domenica 11 dicembre 2011

storie di vampiri

ah, quanto vanno di moda le bestie succhiasangue negli ultimi anni! mi ricordo ancora il profondo sdegno mentre leggevo il primo libro della serie twilight: lo presi dopo aver letto innumerevoli ed esaltati pareri che lo innalzavano al livello di romanzo di culto, consigliandolo a chi avesse amato i libri di anne rice. io personalmente ho adorato intervista col vampiro, e neanche la regina dei dannati (il film) per quanto trash oltre ogni limite mi aveva dispiaciuta. quindi comprai il bimbominkiesco libro senza sapere in realtà a cosa andavo in contro. ricordo che lo lessi in un pomeriggio chiedendomi a ogni pagina in quanti altri modi avrei potuto usare i soldi con cui l'avevo pagato. una schifezza incredibile, scritto malissimo e che distorceva la mia amata idea di vampiro. anne rice? ma l'avete mai letta anne rice? non che sia il massimo della profondità, ma lì almeno i vampiri non sbrilluccicano e hanno una vaga consapevolezza della loro sorte di maledetti (nel senso serio del termine, il che vorrei chiarire alle bimbette che urlano eduaaard sei bellissimo, non è affatto una bella cosa)
dopo quella cagata di twilight ho visto le librerie affollarsi di stronzate simili e me ne sono ben tenuta alla larga. il secondo errore lo feci con vampire knight, manga di matsuri hino, di cui ammetto che non mi dispiacciono affatto i disegni, ma la storia è di un idiota insopportabile. anche lì non c'è nessuna capacità di delineare i vampiri per quello che sono (almeno fino al terzo volume, ovvero fino a dove ho letto io. ma dubito che poi si assurga a elevate considerazioni di tipo morale e psicologico) e anche lì schiere di ragazzine urlanti. credo che quello che attiri queste masse di quindicenni in preda a crisi ormonali sia, oltre l'inevitabile presenza del bishounen (se posso rubare il termine) -ovvero del gnoccolone- di turno, rigorosamente bello, pallido, con un taglio di capelli figo, gentile eccetera, sopratutto la totale mancanza di spessore della figura stessa del vampiro. è decisamente più pulito e apprezzabile quello che non solo sa camuffare i suoi istinti bestiali, ma anche può tranquillamente stare al sole e illuminarsi come un catarifrangente, corre veloce e decide senza rimpianti di condannare la persona che ama. apprezzabile per le suddette quindicenni, intendo. credo sia questa la vera causa del successo di queste cagate scritte male: tizi più fighi del normale che si innamorano perdutamente di ragazzette inutili come ce ne sono a vagonate sulla faccia della terra e che con una smozzicata piazzata sapientemente rendono eterno il loro amore, mentre le lettrici inneggiano al goth (l'apoteosi del cattivo gusto, che non capisco bene cosa ha a che fare con il vero gotico, ma pazienza, non credo più all'idea che la gente voglia conoscere davvero quello di cui parla) trine e pizzi neri, qualche goccia di sangue della tonalità giusta, niente puzza, niente brutture, niente istinti.
questa roba a me fa cordialmente cagare.

fino ad adesso ho, come ho detto prima, evitato accuratamente qualsiasi libro o fumetto scritto sulla scia del successo meyeriano, essendo sicura di risparmiarmi solo carta straccia. ovviamente ci sono delle eccezioni, non tutti i libri che parlano di vampiri e sono stati scritti dopo twilight sono cagate. prendete il geniale suck di christopher moore. è abbastanza comico e demenziale, ma splatter in modo decisamente più accettabile e realistico del nostro cullen del cuore, con una sana dose di presa per il culo per le quindicenni blabla. che più delle quindicenni mi spaventano le ventenni o peggio le trentenni che... in ogni caso, se non conoscete moore, leggetevi suck (o meglio ancora, il vangelo secondo biff), ne vale davvero la pena, sopratutto se avete una buona dose di senso dell'umorismo e niente fette di salame sugli occhi.

