoli di riccardo, sciupafemmine che va in giro per casa seminudo reggendo un asciugamano sui fianchi senza mani, sara, stronzetta isterica che schiavizza il fidanzato alberto, dario, quello depresso, e rusco, quello che fa il caffè. più un'altra voce che viene da dietro una porta e che sicuramente scopriremo nel prossimo numero a chi appartiene.
martina si ritrova così circondata da gente parecchio diversa da lei, persone che sono l'esatto contrario di quella viziatella che lei è stata fino ad adesso ma anche l'esatto contrario delle persone che ha conosciuto e frequentato fino ad adesso. ora per lei, tra paranoie e difficoltà, inizia la vera battaglia per rendersi una donna matura e indipendente.

questo numero mi è piaciuto parecchio, la storia è parecchio convincente e coinvolgente, il presupposto da cui parte è interessante e poi fa piacere per una volta leggere una storia così ambientata nel proprio paese. se con davvero paola barbato voleva fare uno shoujo italiano, direi che c'è riuscita. i giapponminchia possono lamentarsi quanto vogliono della definizione, ma questo è un fumetto per ragazze alle prese con i soliti problemi tardoadolescenziali, presto arriveranno amori e amicizie eccetera. interessanti i disegni, anche se non è proprio il mio stile preferito, però non si può che riconoscere un'ottima qualità grafica.
in definitiva ve lo consiglio caldamente, è una buona lettura e sopratutto un interessantissimo esperimento. dopo tanti fumetti italiani scritti ad hoc per un pubblico di maschietti, davvero è una bella sorpresa per noi femminucce!

mercoledì 28 novembre 2012

elianto di stefano benni

cos'è che unisce tre diavoli, un guerriero nuvola, due mini yogi e tre ragazzi di periferia? facile: elianto!
nello strano ma non poi tanto fantastico ma non poi tanto mondo inventato ma non poi tanto di stefano benni esiste tristalia, un paese governato dal zentrum e dal grande chiodo, un paese in cui la democrazia regna sovrana e gli aspiranti presidenti si uccidono l'un l'altro fin che non ne rimane uno, un paese in cui il destino di ogni giorno dipende dal sondaggio televisivo e se si sbaglia risposta si rimane senz'acqua, luce e gas fino all'indomani. esistono anche le contee, che non sono sotto il controllo del grande chiodo almeno fino a che non perdono i giochi dell'indipendenza, e il rappresentante della contea otto è proprio elianto.
che però da anni è bloccato in clinica, a villa bacilla, affetto da morbo dolce. per poterlo guarire bisogna ritrovare il suo senno e raccogliere tutti gli ingredienti viaggiando attraverso i mondi alterei con una mappa nootica. nel frattempo fuku viaggia in compagnia di visa e pat, due yogi ridotti alle dimensioni di un chicco di riso, per ritrovare tigre triste, il più forte guerriero nuvola di sempre, che potrà far vincere alla sua contea i giochi. e poi i diavoli brot, carmilla e XXX mandati in missione a recuperare un kofs per distruggere il zentrum, perché il grande capo ha perso tutto il gusto di tentare la gente di tristalia che è quasi più cattiva di lui.
viaggiando tra gli otto mondi alterei si incontrano personaggi indimenticabili come capitan guepière e la sua ciurma di pirati, il primo alchimista ermete trismegisto, le infinite battaglie tra triperott e siperquarter, persefone e un sacco di altra strana gente, come l'infermiere talete che prima di diventare infermiere rapinava banche o il misterioso ballerino di tango.

un romanzo corale che oscilla tra il comico-geniale e il malinconico, che parla per metafore del nostro assurdo paese e del nostro assurdo mondo senza paternalismi o moralismi o altra brutta roba in -ismi. un viaggio fantastico tra luoghi immaginari che puzzano di reale a un miglio di distanza per farci vedere quanto poco ci manca a sfiorare l'assurdo e il ridicolo.

stefano benni è famoso per le sue storie come, e forse sopratutto, per il suo stile di scrittura frenetico, originale, divertente, intelligente e pungente. personalmente ho un debole per questo scrittore e elianto è uno dei suoi romanzi che preferisco. se non l'avete mai letto, anche se ormai ha qualche annetto, è stato pubblicato la prima volta nel 1996, rimediate prima possibile!

sabato 24 novembre 2012

e se ci guadagno anche?

ve ne siete accorti che da qualche giorno sul blog spuntano delle pubblicità. sono sincera, non è stata una scelta facilissima, però alla fine ho deciso di inserirle.
ho letto in un sacco di altri blog eccetera che molti storcono il naso quando un blog ha delle pubblicità, dei banner di affiliazioni o cose del genere.
a me personalmente danno fastidio i siti che funzionano solo per tenere poi millemila banner, pieni di parole chiave che vengono fuori nelle ricerche di google sia che si stia cercando la ricetta dei cannelloni, il prezzo della benzina, le notizie del giorno, come si lavora a maglia eccetera. non mi piacciono i pop-up a tradimento, non mi piacciono i blog copincolla strapieni di pubblicità.
e allora perché ho deciso di metterla qui?
semplicemente perché questo blog non è uno di quelli che mirano alle 5000 visite al giorno. non scrivo per avere dei numerini che avanzano sulla dashboard. non rubo testi in giro per poter pubblicare ogni giorno qualcosa.
ho cercato di creare uno spazio in qualche modo utile, con delle critiche ragionate, sentite, personali. ho cercato di dare dei consigli chiari a chiunque cerchi un determinato e preciso tipo di informazioni. e sopratutto ho provato - e credo di esserci riuscita - a creare uno spazio personale che ha uno stile e una politica precisa.
scrivere mi piace, mi piace parlare con voi di fumetti e libri e tutto il resto. è un hobby, una passione, un modo per divertirmi. mi da un sacco di soddisfazione vedere dove sono arrivata dopo tutto questo tempo, leggere ogni volta i vostri commenti, sapere che poi vi è servito in qualche modo quello che avete letto qui, che avete trovato un titolo che non conoscevate prima e che poi vi è piaciuto un sacco o che avete evitato qualcosa per cui avevate dei dubbi.
eppure il blog richiede tempo, e manco a dirlo, richiede anche soldi, perché devo pur comprarla la roba di cui parlo. certo che la comprerei comunque, ma molto spesso cerco di acquistare prima la roba nuova, quella di cui voglio parlarvi per potervi dar modo di capire in anticipo se vale la pena di recuperarla o meno.
e visto che un lavoro non c'è, ho pensato che guadagnare qualche spicciolo con questo mio hobby non fosse un'idea sbagliata. non mi cambierà la vita, ma in fondo non la cambia neanche ai miei lettori, visto che i contenuti non sono cambiati né è cambiato il mio modo di gestirli.
eppure ho notato un calo di attenzione. le stesse visite ma meno commenti.
e quindi vorrei capire, ma sopratutto vorrei spiegare. perché non mi piacerebbe che qualcuno pensasse che i miei post sono la scusa per fare soldi, come se volessi fregare qualcuno.
non è questa la mia intenzione, sia chiaro. e d'altra parte, potete continuare ad accedere qui come sempre. magari è solo una questione di coincidenze e davvero di quello che ho scritto ultimamente non c'era molto di interessante, però ecco, se qualcuno è infastidito dai banner, mi spiace, ma non capisco il perché.
non ci vedo nulla di male nel tentare di trasformare una passione in lavoro, e certo così, con i centesimini è impossibile pensarlo come lavoro, ma non nego che sarei felice di poter scrivere per lavoro delle cose che amo.
voi cosa ne pensate?

tokyo alice 1

c'è chi ne parla bene e chi ne parla male di questo tokyo alice, io dal canto mio voglio solo fare una premessa e poi vi dico che ne penso: questo è un manga femmina fino all'ultima goccia di inchiostro. ed è un manga che non potrà che piacere che ad un pubblico di femmine.
naturalmente, per femmine non intendo esclusivamente le biologicamente femmine. la femminità (lasciatemi passare il termine) di tokyo alice è quella allegra, spensierata, frivola, civettuola e sopratutto amante delle cose carine. una femminità rosa shocking con una buona dose di glitter che non fanno mai male.
se pensate che shopping sia solo un modo più carino di dire consumismo, se credete che frivola sia un'offesa e siete certi che la vita di una donna adulta debba essere solo fatta di tribolazioni interiori e drammi economico-sentimental-filosofici, lasciate perdere, questo manga non fa per voi.
ma dovreste sicuramente imparare a divertirvi un po' di più.
*attenzione agli spoiler!*
tokyo alice è uno slice of life che ci racconta le (dis)avventure di quattro donne che si conoscono fin dai tempi delle scuole medie: fu arisugawa, impiegata e shopaholic quasi oltre il livello di guardia, adora le cose carine, vive per fare shopping, ha una comprensibilissima passione per le borse e nutre scarso interesse e ancor meno fiducia nei confronti degli uomini. ritiene che un giro per negozi con le sue amiche sia molto più desiderabile che una passeggiata mano nella mano con un ragazzo. più o meno la protagonista della serie. voto simpatia: 30 cum laude. sawari enjoji, lavora in una galleria d'arte più per divertimento che per necessità, viene da una famiglia ricca ma antiquata. è costantemente tampinata dalla nonna che vuole combinarle un matrimonio. ha perso completamente il romanticismo che la faceva sbrilluccicare quando era una ragazzina e sognava il grande amore e il principe azzurro. si consola portandosi a letto la quasi totalità dei ragazzi carini che incontra.voto simpatia: 8. mizuho haneda, una ragazza dall'aspetto un po' infantile che disegna shoujo manga zuccherosi ma vive una storia d'amore con un fallito completo. lo squallore della sua vita attuale le sta sempre di più facendo perdere il talento e l'ispirazione necessari per scrivere. 9. rio sakuragawa, bella, alta ed elegante, che decide di diventare medico dopo un periodo di ricovero in ospedale, anche lei non ha vita facile con gli uomini e nessun fidanzato, anzi le capita spesso di ricevere la cioccolata di san valentino dai suoi pazienti, sopratutto dai bambini. non si è ancora capito bene se nasconde un lato lesbico che non ammette neanche a se stessa. voto simpatia: 7 e mezzo perché è davvero troppo chiusa e vagamente snob.