ma lasciamo stare, questo immenso prologo che avrà sicuramente cacciato via i pochi che leggono questo blog (o magari mi ha fatto guadagnare qualche follower, non sono l'unica a pensarla così, per fortuna) in realtà voleva introdurre due titoli, due acquisti vampireschi, scritti e disegnati prima che il modello swarovski prendesse il sopravvento. due titoli che, a parte la figura vampiresca, non hanno un bel niente in comune: vampire princess miyu (edito da goen) e hitsuji no uta (bellissima edizione di magic press).


vampire princess miyu è stato pubblicato in giappone dalla fine degli anni '80 fino ai primi al 2002. oltre alla serie regolare, esistono new vampire princess miyu e lo spin-off vampire princess yui, disegnate sempre da narumi kakinouchi e anche queste serie saranno pubblicate da goen, alternandosi alla serie principale. dal 2009 la kakinouchi ha anche iniziato a lavorare alla nuova serie, vampire princess, ed è ancora all'opera. i quattro volumetti usciti fino ad adesso e quelli che usciranno saranno pubblicati da planet manga da febbraio. (qui potete trovare tutte le informazioni sulle edizioni, date di pubblicazione eccetera).
goen ha realizzato due versioni del primo numero, la versione regolare e la variant (che costa 1,95€ per chi la riuscisse ancora a trovare in fumetteria... io ci sono riuscita! notevole risparmio direi!)
anni fa playpress aveva pubblicato new vampire senza specificare che si trattava di un sequel,  lessi i primi tre numeri, ma erano incomprensibili, solo dopo ho scoperto che non si trattava della prima serie.
parliamo del fumetto: vampire princess miyu mi ha affascinata non poco. è un manga fuori dall'ordinario sopratutto per come è strutturato. le vicende di miyu non seguono una vera e propria trama, il racconto è più che altro episodico. l'atmosfera è sempre vaga e onirica, sogno e realtà non hanno confini precisi e anche il concetto di tempo non è definito per bene. potrebbe sembrare qualcosa di negativo, ma come possono questi concetti avere un senso per una creatura che ha davanti a sé solo l'eternità? è un tipo di narrazione che si adatta perfettamente al personaggio, la principessa vampiro che in cambio del sangue regala un sogno di infinita felicità, e che nel contempo deve tenere a bada i malvagi shinma, creature animalesche che uccido per la loro sopravvivenza. malinconico e sognante, miyu è sola e non può essere altrimenti, l'unico che le è vicino è larva, uno shinma anche lui ma -non ho capito bene come, spero sia più chiaro in seguito- diverso dagli altri, che aiuta la nostra vampira a rispedire nelle tenebre i cattivi della storia.
assolutamente non consigliato a chi si aspetta bamboline goth e spargimenti di sangue, né tanto meno a chi ricerca una storia articolata e piena di colpi di scena, o l'autocompiacimento dell'essere maledetto. in vampire princess miyu non c'è nulla di tutto questo. se invece volete leggere qualcosa di diverso e se sopratutto vi piacciono i disegni stile anni ottanta, bene, questo potrebbe piacervi.



completamente diverso il secondo titolo, hitsuji no uta di kei tome. aspettavo con ansia di poterlo leggere e non mi ha affatto delusa. kei tome è proprio brava, non capisco perché non fa che saltellare da una casa editrice all'altra senza il successo che merita. però sono contenta che questo titolo sia stato pubblicato da magic press, fino ad ora si è dimostrata una casa editrice seria e con un ottimo catalogo. (per la cronaca, era al secondo posto subito dopo la flashbook nella classifica, solo per una questione quantitativa). l'edizione è bellissima, sopratutto mi piace molto la carta usata per la sovracoperta, ho un debole per le carte opache e non ne potevo più di quelle sovracoperte lucide e attiraimpronte. bella anche la grafica del titolo e sopratutto la scenda di mantenere il titolo giapponese e rilegare la traduzione italiana a sottotitolo (non penso che ci sia bisogno del richiamo cinematografico per far incuriosire chi non conosce l'autrice. chi ha letto altro della tome l'avrà sicuramente preso a scatola chiusa).