il primo numero fa da introduzione e presentazione dei personaggi, riuscendo subito a farci sentire a casa. il desiderio di fu di comprare la sua adorata borsa chanel, le sue manie e la sua totale ingenuità per quello che riguarda l'altra metà del cielo. il suo superiore, il signor okuzono, che è un bocconcino niente male, la versione mora e figa di tsuge!, pare nutrire un certo interesse per lei. ma in fondo pare nutrire un certo interesse per qualsiasi creatura di sesso femminile che riesca a catturare e trasformare nella sua fidanzata fino a nuovo tradimento. conosciamo poi la famiglia di fu, con un padre nullafacente - che è la causa prima del disinteresse della nostra eroina nei confronti degli uomini - e una madre che è una vera e propria volpe dei saldi e delle offerte nei negozi. l'episodio dei fukubukuro - dei sacchetti chiusi che contengono prodotti random di un dato negozio - me l'ha fatta adorare! e infine la sorella di cui ignoro il nome, che ha una bimba deliziosa!
il rapporto tra fu e il suo capo, okuzono, è abbastanza fraintendibile, sopratutto da quest'ultimo, visto che lei non si rende affatto conto che il suo disinteresse per gli uomini non è necessariamente ricambiato. però al primo minimo contatto eccome se la nostra fu sente un bel rimescolamento emozionale dentro, degno del primo giorno di saldi! tra i due ci saranno scintille, me lo sento eccome!
anche alla povera mizuho il cielo sembra aver riservato un figo di non poco peso, niente poco di meno che il suo editor, che pare non riesca proprio a fare il confidente senza lasciarsi prendere troppo la mano. e nel frattempo sawari ha deciso che per togliersi di mezzo la nonna le conviene accettare di sposarsi, così finalmente avrà la pace che desidera, ma nel frattempo vuole godersi la sua vita da single in una casa tutta sua - che finisce per dividere con fu e mizuho - e sopratutto portandosi a letto ogni uomo carino che incontra, fino a saturare la lista delle esperienze fatte prima del matrimonio.
la sola che pare avere un po' più la testa sulle spalle e la dottoressa, ma quando le viene fatta una dichiarazione da un suo collega, bang, ecco anche lei in preda a panico tardoadolescenziale sul come fare a rifiutare qualcuno senza fargli troppo del male ma anche nel mio cuore c'è un'altra persona che però non mi ama... chi è? sono davvero troppo curiosa!


in definitiva un primo numero stupendo che ha perfettamente soddisfatto le mie aspettative in merito e anzi mi ha dato qualcosa in più! me lo aspettavo più vuoto, quando invece, tra una coda per i saldi e l'altra, fioriscono riflessioni di non poco conto: rispetto a quando si era bambine e si sognava l'amore, cosa è cambiato? perché adesso si parla di sesso, di uomini più o meno ricchi, di sicurezze, di insoddisfazioni? cos'è tutto questo pragmatismo? dov'è finito il romanticismo facile e perfetto dell'adolescenza?
tranquilla care le mie ragazze, c'è anche quello, per chiunque. abbiate fede e troverete il vostro principe azzurro che non vi darà di certo una vita da sogno, ma una romanticamente pratica esistenza insieme sì!

promosso a pienissimi voti, consigliatissimo (a esclusione dei lettori/lettrici di cui parlavo a inizio post) e sopratutto adesso sto in fibrillazione per leggere il resto! ne approfitto per ricordarvi che in patria sono usciti nove volumetti ma che la serie è in corso e non si hanno notizie ancora di quando finirà. bene per me, perché quando termina un manga così non fa che dispiacermi!

martedì 20 novembre 2012

end - elisabeth ~ vol. 1

non  so perché ma succede sempre che ogni volta che ho qualcosa che ho atteso per tanto tanto tempo, poi lo lascio ristagnare sulla scrivania per giorni prima di leggerlo. ovviamente, non poteva non succedermi con end.
aspettavo l'uscita di questo volume da almeno una decina di anni, l'ho dato per spacciato più volte convinta che mai e poi mai l'avrei potuto leggere.
e invece...
parlare di end non è cosa facile, quindi ci vado con calma. partiamo dall'edizione.
bao publishing, manco a dirlo, mantiene perfettamente gli standard francesi, superando di gran lunga - quasi mi spiace dirlo - quel pavesio editore dei tempi di sky doll.
ogni centimetro quadrato di questo albo è curatissimo e perfetto. chapeau.
dei disegni che dire? non avevo mai letto nulla di anna merli (e credo che sia normale visto che questo dovrebbe essere il suo esordio, o almeno io non trovo altro disegnato da lei in giro, correggetemi se sbaglio) ma barbara canepa è una garanzia fin dai tempi di witch o ancora prima - per chi se lo ricorda - de la sirenetta (ebbene sì, c'era anche lei tra i disegnatori di quei volumetti. i miei sono andati dispersi, sigh).
lo stile è quello dell'euromanga di cui, personalmente, barbucci&canepa per quello che mi riguarda sono i genitori: un mix tra realismo e stilizzazione simil-nipponica, tratto pulito, colorazione da sudorazione fredda. capolavoro assoluto, che unisce il meglio dei topoi del meglio della tradizione fumettistica (francia e giappone). in un inevitabile paragone end/sky doll si sente parecchio la mancanza di una mano maschile: elisabeth, dorothea e le altre scarseggiano parecchio in sex appeal per guadagnarci moltissimo in grazia ed eleganza. le architetture e i paesaggi perdono in colore e diventano lapidi di un cimitero romantico e nostalgico illuminato dall'ultimo crepuscolo. i dorati e il rosa - i punti forti di skydoll - lasciano il posto a una bellissima e sorprendentemente ricca palette di grigi, blu, neri e viola.
a proposito di colori, la scena del passerotto con il suo caldo piumaggio rosso tramonto tra le mani inguantate di elisabeth penso valga da solo i 15 euro dell'albo.

end sarà presumibilmente una trilogia, devo anche averlo letto da qualche parte ma non riesco a ricordare, ho il cervello in pappa a causa della febbre. il numero tre in effetti ritorna spesso. elisabeth nora e dorothea (le iniziali delle tre protagoniste formano il titolo, per chi non l'avesse notato) ma anche ulysse, leo e napoleone, i tre strani animali amici di elisabeth. loro quattro vivono in uno strano luogo da quando elisabeth è morta. si è ritrovata ad assistere al suo stesso funerale, e adesso, con i suoi animaletti di un tempo, anche loro già passati a miglior vita, abita in uno strano luogo che sembra sospeso nel tempo, dove la luce è sempre soffusa, l'ex padiglione di caccia della tenuta dove si trova il suo collegio.
elisabeth non ha ancora capito cosa le è davvero successo, perché si trova in questa sorta di limbo e perché ha il terribile potere di togliere la vita di chiunque semplicemente sfiorandolo con le mani. per questo porta sempre dei nastri neri che la fasciano fino alle braccia. ma vuole incontrare sua sorella dorothea e la sua amica nora per provare a capire qual'è il mistero celato dietro la sua morte. se davvero di morte si tratta.
ma dietro dorothea si cela un segreto forse ancora più grande, del quale non sappiamo ancora nulla ma che di certo riguarda la sorella.
spero proprio che non ci vogliano altri dieci anni prima di leggere il seguito - e magari la fine - di questa storia bellissima e malinconica. su questo però le due autrici sono parecchio incoraggianti.
durante il periodo di lucca hanno rilasciato un'interessante intervista alla redazione di comicus. la trovate qui, leggetela, è quanto di meglio possiate trovare in giro su end.
l'acquisto è - se non si fosse ancora capito - più che consigliato direi quasi imposto. non potete perdervi un capolavoro del genere. proprio no.

questo è il disegno che anna merli ha fatto sulla mia copia. ovviamente non ero a milano quando le due autrici hanno fatto la sessione di disegni, ma la bao mi ha dato la possibilità di avere la copia firmata e io sono davvero felicissima e orgogliosa di questo piccolo tesoro.


sabato 17 novembre 2012

chihayafuru - prima stagione

si sa che a me i manga/anime di ambientazione sportiva non piacciano molto. anzi, quasi per niente. so che mi attirerò le ire di molti, ma i miei tentativi di approccio a adachi mi hanno ancor di più fatto detestare questo genere (non c'è nulla da fare, non capisco cosa ci troviate in adachi. forse ho letto io la roba sbagliata, ma la noia...)
leggiucchiando in giro di chihayafuru però mi sono incuriosita tanto di questo titolo che ho messo da parte la mia avversione per il genere. il manga di chihayafuru, che in giappone è arrivato al 18° volumetto e sta continuando, ha vinto il manga taisho award nel 2009 e in francia è stato annunciato da pika, ha dei disegni (e delle copertine!) a dir poco stupendi. ma mi pesa troppo cercare le scan (e poi speravo che l'annunciassero all'ultimo lucca...) e così mi sono buttata sull'anime, convinta che un anime su un gioco di carte mi avrebbe annoiata. e invece...

alcune delle copertine del manga
*attenzione! pochi spoiler ma ci sono!* il sogno di chihaya, fin da quando era bambina, è sempre stato quello di vedere sua sorella come la più famosa modella del giappone. tanto è adorabile la piccola chihaya altrettanto è odiosa la sorella.
nella classe di chihaya c'è un bambino, arata, che viene snobbato e maltrattato da tutti, anche da taichi, grande amico di chihaya da sempre.
quando chihaya comincia ad avvicinarsi ad arata, per nulla contenta delle angherie che deve sopportare senza motivo, il suo rapporto con taichi, che tratta malissimo arata, si va pian piano incrinando.
arata insegnerà a chihaya un modo completamente diverso da quello che lei conosce di giocare a karuta e le farà scoprire il suo vero sogno, un sogno personale e tutto suo: diventare la queen, la giocatrice più forte del giappone e quindi del mondo.
i tre bambini riescono poi a superare tutti i loro screzi e litigate e a diventare amici, formando una squadra di giocatori abbastanza forti. quando però arata si trasferisce in un'altra città si promettono tra le lacrime che si sarebbero incontrati nei tornei di classe a e avrebbero di nuovo giocato insieme.



questa è, in due parole molto striminzite, la premessa iniziale. non ho scritto molto altro perché non voglio rovinarvi la visione dell'anime che sopratutto in questa prima parte è davvero bello.
da questo punto in poi troveremo i tre ragazzi al liceo, chihaya e taichi insieme nella stessa scuola e arata ancora lontano, tutti ancora profondamente innamorati del karuta. la storia non va avanti soltanto tra tornei e allenamenti anche se l'anime predilige questa parte (non ho letto il manga quindi sono solo mie supposizioni, ma credo proprio che nella versione cartacea quelli che nell'anime sono soltanto vaghi riferimenti alle storie e agli stati d'animo dei personaggi, vengano molto approfonditi. l'anime di chihayafuru è sì tratto da uno shoujo, ma credo sia stato "riadattato" lasciando più spazio possibile all'azione e un po' meno al sentimentalismo... se qualcuno ha letto il manga me lo sa confermare?), in ogni caso le relazioni tra i personaggi e sopratutto la loro crescita come giocatori e come persone è davvero molto interessante e realistica.