takashiro ha sempre vissuto con i suoi zii da quando aveva tre anni. sua madre è morta e da allora il padre lo ha abbandonato, portando con se solo la sorellina. la piccola era sempre malata, e per quanto takashiro ricordi, non ha mai avuto modo di conoscerla, neanche la ricorda. adesso sembra che la sua vita abbia deciso di rivoluzionarsi senza che lui riesca a stargli dietro. deve decidere cosa fare dopo il liceo e i suoi zii gli propongono di adottarlo e di mantenerlo se deciderà di andare all'università. è innamorato di una ragazza che frequenta il club di pittura, a cui si è iscritto anche se non ha alcun interesse a dipingere solo per stare con lei. però un giorno, mentre si trova al club, comincia a sentirsi male, come se avesse un forte malore causato dall'anemia. ha anche degli strani e macabri ricordi che non riesce a ricollegare a fatti della sua infanzia che ricorda consciamente. decide qui, in qualche modo che non sa spiegarsi neanche lui, di andare a dare un'occhiata alla casa in cui abitava con la sua vera famiglia da bambino, sicuro di aspettarsi un edificio abbandonato con il giardino pieno di erbacce. invece la casa è curata ed è sicuro che lì ci abiti qualcuno. e questo qualcuno per la precisione è una bellissima ragazza dai capelli lunghi e neri e lo sguardo fiero e temibile. ma più temibili ancora sono le parole che gli rivolge, il segreto della morte di sua madre e in generale cosa c'è di strano nella sua famiglia. i malesseri aumentano e con loro la paura di diventare pericoloso per gli altri: non è anemia, è vera e propria sete di sangue. è per questo che è stato allontanato da quello che rimaneva della sua famiglia?
questo primo numero promette benissimo e io non vedo l'ora di leggere tutto il resto. complimentissimi a magic press per aver portato in italia, di nuovo, kei tome, sopratutto con questo titolo.



8 commenti:

  1. Twilight e Vampire Knight sono le due pubblicazioni che più distruggono la figura del vampiro tradizionale, aggiungendo solo il fattore dell'immortalità a dei manichini glitterati e fashion.
    Il vampiro ha un suo significato in ben altre opere, citare Bram Stoker sembra banale ma vorrei vedere quante fangirl che ululano "Edwarduccio quanto sei bello" l'abbiano letto.

    Questi titoli che hai proposto non li conosco bene ma vedrò di rimediare. Di Kei Tome ho letto alcune cose (tipo Vita da Cavie) a l'ho trovato molto interessante, per cui non mi dispiacerebbe vedere come tratta il tema del vampirismo.

    Personalmente adoro in questo filone Hellsing, anche se è molto incentrato sugli scontri (ci sono dei nazisti vampiri) riesce ad affrontare bene il discorso della maledizione ^^

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  2. sì sì, prendi hitsuji *_* è bello e ne vale davvero la pena *_*
    hellsing lo conosco solo di nome, non amo particolarmente i manga troppo pieni di scontri eccetera, e poi ho tanta di quella roba da recuperare... però sembra davvero interessante, grazie per la segnalazione ^_^

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  3. Anche io ho un po' tutti i manga vampireschi pubblicati! xD

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  4. Gah,come abbiano fatto anche solo ad accostare la Rice e la Meyer davvero non me lo spiego...
    Ciò detto,ma allora questo Vampire Princess Miyu merita un'occhiata? Da quanti volumi dovrebbe essere composta la serie regolare?

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  5. @favole: ho messo un link nel post dove puoi trovare tutte le info, dacci un'occhiata, è molto chiaro. circa il "merita un'occhiata?" ho detto tutto quello che potevo dire. secondo me sì. ci sta un post sopra che spiega il perché di questo sì, ma non è detto che corrisponda ai tuoi gusti...

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  6. Alla fine ho ceduto...e ho fatto bene!!
    Questo blog è una miniera di consigli...come se avessi bisogno di altra ispirazione per svuotare il portafogli xD

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  7. Letto...che dire? Mi pare proprio un ottimo titolo *___* Ora leggo quello che scrivi del 2° e 3° volume.
    Se continuerà a ispirarmi, mando una mail al fumettaro chiedendogli di mettermelo in casella e di mandarti il conto XD

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