ma cos'è poi questo karuta? guardando l'anime si capisce come funziona il gioco, viene spiegato parecchio bene e questo rende molto più piacevole seguire le partite tra i giocatori. personalmente, non conoscendo bene le regole della quasi totalità degli sport, mi annoio con le storie sportive perché non riesco mai a capire cosa succede in campo. provo a spiegarvelo anche io.
il karuta è un gioco tradizionale giapponese. si gioca con duecento carte sulle quali sono scritte cento poesie classiche, su metà delle carte c'è la prima parte, sull'altra la seconda.
i giocatori hanno le carte con la seconda metà delle poesie e giocano con in campo cinquanta carte (le altre cinquanta sono fuori gioco, ovviamente questa divisione è casuale), venticinque per lato.
le altre cento, quelle con la prima parte della poesia, vengono pescate a random e lette da una terza persona, estranea al gioco, che è il lettore.
i due giocatori devono riuscire a ricordare tutte le poesie e saper riconoscere in quale carta si trova la continuazione della poesia che viene letta. vince chi prende tutte le carte del proprio lato. è uno sport di memorizzazione ma anche di agilità, concentrazione e velocità.
naturalmente questo gioco, abbastanza popolare in giappone sopratutto dopo la diffusione dell'anime di chihayafuru, è praticamente impossibile da giocare altrove, visto che le poesie e le carte sono scritte in giapponese. di conseguenza, i giocatori più bravi del giappone sono anche quelli più bravi al mondo.


chihayafuru è una serie ben fatta e appassionante, con una bella storia, dei personaggi ben caratterizzati e senza dubbio con una buona dose di originalità. se ve la siete persa, trovate il fansub italiano qui.

e - notizia fresca fresca - a gennaio comincia la seconda stagione! non vedo l'ora

giovedì 15 novembre 2012

ooku 2, lindbergh 4, vinland saga 8 e 9, arrivare a te 2 e my little monster 5

finalmente un post sulle ultime letture! ci voleva proprio una bella carrellata sugli ultimi fumetti, che poi son quelli (non tutti) che vi ho fatto vedere la volta scorsa...

come sempre *state attenti agli spoiler* se non li avete ancora letti!

il secondo volumetto di ooku continua a raccontarci la tragica vicenda di un giappone vessato da una malattia terribile, il vaiolo dalla faccia rossa, che colpisce solo i giovani uomini e che ben presto porta la popolazione maschili a un quarto di quella femminile. tutto questo accade nell'arco di poco tempo, ma l'effetto sulla società del paese è ancora più immediato e repentino.
un giovane bonzo viene invitato a recarsi alla dimora della famiglia tokugawa in occasione della sua nuova nomina a priore. i tokugawa sono lo shogunato di edo e nascondono anche loro un segreto legato alla malattia che sta rovesciando la realtà del giappone.
se all'inizio il giovane priore viene trattato con tutti gli onori del caso, pian piano la sua ospitalità comincia a prendere le sembianze di una prigionia fino al giorno in cui la nutrice dello shogun gli rivela di essere effettivamente bloccato lì per sempre e lo costringe ad abbandonare la via del buddah per diventare paggio del signore all'interno dell'ooku.
come era facile immaginarsi, lo shogun è in realtà una donna, la figlia del precedente signore morto sei anni prima. lei, iemitsu, è la figlia illegittima ma anche l'unica in cui scorre il sangue dello shogun. dopo essere stata brutalmente strappata dalle braccia della madre, viene condotta dalla nutrice nel palazzo e da lì in poi costretta a vivere seminascosta per non rivelare la sua identità di donna e a vestirsi e atteggiarsi il più possibile da uomo. dopo anni di vita infernale riesce a intrecciare un rapporto di quasi-amicizia con il nuovo arrivato, che non tarda a trasformarsi in qualcosa di decisamente più forte.
questo numero riesce ad essere ancora più angosciante e malinconico del precedente, pieno di queste figure dal destino amaro, potenti eppure incapaci di decidere della loro sorte. ci sono parecchie scene crude, ma sinceramente quella del gatto mi ha turbata molto più di tutto il resto. mi auguro che la yoshinaga non faccia mai più niente del genere. se riuscite a reggere tutta la sequela di tragedie familiari, drammi interiori, violenze fisiche e psicologiche di questo volumetto qui allora vi piacerà.
io personalmente, gatto a parte, sono sempre più affascinata da questa storia. sono davvero curiosa di sapere se la yoshinaga ci dirà qualcosa in più sulla natura e l'origine del morbo misterioso, ma sopratutto spero che le vicende narrate fino ad adesso vengano raccontate fino alla fine. adesso abbiamo due storie in sospeso e io friggo di curiosità.

in lindbergh 4 l'autore (autrice? ogni tanto mi viene il dubbio, ma il tratto mi pare decisamente maschile) mette un bel po' di carne sul fuoco: conosciamo i moschettieri della rosa nera, soldati al servizio della regina, ai quali viene affidato il compito di liberare la principessa tilda presa in ostaggio da shark. che poi shark avesse avuto a che fare in passato con la regina l'avevamo capito, ma a quanto pare era anche una vecchia conoscenza dei moschettieri e guidava la squadra con il grado di comandante. tra i sette moschettieri spicca kirio, un tempo pupillo di shark e adesso gelosissimo delle attenzioni che quest'ultimo dedica a knit. kirio è incredibilmente abile con i lindbergh perché riesce a capirne i sentimenti, ma per qualche motivo shark ha poi perso fiducia in lui, cosa che il ragazzino non riesce a perdonargli ancora. in uno scontro tra kirio e knit plamo riesce a salvare il suo padrone svelando le sue ali e rende inoffensivi tutti gli altri lindbergh. quella che sembrava essere solo una leggenda per bambini viene improvvisamente rivelata come realtà: i lindbergh un tempo erano creature alate e plamo è l'unico superstite di quella razza antica.
manco a dirlo, prevedo un altro bel carico di azione nel prossimo volumetto. intanto bakaupdates segna che l'ultimo volumetto uscito è il sesto, e la gp - manco a dirlo - non dice un bel niente circa il calendario delle uscite.


ieri pomeriggio sono riuscita nella missione scambio: il mio fumettaro si è ripreso pandora hearts e silver spoon (più una copia del numero 13 di dragon ball che mia madre ha preso doppione a mio cugino) e sono riuscita a prendere due volumetti di vinland saga! i numeri 8 e 9 per la precisione. ormai manca pochissimo per mettermi in pari con le uscite.
la lettura è stata davvero una botta sulla testa (qui più che mai attenti agli spoiler!)
askeladd è sempre più interessato ad aiutare il principe canuto a salire sul trono, per riuscire a garantire la pace nel galles, suo paese natale. ma quando si trova davanti al re, questo lo mette davanti a una scelta: o la testa di canuto o la guerra in galles. non avendo previsto la mossa del re e non potendo scegliere, askeladd taglia la testa al re dopo averlo pubblicamente insultato e fa fuori mezza corte davanti agli occhi del principe, di thorkell e degli altri uomini. costretto dalle circostanze canuto uccide askeladd.
thorfinn, che ha passato quasi tutta la sua vita cercando vendetta per l'uccisione di suo padre, si vede morire tra le braccia l'uomo al quale ha giurato e promesso la morte per mano della sua spada. senza più un obbiettivo nella vita sembra quasi impazzito e ferisce canuto. il principe gli risparmia la vita ma per punizione viene venduto come schiavo.
del destino di thorfinn dopo la morte del re ne abbiamo notizia qualche anno dopo seguendo uno schiavo di nome einar che viene comprato da un fattore di nome ketil. il padrone in fondo è un uomo onesto e gli propone di comprare con il suo lavoro la libertà. einar conosce qui uno schiavo piccolo e dallo sguardo spento, che altri non è che thorfinn, ormai privo di qualsiasi ragione per vivere.
einar nota fin da subito che nonostante la bassa statura il suo compagno è un tipo singolare, ma quando poi, durante una zuffa con altri servitori, thorfinn schiva un attacco con una destrezza fuori dal comune, einar capisce che si trova davanti a un ex-guerriero, proprio lui che odia da sempre tutto ciò che ha a che fare con le guerre, la causa della morte della sua famiglia e della sua attuale condizione di schiavo.
nel frattempo canuto acquista sempre più potere, anche se oltre a lui, un altro uomo, ethelred, si dichiara re di tutta la britannia. con cautela e facendo le giuste mosse, evitando gli scontri diretti e esercitando il potere sui propri uomini con fermezza ma senza inutili crudeltà, canuto si libera in pochi anni di tutti i suoi nemici e riesce finalmente a ottenere la corona.
vinland saga si conferma una serie bellissima, con una trama scarsamente prevedibile e sopratutto dei personaggi meravigliosamente caratterizzati. lo sguardo di thorfinn dopo la morte di askeladd fa gelare il sangue. se ancora non l'avete recuperata, fatelo!

passando a letture un po' più da femminucce: arrivare a te continua con le cattiverie ai danni di sadako. questa volta le solite idiote anonime hanno sparso pettegolezzi parecchio acidi su yano e yoshida, convincendo sadako che se non si avvicina più a nessuno è meglio per tutti. e ovviamente lei si lascia persuadere della cosa fino a che quel santo di kazehaya non le spiega che sta sbagliando tutto.
insomma, la solita trafila di incomprensioni, equivoci eccetera condita con tanto zucchero e miele.
sono certa che non è una lettura che piacerebbe a tutti ma a me piace parecchio e non vedo l'ora che si entri un po' più nel vivo!

continua a piacermi pure tanto my little monster. chissà perché quando è stato annunciato me l'ero segnata non troppo convinta... beh, in ogni caso, mentre quei due idioti di mitti e haru continuano a girare intorno ai loro sentimenti mentre natsume riesce finalmente a dichiararsi a micchan con scarso rendimento.
e poi finalmente si comincia a conoscere un po' del passato tristissimo di haru e di quello vagamente più tragicomico di natsume. e... sasayasan mi sa che nasconde qualcosa dentro al cuoricino che inizia con n... e finisce con atume!
beh, in ogni caso, spero soltanto che andando avanti si diano tutti quanti una bella smossa, è ora di smetterla con le menate mentali! su su su!

lunedì 12 novembre 2012

il mondo di ran 1 e kaoru mori collection

sbarca in italia un'autrice bravissima con un manga a dir poco delizioso che già in tanti avete letto, adocchiato, sfogliato: il mondo di ran di aki irie, edito da j-pop.
ran uruma è una bimba che va male a scuola, ha pochi amici e un fratello maggiore con cui litiga per la maggior parte del tempo, un papà strambo e una mamma che sta lontana da casa per la maggior parte del tempo. però ran sa usare la magia e ha delle scarpe magiche che le permettono di trasformarsi un una bellissima giovane donna, suo fratello può diventare un lupo e sua mamma è una strega potentissima che vive in un villaggio lontano per tenere chiusa una porta misteriosa (il papà a quanto pare è solo strambo e abilissimo nel ricamo).
ran vorrebbe tanto poter stare di più con la sua mamma, così prova spesso a scappare da casa per raggiungere il villaggio dove abita lei - shizuka, la mamma di ran, bellissima e potente strega, sempre circondata di fiori e uccellini, capace di far apparire dolci dal nulla e di spargerli sulla città - a piedi, in autostop o volando.
in una delle sue fughe ran incontra per caso - o meglio gli cade dentro casa! - il bel signor otaro, figo oltre ogni limite, ricchissimo e sciupafemmine. otaro si prende una mezza cotta per ran (e dovrebbe vedere shizuka!) ma non sa che in realtà è una bambina, anche se di certo si è accorto di non avere a che fare con una ragazza normale...


il primo numero è naturalmente introduttivo, ma non è la solita noiosa presentazione dei personaggi né una roba incomprensibile. entriamo piano nel mondo di ran e veniamo spiazzati da questa streghetta adorabile dopo poche pagine. ran è allegra, solare e a volte vagamente avventata. ma sprizza fascino da ogni poro e le vittime della sua bellezza non sono poche. pare proprio che riesca a spezzare qualche cuoricino anche da bambina! certo è che piace parecchio ai suoi professori, nonostante i brutti voti non le si può non volere bene...


in questo post ho voluto abbondare con le immagini perché descrivere il tratto di aki irie senza vederlo è, per quello che mi riguarda, difficilissimo.
a prima vista mi ha riportato in mente la grafica anni '80: capelloni, ragazze belle e formose e ragazzi belli e mascolini. l'uso dei retini è limitato più che altro alle campiture mentre per le ombreggiature la irie preferisce lavorare con il pennino.
il disegno diventa così molto curato e molto più grafico che pittorico, mettendoci davanti a delle vere e proprie opere d'arte.
vagamente si potrebbe collocare il suo stile a metà tra la higashimura - di cui riprende lo stile un po' retrò, sopratutto nel disegno degli occhi e delle capigliature - e della mori - a cui si avvicina per le forme morbide e sensuali. di certo è un tratto particolarissimo e originale del quale non c'è neanche tanto bisogno di stare a decantarne le lodi, basta aprire il volumetto a caso per rimanere incantati.


particolarissimo è il modo di gestire la tavola: alcune pagine hanno delle gabbie fittissime, piene di vignette regolari e ben schematizzate quasi da fumetto italiano, in altre la struttura viene spezzata da figure fuori vignetta, altre ancora sono delle bellissime splash page come quelle che ho incollato sopra, che lasciano, letteralmente, senza fiato il lettore. da ex-incisore (non per mia scelta ma per impossibilità tecnica nel lavorare senza un laboratorio calcografico a disposizione) posso soltanto dire che ad avere avuto quelle immagini sott'occhio qualche anno fa, avrei avuto non poche ispirazioni per qualche bella acquaforte.
la irie non annoia mai, la regia è ben studiata e movimentata, figure intere piccole in campi larghi si alternano a primi e primissimi piani creando un dinamismo alla pagina che ci aiuta ancora di più a calarci nel mondo magico di ran. un lavoro da dieci e lode.



curatissima e bellissima l'edizione j-pop come sempre, ma d'altro canto è difficile rendere poco appetibile delle copertine così ben studiate e perfette.
godetevele in anteprima e speriamo che j-pop non ci faccia aspettare troppissimo prima di farci leggere il seguito di questa storia (o di qualsiasi altra cosa questa donna abbia realizzato in vita sua, io mi sono innamorata, di lei sì che prenderei qualsiasi cosa a scatola chiusa!)




altra meraviglia che ci ha regalato j-pop è il bellissimo kaoru mori collection - anithing & something, uscito in anteprima con ran al lucca comics.
si tratta di un libretto, come spiega in una serie di vignettine l'autrice stessa, che raccoglie delle storie brevi realizzate per vari motivi durante la carriera dell'autrice: immancabili le cameriere in divisa ma stavolta con una vena comica in più rispetto a emma, ma anche ragazzine in divisa scolastica, conigliette sexy, costumi da bagno e tanti tanti corsetti. detta così potrebbe sembrare una raccolta di sogni erotici maschili abbastanza scontati e prevedibili, invece la mori non si lascia scadere neanche un momento nel fanservice, regalandoci storie di poche pagine che spaziano dal comico al surreale ma sempre con l'eleganza e lo stile che la contraddistinguono. inoltre c'è una ricca raccolta di disegni, illustrazioni per pubblicità, gadget, frontespizi vari e tutto quello che può rendere felice gli occhi di chi sfoglia il volumetto.
un regalo fatto dall'autrice ai suoi fan ma anche un ottimo modo per avvicinarsi a kaoru mori prima di recuperare (obbligo categorico!) i giorni della sposa e pregare che j-pop ristampi davvero emma.

domenica 11 novembre 2012

kaoru mori scribbles ♥ considerazioni random e qualche foto

per la gioia dei vostri occhi!
qualche foto fatta al kaoru mori scribbles vol. 3 che yue mi ha gentilmente preso a lucca!
peccato non avere anche gli altri. i disegni della mori, sopratutto allo stadio non definitivo, sono bellissimi. la morbidezza della matita esalta la sensualità del tratto, le donne disegnate in questo libretto sono il massimo della femminilità e dell'eleganza: forme piene, sinuose e abbondanti, sorrisi invitanti, sguardi dolcissimi, abiti raffinati... il tripudio dell'essere femmina!
questo albetto è capitato proprio a fagiolo visto che qualche giorno fa con anna parlavo proprio della questione femminilità/femminismo eccetera.
diteglielo alla mori che per essere femministe bisogna vergognarsi di essere femmine e voler essere maschi a tutti i costi. ditelo a lei che disegnando queste figurine da più lezioni di classe di quanto riesca a fare un'enciclopedia di bon ton.
poche pagine ma un vero e proprio gioiellino!





pandora hearts 1 e silver spoon 1 ovvero: roba da evitare!


ecco qui il mio kaoru mori collection speditomi da yue con altri due regalini carini carini!
mentre sotto vi faccio vedere la pila devastante di roba letta/da finire di leggere/da cominciare a leggere che staziona sulla mia scrivania e che in buona sostanza è tutto quello di cui vi parlerò nei prossimi post... anzi, cominciamo adesso!


mi avevano consigliato pandora hearts come un gran capolavoro, ho letto dappertutto commenti entusiasti del tipo "è il manga della mia vita" e ho deciso di provare il primo volumetto certa di avere tra le mani un nuovo caso editoriale, una figata estrema, una genialata totale.
risultato? per me non vale manco lo spazio che occupa sullo scaffale.
i disegni non mi sono piaciuti per nulla, sono rozzissimi e in buona sostanza si tratta della solita fuffa da shounen. immaginatevi le clamp che disegnano male, o più o meno qualsiasi roba trovate in fumetteria per un pubblico di quattordicenni.
la storia? un ragazzino sta per compiere un rito tipo entrata nell'età adulta per il suo quindicesimo compleanno, quando si vede spedito in una dimensione altra che a quanto pare è una prigione dove vengono mandati quelli che si sono macchiati di un grave peccato. il punto è che lui non ha fatto niente. ma a quanto pare il suo peccato è essere venuto al mondo. e già qui c'è da mettersi a piangere per la totale prevedibilità della cosa. magari potrebbe essere interessante l'idea del peccato di cui non si ha memoria, ma così...
qui cominciano a cicciare fuori mostri vari, una ragazzina che pare cattiva e poi si rivela buona, un'altra che pare buona e in realtà è un mostro, altri personaggi stupidi e inutili e banali che non si capisce se lo vogliono aiutare o meno. per il resto, non si capisce un cavolo.
il primo numero si fa fatica a seguirlo, noiosissimo, confuso, sembra fatto da chi non ha la più pallida idea di come gestire i tempi e gli spazi grafici e narrativi e plausibilmente è così. se dovesse migliorare tendendo al clampico andante - ed è lì che vuole andare a parare - allora si conferma la scemenza che è parsa a me fin da subito. ma di certo non sono disposta a spenderci più un euro. anzi, spero di potermi liberare del primo numero prima possibile, ergo se qualcuno vuole leggerlo cedo volentieri la mia copia. plausibilmente può piacere molto a un pubblico più giovane (?) e forse con meno letture alle spalle, per essere meno gentile e velata a chi non ci capisce un cazzo e vuole il protagonista carino e biondo affrontare situazioni senza capo né coda ma con un sacco di linee cinetiche, ma per quello che mi riguarda è no secco e perentorio. c'è decisamente di meglio in giro e i propri soldi è consigliabile investirli in altro.

altra roba altrettanto osannata e per me altrettanto da evitare è silver spoon. la delusione qui è stata massima. da pandora me l'aspettavo una bimbomikiata, ma da questo, che tutti portavano sul vassoio d'argento come seinen-rivelazione, beh, non me l'aspettavo proprio. anzi, avevo grandi aspettative su questo manga.
una delle cose che più mi ha fatto innervosire sono stati i disegni. ora, dopo che sento dappertutto criticare disegni bellissimi, leggere che questi non sono tanto male... ma che avete sugli occhi? fette di salame spesse due dita come minimo! non ho idea di come questa tipa possa essere considerata una mangaka famosa e meritevole se disegna sempre così. volti sbagliati al limite del grottesco o del disegno di fanzine da terza media, figure statiche e legnose, anatomie inesistenti... cosa ci trovate?
passando alla storia: penosa. un idiota si iscrive in una scuola agraria piena di personaggi al limite della deficienza mentale grave, tutti i suoi compagni stanno lì per continuare le attività dei genitori (allevamento di bestiame, produzione di formaggi e altre amenità del genere) mentre lui non sa che cacchio ci sta a fare. il leit motif è non ho nessun sogno, e la cosa viene ripetuta tante di quelle volte che la tentazione di strappare il volumetto mandandolo a fanculo è forte.
l'editore parlava di vita di campagna e amore per gli animali... amore? come scena divertente c'è la decapitazione di un pollo. e dovrebbe far ridere. poi mi dite chi è che ha riso, così gli consiglio uno psicologo. non ricordo quante pagine sono state dedicate al trauma del protagonista nello scoprire che le galline hanno un solo buco per le uova e per la cacca. ma stiamo scherzando? davvero esiste gente che non sa da dove escono le uova? davvero questa roba dovrebbe essere divertente? gli animali sono trattati come prodotti più o meno puzzolenti e rompiscatole, di amore non ce n'è manco a cercarlo. persino i cavalli, dei quali si parla con un pelino più di decenza, sono ridotti a delle bestie stronze e capricciose.
brutto, stupido, illeggibile, con personaggi a un passo dal nauseabondo, trama inesistente, valori zero: nessun sogno, nessun amore per gli animali, niente di quanto promesso. sinceramente non sono nemmeno riuscita a finire di leggerlo. penoso. adesso so che recuperare fma non vale la pena neanche a pensarci.

domani vi dico due parole su quello che invece merita di essere letto e amato!
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